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	<title>iter Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Antigone onlus presenta il rapporto di metà anno: numeri e criticità delle carceri italiane</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jul 2019 08:26:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato il rapporto di metà anno: numeri e criticità delle carceri italiane da www.antigone.it Lo sorso 25 luglio è stato presentato un rapporto attraverso il quale abbiamo voluto fotografare il sistema penitenziario italiano in&#46;&#46;&#46;</p>
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<h2><a href="https://www.antigone.it/news/antigone-news/3238-numeri-e-criticita-delle-carceri-italiane-nell-estate-2019?utm_source=rss&utm_medium=rss">Presentato il rapporto di metà anno: numeri e criticità delle carceri italiane</a></h2>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="594" height="350" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/carceri-italiane.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12805" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/carceri-italiane.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 594w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/carceri-italiane-300x177.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 594px) 100vw, 594px" /></figure>



<p>da <a href="http://www.antigone.it?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.antigone.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Lo sorso 25 luglio è stato presentato un rapporto attraverso il quale abbiamo voluto fotografare il sistema penitenziario italiano in questi primi mesi del 2019. Ciò che emerge è il perdurare dello stato di sovraffollamento. Al 30 giugno 2019 i detenuti ristretti nelle 190 carceri italiane erano 60.522. Negli ultimi sei mesi sono cresciuti di 867 unità e di 1.763 nell’ ultimo anno. Il tasso di sovraffollamento è pari al 119,8%, ossia il più alto nell’area dell’Unione Europea, seguito da quello in Ungheria e Francia. Il Ministero della Giustizia precisa che i posti disponibili nelle carceri italiane sono 50.496, un dato che non tiene conto delle sezioni chiuse. Ce ne sono ad Alba, a Nuoro, a Fossombrone e in tantissimi altri istituti. Il carcere di Camerino è vuoto dal terremoto del 2016 ma tutti i posti virtualmente disponibili sono conteggiati. Secondo il Garante nazionale delle persone private della libertà alla capienza attuale del sistema penitenziario italiano vanno dunque sottratti almeno 3.000 posti non agibili. A Como, Brescia, Larino, Taranto siamo intorno a un tasso di affollamento del 200%, ossia vivono due detenuti dove c’è posto per uno solo. Nel 30% degli istituti visitati dalla nostra associazione in questi primi mesi dell&#8217;anno sono state riscontrate celle dove non era rispettato il parametro minimo dei 3 mq. per detenuto, al di sotto del quale si configura per la giurisprudenza europea il trattamento inumano e degradante.</p>



<p>Questo aumento del sovraffollamento, al di là dei luoghi comuni agitati da alcune parti politiche, non è dovuto ad un aumento della criminalità, in particolare quella straniera. Infatti, da una parte, il numero di reati è in costante calo e anche gli ingressi in carcere sono in conseguente diminuzione. Il numero più alto di detenuti si spiega con l&#8217;aumento delle durata delle pene, frutto anche delle politiche legislative degli ultimi anni. Gli stranieri in carcere poi, negli ultimi 10 anni, sono diminuiti del 3,68%. Se nel 2003 ogni 100 stranieri residenti regolarmente in Italia l’1,16% degli stessi finiva in carcere, oggi la percentuale è scesa allo 0,36%.</p>



<p>Dalla nostra osservazione si evidenzia come la vita in carcere stia peggiorando. Questa è fatta di momenti di socialità, di occasioni di dialogo e di crescita culturale, di rapporti con i familiari e con l’esterno. Nonostante questo nel 30% delle carceri visitate non risultano spazi verdi dove incontrare i propri cari e i propri figli. Solo nell’1,8% delle carceri vi sono lavorazioni alle dipendenze di soggetti privati. Nel 65,6% delle carceri non è possibile avere contatti con i familiari via skype, nonostante la stessa amministrazione e la legge lo prevedano. Nell’81,3% delle carceri non è mai possibile collegarsi a internet. Inoltre alcune recenti circolari hanno previsto dei cambiamenti in peggio poco giustificabili soprattutto nella stagione estiva, quale ad esempio l’obbligo di tenere spenta la televisione dopo la mezzanotte. Non permettere ai detenuti di guardare la tv quando fa caldo, si fatica a prendere sonno e durante il giorno si è sempre stati nella cella a oziare significa contribuire a innervosire il clima generale. In alcuni istituti penitenziari inoltre stanno chiudendo i corsi scolastici e per molti detenuti non sarà possibile frequentarne dal prossimo anno scolastico.</p>



<p>Il peggioramento della qualità della vita si ripercuote anche sul numero dei suicidi. Il 2018 fu un anno drammatico e nel 2019, quelli che si sono verificati negli istituti di pena italiani, sono già 27.</p>



<p>La soluzione dinanzi a questa situazione di affollamento &#8211; e a tutto ciò che questa comporta &#8211; non può essere rintracciata nella costruzione di nuovi istituti. Primo perché sarebbe una soluzione a lungo periodo, secondo perché i costi sarebbero elevatissimi e, almeno ad oggi, non sembrano esserci le necessarie coperture finanziarie.&nbsp;Da una analisi di Antigone emerge infatti che, a copertura delle disposizioni dell’art. 7 del Decreto Semplificazione, ci sarebbero circa 20 milioni derivanti dalla legge di Bilancio del 2019 e una quota non specificata di 10 milioni derivanti dal Fondo per l’attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario. Se si considera che il Piano Carceri del 2010 aveva uno stanziamento di circa 460 milioni di euro e che alla fine del 2014 ne sono stati spesi circa 52 per la realizzazione di 4.400 posti, è facile capire come meno di 30 milioni di euro in due anni non sarebbero lontanamente sufficienti. Inoltre nuove carceri significa rafforzare il personale e le opportunità trattamentali senza le quali questi posti in più servirebbero solo a “stoccare” più detenuti. Anche in questo caso dunque bisognerebbe prevedere ingenti risorse aggiuntive al bilancio dell&#8217;amministrazione penitenziaria che, già oggi, è di circa 3 miliardi di euro all&#8217;anno.</p>



<p>Bisognerebbe dunque investire sulle alternative alla detenzione e nel rendere la custodia cautelare un istituto utilizzato solo nei casi dove essa è realmente necessaria. Sotto questo punto di vista la buona notizia è che rispetto allo scorso anno il tasso di persone presenti in carcere in attesa di condanna definitiva è diminuito di quasi due punti, attestandosi al 31,5%. Un dato però ancora lontano dalla media Europa del 21% circa.</p>



<p>Molti altri dati sono riportati nel nostro rapporto di metà anno consultabile&nbsp;<a href="https://www.antigone.it/upload2/uploads/docs/PreRapporto2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">a questo link</a>.</p>
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		<title>Il report (Ben)Venuti del Naga sui richiedenti asilo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2016 09:38:43 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accoglienza dei richiedenti asilo in Italia è caratterizzata da sistemi ordinari ed emergenziali. Con la circolare dell&#8217;8 gennaio 2014 il Ministero dell&#8217;Interno, per fronteggiare &#8220;l&#8217;afflusso di cittadini stranieri a seguito di ulteriori sbarchi sulle coste italiane&#8221; e considerata &#8220;l&#8217;avvenuta saturazione di tutti i centri governativi e di quelli garantiti da alcuni enti locali nell&#8217;ambito del sistema SPRAR&#8221;, incaricava tutte le Prefetture di attivare Centri di Accoglienza Straordinari per soddisfare la sovrabbondanza di richieste di accoglienza, coinvolgendo tutto il territorio nazionale e inaugurando una nuova stagione emergenziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/sottotetto_centro_via_fantoli-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7522" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/sottotetto_centro_via_fantoli-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="sottotetto_centro_via_fantoli-2" width="1200" height="1600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/sottotetto_centro_via_fantoli-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/sottotetto_centro_via_fantoli-2-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/sottotetto_centro_via_fantoli-2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Tra l&#8217;autunno 2014 e i primi mesi del 2015 abbiamo iniziato a ricevere presso il Centro Naga Har &#8211; il Centro per richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura del Naga &#8211; un numero sempre crescente di persone confuse e spaesate, arrivate in Italia da poco tempo, accolte in strutture di cui spesso ignoravamo l&#8217;esistenza. Abbiamo così deciso d&#8217;indagare la situazione. Abbiamo intervistato 62 dei nostri ospiti e chiesto alla Prefettura di Milano informazioni relative alle strutture coinvolte e l&#8217;autorizzazione ad accedervi. Dai racconti dei nostri ospiti, dalle visite alle strutture e dalle interviste ai gestori e operatori delle strutture è stato possibile fotografare lo stato attuale del sistema di accoglienza gestito dalla Prefettura di Milano e verificare il grado di adesione delle pratiche ai bandi della Prefettura (che definiscono le regole con cui tale accoglienza deve essere erogata).</p>
<p>&#8220;<em>E&#8217; emersa l&#8217;enorme eterogeneità tra le tipologie delle strutture di accoglienza e tra i servizi da queste erogati, la numerosità degli ospiti, la mancata definizione delle competenze necessarie per rispondere adeguatamente ai bisogni delle persone accolte. Appartamenti, centri di medie e grandi dimensioni, tendopoli allestite con criteri emergenziali e temporanei, diventate anch&#8217;esse luoghi in cui gli ospiti svernano senza assistenza legale chiara e senza alcuna progettualità. Un pocket money definito dai bandi, ma erogato in maniera quanto mai irregolare da alcuni enti gestori, una scuola di italiano anch&#8217;essa prevista, ma in molti casi disattesa. Molti sono gli esempi che emergono dal report che testimoniano che diritti fondamentali vengono trasformati in &#8216;opportunità&#8217; che alcuni ricevono e altri no. La delega strutturale al terzo settore abbassa gli standard minimi di accoglienza e rende la casualità il vero unico elemento comune. La vita e il futuro di chi arriva è in mano a un sistema aleatorio</em>&#8221; affermano i volontari che hanno svolto l&#8217;indagine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/bagno_centro_via_fantoli-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7523" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/bagno_centro_via_fantoli-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="bagno_centro_via_fantoli-2" width="1200" height="1600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/bagno_centro_via_fantoli-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/bagno_centro_via_fantoli-2-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/bagno_centro_via_fantoli-2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>&#8220;<em>La nostra indagine restituisce uno spaccato del sistema di accoglienza &#8217;emergenziale&#8217; che sembra essere diventato il modello di riferimento per le persone in cerca di accoglienza e protezione</em>&#8220;, afferma Pietro Massarotto, presidente del Naga. &#8220;<em>Abbiamo messo in luce le difficoltà, le scelte e i paradossi del sistema di accoglienza purtroppo pienamente coerente con la posizione dell&#8217;Unione Europea e dei governi dei paesi membri nei confronti del fenomeno migratorio: improvvisazione, casualità e chiusura. Il fenomeno migratorio andrebbe affrontato con coraggio, lungimiranza e senso della storia. In questo momento, l&#8217;unico coraggio che vediamo è quello nei passi di chi lascia il proprio Paese</em>&#8220;.</p>
<p>Nell&#8217;attesa di un ripensamento strutturale del sistema di accoglienza auspicato con decisione e estrema urgenza, il Naga, con questo report, avanza anche delle richieste per tentare di migliorare almeno in parte la situazione: nessun rinnovo di convenzioni a enti che non erogano i servizi previsti dalle stesse; non rinnovo della convenzione agli enti coinvolti in inchieste giudiziarie; standard di assegnazione degli appalti legati alla qualità del servizio e non alla logica del massimo ribasso; meccanismi di monitoraggio e revisione delle convenzioni; superamento del &#8220;doppio sistema&#8221;- accoglienza prefettizia e SPRAR- in un unico sistema rispettoso degli standard SPRAR; per tutti i comuni italiani quote, proporzionate alla popolazione, di richiedenti asilo e rifugiati, puntando a un modello di accoglienza diffuso su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Link ulteriori e importanti:</p>
<p><a href="http://www.naga.it/tl_files/naga/(Ben)venuti_Naga.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.naga.it/tl_files/naga/(Ben)venuti_Naga.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a href="http://www.naga.it/tl_files/naga/Malaccoglienza_(Ben)venuti_Naga.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.naga.it/tl_files/naga/Malaccoglienza_(Ben)venuti_Naga.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><a href="http://www.naga.it/tl_files/naga/Conclusioni_(Ben)venuti_Naga.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.naga.it/tl_files/naga/Conclusioni_(Ben)venuti_Naga.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/11/27/il-report-benvenuti-del-naga-sui-richiedenti-asilo/">Il report (Ben)Venuti del Naga sui richiedenti asilo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>La Giunta Raggi e i rom: 12 milioni di euro per un nuovo “sistema campi”?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/10/19/la-giunta-raggi-e-i-rom-12-milioni-di-euro-per-un-nuovo-sistema-campi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 06:43:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Preoccupazione di Associazione 21 luglio: «Dopo che nel 2015 erano state azzerate le risorse per la gestione dei campi rom, con la nuova Amministrazione si sta riattivando un flusso economico di 12 milioni&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Preoccupazione di Associazione 21 luglio: «Dopo che nel 2015 erano state azzerate le risorse per la gestione dei campi rom, con la nuova Amministrazione si sta riattivando <b>un flusso economico di 12 milioni di euro</b>. Si sta riformando l’humus nel quale è cresciuto il “sistema campi” di <b>Mafia Capitale</b>».</p>
<p>I primi 100 giorni costituiscono per ogni Amministrazione Comunale un’occasione per tracciare un bilancio sull’eredità raccolta e per delineare linee programmatiche secondo macro obiettivi chiari e definiti. Associazione 21 luglio, nel rileggere i primi 100 giorni della Giunta Raggi e le politiche espresse in relazione alle baraccopoli presenti nella Capitale, <b>manifesta delusione</b> e una <b>profonda preoccupazione</b> per il rischio che, in presenza di linee politiche poco chiare e di azioni contraddittorie, <b>possa ricrearsi l’humus in cui è nato e si è consolidato il “sistema campi” </b>venuto alla luce nell’inchiesta denominata “Mafia Capitale”.</p>
<p>Le premesse non erano state incoraggianti. La campagna elettorale che ha preceduto l’elezione del sindaco di Roma è stata caratterizzata dall’obiettivo quasi comune a tutti i candidati di “<b>superare le baraccopoli</b>”, accompagnato tuttavia dall’assenza di tempi certi e di azioni definite.</p>
<p>Dopo le elezioni, il 21 luglio 2016 la Giunta Capitolina ha approvato le “<b>Linee programmatiche 2016-2020 per il Governo di Roma Capitale</b>”. In due occasioni si parla del “superamento dei campi” e in entrambi i casi, in assenza di un piano strategico definito, <b>gli obiettivi vengono confusi con le azioni e gli strumenti</b>. In assenza di linee politiche chiare, nei primi 100 giorni della Giunta Raggi si è assistito a una serie di azioni che destano preoccupazione.</p>
<p>L’8 luglio 2016, attraverso il sito ufficiale, il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale ha indetto una “<b>Gara per il reperimento di un’area attrezzata</b>” per soli rom. Il concorrente – si legge nel bando – dovrà mettere a disposizione «un’area attrezzata per l’accoglienza e soggiorno temporaneo di 120 nuclei familiari di cui 109 attualmente ospiti presso il Villaggio River», per un appalto che avrà come importo complessivo posto a base di gara di <b>1.549.484 euro</b> e che avrà decorrenza dal 1° ottobre 2016 per terminare il 31 dicembre 2017. Il 9 agosto l’Assemblea Capitolina ha bocciato una mozione nella quale veniva chiesto il ritiro del bando.</p>
<p>Il 25 agosto si è svolto presso il Dipartimento Politiche Sociali il primo incontro ufficiale sulla “questione rom” preparatorio al <i>Tavolo per l’inclusione dei rom</i> convocato dall’assessore Laura Baldasarre. Dopo anni di assenza, tra gli invitati sono riapparsi alcuni <b>sedicenti “rappresentanti rom”</b>: autoproclamatisi tali o nominati nella passata amministrazione a guida Alemanno al fine di ridurre a mera formalità l’effettiva partecipazione dei rom alle decisioni che influiscono sul loro futuro. Gli stessi, al termine dell’incontro, sono stati invitati a redigere rapporti sulle condizioni strutturali degli insediamenti, con il rischio che nuovamente potranno assurgere al ruolo di filtro e proteggere gli interessi di pochi a discapito delle istanze di quei nuclei famigliari maggiormente vulnerabili che ancora attendono di riuscire a far sentire la propria voce.</p>
<p>Il 20 settembre si è proceduto all’apertura delle offerte relative alla <b>Gara per la gestione di 6 baraccopoli istituzionali</b>, denominati “villaggi” per un importo lordo superiore ai <b>6 milioni di euro</b>. Il servizio prevede la riproposizione delle medesime mansioni svolte negli insediamenti fino al 2014 inasprendo le regole sicuritarie già stabilite nel periodo della “Emergenza Nomadi” e <b>dichiarate incostituzionali dal TAR del Lazio nel 2009</b>.</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio la legittimazione operata nei confronti dei sedicenti rappresentanti rom e la contestuale <b>riproposizione di bandi milionari</b> – nei quali le voci di spesa destinate all’inclusione sono minime e non è possibile rintracciare indicatori concreti in linea con il dichiarato obiettivo di superare le baraccopoli &#8211; rappresentano fatti estremamente gravi volti a ricreare le condizioni per il ricostituirsi del “sistema campi”. «<i>Come mosche sul miele </i>– denuncia il presidente Carlo Stasolla – <i>alcune organizzazioni che fino al 2014 operavano attorno alla fiorente economia del sociale che si muoveva attorno ai “campi”, alcune delle quali hanno visto i loro presidenti indagati o arrestati, potranno rientrare dalla finestra, dopo che le vicende successive a “Mafia Capitale” le avevano fatte uscire dalla porta</i>».</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio la Giunta Raggi non sembra avere consapevolezza dell’urgenza di adempiere anzitutto agli <b>obblighi istituzionali</b> derivanti da una <b>sentenza del Tribunale Civile di Roma</b>, da una <b>delibera di iniziativa popolare</b> sottoscritta da<b> 6.000 cittadini romani</b> e da una <b>delibera della Giunta Capitolina</b> che impegna 4,4 milioni di euro di fondi europei per la chiusura degli insediamenti e l’inclusione abitativa delle comunità rom a Roma.</p>
<p>La prima risale al 30 maggio 2015 quando un giudice del Tribunale Civile di Roma, in riferimento alla baraccopoli istituzionale La Barbuta, ha riconosciuto «<i>il carattere discriminatorio che si concretizza nell’assegnazione degli alloggi</i>» ordinando al Comune di Roma «<i>la cessazione della suddetta condotta nel suo complesso e la rimozione dei relativi effetti</i>». A tale Ordinanza <b>non è seguita alcuna azione da parte dell’attuale Amministrazione</b> che quindi non sta dando seguito alla decisione del giudice.</p>
<p>La seconda risale allo scorso anno, quando nove organizzazioni hanno depositato in Campidoglio più di 6.000 firme per chiedere il superamento progressivo e la chiusura degli insediamenti formali per rom presenti nella città di Roma in attuazione della Strategia nazionale d’inclusione dei Rom. La delibera di iniziativa popolare dovrebbe essere discussa dall’Assemblea Capitolina, così come richiede lo Statuto Comunale, <b>ma ad oggi non è stato nemmeno avviato l’iter</b>.</p>
<p>La terza è del 28 ottobre 2015 quando la Giunta Capitolina ha deliberato, nella Deliberazione n. 350, la partecipazione di Roma Capitale al Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane adottato dalla Commissione Europea. Il Programma prevede una specifica azione di inclusione abitativa, scolastica e occupazionale volta ad agevolare la fuoriuscita dei rom dalle baraccopoli istituzionali attraverso lo stanziamento di 4,4 milioni di euro. Ad oggi si segnala <b>una amnesia istituzionale e nessuna azione è stata intrapresa dalla Giunta Raggi</b> <b>al fine di darne concreta attuazione</b> con il rischio che il denaro venga a breve riallocato in altre voci di spesa.</p>
<p>Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione per l’inadempienza, da parte del Comuna di Roma, della sentenza del Tribunale Civile, così come ritiene che la mancata discussione della Delibera rappresenti un grave deficit di ascolto della volontà popolare. <b>A fronte di 7,6 milioni di euro di fondi comunali previsti per il mantenimento del “sistema campi”, si denuncia il mancato utilizzo di 4,4 milioni di fondi europei previsti per il superamento degli insediamenti. In gioco ci sono 12 milioni di euro</b> che l’Amministrazione Comunale potrebbe utilizzare da subito per ottemperare alle promesse fatte in campagna elettorale.</p>
<p>«<i>In piena campagna elettorale</i> – conclude il presidente Carlo Stasolla – <i>Virginia Raggi parlò di superamento dei campi. Le idee e le risorse non mancano e con 12 milioni di euro il problema potrebbe essere aggredito alla radice. Chi ha interesse a che ciò non avvenga? Ci sembra invece di assistere a un film già visto fatto di azioni confuse e contraddittorie, di proclami e di bandi milionari. <b>In tale contesto risulta elevato il rischio di veder riaffiorare i nomi di quanti nel passato hanno lucrato illegalmente attorno alla “questione rom”</b></i>».</p>
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		<title>Crediti formativi per insegnanti/studenti</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2016 10:09:05 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Associazione per i Diritti umani</em> in collaborazione con Centro Asteria, propone 4 incontri formativi rivolti a  Docenti – Studenti sui temi di attualità e legati ai diritti umani. A chi seguirà gli incontri verranno consegnati i CREDITI richiesti dagli albi e dal mondo scolastico per certificare l’aggiornamento professionale.</p>
<p>E questa è una delle prime novità proposte dall’<em>Associazione per i Diritti umani</em> per l’anno 2016/2017 !!  Seguiteci!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>12 NOVEMBRE, ore 9.30 – 12.30 Migrazioni e politiche europee</strong></p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/daniele-Biella.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6450" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMQ==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class="wp-image-6450 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/daniele-Biella.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="daniele-Biella" width="180" height="134" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/daniele-Biella.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/daniele-Biella-300x224.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a>Incontro con il giornalista <strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=DANIELE+BIELLA&utm_source=rss&utm_medium=rss">DANIELE BIELLA</a></strong>, autore del libro “Nawal, l’angelo dei profughi” e <strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=VERONICA+TEDESCHI&utm_source=rss&utm_medium=rss">VERONICA TEDESCHI</a></strong> (giurista).  Approfondimento sulle politiche italiane ed europee sul tema dell’<strong>accoglienza</strong>. Conoscere l’iter burocratico per accedere allo status di <strong>rifugiato</strong> e al <strong>permesso di soggiorno</strong> o di <strong>transito</strong> e capire anche quali sono le <strong>debolezze e la falle del  sistema culturale -sociale-politico in Italia e in Europa</strong>, in tema di migrazioni (con un approfondimento sulla distinzione tra migrante/rifugiato/profugo)</p>
<p>Chiusura iscrizioni 2/11/2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>28 GENNAIO, ore 9.30 – 12.30 Tra regimi e democrazie in Medioriente</strong></p>
<p>Incontro con il g<a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6449" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMA==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6449 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" sizes="(max-width: 215px) 100vw, 215px" srcset="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" alt="acconcia" width="215" height="121" /></a>iornalista e saggista <strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=giuseppe+acconcia&utm_source=rss&utm_medium=rss">GIUSEPPE ACCONCIA</a></strong> per capire cosa sta accadendo nel <strong>mondo arabo</strong>, in particolare in <strong>Siria</strong> e nello <strong>Yemen</strong>, per conoscere i cambiamenti in atto in <strong>Iran</strong> e per approfondire il rapporto dell’Occidente con quest’area del mondo.</p>
<p>L’Europa e tutto l’Occidente sono collusi con Isis? Come distinguere tra Islam religioso e Islam politico?</p>
<p>Chiusura iscrizioni 15/01/2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>18 FEBBRAIO, ore 9.30 – 12.30 La scuola per combattere le mafie</strong></p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/serena-uccello.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6451" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMg==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6451 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/serena-uccello.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="serena uccello" width="205" height="115" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/serena-uccello.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/serena-uccello-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 205px) 100vw, 205px" /></a>Incontro con la giornalista <a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=SERENA+UCCELLO&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>SERENA UCCELLO</strong></a>, autrice del romanzo/inchiesta “Generazione Rosarno”: il libro è tratto da un’esperienza che la giornalista ha fatto con gli alunni di un liceo della cittadina calabrese, parenti di boss mafiosi. Si affrontano i temi delle forme di <strong>lotta alla criminalità</strong>, dell’importanza dell’<strong>istruzione</strong>, di scelte etiche e libere per cittadini onesti e consapevoli; assenza o presenza dello Stato; coraggio di coloro (intellettuali e non) che, ogni giorno, si battono per affermare l’<strong>educazione alla legalità</strong> e i valori positivi.</p>
<p>Chiusura iscrizioni 10/02/2017</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>25 MARZO, ore 9.30 – 12.30 Le nuove forme di schiavitù e la lotta alla tratta degli esseri umani</strong></p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/anna-pozzi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6452" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMw==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6452 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/anna-pozzi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="anna pozzi" width="203" height="153" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/anna-pozzi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/anna-pozzi-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 203px) 100vw, 203px" /></a>Incontro con la giornalista <strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=ANNA+POZZI&utm_source=rss&utm_medium=rss">ANNA POZZI</a></strong>, aiutrice del saggio “Mercanti di schiavi. Tratta e schiavitù nel XXI secolo”: si identificano le <strong>forme di schiavitù</strong>, evidenti e sotterranee, in atto nelle società contemporanee dei Paesi poveri, ma anche in aree ricche del mondo.</p>
<p>Cosa si intende per tratta? Quali le finalità e chi ne è maggiormente coinvolto? In particolare verrà fatto riferimento alle condizioni dei minori e alle possibili forme di tutela.</p>
<p>Chiusura iscrizioni 18/03/2017</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gli incontri si terranno presso il Centro Asteria, Piazza Carrara 17.1 – ang. Via G. da Cermenate, 2  (MM2 –  Romolo – Milano)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ingresso libero. </strong></p>
<p><strong>QUOTA per ogni singolo incontro: 20 euro PER CHI RICHIEDE I CREDITI FORMATIVI.<br />
</strong></p>
<p><strong> INSEGNATI, STUDENTI per i crediti  e per partecipare agli incontri sono pregati di iscriversi mandando il nominativo e il titolo dell’incontro a:  </strong><a href="mailto:peridirittiumani@gmail.com"><strong>peridirittiumani@gmail.com</strong></a></p>
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		<title>FOA BOCCACCIO   BRIANZA NoBORDERS   MIGRANTI AUTO-ORGANIZZATI di MONZA e DINTORNI</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/07/31/foa-boccaccio-brianza-noborders-migranti-auto-organizzati-di-monza-e-dintorni/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2016 07:00:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Comunicato da parte di: FOA BOCCACCIO   BRIANZA NoBORDERS   MIGRANTI AUTO-ORGANIZZATI di MONZA e DINTORNI &#160; Sabato 30 luglio siamo tornati  nelle strade e nelle piazze di Monza per ribadire il nostro impegno a sostegno&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/la-marcia-degli-scalzi-a-monza-solidarieta-per-profughi-e-migranti_2f2425f6-58a1-11e5-ba35-6fbbbbe5c230_512_512_new_rect_medium.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6458" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6458" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/la-marcia-degli-scalzi-a-monza-solidarieta-per-profughi-e-migranti_2f2425f6-58a1-11e5-ba35-6fbbbbe5c230_512_512_new_rect_medium.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="la-marcia-degli-scalzi-a-monza-solidarieta-per-profughi-e-migranti_2f2425f6-58a1-11e5-ba35-6fbbbbe5c230_512_512_new_rect_medium" width="400" height="227" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/la-marcia-degli-scalzi-a-monza-solidarieta-per-profughi-e-migranti_2f2425f6-58a1-11e5-ba35-6fbbbbe5c230_512_512_new_rect_medium.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/la-marcia-degli-scalzi-a-monza-solidarieta-per-profughi-e-migranti_2f2425f6-58a1-11e5-ba35-6fbbbbe5c230_512_512_new_rect_medium-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Comunicato da parte di: FOA BOCCACCIO   BRIANZA NoBORDERS   MIGRANTI AUTO-ORGANIZZATI di MONZA e DINTORNI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sabato 30 luglio siamo tornati  nelle strade e nelle piazze di Monza per ribadire il nostro impegno a sostegno delle lotte dei migranti, contro ogni forma di razzismo e per esprimere dissenso contro il sistema di frontiere, fisiche e mentali, che s’innalzano ogni giorno in Italia e nel resto d’Europa e che negano libertà di movimento a decine di migliaia di esseri umani.<br />
Prendere parola su queste tematiche è oggi l&#8217;occasione per scrivere una nuova pagina di storia nei processi di trasformazione sociale: i fenomeni migratori che stiamo vivendo sono un elemento saliente dei nostri tempi e, che piaccia o no, determineranno un cambiamento significativo nella società contemporanea. Vogliamo essere quindi soggetto attivo nel determinare gli scenari politici, culturali e mediatici che ci vedranno coinvolti nei prossimi mesi e anni, sia su scala locale che in una dimensione internazionale.</p>
<p>Da settembre a oggi abbiamo costruito percorsi di lotta attraverso la solidarietà, l’autorganizzazione collettiva e la partecipazione diretta. Abbiamo deciso di scendere in strada ancora una volta per ribadire a gran voce quello che vogliamo:</p>
<p>* condizioni di accoglienza più degne per tutti i richiedenti asilo accolti in città, in particolare per gli “ospiti” di Via Asiago. In molti avrete visto alcuni di noi in televisione oppure avrete letto articoli sui giornali locali: l’ s.r.l. Trattoria Mercato, dopo avere vinto un bando di gara prefettizio per l’accoglienza, ha abbandonato alcuni di noi in una periferia ostile. Non ci sono garantiti i corsi di lingua, l’assistenza sanitaria e le informazioni giuridiche sul percorso per l’ottenimento della protezione internazionale che abbiamo chiesto all’Italia. Se siamo confusi sul nostro futuro, non sappiamo a chi fare domande, se reclamiamo i nostri diritti veniamo puntualmente minacciati di non ottenere la protezione internazionale. E pur senza aver fatto nulla di male veniamo guardati con sospetto e considerati un problema per la sicurezza di chi ci circonda.</p>
<p>* il giusto riconoscimento della protezione internazionale. Siamo contenti per i nostri fratelli siriani ed eritrei, che ottengono questa tutela, ma non possiamo accettare questo dispositivo che distingue veri e falsi richiedenti asilo, decidendo arbitrariamente quali sono i paesi di provenienza “giusti” per ottenere l’asilo. Alcuni di noi non scappano da conflitti riconosciuti, ma da dittature, da condizioni di violenza ugualmente gravi, da fame e persecuzioni, causate da chi per secoli ci ha colonizzato e, in molte forme, continua a farlo.</p>
<p>* una riduzione dei tempi di attesa per avere una risposta sulla nostra domanda di asilo. Non possiamo essere abbandonati in un limbo di arbitrarietà e burocrazia per anni, solo per poi ricevere dinieghi e decreti di espulsione.</p>
<p>* la fine della violenza degli stati europei che predispongono chiusure dei confini (come avviene da tempo a Como, Ventimiglia, Brennero, Calais e nei Balcani), detenzioni e deportazioni di sorelle e fratelli migranti in cerca di un futuro migliore, in generale la fine di quelle politiche responsabili di migliaia di morti nel mare Mediterraneo.</p>
<p>* la fine della repressione nei confronti delle e degli attivisti che, da Ventimiglia al Brennero, lottano accanto ai migranti e manifestano la loro solidarietà con chi cerca di varcare i confini degli stati europei.</p>
<p>* l’abolizione di tutti i confini e la libertà di movimento per tutte e tutti.</p>
<p>Appuntamento quindi in piazza Castello, sul retro della stazione di Monza, sabato 30 luglio alle ore 20.30. Da lì ci muoveremo in un lungo corteo con interventi e musica, attraverso le affollate vie della movida notturna monzese. A seguire, musica fino a tarda notte presso la FOA Boccaccio, con una serata a sostegno delle lotte contro le frontiere da Ventimiglia al Brennero, a Como.</p>
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