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	<title>ius soli Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>ius soli Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>Il Movimento Internazionale Transculturale Interprofessionale “Uniti per Unire”</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Sep 2019 07:11:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Politica ,Il Movimento internazionale “Uniti per Unire” lancia il Manifesto “Uniti per Unire la Nostra Italia” con 10 priorità al Presidente Conte e le forze politiche . Uniti per Unire, per la sua&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="205" height="245" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/download.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12969"/></figure></div>



<p> <em><strong>I</strong></em></p>



<p><em><strong>Politica ,Il Movimento internazionale “Uniti per Unire” lancia il Manifesto “Uniti per Unire la Nostra Italia” con 10 priorità al Presidente Conte e le forze politiche .</strong></em></p>



<p>Uniti per Unire, per la sua natura di movimento internazionale, transculturale e interprofessionale, ha ben chiaro che il governo dell’Italia di oggi e del prossimo futuro ha bisogno di un approccio culturale politico diverso da quello che pretende di separare realtà inseparabili e che fa sembrare #Prima gli italiani o formazioni politiche solo per immigrati operazioni sensate mentre in realtà allontanano solo la politica dal suo oggetto naturale che è l’Italia con la popolazione che vi vive e vi opera, indipendentemente dalle sue origini geografiche. Uniti per Unire ha la convinzione che solo uniti si vincono i problemi attuali e solo unendo le competenze, i saperi, le volontà e le capacità di tutti i cittadini in un&#8217;unica storia, quella dell’Italia, si può preparare una svolta di cambiamento positivo del Paese. Per questa ragione il movimento Uniti per Unire consegna ai cittadini e ai politici italiani insieme alle confederazioni,associazioni e comunità aderenti “<strong>Uniti per Unire la Nostra Italia</strong>” un manifesto che propone un cambio di linea nella politica di crescita economica, culturale e sociale del nostro paese e delle nostre nuove generazioni.</p>



<p>
<em><strong>Manifesto
“Uniti per Unire la Nostra Italia”</strong></em></p>



<p>
<em>Obiettivi mirati
urgenti per rinnovare l’Italia reale, multietnica e multiculturale</em></p>



<p>
<em><strong>POLITICA E
INFORMAZIONE</strong></em></p>



<p>
<em>1. promuovere e
sostenere la libertà di espressione, combattere il conflitto
d’interessi;</em></p>



<p>
<em>2. richiamare gli
operatori dell’informazione, anche attraverso l’intervento degli
Ordini professionali, al loro dovere di lealtà, correttezza e
verità, evitando la strumentalizzazione mediatica tendente a creare
odio, disagio e disinformazione, anche verso l’origine razziale e
l’intolleranza religiosa;</em></p>



<p>
<em>3. offrire in
politica reali ruoli operativi alla società civile e ai nuovi
cittadini di origine immigrata, evitando la strumentalizzazione in
sola chiave elettorale di personaggi famosi, attori, sportivi, sia
italiani che di origine straniera;</em></p>



<p>
<em>4. promuovere
campagne di conoscenza e di dialogo tra i popoli e le loro diverse
culture.</em></p>



<p>
<em><strong>SVILUPPO
ECONOMICO ,CRESCITA E INNOVAZIONE </strong></em>
</p>



<p>
<em>1. combattere la
disoccupazione giovanile creando incentivi per chi assume giovani e
per chi va prima in pensione; </em>
</p>



<p>
<em>2. eliminare gli
ostacoli allo sviluppo rappresentati dallo sfruttamento economico e
lavorativo dei lavoratori italiani e immigrati, dalla scarsa tutela
delle lavoratrici in gravidanza, dall’evasione fiscale e dal muro
della burocrazia; </em>
</p>



<p>
<em>3. promuovere e
introdurre innovazione ,semplificazione con tecnologia
all’avanguardia nella pubblica amministrazione e a favore della
ricerca,attraendo giovani professionisti e imprenditori dall’estero;</em></p>



<p>
<em>4. promuovere il
coinvolgimento produttivo dei cittadini immigrati attraverso una
strategia a due binari, che garantisca da una parte l’eliminazione
degli ostacoli anche normativi a processi d’integrazione efficaci e
dall’altra la stessa sicurezza per tutti i cittadini italiani e
d’origine straniera.</em></p>



<p>
<em><strong>SANITÀ E
AMBIENTE</strong></em></p>



<p>
<em>1. omogeneizzare
qualità ed efficienza del servizio sanitario in tutte le regioni,
tutelare e aggiornare i contratti nazionali di lavoro nella sanità
pubblica e privata anche per combattere la fuga dall’Italia dei
giovani professionisti;</em></p>



<p>
<em>2. ridurre la
carenza dei professionisti nella sanità, aumentando la disponibilità
delle borse di specializzazione e consentendo ai professionisti di
origine straniera con titoli professionali riconosciuti o conseguiti
in Italia di partecipare ai concorsi pubblici senza obbligo della
cittadinanza per chi lavora da 5 anni in Italia;</em></p>



<p>
<em>3. combattere
l’inquinamento ambientale, tutelare la salute dei cittadini da
materiali oncogeni e promuovere più ricerca sulle neoplasie e sul
loro rapporto con l’inquinamento ambientale;</em></p>



<p> <em>4. Tutelare la salute degli animali e agevolazione fiscale per i proprietari e promuovere più spazi nei giardini per l’accesso degli animali.</em></p>



<p>
<em><strong>UNIVERSITÀ,
SCUOLA E INTEGRAZIONE CULTURALE</strong></em></p>



<p>
<em>1. combattere gli
abbandoni universitari, abolendo il numero chiuso al primo anno e
introducendo una prova di selezione al secondo utile anche allo
studente per capire se ha fatto la scelta giusta;</em></p>



<p>
<em>2. promuovere
l’emersione delle capacità e dei saperi dei cittadini e
professionisti d’origine straniera in quanto utili allo sviluppo
del sistema e società italiana in cui vivono e valorizzare la
presenza delle cosiddette seconde generazioni, anche attraverso
l’adozione legislativa dello “Ius soli temperato”;</em></p>



<p>
<em>3. incentivare la
professionalità degli insegnanti e l’efficacia organizzativa nei
rapporti con i propri territori delle scuole; </em>
</p>



<p>
<em>4. promuovere la
formazione e l’adozione della mediazione interculturale a livello
di comunità territoriali, ormai multietniche e multiculturali, in
favore dell’uguale dignità delle persone e delle culture,
dell’inserimento dei rifugiati, della libertà e del dialogo fra
religioni diverse;</em></p>



<p>
<em><strong>POLITICA ESTERA
E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE</strong></em></p>



<p>
<em>1. incentivare
l’approvazione di una legislazione europea che garantisca la
solidarietà fra tutti i paesi dell’Unione contro il traffico degli
esseri umani e la violenza su uomini, donne e minori;</em></p>



<p>
<em>2. individuare
meccanismi di soluzione dei conflitti in Libia, Yemen, Siria, Iraq e
altri paesi africani,&nbsp;iniziare concretamente il processo di pace
tra palestinesi e israeliani e sostenere nel contempo la popolazione
in guerra e in fuga con aiuti e corridoi sanitari e umanitari;</em></p>



<p>
<em>3. tutelare i
professionisti della sanità che lavorano in prima linea e sostenere
lo sviluppo in loco di strutture sanitarie adeguate attraverso il
trasferimento di istruzioni operative pratiche e di conoscenze di
alta specializzazione al personale sanitario di quei paesi.</em></p>



<p> <em>4. rafforzare gli accordi bilaterali e la collaborazione in sanità ,sicurezza ai confini ,istruzione e politiche per lo sviluppo economico e del commercio estero tra l’Italia e paesi di origine dei migranti ed i rifugiati per aiutarli a casa loro e in Italia con progetti concreti e proficui.</em></p>
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		<title>Razzismo e privilegio della bianchezza. Rifestival, Bologna 2019</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 06:00:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha partecipato, anche quest&#8217;anno, al Rifestival di Bologna, organizzato dalla Rete degli studenti ( 11-14 aprile 2019) che ha avuto come titolo &#8220;POTERE. Un altro mondo è possibile?&#8221;. Pubblichiamo,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani</strong> </em>ha partecipato, anche quest&#8217;anno, al <strong>Rifestival</strong> di Bologna, organizzato dalla Rete degli studenti ( 11-14 aprile 2019) che ha avuto come titolo &#8220;POTERE. Un altro mondo è possibile?&#8221;. Pubblichiamo, per voi, gli spunti di riflessione veicolati dagli ospiti-relatori di alcune conferenze che hanno arricchito il fittissimo programma del festival.</p>
<p>A cura di Alessandra Montesanto</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163233.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12317" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163233.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163233.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163233-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163233-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163233-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">RAZZISMO E PRIVILEGIO DELLA BIANCHEZZA</span></strong></p>
<p>con Valeria Ribeiro Corossacz e Tatiana Petrovich Njegosh</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Valeria Ribeiro Corossacz</strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Cosa intendiamo on il termine &#8220;bianchezza&#8221; e cos&#8217;è il suo studio: è una spetto nodale per lo studio del razzismo. </span><br />
<span style="color: #000000;">La bianchezza è una categoria sociale, è un oggetto proprio di una società razzista perchè le persone hanno un colore solo all&#8217;interno di una ideologia razziale e il razzismo è un rapporto sociale che produce contestualmente i due gruppi sociali mutevoli dei &#8220;neri&#8221; e dei &#8220;bianchi&#8221;, frutto del colonialismo e della tratta transafricana degli schiavi. Il razzismo, quindi, è databile, fa parte di alcuni momenti della Storia dell&#8217;umanità e mentre i bianchi godono di privilegi (anche se con differenze), i neri patiscono gli effetti del razzismo. </span></p>
<p>Il termine &#8220;bianchezza&#8221; non è ancora molto emerso nel linguaggio, ma inizia ad essere presente nei movimenti dell&#8217;attivismo, come ad esempio in quelli femministi in cui è presente come elemento sessista; lo studio della bianchezza nasce in America latina, Stati Uniti e Inghilterra, negli anni &#8217;90, ovvero nei Paesi maggiormente colpiti dal fenomeno della tratta di esseri umani, in un contesto di lotta al razzismo (vedi il femminismo nero negli USA) e usano il termine per nominare questa nuova forma di discriminazione che va oltre la violenza fisica o verbale. Da parte delle femministe bianche, infatti, mancava la consapevolezza di quanto fossero immerse nell&#8217;ideologia razzista (riprendendo il pensiero di Angela Davis).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il razzismo è una RELAZIONE perchè se c&#8217;è qualcuno che gode di privilegi, automaticamente c&#8217;è qualcun altro che avrà degli svantaggi. Non è sufficiente, però, avere la carnagione chiara per essere bianchi: in molte società la bianchezza deriva dall&#8217;avere origini europee e si riferisce a contesti sociali precisi di cui bisogna considerare il periodo storico, l&#8217;appartenenza religiosa, il ceto, etc. Tra due persone povere, una bianca e una nera, il lavoro viene assegnato alla prima; sono i bianchi poveri ad attivare il razzismo, facendo valere la propria bianchezza e i propri privilegi contro i neri, i rom e gli altri gruppi che considerano da discriminare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel caso italiano la nerezza è associata alla mancanza di nazionalità, alla bruttezza, alla mancanza di moralità e di etica: i bianchi si definiscono, quindi, in maniera universale e dominante, smarcandosi dall'&#8221;Altro&#8221;, dai &#8220;diversi&#8221; e la mancanza, ad esempio, della legittimità dello IUS SOLI è proprio il simbolo della supremazia della bianchezza.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163247.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12318" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163247.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163247.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163247-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163247-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190412_163247-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></p>
<p>T<strong>atiana Petrovich Njegosh</strong></p>
<p>E&#8217; importante collegare la bianchezza alla categoria di Razza. Abolire la parola &#8220;razza&#8221; dalla Costituzione pone il problema che si resti sguarniti della difesa antirazzista, rendendo invisibile anche il nostro contributo alla Storia del razzismo perchè non corrisponde a realtà, soprattutto perchè in Italia il razzismo ha una storia piuttosto lunga. Esordisce nel 1937 con il Regio Decreto che punisce le relazioni amorose/sessuali tra cittadini italiani e sudditi dell&#8217;Africa orientale, ma nel &#8217;33 è già in vigore la Legge della &#8220;prova della Razza&#8221; secondo cui i figli di cittadini italiani con appartenenza africana, non possono essere riconosciuti come italiani. Poi le leggi razziali e l&#8217;antisemitismo di Stato. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, l&#8217;Italia pretende la restituzione delle colonie e i somali, ad esempio, figli di italiani, non vengono riconosciuti. E ancora oggi si insiste sull&#8217;esclusione della nerezza dalla cittadinanza!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Razza è una categoria simbolica basata sul fenotipo o sulla discendenza, ma esistono anche razzismi che non si basano sulla Razza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A livello sociale, nello spazio pubblico, i neri sono IPERvisibili e, anche se questo è stato smentito, noi continuiamo a vedere la Razza, a vedere il fenotipo e questo è alla base del razzismo. Noi bianchi, invece, risultiamo essere la norma e, quindi, risultiamo invisibili. L&#8217;azione criminale di Luca Traini, a Macerata, è stata definita dai mass-media come un&#8217;azione dettata dall&#8217;esasperazione, ma questo non è vero perchè, in realtà, lui ha voluto vendicare una donna BIANCA e questo rende invisibili tutti i femminicidi perpetrati da uomini bianchi contro le proprie donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che cos&#8217;è il <em>black face</em>? E&#8217; una pratica che nasce alla fine dell&#8217;800 per cui attori e performer bianchi si tingevano il viso di nero (a volte, anche attori neri lo facevano, dopo la guerra civile), truccandosi per recitare la parte degli schiavi. Questa pratica mette in discussione l&#8217;idea di Razza perchè dimostra quanto sia artificiale, finta. Se noi bianchi, inoltre, possiamo scurisci il volto perchè un nero non può farlo? Il caso di Micheal Jackson ha destato molto scalpore e lui venne accusato di odiare le proprie origini. In realtà era molto legato alla propria cultura africana, ma ha voluto sbiancarsi, ribadendo, quindi, che la questione del colore della pelle sia solo una questione superficiale, una finzione, ma ancora pericolosa perchè continuiamo a strumentalizzarla per legittimare il razzismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ramy e la cittadinanza italiana: il commento del Naga</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2019 09:16:48 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/31/ramy-e-la-cittadinanza-italiana-il-commento-del-naga/">Ramy e la cittadinanza italiana: il commento del Naga</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Ramy_Naga-1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12261" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Ramy_Naga-1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4000" height="3000" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Ramy_Naga-1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Ramy_Naga-1-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Ramy_Naga-1-1-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Ramy_Naga-1-1-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></a></p>
<p>Potremmo passare per persone serie che pensano a cose edificanti di tanto in tanto, soprattutto dopo la tragedia evitata a San Donato Milanese (<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/03/20/milano-sequestra-bus-con-51-studenti-a-bordo-e-appicca-il-fuoco-carabinieri-bloccano-il-mezzo-e-salvano-i-ragazzi-il-procuratore-greco-strage-con-aggravante-del-terrorismo/5050331/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">come quella del bus coi suoi 51 bambini a bordo</a>,) grazie alla prontezza di Ramy richiama alla lucidità le istituzioni e tutto il resto della società. Invece passa un messaggio sviato dalla propaganda, come sempre ormai, messaggio ben sottolineato dal comunicato stampa dell&#8217;associazione Naga che vogliamo riportarvi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Prima: un autobus in fiamme, i bambini tutti in salvo grazie a loro stessi e ai carabinieri che li hanno soccorsi, gli abbracci con i genitori.<br />
Dopo: i carabinieri in televisione con i bambini che hanno dato l’allarme, il cappello dei carabinieri sulla testa dei bambini e il “da grande voglio fare il carabiniere”, il ministro che insulta un bambino, il calciatore che vuole incontrare l’eroe, i tricolori, il principale partito all’opposizione che si dichiara ora favorevole allo<em> Ius soli </em>invece che presentare la proposta di legge quando poteva farlo, un ministro che si vanta di convincerne un altro, il coraggio come valore assoluto e il premio: la cittadinanza per gli eroi.La vicenda di Ramy e dei suoi amici che hanno rischiato la vita ha scatenato uno dei teatrini più penosi e nauseanti degli ultimi tempi. Nessuna riflessione, nessuna serietà, nessuna prospettiva, solo dichiarazioni elettorali estemporanee e immagini per bucare lo schermo. E se Ramy fosse uscito per primo, se avesse avuto semplicemente paura sarebbe stato meno meritevole? E’ passato il messaggio, gravissimo, che per essere italiani bisogna essere meritevoli, l’unica via per vedersi riconosciuto un diritto è essere carabinieri in erba, pompieri in potenza, eroi sempre. E la cittadinanza come l’ultimo dispositivo a cui si aggrappa una politica logora e senza idee.Il nostro pensiero va a tutte le bambine e i bambini nati in Italia e che riconosciamo come cittadini di questo Paese: che giochino, studino e si divertano, che abbiano paura e che abbiano coraggio e che pensino di essere meritevoli semplicemente per come sono.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni passo di questa politica è sconcertante e in cattiva fede: è ora che apriamo gli occhi (e pure i porti!)</p>
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		<title>Verso una Resistenza civile quotidiana e diffusa, a difesa dei diritti di persone migranti e non</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2019 08:15:10 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/02/11/verso-una-resistenza-civile-quotidiana-e-diffusa-a-difesa-dei-diritti-di-persone-migranti-e-non/">Verso una Resistenza civile quotidiana e diffusa, a difesa dei diritti di persone migranti e non</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="_39k2">
<div class="_2yud clearfix">
<div class="lfloat"><em><strong>Associazione Per i Diritti umani</strong> </em>aderisce e divulga il seguente appello<a class="_2yug" href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/?eid=ARAUabwR5XhqpG-5zbznvQcKAYyQyYVvIOTpYvL-cOlHYlkbkkm8K8pXunBY5FFO1fHWF2FNR-Qew5PS&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-hovercard-prefer-more-content-show="1" data-hovercard="/ajax/hovercard/page.php?id=360195841218595&amp;extragetparams=%7B%22eid%22%3A%22ARAUabwR5XhqpG-5zbznvQcKAYyQyYVvIOTpYvL-cOlHYlkbkkm8K8pXunBY5FFO1fHWF2FNR-Qew5PS%22%7D"><br />
</a></div>
</div>
</div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/50836348_411017359469776_6873669186686550016_n1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12090" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/50836348_411017359469776_6873669186686550016_n1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/50836348_411017359469776_6873669186686550016_n1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/50836348_411017359469776_6873669186686550016_n1-300x157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/50836348_411017359469776_6873669186686550016_n1-768x402.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></div>
<div class="_39k2">
<div></div>
</div>
<div class="_39k5 _5s6c">
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><span class="_4yxo">APPELLO PER L’ADESIONE</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Da anni l’approccio ai cambiamenti della società in Europa ha assunto caratteristiche profondamente securitarie, al di là del “colore” dei governi, anche perché il sistema socio-economico imposto ha bisogno di un mondo a metà: ricchi da una parte e poveri dall’altra. Questo tipo di modello non può che generare conflitti sociali e militari, e di conseguenza costruire artificiosamente la domanda di sicurezza di cui si nutrono gli stessi governi neoliberisti, o le forze reazionarie e populiste. Muri, paure e repressione sono le risposte utili solo a nascondere la volontà di non creare giustizia sociale, l’unica cosa che permetterebbe la vera “sicurezza” per tutte e tutti.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">In particolare, sul tema migrazioni, vengono utilizzati strumenti normativi emergenziali per affrontare un fenomeno invece strutturale, trasformando le persone in numeri o in problemi e privandole, di fatto, dell’identità stessa di essere umano portatore di diritti: il primo passo è quello di impedire ogni integrazione e regolarizzazione sul territorio. In Italia siamo nel pieno della seconda fase: quella della creazione di “irregolari” tra coloro che già erano integrati.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Contemporaneamente, la narrazione tossica dei grandi mezzi di comunicazione e delle stesse istituzioni si serve della distorsione di percezione dell’opinione pubblica per alimentare le proprie velleità securitarie e aumentare il disagio sociale, identificando la persona migrante come nemico sul quale poter scaricare più facilmente le colpe della dissoluzione dello stato sociale, che non si sa o non si vuole più mantenere.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Ed è così che, in questa ottica, l’annuncio dell’attuale governo italiano di voler accelerare la riapertura dei centri di detenzione amministrativa per stranieri – i CPR (Centri di Permanenza per i Rimpatri) &#8211; rivela ancora una volta la continuità di visione che ha connotato negli anni l’evolversi delle varie leggi in merito: i CPR della Minniti-Orlando (2017) trovano il loro antecedente nei CPT della Turco Napolitano (1998) e nei CIE della Bossi-Fini (2002).</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">E i CPR – ne siamo ben consapevoli &#8211; sono (solo) la punta di un iceberg, l’emblema, l’incarnazione dell’incubo del porto franco da ogni minima garanzia di diritti umani, civili e sociali: opporsi alla ricostruzione di questi luoghi significa rifiutare la logica securitaria che sottende alla loro realizzazione.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Sotto il simbolo MAI PIU’ LAGER! – NO AI CPR, al di là dello specifico tema della riapertura dei CPR, possono riconoscersi tutte e tutti coloro che credono nei valori costituzionali e vogliono impegnarsi per la difesa di principi basilari a cui attenta il decreto di Salvini, ora legge (che ha trovato la strada spianata dalle leggi dei governi precedenti). Perché non si tratta solo dei diritti delle persone migranti: con il pretesto della “sicurezza” si è cercato di rimettere in discussione principi e diritti anche di chi la cittadinanza italiana ce l’ha.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">La rete MAI PIU’ LAGER! – NO AI CPR oggi vuole quindi crescere e relazionarsi con tutte le forme di mobilitazione e aggregazione che in questo paese stanno crescendo, intersecandosi con altri soggetti aventi gli stessi obiettivi. Propone azioni e rivendicazioni attraverso le quali ciascuno può impostare la propria attività di mobilitazione sul proprio territorio e nei propri ambiti di azione.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">È tempo di decidere da che parte stare. Noi non stiamo dalla parte della legalità a tutti i costi: quando la legge diventa ingiusta, i costi &#8211; in termini di umanità e di affievolimento dei diritti &#8211; diventano insostenibili. Noi scegliamo di stare dalla parte dei diritti.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Il prossimo 16 febbraio scenderemo in piazza per una manifestazione che vogliamo di respiro nazionale, perché coloro che, insieme alla rete MAI PIU’ LAGER! – NO AI CPR, si assumono l’impegno a costruire una Resistenza quotidiana che rimetta al centro i diritti di tutte e tutti, lo proclamino quel giorno anche nelle piazze e nelle strade.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Scegli da che parte stare: <span class="_4yxo">per adesioni alla rete scrivi a noaicpr@gmail.com</span></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Per le richieste e sollecitazioni ad istituzioni e società civile :</div>
<ul class="_5a_q _5yj1" dir="ltr">
<li class="_2cuy _509q _2vxa">Versione estesa: <a href="https://www.facebook.com/notes/mai-pi%C3%B9-lager-no-ai-cpr/richieste-e-sollecitazioni-ad-istituzioni-e-societ%C3%A0-civile-versione-estesa/408243673080478/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/notes/mai-pi%C3%B9-lager-no-ai-cpr/richieste-e-sollecitazioni-ad-istituzioni-e-societ%C3%A0-civile-versione-estesa/408243673080478/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></li>
<li class="_2cuy _509q _2vxa">Versione sintetica: <a href="https://www.facebook.com/notes/mai-pi%C3%B9-lager-no-ai-cpr/richieste-e-sollecitazioni-ad-istituzioni-e-societ%C3%A0-civile-versione-sintetica/408273366410842/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/notes/mai-pi%C3%B9-lager-no-ai-cpr/richieste-e-sollecitazioni-ad-istituzioni-e-societ%C3%A0-civile-versione-sintetica/408273366410842/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></li>
</ul>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Per l’appello e la versione sintetica delle rivendicazioni tradotti <span class="_4yxo">in inglese</span>: <a href="https://www.facebook.com/notes/mai-pi%C3%B9-lager-no-ai-cpr/towards-a-daily-and-widespread-civil-resistance-to-defend-the-rights-of-migrant-/410055256232653/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/notes/mai-pi%C3%B9-lager-no-ai-cpr/towards-a-daily-and-widespread-civil-resistance-to-defend-the-rights-of-migrant-/410055256232653/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Per la versione <span class="_4yxo">in francese</span>: <a href="https://www.facebook.com/notes/mai-pi%C3%B9-lager-no-ai-cpr/vers-une-r%C3%A9sistance-civile-quotidienne-et-diffus%C3%A9e-en-d%C3%A9fense-des-droits-des-per/415889975649181/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/notes/mai-pi%C3%B9-lager-no-ai-cpr/vers-une-r%C3%A9sistance-civile-quotidienne-et-diffus%C3%A9e-en-d%C3%A9fense-des-droits-des-per/415889975649181/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">8 Marzo a Como con Non Una Di Meno</div>
</div>
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		<title>&#8220;Condanna, solidarietà dal mondo arabo e musulmano ma maggiore responsabilità della sicurezza francese&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/03/24/condanna-solidarieta-dal-mondo-arabo-e-musulmano-ma-maggiore-responsabilita-della-sicurezza-francese/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Mar 2018 08:56:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Condanniamo l&#8217;attentato terroristico avvenuto oggi in Francia. Dobbiamo continuare a rimanere uniti per combattere e prevenire qualsiasi forma di radicalizzazione e estremismo&#8221;: lo dichiara Foad Aodi, Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/03/24/condanna-solidarieta-dal-mondo-arabo-e-musulmano-ma-maggiore-responsabilita-della-sicurezza-francese/">&#8220;Condanna, solidarietà dal mondo arabo e musulmano ma maggiore responsabilità della sicurezza francese&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Condanniamo l&#8217;attentato terroristico avvenuto oggi in Francia. Dobbiamo continuare a rimanere uniti per combattere e prevenire qualsiasi forma di radicalizzazione e estremismo&#8221;: lo dichiara Foad Aodi, Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e fondatore dell&#8217;Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI) a seguito dell&#8217;attentato che è avvenuto oggi a Trebes, (Sud della Francia), dove  un terrorista  ha compiuto un raid che ha causato la morte di almeno 3 persone e diversi feriti.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/logo-copia-144x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-10379 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/logo-copia-144x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="144" height="150" /></a></p>
<p>&#8220;Le Co-mai hanno seguito con ansia l&#8217;accaduto, provando rabbia, dolore e  sofferenza per le vittime in Francia. Il nostro appello al Governo Francese &#8211; prosegue Aodi &#8211; è quello di intensificare le politiche a favore dell&#8217;integrazione, di dialogare di più con le comunità musulmane e arabe in loco per istituire con loro un patto &#8220;su 2 binari&#8221;: il primo costruito sulle politiche di inclusione sociale, con forte attenzione alle seconde e alle terze generazioni; il secondo sulla prevenzione e il rafforzamento delle misure di sicurezza, evitando leggerezza e falli che possono essere dannosi per la popolazione. Inoltre, ribadiamo  alla Comunità Europea l&#8217;urgenza di una nuova legge d&#8217;immigrazione Europea, basata proprio su integrazione, sicurezza e cooperazione per valorizzare la buona convivenza tra le culture, i popoli e le religioni e per evitare di fornire qualsiasi alibi ai terroristi e ai movimenti estremisti&#8221;. Conclude.</p>
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		<title>&#8220;Non mi faccio visitare da un medico negro&#8221;. Intervista al Dott. Andi Nganso</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 09:01:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa: «Non mi faccio visitare da un negro». Questa l’affermazione grave di una paziente che si era presentata nell’ambulatorio della guardia medica di Cantù, nel Comasco, rivoltasi al Dott. Andi Nganso, 30 anni, nato in&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa:<em> «Non mi faccio visitare da un negro»</em>. Questa l’affermazione grave di una paziente che si era presentata nell’ambulatorio della guardia medica di <strong>Cantù</strong>, nel Comasco, rivoltasi al Dott. <strong>Andi Nganso</strong>, 30 anni, nato in Camerun e da 12 anni in Italia. Andi Nganso però l’ha presa con ironia: «<em>Io ti ringrazio. Ho 15 minuti per bere un caffè</em>».</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/medico-negro-caso-cantu-950x450.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10174" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/medico-negro-caso-cantu-950x450.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="950" height="450" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/medico-negro-caso-cantu-950x450.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 950w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/medico-negro-caso-cantu-950x450-300x142.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/medico-negro-caso-cantu-950x450-768x364.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/medico-negro-caso-cantu-950x450-520x245.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 520w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/medico-negro-caso-cantu-950x450-720x340.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha rivolto alcune domande a Andi Nganso e lo ringrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="LEFT">Lei ha dato, alla persona in questione, una risposta molto ironica: “La ringrazio. Ho un quarto d&#8217;ora per bere un caffè”. Ma in che modo si può continuare a contrastare il razzismo, più o meno strisciante?</p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;">All&#8217;odio bisogna rispondere con un sorriso, non bisogna mai abbassarsi. Io non ho voltato le spalle alla signora facendo l&#8217;indifferente, ho preferito trasformare un episodio spiacevole in un momento piacevole per me.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;">In quel “vado a prendere un caffè” non c&#8217;è un arresa, c&#8217;è un nuovo modo di reagire. Serve ironia e pacatezza.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;">Però è chiaro che non possiamo stare fermi a guardare questo vento grigio di razzismo salire.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;">Qualcuno dice che il razzismo è figlio del disagio sociale. Io ricordo a tutti che queste facili equazioni e considerazioni sono le stesse usate 80 anni fa per giustificare le leggi razziali. Dobbiamo fermarci a riflettere, tutti. Abbiamo davanti un grande lavoro di sensibilizzazione e di educazione alla tolleranza e alla cultura della Diversità.</span></p>
<p align="LEFT">Quali leggi dovrebbero essere approvate e fatte applicare dalla categoria politica per costruire una società già multiculturale, ma ancora troppo chiusa ?</p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;">La costruzione di una società multiculturale passa dall&#8217; approvazione di leggi di civiltà come lo Ius soli temperato ovvero Ius Culturae. Un paese multietnico di fatto non può negare la cittadinanza ai bambini nati, cresciuti e inseriti nel proprio tessuto sociale e culturale.</span></p>
<p align="LEFT">Alcuni partiti inneggiano a muri e frontiere, alimentando con slogan privi di fondamento, la paura nei confronti degli stranieri. Quanto sono, invece, importanti il mondo dell&#8217;istruzione e quello dell&#8217;informazione per demolire gli stereotipi?</p>
<p><span style="font-size: medium;">Serve una volontà dei governanti e poi collettiva di reinventare una nuova narrazione. I dati ufficiali sono in contrasto con la percezione che ha il popolo. Questo accade per un uso spropositato delle Parole. La responsabilità è di tutti. Faccio una piccola provocazione: vogliamo aprire un attimo i libri dei nostri bambini oppure vogliamo guardare i cartoni animati o alcuni programmi televisivi? Finché il racconto continuerà ad essere quello di una società in cui i ruoli prestigiosi (Re, principe, medico, dirigente,ecc) non sono occupati da neri e in cui l&#8217;Africa viene descritta come terra di povertà, guerre e delinquenza sarà impossibile abbattere gli stereotipi. </span></p>
<p>Da chi ha ricevuto maggiore solidarietà?</p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;">La solidarietà è stata veramente plurale. Vorrei ringraziare le tantissime persone che mi hanno riempito il cuore di emozioni con i vari messaggi di solidarietà. </span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;">Un abbraccio caloroso a tutti i miei amici e alla mia famiglia. </span></p>
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		<title>&#8220;Ius Soli passo necessario per  la buona convivenza da approvare con largo consenso. Basta con le strumentalizzazioni e le delusioni politiche&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jul 2017 12:14:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Svoltasi a Roma la Riunione del Ufficio di Presidenza di Uniti per Unire  (UxU) e i delegati delle associazioni, comunità  e Confederazioni aderenti (AMSI, UMEM, Emergenza Sorrisi, Co-mai e #Cristianinmoschea, Emergenza Sorrisi  e tanti&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Svoltasi a Roma la Riunione del Ufficio di Presidenza di Uniti per Unire  (UxU) e i delegati delle associazioni, comunità  e Confederazioni aderenti (AMSI, UMEM, Emergenza Sorrisi, Co-mai e #Cristianinmoschea, Emergenza Sorrisi  e tanti altri a livello nazionale) con il coinvolgimento dei professionisti delle diverse Professioni e dei diversi Paesi.</b></p>
<div></div>
<div>In Italia cresce la polemica circa il ddl che modificherebbe lo ius sanguinis  o &#8220;diritto di sangue&#8221; a favore dello ius soli temperato e dello ius culturae. L&#8217;argomento è particolarmente sentito dal Movimento Internazionale UNITI per UNIRE, dalle associazioni e comunità aderenti che lo pongono al centro della discussione su &#8220;Sanità, immigrazione e IUS SOLI&#8221; nel corso di un incontro-dibattito organizzato a Roma dall&#8217;Ufficio di Presidenza Uniti per Unire, in collaborazione con l&#8217;Associazione Medici di Origine Straniera in Italia AMSI, le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e la Confederazione Unione Medica Euro Mediterranea &#8211; UMEM. Ad emergere dai delegati che appartengono ai diversi Paesi del Mondo e che professano le diverse religioni, è la volontà di sostenere con forza una cittadinanza globale, che non faccia sentire nessuno escluso e di difendere il diritto alla salute universale che si costruisce con la diffusione della conoscenza e con la cooperazione internazionale.</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/th-141.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9172" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/th-141.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="287" height="191" /></a></div>
<div></div>
<div>Apre i lavori il Prof. Foad Aodi, Focal Point per l&#8217;Integrazione in Italia per l&#8217;Alleanza delle Civiltà UNAoC e in qualità di Fondatore di AMSI e Uniti per UNIRE: &#8220;Sono grato a questa squadra multiculturale che si è rafforzata ulteriormente con le  nostre  Confederazioni Internazionale UMEM,  #Cristianinmoschea e i numerosi dipartimenti e che vuole difendere la buona integrazione, il diritto alla vita, alla salute &#8220;universale&#8221; e il dialogo Interreligioso. Siamo tutti figli di una sola umanità &#8211; aggiunge &#8211; e proprio per questo dobbiamo assicurare a tutti i loro diritti. Diciamo Sí allo ius soli temperato che è il primo passo per facilitare l&#8217;integrazione degli stranieri, per farli sentire parte di questo Paese e per aiutarli a costruirlo e a combattere la crisi d&#8217;identità dei nostri giovani stranieri, per non farli sentire giovani di serie B. Diciamo basta alle strumentalizzazioni e alle delusioni politiche, siamo stanchi di sentire proporre lo ius soli da anni senza approvarlo nel concreto; serve un largo consenso e serve anche il coinvolgimento delle comunità straniere, come chiediamo ormai dal 2000 tramite il progetto Buona Immigrazione &#8220;.</div>
<div>Massimo Sabatini, Portavoce di UMEM e Membro dell&#8217;Esecutivo Fimmg Roma, sottolinea come &#8220;sia fondamentale il rispetto delle differenze e la diffusione della cultura della conoscenza anche per i medici di famiglia. In tal senso ribadisce la volontà di offrire ad UMEM e a UNITI per UNIRE il suo sostegno&#8221;.</div>
<div>La Dr.ssa Federica Battafarano, Portavoce di Uniti per Unire e Assessore Della Cultura  presso il Comune di Cerveteri, dichiara: &#8220;Il Movimento Uniti per Unire, insieme alle Confederazioni Internazionali continuerà a dare il suo contributo per avvicinare sempre di più i cittadini alla vita politica, per sensibilizzare e collaborare con le Istituzioni, avanzando delle proposte concrete e ascoltando la voce di tutti&#8221;.</div>
<div>Mentre viene arricchito il Manifesto #Sanitàemulticulturalismo che presenta le proposte redatte con il contributo di tutti i Professionisti della Sanità italiani e di origine straniera, il dibattito cresce con le dichiarazioni di:</div>
<div>Suzanne Diku (Congo), rappresentante dell&#8217;Ufficio Presidenza Amsi e di UXU  e Presidente dell&#8217;Associazione Tam Tam d&#8217;Afrique; Natalia De Magistre, (Argentina) psicologa presso UNICEF e coordinatrice del Dipartimento Giovani UxU; Kami Paknegad (Iran) Segretario Generale di AMSI; Badia Rami (Marocco), Coordinatrice del Dipartimento Donne delle Co-mai e Presidente dell&#8217;Associazione Maraa; Luciano La Gamba, Presidente Associazione Sindacato Emigrati ed Immigrati e tanti altri ancora.</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/Logo-Uniti-per-Unire-ad-alta-defininezione-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-9171 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/Logo-Uniti-per-Unire-ad-alta-defininezione-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="231" height="276" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/Logo-Uniti-per-Unire-ad-alta-defininezione-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 874w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/Logo-Uniti-per-Unire-ad-alta-defininezione-2-251x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 251w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/Logo-Uniti-per-Unire-ad-alta-defininezione-2-768x917.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/Logo-Uniti-per-Unire-ad-alta-defininezione-2-858x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 858w" sizes="(max-width: 231px) 100vw, 231px" /></a></div>
<div></div>
<div>L&#8217;incontro si conclude con l&#8217;elezione  dell&#8217;oculista, Dr. Daniele Di Clemente, a Vice Presidente di UMEM affiancato al Dr. Gianfranco Saturno, di professione fisioterapista.</div>
<div>&#8220;Sono grato di questo incarico prestigioso. Ci impegneremo insieme a restituire forza e dignità a tutti i sanitari anche attraverso il forte impulso della tutela legale ed economica, tutelando medici e pazienti e potenziando i rapporti con medici e altri professionisti  tra i diversi albi professionali&#8221;: lo dichiara Di Clemente.</div>
<div>Da parte sua, il Dr. Saturno si definisce &#8220;onorato della nomina prestigiosa che porterà avanti con l&#8217;augurio di intensificare sempre e sempre di più la collaborazione dei professionisti italiani e di origine straniera con un arricchimento comune, come facciamo da anni con i corsi d&#8217;aggiornamento professionale AMSI&#8221;.</div>
<div>Infine, i partecipanti hanno nominato all&#8217;unanimità socio onorario di UXU e UMEM Khalil Altoubat, recentemente scomparso  per un malore improvviso.</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/07/21/ius-soli-passo-necessario-per-la-buona-convivenza-da-approvare-con-largo-consenso-basta-con-le-strumentalizzazioni-e-le-delusioni-politiche/">&#8220;Ius Soli passo necessario per  la buona convivenza da approvare con largo consenso. Basta con le strumentalizzazioni e le delusioni politiche&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>Co-mai applaude per la liberazione di Mosul, #SCENDIAMOinCAMPO per difendere la nostra dignità, contro le strumentalizzazioni elettorali sulla pelle degli immigrati ed i profughi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2017 23:42:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>CO-MAI,UNITI per UNIRE ,AMSI e UMEM: Urge una concreta cooperazione allo sviluppo e risolvere i conflitti, causa di fughe in massa e di fughe di cervelli. &#8220;Accogliamo positivamente la liberazione di Mosul in Iraq come ha&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CO-MAI,UNITI per UNIRE ,AMSI e UMEM: Urge una concreta cooperazione allo sviluppo e risolvere i conflitti, causa di fughe in massa e di fughe di cervelli.<br />
</strong></p>
<p>&#8220;Accogliamo positivamente la liberazione di Mosul in Iraq come ha dichiarato ufficialmente il premier iracheno Abadi , commenta Foad Aodi, Presidente delle Co-mai ,Comunità del mondo arabo in italia e dell&#8217;AMSI, Associazione Medici d&#8217;origine Straniera in Italia,  nonchè &#8220;Focal Point&#8221;  per l&#8217;integrazione in Italia per l&#8217; Alleanza delle Civiltà (UNAoC), organismo ONU.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/th-140.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9144" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/th-140.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="299" height="163" /></a></p>
<p>Vogliamo ricordare che l&#8217; Italia, da anni, sul terreno immigrazione sta facendo uno sforzo eccezionale;  e sappiamo che questo problema non può essere affrontato efficacemente senza una vera politica sovranazionale della UE. Ci vuole un&#8217;apposita legge europea sull&#8217;immigrazione: che fissi criteri precisi per passare dal caos attuale a una politica d&#8217; immigrazione programmata, e concordata coi Paesi &#8220;di partenza&#8221;  mediante una serie d&#8217;accordi bilaterali internazionali. Come proponiamo ormai dal 2000, coi nostri progetti  &#8220;Buona Immigrazione&#8221; e &#8220;Buona Sanità &#8221; . Al tempo stesso, diciamo no alle strumentalizzazioni politiche del problema immigrazione, fatte da partiti come da Governi.  L&#8217;immigrazione, insomma, va affrontata sempre con due marce: quella dell&#8217;integrazione e quella della sicurezza collettiva. E tra partenze, arrivi e discussioni sullo &#8220;Ius Soli&#8221;, noi preferiamo che la diplomazia mondiale possa creare progetti per lo sviluppo, per l&#8217;occupazione e per risolvere i conflitti in atto ( è di ieri la notizia che le forze irachene, sostenute dai raid aerei sotto comando americano, hanno  finalmente liberato Mosul; mentre nel sudovest della Siria è scattata la tregua concordata, ai margini del G-20 di Amburgo, tra Putin e Trump, N.d.R.): così da  impedire fughe di massa e fuga dei cervelli, che sono costretti a lasciare i loro Paesi”, conclude Aodi. Invitando tutti gli intellettuali, professionisti, lavoratori (italiani e d&#8217;origine straniera ), comunità, associazioni, sindacati ad impegnarsi di piu&#8217; in politica: “e a rafforzare la voce del nostro movimento internazionale, per il dialogo interculturale e inter religioso, “Uniti per Unire”; anche nell&#8217;ambito politico e sociale, ed e&#8217; ora che noi #SCENDIAMOinCAMPO”.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-944.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-8696" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-944.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="330" height="330" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-944.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 641w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-944-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-944-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-944-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-944-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 330px) 100vw, 330px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio nell&#8217;ottica di promuovere una buona e concreta cooperazione economica, a favore anche del dialogo interculturale e inter religioso, s&#8217; è svolta ultimamente, infatti, presso la sede dell’ Istituto Italiano di Cultura alla nostra Ambasciata di Tunisi, una tavola rotonda sulla crisi del dialogo inter mediterraneo, in particolare tra i Paesi della sponda nord e quelli della sponda sud. Il convegno è stato organizzato dall’Associazione OMeGA di Roma nell’ambito del progetto &#8220;Rotte Mediterranee&#8221;( patrocinato da AMSI, dall&#8217;Unione Medica Euromediterranea-UMEM, dalle Comunità del mondo Arabo in italia- Co-mai, dal Movimento Uniti per Unire e dalla Confederazione Internazionale Laica Inter religiosa #CRISTIANINMOSCHEA ), partito da Cagliari il 2 luglio, e volto a rivitalizzare le antiche rotte del Mediterraneo (prima fra tutte, la Rotta del Corallo, percorsa da pescatori e mercanti di corallo tra Italia del sud e Tunisia), come direttrici di dialogo e cooperazione. In apertura, il presidente di OMeGA, ammiraglio  Enrico La Rosa, ha sottolineato l’importanza di riattivare il dialogo inter mediterraneo anche per restituire questo mare ai popoli che lo abitano, limitando l’influenza delle grandi potenze.</p>
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		<title>In attesa dello Ius soli</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jun 2017 09:03:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 15 giugno il Senato voterà la legge sullo Ius Soli, presentata due anni fa. Intanto pubblichiamo la lettera e la petizione del rapper Amir Issaa. Firmiamola in tanti! Grazie.</p>
<p>Vi consigliamo anche di seguire il seguente video:</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/spY0B6qXURs?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/r-AMIR-ISSAA-600x275.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8975" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/r-AMIR-ISSAA-600x275.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="600" height="275" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/r-AMIR-ISSAA-600x275.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/r-AMIR-ISSAA-600x275-300x138.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="mbl">
<div class="type-break-word type-l description">
<div class="rte js-description-content">
<p>Caro Presidente,</p>
<p><strong>mi chiamo Amir e sono un rapper che più volte nelle sue canzoni ha dato voce ai ragazzi di seconda generazione.</strong></p>
<p>Nonostante io abbia la cittadinanza da sempre (mia madre è italiana), molte volte sono stato considerato uno straniero per via delle mie origini egiziane.</p>
<p><strong>Di fatto però non sono cittadini italiani i nati in Italia da genitori di origine straniera.</strong> È cittadino solo chi è nato da italiani, mentre il bambino che nasce in Italia da due stranieri viene iscritto all’anagrafe come straniero. <strong>I bambini e i ragazzi che vivono questa situazione sono oltre mezzo milione in Italia.</strong></p>
<p>Per lingua, cultura, abitudini, questi ragazzi sono italiani, ma possono diventarlo a tutti gli effetti solamente a 18 anni, e fino a quel giorno devono vivere in Italia con il permesso di soggiorno.</p>
<p><strong>Tristissimi recenti episodi hanno dimostrato quanto crescere stranieri nella proria nazione alimenti l&#8217;odio, la violenza. La risposta migliore a questa barbarie è l&#8217;inclusione. L&#8217;integrazione è lo strumento più forte che abbiamo per prevenire fenomeni come il terrorismo. </strong></p>
<p><strong>Adesso in Italia un’intera generazione cresce e rischia di restare straniera nel paese che sente proprio, in cui è nata, si è formata, e nel quale intende restare per sempre… </strong></p>
<p><strong>Con profondo orgoglio sento di essere figlio di questa terra, di questo suolo. </strong>Amo la mia patria, per la quale contribuisco ogni giorno con amore alla storia, allo sviluppo economico e culturale.</p>
<p>Il paese dei tanti figli di stranieri in Italia non è quello di origine dei genitori, ma è quello in cui crescono.</p>
<p>Per un Paese migliore, il futuro della prossima generazione italiana non deve fondarsi su una crisi di identità, bensì alimentarsi di appartenenza alla nostra comunità. E di partecipazione a tutti i diritti e doveri di un cittadino.</p>
<p>E invece io come tanti figli di stranieri in Italia, abbiamo vissuto un&#8217;emarginazione innaturale, che ci ha impedito di essere quello che sentivamo di essere a pieno titolo: italiani e non stranieri nel nostro paese.</p>
<p>Nel discorso di fine anno 2012 l&#8217;ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affrontò e supportò con decisione il diritto di cittadinanza dei bambini nati in Italia da immigrati stranieri, crediamo anche a seguito di una petizione che aveva avuto molto successo, accompagnata dallo stesso videoappello che ripropongo anche ora. Eppure ad oggi non vi è stata ancora nessuna azione concreta.</p>
<p><strong>Potrebbe esprimersi anche Lei, Presidente Mattarella, così come fece Napolitano, su un problema così importante per l’Italia intera? </strong></p>
<p>Il 19 febbraio io e la rapper Karima ci siamo rivolti anche a Renzi con una lettera in qualità di ambasciatori della regione musicale Arezzo Wave Ius Soli, portando avanti queste stesse ragioni.</p>
<p>Basta andare in una qualsiasi scuola elementare per rendersi conto che già oggi l’Italia è cambiata ed è inevitabile che prima o poi ci sia un riconoscimento del diritto di cittadinanza a chi nasce qui. La politica dovrebbe soltanto adeguarsi alla realtà.</p>
<p><strong>Noi sentiamo di essere parte di quell&#8217;Italia che crede nel progresso e nel miglioramento. Per questo vorremmo sapere cosa ci propone il nostro futuro; Presidente, Lei cosa ne pensa? </strong></p>
</div>
</div>
</div>
<div id="details">
<div id="delivered-to" data-view-attached="true" data-fetch_summary="{&quot;model&quot;:{&quot;model&quot;:&quot;Petition&quot;,&quot;id&quot;:&quot;3055661&quot;}}" data-view="petitions/show/components/delivered_to" data-visible_dms="3" data-model_name="Petition">
<div class="box border-rounded-t phm ptm pbn mtl mbn type-s">
<p><strong class="type-weak">Questa petizione sarà consegnata a:</strong></p>
<ul class="list-space-m">
<li><strong>Presidente Della Repubblica Italiana</strong><br />
Sergio Mattarella (Presidente Della Repubblica Italiana)</li>
<li><strong>Presidente della Repubblica</strong><br />
Sergio Mattarella</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per firmare:</p>
<p><a href="https://www.change.org/p/presidente-che-ne-pensa-dei-figli-di-stranieri-nati-e-cresciuti-in-italia-inclusione-stessidirittiedoveri-caropresidente?utm_source=action_alert_sign&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=760607&amp;alert_id=chiaDHxwzg_7dfs0%2FcotC%2BhbgMSCK7AkubizdRixy86aHgoDlt7k0tPLDndgSxDoOjZKWUrNhns&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/presidente-che-ne-pensa-dei-figli-di-stranieri-nati-e-cresciuti-in-italia-inclusione-stessidirittiedoveri-caropresidente?utm_source=action_alert_sign&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=760607&amp;alert_id=chiaDHxwzg_7dfs0%2FcotC%2BhbgMSCK7AkubizdRixy86aHgoDlt7k0tPLDndgSxDoOjZKWUrNhns&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Contro il razzismo &#8211; Quattro ragionamenti</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 08:17:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Contro il razzismo &#8211; Quattro ragionamenti&#8221;, saggio edito da Einaudi, purtroppo di stretta attualità:  quattro studiosi con competenze diverse provano qui a vagliare i concetti di identità e differenza, a comprendere i diritti dello&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Contro il razzismo &#8211; Quattro ragionamenti&#8221;, saggio edito da Einaudi, purtroppo di stretta attualità:  quattro studiosi con competenze diverse provano qui a vagliare i concetti di identità e differenza, a comprendere i diritti dello straniero in Italia, a misurare quanto profonde siano le nostre convinzioni sulle differenze biologiche e culturali e come se ne debba parlare. Guido Barbujani sceglie la prospettiva della genetica per decostruire le presunte basi scientifiche del razzismo; Marco Aime usa un approccio antropologico per comprendere alcune nuove declinazioni, di carattere culturale, assunte da certi razzismi. Federico Faloppa compie un&#8217;analisi linguistica, utile a capire gli elementi discriminatori che mettiamo in atto, spesso inconsciamente, usando le parole in un certo modo; infine Clelia Bartoli usa lo sguardo socio-giuridico per comprendere come le insidie del razzismo si celino anche nelle istituzioni &#8220;democratiche&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/9788806229535.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6287" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6287 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/9788806229535.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="9788806229535" width="156" height="240" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;<em> Associazione per i Diritti</em> umani ha intervistato, per voi, Federico Faloppa e lo ringrazia molto per il tempo dedicato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa si intende per “razzismo”?</p>
<p>Il razzismo a cui pensiamo è certo, ancora, quello classico, nato nell&#8217;800, ovvero il razzismo biologico, che proprio la scienza ha già ampiamente smontato togliendo ogni fondamento al concetto di razza. Conosciamo però altre forme di razzismo, oggi, che non necessariamente si appella alla razza: il cosiddetto neo-razzismo, il razzismo che ha sostituito a (infondate) basi biologiche categorie etniche, culturali, sociali, il razzismo che si basa sul mito delle origini o dell’autoctonia, il razzismo istituzionale – fatto di leggi e pratiche discriminanti, il razzismo “democratico” (come lo ha chimato Giuseppe Faso), meno strutturato ma diffuso nei comportamenti e nel linguaggio, ecc. Queste distinzioni sono spesso artificiose, a livello terminologico: ma individuano bene le mutazioni anche recenti di quel razzismo classico, e fanno intuire non solo la complessità nel descrivere i fenomeni, ma anche la difficoltà nell’affrontarli e contrastarli. Prendiamo il discorso razzista che si basa sull’autoctonia, sul mito delle origini, della terra che è “nostra” e non “loro”: è così radicato da poter influenzare ed ostacolare il dibattito su nuove proposte (ed esigenze) di cittadinanza, “ius soli” vs. “ius sanguinis”, ecc. Oggi smontare il razzismo classico non basta più, quindi: occorre articolare un contro-discorso che smonti l’insieme dei pensieri e delle pratiche razziste in tutte le loro manifestazioni. Per questo abbiamo cercato di scrivere un libro come “Contro il razzismo. Quattro ragionamenti” che affronti il problema da più punti di vista, complementari ma specifici, capaci – mi auguro – di fornire una serie di strumenti e, appunto, di ragionamenti.</p>
<p>C’è chi sostiene che il razzismo si potrebbe delegittimare già eliminando la parola razza dal discorso pubblico…</p>
<p>Sì, e capisco anche il senso di questa proposta: le razze non esistono, e quindi la parola razza non si dovrebbe più utilizzare, a partire dai contesti pubblici, o si dovrebbe eliminare, a partire dal testo costituzionale. Ma il testo della Costituzione italiana è stato scritto in un&#8217;epoca precisa e il linguaggio è quello che le appartiene: non sarebbe produttivo, a mio parere, riscrivere l’Art. 3, redatto in un determinato contesto storico, con accurate scelte linguistiche (ne parlo nel mio capitolo all’interno di “Contro il razzismo”); sarebbe invece meglio verificare se e come l’Art. 3 sia stato applicato e venga realmente applicato, e capire quali sono ancora gli ostacoli che impediscono una sua piena applicazione. E quindi, completare con leggi e decreti attuativi i vuoti ancora presenti nella nostra legislazione, ad esempio quelli relativi al “razzismo linguistico” e all’ “hate speech”.</p>
<p>Ovviamente, un aggiornamento del dibattito non deve farci dimenticare che il razzismo “classico” è tutt’altro che scomparso, e che anzi sta riemergendo proprio in questo periodo. Un esempio?</p>
<p>Prima degli esiti del referendum, in UK non c&#8217;era stata, dagli anni &#8217;30 in poi, una presenza visibile di movimenti neonazisti. Ma dopo Brexit &#8211; sentendosi legittimati dal voto popolare, e senza essere contrastati da istituzioni sull’orlo di una crisi di nervi &#8211; alcuni gruppi si sono riaffiacciati sulla scena pubblica con tutto il loro delirante armamentario ideologico, adattato al ventunesimo secolo.</p>
<p>Senza andare troppo lontano, pensiamo a quanto è successo a Fermo nei giorni scorsi: un omicidio “razzista”, malgrado le fastidiose perifrasi usate dai media per evitare di parlare di razzismo.</p>
<p>Cosa c&#8217;è alla base del propagarsi, oggi, dei movimenti xenofobi in Europa?</p>
<p>Parto ancora dall&#8217;Inghilterra, ma credo che il discorso valga anche per altri Paesi europei.</p>
<p>La paura per lo straniero si manifesta di più nei periodi di scarsità di risorse: scarsità – attenzione – non causata dalla presenza di stranieri (stesse risorse da distribuire a più persone), ma da tagli al budget e scelte politiche di destra ben precise (si pensi ai tagli nella sanità pubblica: se i reparti sono più affollati non è perché ci sono più pazienti stranieri, ma perché il servizio ha subito una contrazione). Il blairismo aveva illuso molti sul fatto che più ricchezza in generale equivalesse a una più equa distribuzione della ricchezza. In realtà, su gran parte della popolazione sono piovute solo le briciole, negli ultimi anni. E ora che neppure le briciole si vedono , il malcontento è maggiormente diffuso. Da qui la caccia al capro espiatorio: da un lato, le elite intellettuali (europeiste), dall’altro gli stranieri. Questo ragionamento, però, secondo me non basta a spiegare i nuovi movimenti xenofobi: ci sono percorsi di lunga durata che affondano le radici nel passato di questo paese (una certa arroganza isolazionista, una scarsa inclusione/rappresentatività delle minoranze etniche nelle élite politiche e culturali), nonché fratture di media durata – dagli anni della Thatcher in poi &#8211; che hanno cambiato l&#8217;economia del Paese, con investimenti in certi settori e soprattutto nel sud del Paese, e con l’abbandono di intere aree de-industrializzate, e private di servizi e opportunità di sviluppo, prima di tutto sociale. E, infine, non dimentichiamo la paura del terrorismo: una vera fobia che ha fatto aumentare la diffidenza verso alcuni gruppi di stranieri, anche se molti terroristi &#8211; come sappiamo &#8211; sono nati e cresciuti in UK.</p>
<p>Perchè è sbagliato parlare di “emergenza migranti” e cosa pensa del Migration Copact?</p>
<p>Durante un convegno su Ricerca e migrazioni, organizzato a febbraio a Bruxelles dal Commissario europeo per la ricerca, la Direttrice di Compass Oxford ha fatto giustamente notare che si parla spesso di “migration crisis”, ma in realtà è l&#8217;Europa ad essere in crisi davanti a fenomeni che non riesce né a comprendere e né a gestire; quindi l&#8217;emergenza è nostra perchè non comprendiamo fenomeni che sono mutati velocemente e profondamente. Pensiamo alle diverse “rotte” verso l’Europa, ai Paesi di provenienza di chi cerca di raggiungere il continente, alle classi sociali coinvolte, alle diverse fasce d’età, alla composizione dei gruppi (nuclei famigliari vs. spostamenti individuali). Da linguista, mi verrebbe da dire che anche sul piano delle risorse lingustiche che potremmo e dovremmo fornire si può fare di più: a quali persone ci riferiamo? Che cosa sappiamo delle loro competenze/conoscenze linguistiche? Come facciamo a garantire loro l’accesso alle informazioni? Non dovremmo prestare forse più attenzione ai network (linguistici) informali e plurilingui, che le persone già usano, e partire da quelli, invece di ragionare ancora in termini di insegnamento/apprendimento di L2 (lingue seconde)? O ancora, tanto per scendere più nel pratico, come facciamo a essere certi che durante i colloqui per la richiesta d’asilo ci siano adeguate competenze linguistiche da parte dell’autorità?</p>
<p>C’è ancora molto lavoro da fare, e ogni ritardo ha – purtroppo – le sue conseguenze sulla vita reale di donne, uomini, bambini…</p>
<p>Quali sono le prossime sfide?</p>
<p>La sfida immediata è quella di salvare più vite possibili. Ma un&#8217;altra sfida importante è quella di affermare i diritti inalienabili della persona (tra cui, ad esempio, il diritto alla salute), e di vederli riconosciuti, a prescindere dalle politiche dei Paesi di arrivo e di destinazione. E poi certo – sul piano culturale – continuare a battersi, in qualunque modo, contro ogni forma di razzismo, coordinando a livello nazionale il lavoro dei tanti che già operano in questo senso. E ancora, per quanto riguarda l’Italia: si stralci la Bossi-Fini e si dia un segnale forte sulla cittadinanza approvando in tempi rapidi la legge sullo “ius soli&#8221; e con esso ogni sua forma.</p>
<p>&nbsp;</p>
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