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	<title>jail Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Nigeria: Amnesty International deve richiedere l&#8217;immediato rilascio di Nnamdi Kanu</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 08:14:14 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Nnamdi Kanu è un cittadino britannico, in carcere dal 14 ottobre 2015 in Abuja Nigeria, su richiesta del presidente della Nigeria Gen. Muhammadu Buhari, nonostante i numerosi ordini del tribunale che richiede  il suo rilascio immediato e incondizionato. Kanu è prigioniero politico per una campagna per il diritto all’autodeterminazione dei popoli indigeni del Biafra. La polizia segreta della Nigeria nota come DSS rapinò e arrestò Kanu al suo arrivo a Lagos il 14 ottobre 2015 da Londra. Egli fu falsamente accusato di tradimento e trattenuto per ordine del presidente Buhari il quale giurò di non liberarlo nonostante il fatto che tribunali competenti avessero sentenziato che lui dovesse essere liberato. Kanu è attivista dei diritti umani e leader dei popoli indigeni del Biafra (IPOB).</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-674.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7539" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-674.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-674" width="641" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-674.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 641w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-674-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-674-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-674-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-674-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 641px) 100vw, 641px" /></a></p>
<p dir="ltr">Nnamdi Kanu è un uomo molto saggio. La sua saggezza è seconda a nessuno. Le sue parole ed insegnamenti nella Radio Biafra sono stati scambiati per discorsi di odio da parte di persone che hanno poca o nessuna conoscenza di chi fosse, dove provenga e la sua missione. Nnamdi Kanu è stato un leader tranquillo ma schietto, un leader che con la bocca saggezza e verità ha portato l&#8217;attenzione tanto necessaria alla cruda situazione dei Biafrani. Ci furono mega proteste in tutte le città del Biafra in solidarietà con l&#8217;arresto del signor Kanu. Tanti Biafrani sono stati uccisi e continuano ad essere uccisi dal governo Nigeriano durante queste proteste nonostante I Biafrani protestavano e protestano sempre pacificamente e disarmati.</p>
<p dir="ltr">Di recente l&#8217;UE e Amnesty International nei loro rapporti hanno dichiarato che la Nigeria ha violato i diritti umani del prigioniero Nnamdi Kanu tenendolo in cella dove ha a disposizione meno di tre metri quadrati. La Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo di Strasburgo ha quindi condannato la Nigeria per il trattamento inumano e degradante che Nnamdi Kanu ha ricevuto da quando è stato arrestato dal DSS nigeriano, trattamenti che continua a ricevere ora nel carcere di Kuje (Abuja). Nnamdi Kanu, un emittente britannica e leader dei popoli indigeni del Biafra (IPOB) è stato moralmente, mentalmente e fisicamente danneggiato a seguito di una grave tortura disumana ricevuto dal DSS nigeriano sotto ordine del presidente nigeriano Buhari.</p>
<p dir="ltr">Secondo Amnesty International &#8220;centinaia di cittadini del Biafra vengono uccisi ogni anno da agenti di polizia nigeriani corrotti, gli eserciti e DSS, e tutto questo avviene nel totale silenzio delle autorità nigeriane e l&#8217;amministrazione di Muhammadu Buhari, il ignorano il problema. Una domanda che molti si chiedono è <b><i>perché Amnesty International non abbia ancora dichiarato Nnamdi Kanu Prigioniero di coscienza?</i></b> Amnesty International non ha mai inviato un osservatore al processo di Kanu. Il governo nigeriano cerca di punire Nnamdi Kanu per aver detto la verità e per il rilascio, in modo responsabile e per motivi di coscienza, di informazioni che ragionevolmente  lui crede di essere prove di violazioni dei diritti umani contro la sua gente gli indigeni del Biafra, il quale il governo nigeriano stava tentando di mantenere segreto. Questo sarebbe tipicamente motivi per Amnesty International di considerare la persona, in questo caso Kanu un prigioniero di coscienza.</p>
<p dir="ltr">Noi ci chiediamo perché questo &#8220;predicare odio&#8221; che molti stanno parlando ora non è stato invocato in alcuni casi di alto profilo al di fuori della Nigeria? Per esempio dopo che il gruppo Pussy Riot aveva inscenato una protesta a Mosca, la Cattedrale di Cristo Salvatore lo scorso anno, Amnesty International ha sollecitato le autorità russe a liberare tre donne arrestate in connessione con l&#8217;incidente prima del loro processo. Queste donne erano violenti e in effetti hanno predicato l&#8217;odio a differenza di Kanu, però lo stesso Amnesty International ha dichiarato chiaramente che i membri del Pussy Riot sono stati presi di mira a causa della loro &#8220;opinioni politiche&#8221; Dando a queste persone lo status di POC. Kanu è un vocale attivista dei diritti umani e possiamo categoricamente affermare che lui non predicava odio. Stava semplicemente esercitando il suo diritto alla libertà di parola e di espressione. Tutte le cose che ha detto ha aiutato milioni di indigeni del Biafra a conoscere la loro vera identità e la loro storia. Kanu ha liberato il popolo del Biafra dalla schiavitù mentale. Le motivazioni che hanno portato Nnamdi Kanu a lottare per la sua gente fu perché lui era inorridito dalla &#8220;sete di sangue&#8221; del governo nigeriano, esercito, DSS e polizia catturato in vari  video di &#8220;Omicidio di massa&#8221; &#8211; che mostra chiaramente molti attacchi contro pacifiche e disarmati civili del Biafra in Nigeria e in Biafra- e sperava che la comunità internazionale e pubblico sarebbe allo stesso modo indignato. Amnesty sta diventando sempre più ossequioso ai potenti politici, dando un cattivo esempio a Human Rights Watch e a tutte le persone che credono nella loro organizzazione. Il governo nigeriano sottopone Kanu ad un estremamente punitivo e trattamento degradante e nessuno è lì per lui, nessuno sta parlando in sua difesa e questo è molto ingiusto nei sui confronti.</p>
<p dir="ltr">La libertà di informazione e parola è stata riconosciuta come un diritto umano fondamentale alla sessione inaugurale dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nnamdi Kanu ha preso un rischio enorme a sostenere tale diritto. È davvero un peccato che Amnesty International non sta chiedendo il suo rilascio e riconosciuto lo status di POC. Amnesty International non deve privare Kanu lo status di POC. È il loro dovere chiedere al governo nigeriano di rilasciarlo immediatamente ed incondizionatamente sennò perde di credibilità agli occhi dei loro sostenitori.</p>
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		<title>&#8221; VenerdIslam&#8221;: “Istikhdam al-Hayat”: è uscito in italiano il romanzo che ha portato in carcere Ahmed Naji</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 06:53:26 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">di Monica Macchi</span></span></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-557.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7036" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7036" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-557.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (557)" width="362" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-557.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 362w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-557-169x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w" sizes="(max-width: 362px) 100vw, 362px" /></a></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Dovete vivere come hanno vissuto i vostri padri</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La mummia</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di Shadi Abdel Salam</span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Per tutto il tempo che vivi o ti muovi al Cairo </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>sei costantemente denigrato.</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>E sei destinato ad incazzarti: anche se impieghi tutte le forze della Terra </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>non puoi cambiare questo destino</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ahmed Naji</span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La creatura della copertina </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>l’ho disegnata come un errore </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ayman al Zorkani</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E proprio ciò che nasce come errore è destinato ad annientare quello che lo circonda; </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">una</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Cairo post-moderna sporca, inquinata, sovraffollata, piegata alle leggi del consumismo che somiglia molto a quella popolata di zombie del film La Mummia del 1969: lì </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">ragazze con le spalle curve in avanti e il capo abbassato che fissano il vuoto, qui giovani rassegnati, frustrati e repressi che in un nichilismo galoppante subiscono </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">regole vetuste e incomprensibili che condizionano e distruggono ogni tipo di relazioni. E con un effetto distopico e straniante si affiancano immagini che danno messaggi diretti, ninja, vocabolari di animali, seguono con linee sinuose il ritmo della lingua. E poi ci sono </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">sesso, droghe e alcol usati non per ricercare il piacere ma come mezzi estremi di stordimento in </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">un sistema di dominazione (sessuale, patriarcale e di mero denaro) in cui tutto è mercato e guadagno. Il corpo, il denaro e il loro legame diventano dunque terreno di conquista, di dominio e di punizione: in questo sta il piacere.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-556.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7035" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-7035 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-556.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (556)" width="241" height="209" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">E proprio queste scene esplicite sono state il grimaldello che ha fatto scattare l’accusa e la condanna per “offesa alla morale pubblica”: in realtà Ahmed Naji fa parte di quella schiera di scrittori-blogger molto attivi, critici ed influenti sui social su temi politici e sociali. A suo favore c’è una forte campagna internazionale: il TIMEP (Tahrir Institute for Middle East Policy) ha lanciato una petizione (che trovate a questo indirizzo <a href="https://www.change.org/p/international-community-of-scholars-novalists-and-journalists-solidarity-with-ahmed-naji-egypt-prosecutes-creativity-and-freedom-of-expression?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/international-community-of-scholars-novalists-and-journalists-solidarity-with-ahmed-naji-egypt-prosecutes-creativity-and-freedom-of-expression?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) e il PEN gli ha appena assegnato il premio Barbey Freedom to Write…ma Ahmed Naji è ancora in carcere.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>&#8220;Vita: istruzioni per l&#8217;uso&#8221;  di Ahmed Naji illustrazioni di Ayman al Zorkany</strong><br />
<strong>Traduzione di Elisabetta Rossi e Fernanda Fischione</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Edizione Il Sirente</strong></p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>“ Hate crimes in Europe!”: Una storia dal Nord/A story from the North</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2016 07:03:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  di Cinzia D&#8217;Ambrosi &#160; “Seduti in un caffè tra le persone locali e turisti, noi tre sembriamo piuttosto in contrasto con il resto delle persone che ci circondano”. L. e sua madre hanno&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: large;">di Cinzia D&#8217;Ambrosi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-size: large;">Seduti in un caffè tra le persone locali e turisti, noi tre sembriamo piuttosto in contrasto con il resto delle persone che ci circondano”. L. e sua madre hanno accettato di incontrarmi. Questa volta per condividere la loro storia. Sono in Islanda da 40 giorni.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">&#8220;Lasciare il proprio Paese, i legami e la casa è una decisione difficile. Diventa veramente dolorosa se la scelta di lasciare la propria casa e il proprio Paese e&#8217; per sopravvivenza. Quando siamo stati scoperti di essere praticanti cristiani, nel nostro Pese d&#8217;origine, in Iran, siamo dovute scappare. “ Avevamo una casa. Stavo studiando all&#8217;università. Un giorno, il governo ha scoperto che siamo cristiani. Non abbiamo avuto altra scelta che quella di fuggire. &#8220;L. racconta.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">La loro partenza improvvisa le ha portate in Grecia. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Spinte dal desiderio di essere aiutate, si sono rivolte alla polizia. Invece questa le separa immediatamente e le mette in prigione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a name="tw-target-text"></a><span style="font-size: large;">La sorella di L., che è minorenne, viene messa nella stessa cella degli adulti. La loro esperienza e&#8217; orribile: la polizia si rifiuta di dare alcuna spiegazione. l&#8217;unica cosa detta è che, non essendo siriane, non hanno diritto ad alcun aiuto. La salute della madre di L. continua a peggiorare in quanto le sue medicine le vengono portate via. Intanto, L. prosegue: “nella stessa cella c&#8217;erano anche donne con dipendenze. Mia sorella minorenne ha visto cose che non avrebbe dovuto vedere. Oggi lei sta avendo difficoltà psicologiche. &#8216;</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">La cella è in un piano sotterraneo “Il peggio era non potere vedere la luce del sole. Per un mese intero non abbiamo visto la luce del giorno. Anche il cibo era scarso.”</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Poi, un giorno, vengono portate fuori a firmare alcune carte e anche se non capiscono il contenuto, vengono costrette a firmare. Dopodiche&#8217; vengono lasciate andare. Si rendono conto della necessita&#8217; di lasciare il Paese e vengono messe in contatto con un uomo che ha organizzato la loro fuga. Vengono nascoste in un camion che trasporta angurie. Per due giorni si nascondono, senza cibo e né alcuna idea di dove il camion le sta portando. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Infine, si trovano fuori da un aeroporto. Lì vengono dati loro dei vestiti per cambiarsi e i passaporti. Solo quando l&#8217;areo atterra e scendono scoprono di essere in Islanda.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Oggi sono in attesa di sentire dal governo islandese la decisione sul loro caso mentre L. spiega che e&#8217; grata di essere viva, ma vorrebbe tanto poter studiare o lavorare. Purtroppo non ha il permesso. Purtroppo, &#8220;la gente pensa di te che sei diversa soltanto perché sei un richiedente asilo&#8221;.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-555.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7028" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7028" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-555.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (555)" width="854" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-555.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 854w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-555-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-555-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 854px) 100vw, 854px" /></a></p>
<p>August 2016. L. has been in the coutry for 4 weeks.</p>
<p>Agosto 2016. L. e&#8217; in Islanda da 4 settimane</p>
<p><span style="color: #000000;">Image c</span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><a href="http://www.cinziadambrosi.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #000000;"><span lang="zxx">opyright © Cinzia D’Ambrosi</span></span></a></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span lang="zxx">Le iniziali del nome sono state cambiate per rispettare la richiesta di anonimato. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p><span style="font-size: large;"><b>A story from the North</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Early morning, sitting in a coffee shop among locals and holiday goers, the three of us seemed rather at odds with the rest of the people surrounding us. L. and her mother had agreed to meet me. This time to share their story. They had arrived in Iceland 40 days earlier. </span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-size: large;">Leaving one&#8217;s country, connections and home is a difficult decision. It becomes really painful if you have not choice but to leave your home and country for survival. When you have been discovered to be a practising Christian in Iran, you have no choice but to leave. We had a home, I was studying at University. One day, the government finds out that we are Christians. We had no choose but to leave” L. recounts.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Their sudden departure took them to Greece. It did not occur to them that they would not be believed or that they would have faced detention and harsh treatment. Their genuine need for help led them to immediately report to the police and plead for their help. However, they were immediately separated and put in jail. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">L.&#8217;s sister, who is a minor was put in the same cell as everybody else. They had an horrible time. No one would tell them why they were detained. They were only told that they were not Syrians and so they did not need any help. They were kept in detention without any information. L.&#8217;s mother&#8217;s health deteriorated as her medicines were taken away from her.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">L&#8217;s continues: &#8216;In the same cell, they were women with addictions. My sister witnessed things she should have been spared of. Today she is having psychological difficulties.&#8217; </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">The cell was on a basement &#8216;The worst was not being able to see sunlight. For an entire month we did not see daylight. We hardly had any food.&#8217;</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Then, one day they were taken out and told to sign some papers. Even if they had no idea of the content, they were forced to. They were left to go after that. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">They realised that they had to leave the country to be able to have any future. A man arranged for them to hide in a truck carrying watermelons. For two days they hid, without any food or any idea of where they were heading to they stayed on this truck. Finally, they were outside an airport. they were given some clothes to change into and passports and told that once they would arrive to destination, they would need to head to the police and explain what has happened to them. They passed the control and boarded a plane. Only when they landed, they found out that they were in Iceland. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;">Today, they are waiting to hear from the Icelandic government its decision on their case. In the meantime, L. explains that she is sad that she spends days just waiting, when she could be studying or working. She has been told she is not allowed to. Sadly she says “people thinks of you as being different because you are an Asylum seeker”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><span lang="zxx"> </span></span></p>
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		<title>NIGERIA: NNAMDI KANU DEVE ESSERE RILASCIATO IMMEDIATAMENTE!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2016 06:08:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani continua a sostenere i popoli indigeni del Biafra e vi chiede di firmare la seguente petizione! Grazie. Nnamdi Kanu è  un cittadino britannico, in carcere dal 14 ottobre 2015&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> continua a sostenere i popoli indigeni del Biafra e vi chiede di firmare la seguente petizione! Grazie.</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-492.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6674" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6674" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-492.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (492)" width="726" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-492.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 726w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-492-300x265.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 726px) 100vw, 726px" /></a></p>
<p dir="ltr">Nnamdi Kanu è  un cittadino britannico, in carcere dal 14 ottobre 2015 in Abuja, su richiesta del presidente della Nigeria Gen. Muhammadu Buhari, nonostante i numerosi ordini del tribunale che richiede  il suo rilascio immediato e incondizionato. Kanu è prigioniero politico per una campagna per il diritto all&#8217;autodeterminazione dei popoli indigeni del Biafra.</p>
<p dir="ltr">La polizia segreta della Nigeria nota come DSS rapinò e arrestò Kanu al suo arrivo a Lagos il 14 ottobre 2015 da Londra. Egli fu falsamente accusato di tradimento e trattenuto per ordine del presidente Buhari il quale giurò di non liberarlo nonostante il fatto che tribunali competenti avessero sentenziato che lui dovesse essere liberato. Kanu è attivista dei diritti umani e leader dei popoli indigeni del Biafra (IPOB).</p>
<p dir="ltr">Nnamdi Kanu è un prigioniero di coscienza e deve essere rilasciato immediatamente e incondizionatamente!</p>
<p dir="ltr">AGISCI ORA! Firma l&#8217;appello <a href="http://buonacausa.org/cause/nnamdi-kanu-deve-essere-rilasciato-immediatamente?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://buonacausa.org/cause/nnamdi-kanu-deve-essere-rilasciato-immediatamente&amp;source=gmail&amp;ust=1471970041826000&amp;usg=AFQjCNE583OPtFV1ipeU76XJe-2Qn8kL_w&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">http://buonacausa.org/cause/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>nnamdi-kanu-deve-essere-<wbr />rilasciato-immediatamente</a></p>
<p dir="ltr">NIGERIA: NNAMDI KANU MUST BE RELEASED IMMEDIATELY!</p>
<p dir="ltr">Nnamdi Kanu is a British citizen who has been in detention since 14 Oct. 2015 in Abuja at the request of the president of Nigeria Gen. Muhammadu Buhari despite numerous court orders demanding his immediate and unconditional release. Kanu is political prisoner for campaigning for the right to self determination of the Indigenous People of Biafra.</p>
<p dir="ltr">Nigeria&#8217;s secret police knows as DSS kidnapped and detained Nnamdi Kanu upon his arrival in Lagos on 14 Oct. 2015 from London. He was falsely accused of treason and held incommunicado at the orders of President Buhari who vowed never to release him despite courts of competent jurisdiction ruling that he should be set free. Kanu is a vocal human rights activist and leader of Indigenous People of Biafra (IPOB).</p>
<p dir="ltr">Nnamdi Kanu is a Prisoner of Conscience and must be freed immediately and unconditionally!</p>
<p dir="ltr">ACT NOW! Sign the petition <a href="http://buonacausa.org/cause/nnamdi-kanu-deve-essere-rilasciato-immediatamente?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://buonacausa.org/cause/nnamdi-kanu-deve-essere-rilasciato-immediatamente&amp;source=gmail&amp;ust=1471970041826000&amp;usg=AFQjCNE583OPtFV1ipeU76XJe-2Qn8kL_w&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">http://buonacausa.org/cause/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>nnamdi-kanu-deve-essere-<wbr />rilasciato-immediatamente</a></p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-494.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6675" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6675" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-494.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (494)" width="495" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-494.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 495w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-494-232x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 232w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-493.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6676" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6676" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-493.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (493)" width="495" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-493.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 495w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-493-232x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 232w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-495.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6677" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6677" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-495.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (495)" width="495" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-495.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 495w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-495-232x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 232w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a></p>
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		<title>Yemen: le autorità Huthi devono rilasciare i baha’i detenuti e porre fine al giro di vite contro le minoranze</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/08/20/yemen-le-autorita-huthi-devono-rilasciare-i-bahai-detenuti-e-porre-fine-al-giro-di-vite-contro-le-minoranze/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Aug 2016 15:08:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fonte: Amnesty International Traduzione di G.S. Anayati 17 Agosto 2016 Il gruppo armato Huthi che controlla parti dello Yemen deve assicurare immediatamente il rilascio dei 27 membri della religione Baha’i che sono stati detenuti&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><span lang="it-IT">Fonte: </span><span style="color: #0563c1;"><span lang="zxx"><u><a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/08/yemen-huthi-authorities-must-release-detained-bahais-end-crackdown-on-minorities/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span lang="it-IT">Amnesty International</span></a></u></span></span><span lang="it-IT"> Traduzione di G.S. Anayati </span></p>
<p lang="it-IT">17 Agosto 2016</p>
<p lang="it-IT">Il gruppo armato Huthi che controlla parti dello Yemen deve assicurare immediatamente il rilascio dei 27 membri della religione Baha’i che sono stati detenuti nella capitale, Sana’a, per una settimana, senza accuse, in un palese caso di persecuzione di una minoranza religiosa, ha affermato oggi Amnesty International.</p>
<p lang="it-IT">Funzionari armati del Bureau della Sicurezza Nazionale (NSB) dello Yemen, che lavora mano nella mano con le autorità armate Huthi, coperti da passamontagna, hanno preso d’assalto un incontro di giovani Baha’i a Sana’a il 10 agosto, arrestando 65 persone tra cui 14 donne e sei persone sotto i 18 anni, senza un mandato di arresto. Altri arresti sono stati compiuti ieri.</p>
<p>“<span lang="it-IT">L’arresto arbitrario di persone baha’i per aver partecipato ad un evento comunitario pacifico è completamente ingiustificabile. Questo è solo l’esempio più recente della persecuzione che le autorità conducono contro le religioni minoritarie,” ha affermato Magdalena Mughrabi, Deputy Director di Amnesty International per il Programma del Medio Oriente e del Nord Africa.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6634" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6634 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469-1024x462.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (469)" width="483" height="218" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469-1024x462.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469-300x135.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469-768x347.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1070w" sizes="(max-width: 483px) 100vw, 483px" /></a></p>
<p>“<span lang="it-IT">Gli Huthi devono porre fine alle molestie contro le minoranze e rispettare il diritto di libertà religiosa, un diritto che è racchiuso nella costituzione del paese stesso e nelle norme di diritto internazionale.”</span></p>
<p lang="it-IT">Alcuni dei partecipanti detenuti sono stati rilasciati, mentre i fratelli al-Sakkaf, mariti di due donne arrestate, sono stati convocati al NSB e in seguito arrestati. Ancora 27 rimangono in custodia dell’agenzia, senza avere accesso ad avvocati o a visite famigliari.</p>
<p lang="it-IT">La detenzione di baha’i a causa della loro fede viola gli obblighi dello Yemen sotto il diritto internazionale e sembra essere parte di un più ampio giro di vite contro le minoranze da parte delle autorità Huthi. I baha’i venivano perseguitati a causa della loro fede anche sotto l’ex presidente Ali Abdullah Saleh prima del conflitto armato.</p>
<p lang="it-IT">I fratelli al-Sakkaf erano già stati arrestati dalle autorità Huthi nel marzo 2015, tenuti in custodia per due giorni, ed erano stati interrogati a riguardo della loro fede e di altri membri della comunità. Erano stati rilasciati senza accuse.</p>
<p lang="it-IT">Il Patto Internazionale per i Diritti Civili e Politici (ICCPR), che lo Yemen ratificò nel 1987, garantisce il diritto di ognuno di adottare la religione o il credo di propria scelta e di praticare la propria religione “individualmente o.. con altri e in pubblico o in privato”.</p>
<p lang="it-IT">Il codice penale dello Yemen tuttavia impone punizione per il “crimine” di apostasia così come per tentare di convertire musulmani ad altre fedi.</p>
<p lang="it-IT">La detenzione dei baha’i per una settimana senza accuse e senza che il caso venga presentato ad una corte viola la disposizione della costituzione yemenita, che prevede che chiunque venga arrestato, debba essere presentato ad una corte entro 24 ore dall’arresto.</p>
<p lang="it-IT">In un caso analogo, il membro baha’i Hamed Haydara è in attesa dell’udienza finale in tribunale il 25 settembre 2016. Fu arrestato nel dicembre 2013 e accusato di aver tentato di convertire musulmani alla fede baha’i.</p>
<p><a name="_GoBack"></a><span lang="it-IT">Le accuse mosse contro di lui, tra le altre, sono di apostasia, di lavorare per il governo israeliano e di minare l’indipendenza dello stato yemenita, tutte accuse che implicano una condanna a morte per la legge dello Yemen.</span></p>
<p lang="it-IT">Amnesty International è contraria alla pena di morte in ogni caso e senza eccezione.</p>
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