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	<title>Jihadisti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Jihadisti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Colpo di Stato in Mali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2020 08:27:43 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="577" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/mali-1024x577.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14533" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/mali-1024x577.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/mali-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/mali-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/mali.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1188w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p><em>Mali 2019, uno Stato sofferente in cui i civili non sono al sicuro in nessuna parte del paese. A partire dai machete utilizzati dai Peul, nomadi senza meta, che, come racconta un sopravvissuto, si sono scagliati su uomini al lavoro nei campi come delle furie indiavolate, per poi dirigersi alle abitazioni dove non hanno risparmiato nessuno. Donne, bambini e anziani sono stati falcidiati senza pietà.</em></p>



<p>Con queste parole inizia un mio articolo di novembre 2019 che descrive un paese ormai in crisi, oggetto di corruzione, lotte intestine e attacchi jhadisti.</p>



<p>Agosto 2020, neanche un anno dopo il Mali vede il suo presidente Ibrahim Boubacar Keita arrestato da militari ammutinati. Il presidente 75enne in questi giorni ha ufficialmente lasciato la cara poltrona attraverso un video diffuso dalla TV di Stato ORTM. L’annuncio arriva alla fine di una giornata di proteste in cui un numero imprecisato di soldati è sceso in piazza, determinato a ribaltare e conquistare il potere. Cinque gli ufficiali a capo del Golpe, tra i quali i colonnelli Sadio Camara e Malick Diaw che hanno marciato con lo scopo di “ripristinare l’ordine e la sicurezza”.</p>



<p>Dal 2013, difatti, il Mali ha visto grandi disagi economici e sociali che hanno costretto l’intervento di diverse missioni ONU con lo scopo di stabilizzare il potere. Nonostante questo e nonostante la voglia di pace dei civili, nel 2019 centinaia di maliani innocenti sono stati uccisi dai così detti gruppi etnici di autodifesa. Sovente si sente parlare di questi gruppi che nascono per lo più nelle situazioni di totale assenza di Stato e che vedono singoli o gruppi etnici armarsi per contrastare da soli i terroristi.</p>



<p>Il pericolo più ovvio di tutto questo ovviamente sta nel fatto che gruppi di persone di etnie differenti che si armano per il contrasto al terrorismo, finisce inevitabilmente per creare guerra e disagi tra gli stessi raggruppamenti.</p>



<p>Tornando alla situazione del Mali, considerato anche quanto appena detto, la popolazione civile non ha potuto che apprezzare e lodare i 5 golpisti: scene di giubilo e festeggiamenti si sono susseguite per ore nelle strade di Bamako.</p>



<p>La Commissione dell’Unione Africana ha però da subito condannato le proteste e la presa di potere, mirando ad una veloce soluzione della crisi sociale e politica in atto. Ovviamente anche le forze americane si sono subito dichiarate contrarie alle dimissioni del presidente Keita, non appoggiando i manifestanti e osteggiando i cambiamenti di potere.</p>



<p>Difficile dire se gli americani e le forze internazionali interverranno effettivamente in questa situazione, considerando soprattutto l’appoggio della maggior parte dei civili ai golpisti e alla caduta dell’attuale governo.</p>
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		<title>Se ritorna lo spettro della guerra. I fronti di crisi nel mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2015 06:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Gianni Riotta&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; (da La Stampa) &#160; Il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, rilasciato nel consueto riserbo (non esiste neppure un audio originale) viene&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
di Gianni Riotta&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  (da La Stampa)</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il messaggio del presidente della<br />
Repubblica Sergio Mattarella al Meeting di Comunione e Liberazione a<br />
Rimini, rilasciato nel consueto riserbo (non esiste neppure un audio<br />
originale) viene da giorni diffuso nei dispacci diplomatici delle<br />
ambasciate, ma non ha finora colto l&#8217;opinione pubblica italiana,<br />
forse distratta nella canicola estiva.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
È un male, perché il presidente<br />
Mattarella è intervenuto con tempismo e senza inutile ipocrisia per<br />
i falchi e le colombe impagliati su un tema cruciale e dimenticato:<br />
la guerra. «Il terrorismo &nbsp;scrive alimentato anche da fanatiche<br />
distorsioni della fede in Dio sta cercando di introdurre nel<br />
Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra<br />
mondiale. Sta alla nostra responsabilità fermarla».
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Rileggete con attenzione: il terrorismo<br />
si alimenta di una deformazione fondamentalista della fede islamica,<br />
che degenera fanatismo violento e distilla i presupposti della prima<br />
guerra globale. Il monito del presidente Mattarella non propone «alla<br />
nostra responsabilità» di «fermare il terrorismo», ma afferma che<br />
è «nostra responsabilità fermare» i prodromi della guerra, che<br />
dunque sono già in circolo tra di noi. Il Presidente fa dibattere le<br />
cancellerie perché la guerra è al centro della riflessione<br />
strategica del nostro tempo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il presidente cinese Xi Jinping celebra<br />
la vittoria del suo Paese contro il Giappone, 70 anni fa, con una<br />
parata militare che sfoggia la forza di Pechino, accanto alla<br />
ritrovata ricchezza. A Tokyo il premier Abe è, di riflesso,<br />
insofferente con la costituzione pacifista del dopo Hiroshima. ill<br />
vuole riarmarsi contro la minaccia cinese che crea isole artificiali<br />
e piste da aviazione nei mari contesi<br />
per rivendicare sovranità in acque<br />
remote. Australia, Nuova Zelanda, Vietnam, Indonesia, Malaysia,<br />
India, preoccupate per l&#8217;accesso alle rotte degli oceani, un giorno<br />
non lontano forse non più garantite dalla Marina americana,<br />
rinnovano gli arsenali e cercano nuove alleanze.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Studiando con pazienza la mappa delle<br />
guerre, il <i>Global Conflict Tracker del Council on Foreign<br />
Relations, http:// goo.gl/b9btod</i> resterete impressionati dalla<br />
attualità dell&#8217;allarme del Quirinale. Il fronte planetario va<br />
dall&#8217;antica trincea tra le due Coree, alle tensioni nei mari cinesi,<br />
le violenze in Thailandia e Myanmar, la frontiera nucleare Cina India<br />
Pakistan, fino all&#8217;Iran del patto nucleare, il Medio Oriente, le<br />
guerre in Iraq e Siria, al Qaeda che ritorna nella penisola araba, ai<br />
conflitti dimenticati in Africa, con la Libia, il Mali, la Somalia,<br />
il Sud Sudan, il Sudan, i rancori tribali e per le risorse in Congo,<br />
Nigeria, altri Paesi dell&#8217;Africa centrale.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;offensiva di Putin in Russia, dalla<br />
Crimea all&#8217;Ucraina, importa la Guerra Fredda nel XXI secolo e<br />
l&#8217;Italia siede al vertice di questo labirinto di guerre. I<br />
diplomatici, per mestiere, fingono di vederne sempre l&#8217;uscita<br />
negoziale, multilaterale, ma il loro sangue freddo non basta più.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il decano ex segretario di Stato<br />
americano Henry Kissinger ammonisce dunque, in una intervista al<br />
periodico <i>The National Interest http://goo.gl/EpAKDq?utm_source=rss&utm_medium=rss</i>, di non<br />
isolare Putin per non metterlo, inferocito, in un angolo, e di<br />
accettare che la Cina reimponga la sua egemonia in Asia, antica<br />
tremila anni. Obama è persuaso invece che solo la linea dura indurrà<br />
Putin a più miti consigli, mentre negozia a sorpresa con l&#8217;Iran e,<br />
fin qui, la Germania della Merkel lo segue.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Al Pentagono i militari ragionano però<br />
di conflitto armato con Mosca e Pechino, dibattono se e come gli<br />
europei si schiereranno, invocano un nuovo, tardo, ruolo per la Nato.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il blog della studiosa Judy Dempsey<br />
all&#8217;istituto Carnegie Europe si interroga (http://goo.gl/?utm_source=rss&utm_medium=rss tm2nEX) «E<br />
finalmente l&#8217;ora di un esercito comune europeo?» senza che gli<br />
esperti trovino una risposta condivisa.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il mondo è tornato, purtroppo, a<br />
riflettere sul flagello che credevamo passato, la guerra. Inutile<br />
dire quanto noi italiani ed europei siamo indietro davanti alla<br />
realtà, la difesa comune non esiste neppure in progetto, la forza di<br />
pronto intervento non è pronta, anni di tagli hanno ridotto gli<br />
eserciti nazionali di oltre un quinto delle forze. Crisi economica e<br />
di identità hanno svuotato la nostra fibra morale, siamo incerti e<br />
divisi, i nemici sono invece aggressivi, determinati e contano sulle<br />
proprie forze. Se oggi il presidente Mattarella denuncia «i germi<br />
della terza guerra mondiale» faremo bene ad ascoltarlo e a debellare<br />
quei germi finché sono microscopici. Perché se chiudiamo gli occhi,<br />
inermi, domani ci toccherà fronteggiarli quando avranno assunto<br />
dimensioni da mostro.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Perchè l&#8217;Isis ha attaccato la Tunisia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 06:34:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla scorsa primavera la Tunisia ha una Costituzione.&#160;E&#8217; un Paese che sta cambiando e sta andando in direzione della laicità:&#160;probabilmente questi sono i motivi per cui i fanatici dell&#8217;Isis l&#8217;hanno colpito. Le vittime dell&#8217;attacco&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dalla<br />
scorsa primavera la Tunisia ha una Costituzione.&nbsp;E&#8217; un Paese che sta<br />
cambiando e sta andando in direzione della laicità:&nbsp;probabilmente questi<br />
sono i motivi per cui i fanatici dell&#8217;Isis l&#8217;hanno colpito. </p>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
 vittime dell&#8217;attacco terroristico al Museo del Bardo di Tunisi sono,<br />
 fino al momento in cui scriviamo, 22 e 50 i feriti, tra questi anche<br />
 alcuni<strong> </strong><strong>italiani</strong>.<br />
 Le altre vittime sono di nazionalità polacca, tedesca e spagnola,<br />
 in un bilancio che include due jihadisti e un agente delle forze di<br />
 sicurezza morti nel blitz che ha portato alla liberazione degli<br />
 ostaggi. <br />Il premier tunisino ha affermato che il commando era<br />
 composto da cinque persone, ancora non identificate. Habib Essid ha<br />
 inoltre annunciato di aver preso &#8220;provvedimenti urgenti&#8221;,<br />
 in particolare &#8220;misure preventive per tutelare la stagione<br />
 turistica&#8221;. Colpire turisti occidentali è un messaggio chiaro<br />
 verso l&#8217;Occidente intero.
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Associazione<br />
 per i Diritti Umani si è occupata più volte delle trasformazioni<br />
 in atto in Tunisia e di mondo arabo, per cui vi ripropone il video<br />
 dell&#8217;incontro con Monica Macchi e Ivana Trevisani, autrice del<br />
 saggio “Ferite di parole”, edito da Poiesis.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<iframe loading="lazy" width="320" height="266" class="YOUTUBE-iframe-video" data-thumbnail-src="https://i.ytimg.com/vi/wiE9yHaVUMo/0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" src="http://www.youtube.com/embed/wiE9yHaVUMo?feature=player_embedded&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Vi<br />
 anticipiamo che, a brevissimo, l&#8217;associazione vi proporrà un altro<br />
 incontro pubblico di aggiornamento su questi temi. Con le nostre<br />
 ospiti e una sorpresa video.
 </div>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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