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	<title>josefa Idem Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Approvata anche in Italia la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 04:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>545 voti su 545: è stata approvata all&#8217;unanimità, a Montecitorio, la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Un lungo applauso ha salutato il risultato: ora l&#8217;Italia è il quinto Paese a ratificare&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
545 voti<br />
su 545: è stata approvata all&#8217;unanimità, a Montecitorio, la<br />
Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Un lungo<br />
applauso ha salutato il risultato: ora l&#8217;Italia è il quinto Paese a<br />
ratificare il testo della Convenzione, dopo Montenegro, Albania,<br />
Turchia e Portogallo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
Convenzione pone le basi per una tutela completa delle donne,<br />
intervenendo sul piano della repressione della violenza e anche su<br />
quello dell&#8217;assistenza, della sensibilizzazione culturale e<br />
dell&#8217;educazione. La Convezione del Consiglio d&#8217;Europa sulla<br />
prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne era già stata<br />
siglata a Istanbul nel 2011. Il testo rappresenta il primo strumento<br />
internazionale, giuridicamente vincolante, che fornisce un quadro<br />
normativo completo a tutela delle donne: la Convenzione è, infatti,<br />
articolata in 81 punti e,in essa, viene sottolineato il fatto che gli<br />
Stati dovranno adottare tutte le misure legislative e di altro tipo<br />
per esercitare la “debita diligenza nel prevenire, indagare, punire<br />
i responsabili e risarcire le vittime di atti di violenza commessi da<br />
soggetti non statali”.  Il fine è quello di sanzionare “tutti<br />
gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono<br />
suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica,<br />
sessuale, psicologica, o economica, comprese le minacce di compiere<br />
tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà,<br />
sia nella vita pubblica, sia nella vita privata”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
testo, quindi, vuole contrastare lo stupro, lo stalking, i matrimoni<br />
forzati, le mutilazioni genitali, la violenza domestica e si prefigge<br />
di eliminare ogni forma di discriminazione, promuovendo la concreta<br />
parità tra i sessi e rafforzando l&#8217;autonomia e l&#8217;autodeterminazione<br />
delle donne. In particolare, l&#8217;articolo 5 sancisce l&#8217;obbligo degli<br />
Stati di astenersi da qualsiasi atto che costituisca una forma di<br />
violenza nei confronti delle donne e di garantire che le autorità, i<br />
funzionari, i soggetti pubblici e i medici siano specificamente<br />
formati.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“E&#8217;<br />
motivo di grande soddisfazione il voto con il quale la Camera dei<br />
deputati ha approvato la ratifica della Convenzione di Istanbul<br />
contro la violenza sulle donne”, così Laura Boldrini, presidente<br />
della Camera, ha annunciato l&#8217;approvazione della Convenzione e ha<br />
proseguito dicendo: “ e&#8217; stato un voto unanime espresso da<br />
un&#8217;assemblea molto partecipata. Un segnale di sensibilità<br />
dell&#8217;Istituzione, tanto più importante perchè arriva nelle ore in<br />
cui, in Calabria, viene dato l&#8217;addio all&#8217;ennesima vittima della<br />
ferocia maschile, Fabiana, la giovanissima donna che in questi due<br />
giorni di interventi molti deputati e deputate hanno voluto onorare”.<br />
Il voto di martedì, infatti, è venuto a coincidere con i funerali<br />
di Fabiana Luzzi, la ragazza di sedici anni accoltellata e poi<br />
bruciata dal fidanzato diciassettenne, a Corigliano Calabro.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Ministro per le Pari Opportunità, Josefa Idem, ha così commentato<br />
l&#8217;approvazione della Convenzione: “ &#8230;il nostro Paese manda un<br />
segnale forte e deciso per contrastare il fenomeno del femminicidio e<br />
della violenza domestica”; ora, il testo del provvedimento passa al<br />
Senato e, in seguito, bisognerà varare la legge di attuazione della<br />
Convenzione e assicurare che abbia la copertura finanziaria<br />
necessaria per l&#8217;attuazione dei provvedimenti elencati.
</div>
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		<item>
		<title>Due donne, due ministri: Cecile Kyenge e Josefa Idem</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 04:29:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Torna in Congo”, queste le parole scritte su uno striscione, davanti alla sede del Pd, con cui Forza Nuova ha attaccato il Ministro dell&#8217;integrazione, inviando poi un comunicato sempre contro “il ministro della (dis)integrazione&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/2-MINISTRE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/2-MINISTRE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="213" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Torna<br />
in Congo”, queste le parole scritte su uno striscione, davanti alla<br />
sede del Pd, con cui Forza Nuova ha attaccato il Ministro<br />
dell&#8217;integrazione, inviando poi un comunicato sempre contro “il<br />
ministro della (dis)integrazione che si è vantata di essere entrata<br />
clandestinamente in Italia, elogiando la poligamia”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cecile<br />
Kyenge ha affermato che sarà la società civile a rispondere a<br />
queste provcazioni e, intanto, ha rilanciato l&#8217;ipotesi di uno <i>ius<br />
soli </i>temperato. Ci sono<br />
diversi tipi di cittadinanza, ha precisato: lo <i>ius<br />
soli </i>puro esiste solo negli<br />
Stati Uniti. Secondo il diritto alla cittadinaza temperato, chi nasce<br />
in italia è italiano, ma a certe condizioni &#8211; come, ad esempio, la<br />
residenza regolare dei genitori per un certo numero di anni &#8211; perchè<br />
ha continuato Cecile Kyenge: “Bisogna cominciare a dare degli<br />
strumenti a giovani che un giorno saranno i dirigenti di questo<br />
Paese”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A<br />
proposito delle esternazioni razziste da parte di alcuni estremisti<br />
di destra, Cecile Kyenge ha avuto la solidarietà di Josefa Idem,<br />
Ministro delle Pari Opportunità e dello Sport che ha annunciato di<br />
voler contrastare la violenza nei confronti delle donne attraverso<br />
l&#8217;istituzione di una task force dei ministri e di un osservatorio sul<br />
fenomeno: “La cosa straordinaria è che già arrivano le prime<br />
proposte. Come il braccialetto elettronico suggerito dal ministro<br />
Cancellieri. E&#8217; un&#8217;idea da valutare tra i sistemi per tenere lontani<br />
gli aggressori. Che sono seriali, ripetono negli anni laviolenza: il<br />
40% delle donne ammazzate, prima aveva infatti subito stalking”, ha<br />
detto Josefa Idem e ha concluso, sull&#8217;argomento, affermando: “Non<br />
credo che l&#8217;inasprimento delle pene serva a diminuire i reati, ci<br />
vuole più controllo su pubblicità e televisione”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Ministro per le Pari Opportunità ha anche esposto il suo disegno di<br />
legge riguardo alle unioni civili: un provvedimento a favore delle<br />
coppie omosessuali. “Non è importante se uno ha scelto di<br />
condividere la vita con una donna o un uomo, se una persona è gay,<br />
lesbica o eterosessuale. La cosa fondamentale è che tutti i<br />
cittadini devono avere gli stessi diritti, senza distinzione di<br />
sesso”. E ha affermato, inoltre: “ Non è importante come le<br />
chiami, ma i diritti che dai. E questi devono essere uguali per tutti<br />
i cittadini&#8230;Perchè è ingiusto non poter stare accanto a chi ami<br />
se è malato perchè lo Stato ti considera un semplice conoscente.<br />
Non devono esistere cittadini o coppie di serie B”.
</div>
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