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	<title>Kiev Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Ucraina, Stilli (Ong italiane): “Governo arma Kiev e ci taglia i fondi”</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 09:03:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da dire.it) di Alessandra Fabbretti La portavoce: &#8220;Fondi a Zelensky sottratti alle risorse del fondo per l&#8217;Aiuto pubblico allo sviluppo&#8221;Condividi su facebook&#160;Condividi su twitter&#160;Condividi su whatsapp&#160;Condividi su email&#160;Condividi su print ROMA – “Un governo&#46;&#46;&#46;</p>
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<h1></h1>



<p>(da dire.it)</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.dire.it/wp-content/uploads/2022/03/202203020300871022601-e1646248450767.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="carro_armato_ucraina_leopoli"/></figure>



<p>di Alessandra Fabbretti </p>



<p></p>



<p>La portavoce: &#8220;Fondi a Zelensky sottratti alle risorse del fondo per l&#8217;Aiuto pubblico allo sviluppo&#8221;Condividi su facebook&nbsp;Condividi su twitter&nbsp;Condividi su whatsapp&nbsp;Condividi su email&nbsp;Condividi su print</p>



<p>ROMA – “Un governo che deve affrontare una guerra può occuparsi anche di fare&nbsp;<strong>assistenza umanitaria</strong>&nbsp;per la popolazione? No, e infatti in Ucraina&nbsp;<strong>le persone in questi giorni vengono aiutate dalle ong locali e internazionali,</strong>&nbsp;tra cui tante italiane che operano anche in Polonia o Moldavia. Nonostante ciò,&nbsp;<strong>il nostro governo ha stanziato 110 milioni di euro in aiuti umanitari da destinare non a loro, che sono presenti sul terreno, bensì all’esecutivo di Kiev</strong>&nbsp;che in questo momento non si capisce neanche dove sia e quanto margine di manovra abbia”.&nbsp;<strong>Silvia Stilli</strong>&nbsp;è la portavoce dell’<strong>Associazione delle ong italiane (Aoi)</strong>&nbsp;e per l’agenzia Dire commenta l’annuncio del governo italiano sullo<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712531-ucraina-con-leuropean-peace-facility-cresce-il-supporto-militare-europeo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;stanziamento di 110 milioni di euro in “budget support” per l’Ucraina.</a>&nbsp;Per la responsabile, tale decisione presenta vari aspetti critici: “Primo, si tratta di<strong>&nbsp;denaro dato direttamente per le esigenze del governo ucraino, non vincolato a specifiche emergenze.&nbsp;</strong>Inoltre è stato preso dal fondo per<strong>&nbsp;l’Aiuto pubblico allo sviluppo</strong>“, in pratica il denaro che l’Italia accorda al ministero degli Esteri per finanziare gli interventi di cooperazione delle ong nei Paesi terzi.</p>



<p><strong>LEGGI ANCHE:&nbsp;<a href="https://www.dire.it/04-03-2022/712959-ucraina-loppositore-russo-di-putin-gozman-quanti-errori-usa-sulla-sicurezza-europea/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ucraina, l’oppositore russo Gozman: “Quanti errori Usa sulla sicurezza europea”</a></strong></p>



<p>Tale fondo, calcola Stilli, “con le integrazioni della legge di bilancio dovrebbe arrivare a 300 milioni di euro, ma devono essere ancora inseriti e per ora siamo a 240 milioni. È già una cifra contenuta rispetto alla mole di interventi che andrebbero fatti all’estero, e noi, per raggiungerla, ci siamo dovuti battere a lungo. Ora, circa la metà viene decurtata e assegnata a un governo che affronta una guerra, e che sarà quindi libero di impiegarla come meglio crede”.</p>



<p><strong>Riducendo il fondo all’Aiuto pubblico</strong>, avverte Stilli, “<strong>ne risentiranno quelle organizzazioni umanitarie che operano in gravi contesti umanitari e di crisi come l’Etiopia, la Siria, lo Yemen oppure il Mali o il Nige</strong>r”, ossia i Paesi da cui parte la maggior parte dei profughi che bussano alle porte dell’Europa. Secondo, dice la portavoce, “il governo italiano ha preso questa decisione senza neanche consultare noi che rappresentantiamo il terzo settore”. Stilli avverte: “Il Terzo settore parteciperà a un incontro con Andrea Orlando al ministero per il Lavoro e le politiche sociali solo oggi pomeriggio”.</p>



<p>Terzo, ma non meno importante, i<strong>l tema delle armi all’Ucraina.</strong>&nbsp;“<strong>Se da un lato si negano fondi alle ong presenti in Ucraina dall’altro si aumentano gli armamenti al Paese</strong>” lamenta Stilli. “Naturalmente riconosciamo il diritto inalienabile di un popolo di difendersi. Ma bisogna allora dire con chiarezza che l’Italia ha deciso di prendere le distanze dalla sua Costituzione – che all’articolo 11 ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti – e dal ruolo delle Nazioni Unite”.</p>



<p>La portavoce inquadra il sostegno militare italiano nella più ampia decisione dell’Ue di attivare per la prima volta l’<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712531-ucraina-con-leuropean-peace-facility-cresce-il-supporto-militare-europeo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">European Peace Facility (Epf)</a>&nbsp;per fornire all’esercito ucraino armi ed equipaggiamenti. L’Epf è dotato di un fondo di 5,7 miliardi e in questi giorni la Commissione ha proposto agli Stati Ue di mobilitare 500 milioni per Kiev, pari a un decimo del budget complessivo.</p>



<p>LEGGI ANCHE:&nbsp;<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712531-ucraina-con-leuropean-peace-facility-cresce-il-supporto-militare-europeo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Con l’European Peace Facility cresce il supporto militare Ue all’Ucraina</a></p>



<p>“<strong>L’Italia si è lasciata trascinare da una Ue debole e schizofrenica che tenta di assumere un ruolo a livello internazionale,</strong>&nbsp;commettendo un doppio errore strategico:<strong>&nbsp;agisce senza l’appoggio della Nato</strong>, che stimola ma non interviene, e<strong>&nbsp;decide senza consultare le Nazioni Unite.</strong>&nbsp;La&nbsp;<a href="https://www.dire.it/02-03-2022/712432-ucraina-lassemblea-generale-onu-condanna-laggressione-della-russia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">risoluzione di condanna dell’operazione russa</a>&nbsp;in Ucraina attraverso l’Assemblea generale dell’Onu è arrivata dopo”. Anche sul piano delle sanzioni, “sono arrivate in modo tentennante e poi, come stiamo continuando a vedere, non stanno fermando l’offensiva di Mosca”.</p>



<p><strong>Per Stilli, la soluzione per l’Ucraina resta la diplomazia</strong>. “Bisogna recuperare il ruolo delle Nazioni Unite sul piano dei negoziati” dice. “Senza, si perdono spazi di manovra e a rimetterci è la popolazione, come abbiamo visto ieri:<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712480-ucraina-slittati-a-oggi-i-colloqui-con-mosca-corte-penale-internazionale-apre-inchiesta-su-crimini-di-guerra/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;la Russia ha annunciato in modo unilaterale i corridoi umanitari</a>. Ora dobbiamo impegnarci per ottenere da Mosca che almeno le agenzie Onu possano monitorare i corridoi ed essere pienamente operative sul territorio assieme alle ong già presenti”.</p>
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		<title>Le donne dell&#8217;Ucraina. Intervista a Giulia Corsalini</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 07:39:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani ha avuto il piacere di intervistare Giulia Corsalini, docente e autrice di critica letteraria, qui al suo esordio nella narrativa con il romanzo La lettrice di Cechov, edito da&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha avuto il piacere di intervistare Giulia Corsalini, docente e autrice di critica letteraria, qui al suo esordio nella narrativa con il romanzo <em>La lettrice di Cechov, </em>edito da Nottetempo.</p>
<p>Ringraziamo molto Giulia Corsalini per la sua disponibilità</p>
<p>Intervista a cura di Alessandra Montesanto</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/9788874527274_0_0_407_751.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11940" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/9788874527274_0_0_407_751.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="282" height="407" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/9788874527274_0_0_407_751.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 282w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/9788874527274_0_0_407_751-208x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 208w" sizes="(max-width: 282px) 100vw, 282px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché ha deciso di raccontare questa storia?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa storia è nata diversi anni fa. A quel tempo scrivevo soprattutto racconti. In Università , nell&#8217;Istituto di Italianistica in cui lavoravo, si parlava di una giovane donna ucraina, una badante, che, frequentando la biblioteca di Slavistica nelle ore libere, si era fatta apprezzare come studiosa e aveva ottenuto un contratto di docenza. La biblioteca di Russo non era nello stesso piano del nostro Istituto e questa collega forse la incrociavo per le scale ma non l&#8217;ho mai conosciuta, né ho saputo in seguito più nulla di lei. La notizia è passata così; poi, ad un certo punto, non so come, è diventata il nucleo di un racconto. Su questa storia sono tornata e ritornata, finché ne è nato un romanzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come si è documentata per tratteggiare il personaggio di Nina, simbolo di tutte le donne (in particolare dell&#8217;Est Europa), costrette a lasciare i figli e i mariti nella terra d&#8217;origine per venire in Italia a svolgere professioni poco appaganti?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi anni ho conosciuto diverse donne ucraine e di alcune sono diventata amica; così so molto delle loro vite, del loro lavoro e delle famiglie lontane. La distanza dei figli naturalmente è l&#8217;aspetto più difficile e doloroso della loro esperienza e quello che, come madre, faccio più fatica a comprendere. Per le donne che vengono dalle terre dell&#8217;est dell&#8217;Ucraina, terre devastate da un conflitto terribile e poco noto, la lontananza è ancora più drammatica. Per un certo periodo, una di loro, mentre parlava con il figlio al telefono, sentiva il boato dei bombardamenti su Donetsk (questo figlio, che si è laureato mentre lei era in Italia e vive solo, è il suo unico affetto e per tre anni la guerra le ha reso impossibile raggiungerlo). Ma è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Ho letto dei libri, romanzi e saggi sull&#8217;argomento e poi ho fatto un viaggio a Kiev; ho visitato questa città storica, attraversata dal Dnepr, molto bella; ho partecipato ai riti ortodossi; ho mangiato i piatti tipici; ho preso l&#8217;aereo nel piccolo aeroporto vicino alla città, dal quale partono le badanti più fortunate, che riescono ad evitare il viaggio di due giornate in pulmini male in arnese e ad acquistare un volo low-cost; eravamo insieme, lì al gate, in un&#8217;alba freddissima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una volta l&#8217;Ucraina era considerata “Russia”. Vuole spiegarci qual è il legame tra la storia di Nina e la Letteratura russa (Čechov, in particolare) e italiana?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nina è una donna colta, una studiosa di Letteratura russa. In particolare ha una passione per Čechov e questa passione, che in un primo tempo rappresenta soprattutto un conforto per la sua solitudine, diviene motore della vicenda.</p>
<p>E&#8217; per studiare Čechov che Nina inizia a frequentare la biblioteca di Slavistica dell&#8217;Università della cittadina in cui lavora come badante ed è lì che trova una controversa possibilità di riscatto.</p>
<p>I racconti dello scrittore e drammaturgo russo diventano oggetto di analisi e materia di insegnamento per Nina. Allo stesso tempo quella scrittura è aspirazione della voce narrante, che insegue la stessa qualità di naturalezza nella narrazione della propria vita e tenta di rimodulare l&#8217;arco melodico della pagina čechoviana; una musicalità malinconica e interiore, attraverso la quale il pathos della disillusione e il senso dell&#8217;inadempienza dei destini si fondono alla persistenza del sogno.</p>
<p>La Letteratura italiana resta sullo sfondo; Nina cerca di capire in che modo Čechov abbia influenzato gli scrittori italiani, ma non espone che in linea generale i risultati del suo lavoro; arriva a dire che per il narratore italiano la scrittura di Čechov rappresenta un&#8217;aspirazione più che un modello; dietro la ricerca di un&#8217;arte non formale e libera da intenzionalità secondarie &#8211; abbellimenti stilistici, sperimentazione, ammaestramenti di ogni tipo &#8211;  c&#8217;è spesso la lezione čechoviana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il suo romanzo affronta il tema della solitudine, ma non appartiene solo a Nina&#8230;Tutti i personaggi ne soffrono. Credo anche che, per la struttura e la scrittura, il  testo si potrebbe trasporre in una pièce. Cosa pensa di queste considerazioni?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ognuno dei personaggi vive una sua forma di solitudine, che per tutti è comunque principalmente senso della perdita degli esseri amati, con i quali si sono condivisi giorni e consuetudini, e fedeltà tenace a ciò che quei legami hanno rappresentato. Nina è sola soprattutto perché non può più comunicare con la figlia Kàtja, la figlia lo è perché non riesce a giustificare la madre; e Giulio De Felice, il professore di Letteratura russa, è solo perché, anche lui, non sa perdonare la moglie, che non ha mai smesso di amare. Ci sono stati dei motivi di incomprensione, delle fratture che sono diventate insanabili, ci sono stati il dolore e la morte, e il passato è ormai per ognuno il tempo di una felicità compromessa e irrecuperabile, a cui tuttavia non si vuole rinunciare.</p>
<p>Il romanzo ha scene, dialoghi, atmosfere, descrizioni di interni che penso si prestino alla trasformazione del testo in una pièce drammatica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qual è il Futuro sognato da Nina e quale, invece, quello realizzabile?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nina, che è appunto un&#8217;appassionata lettrice di Čechov, avverte il carattere illusorio e velleitario delle proprie aspirazioni per il futuro nel momento stesso in cui si concede il diritto di nutrirle; allo stesso tempo non rinuncia ad avere delle aspettative di bene che riguardano la figlia, sé, gli altri; aspettative per un verso indefinite, come se il bene fosse difficile da formulare, per l&#8217;altro poggiate su alcuni gesti concreti e avvertimenti vivi: mettere insieme dei risparmi per aiutare Kàtja, scrivere un saggio che la accrediti tra gli studiosi, assumersi una responsabilità di tipo umanitario, provare sdegno per le ingiustizie. Malgrado tutto, Nina ha una predisposizione alla fiducia.</p>
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		<title>Aggiornamento Ucraina e i Giochi olimpici di Sochi</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 04:26:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quella in atto nelle ultime settimane in Ucraina è la più imponente mobilitazione cittadina dai tempi della Rivoluzione arancione del 2004 e nasce dalla volontà, da parte di chi è sceso nelle piazze del&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/660-0-20140124_162411_D25B4A52.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/660-0-20140124_162411_D25B4A52.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="225" width="320" /></a></div>
<p>Quella<br />
in atto nelle ultime settimane in Ucraina è la più imponente<br />
mobilitazione cittadina dai tempi della Rivoluzione arancione del<br />
2004 e nasce dalla volontà, da parte di chi è sceso nelle piazze<br />
del Paese, di entrare in Europa e di non fare più parte dell&#8217;orbita<br />
russa attraverso l&#8217;unione doganale voluta da Putin. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nei<br />
giorni scorsi i dimostranti anti-governativi avevano attuato uno<br />
sgomebro del Ministero della Giustizia e questo ha prodotto due<br />
effetti: le dimissioni del Premier Azarov e l&#8217;abolizione, da parte<br />
del Parlamento, di 9 delle dodici leggi anti-manifestazioni &#8211;<br />
approvate il 16 gennaio – tra cui quella che prevedeva la pena di<br />
quindici anni di reclusione per i trasgressori dei divieti sulla<br />
partecipazione alle dimostrazioni.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Presidente, Viktor Yanukovich ha proposto, inoltre, un patto<br />
all&#8217;opposizione: l&#8217;amnistia per gli antigovernativi arrestati in<br />
cambio che tutti gli edifici occupati siano sgomberati. Nonostante<br />
questo, però, in molte regioni gli scontri tra rivoltosi e forze<br />
dell&#8217;ordine continuano a Kiev  e in altre zone, in particolare<br />
nell&#8217;area ovest del Paese.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
leader del Cremlino, Vladimir Putin, non ha gradito l&#8217;ingerenza<br />
americana e europea nella situaizone in Ucraina: “Posso solo<br />
immaginare come i nostri patners europei avrebbero reagito se, in<br />
piena crisi a Cipro o  in Grecia, il nostro Ministro degli esteri<br />
fosse andato in visita facendo appelli antieuropei”, ha affermato<br />
Putin, per poi continuare col dire: “ Pensiamo che non sia<br />
positivo, in generale e, considerando certe relazioni speciali<br />
esistenti tra Russia e Ucraina, è semplicemente inaccettabile per<br />
noi. Ecco perchè la Russia non interverrà in Ucraina&#8230;Riguardo a<br />
dare consigli su cosa fare e come penso che il popolo ucraino se la<br />
possa cavare da solo”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E, a<br />
proposito di Russia: mentre sono stati inaugurati i Giochi olimpici<br />
invernali Sochi 2014, Amnesty International lancia una campagna<br />
mondiale per porre i riflettori, non sullo sport, ma sulle continue<br />
violazioni dei diritti umani. “La fiamma olimpica può gettare luce<br />
sulle violazioni dei diritti umani che le autorità preferirebbero<br />
nascondere dietro le decorazioni celebrative. E&#8217; importante che tutti<br />
coloro che hanno un interesse ai Giochi siano a conoscenza delle<br />
restrizioni imposte dalle autorità russe alla società civile e ai<br />
cittadini comuni e usino la loro influenza per opporvisi”, queste<br />
le parole di John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia<br />
centrale.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
campagna di Amnesty prevede di puntare l&#8217;attenzione su:
 </div>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
<ul>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
tre<br />
  prigionieri di coscienza, Vladimir Akimenkov, Artiom Saviolov e<br />
  Mikhail Kosenko, detenuti da oltre un anno solo per aver esercitato<br />
  pacificamente i loro diritti alla libertà di espressione e di<br />
  riunione. Nel maggio 2012, sono stati arrestati in piazza Bolotnaya<br />
  a Mosca, tra l&#8217;ondata di proteste di massa che è seguita alle<br />
  tanto contestate elezioni parlamentari e presidenziali del 2011 e<br />
  2012. Tredici persone sono sotto processo a Mosca in relazione alle<br />
  proteste di piazza Bolotnaya e molti altri sono ancora in attesa di<br />
  processo su questo caso.</div>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
  legislazione che limita le proteste pacifiche impone severe ammende<br />
  agli organizzatori di manifestazioni per violazione di una lista<br />
  restrittiva di norme e regolamenti, spesso applicate<br />
  arbitrariamente. Nel 2013 più di 600 persone sono state arrestate<br />
  nel corso di 81 eventi nella sola area della città di Mosca.</div>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
  legislazione sugli &#8220;agenti stranieri&#8221; del 2012 ha<br />
  scatenato un giro di vite sulle ong in tutto il paese, inclusa<br />
  l&#8217;ispezione dell&#8217;ufficio di Amnesty International a Mosca. Casi<br />
  portati in tribunale dalla Procura contro le ong hanno portato a<br />
  multe salate contro diverse organizzazioni e i loro leader. Molte<br />
  più ong in tutta la Russia hanno ricevuto la richiesta ufficiale<br />
  di registrarsi come &#8220;agenti stranieri&#8221; o affrontare<br />
  sanzioni simili.</div>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
  legislazione omofobica introdotta nel 2013 è usata per limitare i<br />
  diritti alla libertà di espressione e di riunione delle persone<br />
  lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuate (Lgbti) e<br />
  ha già incoraggiato la violenza omofobica in tutta la Russia.<br />
  Eventi Lgbti sono stati interrotti da contromanifestanti e vietati<br />
  dalle autorità, con i partecipanti detenuti per la promozione di<br />
  &#8220;propaganda di rapporti non tradizionali tra minori&#8221;.<br />
  Chiunque violi la legge, inclusi gli stranieri, affronta multe fino<br />
  a 3000 dollari.</div>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
  legge sulla &#8220;blasfemia&#8221; introdotta dopo che il gruppo<br />
  punk <u><a href="http://www.amnesty.it/Pussy-Ryot-liberate-Nadia-e-Mascia?utm_source=rss&utm_medium=rss">Pussy<br />
  Riot</a></u> ha<br />
  messo in scena una breve e pacifica, sebbene provocatoria,<br />
  performance politica nella principale Chiesa ortodossa russa a<br />
  Mosca nel 2011. Due degli interpreti stanno attualmente scontando<br />
  una condanna a due anni di carcere dopo un processo politicamente<br />
  motivato: una di loro, Nadezhda Tolokonnikova, è in sciopero della<br />
  fame ed è detenuta in isolamento dopo essersi lamentata delle<br />
  condizioni carcerarie.</div>
<li>Il fallimento di indagare<br />
  efficacemente sugli omicidi di giornalisti e attivisti per i<br />
  diritti umani. Anna Politkovskaya è stata uccisa nel 2006, ma la<br />
  mente della sua uccisione non è mai stata identificata. Nessuno è<br />
  stato assicurato alla giustizia per le uccisioni di Natalia<br />
  Estemirova, Khadzhimurad Kamalov e Akhmednabi Akhmednabiev, tra gli<br />
  altri.</p>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</ul>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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