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	<title>La lunga marcia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Intervista ad Amedeo Ricucci su “La lunga marcia”, il viaggio insieme ai profughi siriani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 03:49:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; La lunga marcia: questo il titolo del reportage e dello Speciale del Tg1 mandato in onda su Rai 1 lunedì 12 ottobre 2015. Un giornalista, un cameraman e una&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
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&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>La<br />
 lunga marcia</i>: questo il<br />
 titolo del reportage e dello Speciale del Tg1 mandato in onda su Rai<br />
 1 lunedì 12 ottobre 2015. Un giornalista, un cameraman e una<br />
 studiosa arabista hanno viaggiato insieme ai profughi siriani nel<br />
 loro lungo, estenuante e pericoloso viaggio dal Paese in guerra al<br />
 continente della presunta salvezza.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Associazione<br />
 per i Diritti umani ha intervistato per voi Amedeo Ricucci e lo<br />
 ringrazia sempre per la sua disponibilità.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
 giorno successivo alla messa in onda sulla RAI. Come si sente?</div>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Mi sento<br />
stanco perchè è stato un lavoro lungo, faticoso e fatto in tempi<br />
record perchè abbiamo montato in 10 giorni, appena rientrati dal<br />
viaggio. Ma sono anche molto felice perchè gli Speciali del TG1<br />
hanno vinto la seconda serata con quasi un milione di spettatori.<br />
Sono soprattutto contento del fatto che siamo riusciti nell&#8217;intento,<br />
credo, di comunicare al pubblico le forti emozioni vissute in questo<br />
viaggio, unico nel suo genere.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Qual è<br />
stato il tragitto de <i>La<br />
lunga marcia </i>e quali le<br />
peculiarità di questa esperienza?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
progetto è nato dal fastidio che provavo nel vedere tutti i giorni &#8211;<br />
nei Tg, sui giornali, sui media tradizionali – news e reportage sui<br />
migranti che arrivavano alle frontiere, e causavano problemi ai vari<br />
Stati. L&#8217;immagine che a me restava fissa in testa era quella del<br />
giornalista che stava in primo piano e dietro, sullo sfondo, un fiume<br />
di profughi: i profughi erano l&#8217;oggetto della narrazione, non il<br />
soggetto. Quindi l&#8217;idea è stata: proviamo a vedere se facendoli<br />
diventare il soggetto, cambia il tipo di narrazione giornalistica e<br />
se scopriamo aspetti inediti di questo fenomeno epocale. L&#8217;approccio<br />
è stato quello di raccontarlo, per la prima volta in Italia, da<br />
dentro, lungo un percorso iniziato dall&#8217;isola di Lesbo, seguendo il<br />
fiume e la rotta dei Balcani, direzione Germania.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
documentario può essere un&#8217;”alternativa” alle forme di<br />
informazione tradizionali?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Grazie<br />
alla rete, oggi, c&#8217;è una moltiplicazione delle fonti e questo ci<br />
obbliga &#8211; come lettori, cittadini, spettatori – a confrontare più<br />
atti di giornalismo. Il nostro è stato una forma di giornalismo<br />
partecipativo, un punto di vista che non esaurisce il problema, ma<br />
offre un aspetto interessante.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In che<br />
modo avete organizzato il viaggio e come vi siete spostati da un<br />
Paese all&#8217;altro?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Mi<br />
riferisco proprio a questo quando parlo di giornalismo partecipativo.<br />
Eravamo: io, Simone Bianchi (cameraman) e Silvia Di Cesare<br />
(arabista). Attorno a noi si è mossa una serie di persone che hanno<br />
dato un contributo in tempo reale, parlo dell&#8217;UNHCR (nella persona di<br />
Carlotta Zami) che ci ha fornito indirizzi uitli e, in Grecia,<br />
Alessandra Morelli che ci ha seguito con decine di telefonate al<br />
giorno. Oltre agli aiuti istituzionali, c&#8217;è stata tutta la rete<br />
della comunità italo-siriana alla quale attingo spesso perchè sono<br />
persone straordinarie e di grane generosità, che mi hanno fornito<br />
contatti e informazioni sui corridoi umanitari da seguire o da non<br />
seguire. Una delle cose più commoventi del viaggio è che i profughi<br />
volevano stare con noi a tutti i costi perchè avere vicino dei<br />
giornalisti dà loro una sorta di garanzia contro i soprusi della<br />
Polizia.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Mi fa<br />
capire, quindi, che i soprusi ci sono?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ho visto<br />
abusi solo nel campo di Opatovach in Croazia, ma non metterei sotto<br />
accusa le forze dell&#8217;ordine.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
problema è che il flusso migratorio è molto consistente, si parla<br />
di migliaia e migliaia di persone che tutti i giorni attraversano le<br />
frontiere e gli Stati, per cecità e menefreghismo, non vogliono<br />
attrezzarsi per aiutarli. Gli Stati provano ad arginare il flusso di<br />
profughi, a dirottarlo su strade secondarie, trattandolo come un<br />
problema di ordine pubblico quindi, se in un campo arrivano 6.000<br />
persone da gestire e si è in pochi, la situazione diventa difficile.<br />
A questo si aggiunge un atteggiamento che non sempre è amichevole da<br />
parte delle forze dell&#8217;ordine&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
commenta l&#8217;intervento della Russia in Siria?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Da<br />
giornalista cerco di attenermi ai fatti: tutti coloro che hanno<br />
vissuto il dramma della Siria fin dall&#8217;inizio, andando sul posto,<br />
avevano subito detto che la Siria era la madre di tutti i problemi<br />
del Medioriente, che ci fosse un risiko, un “great game” fra le<br />
grandi potenze e che questo avrebbe provocato, in Siria,<br />
sconvolgimenti molto più gravi di quelli che già c&#8217;erano. Purtroppo<br />
siamo stati bravi profeti.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
problema della Siria poteva essere risolto 4/5 anni fa, all&#8217;epoca<br />
delle prime manifestazioni anti-regime; ci siamo ostinati, invece, a<br />
non intervenire, lasciando intervenire l&#8217;Iran e gli hezbollah<br />
libanesi e adesso siamo quasi ad una terza guerra mondiale.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;intervento<br />
della Russia accelera la situazione ed è il segno evidente della<br />
debolezza di Assad che, proprio dal punto di vista militare, non ce<br />
la faceva più, sconfitto sia dai ribelli sia dagli jihadisti.<br />
L&#8217;intervento russo dà fiato ad Assad e anche all&#8217;Isis perchè stanno<br />
bombardando le formazioni combattenti non legate all&#8217;Isis e i<br />
terroristi, così, possono arrivare fino ad Aleppo, come sta<br />
accadendo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>La<br />
lunga marcia </i>è<br />
servito a ribadire che i siriani non stanno scappando solo dall&#8217;Isis,<br />
ma principalmente dal regime di Assad.
</div>
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