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	<title>La mia classe Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>La mia classe Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>La mia classe: al cinema Mexico di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2014 03:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; ancora in sala, in questi giorni, a Milano il film LA MIA CLASSE di Daniele Gaglianone, in programmazione presso il Cinema Mexico di Via Savona, 57. Riportiamo di seguito un&#8217;intervista che abbiamo fatto&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />E&#8217;<br />
ancora in sala, in questi giorni, a Milano il film LA MIA CLASSE di<br />
Daniele Gaglianone,  in programmazione presso il Cinema Mexico di Via<br />
Savona, 57.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Riportiamo<br />
di seguito un&#8217;intervista che abbiamo fatto per voi al regista, poco<br />
dopo la presentazione del film al Festival di Venezia.
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<h3 class="western">
Quella classe di<br />
 stranieri così vera, così reale: il film di Daniele Gaglianone<br />
 </h3>
</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/Gaglianone-foto-trailer.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""></a><img loading="lazy" align="BOTTOM" border="0" height="135" name="immagini1" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/Gaglianone-foto-trailer.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/Gaglianone-foto-trailer.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><br />
</a>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A due<br />
anni da <i>Ruggine</i>,<br />
<strong>Daniele<br />
Gaglianone</strong> torna<br />
sui banchi di scuola, in selezione ufficiale alle <strong>decima<br />
edizione della sezione “Giornate degli Autori” alla Mostra del<br />
Cinema di Venezia con il film intitolato “La mia classe”.</strong>
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Mamon,<br />
Bassirou, ShadiShujan, Mahobeboeh, Issa, Mussa e tutti gli altri sono<br />
i protagonisti, ciascuno con il proprio vissuto e con le proprie<br />
aspettative. </div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Valerio<br />
Mastandrea, unico attore professionista, impersona un insegnante che<br />
prepara una classe di &#8216;veri&#8217; stranieri, che hanno bisogno di imparare<br />
l&#8217;italiano, per vivere da noi e per ottenere il permesso di<br />
soggiorno. Girato a Roma, il film è diventato un&#8217;altra cosa quando,<br />
a poche settimane dall&#8217;inizio delle riprese è accaduto ad uno dei<br />
ragazzi un fatto reale e grave, il mancato rinnovo del documento e il<br />
rischio di espulsione.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
intervistato Daniele Gaglianone che ringraziamo tantissimo per la sua<br />
disponibilità.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
sono stati scelti i ragazzi che hanno preso parte al film?</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Li<br />
abbiamo scelti in classi vere, siamo andati in giro ad assistere a<br />
lezioni vere, reali di insegnanti di italiano per stranieri sia per<br />
attrezzarci meglio al personaggio del professore sia per formare la<br />
classe. Abbiamo frequentato classi di scuole istituzionali e di<br />
associazioni culturali che, attraverso il volontariato, si rivolgono<br />
agli stranieri.</div>
<p>Abbiamo<br />
composto la classe secondo un criterio molto semplice: eravamo in<br />
cerca di persone e non di bandiere. La composizione della classe,<br />
infatti, è squilibrata perchè ci sono, ad esempio, tre curdi e tre<br />
bengalesi: cioè non ci siamo preoccupati di creare un&#8217;omogeneità o<br />
di considerare le persone come rappresentanti di etnie e questo<br />
perchè il nostro approccio al film voleva andare al di là degli<br />
stereotipi. </p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Avete<br />
avuto qualche difficoltà con i ragazzi oppure hanno raccontato con<br />
spontaneità il proprio vissuto?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
rapporto tra noi è stato coltivato, siamo entrati in confidenza<br />
piano piano e le cose sono avvenute in maniera abbastanza naturale.<br />
Tra aprile e ottobre abbiamo contattato le persone, spiegato il<br />
progetto e ci siamo conosciuti in modo tale che, nel momento in cui<br />
si doveva lavorare insieme, ci fosse già la sintonia. Poi, come<br />
capita nella vita, ci sono persone con cui ti intendi di più e<br />
quelle con cui c&#8217;è bisogno di più tempo.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
sono le richieste o le aspettative espresse dai racconti dei ragazzi?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
cosa fondamentale che chiedono è molto semplice: quella di essere<br />
considerati degli individui.
</div>
<p>Come<br />
il film cerca di dimostrare, la loro condizione li porta davanti a<br />
certe questioni in maniera problematica, come, per esempio, alla<br />
questione del lavoro: qualcuno è disposto a fare lo “schiavo”,<br />
altri no. In fondo, chiedono di poter vivere e non di sopravvivere.</p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
personaggio di Valerio Mastrandrea, il professore, non è solo un<br />
personaggio filmico&#8230;</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Parlare<br />
del personaggio di Valerio vuol dire parlare anche della struttura<br />
del film. La struttura è, infatti, a più livelli che sono tre: un<br />
livello immanente, che comprende i primi due e che si può intuire<br />
solo alla fine; un primo livello in cui Valerio interpreta un<br />
profesore come attore, e poi c&#8217;è il secondo livello in cui Valerio è<br />
lui, una persona. Alla fine, il primo e il secondo si confondono,<br />
soprattutto quando Valerio recita il monologo.
</div>
<p>Nel<br />
film ci sono un breve prologo e un breve epilogo, estranei al film<br />
che stiamo girando in classe, che hanno reso il progetto rischioso<br />
perchè si tratta di un film di finzione, ma girato in modo tale che<br />
l&#8217;impressione di realtà sia così forte da far dire allo spettatore:<br />
“ E&#8217; vero o non è vero?”.</p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Infatti,<br />
durante le riprese, è accaduto qualcosa che ha fatto cambiare la<br />
direzione&#8230;</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
realtà è accaduta prima dell&#8217;inizio delle riprese. </div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Di<br />
fronte all&#8217;impossibilità, da parte di alcuni ragazzi, di lavorare al<br />
film ci siamo immaginati che il fatto stesse accadendo in quel<br />
momento. </div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
film è stato pensato cercando di andare oltre quelle formule che<br />
rischiamo di essere ricattatorie per cui tu cogli le persone in<br />
difficoltà, all&#8217;inizio, e ti relazioni o con indifferenza oppure<br />
dando aiuto. Qui, invece, per metà film c&#8217;è una dimensione ludica<br />
della lezione che porta a far scattare l&#8217;empatia con i personaggi,<br />
che non è ricattatoria. Ma quando alla fine ti raccontano il loro<br />
inferno, a quel punto non sono più cose che accadono al “solito<br />
immigrato”, ma accadono a una persona che, nel frattempo, ti è<br />
diventata familiare, a un tuo amico.
</div>
<p>Non<br />
si tratta più di una questione che riguarda gli “altri”, ma è<br />
una tua responsabilità perchè quella persona è entrata nella tua<br />
vita.</p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
riflessioni vorresti che scaturissero da questo lavoro?
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Mi<br />
auguro che questo film venga visto da più persone possibile e che<br />
faccia scaturire delle domande diverse. C&#8217;è una battuta molto dura<br />
che dice Valerio: “Quello che facciamo non serve a un cazzo”:<br />
ecco, forse se ce lo diciamo, quello che facciamo può servire sul<br />
serio.</div>
<p>Anche<br />
se il peso del passato è importante, i protagonisti sono persone e<br />
questo al di là della loro nazionalità. E sono persone in<br />
difficoltà. </p>
<p>Forse<br />
vorrei che questo fosse un film sull&#8217;integrazione, ma<br />
sull&#8217;integrazione nostra: siamo noi che ci dobbiamo integrare a una<br />
situazione nuova, complicata e difficile.</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
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