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	<title>law Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Il Parlamento europeo ha votato la Proposta di Relazione &#8220;recante raccomandazioni alla Commissione sull&#8217;istituzione di un meccanismo dell&#8217;UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 08:17:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Relazione è stata adottata con 405 voti favorevoli, 171 contrari e 39 astensioni. &#160; &#160; &#160; Dopo il voto Barbara Spinelli, in qualità di Relatore ombra per il Gruppo GUE/NGL, ha dichiarato: &#160;&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Relazione è stata adottata con 405 voti favorevoli, 171 contrari e 39 astensioni.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-21.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6901" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-21.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (21)" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dopo il voto Barbara Spinelli, in qualità di Relatore ombra per il Gruppo GUE/NGL, ha dichiarato:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«In qualità di Relatore ombra ho invitato il mio Gruppo a votare a favore di questa Relazione. Si tratta di un testo importante perché per la prima volta non ci occupiamo dei diritti fuori dall’Unione, ma ci domandiamo se noi stessi rispettiamo la rule of law che pretendiamo incarnare. Ritengo che un tale meccanismo sia assente nell’Unione, e che rappresenti un passo importante per rimettere al centro del dibattito la rule of law e i diritti fondamentali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dall’inizio della grande crisi iniziata nel 2007-2008 non si parla d’altro che di “fare i compiti a casa”. Ma i compiti sono solo economici: quasi mai tra i doveri primari figura la democrazia costituzionale. Standard democratici vengono applicati ai Paesi candidati (si tratta dei cosiddetti «criteri di Copenhagen») ma, una volta avuto accesso al club, si entra in una sorta di spirale di immunità. È ciò che viene chiamato dilemma di Copenaghen. Per questo motivo apprezzo la creazione di uno strumento volto a formalizzare un sistema di controllo permanente e non punitivo del rispetto delle norme fondamentali da parte degli Stati Membri. Spero che il meccanismo sposti un po’ gli accenti: che aiuti a riconoscere gli effetti dell’austerità su diritti come quello alla salute, al lavoro, a istituzioni trasparenti e incolpabili. Un meccanismo simile mancava. L’articolo 7 del Trattato è inutilizzabile perché in mano ai governi, dunque non imparziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia un dibattito reale sulla tutela e la promozione della <em>rule of law </em>e dei diritti fondamentali avrebbe richiesto l&#8217;applicazione dei medesimi standard anche alle Istituzioni europee. Nel corso dei negoziati avevo chiesto che le Istituzioni fossero vagliate come gli Stati Membri. Esse vengono per fortuna menzionate, ma le disposizioni che le riguardano sono estremamente generiche e sfumate; la vigilanza è promessa, ma per nulla garantita. Avevo presentato emendamenti che introducevano simili garanzie. È rattristante e deludente il fatto che nessuno di essi abbia avuto una maggioranza favorevole.</p>
<p>Le istituzioni europee sono viste dai cittadini con sfiducia crescente perché opache, e molto intrusive. Se mostrassimo vigilanza autentica nei loro confronti, il meccanismo che sta nascendo sarebbe meno sospettabile di interferenza nelle politiche degli Stati.»</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Introduzione del reato di tortura</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 07:12:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Associazione per i Diritti umani aderisce alla campagna per l&#8217;introduzione del reato di tortura, campagna avviata da associazione Antigone. Ecco l&#8217;aggiornamento: Tortura, subito la legge. Dichiarazione Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone “L’Italia è&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche <strong><em>Associazione per i Diritti umani</em></strong> aderisce alla campagna per l&#8217;introduzione del reato di tortura, campagna avviata da associazione Antigone.</p>
<p>Ecco l&#8217;aggiornamento:</p>
<p><strong>Tortura, subito la legge. Dichiarazione Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone</strong></p>
<p>“L’Italia è in ritardo di ben venticinque anni rispetto agli obblighi che ha assunto con le Nazioni Unite. Quasi tutte le democrazie si sono adeguate, l’Italia no. L’Italia non ha ancora il delitto di tortura nel codice penale. Tutto ciò ci pone ai margini della comunità internazionale. In autunno saremo giudicati dal Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu e questo sarà un tema decisivo.</p>
<p>Sulla piattaforma change.org abbiamo raccolta in meno di una settimana oltre 10 mila firme a sostegno della legge che proibisca la tortura. L’appello è stato firmato da scrittori (Camilleri, De Luca, Carlotto), da intellettuali (Eligio Resta, Luigi Ferrajoli), da politici con proprie testimonianze video (Gennaro Migliore di Sel, Laura Coccia del Pd, Federica Daga del M5S).</p>
<p>Il testo, approvato al Senato, ora pende alla Camera. Non è il migliore dei testi possibili. Il delitto è considerato quale un delitto generico. Speriamo comunque venga approvato subito e senza ulteriori sbandamenti o annacquamenti. Per troppo tempo vi è stata l’opposizione da parte delle forze di Polizia le quali non capiscono che la proibizione della tortura è anche una forma di tutela del lavoro delle tante persone che svolgono legalmente le funzioni di polizia”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7253" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="antigonechiamiamolatorturabanner-2" width="300" height="300" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner-2-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner-2-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AntigoneChiamiamolaTorturaBanner-2-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Diecimila firme in pochi giorni. È questo lo straordinario risultato raggiunto dalla petizione che, indirizzata ai capogruppo parlamentari e alla presidente della Commissione Giustizia della Camera, chiedeva l&#8217;inserimento del reato di tortura nel codice penale.</p>
<p>Da oltre 25 anni l&#8217;Italia aspetta di adeguarsi a tutti i paesi democratici, mantenendo fede ad un impegno assunto con le Nazioni Unite che, con il Consiglio d&#8217;Europa, ritengono la tortura un crimine contro l’umanità. I prossimi mesi saranno cruciali proprio per il nostro paese. La Corte Europea dei Diritti Umani deciderà infatti se condannarci per la condizione di disumanità a cui sono sottoposti i detenuti in Italia mentre, le stesse Nazioni Unite, valuteranno la tenuta dei diritti umani nel nostro paese. Non indifferente sarà la questione della mancanza del delitto di tortura nel nostro ordinamento. Siamo tra i pochissimi nella Ue.</p>
<p>10 mila cittadini che si aggiungono a firme importanti tra le quali quelle di: Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, Ascanio Celestini, Cristina Comencini, Erri De Luca, Luigi Ferrajoli, Davide Ferrario, Elena Paciotti, Mauro Palma, Stefano Rodotà, Rossana Rossanda, Ettore Scola, Daniele Vicari, Vladimiro Zagrebelsky, Don Luigi Ciotti, Franco Corleone, Cecilia Strada, Paolo Flores D’Arcais.</p>
<p>Lo scorso mese di febbraio il Senato ha approvato una proposta di legge contro la tortura. Un passo in avanti, anche se non la migliore delle leggi possibili. Ad esempio il reato non è considerato come un reato specifico che può essere commesso solo da un pubblico ufficiale. E’ invece qualificato come un delitto generico che chiunque può commettere.</p>
<p>E&#8217; importante ora che la discussione della legge sia immediatamente calendarizzata anche alla Camera dei Deputati. E così la pensano anche le migliaia di persone che hanno firmato la nostra petizione su www.change.org.?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>Nel frattempo, essendo l&#8217;obiettivo ultimo di 10.000 firme stato raggiunto e superato in così poco tempo, abbiamo deciso di lasciare aperta la petizione, dando la possibilità a chi non lo avesse fatto di firmare a favore dell&#8217;introduzione del reato di tortura.</p>
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		<title>3 Ottobre 2013: per non dimenticare quel terribile naufragio, né oggi e né mai</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 06:51:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani, oggi 3 ottobre 2016, riporta le parole del Comitato tre Ottobre (comitatotreottobre.it) in occasione della Giornata internazionale dedicata alle vittime migranti dei naufragi in mare. Il 3 ottobre 2013 un’imbarcazione carica&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em>, oggi 3 ottobre 2016, riporta le parole del Comitato tre Ottobre (comitatotreottobre.it) in occasione della Giornata internazionale dedicata alle vittime migranti dei naufragi in mare.</p>
<p>Il 3 ottobre 2013 un’imbarcazione carica di rifugiati in maggioranza eritrei affonda a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa. La conta, alla fine è di 368 morti tra bambini, donne e uomini. I corpi delle vittime vengono recuperati tutti e per la prima volta nella storia dei naufragi del Mediterraneo, si mostrano al mondo in un drammatico grido di aiuto collettivo.</p>
<h5 class="grid-title ">GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL&#8217;ACCOGLIENZA</h5>
<div class="grid-desc">
<p>La giornata della memoria è lo spazio del ricordo e della commemorazione ma al contempo il momento per affrontare e discutere del fenomeno migratorio nei Comuni, nelle comunità locali, in modo capillare su tutto il territorio nazionale e soprattutto nelle scuole per diffondere la cultura dell’accoglienza.</p>
</div>
<p><strong> UNO DEI PROGETTI IMPORTANTISSIMI del COMITATO</strong>:</p>
<p><strong>“Protect people, not borders”</strong> (“Proteggere le persone, non i confini”), realizzato in collaborazione con l<strong>‘Archivio Memorie Migranti</strong>, consiste nella realizzazione di un flashmob a Lampedusa e nella realizzazione di un video. Il progetto ha visto la partecipazione di lampedusani così come di migranti, sopravvissuti e famigliari delle vittime. In totale sono stati in 368 a partecipare, lo stesso numero delle vittime del naufragio del 3 ottobre 2013.</p>
<p><strong>Il video è stato realizzato per promuovere l’apertura immediata di corridoi umanitari</strong>, e per stabilire una giornata della memoria e dell’accoglienza da celebrarsi il 3 ottobre di ogni anno. Negli ultimi dieci anni oltre 18 mila persone sono morte nel mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Questo numero ha subìto un incremento negli ultimi cinque anni, in seguito al peggioramento delle condizioni geopolitiche di numerosi paesi.</p>
<p><strong>Con questo video il Comitato vuole sottolineare come le morti in mare SONO evitabili</strong> se c’è una volontà politica di rispondere a una emergenza, offrendo alternative alle persone che vogliono scappare da guerre e persecuzioni, costrette oggi, invece, a imbarcarsi in viaggi della speranza alla merce di trafficanti di essere umani. Viaggi che spesso si traducono in morte.</p>
<p>Il Comitato vuole sottolineare inoltre come <strong>ricordare sia importante</strong>. L’istituzione di una giornata della memoria e dell’accoglienza non ricorderà solo chi è morto in mare, ma racconterà anche le storie di chi ce l’ha fatta, dando voce alle ragioni che spingono le persone a spostarsi. E poi la giustizia: dare un nome alle vittime e assicurare ai corpi una sepoltura degna, permettendo alle famiglie di versare lacrime su una tomba.</p>
<p>Il  video è stato diretto dal documentarista<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dagmawi_Yimer?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Dagmawi Yimer</a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dagmawi_Yimer?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"> </a></strong></p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/LKbjj6FnFdQ?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Blogger iraniano arrestato in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2016 08:46:01 +0000</pubDate>
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<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Appena arrivato sul Lago di Como per trascorrere qualche giorno di vacanza, il blogger iraniano Khorsravi, in arte Yashar Parsa è stato arrestato a causa di un mandato di cattura internazionale emesso nel 2009 per “corruzione”…sebbene non abbia mai ricoperto ruoli pubblici né sia mai stato dipendente dello Stato. E’ invece un blogger attivista per la democrazia  finito in carcere dopo i moti studenteschi del 2009, fuggito in Gran bretagna dove, da rifugiato, ha continuato la sua attività contro il regime. Ufficialmente, però, la questura di Lecco parla di “mero provvedimento cautelare” mentre l’Iran ne ha subito chiesto l’estradizione…con il rischio concreto di essere condannato a morte.</p>
<p align="JUSTIFY">Change.org ha lanciato una campagna per chiedere al ministro Andrea Orlando di respingere la richiesta. Eccola:</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.change.org/p/respingete-la-richiesta-di-estradizione-per-khosravi-mehdi-andreaorlandosp?utm_source=action_alert&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=630845&amp;alert_id=fADWYODRLY_%2FJIWMxK%2B1HsKTBKm7uezgUbF7KlRNMHShkNxC0h%2BQ0c6GXNM9Een%2BdC6UcYnPER7&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/respingete-la-richiesta-di-estradizione-per-khosravi-mehdi-andreaorlandosp?utm_source=action_alert&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=630845&amp;alert_id=fADWYODRLY_%2FJIWMxK%2B1HsKTBKm7uezgUbF7KlRNMHShkNxC0h%2BQ0c6GXNM9Een%2BdC6UcYnPER7&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>DDL sul caporalato: il commento di Marco Omizzolo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 09:12:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri il Senato italiano ha approvato il ddl per contrastare il caporalato  (http://www.diritto.it/docs/5091127-ddl-caporalato-nuovo-disegno-di-legge-approvato-in-senato?source=1&#38;tipo=news) e l&#8217;Associazione per i Diritti umani ha chiesto un commento a MARCO OMIZZOLO, da tempo impegnato sul tema e autore, con Pina Sodano,  del&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="_d97"></div>
<div>Ieri il Senato italiano ha approvato il ddl per contrastare il caporalato  <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/th-74.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6480" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/th-74.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (74)" width="232" height="150" /></a>(<a href="http://www.diritto.it/docs/5091127-ddl-caporalato-nuovo-disegno-di-legge-approvato-in-senato?source=1&amp;tipo=news&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.diritto.it/docs/5091127-ddl-caporalato-nuovo-disegno-di-legge-approvato-in-senato?source=1&amp;tipo=news&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) e l&#8217;Associazione per i Diritti umani ha chiesto un commento a MARCO OMIZZOLO, da tempo impegnato sul tema e autore, con Pina Sodano,  del saggio  &#8220;Migranti e territori. Lavoro, diritti, accoglienza&#8221; (Edizioni Ediesse).</div>
<div class="_d97"></div>
<div class="_d97"></div>
<div class="_d97"> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/9788823019454.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6481" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6481 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/9788823019454.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="9788823019454" width="156" height="240" /></a></div>
<div class="_d97"></div>
<div>E’ una bella soddisfazione l’approvazione da parte del Senato del disegno di legge contro il grave sfruttamento dei lavoratori in agricoltura e contro il caporalato. Si tratta di un provvedimento importante atteso da quanti da anni combattono contro una piaga vergognosa e sempre più diffusa. In Migrazione, insieme alla Flai CGIL, alla rete Coltiviamo Diritti e alle molte associazioni e organizzazioni impegnate su questo fronte esprimono la speranza che il testo passi presto anche alla Camera e venga adeguatamente sostenuto attraverso appropriati finanziamenti e norme conseguenti.. La nuova legge dovrebbe attivare, come afferma anche la rete Coltiviamo Diritti, strumenti più efficaci nel contrasto allo sfruttamento colpendo i patrimoni con la confisca e punire gli enti o aziende che si avvalgono dei caporali per reclutare mano d’opera in nero oltre a rafforzare la Rete del lavoro agricolo di qualità. Si tratta di un primo passo importante verso il ripristino delle condizioni minime di civiltà in quei luoghi di lavoro dove viene prodotto il cibo che arriva sulla tavola di tutti i cittadini. Ora trafficanti, padroni, caporali e sfruttatori saranno meno sicuri dei loro traffici e che si va consolidando un impegno per la giustizia e la legalità che va nella direzione giusta.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/08/03/ddl-sul-caporalato-il-commento-di-marco-omizzolo/">DDL sul caporalato: il commento di Marco Omizzolo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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