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	<title>legalizzazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;America latina. I diritti negati&#8221;. Venezuela. Continuiamo a parlare di aborto</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 10:42:20 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="294" height="171" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Vanessa-aborto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14994"/></figure>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p><em>C’era una volta, in una cittadina a ovest di un paese dimenticato da Dio e da tutti, che una ragazzina di 13 anni, denutrita e di famiglia molto umile venne violentata da un uomo. La ragazzina non sapeva cosa fare o con chi parlare. Ad un certo punto, incontrò una maestra di 31 anni, molto coinvolta nella difesa dei diritti delle donne, che dopo aver saputo dello stupro e della situazione di salute e di precarietà economica e sociale della famiglia, le spiegò le opzioni che aveva. La maestra pensava che quella gravidanza non potesse avere un finale felice, pensava che quella giovanissima donna non sarebbe stata in grado di far crescere in salute quel bimbo dentro la pancia, perché quel corpicino di 13 anni era martoriato dalla fame. La maestra decise di aiutarla e parlarle della possibilità per interrompere la gravidanza. Purtroppo, era la cosa migliore per quel futuro esserino, per la ragazza e per la sua famiglia, ma la polizia lo seppe e arrivò a casa della maestra e la portarono in carcere per aver commesso il </em><em><u>presunto</u></em><em> delitto di aver somministrato alla ragazza una pastiglia per abortire. Da quel momento sono passati tre mesi in cui la maestra è stata in isolamento, non ha avuto la possibilità di conoscere quali sono le implicazioni penali del suo presunto delitto, il suo avvocato non ha potuto accedere all’espediente di accusa. La Procura Generale, durante l&#8217;udienza preliminare, la accusò di aver indotto l&#8217;aborto. Tuttavia, il Tribunale di controllo dello Stato aggravò le accuse senza avere le prove. Era anche colpevole dei reati di racket e cospirazione per commettere un crimine, accuse che dovrebbero aumentare la pena che la maestra affronta.</em></p>



<p><em>Siamo arrivati ai giorni nostri, la maestra in questo momento è in arresto domiciliare in attesa del processo.</em></p>



<p>La cittadina a ovest è Merida. Il paese dimenticato da Dio e da tutti è il Venezuela e il nome della maestra attivista a favore delle donne è Vanessa Rosales. Il suo crimine: aver aiutato una minorenne vittima di violenza sessuale a interrompere una gravidanza prodotto di uno stupro. A questo punto: dov’è lo stupratore? È stato preso o punito o minimamente arrestato e in attesa di processo come è successo a Vanessa? Ancora no. Sembra che il governo abbia diramato un ordine di cattura contra questa persona, ma il caos giudiziario e sociale che c’è in Venezuela con questa narco dittatura è così grave che fa pensare che l’arresto dello stupratore non sia così prioritario come punire la maestra.</p>



<p>L’aborto in Venezuela è illegale. Il diritto ad abortire è un crimine, tranne i rari casi in cui, a seconda dei criteri medici, la vita della donna sia in pericolo. L’aborto indotto è un crimine, e una donna, se ritenuta colpevole, potrebbe scontare da 6 mesi a 2 anni di carcere. In caso di stupro, l&#8217;aborto non è consentito.</p>



<p>Per questo motivo, le innumerevoli associazioni e ONG per i diritti umani in Venezuela insistono sul fatto che questa questione deve essere discussa e l’aborto, depenalizzato, ma il popolo venezuelano è in mezzo ad una crisi umanitaria gravissima, come già sappiamo, nella più assoluta impunità e praticamente sequestrati da un governo narcotrafficante, probabilmente l’aborto non è una priorità per il governo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="249" height="202" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/aborto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14995"/></figure>



<p>Siccome l’aborto è illegale, anche la commercializzazione e il mercato nero delle pastiglie antiaborto lo sono e si fa molta speculazione. Ogni pastiglia ha dei prezzi esorbitanti e c’è bisogno di 12 pastiglie per interrompere una gravidanza di massimo 12 settimane, per cui pochissime donne possono acquistarle. Questa illegalità favorisce il contrabbando e le donne diventano le vittime, incrementando il livello di angoscia, stress e insicurezza sanitaria.</p>



<p>Il fatto è che forse Vanessa era in possesso di queste pastiglie che come abbiamo detto, sono illegali, ma la difesa di una donna o come in questo caso di una minorenne stuprata dovrebbe essere la priorità. Quando il mondo maschilista e politico capirà che le donne, piccole o grandi che siano, hanno il sacrosanto diritto di decidere se avere o non avere un figlio. Quando capiranno che c’è bisogno di assistenza a livello fisico e psicologico dopo aver subito uno stupro. Quando capiranno che la donna ha diritto ad essere informata sulle opzioni che ha dopo una violazione. Quando si capirà, soprattutto nei paesi sottosviluppati, che la situazione delle gravidanze non desiderate è un grande problema… beh, in quel momento si potrà andare avanti, in quel momento inizierà a cambiare il far west dell’aborto, che giorno dopo giorno crea delle vittime e nuoce la vita di donne e di futuri bambini.</p>
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		<title>L&#8217;aborto è finalmente legale, sicuro e gratuito in Argentina</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 10:57:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Julia Martín Arévalo Il disegno di legge è passato al Senato questa mattina con 38 voti a favore, 29 contrari e un&#8217;astensione Foto: Europa Press Oggi, 30 dicembre, a un giorno di distanza dall&#8217;addio&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="640" height="428" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/rrttt.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14939" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/rrttt.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/rrttt-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>Julia Martín Arévalo</p>



<p><strong>Il disegno di legge è passato al Senato questa mattina con 38 voti a favore, 29 contrari e un&#8217;astensione</strong></p>



<p>Foto: Europa Press</p>



<p>Oggi, 30 dicembre, a un giorno di distanza dall&#8217;addio al peggiore anno della nostra storia recente, possiamo finalmente festeggiare che anche il 2020 passerà alla storia per qualcosa di positivo: l&#8217;Argentina ha legalizzato l&#8217;aborto.</p>



<p>La moltitudine di persone riunite in Piazza del Congresso è esplosa di gioia nelle prime ore del mattino di questo martedì quando hanno scoperto il risultato del Senato. Tra applausi e abbracci hanno salutato la legge del 1921 che fino ad oggi considerava l&#8217;aborto un reato, salvo in caso di stupro o di rischio per la vita della madre.</p>



<p>La norma, già approvata dalla Camera dei Rappresentanti lo scorso 11 dicembre, rappresenta un cambiamento importante rispetto alla precedente: l&#8217;interruzione di gravidanza sarà garantita fino alla 14a settimana di gestazione anche se il medico si dichiara obiettore di coscienza; e potrà essere effettuata in modo legale, sicuro e gratuito. Inoltre, stabilisce un limite di tempo di 10 giorni tra la richiesta della donna e la procedura da eseguire, per evitare manovre da parte dei medici che potrebbero ritardare l&#8217;aborto fino alla sua esecuzione.</p>



<p>La chiave del successo di questa legge, già tentata di essere approvata nel 2018 e fallita al Senato, è stato il sostegno del presidente Alberto Fernández che sostiene che &#8220;la criminalizzazione dell&#8217;aborto non è servita a nulla, ha permesso che l&#8217;aborto avvenisse clandestinamente solo in numeri preoccupanti&#8221;. Secondo i dati del Ministero della Salute argentino, si stima che ogni anno vengano praticati circa 400.000 aborti clandestini, molti dei quali si complicano fino a causare, in alcuni casi, la morte della madre. La necessità di porre fine a queste cifre è stato uno degli argomenti più forti a favore del dibattito per la legalizzazione dell&#8217;aborto.</p>



<p>Altrettanto fondamentale è stata la pressione legislativa e mediatica della marea verde di sostegno alla depenalizzazione dell&#8217;aborto. Per il movimento femminista argentino, noto per essere uno dei più pionieri e veterani del continente, quello di oggi è stato un trionfo storico, frutto di anni di lotta.</p>



<p>Questa notizia, in un Paese così rilevante come l&#8217;Argentina, costituisce un importante precedente per il continente latino-americano, dove finora l&#8217;aborto era legale solo in Uruguay, Cuba, Guyana, Guyana Francese, Porto Rico e parte del Messico.</p>
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		<title>Ciao Marco…e grazie</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2016 13:45:31 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b> </b></span></span></p>
<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/th-59.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5976" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5976" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/th-59.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (59)" width="226" height="299" /></a></p>
<p align="RIGHT">“Non mi batto per il detenuto eccellente ma per il detenuto ignoto…</p>
<p align="RIGHT">La vita del diritto significa diritto alla vita”</p>
<p align="JUSTIFY">Anticlericalismo, antiproibizionismo, antimilitarismo, antirazzismo, ambientalismo</p>
<p align="JUSTIFY">Aborto, divorzio, legalizzazione droghe leggere, diritti dei detenuti, con Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e con Piergiorgio Welby per il rifiuto dell’accanimento terapeutico e per l’eutanasia; con “Nessuno tocchi Caino” per l’abolizione della pena di morte e con “Non c’è pace senza giustizia” per l’istituzione del tribunale penale per l’ex Yugoslavia.</p>
<p align="JUSTIFY">trans-nazionale e trans-partito…comunque trans</p>
<p align="JUSTIFY">scioperi della fame e della sete, disobbedienze civili, sit in, bavagli e referendum</p>
<p align="JUSTIFY">Ciao Marco…e grazie</p>
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