<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>legislazioni Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/legislazioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/legislazioni/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Wed, 12 Feb 2020 08:01:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>legislazioni Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/legislazioni/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. Un pilastro dimenticato</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/02/12/imprese-e-diritti-umani-un-pilastro-dimenticato/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/02/12/imprese-e-diritti-umani-un-pilastro-dimenticato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 08:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imprese e Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[barriere]]></category>
		<category><![CDATA[CEO]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[garanzie]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governance]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legislazioni]]></category>
		<category><![CDATA[multinazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[OCSE]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[rimedio]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Stati]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13623</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Cecilia Grillo Come abbiamo già ricordato, gli UN Guidelines Principles on business and human rights delle Nazioni Unite (noti come UNGP o Ruggie Principles) sono stati sviluppati nel 2008 dal rappresentante speciale del&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/02/12/imprese-e-diritti-umani-un-pilastro-dimenticato/">&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. Un pilastro dimenticato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="640" height="426" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/qqqqqq.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13624" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/qqqqqq.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/qqqqqq-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></div>



<p>di Cecilia Grillo</p>



<p>Come abbiamo già ricordato, gli UN <em>Guidelines Principles on business and human rights </em>delle Nazioni Unite (noti come UNGP o Ruggie <em>Principles</em>) sono stati sviluppati nel 2008 dal rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, John Ruggie, e approvati dal Consiglio dei diritti umani nel 2011.  </p>



<p>Gli
UNGP e i tre Pilastri hanno ricevuto riconoscimento e accettazione da
parte di Stati, Organizzazioni Internazionali, società civile e
multinazionali, assumendo il rango di <em>standard</em>
a livello internazionale in materia di imprese e diritti umani.</p>



<p>Il
terzo Pilastro, che tutela la garanzia dell’accesso a rimedi in
caso di violazione di diritti umani, ha un ruolo fondamentale con
specifico riferimento all’impatto sui diritti umani derivante dalle
attività delle imprese, sia in relazione all’obbligo degli Stati
di garantire l’accesso alla giustizia per le vittime di abusi, di
cui al terzo Pilastro, che all’obbligo dello Stato di proteggere
sancito dal primo Pilastro. La garanzia dell’accesso ad un rimedio
è un elemento chiave tramite cui lo Stato soddisfa il proprio
obbligo di proteggere gli individui dalle violazioni dei diritti
umani riconducibili alle attività delle imprese. 
</p>



<p>Infatti
anche laddove Stati e imprese faranno del loro meglio per attuare i
Principi Guida, gli impatti negativi sui diritti umani possono
comunque derivare dalle operazioni societarie. Pertanto, i soggetti
interessati devono essere in grado di chiedere un risarcimento
attraverso efficaci meccanismi di ricorso giudiziario e non
giudiziario. Il terzo Pilastro dei Principi guida stabilisce che tali
meccanismi possono essere rafforzati sia dagli Stati che dalle
imprese:</p>



<ul><li>come
	parte del loro dovere di protezione, gli Stati devono adottare le
	misure appropriate per garantire che, quando si verificano abusi, le
	vittime abbiano accesso a efficaci meccanismi giudiziari e non
	giudiziari;
	</li><li>devono
	essere previsti meccanismi operativi sia a livello nazionale sia
	facenti parte di iniziative <em>multistakeholder</em>
	o di istituzioni internazionali;
	</li><li>tutti
	i meccanismi di reclamo non giudiziari dovrebbero soddisfare i
	criteri chiave di efficacia essendo legittimi, accessibili,
	prevedibili, equi e trasparenti.
</li></ul>



<p>I
tre Pilastri hanno il ruolo fondamentale di proteggere, rispettare e
porre rimedio alle violazioni dei diritti umani, tuttavia il terzo
Pilastro, il cosiddetto “<em>Access
to Remedy”</em>,
è stato spesso definito quale Pilastro “dimenticato”. 
</p>



<p>Infatti
durante l’attuazione dei Principi Guida per mezzo di strumenti
quali <em>policy</em>
e regolamenti, l’enfasi è stata riposta essenzialmente sui primi
due Pilastri tralasciando il procedimento di accesso ai rimedi e non
considerando che, in assenza di meccanismi utilizzabili dalle vittime
sul piano interno o internazionale, il riconoscimento di tale diritto
rischierebbe di rimanere una semplice ‘lettera morta’.</p>



<p>Una
delle problematiche sollevate in relazione al terzo Pilastro dei
Principi Guida è rappresentata dalla sfida di fornire rimedi
efficaci per le vittime, in particolare rimedi giudiziari alle
vittime che hanno subito violazioni da parte di società
transnazionali che operano globalmente.</p>



<p>I
Principi Guida del terzo Pilastro paiono infatti più efficaci
nell’identificare un accesso inadeguato al rimedio giudiziario che
nel predisporlo, e si prefiggono di identificare gli ostacoli e
incoraggiare gli Stati a superarli, tuttavia non essendo in grado di
garantire tale concreta realizzazione nella pratica.</p>



<p>Il
Principio Guida no. 26 prevede che gli Stati debbano adottare misure
per garantire l’accesso da parte delle vittime ai rimedi, non
riuscendo tuttavia a fornire una guida chiara su come superare gli
ostacoli procedurali e sostanziali all’attuazione dei rimedi da
parte dello Stato e a elaborare “lacune di <em>governance</em>”
per assistere gli Stati nell’attuazione di meccanismi volti a
evitare che le loro imprese violino i diritti umani all’estero. 
</p>



<p>Essendo
tale Pilastro stato “dimenticato”, gli UNGP da soli non saranno
in grado di garantire l’accesso ai rimedi: il dovere di un’impresa
di rispettare i diritti umani risulta insignificante se alle vittime
non è dato accesso al rimedio in caso di violazione della legge
locale da parte della multinazionale stessa. E ancora, il dovere
dello Stato di proteggere dalle violazioni dei diritti umani
fallirebbe se le vittime non fossero in grado di contestare il
comportamento dello stesso assicurando che soddisfi gli <em>standard</em>
legislativi nazionali e internazionali. Gli UNGP avranno un impatto
limitato finché non saranno in grado di migliorare l’accesso ai
rimedi in caso di violazioni dei diritti umani.</p>



<p>L’obbligo
di proteggere che ricade in capo agli Stati richiede loro di
effettuare una attività di valutazione circa l’efficacia del
proprio sistema giuridico, al fine di individuare le barriere
esistenti e determinare le misure per eliminarle in modo da
consentire alle vittime di poter esercitare il proprio diritto di
accesso a rimedi effettivi ed efficaci.</p>



<p>Infatti,
il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani ha
dichiarato che le vittime “<em>should
be able to seek, obtain and enforce bouquet of remedies”,</em>
sottolineando che ciò che è fondamentale è che sia i meccanismi
giudiziari che quelli non giudiziari dovrebbero essere in grado di
“<em>providing
effective remedies in practice</em>”:
è urgente mettere in atto uno sforzo concreto per sviluppare e
proteggere solidi rimedi in relazione alle violazioni dei diritti
umani legati alle attività di impresa.</p>



<p>Si
è sempre maggiormente sviluppato, da parte degli attori
internazionali, un <em>focus</em>
sul terzo Pilastro, ad esempio, l’Ufficio dell’Alto commissariato
delle Nazioni Unite per i diritti umani ha istituito il progetto
“Responsabilità e rimedi” che esamina le barriere che i
denuncianti devono affrontare nell’accedere alla giustizia e nel
vedere i propri diritti garantiti per mezzo dei rimedi attuati dalle
imprese, fornendo oltretutto esempi di meccanismi non giudiziari che
possono essere implementati dagli Stati, quali “ispettorati del
lavoro; tribunali del lavoro; organismi di protezione della <em>privacy</em>
e dei dati; l’istituzione di mediatori statali; enti di salute e
sicurezza pubblica; e istituzioni nazionali per i diritti umani”. 
</p>



<p>Nonostante
molti <em>stakeholders</em>
si siano concentrati sulla costruzione di meccanismi non giudiziari
più resistenti, questi ultimi sovente non sono stati in grado di
soddisfare le esigenze dei soggetti e delle comunità interessate. La
progettazione e l’implementazione di meccanismi di reclamo non
giudiziari sia statali che aziendali hanno creato limitazioni in
materia di applicazione, indipendenza e trasparenza degli stessi. 
</p>



<p>Ad
esempio, la ricerca condotta dall’OCSE Watch sul sistema relativo
ai punti di contatto nazionali (PCN) evidenzia le scarse prestazioni
dell’organismo nella gestione dei reclami in materia di diritti
umani, sussistendo una serie di barriere pratiche e procedurali
all’interno del sistema PNC tra cui, <em>inter
alia</em>,
mancanza di accessibilità, imparzialità, conformità con le
tempistiche procedurali e trasparenza: dopo quasi 20 anni di
attività, il sistema PNC non è riuscito a fornire una via di
ricorso efficace per le vittime di violazioni dei diritti umani da
parte delle società.</p>



<p>E
ancora, se è vero che sono stati implementati piani d’azione
nazionale (PAN) in materia di imprese e diritti umani, è anche vero
che la maggior parte dei PAN pubblicati non sia stata in grado di
garantire adeguate protezioni dei diritti umani e che generalmente
fornisca misure inadeguate al fine di garantire l’accesso a ricorsi
giudiziari. 
</p>



<p>Certamente
le barriere giuridiche e procedurali rendono difficile l’attuazione
dei rimedi giudiziari, inclusi i costi delle controversie, le
scadenze temporali per la presentazione di richieste di risarcimento,
nonché le questioni che incidono sulla competenza permanente ed
extraterritoriale, tuttavia gli Stati sono tenuti ad esplorare le
opportunità presenti al fine di rafforzare e sviluppare legislazioni
e politiche in grado di superare tali ostacoli.</p>



<p>In
quanto membri della società civile è necessario appoggiare lo
sviluppo di soluzioni praticabili in grado di abbattere le barriere
(<em>i.e.</em>
la responsabilità limitata delle società madri per le azioni delle
loro filiali) ed attuare forme efficaci di rimedio. 
</p>



<p>I
Principi Guida dovrebbero stabilire rimedi globali che siano
giuridicamente vincolanti e coerenti con gli obblighi in materia di
diritti umani degli Stati e delle imprese sia nello stato ospitante
che nello Stato di origine. 
</p>



<p>La
più grande minaccia per gli UNGP è se tali rimedi rimarranno
dimenticati, se gli Stati non riusciranno a garantire la protezione o
l’estensione di forti meccanismi giudiziari e le imprese ad
allineare i propri processi agli <em>standard</em>
internazionali sui diritti umani. Non ci sono diritti senza rimedi:
gli Stati devono guidare a garantire che i rimedi non siano più
illusori, ma reali.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/02/12/imprese-e-diritti-umani-un-pilastro-dimenticato/">&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. Un pilastro dimenticato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/02/12/imprese-e-diritti-umani-un-pilastro-dimenticato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
