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	<title>lettera Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>lettera Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Lettera al mio corpo</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 09:53:46 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/corpo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1000" height="666" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/corpo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17909" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/corpo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/corpo-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/corpo-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Ciao Corpo, </p>



<p>Inizio con &#8220;ciao&#8221; perché mi sembrerebbe ipocrita iniziare con &#8220;caro&#8221;. Quando ho iniziato a pensare a questa lettera, su Internet, in cerca d&#8217;ispirazione, ho trovato lettere a corpi per lo più anoressici e bulimici. Le persone protagoniste di queste lettere si scusavano con il proprio corpo per averlo maltrattato. Io non mi sento in colpa nei tuoi confronti e se ti ho maltrattato non l&#8217;ho fatto per primo. Eri già difettoso. Se preferisci circostanze a noi avverse ci hanno messo lo zampino. Circostanze di nome &#8220;encefalite&#8221;.</p>



<p>Ho spesso immaginato di cambiarti, di sostituirti. Un corpo attraente chi non lo vorrebbe? Ammetto non mi sarebbe bastato un corpo sano, avrei voluto un corpo desiderato. Un corpo che viene osservato non per la sua diversità ma perché lo si vuole toccare, baciare, scopare. Guardarmi allo specchio con compiacimento, anche quello mi sarebbe piaciuto. Provare degli abiti e farsi i complimenti.&nbsp;</p>



<p>Non sei l&#8217;unica cosa di me che non amo, se può consolarti. La mia mente non è particolarmente brillante, ho un deficit attentivo e a gestire le relazioni mi ritengo un mezzo disastro.</p>



<p>Io, da rifare dalla testa ai piedi. Nuovi piedi, nuove gambe, nuovo torace, nuovo mento&#8230;Insomma non si salva quasi nulla. </p>



<p>Occhi, voi mi siete sempre piaciuti e anche tu, caro collo.</p>



<p>Spesso mi sono detto che dovevo accettarti, accettarmi. Ho pubblicato foto che mostravano la disabilità e la pancia con finta disinvoltura.</p>



<p>Qualche volta mi sono sentito anche carino. Un mio ex, non avvezzo a complimenti, mi disse che sapevo essere seducente. Questo complimento c&#8217;è stato e nessuno potrà portarmelo via!&nbsp;</p>



<p>Si, qualche volta sono seducente e femminile. In discoteca come di fronte allo specchio. Ammicco, sculetto, ballo come Cristina Aguilera in Lady Marmolade,&nbsp; mi libero come non mai! Anche durante e subito dopo i Pride, mi gaso troppo!</p>



<p>Insomma, abbiamo avuto anche i nostri momenti ok.</p>



<p>Di recente l&#8217;amico Gianfranco mi ha proposto di farmi fare  alcune foto. In virtù della stima che nutro nei suoi confronti ho detto subito di sí. Ti avevo dimenticato..Ma mi son detto: &#8220;No, io voglio fare queste foto, voglio divertirmi&#8221;.</p>



<p>Ho provato prima a fare la modella in erba davanti allo specchio di casa. Ho aggiunto collane e soprattutto colori per sentirmi più a mio agio e lo ammetto, anche per nascondere la pancia.</p>



<p>Con Gianfranco è stato diverso, stranamente sono riuscito a rilassarmi di più. Alle foto doveva pensarci lui.</p>



<p>Prima dello shooting mi sono immaginato come una sexy top model padrona dell&#8217;obiettivo.</p>



<p>Per l&#8217;occasione mi sono truccato e ho messo uno smalto bicolore, bianco e rosa.</p>



<p>Ho giocato parecchio con lo sguardo e non solo&#8230;</p>



<p>Gianfranco ha catturato non solo il mio &#8220;lato seducente&#8221;, ma anche quello che mostra la mia disabilità. È parte del gioco, del messaggio che vogliamo trasmettere, della bellezza che si trova anche nella diversità.</p>
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		<title>Opporsi all&#8217;attacco ai diritti umani e in difesa dell&#8217;indipendenza della Magistratura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Oct 2023 10:58:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani sottoscrive e divulga la seguente lettera: Al Presidente della Repubblica Italiana Palazzo del Quirinale 00187 Roma, Italia Ai Membri del Parlamento Italiano Oggetto:&#160;Petizione per la Salvaguardia dei Diritti dei&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/mg-1.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/mg-1-1024x576.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17187" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/mg-1-1024x576.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/mg-1-300x169.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/mg-1-768x432.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/mg-1.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani sottoscrive e divulga la seguente lettera:</p>



<p></p>



<p>Al Presidente della Repubblica Italiana</p>



<p>Palazzo del Quirinale</p>



<p>00187 Roma, Italia</p>



<p>Ai Membri del Parlamento Italiano</p>



<p>Oggetto:&nbsp;<strong>Petizione per la Salvaguardia dei Diritti dei Migranti e la Tutela della Costituzione della Repubblica Italiana</strong></p>



<p>Egregi Signori e Signore,</p>



<p>Noi, cittadini e cittadine della Repubblica Italiana, preoccupati per la crescente minaccia alla legalità costituzionale e ai diritti fondamentali dei migranti nel nostro paese, ci rivolgiamo a voi in qualità di custodi della nostra democrazia e dei principi sanciti dalla Costituzione Italiana.</p>



<p>Citando le parole di Antonio Gramsci, &#8220;Se avessi fatto anch&#8217;io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?&#8221; oggi ci chiediamo se avremmo potuto evitare la situazione attuale, in cui i principi costituzionali sono sempre più messi in discussione e i diritti umani dei migranti sono spesso ignorati.</p>



<p>In particolare, vorremmo sottolineare l&#8217;importanza del recente atto di coraggio di un membro della magistratura italiana. Nell&#8217;esercizio corretto delle sue funzioni, ha applicato quanto espresso dalla Carta costituzionale. Come privato cittadino, ha difeso con determinazione e integrità la Costituzione Italiana, dimostrando la sua non indifferenza verso i diritti fondamentali di uomini e donne. La sua presenza in una manifestazione apartitica e non certo di propaganda elettorale, di solidarietà nei confronti dei migranti, insieme a numerosi cittadini che, come lui, hanno esercitato il loro fondamentale diritto di esprimere la propria opinione in merito alla difesa della vita, è a nostro avviso unicamente ennesima dimostrazione di senso civico a cui tutte/i dovremmo sentirci chiamati/laddove ravvisiamo violazioni dei diritti.</p>



<p>Tuttavia, la legalità costituzionale e i valori democratici sono minacciati da esponenti di forze politiche il cui strumento principale sembra ormai essere quello del dossieraggio e conseguente attacco personale per mezzo stampa , volto a &nbsp;delegittimare l’attività legittima e corretta del Magistrato. In uno stato di diritto, questi precedenti devono essere immediatamente rispediti al mittente, con chiarezza e determinazione onde evitare il ripetersi di dolorose esperienze di cui la storia ci ha resi consapevoli .</p>



<p>Ciò che è ancora più preoccupante è che abbiamo permesso a nemici della democrazia e dell&#8217;umanità di impadronirsi delle istituzioni della Repubblica. Questa è una situazione che non possiamo più ignorare o sottovalutare.</p>



<p>Pertanto, chiediamo a voi, rappresentanti eletti del popolo italiano, di adottare misure concrete per ripristinare la legalità costituzionale e garantire i diritti fondamentali delle persone che vengano a trovarsi in situazione di particolare vulnerabilità legislativa. Migranti e richiedenti asilo sono in questi anni coloro che più pagano le violazioni di normative costituzionali e di convenzioni internazionali. In particolare, invitiamo il Parlamento Italiano a impegnarsi in modo deciso e determinato per promuovere un&#8217;agenda di inclusione, rispetto dei diritti umani e giustizia sociale.</p>



<p>Il prossimo passo cruciale per la nostra mobilitazione sarà la manifestazione del 7 Ottobre a Roma, denominata &#8220;La Via Maestra,&#8221; dove migliaia di cittadini e cittadine si riuniranno per esprimere la loro solidarietà e il loro impegno per la difesa dei valori costituzionali. Chiediamo che anche voi vi uniate a questa voce collettiva in difesa della Costituzione Italiana e dei diritti dei migranti.</p>



<p>Chiediamo il vostro impegno per ristabilire la legalità costituzionale e per garantire che l&#8217;Italia torni ad essere un faro di democrazia, giustizia e solidarietà in Europa e nel mondo.</p>



<p>Con fiducia nella vostra azione, vi preghiamo di considerare questa petizione come un appello urgente a favore della salvaguardia dei diritti dei migranti e della tutela della Costituzione Italiana.</p>



<p></p>



<p>Per firmare la petizione: https://www.change.org/p/opporsi-all-attacco-ai-diritti-umani-e-all-indipendenza-della-magistratura?utm_source=rss&utm_medium=rss<a href="https://www.change.org/p/opporsi-all-attacco-ai-diritti-umani-e-all-indipendenza-della-magistratura?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/opporsi-all-attacco-ai-diritti-umani-e-all-indipendenza-della-magistratura?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>



<p></p>



<p>Distinti saluti,</p>



<p>Mauro C. Zanella&nbsp;</p>



<p>Enrico Calamai</p>



<p>Maurizio Acerbo Segr. Nazionale PRC-SE&nbsp;</p>



<p>Gregorio De Falco&nbsp;</p>



<p>Giovanni Annaloro&nbsp;</p>



<p>Sara Zuffardi &nbsp;</p>



<p>Herta Manenti</p>



<p>Stefano Galieni&nbsp;</p>



<p>Anna Camposampiero&nbsp;</p>



<p>Paola Nunges&nbsp;</p>



<p>Luciana Menna&nbsp;</p>



<p>Calro Cartocci</p>



<p>Teresa Mecca</p>



<p>Marcozzi gabriele&nbsp;</p>



<p>Enrica Inghilleri&nbsp;</p>



<p>Angelica Perrone&nbsp;</p>



<p>Irene Rui</p>



<p>Paula Beatriz Amadio</p>



<p>Eleonora de Nardis</p>



<p>Associazione Per i Diritti umani</p>



<p>Vittoria Pagliuca</p>



<p>Silvia Galiano</p>



<p>dgardo Maria Iozia Melitea&nbsp;</p>



<p>Fulvio Vassallo Paleologo ADIF</p>



<p>Fabio Maercelli, GIurista , presidente CRED&nbsp;</p>



<p>Francesca Zaccari</p>



<p>Anna Polo, Pressenza</p>



<p>MAJDI KARBAI</p>



<p>Elena Coniglio, Transform!italia, Proposte UILS</p>



<p>Dino Greco&nbsp;</p>



<p>Michela Becchis</p>



<p>Alessandro Ballerini&nbsp;</p>



<p>Federica Lupo</p>



<p>Doriana Sarli</p>
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		<title>Quelle telefonate che ti &#8220;riattacano&#8221; alla vita</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Apr 2023 08:06:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani sottoscrive e divulga il seguente appello lanciato da Sbarre di zucchero Lettera aperta ai direttori penitenziari e, per conoscenza, al Capo DAP, dottor Giovanni Russo Al Direttore della Direzione&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/tel.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="300" height="300" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/tel.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16942" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/tel.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/tel-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/tel-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani sottoscrive e divulga il seguente appello lanciato da Sbarre di zucchero</p>



<p></p>



<p>Lettera aperta ai direttori penitenziari</p>



<p>e, per conoscenza, al Capo DAP, dottor Giovanni Russo</p>



<p>Al Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento, dottor Gianfranco De Gesu</p>



<p>Quelle telefonate che ti “riattaccano alla vita”</p>



<p>In un Paese in perenne emergenza, le uniche emergenze che quasi nessuno vuole vedere sono quelle che riguardano il carcere. Eppure è appena finito l’anno dei record, 84 suicidi, mai così tanti, e questa è una emergenza vera perché la gente sta morendo in carcere.</p>



<p>Sostiene uno dei massimi esperti di suicidi, lo psichiatra Diego De Leo, che certo prevenire i suicidi è molto difficile, ma almeno si può cercare di creare una forma di protezione: “Aumentare le opportunità di comunicazione e le connessioni con il mondo ‘di fuori’ non solo renderebbe più tollerabile la vita all’interno dell’istituto di detenzione, ma sicuramente aiuterebbe nel prevenire almeno alcuni dei troppi suicidi che avvengono ancora nelle carceri italiane”.</p>



<p>Quelle telefonate che sono un’accelerata agli affetti delle persone in carcere.</p>



<p>Scrive un detenuto: “Poter telefonare ogni giorno a casa aveva aiutato la mia famiglia a ritrovarsi. Ora ritornare da una telefonata al giorno a una telefonata a settimana di dieci minuti significa riperdersi. Questo periodo lo ricorderemo con i miei cari per esserci persi di nuovo”.<br>Secondo l’articolo 15 dell’Ordinamento penitenziario il trattamento del condannato e dell&#8217;internato è svolto anche “agevolando opportuni contatti con il mondo esterno e i rapporti con la famiglia”. Ma quei contatti sono invece una miseria: 10 minuti di telefonata a settimana e 6 ore di colloquio al mese, che vuol dire che un genitore detenuto può dedicare al figlio al massimo tre giorni all’anno.</p>



<p>Il Covid ha portato ulteriore isolamento e sofferenza, e anche le prime rivolte, i morti, la paura. Ma per fortuna qualcuno ha capito che non era la criminalità organizzata a far esplodere le carceri, ma l’angoscia e la rabbia delle persone detenute, spaventate di essere lasciate sole e di non sapere nulla del destino dei loro cari. E si è trovata l’unica soluzione accettabile, dare un’accelerata agli affetti delle persone in carcere introducendo “il miracolo” delle videochiamate e la forza che ti viene dalle telefonate quotidiane. E così le persone si sono ritrovate a chiamare casa molto più spesso, in alcune carceri anche ogni giorno, e a rivedere le loro case e le famiglie lontane con le videochiamate.</p>



<p>Gentili direttori, non è motivo “di particolare rilevanza” l’aver chiuso il 2022 con 84 suicidi?</p>



<p>“Radio carcere” dice che le telefonate a breve potrebbero non essere più quotidiane o comunque molto frequenti, ma noi non ci crediamo. Non vogliamo credere che i direttori, che hanno la possibilità di concedere più telefonate per motivi “di particolare rilevanza”, rinuncino a un potere, che per una volta è davvero un “potere buono”, di far star meglio le persone detenute, e soprattutto le loro famiglie. Certo, per chi ha figli minori dovrebbe restare in ogni caso la telefonata quotidiana, prevista dalla legge, ma tutti quei figli maggiorenni che per anni hanno avuto a disposizione solo dieci miserabili minuti settimanali per parlare con un genitore detenuto, perché devono essere di nuovo penalizzati dopo aver faticosamente ricostruito delle relazioni famigliari decenti con la chiamata quotidiana (o comunque molto frequente)?<br>Gentili direttori, non fateci tornare al peggio del passato, usate il vostro “potere” per prevenire i suicidi con quello straordinario strumento che può essere sentire una voce famigliare nel momento della sofferenza e della voglia di farla finita. Oltre alle videochiamate sostitutive dei colloqui e in numero non inferiore, lasciate le telefonate in più, in nome dell’emergenza suicidi, e anche per dare continuità a quella che la Corte Costituzionale nell’ordinanza N.162/2010 definisce la “progressività che ispira il percorso rieducativo del detenuto e che è tutelata e garantita dall’art. 27 della Costituzione, attraverso la previsione della finalità rieducativa della pena”.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1019" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1-1019x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16940" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1-1019x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1019w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1-768x772.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1019px) 100vw, 1019px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="666" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2-666x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16941" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2-666x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 666w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2-195x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 195w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2-768x1180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2-999x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 999w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/det2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1041w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /></a></figure>



<p>Ornella Favero<br>Ristretti Orizzonti<br>Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia<br>Sbarre di zucchero<br>Gustavo Imbellone<br>Associazione A Roma Insieme &#8211; Leda Colombini<br>Associazione Per I Diritti Umani<br>Associazione Recidiva Zero<br>Francesco Pulpito<br>Licia Rita Roselli<br>Micaela Tosato<br>Associazione Loscarcere<br>Grazia Grena<br>Franca Garreffa<br>Donatella Corleo<br>Massimiliano Menozzi<br>Avv. Carlotta Toschi<br>Marco Costantini<br>Claudio Leone<br>Maria Teresa Caccavale<br>Associazione Happy Bridge<br>Ivano Bianco<br>Stefano Petrella<br>Antonio Sauchella<br>Moreno Zoli<br>Carla Benfenati<br>Associazione Lacasadellalbero<br>Giampaolo Zampieri<br>Arrigo Cavallina<br>Associazione Il Carcere Possibile Onlus<br>Tonino Di Toro<br>Monica Oliviero<br>Associazione Areyoureading?<br>Associazione Un Filo Rosso<br>Associazione Station to Station<br>Stefania Ghezza<br>Stefania Putelli<br>Nicola Dettori<br>Avv. Franco Villa Osservatorio Carcere UCP<br>Franco Greco<br>Associazione Catena in Movimento Onlus<br>Cooperativa Catena in Movimento 2.0<br>Imam Monhsen<br>Mauro Bini<br>Mirko Zorzi<br>Giampaolo Manca<br>Associazione Insieme Per Ricominciare Odv<br>Eleonora Rodella<br>Antonella Guastini<br>Sonia Paolini<br>Michele Nardi<br>Giovanni Arcuri<br>Gioacchino Onorati<br>Luigi Fontana<br>Altea Vaccaro<br>Francesco Crema<br>Stefania Anarkikka Spanò<br>Anarkikka<br>Associazione Diritti D&#8217;autore<br>Riccardo Sindoca<br>Quintino Duma<br>Nadia Palombi<br>Gruppo Padre Pio volontari a Rebibbia Reclusione<br>Assunta Onorato<br>Angela Castellino<br>Luca Zambon<br>Federico Osman<br>Monica Bizaj<br>Maurizio Mazzi<br>CRVG del Veneto<br>Piera Marziali<br>Avv. Enrica Giordano<br>Carmela Cioffi<br>MariaPia Giuffrida<br>Anna Maria Repichini<br>Susanna Ronconi<br>Associazione Sapere Plurale Torino<br>Marco Mareschini<br>Cecilia Scolari<br>Ahmed Abdelrahman<br>Grazia Zuffa<br>Società della Ragione Onlus<br>Emanuela Amato<br>Cosp Coordinamento Sindacale Penitenziario Cosp Bari<br>Emanuela Belcuore Garante delle persone private della libertà personale Città di Caserta<br>Samuele Ciambriello Garante delle persone private della libertà personale Regione Campania<br>Carmelo Musumeci<br>Annarosa Lorenz<br>Dialdim Abdelrahman<br>Avv. Enrico Marignani<br>Cinzia Cerullo<br>Carla Cecchi<br>Angela Verde<br>Bianca Verde delegata di Sinistra Italiana alle politiche sociali e pari opportunità Napoli<br>Associazione Damm<br>Associazione Sgarruppato<br>Associazione Spartak San Gennaro<br>Ida Petricci<br>Marcella De Girolamo<br>Luisa Ravagnani Garante delle persone private della libertà personale Città di Brescia<br>Padre Vittorio Trani Cappellano Carcere di Regina Coeli Roma<br>Associazione&nbsp;<a href="http://vo.re.co/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vo.Re.Co</a>&nbsp;Roma<br>Don David Maria Riboldi Cappellano Casa Circondariale di Busto Arsizio<br>La Valle di Ezechiele Cooperativa sociale<br>Fabrizio Maiello<br>Marie Verducci</p>



<p>Per sottoscrivere come singole persone o associazioni inviare adesione via mail a&nbsp;<a href="mailto:sbarredizucchero@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sbarredizucchero@gmail.com</a></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f534/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="&#x1f534;"/></figure>



<p>La lettera verrà inviata via PEC a tutte le direzioni degli Istituti Penitenziari italiani<br>Al Presidente della Repubblica italiana Mattarella<br>Al Ministro della Giustizia Nordio</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Lettera aperta della madre di Julian Assange al mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 07:52:02 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ass.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="741" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ass.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16435" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ass.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ass-300x217.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ass-768x556.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Julian Assange è stato estradato. La ministra dell’interno britannica, Priti Patel, ha approvato l’estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti. Il fondatore di Wikileaks potrà fare appello, ma se la decisione fosse confermata dovrebbe affrontare un processo per spionaggio e, probabilmente, il carcere a vita.</p>



<p>La sua colpa è di aver contribuito a rendere pubblica una serie di&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/world/2010/apr/05/wikileaks-us-army-iraq-attack?utm_source=rss&utm_medium=rss">crimini commessi</a>&nbsp;dai militari statunitensi e dai loro alleati in Afghanistan e in Iraq.</p>



<p>Ha fatto luce sugli abusi inflitti ai prigionieri di Guantanamo e ha rivelato che più di 150 persone innocenti sono state detenute per anni senza un’accusa. Ha pubblicato il video dei soldati americani che a bordo di un elicottero sparavano a un gruppo di civili iracheni disarmati uccidendone quindici, tra cui un fotografo della Reuters e il suo assistente.</p>



<p>Oggi pubblichiamo la lettera aperta della madre di Assange al mondo. (da wordnews.it)</p>



<p><br>“Non sopporto che non si muova nulla di fronte a tanta ingiustizia.<br>&#8220;Cinquant&#8217;anni fa, quando ho partorito per la prima volta come giovane madre, pensavo che non ci potesse essere dolore più grande, ma l&#8217;ho dimenticato presto quando ho tenuto tra le mie braccia il mio bellissimo bambino. L&#8217;ho chiamato Julian.<br>Ora mi rendo conto che mi sbagliavo. C&#8217;è un dolore più grande.<br>Il dolore incessante di essere la madre di un giornalista premiato, che ha avuto il coraggio di pubblicare la verità sui crimini governativi di alto livello e sulla corruzione.<br>Il dolore di vedere mio figlio, che ha cercato di pubblicare verità importanti, macchiato a livello mondiale.<br>Il dolore di vedere mio figlio, che ha rischiato la vita per denunciare l&#8217;ingiustizia, incastrato e privato del diritto a un processo equo, ancora e ancora.<br>Il dolore di vedere un figlio sano deteriorarsi lentamente, perché gli è stata negata l&#8217;assistenza medica e sanitaria adeguata in anni e anni di carcere.<br>L&#8217;angoscia di vedere mio figlio sottoposto a crudeli torture psicologiche, nel tentativo di spezzare il suo immenso spirito.<br>L&#8217;incubo costante che venga estradato negli Stati Uniti e poi trascorrere il resto dei suoi giorni sepolto vivo in totale isolamento.<br>La paura costante che la CIA possa realizzare i suoi piani per ucciderlo.<br>L&#8217;ondata di tristezza quando ho visto il suo fragile corpo cadere esausto per un mini ictus nell&#8217;ultima udienza a causa dello stress cronico.<br>Molte persone sono rimaste traumatizzate nel vedere una superpotenza vendicativa che usa le sue risorse illimitate per intimidire e distruggere un individuo indifeso.<br>Voglio ringraziare tutti i cittadini onesti e solidali che protestano globalmente contro la brutale persecuzione politica subita da Julian.<br>Per favore continuate ad alzare la voce ai vostri politici fino a quando non sentirete solo questo.<br>La sua vita è nelle sue mani&#8221;.<br></p>



<p><br>Christine Ann Assange</p>
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		<title>Una lettera di Mimmo Lucano</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 10:13:43 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="642" height="350" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Mimmo-Lucano.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15672" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Mimmo-Lucano.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 642w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Mimmo-Lucano-300x164.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></figure>



<p>Resistere resistere resistere sempre&#8221;. Abbiate il coraggio di restare soli&#8221;</p>



<p>La lettera del sindaco, letta FC ieri in piazza a Riace. </p>



<p>È inutile dirvi che avrei voluto essere presente in mezzo a voi non solo per i saluti formali ma per qualcosa di più, per parlare senza necessità e obblighi di dover scrivere, per avvertire quella sensazione di spontaneità, per sentire l’emozione che le parole producono dall’anima, infine per ringraziarvi uno a uno, a tutti, per un abbraccio collettivo forte, con tutto l’affetto di cui gli esseri umani sono capaci. A voi tutti che siete un popolo in viaggio verso un sogno di umanità, verso un immaginario luogo di giustizia, mettendo da parte ognuno i propri impegni quotidiani e sfidare anche l’inclemenza del tempo. Vi dico grazie. Il cielo attraversato da tante nuvole scure, gli stessi colori, la stessa onda nera che attraversa i cieli d’Europa, che non fanno più intravedere gli orizzonti indescrivibili di vette e di abissi, di terre, di dolori e di croci, di crudeltà di nuove barbarie fasciste. Qui, in quell’orizzonte, i popoli ci sono. E con le loro sofferenze, lotte e conquiste. Tra le piccole grandi cose del quotidiano, i fatti si intersecano con gli avvenimenti politici, i cruciali problemi di sempre alle rinnovate minacce di espulsione, agli attentati, alla morte e alla repressione. Oggi, in questo luogo di frontiera, in questo piccolo paese del Sud italiano, terra di sofferenza, speranza e resistenza, vivremo un giorno che sarà destinato a passare alla storia. La storia siamo noi. Con le nostre scelte, le nostre convinzioni, i nostri errori, i nostri ideali, le nostre speranze di giustizia che nessuno potrà mai sopprimere. Verrà un giorno in cui ci sarà più rispetto dei diritti umani, più pace che guerre, più uguaglianza, più libertà che barbarie. Dove non ci saranno più persone che viaggiano in business class ed altre ammassate come merci umane provenienti da porti coloniali con le mani aggrappate alle onde nei mari dell’odio. Sulla mia situazione personale e sulle mie vicende giudiziarie non ho tanto da aggiungere rispetto a ciò che è stato ampiamente raccontato. Non ho rancori né rivendicazioni contro nessuno. Vorrei però a dire a tutto il mondo che non ho niente di cui vergognarmi, niente da nascondere. Rifarei sempre le stesse cose, che hanno dato un senso alla mia vita. Non dimenticherò questo travolgente fiume di solidarietà. Vi porterò per tanto tempo nel cuore. Non dobbiamo tirarci indietro, se siamo uniti e restiamo umani, potremo accarezzare il sogno dell’utopia sociale. Vi auguro di avere il coraggio di restare soli e l’ardimento di restare insieme, sotto gli stessi ideali. Di poter essere disubbidienti ogni qual volta si ricevono ordini che umiliano la nostra coscienza. Di meritare che ci chiamino ribelli, come quelli che si rifiutano di dimenticare nei tempi delle amnesie obbligatorie. Di essere così ostinati da continuare a credere, anche contro ogni evidenza, che vale la pena di essere uomini e donne. Di continuare a camminare nonostante le cadute, i tradimenti e le sconfitte, perché la storia continua, anche dopo di noi, e quando lei dice addio, sta dicendo un arrivederci. Ci dobbiamo augurare di mantenere viva la certezza che è possibile essere contemporanei di tutti coloro che vivono animati dalla volontà di giustizia e di bellezza, ovunque siamo e ovunque viviamo, perché le cartine dell’anima e del tempo non hanno frontiere.</p>



<p>Mimmo Lucano.</p>
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		<title>Aiutateci a far evacuare da Kabul Mr. Khaliq Dad ALIZADA, artista e dissidente afghano</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2021 08:10:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con la presente, Associazione Per i Diritti umani (con Amin Wahidi, regista e poeta hazara, Marco Sonseri, fumettista) lancia un appello affinché le istituzioni, i media, le e gli attiviste/i si mobilitino per aiutare&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
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<p></p>



<p>Con la presente, <strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>(con Amin Wahidi, regista e poeta hazara, Marco Sonseri, fumettista) lancia un appello affinché le istituzioni, i media, le e gli attiviste/i si mobilitino per aiutare il Sig. ALIZADA e la sua famiglia a scappare da Kabul al più presto. </p>



<p>Vi chiediamo, quindi, per favore: di firmarmarla, di rimandarcela e di farla circolare. </p>



<p>Noi provvediamo a farla arrivare a chi ha (o avrebbe) il potere di fare qualcosa di concreto. </p>



<p>Grazie. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="883" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-1-883x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15627" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-1-883x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 883w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-1-259x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 259w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-1-768x891.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-1-1324x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1324w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1737w" sizes="(max-width: 883px) 100vw, 883px" /><figcaption>@Khaliq Dad Alizada</figcaption></figure>



<p>Milano, 18 settembre 2021<br><br><strong>Alle istituzioni, alle organizzazioni per la tutela dei diritti umani e degli artisti, alle ambasciate estere e alle agenzie di cooperazione internazionale</strong></p>



<p>Con la presente, Associazione Per i Diritti umani vorrebbe chiedere un aiuto urgente per quanto riguarda un artista afgano, caricaturista e fumettista, che ha lottato contro il fondamentalismo attraverso la sua arte.<br><br>Il Sig. ALIZADA è il caricaturista e fumettista più acclamato dell&#8217;Afghanistan che ha lavorato con acclamati giornali nazionali come DAILY AFGHANISTAN e OUTLOOK AFGHANISTAN come caricaturista. Ha anche lavorato nella sezione MEDIA delle forze ISAF a Kabul.<br><br>Il sig. Alizada è stato uno dei critici più diretti dei talebani e dei fondamentalisti in generale, e la sua caricatura raffigura chiaramente il volto brutale dei fondamentalisti e dei terroristi talebani in Afghanistan, quindi è uno dei primi obiettivi dei talebani e ha urgente bisogno di protezione.<br><br>Attualmente vive a Kabul, in clandestinità. Cambia la sua posizione, vivendo nelle case dei parenti, per essere salvato dalle mani dei talebani.<br><br>Il signor ALIZADA e la sua famiglia hanno urgente bisogno di essere evacuati dall&#8217;Afghanistan, altrimenti saranno puniti, torturati e persino uccisi dai talebani solo per la sua arte e le sue critiche.</p>



<p>Dal 2006 ad oggi ha collaborato con due quotidiani &#8220;Afghanistan&#8221; e &#8220;Outlook Afghanistan&#8221; come vignettista pubblicando una vignetta al giorno. Finora il totale delle vignette pubblicate ha raggiunto le 4.000 copie dove la maggior parte di esse mostrava il terrore e i crimini che i talebani hanno perpetrato fino ad oggi.</p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.dailyafghanistan.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.dailyafghanistan.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> <a rel="noreferrer noopener" href="mailto:Thedailyafghanistan@yahoo.com" target="_blank">Thedailyafghanistan@yahoo.com</a> <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.outlookafghanistan.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.outlookafghanistan.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> <a rel="noreferrer noopener" href="mailto:outlookafghanistan@gmail.com" target="_blank">outlookafghanistan@gmail.com</a><br><br>In 10 anni ha pubblicato più di 100 vignette contro i talebani che hanno ricevuto avvertimenti in pericolo di vita e hanno fatto sì che vivessi la mia vita nascosta.</p>



<p><br>Nel 2005 ha fondato la rivista mensile &#8220;Shakhgoi&#8221; e ho creato dozzine di vignette contro i talebani.</p>



<p><br>Nel 2016 ha fondato la rivista specializzata di fumetti e ha pubblicato decine di vignette contro i talebani.</p>



<p>Le caricature del sig. ALIZADA vengono pubblicate sui giornali nazionali afghani: <a href="http://www.outlookafghanistan.net/assets/epaper/August%2007,%202021/OUTLOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.outlookafghanistan.net/assets/epaper/August%2007,%202021/OUTLOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;<a href="http://www.outlookafghanistan.net/assets/epaper/August%2004,%202021/OUTLOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.outlookafghanistan.net/assets/epaper/August%2004,%202021/OUTLOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;<a href="http://www.outlookafghanistan.net/assets/epaper/August%2001,%202021/OUTLOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.outlookafghanistan.net/assets/epaper/August%2001,%202021/OUTLOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;<a href="http://www.dailyafghanistan.com/assets/epaper/4271-04-08-2021/Today%20Epaper.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.dailyafghanistan.com/assets/epaper/4271-04-08-2021/Today%20Epaper.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;<a href="http://www.dailyafghanistan.com/assets/epaper/4268-01-08-2021/Today%20Epaper.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.dailyafghanistan.com/assets/epaper/4268-01-08-2021/Today%20Epaper.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><br><br><strong>ALIZADA</strong><strong> è uno degli artisti più vulnerabili e bisognosi di questi tempi che dovrebbe essere evacuato dall&#8217;Afghanistan. Chiediamo l&#8217;intervento tempestivo delle istituzioni italiane, delle ambasciate e delle organizzazioni che possano aiutare il Sig. ALIZADA e la sua famiglia.</strong></p>



<p><strong>Per ulteriori informazioni e per un vostro gentile riscontro, potete scrivere al seguente indirizzo email: </strong><a href="mailto:peridirittiumani@gmail.com"><strong>peridirittiumani@gmail.com</strong></a><br><br>Cordiali saluti,</p>



<p><br>Matteo Grop, presidente Associazione Per i Diritti umani</p>



<p>Associazione Per i Diritti umani – Milano, Italia</p>



<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>FB, IG, Twitter, Linkedin</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="813" height="891" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-2-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15628" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-2-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 813w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-2--274x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 274w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-2--768x842.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 813px) 100vw, 813px" /><figcaption>Khaliq Dad Alizada</figcaption></figure>
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		<title>Email bombing per i prigionieri politici in Bielorussia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 09:15:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani sostiene l&#8217;iniziativa organizzata da Movements.for.freedom (un gruppo di studenti impegnati dell&#8217;università di Padova) per sostenere i prigionieri politici in Bielorussia. Ecco la lettera &#8211; in italiano e in inglese&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>sostiene l&#8217;iniziativa organizzata da Movements.for.freedom (un gruppo di studenti impegnati dell&#8217;università di Padova)  per sostenere i prigionieri politici in Bielorussia. Ecco la lettera &#8211; in italiano e in inglese &#8211; e le indicazioni per aiutarci a smuovere le istituzioni. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="640" height="360" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-Bielorussia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15185" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-Bielorussia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/proteste-Bielorussia-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>(English version below)</p>



<p>A 7 mesi dall&#8217;inizio delle proteste pacifiche che hanno coinvolto la Bielorussia dopo le elezioni presidenziali del 9 agosto 2020, della lotta del popolo bielorusso per la democrazia si è saputo in tutto il mondo. Alla luce dei cambiamenti radicali che si verificano nella società bielorussa e dell&#8217;ondata di solidarietà con il popolo bielorusso che ha coinvolto molti Paesi europei, la reazione dell’UE a questi eventi è sempre rimasta lenta, indecisa e poco specifica.</p>



<p>Questa posizione dell’UE è particolarmente incerta quando si tratta di interessi economici comuni, che fino ad oggi uniscono molte aziende europee con il sanguinoso regime bielorusso. È noto che per decenni, molte aziende e organizzazioni europee che lavorano con la Bielorussia, sono state costrette ad adottare le &#8220;regole del gioco&#8221; imposte dal regime di Lukashenko. Così facendo, hanno sacrificato non solo i propri principi dichiarati di democrazia, legalità e moralità, ma anche le libertà dei cittadini bielorussi che fino ad oggi rimangono ostaggio di questa situazione.</p>



<p>Non abbiamo il diritto di lasciare soli i normali cittadini bielorussi di fronte alla violenza da parte del regime. Abbiamo così sviluppato l&#8217;idea di invitare i cittadini dei Paesi europei ad inviare lettere personali ai vertici dell&#8217;Unione Europea chiedendo passi specifici e concreti di carattere politico ed economico a sostegno della società bielorussa per rivedere il rapporto instaurato con la Bielorussia. Il rispetto dei diritti umani da parte delle autorità bielorusse dovrebbe essere condizione obbligatoria per la continuazione della cooperazione economica, scientifica o culturale.&nbsp;</p>



<p>Siamo sicuri che la comunità europea sia in grado di fare di più nella questione bielorussa. È arrivato il momento che i leader dell’UE ascoltino la voce non solo dei bielorussi, ma anche dei propri cittadini. Quei cittadini che, insieme a noi, con tutto il cuore si preoccupano per ciò che sta accadendo in Bielorussia. Pertanto invitiamo tutti coloro che si preoccupano del destino del popolo bielorusso a partecipare a questa iniziativa e parlarne ai loro parenti ed amici. Di seguito forniamo indirizzi postali ed E-mail ai quali è possibile inviare le lettere, in cui si può specificare il proprio nome e cognome, età e professione, e una richiesta ai leader dell&#8217;Unione Europea.</p>



<p>Solo insieme vinceremo!</p>



<p>Attenzione! Tutte le lettere devono essere di carattere esclusivamente pacifico e riportare la richiesta di aiuto al popolo bielorusso.</p>



<p>L’invio delle lettere è previsto in data <strong>24 marzo</strong> agli indirizzi vedi sotto</p>



<p>Agli indirizzi (fare copia e incolla di tutti):</p>



<p><a href="mailto:francesco.miatto@ec.europa.eu">francesco.miatto@ep.europa.eu</a>&nbsp;</p>



<p><a href="mailto:Maria-luisa.CABRAL@ec.europa.eu">Maria-luisa.CABRAL@ec.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:droi-secretariat@ep.europa.eu">droi-secretariat@ep.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:david.sassoli@europarl.europa.eu">david.sassoli@europarl.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:epitalia@europarl.europa.eu">epitalia@europarl.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:cab-borrell-fontelles-contact@ec.europa.eu">cab-borrell-fontelles-contact@ec.europa.eu</a></p>



<p><strong>Dopo aver inviato la lettera, vi invitiamo a postare una copia sui propri social con i seguenti tag:</strong></p>



<p><strong>#FreeBelarus #StandWithBelarus</strong></p>



<p>Twitter: @DavidSassoli @eucopresident @Mariearenaps @vonderleyen @PE_Italia @JosepBorrellF</p>



<p>Instagram: @charlesmichel&nbsp; @ursulavonderleyen&nbsp; @pe_italia</p>



<p>Facebook: @pagina.DavidSassoli&nbsp; @CharlesMichel @maria.arena @PEItalia</p>



<p>OGGETTO: Request for help Belarus</p>



<p>MODELLO LETTERA</p>



<p>Io, nome e cognome, ho età e sono(città)/professione.&nbsp;</p>



<p>In quanto cittadino/a nazionalità e quindi cittadino/a europeo sono profondamente preoccupato/a per episodi di violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali che si stanno protraendo dal 24 maggio 2020 in Bielorussia.</p>



<p>In qualità di cittadino dell’Unione Europea, voglio esprimere la mia solidarietà nei confronti del popolo bielorusso, al quale non vengono garantiti i diritti fondamentali della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, che dovrebbero essere tutelati e garantiti non soltanto dal proprio Stato, ma anche dell’Unione Europea, come previsto dall’art. 21 del Trattato di Lisbona, che ne prescrive l’obbligo di intervento. Ulteriore motivo di intervento è dato dal Patto internazionale sui diritti civili e politici, ratificato dalla Bielorussia il 12 novembre 1973 e che prevede, tra gli altri:</p>



<p>• La protezione dell’integrità fisica dell’individuo;</p>



<p>• L’imparzialità del giudizio;</p>



<p>• La libertà di pensiero, di religione, di coscienza, di parola, di associazione, di stampa e di riunione;</p>



<p>• Il diritto di partecipazione politica.</p>



<p>Diritti che vengono violati quotidianamente.</p>



<p>In seguito alle elezioni del 9 agosto 2020, non soltanto ai manifestanti è stato negato il loro diritto alla libertà d’espressione, ma sono stati anche arrestati con accuse infondate. La maggior parte di coloro che hanno protestato pacificamente, per chiedere elezioni trasparenti e piena garanzia dei diritti civili , sono studenti universitari. Quest’ultimi, di fronte alla repressione&nbsp; delle manifestazioni, sono stati privati del loro diritto all’istruzione, in quanto sono stati espulsi dalle varie università e sono stati costretti a fuggire all’estero per tutelare la propria libertà. Coloro che non ne hanno avuto la possibilità sono stati incarcerati e subiscono, tuttora, torture psico-fisiche.</p>



<p>Sollecito il Parlamento Europeo e la Commissione Europea ad intervenire con tutti i mezzi a disposizione, in particolare con l’inasprimento delle sanzioni, in modo che siano tempestive e efficaci. Gli interessi economici non possono prevalere sui diritti fondamentali.</p>



<p>Inoltre, chiedo il rilascio immediato dei prigionieri politici, le dimissioni di Lukashenko e l’avvio di indagini contro chi ha commesso queste gravi violazioni dei diritti umani, utilizzando tutti i mezzi di cui l’Unione Europea dispone.</p>



<p>Sono convinto/a che l’Europa possa e debba fare di più.</p>



<p>Distinti saluti</p>



<p>nome cognome.</p>



<p>Žyve Belarus!!&nbsp;</p>



<p>ENGLISH</p>



<p>In the 7 months since the beginning of the Belarusian protests related to the presidential elections of August 9, 2020, the Belarusian people&#8217;s struggle for democracy has become known worldwide. Notwithstanding the radical changes taking place in the Belarusian society together with a wave of solidarity with the people of Belarus evolving in many European countries, the EU&#8217;s response to these events has always been slow, hesitant and non-specific.</p>



<p>Such a hesitant EU position is particularly obvious when it comes to common economic interests that, until now, have united many European companies with the bloody Belarusian regime. It is well known that for decades many EU companies, as well as organisations dealing with Belarus, have been forced to accept the “rules of the game” imposed by the dictatorship of Lukashenko. In doing so, they have sacrificed not only their principles of democracy, legality and morality but also the freedom of Belarusian citizens who, until now, have remained hostage to this situation.</p>



<p>We have no right to leave Belarusians alone in the face of regime violence. That is why we invite citizens of the European countries to send personal letters to the leaders of the European Union asking for specific and concrete steps of political and economic nature in support of the Belarusian society, so as to reconsider the established relationships with Belarus. The observance of human rights by the Belarusian authorities should be a pre-condition for any type of economic, scientific or cultural cooperation.</p>



<p>We are confident that the European Community can do more in terms of dealing with Belarus. The time has come for the EU leaders to listen not only to the voice of Belarusians but also to that of their citizens. These citizens are deeply concerned about what is happening in Belarus. We, therefore, call on all those who care about the fate of the Belarusian people and invite them to join this initiative and spread the word about it. Below you may find postal and e-mail addresses to send letters. You may write your name, surname, age and occupation. Please call the EU leaders to action.</p>



<p>Only together we shall win!</p>



<p>Attention. All letters must be of peaceful nature and contain a request for help to the Belarusian people.</p>



<p>Letters are scheduled to be e-mailed on<strong> March 24 </strong>to the addresses below</p>



<p>Letters are to be sent to (all of) the following addresses:</p>



<p><a href="mailto:francesco.miatto@ec.europa.eu">francesco.miatto@ep.europa.eu</a>&nbsp;</p>



<p><a href="mailto:Maria-luisa.CABRAL@ec.europa.eu">Maria-luisa.CABRAL@ec.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:droi-secretariat@ep.europa.eu">droi-secretariat@ep.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:david.sassoli@europarl.europa.eu">david.sassoli@europarl.europa.eu</a></p>



<p><a href="mailto:cab-borrell-fontelles-contact@ec.europa.eu">cab-borrell-fontelles-contact@ec.europa.eu</a></p>



<p>After sending your letter, we invite you to post a picture of it on your social networks with the following tags:</p>



<p><strong>#FreeBelarus #StandWithBelarus</strong></p>



<p>Twitter: @DavidSassoli @eucopresident @Mariearenaps @vonderleyen @PE_Italia @JosepBorrellF</p>



<p>Instagram: @charlesmichel&nbsp; @ursulavonderleyen&nbsp; @pe_italia</p>



<p>Facebook: @pagina.DavidSassoli&nbsp; @CharlesMichel @maria.arena @PEItalia</p>



<p>SUBJECT: Request for help Belarus</p>



<p>I, name and surname, am XX years old and work as (profession). As a citizen of (country) and, therefore, as a European citizen, I am profoundly concerned by the gravity of the situation related to violation of human rights and fundamental freedoms that have been going on in Belarus since 24 May 2020.</p>



<p>As a citizen of a EU member state, I am willing to express my solidarity with the Belarusian people. The fundamental rights of human dignity, freedom, democracy and equality are not guaranteed in Belarus. All these rights should be defended not only by the National State but also by the European Union, as stipulated in Art. 21 of the Treaty of Lisbon, which ensures the duty of intervention of the European Union. Another reason for intervention is the International Covenant on Civil and Political Rights, ratified by Belarus on 12 November 1973, which specifically established:</p>



<p>• The right to the integrity of the person;</p>



<p>• The impartiality of judgement;</p>



<p>• The freedom of thought, religion, conscience, speech, association, press and assembly;</p>



<p>• The right to political participation.</p>



<p>In Belarus, these rights are violated on a daily basis.&nbsp;</p>



<p>Following the elections of 9 August 2020, Belarusian peaceful protesters have been denied the right to freedom of expression. Moreover, they have been arrested on unfounded charges. Most of those who protested peacefully, demanding transparent elections and full observance of democratic and human rights, were university students.&nbsp;</p>



<p>The regime has denied them the right to education, as the students were expelled from the universities on political grounds and were forced to flee abroad to protect their freedom. Those who did not have the opportunity to escape have been imprisoned and are subject to psychological and physical abuse and torture every day.</p>



<p>I urge the European Parliament and European Commission to intervene with all available means, to strengthen sanctions and make their application timely and efficacious. Economic interests cannot prevail over fundamental human rights.</p>



<p>Furthermore, I request immediate release of political prisoners, resignation of Lukashenko and initiation of investigations against those who committed the above-listed human rights violations, using all the means available to the European Union.</p>



<p>I am convinced that Europe CAN and MUST do more.</p>



<p>Yours sincerely, name surname</p>



<p>Žyve Belarus!!&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Roma: gli abitanti delle baraccopoli alzano la testa: «Basta buttare inutilmente i soldi per noi. Si pensi piuttosto a sbloccare le assegnazioni delle case popolari»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 08:36:41 +0000</pubDate>
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<p><br>«<em>Siamo mamme e papà, cittadini romani nati e cresciuti a Roma, la città che amiamo e sentiamo nostra. Malgrado tutto in questa città siamo stati chiamati con i nomi più diversi: slavi, nomadi, zingari, rom. Ma soprattutto siamo stati trattati in maniera differente, perché considerati cittadini diversi, cittadini di serie B, o meglio di serie Z, perché “zingari”. Prima siamo stati chiusi in campi chiusi e recintati, lontano dalla città. Poi, per la nostra inclusione, hanno inventato Uffici Speciali, hanno impegnato grandi somme di denaro, promosso bandi di gara, creato una rete di associazioni dedicate al nostro inserimento abitativo e lavorativo</em>». Inizia così la lettera aperta presentata oggi in piazza del Campidoglio da decine di famiglie che abitano da generazioni nelle baraccopoli romane.</p>



<p>Un appello accorato rivolto alle autorità capitoline. «<em>Oggi</em>&nbsp;– si legge nel messaggio &#8211;&nbsp;<em>chiediamo, per il bene nostro e di questa città:&nbsp;<strong>la chiusura degli Uffici Speciali. Sono inutili; la fine dell’impegno di milioni di euro per le nostre famiglie. Sono soldi buttati; la scelta di non promuovere più bandi per la nostra inclusione. Sono inefficaci</strong></em>». Parole rivolte anche alla cittadinanza tutta: «Sono proprio queste azioni speciali a farci ritenere cittadini diversi e a farci detestare da una parte della città che non comprende perché a noi deve essere riservato un trattamento diverso».</p>



<p>Le famiglie convenute in piazza del Campidoglio hanno compiuto tutte la stessa scelta:&nbsp;<strong>hanno presentato domanda per un alloggio dell’edilizia residenziale pubblica</strong>, «come qualsiasi altro cittadino romano, senza trattamenti speciali e senza corsie preferenziali». E per questo, a nome loro e degli altri cittadini romani, chiedono una sola cosa: riprendere il processo mdi assegnazione delle case popolari che nella capitale da quasi un anno risulta inspiegabilmente paralizzato.</p>



<p>«<em>Vogliamo uscire dai ghetti che le passate Amministrazioni hanno costruito e mantenuto – conclude la missiva &#8211; vogliamo sentirci parte di questa città, offrire il nostro contributo per la sua crescita e sviluppo. Roma è la nostra città. Una città che amiamo e nella quale vogliamo continuare a vivere e costruire il futuro nostro e dei nostri figli. Ma da soli non possiamo farlo e per questo domandiamo un segno di disponibilità e di apertura da parte della città e delle autorità chiamate a governarla</em>». Al termine della manifestazione, una delegazione dei partecipanti è stata ricevuta in Campidoglio dalla segreteria del presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito.</p>



<p>Secondo Associazione 21 luglio, che ha accompagnato e sostenuto i manifestanti, quello di oggi rappresenta un&nbsp;<strong>segnale straordinario</strong>, un passaggio di discontinuità rispetto al passato. «Il fallimento del Piano rom – ha commentato Carlo Stasolla – è certificato dalle stesse persone che avrebbero dovuto beneficiarne. Sono loro stessi a chiedere quanto da tempo sosteniamo anche noi: la fine di “politiche speciali”, fatte di bandi costosi e azioni senza senso e un’inclusione rafforzata da strumenti ordinari, quelli a portata di ogni cittadino e che l’attuale Amministrazione non sembra in grado di far funzionare adeguatamente. Siamo al fianco di queste famiglie e con loro condurremmo un’azione che è anzitutto una battaglia di civiltà a vantaggio di tutti».</p>
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		<title>#NOCPR: “Ognuno faccia il suo, per non essere complice”: lettera a Sindaco, Consiglio e Giunta del Comune di Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 06:33:18 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="896" height="672" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/121834462_810436029527905_143605543369766488_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14718" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/121834462_810436029527905_143605543369766488_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 896w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/121834462_810436029527905_143605543369766488_n-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/121834462_810436029527905_143605543369766488_n-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 896px) 100vw, 896px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://static.xx.fbcdn.net/rsrc.php/v3/yR/r/ZwEccUSRMY2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Tutti"/></figure>



<p>Al Sindaco della città metropolitana di Milano Al presidente del Consiglio Comunale di Milano Alla Giunta di Milano Al Consiglio comunale di Milano La rete Mai più Lager – No ai CPR è attiva sul territorio di Milano da ormai più di due anni. Nata in occasione delle dichiarazioni dell’allora ministro dell’interno nell’agosto del 2018, in questi due anni la rete si è spesa per denunciare -insieme alle scelte di politiche relative alle persone migranti e non solo &#8211; le conseguenze nefaste delle aperture dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, i CPR, a partire da quelli già aperti sul territorio nazionale, e per chiedere con forza che né a Milano, né altrove si continuassero ad aprire questi luoghi di detenzione di persone che vengono private della libertà e dei diritti basilari, solo perché migranti. In questo periodo di tempo, forti delle differenze tra le realtà e le persone che animano la rete, abbiamo cercato alleanze, organizzato iniziative sia di piazza che di informazione, e chiesto prese di posizione: facili quando il ministero degli interni era occupato dal segretario della Lega, sono diventate apparentemente molto più difficili con il cambio di governo. Cambiamento che &#8211; a nostro avviso &#8211; non ha avuto quella ricaduta realmente positiva sulle scelte politiche relative alle persone migranti e a una visione della società che rimane tendenzialmente securitaria. </p>



<p>Nemmeno l’emergenza sanitaria ha bloccato l’apertura del CPR di via Corelli, evidentemente ritenuto una priorità per questo paese, e a dieci giorni dall’apertura ci sono stati i primi disordini, e le notizie che ci giungono in maniera difficoltosa ci parlano di coperte consegnate tardi nonostante le temperature ormai basse, di impossibilità di comunicare, di telefoni sequestrati insieme a effetti personali e vestiti, di deportazioni lampo, che, grazie ai trattati firmati di recente, stanno interessando centinaia di persone, che appena sbarcate dalla Tunisia vengono prima caricate su navi-quarantena e poi smistate verso i vari CPR d’Italia, senza nessuna garanzia che vengano rispettati gli obblighi di informativa circa il diritto di poter fare richiesta di protezione internazionale.</p>



<p>Un intero quartiere totalmente militarizzato. L’assessore regionale alla sicurezza festeggia, noi ci vergognamo.La città di Milano, come tutti e tutte sanno, è città medaglia d’oro alla Resistenza.È una città con un tessuto sociale forte, ha sempre dimostrato di avere spirito di solidarietà e di cittadinanza civica, anche nel periodo difficile che stiamo vivendo. Noi, come cittadini e cittadine che fanno di questo spirito il motore delle proprie azioni, che si riconoscono nei valori di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione e nei diritti che da essa e in essa sono tutelati, chiediamo con forza oggi al Sindaco Sala, al presidente del Consiglio Comunale Lamberto Bertolè, alla giunta e al Consiglio comunale, di far sentire la propria voce al governo, composto in parte dalla stessa soggettività politica che governa oggi Milano, perché il CPR di Corelli sia chiuso, e con esso, a cascata, tutti i CPR esistenti sul territorio nazionale. Crediamo che Milano debba e possa avere voce in capitolo. Ma deve essere una voce che si faccia sentire. Molti e molte di noi ricordano bene cosa sono stati i CPT, cosa sono stati i CIE e quante sofferenze ci sono state prima che venissero chiusi. Sappiamo bene cosa sono i CPR. La rete Mai più Lager – No ai CPR continuerà la mobilitazione diffusa e permanente fuori dai palazzi, con un solo obiettivo: chiudere i lager di Stato, a Milano come altrove. Ognuno faccia il suo, per non essere complice.</p>



<p>Milano, 15 ottobre 2020Rete Mai Più Lager – No ai CPR(Lettera consegnata ad alcun* consiglier* in occasione del presidio <a href="https://www.facebook.com/events/1209407429443621/?utm_source=rss&utm_medium=rss">L&#8217;inferno del CPR &#8211; Il gioco dell&#8217;oca con le pedine umane</a> del 15 ottobre 2020)</p>
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		<title>Campagna IO ACCOLGO: la lettera al governo e l&#8217;appello sulla sospensione degli accordi con la Libia</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 06:19:30 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="162" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssst-1-1024x162.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14461" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssst-1-1024x162.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssst-1-300x47.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssst-1-768x121.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssst-1-1536x243.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssst-1-2048x324.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Anche <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> aderisce alla campagna IO ACCOLGO e lancia l&#8217;appello per la sospensione degli accordi tra Italia e Libia. Ieri ha partecipato alla email bombing con la seguente lettera inviata al governo italiano.</p>



<p><strong>LA LETTERA</strong></p>



<p><em>Egregio Presidente, Egregio ministro ed Egregia ministra,<br>nel Mediterraneo si sta consumando da anni una tragedia che nessuno può più ignorare. Decine di migliaia di migranti morti nel tentativo di raggiungere le coste europee o intercettati dalla guardia costiera libica e rinchiusi in veri e propri lager, sottoposti a terribili violenze e torture, quando non venduti come una qualsiasi mercanzia ai trafficanti di esseri umani.<br><br>L’indignazione, da sola, non basta più. E’ il tempo di agire. Le chiedo con forza l&#8217;annullamento immediato dei famigerati accordi con la Libia: a partire dalla fine dei finanziamenti agli aguzzini della c.d. guardia costiera libica, dalla chiusura dei lager, trasferendo i migranti lì detenuti in paesi che garantiscano il rispetto dei diritti umani, alla individuazione di corridoi umanitari per attraversare senza pericoli il mediterraneo.</em><br><em>Avevamo sperato che il suo nuovo governo cambiasse radicalmente le proprie politiche sui migranti che fuggono da fame, violenze, guerre. Così ancora non è. Di fronte alle tragedie che continuano a consumarsi la invito a dire basta, adesso.Con la speranza di essere ascoltato, la saluto.</em></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="960" height="540" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14462" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p><strong>L&#8217;APPELLO</strong></p>



<p>I sommersi e i salvati. A guardare l’immagine ripresa dall’aereo Seabird della Sea Watch che ritrae il cadavere di un uomo incastrato tra i tubolari di un gommone, a 40 miglia dalla costa libica, viene in mente il titolo del fondamentale libro di Primo Levi: I sommersi e i salvati, appunto. Quella foto è solo l’ultima testimonianza di una tragedia in corso da anni nel Mare Mediterraneo. I fatti dimostrano, in maniera inequivocabile, che le strategie finora adottate per controllare il flusso di migranti e profughi verso le coste dell’Europa sono state fallimentari e destinate a riprodurre all’infinito la strage.</p>



<p>Gli uomini, le donne e i bambini che prendono il mare dalle coste libiche fuggono da situazioni di estrema miseria, regimi dispotici, persecuzioni tribali, conflitti etnici, guerre crudeli e catastrofi ambientali. E, una volta arrivati in Libia, sono sottoposti a un sistema di violenze, estorsioni, detenzione inumana, sevizie, stupri e torture. Le testimonianze sulle violazioni dei diritti umani che avvengono quotidianamente in un paese lacerato dalla guerra civile sono univoche e provengono dagli organismi internazionali, dalle agenzie umanitarie e da tutte le fonti di informazione.</p>



<p>Giovedì 16 luglio la Camera dei Deputati, per il quarto anno consecutivo, ha approvato il finanziamento della missione italiana in Libia, che prevede in particolare il sostegno economico alla cosiddetta guardia costiera libica e l’attività di formazione e addestramento dei suoi componenti. Lo consideriamo un atto gravissimo.<br>Per capirci, la guardia costiera libica è quella che non ha raccolto la richiesta di recupero del cadavere dell’uomo fotografato da Sea Bird. Ed è sempre la stessa che, ormai da anni, è parte dell’organizzazione del traffico di esseri umani che passa attraverso la Libia; e ancora, è il corpo militare che non soccorre chi fa naufragio e che riporta i sopravvissuti nei centri di detenzione. Questa è l’attività criminale che l’Italia ha deciso di continuare a finanziare. Su tutto ciò non vogliamo tacere e, ciascuno nel suo campo e con le sue risorse, vogliamo proporre all’opinione pubblica, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, i seguenti obiettivi che corrispondono ad altrettante irrinunciabili urgenze:</p>



<p>&#8211; Non più fondi alla guardia costiera libica: non si deve finanziare un corpo non ufficiale che svolge il lavoro sporco respingendo le persone intercettate in mare e imprigionandole in decine e decine di centri di detenzione.</p>



<p>&#8211; Chiusura ed evacuazione dei centri di detenzione e trasferimento dei migranti fuori dalla Libia: sappiamo a quali orrori sono sottoposte le persone rinchiuse nei centri – governativi e non – in mano a milizie e trafficanti. Queste strutture vanno chiuse.</p>



<p>&#8211; Corridoi umanitari per garantire alle persone in fuga di trovare protezione senza mettere a repentaglio la propria vita: l’Italia, d’intesa con altri Stati europei, deve promuovere una grande operazione umanitaria per il trasferimento e il reinsediamento nei paesi di accoglienza delle persone evacuate: così come avviene da anni, se pure per gruppi ristretti, grazie all’opera di organizzazioni internazionali e realtà private di ispirazione religiosa.</p>



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