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	<title>letteraperta Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Lettera aperta al Consolato generale della Repubblica bolivariana del Venezuela a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 12:19:04 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/bra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="753" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/bra-1024x753.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17512" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/bra-1024x753.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/bra-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/bra-768x565.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/bra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Venezuela attraversa da 25 anni uno dei periodi più difficili e bui della sua storia. Le notizie non sono mai state abbastanza forti per capire in profondità la crisi politica, sociale, economica ed umanitaria che attraversa il paese. Ad ottobre dell&#8217;anno scorso si è aperto uno spiraglio di luce in occasione delle elezioni primarie dell&#8217;opposizione che si sono svolte in Venezuela e in tutto il mondo e dove ha vinto la candidata Maria Corina Machado. Le elezioni presidenziali avrebbero dovute essere, secondo il calendario del Consiglio Nazionale Elettorale venezuelano (CNE) ad ottobre di quest&#8217;anno. Vista la forza che stava prendendo la candidata dell&#8217;opposizione, il governo del presidente Nicolas Maduro arbitrariamente ha anticipato di tre mesi le elezioni, scavalcando tutti le leggi. Ha proibito l&#8217;iscrizione della candidata Machado al CNE, ostacolando tutte le sue azioni in pro della democrazia e sta rallentando il processo di iscrizione al registro elettorale di tutti i venezuelani dentro e fuori dal Venezuela. La lettera seguente è stata scritta dai cittadini venezuelani residenti nel Nord Italia e inviata al Consolato Generale di Venezuela con sede a Milano, con l&#8217;obiettivo di chiedere al Console Generale che faccia partire il processo elettorale nel suddetto Consolato.<br></p>



<p></p>



<p>Console Generale del Venezuela a Milano. Sig. Giancarlo Di Martino.<br>Console Generale Aggiunto. Sig. Christians Eduardo Sánchez Oloyola.</p>



<p><br>Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Milano<br>Corso Europa, 5, 20122<br>Milano MI, Italia</p>



<p><br>Egregio Console Generale<br>Egregio Console Generale Aggiunto,<br>Ci rivolgiamo a voi in qualità di cittadini venezuelani residenti nel centro-nord Italia.<br>Secondo quanto stabilito nel calendario elettorale presidenziale 2024, pubblicato tramite la<br>Gazzetta Elettorale numero 1048 in data 05 marzo 2024, è stato comunicato che lo scorso<br>18 marzo sarebbe iniziato il processo di registrazione e aggiornamento dei dati per i<br>venezuelani residenti all&#8217;estero. Tuttavia, fino ad oggi, tale processo non è stato avviato,<br>privando così migliaia di venezuelani residenti in Italia del diritto fondamentale di voto.<br>Dal 2013, i venezuelani residenti in Italia sono impossibilitati a registrarsi per votare nei<br>processi elettorali in Venezuela, poiché i consolati e l&#8217;ambasciata mantengono chiusa la<br>procedura relativa alla ricezione dei documenti e al loro invio all&#8217;Ufficio Nazionale di<br>Registrazione Elettorale del Consiglio Nazionale Elettorale in Venezuela, violando gli articoli<br>24, 26 e 27 del Regolamento Generale della Legge Organica sui Processi Elettorali.<br>In base a quanto esposto precedentemente, si stanno violando anche i diritti umani e<br>costituzionali di tutti i venezuelani residenti in Italia, e nello specifico: l&#8217;articolo 63 della<br>Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, l&#8217;articolo 25 del Patto<br>Internazionale sui Diritti Civili e Politici, l&#8217;articolo 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti<br>Umani.<br>Il rifiuto di aprire il registro elettorale rappresenta una chiara violazione dei principi<br>democratici e un atto di esclusione politica nei confronti dei cittadini che risiedono al di fuori<br>dei confini del Venezuela.</p>



<p><br>Pertanto:</p>



<p><br>1) Esigiamo che il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a<br>Milano adotti immediatamente misure per agevolare la registrazione e<br>l&#8217;aggiornamento dei dati per i venezuelani residenti nel centro-nord Italia, nelle<br>regioni di sua competenza territoriale, ossia Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia,<br>Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d&#8217;Aosta, Veneto e Toscana.</p>



<p><br>2) Invitiamo a intraprendere tutte le azioni necessarie per garantire l’esercizio dei diritti<br>democratici da parte dei cittadini venezuelani all&#8217;estero. Le vostre posizioni come<br>Console Generale e Console Aggiunto vi obbligano a rispettare la Costituzione della<br>Repubblica Bolivariana del Venezuela al di là delle vostre preferenze personali e<br>politiche; pertanto, facciamo appello all’autorità che rappresentate.</p>



<p>3) Esigiamo il rispetto dei nostri diritti e suggeriamo che sia offerta l&#8217;opportunità a tutti i<br>cittadini venezuelani di partecipare al processo elettorale in modo libero ed equo,<br>indipendentemente dal luogo di residenza.</p>



<p><br>4) Chiediamo che formalmente siano recuperate le giornate perse finora per la<br>registrazione elettorale senza che venga alterato il periodo minimo di 1 mese,<br>stabilito originariamente dalle disposizioni del CNE.</p>



<p><br>5) Chiediamo che sia offerta l&#8217;opportunità a tutti i cittadini di recarsi al consolato durante<br>l&#8217;orario di lavoro del consolato e senza necessità di appuntamento. È impossibile<br>assistere migliaia di venezuelani residenti nel centro-nord Italia tramite appuntamenti,<br>quindi suggeriamo di organizzare il processo tramite code di cittadini e ordine di<br>arrivo.</p>



<p><br>6) Chiediamo la massima e necessaria celerità in tutto il processo senza ulteriori ritardi<br>rispetto a quelli già verificatisi. La contesa elettorale riguarda tutti i venezuelani senza<br>distinzioni politiche, religiose o di qualsiasi altra natura, come ben descritto dalla<br>nostra Costituzione.</p>



<p><br>È la giustizia che ci aspettiamo di ricevere a Milano, Italia, il secondo giorno del mese di<br>aprile dell&#8217;anno 2024.<br>Restiamo in attesa delle Vostre immediate azioni in merito.<br>Firmato:<br>Cittadini venezuelani residenti nel centro-nord Italia.</p>
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		<title>Lettera aperta congiunta sulle preoccupazioni relative all&#8217;aumento globale del discorso d&#8217;odio</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 07:09:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L Firmato da 26 mandati, vedi elenco sotto Siamo allarmati dal recente aumento dei messaggi odiosi e dall&#8217;istigazione alla discriminazione e all&#8217;odio contro i migranti, i gruppi minoritari e vari gruppi etnici, nonché i&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="960" height="640" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/no-hate.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13060" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/no-hate.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/no-hate-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/no-hate-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p></p>



<p><em>Firmato da 26 mandati, vedi elenco sotto</em></p>



<p>Siamo allarmati dal recente aumento dei messaggi odiosi e dall&#8217;istigazione alla discriminazione e all&#8217;odio contro i migranti, i gruppi minoritari e vari gruppi etnici, nonché i difensori dei loro diritti, in numerosi paesi.&nbsp;I discorsi di odio, sia online che offline, hanno esacerbato le tensioni sociali e razziali, incitando attacchi con conseguenze mortali in tutto il mondo.&nbsp;È diventato mainstream nei sistemi politici di tutto il mondo e minaccia i valori democratici, la stabilità sociale e la pace.&nbsp;Le idee alimentate dall&#8217;odio e il patrocinio accentuano il discorso pubblico e indeboliscono il tessuto sociale dei paesi.</p>



<p>Attraverso la legge e i principi internazionali sui diritti umani, gli Stati si sono impegnati a combattere la discriminazione razziale, la violenza razzializzata e la xenofobia.&nbsp;Questi standard internazionali sui diritti umani garantiscono l&#8217;uguaglianza e i diritti di non discriminazione e impongono agli Stati di agire con forza contro i discorsi razzisti e xenofobi e di vietare la difesa dell&#8217;odio nazionale, razziale o religioso che costituisce istigazione alla discriminazione, all&#8217;ostilità o alla violenza.</p>



<p>Siamo seriamente preoccupati che leader, alti funzionari governativi, politici e altre figure di spicco diffondano la paura del pubblico contro i migranti o quelli visti come &#8220;gli altri&#8221;, per il proprio vantaggio politico. La demonizzazione di interi gruppi di persone come pericolosi o inferiori non è nuova nella storia umana; ha portato a tragedie catastrofiche in passato. In tutto il mondo, osserviamo che personaggi pubblici stanno tentando di alimentare le tensioni etniche e la violenza diffondendo discorsi d&#8217;odio contro i vulnerabili. Tale retorica mira a disumanizzare i gruppi di minoranza e altre persone interessate e, nel caso dei migranti, promuove un discorso discriminatorio su chi &#8220;merita&#8221; di far parte di una comunità. </p>



<p>Inoltre,</p>



<p>la retorica dell&#8217;odio deve essere contrastata, poiché ha conseguenze sulla vita reale. Gli studi hanno stabilito una correlazione tra l&#8217;esposizione al discorso d&#8217;odio e il numero di crimini d&#8217;odio commessi. Per frenare gli attacchi xenofobi ai migranti e prevenire l&#8217;incitamento alla discriminazione, all&#8217;odio, all&#8217;ostilità e alla violenza contro altri gruppi emarginati, chiediamo ai funzionari pubblici e ai politici, nonché ai media, di assumersi la loro responsabilità collettiva di promuovere società tolleranti e inclusive. Per raggiungere questo obiettivo, devono astenersi da qualsiasi patrocinio di odio nazionale, razziale o religioso che costituisce istigazione alla discriminazione, all&#8217;ostilità o alla violenza. Dovrebbero anche denunciare rapidamente coloro che incitano all&#8217;odio contro i migranti, le minoranze o altri gruppi vulnerabili.</p>



<p>Non si tratta di una richiesta di ulteriori restrizioni alla libertà di espressione, che è sotto attacco in tutto il mondo;&nbsp;chiediamo esattamente il contrario, la promozione della libera espressione.&nbsp;La libertà di espressione serve come strumento vitale per contrastare i discorsi di odio, eppure quegli stessi personaggi pubblici che schierano la retorica odiosa spesso cercano di limitare i diritti individuali di parlare e rispondere e difendere se stessi e le loro idee.&nbsp;È di fondamentale importanza che gli Stati assicurino che il test in tre parti per le restrizioni alla libertà di espressione &#8211; legalità, proporzionalità e necessità &#8211; si applichi anche ai casi di incitamento all&#8217;odio.&nbsp;Siamo preoccupati per l&#8217;abuso di &#8220;discorsi di odio&#8221; come termine per minare il dissenso legittimo e sollecitare gli Stati ad affrontare i problemi fondamentali affrontati dalla legge sui diritti umani promuovendo nel contempo i diritti alla privacy, alla cultura, alla non discriminazione,&nbsp;protesta pubblica e assemblea pacifica, partecipazione pubblica, libertà di religione e credo e libertà di opinione e di espressione.&nbsp;Li esortiamo a seguire gli standard adottati nel piano d&#8217;azione di Rabat e a partecipare attivamente al processo di Istanbul per contrastare l&#8217;intolleranza che vediamo in tutto il mondo.</p>



<p>Chiediamo agli Stati di raddoppiare gli sforzi per rendere responsabili coloro che hanno incitato o perpetrato la violenza contro i migranti e altri gruppi vulnerabili.&nbsp;Le società di social media e tradizionali dovrebbero esercitare la dovuta diligenza per garantire che non forniscano piattaforme per il discorso dell&#8217;odio e per l&#8217;incitamento all&#8217;odio e alla violenza.&nbsp;Gli Stati dovrebbero lavorare attivamente verso politiche che garantiscano i diritti alla parità, alla non discriminazione e alla libertà di espressione, nonché il diritto a vivere una vita libera dalla violenza attraverso la promozione della tolleranza, della diversità e delle opinioni pluralistiche;&nbsp;questi sono il centro di società pluralistiche e democratiche.&nbsp;Riteniamo che questi sforzi aiuteranno a rendere i paesi più sicuri e promuoveranno le società inclusive e pacifiche in cui tutti vorremmo e meriteremmo di vivere.</p>



<p><strong>Firmato da:</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sui diritti umani dei migranti, Felipe González Morales;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sulla promozione e la tutela del diritto alla libertà di opinione e di espressione, David Kaye;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il Relatore speciale per la libertà di religione o di credo, Ahmed Shaheed;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulle forme contemporanee di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza, sig.ra E. Tendayi Achiume;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale per le questioni relative alle minoranze, Fernand de Varennes;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani, Michel Forst;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente sulla protezione contro la violenza e la discriminazione basata sull&#8217;orientamento sessuale e l&#8217;identità di genere, Victor Madrigal-Borloz;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulla violenza contro le donne, le sue cause e conseguenze, Dubravka Simonovic;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulla tratta di persone, in particolare donne e bambini, Maria Grazia Giammarinaro;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente per la promozione di un ordine internazionale democratico ed equo, Livingstone Sewanyana;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente in materia di diritti umani e solidarietà internazionale, sig. Obiora C. Okafor;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il Relatore speciale per la promozione della verità, della giustizia, della riparazione e delle garanzie di non ripetizione, Fabian Salvioli;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sull&#8217;estrema povertà e diritti umani, Philip Alston;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale per esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sig.ra Agnes Callamard;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale per la promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nella lotta al terrorismo, sig.ra Fionnuala Ní Aoláin;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulle forme contemporanee di schiavitù, comprese le sue cause e conseguenze, la signora Urmila Bhoola;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sui diritti delle persone con disabilità, Catalina Devandas Aguilar;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il gruppo di lavoro sulla discriminazione delle donne e delle ragazze;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il gruppo di lavoro sulla questione dei diritti umani e delle società transnazionali e altre imprese;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il gruppo di lavoro di esperti sulle persone di origine africana;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani in Cambogia, Rhona Smith;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica islamica dell&#8217;Iran, Javaid Rehman;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente sulla situazione dei diritti umani in Mali, sig. Alioune Tine;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani in Myanmar, Yanghee Lee;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato dal 1967, sig. Michael Lynk;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente sulla situazione dei diritti umani in Somalia, sig. Bahame Tom Mukirya Nyanduga</strong></p>



<p>La versione francese della lettera è disponibile&nbsp;<a href="https://www.ohchr.org/Documents/Issues/SRMigrants/OpenLetter_HateSpeech_final_French.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>&nbsp;.</p>
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