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	<title>LGBTQ+ Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>La passione e l&#8217;impegno di Jonathan Mastellari</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 13:26:42 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p><br>Il protagonista di questa intervista è un giovane uomo che ha fatto della sua passione un lavoro.<br>Niente di nuovo, ma nemmeno di così semplice direi. Forse è per questo che nel corso della nostra chiacchierata non smette di ribadire quanto sia importate per lui fare un lavoro che lo appassiona.<br><strong>Impegno </strong>è la parola che mi viene in mente per descriverlo. Sì, perchè, Jonathan, è veramente molto impegnato in ciò che fa. Nel profilo Linkedin si qualifica come Consulente per la Diversity &amp; Inclusion e per il Disability management, Fundraiser, Project manager e facilitatore nel settore sociale, Trainer, Assistente sociale, Comunicatore sociale… ma entriamo ora nel vivo dell&#8217;intervista:</p>



<p>Ci racconti brevemente la tua storia professionale?<br>Ho iniziato diventando responsabile del gruppo universitario di Amnesty International nel 2006.<br>Contemporaneamente, la mia frequentazione del Cassero di Bologna come persona LGBTQ+ mi ha portato ad essere a capo del progetto Liberamente e anche del gruppo Senior e Jump (legato al mondo della disabilità). Poi ho collaborato anche alla nascita dell&#8217;associazione TEA che si occupa di questioni di genere. Cinque anni fa ho deciso di abbandonare il Cassero e di fondare IAM che ha come tema principale l&#8217;intersezionalità in ambito LGBTQ+ (senior, migranti, seconde generazioni, persone con disabilità).</p>



<p>Su Linkedin, una delle cose che mi ha più colpito, è la tua qualifica come operatore sociale, formatore e facilitatore di gruppi per uomini maltrattanti. Vuoi parlarcene?<br>Lavoro per due centri che si occupano di uomini che agiscono violenza in contesto familiare e affettivo. Quest&#8217;anno, in particolare, sono uscite le linee guida su come muoversi per lavorare all&#8217;interno di queste realtà. Le persone accedono al servizio tramite il giudice, il carcere o spontaneamente e, spesso, non hanno avuto percorsi educativi. Si svolgono nei centri sia attività di counseling individuale che di gruppo.</p>



<p>Quali consigli daresti a chi si approccia al mondo dell&#8217;attivismo?<br>Tanta costanza e determinazione. C&#8217;è concorrenza nel sociale, il che porta spesso a scarsa cooperazione. Questa scarsa cooperazione diventa un vero problema dal momento che è necessario fare rete…<br>Non bisogna mai smettere di voler imparare, infatti ho già conseguito tre lauree. La preparazione, per i motivi già esposti, è fondamentale. Ho fatto tanti lavori differenti perchè anche la gavetta è molto importante.</p>



<p>Quali sono i tuoi obiettivi futuri?<br>Sto prendendo una laurea in Antropologia e mi piacerebbe collaborare all&#8217;apertura di una struttura per persone LGBTQ+ Senior.</p>



<p><br>L&#8217;impressione generale al termine della nostra chiacchierata è di una persona molto propositiva. Una propositività contagiosa ma senza autocompiacimento; in persone preparate, non è così scontata.<br>Alla prossima intervista!</p>
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		<title>Daniela Di Carlo: inclusività nel messaggio dei valdesi</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Aug 2023 09:09:36 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="526" height="526" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17112" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 526w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /></a><figcaption> </figcaption></figure>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Questo articolo nasce dal desiderio di proporre un ciclo di interviste agli esponenti di diverse religioni con uno sguardo curioso verso ciò che non si conosce: il mio sguardo, il vostro sguardo.</p>



<p>Inizio così questa scoperta: con l&#8217;intervista a Daniela Di Carlo, pastora della chiesa valdese. Quando la contatto inizia col complimentarsi con me per essermi dichiarato agnostico, ma aperto alla conoscenza&#8230;Entriamo, quindi, subito nel vivo della nostra chiacchierata.</p>



<p><strong>Quali sono i princìpi fondanti della vostra religione?</strong></p>



<p>Una delle cose fondamentali è la Bibbia, da non leggere, però, in maniera letterale. L&#8217;approccio ai testi sacri deve essere critico, considerando che i costumi cambiano. Ad esempio, in Levitico è scritto che la donna non deve avvicinarsi al sacro, ma oggi ciò sarebbe anacronistico.</p>



<p>Il messaggio di accoglienza e amore nel nuovo testamento è ciò che veramente conta. La Chiesa non deve discriminare, ma essere inclusiva.</p>



<p>Il rapporto con Dio, per noi valdesi, è diretto e non ha alcun mediatore.&nbsp;</p>



<p>Ognuno decide per se stesso anche se la fede è rappresentata come qualcosa di plurale. Un esempio di questo sono la lettura collettiva e le decisioni. L&#8217;organo decisionale è il Sinodo (80 laici e 80 pastori), diviso a sua volta in Distretto e Assemblee Locali. Esiste anche un organo di controllo su chi decide chiamato &#8220;Commissione d&#8217;Esame&#8221;.</p>



<p><strong>Ci puoi parlare brevemente della storia della Chiesa Valdese?</strong></p>



<p>Come movimento nasce nel 1070 per  volontà di Valdo, un mercante di Lione che si fece tradurre alcune parti del Vangelo. L&#8217;intenzione era quella di leggere i testi sacri e di contribuire al rinnovamento della Chiesa. </p>



<p>Nel 1184 la predicazione porta alla scomunica e a persecuzioni fino al 1848. L&#8217;inquisizione fa vittime anche tra i valdesi; vengono, per esempio, ricattolicizzati bambini già alfabetizzati.  Nel 1532, i valdesi aderirono alla riforma protestante diventando una Chiesa riformata. Proprio in epoca medioevale, le valli valdesi (Val Pellice, Val Chisone e Val Germanasca) furono un  rifugio per i fedeli perseguitati. Solo nel 1848, la Chiesa vede riconosciuti pieni diritti civili e politici.</p>



<p><strong>L&#8217;8&#215;1000 alla vostra Chiesa non viene destinato al</strong> <strong>culto, perchè questa scelta?</strong></p>



<p>Crediamo alla separazione tra Stato e Chiesa. Lo Stato si deve occupare del Bene comune, per questo destiniamo l&#8217;8&#215;1000 a progetti sociali, quali: la ricerca scientifica oppure progetti di sostegno alle persone con disabilità ed LGBTQ+. </p>



<p><strong>I Valdesi celebrano anche le unioni omosessuali. Come mai questa scelta in controtendenza con altre confessioni?</strong></p>



<p>Alcune persone vengono allontanate dalla Chiesa di appartenenza con frasi tipo “non fai parte dei progetti di Dio”. Dal 1980, ad Agape, centro ecumenico valdese, esistono i campi che si chiamano &#8220;Fede e omosessualità&#8221;. Questi campi sono stati costituiti proprio pensando al messaggio d&#8217;inclusività della nostra Chiesa. Il pastore e il direttore di Agape, Eugenio  Rivoir e Ferruccio Castellano, hanno portato la Chiese protestanti e Cattoliche ad interrogarsi sulle questioni di genere. </p>



<p>Dal 2010 i valdesi benedicono le unioni omosessuali e recentemente c&#8217;è stato il battesimo di un bambino di due papà.</p>



<p>Ringrazio Daniela per la disponibilità e alla prossima intervista!</p>
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		<title>Pride to be free</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2022 08:23:45 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="497" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride-497x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16479" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride-497x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 497w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride-768x1581.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride-746x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 746w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 777w" sizes="(max-width: 497px) 100vw, 497px" /></a></figure>



<p>di Martina Foglia </p>



<p>Finalmente posso dire di aver realizzato un mio sogno: sono una donna di 35 anni disabile motoria e ho partecipato al mio primo Pride. Quello che una volta veniva definito &#8220;Gay Pride&#8221;, ora assume una connotazione più generale. Per anni la manifestazione ha sancito la rivendicazione dei diritti delle persone omosessuali appunto; andando avanti col tempo, la manifestazione ha raccolto le istanze di tutte quelle persone che si sentono emarginate e discriminate dalla società, come ad esempio le persone no binary le persone cisgender le persone bisessuali ed infine le persone queer (proprio in quest&#8217;ultimo termine vengono incluse anche le persone con disabilità), cioè persone diverse dai canoni standard estetici e sociali di una cultura egemone.<br>Ora basta tediarvi con informazioni tecniche&#8230; Entriamo nel vivo! La partenza del corteo era prevista alle ore 14 dalla Stazione Centrale di Milano, con arrivo all&#8217;Arco della Pace in serata, dove ad attendere il corteo, era previsto un concerto con vari artisti della scena musicale contemporanea. I partecipanti hanno potuto ballare e scatenarsi fino a notte fonda. Io, consapevole del caldo che faceva, mi sono attrezzata di tutto punto, con acqua, occhiali da sole, cappello, integratore per ricaricare le energie e, con una fame atavica perenne, anche un po&#8217; di frutta. Dato che in passato avevo visto spesso nei servizi al TG un clima di festa e di divertimento, anch&#8217;io avevo una sorta di agitazione &#8220;friccicarella&#8221; e voglia di scatenarmi come non mai; inoltre, ad attendermi, c&#8217;era il mio migliore amico attivista per la tutela dei diritti delle persone Lgbtq+. Eravamo un bel gruppetto di amici pronti a sfidare il caldo per le strade di Milano.<br>Quello che mi ha colpito di più è stato l&#8217;impatto positivo al limite del commovente con questa folla colorata che cantava e ballava a ritmo di musica, questo senso di libertà e di appartenenza si respirava in ogni angolo della città, non importava più da dove venivi come eri pettinato né tantomeno se andassi in giro con indosso solo un paio di boxer oppure se indossassi vestiti eccentrici. Il Pride è un evento che non ha nessuna regola. L&#8217;unica regola prevista è quella che ognuno deve sentirsi libero di essere ciò che vuole, di agire come vuole, finalmente ognuno può mostrare l&#8217;aspetto di sé che più ha tenuto nascosto fino a quel giorno, può mostrare una parte della propria anima che fino a quel giorno aveva represso per rispettare i cosiddetti canoni della società. Per qualche ora del giorno le regole vengono scardinate.<br>Ecco che non ci si stupisce se si vede un uomo sfilare in gonna o se si assiste ad un bacio saffico o qualcuno vestito con accostamenti di abiti e di colore improbabili: nessuno griderà allo scandalo nessuno verrà mai giudicato, come giusto che sia. Proprio per avallare ancora di più quanto vi ho raccontato, posso dire che anch&#8217;io ho provato un senso di libertà mai vissuto e ho svelato la parte della mia anima un po&#8217; più sexy, per buona parte della manifestazione ho deciso di togliere la maglietta e rimanere in reggiseno cosa che fino ad allora non avevo mai fatto. Questa manifestazione mi ha permesso di svelare la parte più donna che fino a quel momento avevo un po&#8217; nascosto: certo mi è capitato di indossare vestiti scollati che facevano trasparire le mie forme, ma mai di metterle in evidenza in maniera così disinibita e libera.<br>Ma quanto ho ballato!!! Fino a perdere la cognizione del tempo, calcolate che non sono arrivata neanche fino alla fine e non sapete quanto avrei voluto. La LIBERTÀ è il bene più prezioso che abbiamo non dobbiamo mai reprimerla e avere paura di mostrarla. Ovviamente non parlo della Libertà fisica ma di quella mentale, solo se ci sentiamo liberi di esprimerci fino in fondo possiamo gridare con orgoglio &#8220;Io esisto, ci sono anch&#8217;io!&#8221; Pride To Be Free.</p>
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		<title>Il mio Disability Pride</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2022 08:17:57 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p>Quante volte vi è capitato di vedere più di 100 persone muoversi insieme per la città con carrozzine,<br>deambulatori, bastoni e altri ausili?<br>Questo è avvenuto proprio domenica scorsa a Milano. Alle 14 in Piazza Garibaldi, persone con svariati tipi di disabilità e anche sostenitori si sono ritrovati per dare avvio al primo Disability Pride di Milano, Il corteo è partito, proprio da Garibaldi alle 15 circa ed è arrivato fino all&#8217;Arco della Pace.<br>Il sottoscritto era tra i presenti e vi assicuro che viverlo è emozionante, anzi commuovente.<br>Sono rimasto colpito dalla massiccia presenza di persone LGBTQ+ all&#8217;evento. Ad essere sinceri, il giorno precedente c&#8217;era stato il Pride, che è durato fino alle tre di notte, Alcune persone LGBTQ+ hanno addirittura disertato il Pride e sono venuti, invece, al Disability Pride.<br>Che dire: ho veramente sentito un forte senso di fratellanza e di calore. In queste situazioni è più facile avvicinarsi agli sconosciuti, perchè anche loro, sembrano &#8220;di famiglia&#8221;. Scendere in piazza con unità d&#8217;intenti ci rende davvero una grande famiglia.<br>Scrivo questo articolo proprio per ringraziare tutti gli appartenenti a questa grande comunità.<br>Ringrazio prima di tutto Andrey Chalkin di <em>Abbatti le barriere</em>, senza la sua grinta e il suo impegno<br>non sarebbe stato possibile un evento così bello. Grazie davvero &#8220;bro&#8221;. Ringrazio anche Martina, Anna, Walter, Barbara, Riccardo, Andrea, Chiara, Carmelo, Lucia, Alain e ne dimentico un po&#8217;…<br>Grazie a voi perchè con le vostre parole, i vostri sorrisi, le vostre battute, insomma la vostra presenza avete reso il 3 luglio 2022 una giornata indimenticabile per me. Molti sono vecchie amicizie o conoscenze altri invece no. Ho, forse, sbagliato a non chiedere i contatti social a coloro che ho incontrato per la prima volta o forse no. Mi sono goduto le vostre parole e i vostri visi nel presente, senza pensare se in futuro vi rivedrò. Già così mi avete fatto bene al cuore e ispirato con i vostri racconti di vita.<br>Questa volta non ho voluto esprimere l&#8217;importanza di una manifestazione come questo Pride, l&#8217;importanza che può avere la disabilità per le persone con disabilità.<br>Vi ho aperto il cuore per farvi capire quanto possono farci bene come singoli individui le lotte comuni, la “cosiddetta” militanza. A volte non sempre si ottengono i risultati sperati, sembra di lottare invano. Spesso però ci si dimentica quanto umanamente ci portiamo a casa: le storie, i ricordi, le amicizie e molto altro. Forse è questo, più di tutto il resto, che per me vuol dire ATTIVISMO.</p>
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		<title>DIVERCITYNSIEME: mille modi esistere!</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 08:13:17 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/dive.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/dive.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16212" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/dive.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/dive-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani </p>



<p>Cos&#8217;è la diversità? Qualcosa di positivo o qualcosa che fa paura? Entrambe le definizioni potrebbero essere corrette, starete pensando. Questo articolo, in ogni caso, non si propone di voler fornire delle spiegazioni a riguardo. Vuole semplicemente promuovere un evento che ha l&#8217;obiettivo di raccontare storie di persone diverse, anzi uniche. Non pensate a conferenze con esperti del campo o simili&#8230;Provate invece ad immaginare una full immersion nel mondo della cosiddetta &#8220;diversità&#8221;.</p>



<p>Per stimolare la vostra immaginazione ho deciso di anticiparvi, solo in parte, qualcosa dell&#8217;evento dal titolo <strong>“DiverCitynsieme: siamo tuttə diversi, siamo tuttə uguali&#8230;.per una Milano più inclusiva”</strong>.</p>



<p>Siamo riusciti a trovare come location la <strong>Bibilioteca di Chiesa Rossa in Piazza Abbiategrasso</strong>. Questo luogo già ospita annualmente il Festival delle Abilità, meglio di così&#8230; Il <strong>10 aprile</strong> è la data che abbiamo scelto, non potevamo di certo farlo in inverno, e in estate&#8230;beh l&#8217;estate è piena di tanti eventi e non volevamo mettere in difficoltà nessuno, mettiamola così. Come potete vedere sul calendario, sarà di domenica e di pomeriggio (dalle 14 alle 18), così non avete scuse né per il giorno e né per l&#8217;orario. Perchè dovreste venire a questo evento? Perchè si respirerà aria di divertimento, di arte e soprattutto vi sentirete accolti, o almeno questo è il nostro intento.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="526" height="275" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16213" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 526w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/div-300x157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /></a></figure>



<p>Dopo questa lunga premessa, passo a descrivervi, nel concreto, i contenuti dell&#8217;iniziativa.</p>



<p>Nella prima parte, ci saranno i cosiddetti <strong>Libri Parlanti</strong>, ovvero persone che hanno deciso di condividere la loro storia con gli altri perchè c&#8217;è ancora chi crede nell&#8217;incontro e non nello scontro e i “nostri Libri” voglio darci proprio dimostrazione di questo.<strong> Persone Lgbt, con disabilità, caregivers, rom ed ex tossicodipenti </strong>che vogliono ricordarci quanto la vita può essere dura, ma anche bella allo stesso tempo.</p>



<p>Avremo anche ben due momenti musicali. Uno con <strong>l&#8217;Allegromoderato InBand</strong>, composto esclusivamente da persone con disabilità e l&#8217;altro è un progetto portato avanti dal dott. Catania che ha il titolo <strong>“FaberInMente”</strong>. I protagonisti di “FaberInMente” hanno un disagio mentale e raccontano la loro storia, rielaborando brani di Fabrizio De Andrè.</p>



<p>Non solo musica: Martina Foglia e Fabio Ferrara dell&#8217;<strong>Atelier Spazio Vita</strong> ci mostreranno i loro quadri, insieme a quelli di altri artisti che hanno affrontato il tema della diversità attraverso l&#8217;immagine e il colore.</p>



<p>Ultimo, ma non per importanza, lo shooting fotografico dal titolo<strong> “Volti di una società plurale”</strong> a cura di Pietro Arrigoni e un<strong> breve laboratorio di scrittura creativa</strong> con la “nostra” Vice-Presidente Alessandra Montesanto.</p>



<p>I ringraziamenti finali vanno proprio ad Alessandra e a <strong>“Per i diritti umani”</strong> che hanno permesso a questo evento di diventare realtà.</p>



<p>Un evento che, almeno idealmente, è piaciuto molto al <strong>Municipio 5 </strong>e alle associazioni che ci hanno concesso il patrocinio e in alcuni casi, anche supportato quali:<strong> Agedo Como-Lecco, Arcigay Milano e Unar</strong>.</p>



<p>Che dire ora manca la parte più importante, tutti noi, ovvero i presenti! Ci vediamo il 10 aprile!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16214" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>E&#8217; tempo di cinema, è tempo di MIX !</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 08:50:31 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/sitoMiX_header-e1627080641482.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15613" width="612" height="381" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/sitoMiX_header-e1627080641482.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 915w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/sitoMiX_header-e1627080641482-300x187.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/sitoMiX_header-e1627080641482-768x478.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></figure>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Torna con una formula simile a quella dello scorso anno il Festival Mix Milano di Cinema Gaylesbico e Queer Culture.</p>



<p>La 35ima edizione si terrà, come di consueto, presso il Piccolo Teatro di Milano dal 16 al 19 settembre.</p>



<p>Il Festival fondato nel 1986 già all&#8217;esordio ha puntato sulla valorizzazione del cinema indipendente ma anche e soprattutto, sull&#8217;affermazione e la rivendicazione delle tematiche LGBTQ.</p>



<p>La cura e l&#8217;attenzione profuse dagli organizzatori negli anni, hanno portato il Mix ad essere un punto di riferimento nel panorama culturale italiano e non solo.</p>



<p>L&#8217;edizione passata è stata caratterizzata da due iniziative interessanti: una, ha visto introdurre la possibilità di partecipare online attraverso il sito MyMovies e l&#8217;altra è stata la Tessera Sospesa (un po&#8217; come il caffè&#8230;), per aiutare coloro che a causa del Covid-19 hanno avuto difficoltà economiche.</p>



<p>Tra i i titoli più interessanti della manifestazione posso annoverare sicuramente “And Then We Danced”, il racconto di un percorso di formazione e di accettazione in una Georgia patriarcale e conservatrice. La cultura georgiana e la danza fanno da sfondo ad una storia davvero commuovente, soprattutto nel finale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="563" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/DeepClean_Irisprize_Bestbritish_2019_03.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15614" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/DeepClean_Irisprize_Bestbritish_2019_03.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/DeepClean_Irisprize_Bestbritish_2019_03-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/DeepClean_Irisprize_Bestbritish_2019_03-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Il vincitore è stato “Temblores”, questa volta il protagonista, Pablo, un perfetto modello di padre evangelico e praticante si scopre attratto da Francisco. La religiosa famiglia dell&#8217;uomo tenta di “curarlo” con il supporto dell&#8217;intera comunità.</p>



<p>Al Mix c&#8217;è ne per tutti, comunque, anche per coloro che amano veder rappresentata la spensieratezza. Alcuni corti sono di esempio, come “Deep Clean”, il protagonista, in questo caso, si fa penetrare da una scopa elettrica! In conclusione, tra i documentari ho trovato ben realizzato quello sulla storia del quartiere di Porta Venezia, e di come sia diventato un vero e proprio ritrovo per la comunità LGBTQ+ e non solo. Spero di avervi “stuzzicato l&#8217;appetito” almeno un po&#8217;, non vi anticipo nulla della prossima edizione ma ecco direttamente il link:  <a href="https://mixfestival.eu/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://mixfestival.eu/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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