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	<title>liberazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>10 dicembre, Giornata dei Diritti Umani: mobilitazione internazionale per Julian Assange</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2022 10:16:28 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/Julian-e-Stella-rit.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="713" height="591" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/Julian-e-Stella-rit.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16774" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/Julian-e-Stella-rit.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 713w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/Julian-e-Stella-rit-300x249.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 713px) 100vw, 713px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(da pressenza.it)</p>



<p>Il 10 dicembre si avvicina e in tutto il mondo si preparano eventi per chiedere la liberazione di Julian Assange, opporsi alla sua estradizione negli Stati Uniti e denunciare la gravissima violazione dei diritti umani di cui è vittima da anni. Come si ripete dovunque, non c’è in gioco solo la vita di un giornalista perseguitato per aver rivelato terribili crimini di guerra, ma anche la libertà di stampa e il nostro diritto di cittadini di essere informati sull’operato dei governi.</p>



<p>Come nel caso della&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2022/10/maratona-per-julian-assange-migliaia-di-persone-collegate-on-line-decine-di-eventi-e-molto-altro/?utm_source=rss&utm_medium=rss">maratona del 15 ottobre</a>, l’appello alla creatività degli attivisti ha dato luogo a eventi molto diversi tra loro, ma legati da un filo conduttore: la volontà non solo di protestare, ma anche di far sentire calore, gratitudine, vicinanza e solidarietà a un uomo prigioniero da anni in una minuscola cella. E con lui a tutti i prigionieri politici del mondo.</p>



<p>Proprio da questo nasce l’idea di Team Assange&nbsp;<strong>Sydney&nbsp;</strong>di aggiungere all’abituale presidio davanti all’ufficio del Primo Ministro australiano Anthony Albanese un momento per riflettere, meditare, pregare e mandare pensieri positivi di benessere, forza e libertà per Julian. Con lo stesso spirito a&nbsp;<strong>Londra&nbsp;</strong>il presidio di solidarietà davanti alla&nbsp;<strong>Prigione di Belmarsh</strong>&nbsp;si arricchirà con nastri gialli e 40 piccole lanterne di carta per illuminare l’oscurità ed esprimere calore e vicinanza ad Assange. Lanterne che verranno accese anche ad&nbsp;<strong>Amburgo.&nbsp;</strong>Al Parco di Studio e Riflessione di&nbsp;<strong>Attigliano</strong>&nbsp;si terrà una cerimonia di benessere per Assange e per tutti i prigionieri politici del mondo e a&nbsp;<strong>Trieste</strong>&nbsp;una fiaccolata.</p>



<p>A&nbsp;<strong>Manchester&nbsp;</strong>la vena artistica degli attivisti già manifestata il 15 ottobre si tradurrà in un’azione stradale nella centrale Market Street con musica e discorsi. Musica anche a&nbsp;<strong>Ulm</strong>, mentre a&nbsp;<strong>New York&nbsp;</strong>Countdown to Freedom e NYC Free Assange organizzeranno un presidio davanti al Consolato Britannico. A&nbsp;<strong>Tenochtitlan&nbsp;</strong>il presidio della Coalición Vida y Libertad Julian Assange davanti all’ambasciata del Regno Unito proseguirà con una marcia fino all’ambasciata degli USA. Una marcia si terrà anche a&nbsp;<strong>Norimberga</strong>&nbsp;e a&nbsp;<strong>Brisbane&nbsp;</strong>verranno organizzate assemblee.</p>



<p>Una forma di protesta che si ripeterà in molti luoghi è quella del flash mob “Bring your chair”: la vedremo, organizzata in molti casi da Free&nbsp;Assange&nbsp;Wave, a&nbsp;<strong>Barcellona, Girona</strong>,&nbsp;<strong>Mar del Plata, Parigi, Vienna, Colonia, Bruxelles, Namur, Adelaide, Magnetic Island, Viseu, Reggio Emilia&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Perugia</strong>, in alcune città, come&nbsp;<strong>Como</strong>,&nbsp;<strong>Milano e Roma</strong>, nella versione Stand4Truth.</p>



<p>E sempre a&nbsp;<strong>Roma</strong>, davanti all’ambasciata del Regno Unito a Porta Pia, gli attivisti di Free Assange Italia costruiranno una pila di scatole-regalo natalizie, leggendo al microfono le relative etichette, ognuna delle quali menzionerà una&nbsp;rivelazione di WikiLeaks e il corrispondente diritto umano che è stato così tutelato, come ringraziamento ad Assange per aver difeso i nostri diritti. A&nbsp;<strong>Reggio Emilia</strong>&nbsp;il flash mob sarà seguito da un incontro con vari interventi e uno spazio politico-musicale.</p>



<p>La&nbsp;<a href="https://www.24hassange.org/it/iniziative/?utm_source=rss&utm_medium=rss">mappa</a>&nbsp;delle iniziative, in continuo aggiornamento, si può consultare nel sito&nbsp;<a href="https://www.24hassange.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.24hassange.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;ed è aperta fino all’ultimo a nuove segnalazioni scrivendo alla mail&nbsp;<a href="mailto:24hAssange@proton.me">24hAssange@proton.me</a>. Al momento sono previsti eventi in Italia, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Austria, Portogallo, Regno Unito, Messico, Argentina, Stati Uniti e Australia.</p>



<p>Come si era detto il 15 ottobre, le iniziative per Julian Assange continuano e continueranno. Solo la pressione dell’opinione pubblica mondiale potrà ottenere la sua liberazione.</p>
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		<title>Libertà per Alaa Abdel Fattah</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 07:11:25 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>(da anbamed.it)</p>



<p><a href="https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.anbamed.it%2F2022%2F06%2F06%2Fliberta-per-alaa-abdel-fattah%2F&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank"></a><a href="http://twitter.com/intent/tweet?text=Libert%C3%A0%20per%20Alaa%20Abdel%20Fattah&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.anbamed.it%2F2022%2F06%2F06%2Fliberta-per-alaa-abdel-fattah%2F&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank"></a><a href="https://api.whatsapp.com/send?text=Libert%C3%A0%20per%20Alaa%20Abdel%20Fattah%20https%3A%2F%2Fwww.anbamed.it%2F2022%2F06%2F06%2Fliberta-per-alaa-abdel-fattah%2F&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank"></a><a href="https://telegram.me/share/url?url=https%3A%2F%2Fwww.anbamed.it%2F2022%2F06%2F06%2Fliberta-per-alaa-abdel-fattah%2F&amp;text=Libert%C3%A0%20per%20Alaa%20Abdel%20Fattah&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank"></a><a href="https://www.instagram.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank"></a></p>



<p>Dal 28 maggio è in corso in Italia una campagna di solidarietà con Alaa Abdel Fattah, per chiedere la sua liberazione. Uno sciopero della fame solidale a staffetta per 24 ore di ciascun partecipante. Ha iniziato Riccado Noury di Amnesty International e poi vi hanno aderito decine e decine di persone, intellettuali, attivisti per i diritti umani, politici, giornalisti, attori, scrittori. Una catena di solidarietà per sostenere le rivendicazioni di Alaa che sta svolgendo uno sciopero della fame dal 2 aprile. L’iniziativa è coordinata dall’amica giornalista e scrittrice, Paola Caridi curatrice del blog&nbsp;<a href="http://www.invisiblearabs.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.invisiblearabs.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.anbamed.it/wp-content/uploads/2022/06/Free-Alaa-2-1024x367.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-5661"/></figure>



<p>Sono passati 67 giorni dall’inizio dello sciopero di Alaa e le autorità carcerarie e giudiziarie hanno negato l’evidenza, sostenendo falsamente che Alaa non sta svolgendo nessun sciopero. Poi lo hanno spostato dal carcere di massima sicurezza di Tora, al carcere di Natroun dove ha ottenuto un materasso, dei giornali e libri forniti dalla famiglia, una penna e dei quaderni.</p>



<p>Per iniziativa della famiglia (la madre è nata in GB), Alaa ha ottenuto la cittadinanza britannica. Questo passo potrebbe alleviare le sofferenze del carcere duro e disumano al quale è stato costretto per anni. Adesso un avvocato britannico lo può difendere e il consolato può compiere visite in carcere per accertarsi delle sue condizioni.</p>



<p>La vita di Alaa è in pericolo, perché il perdurante sciopero potrebbe causare danni irreversibili per la sua salute. Le uniche notizie finora trapelate sono quelle giunte dalla sua famiglia, in seguito alla visita della madre il 12 maggio. La prossima visita sarà il 12 giugno.</p>



<p>Ecco un articolo uscito su il manifesto:</p>



<p><a href="https://ilmanifesto.it/da-cittadino-britannico-alaa-abdel-fattah-puo-essere-difeso?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://ilmanifesto.it/da-cittadino-britannico-alaa-abdel-fattah-puo-essere-difeso?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.anbamed.it/wp-content/uploads/2022/06/copertina-non-siete-ancorastati-sconfitti-738x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-5662"/></figure>



<p>Il suo libro&nbsp;<strong><em>“Non siete stati ancora sconfitti”,</em></strong>&nbsp;una raccolta di suoi scritti, è stato pubblicato in Italia ed è stato presentato lo scorso ottobre al Salone del Libro di Torino. Ecco la sua presentazione sulle pagine dell’editore, Hopefulmonster – Torino.</p>



<p>Prima traduzione italiana degli scritti del blogger e attivista Alaa Abd el-Fattah, uno dei protagonisti della rivoluzione di piazza Tahrir del 2011. Il libro esce grazie a una rete internazionale di editor e giornalisti, alla famiglia dell’autore, ad Amnesty International che da anni segue il caso dello scrittore tuttora in carcere, ad ARCI e alla collaborazione con la casa editrice Fitzcarraldo di Londra lo pubblica contemporaneamente nella traduzione inglese. Un volume in grado di restituire la drammatica situazione dell’Egitto nelle cui carceri si stimano siano reclusi oltre 60.000 detenuti politici e di coscienza, sottoposti a torture, esecuzioni capitali, ingiusto processo e lunghi periodi di detenzione preventiva, in palese violazione dei diritti umani e civili.</p>



<p><strong>Alaa Abd el-Fattah</strong>, nato nel 1981 al Cairo, è entrato per la prima volta in prigione a 25 anni, nel 2006. Le autorità egiziane lo avevano arrestato durante una manifestazione pacifica al Cairo. Divenuto la figura simbolo della dissidenza egiziana ha trascorso gli ultimi sei anni praticamente sempre dentro una cella, privato anche dei libri e della carta per scrivere. È considerato da Amnesty International un ‘prigioniero di coscienza’, il più noto tra le decine di migliaia di detenuti politici nelle carceri egiziane. Figlio della più importante famiglia egiziana di attivisti e difensori dei diritti umani e civili, Alaa incarna un’intera generazione di giovani egiziani che mettono la propria vita e la propria intelligenza al servizio del diritto alla dignità, individuale e collettiva.</p>



<p>Un libro che raccoglie suoi scritti scelti:</p>



<p><a href="https://www.youtube.com/channel/UCQMa_efjkW4mwNyTL2etaCA?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La presentazione online del libro</a></p>



<p>ALAA ABD EL-FATTAH</p>



<h1>Non siete stati ancora sconfitti</h1>



<p>La stanza del mondo</p>



<p>traduzione di Monica Ruocco<br>pagine: 288<br>formato: 16 x 22,5 cm<br>data di pubblicazione: ottobre 2021<br>confezione: brossura<br>lingua: italiano<br>isbn 9788877572882</p>



<p>€23,00</p>
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		<title>Un 25 aprile per la Liberazione e per la Pace</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2022 15:58:27 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-683x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16308" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-683x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 683w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-768x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-1024x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-1365x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1365w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1707w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>E si torna per le strade e nelle piazze (siamo a Milano), finalmente! tra i colori, i passi, il battito di cuori e di mani. Per celebrare la Liberazione dal Nazifascismo, per ringraziare i partigiani di ieri e di oggi, per dire NO a tutte le guerre e per invocare la Pace e la nonviolenza, che non è buonismo., ma è la ricerca di nuove modalità per risolvere i problemi dettati dai profitti e dalla sete di Potere. Si può fare, non è utopia: con le sanzioni, con le trattative, con il NO agli armamenti. Con l&#8217;Educazione alla Nonviolenza delle nuove generazioni, con il dialogo e la conoscenza reciproca.</p>



<p>Molte le parole, oggi, scritte, parlate, gridate, cantate: dalle parole giuste ai comportamenti giusti. La Storia, la Memoria devono essere tramandate ancora e ancora e ancora per far rimanere fertile il terreno della Giustizia.</p>



<p>Noi continuiamo a crederci e, speriamo, che lo siate anche voi. Solo insieme ce la faremo, andando oltre i pregiudizi e gli stereotipi, abbattendo la violenza anche nel quotidiano, con una mentalità aperta all&#8217;Altro e alle differenze, con la consapevolezza che non importa se si ha di più o di meno, tanto il destino è unico per tutt* e allora è meglio vivere in armonia, con un sorriso e una carezza, piuttosto che imbracciando armi vere o figurate. </p>



<p>&#8220;La verità è una, la giustizia è una. Gli errori e le ingiustizia variano all&#8217;infinito&#8221;. Simone Weil</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16310" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16311" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16312" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16313" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16314" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-683x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-683x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 683w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-768x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-1024x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-1365x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1365w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1707w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16316" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16317" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-683x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16320" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-683x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 683w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-768x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-1024x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-1365x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1365w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1707w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a></figure>



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		<title>Anbamed. Notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 10:38:47 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>A cura di Farid Adly (anbamed.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="800" height="450" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Foto-20211224-Egitto-Sanaa-Seif.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15926" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Foto-20211224-Egitto-Sanaa-Seif.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Foto-20211224-Egitto-Sanaa-Seif-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Foto-20211224-Egitto-Sanaa-Seif-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Siria:</strong> Catturato dai curdi un capo dell’Isis. Migranti: Naufragi al largo delle coste tunisine e greche.</p>



<p><strong><u>Palestina occupata:</u></strong>&nbsp;Sostituzione etnica in Cisgiordania e Golan occupati.<strong>Sudan:</strong>&nbsp;Centinaia di feriti nelle manifestazioni di protesta contro il regime militare.&nbsp;Egitto:&nbsp;Si infittisce di mistero lo scandalo della banda di tombaroli capeggiata da un imprenditore e da un ex parlamentare.</p>



<p><strong><u>Libia:</u></strong>&nbsp;Si riunisce oggi il Parlamento per il piano del dopo naufragio delle elezioni.</p>



<p><strong><u>Yemen:</u></strong>&nbsp;Una guerra senza fine e dimenticata.</p>



<p><strong><u>Somalia:</u></strong>&nbsp;Un predicatore di una moschea di origine somala è stato ucciso nell’Ohio (USA)</p>



<p><strong>Le notizie</strong></p>



<p><strong>Siria</strong></p>



<p>Le unità speciali delle forze democratiche siriane (FDS; curdi), supportate dagli statunitensi, hanno arrestato un capo&nbsp;dell&#8217;ISIS. Si chiama Mohammed AbdelAwwad&nbsp;e noto con il soprannome&nbsp;di Rasheed. Stava architettando un attacco in grande stile contro il carcere di Ghuweran&nbsp;nella provincia&nbsp;siriana nord orientale di Hasakah.</p>



<p>Secondo le confessioni&nbsp;dello stesso, l&#8217;attacco al carcere sarebbe avvenuto con un&#8217;autobomba guidata da un kamikaze, l&#8217;entrata di diversi attentatori&nbsp;suicidi con cinture esplosive e un camion carico di 165 Kalashnikov da distribuire&nbsp;ai prigionieri, per prendere possesso della struttura e compiere altri attacchi contro la guarnigione delle FDS.</p>



<p>Secondo quanto riportato&nbsp;dalla stampa curda siriana e irachena l&#8217;attacco contro il covo dell&#8217;Isis sarebbe avvenuto con un&#8217;operazione inconsueta: sono state usate due autobombe fatte esplodere contro l&#8217;abitazione del capo jihadista.</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>Mobilitazione in Cisgiordania contro le aggressioni dei coloni diventate quotidiane con la protezione dell’esercito di occupazione. A Burqa, a Kusra ed in altre località del distretto di Nablus, i coloni hanno inscenato nel giorno di Natale attacchi ai villaggi e cittadine palestinesi con incendi e lanci di pietre. L’intento è quello di costringere gli abitanti a abbandonare le loro case e fuggire per lasciare posto all’espansionismo coloniale. Una politica sistematica di sostituzione etnica: nel 2021, l’esercito di occupazione ha ordinato la demolizione di 700 unità abitative nel distretto, mentre nelle colonie sono state costruite 3000 case. 145 organizzazioni palestinesi della società civile hanno lanciato un appello all’ONU, per garantire la protezione alla popolazione autoctona da questa politica razzista del governo israeliano.</p>



<p>Il governo Bennett ha approvato un piano per il raddoppio degli insediamenti ebraici nel Golan siriano occupato. I coloni passeranno entro il 2030 dagli attuali 50 mila a 100 mila.</p>



<p><strong>Migranti</strong></p>



<p>La guardia costiera ha riportato in Tunisia 44 migranti che si trovavano al largo delle coste di Ben Gardane, al confine con la Libia. Prevalentemente erano siriani e maliani e provenivano da un porto libico. La Tunisia sta assumendo sempre di più il ruolo di gendarme dei confini sud dell’Unione Europea. Secondo la stampa locale, alcuni migranti hanno informato gli operatori della mezzaluna rossa che il gommone che li trasportava non era in avaria al momento del suo blocco da parte della Marina tunisina. &nbsp;</p>



<p>È andata peggio per i migranti che tentavano di raggiungere le coste delle isole greche: 24 persone sono morte e 92 salvate. La guardia costiera greca ha compiuto negli ultimi 5 giorni ben tre salvataggi di imbarcazioni in avaria. La maggior parte dei migranti sono di nazionalità siriana e egiziana.<strong>Sudan</strong>&nbsp;Grandi manifestazioni sabato in Sudan per la democrazia e contro il potere politico dei militari. La polizia ha sparato lacrimogeni. La protesta respinge l’accordo tra il premier Hamdouk e il generale golpista Burhan, per la condivisione del potere nella fase transitoria fino alle elezioni politiche del 2023. Secondo il sindacato dei medici ci sono stati 178 feriti, tra i quali diversi gravi per i colpi di lacrimogeni lanciati ad altezza d’uomo e 8 colpiti da pallottole vere. Almeno 700 le persone che hanno ricevuto cure per soffocamento provocato dai gas. Per bloccare l’arrivo della folla ai centri di concentramento, la polizia ha chiuso i ponti sul Nilo, interrotto le comunicazioni telefoniche e internet. Il Comitato organizzatore ha denunciato che venerdì, il giorno prima della manifestazione, reparti della polizia avevano fatto irruzione nelle case dei coordinatori ed arrestato molti di loro per far fallire la catena organizzativa della mobilitazione. La crisi sudanese si è acuita in seguito al colpo di Stato del 25 ottobre, ordito dai generali contro la componente civile del governo. La manovra maldestra era arrivata pochi giorni prima della consegna del vertice del consiglio presidenziale ai civili, prevista dagli accordi del 2019 per la metà di novembre. L’isolamento internazionale e le mobilitazioni popolari hanno costretto i generali a fare un passo indietro, ma con l’accordo siglato col premier Hamdouk, hanno mantenuto nelle loro mani un forte potere sulle sorti del paese. &nbsp;&nbsp;<strong>Egitto</strong>Uno scandalo nello scandalo. Il giudice incaricato del processo contro l’imprenditore, Hassan Ratib e l’ex parlamentare, Alaa Hassanin, implicati nella banda dei tombaroli, ha rinunciato all’incarico per “<em>motivi di inopportunità</em>”. I due imputati insieme ad altri 23 sono accusati di aver organizzato una banda di tombaroli alla ricerca di reperti archeologici con vere e proprie missioni di scavi. L’inchiesta è partita lo scorso giugno ed ha riportato alla scoperta di tesori antichi importantissimi, trafugati e pronti per l’espatrio. Nella vicenda sembra implicato l’ex ambasciatore degli Emirati arabi Uniti al Cairo, che è stato richiamato dal suo paese lo scorso novembre. Secondo un ex diplomatico egiziano a Doha, avrebbe permesso l’espatrio dei reperti con la valigia diplomatica. Nell’inchiesta viene citato il nome di un’emira saudita interessata all’affare.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Libia</strong></p>



<p>Oggi si riunisce il Parlamento per decidere un piano per le elezioni. Non è ancora chiaro l’orientamento sul percorso da intraprendere: rinviare per un mese o due oppure addirittura per altri 6 mesi. Nel frattempo non sono chiare le sorti del governo Dbeiba, uno dei protagonisti del rinvio delle elezioni per la sua candidatura alle presidenziali mentre era a capo dell’esecutivo. Il suo governo è accusato di corruzione e di sussidi a pioggia per finanziare la campagna elettorale a spese dello Stato. Lo stesso premier ha annunciato nei giorni scorsi che il suo governo ha speso, in 6 mesi, 19 miliardi di dollari. L’ultimo scandalo riguarda l’importazione di vaccini anti covid. La Commissione di controllo finanziario sulle attività &nbsp;economiche ha denunciato anomalie nell’affidamento del bando e incongruenza con i prezzi internazionali. Il Ministero della Salute stava importando 2 milioni di dosi Sinovax ad un prezzo sette volte superiore a quello del mercato internazionale. La commessa è stata bloccata, ma è una goccia in un mare di corruzione dilagante.</p>



<p><strong>Yemen</strong></p>



<p>Il comando delle forze saudite in Yemen ha informato di aver colpito ieri e sabato la capitale Sanaa, per mettere fuori uso un campo di addestramento al lancio di droni. Gli Houthi invece sostengono che ad essere colpite sono state costruzioni civili. Nessuna delle due parti parla delle vittime. I militari sauditi e i ribelli Houthi continuano a minacciarsi a vicenda di allargare le operazioni belliche.</p>



<p><strong>Somalia</strong></p>



<p>L’associazione islamica USA CAIR ha annunciato un premio di 10 mila dollari a chi fornisse informazioni sugli assassini del predicatore somalo, Imam Mohamed Hassan Adam, trovato morto dopo tre giorni di sparizione. Il predicatore era a capo di una moschea di Columbus (Ohio), affiliata alla CAIR. Sabato è stato trovato in un&#8217;auto, ucciso con colpi di pistola. Chi lo ha assassinato? Al-Arabiyah sostiene che gli assassini si troverebbero nella stessa comunità islamica della moschea e dell&#8217;associazione CAIR che la gestisce. Il motivo? La collaborazione di Adam con un&#8217;inchiesta dell&#8217;FBI sui legami tra Cair e movimenti jihadisti.</p>



<p><strong>Approfondimento</strong></p>



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<p>GERUSALEMME. Sgomberi<br>più vicini, Sheikh Jarrah ritorna campo di battaglia</p>



<p>di&nbsp;<strong><em>Michele Giorgio</em></strong>&nbsp;</p>



<p><a href="https://pagineesteri.it/2021/12/18/primo-piano/gerusalemme-sgomberi-piu-vicini-sheikh-jarrah-ritorna-campo-di-battaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://pagineesteri.it/2021/12/18/primo-piano/gerusalemme-sgomberi-piu-vicini-sheikh-jarrah-ritorna-campo-di-battaglia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><em>Pagine Esteri, 18 dicembre 2021</em>&nbsp;–</p>



<p>Gli scontri a&nbsp;<strong>Sheikh Jarrah</strong>&nbsp;sono cominciati poco dopo la preghiera islamica del venerdì, davanti alla casa della&nbsp;<strong>famiglia palestinese Salem</strong>: 11 persone di tutte le età che il&nbsp;<strong>29 dicembre rischiano concretamente di rimanere senza un tetto</strong>&nbsp;sulla testa e di vedere la loro abitazione occupata dai coloni israeliani. Ieri per diversi minuti il quartiere palestinese è rimasto avvolto nel fumo delle granate stordenti lanciate in abbondanza dai poliziotti che, a colpi di manganello, hanno arrestato alcuni giovani palestinesi e ferito diversi altri – tra i quali un fotografo,&nbsp;<strong>Mahmoud Aliyan</strong>&nbsp;– riportando una calma precaria nella zona da mesi luogo delle proteste di palestinesi e di attivisti israeliani. I media locali riferivano in serata che sono rimasti leggermente feriti anche due agenti.</p>



<p>A novembre le famiglie a rischio avevano respinto un compromesso proposto dalla Corte suprema israeliana che avrebbe permesso loro di rimanere nelle case per altri 15 anni riconoscendo però ai coloni la proprietà delle abitazioni. Un punto che i palestinesi ritengono inaccettabile. I<strong>&nbsp;Salem, perciò, potrebbero diventare la prima delle sette famiglie a rischio immediato di espulsione dalle case di Sheikh Jarrah – dove vivono dal 1956 –</strong>&nbsp;sulla base di una sentenza di una corte israeliana che ha riconosciuto il diritto dei coloni di reclamare terreni appartenuti ad ebrei prima del 1948. Diritto che la legge israeliana invece nega ai palestinesi nel caso delle proprietà arabe a Gerusalemme confiscate dopo la fondazione dello Stato ebraico. La casa dei Salem è già stata recintata e i coloni si preparano ad occuparla.</p>



<p><strong>Il vicesindaco di Gerusalemme, Arye King</strong>, di recente è andato a Sheikh Jarrah assieme al colono che occuperà l’abitazione. «Stiamo facendo dei progressi incredibili ogni giorno. Qui costruiremo un parcheggio, avremo delle case, presto tutta l’area diventerà ebraica», ha detto ai giornalisti presenti. La tensione nel quartiere sta tornando alta come la scorsa primavera quando la minaccia di sgombero con la forza delle famiglie palestinesi&nbsp;<strong>innescò un nuovo scontro militare tra Israele e Hamas a Gaza.</strong>&nbsp;Lunedì, inoltre, i giudici dovrebbero incriminare la 14enne palestinese che una decina di giorni fa ha ferito una israeliana nei pressi di Sheikh Jarrah.&nbsp;<strong>La ragazzina fa parte della famiglia Hammad, una di quelle minacciate di espulsione,</strong>&nbsp;e nega qualsiasi coinvolgimento nell’accaduto.</p>



<p>Ieri centinaia di israeliani hanno preso parte ai funerali di&nbsp;<strong>Yehuda Dimentman, il colono dell’avampostoebraico di Homesh, in Cisgiordania, ucciso giovedì da spari esplosi da un’auto palestinese</strong>. Durante i funerali si sono uditi appelli alla «vendetta» di Dimentman che è stato inumato a Gerusalemme. Ma la vendetta è già scattata. Giovedì sera e ieri mattina, centinaia di coloni si sono riuniti sulle strade della Cisgiordania per lanciare sassi contro le automobili palestinesi. Hanno anche aggredito i contadini nei villaggi di&nbsp;<strong>Karyut e Burqa</strong>&nbsp;(Nablus). Di recente si è parlato parecchio della violenza dei coloni a danno dei civili palestinesi, aumentata del 150% in due anni, e della tensione che genera in Cisgiordania.&nbsp;<strong>Violenza che il premier israeliano Bennett considera «insignificante»</strong>&nbsp;mentre, sostiene, i coloni sarebbero le vere vittime, perché presi di mira dal «terrorismo palestinese».</p>



<p>Si avverte una forte tensione e l’esercito israeliano ha fatto affluire rinforzi in Cisgiordania. Ha quindi sequestrato le telecamere di sorveglianza nell’area vicino a quella dell’agguato e ha compiuto numerosi arresti e perquisizioni nelle case palestinesi. Si ritiene che l’attacco sia opera di militanti di Hamas, perché il movimento islamico ha subito applaudito all’azione armata.</p>
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		<title>Campagna per Ali Osman Köse, il prigioniero politico malato in Turchia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 07:23:26 +0000</pubDate>
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<p>IL CANCRO DI ALI OSMAN KÖSE PROGREDISCE! LIBERTÀ PER I PRIGIONIERI MALATI!</p>



<p>la Oggi pubblichiamo la richiesta per la sua libertà, a cura del Comitato solidale Grup Yorum, e questa volta diretta principalmente all&#8217;Istituto di Medicina Legale in Turchia, che potrebbe avere un ruolo chiave per la sua liberazione preparando un rapporto veritiero sulla sua incapacità di stare in prigione a causa delle gravi condizioni di salute in cui versa.</p>



<p>Il prigioniero politico in Turchia, Ali Osman Köse è stato operato all&#8217;ospedale universitario Trakya il 31 maggio e gli è stato asportato tutto il rene sinistro a causa del cancro. Secondo gli esami patologici eseguiti dopo questo intervento, è stato rivelato che aveva un cancro al 2° o 3° stadio.</p>



<p>Anche se Ali Osman Köse ha varie malattie, la Corte costituzionale, che ha respinto la sua richiesta di rilascio con la motivazione che &#8220;non c&#8217;è pericolo di vita&#8221; e che &#8220;i servizi sanitari sono garantiti&#8221;, sta chiaramente commettendo un crimine.</p>



<p>Quindi ci chiediamo:</p>



<ul><li>Mentre il cancro progredisce al 2° o addirittura al 3° stadio, l&#8217;Istituto di medicina legale fornisce l&#8217;accesso ai servizi sanitari, non vedendo il cancro che si è esteso a tutto il rene sinistro e riferendogli che può &#8220;stare da solo in cella&#8221;?</li><li>L&#8217;ospedale universitario Edirne Trakya fornisce l&#8217;accesso ai servizi sanitari, dicendo ad Ali Osman Köse che ha bisogno di un&#8217;operazione urgente e dando l&#8217;intervento 2 mesi dopo perché l&#8217;ospedale è pieno?</li></ul>
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		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2020 09:23:41 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="556" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Patrick-Zaky-e1607256078695-1024x556.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14877" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Patrick-Zaky-e1607256078695-1024x556.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Patrick-Zaky-e1607256078695-300x163.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Patrick-Zaky-e1607256078695-768x417.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Patrick-Zaky-e1607256078695.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1439w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A cura di Farid Adly</p>



<p></p>



<p>Agli iscritti canale Telegram: per ricevere il testo integrale&nbsp;<a href="mailto:anbamed@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anbamed@gmail.com</a></p>



<p></p>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Egitto:</strong>&nbsp;attesa per la sentenza sulla custodia cautelare nel processo contro Zaky</p>



<p><strong>Algeria:</strong>&nbsp;condannata a 6 mesi di carcere l&#8217;attivista Akkadi</p>



<p><strong>Kuwait:</strong>&nbsp;successo dell&#8217;opposizione nelle elezioni, ma in aula non entra nessuna donna.</p>



<p><strong>Paesi del Golfo:</strong>&nbsp;un vertice a Manama per l&#8217;accordo tra Qatar e Riad metterà fine alle rivalità</p>



<p><strong>Libia:</strong>&nbsp;di nuovo tamburi di guerra, ma le trattative politiche continuano</p>



<p>Le notizie</p>



<p>Egitto:</p>



<p>La speranza è l&#8217;ultima a morire. Si conoscerà oggi il verdetto della seduta al Tribunale del Cairo sul caso Patrick Zaky. Lo studente dell&#8217;Università di Bologna è in carcere da 306 giorni per un post sui social ritenuto dalla Mukhabarat, la polizia segreta, “destabilizzante per la sicurezza dello Stato”. Nell&#8217;udienza di ieri, Zaky si è difeso sostenendo che le accuse sono infondate e si è lamentato di aver subito 10 mesi di prigione nel carcere di massima sicurezza di Tora. La sua avvocata ha raccontato che Zaky per tutto il periodo di detenzione ha dormito per terra senza materasso.</p>



<p>In un altro procedimento, il giudice delle indagini preliminari ha assolto 20 Ong, tra le quali 3 statunitensi e una tedesca, dall&#8217;accusa di aver ricevuto finanziamenti esteri in modo illecito ed ha sentenziato il non luogo a procedere. La causa risale al 2011 e diversi responsabili di queste Ong hanno subito detenzioni, sequestro di conti bancari e divieto di viaggiare;&nbsp;le Ong hanno visto chiuse le loro sedi.</p>



<p>Non è chiaro se vi sia un collegamento tra queste decisioni e la visita di Stato di Al-Sissi a Parigi, con l&#8217;incontro di oggi con Macron.</p>



<p>Algeria:</p>



<p>Il tribunale di Tlemcen, nel nord-ovest, ha condannato in secondo grado la studentessa e attivista del Hirak, Nour-Huda Akkadi, a sei mesi di carcere. Akkadi era stata arrestata un anno fa per assembramento non autorizzato. Viene così confermato il giudizio di primo grado. La clava giudiziaria, per inibire le mobilitazioni politiche pacifiche, si è acuita dopo l&#8217;emergenza sanitaria, periodo che ha visto divieti assoluti a manifestare. Nelle carceri algerine giacioni 90 attivisti condannati o in attesa di giudizio.</p>



<p>Kuwait:</p>



<p>Risultati sorprendenti per le elezioni politiche. 31 deputati sul totale di 50 entrano per la prima volta in aula e 24 degli eletti è dell&#8217;opposizione all&#8217;attuale governo. Nessuna donna è stata eletta. L&#8217;emiro ha già approvato i risultati e ha rimosso il governo e nominerà, dopo l&#8217;insediamento del Parlamento e le consultazioni, un nuovo primo ministro. Queste elezioni sono state condizionate dall&#8217;emergenza sanitaria che ha avuto ripercussioni economiche con il calo delle entrate petrolifere. Il governo precedente ha scaricato il peso della crisi sui lavoratori stranieri, che sono la maggioranza dei residenti, cancellando i permessi di soggiorno agli ultra 65enni con conseguente espulsione.</p>



<p>Paesi del Golfo:</p>



<p>l&#8217;iniziativa del Kuwait, sostenuta dall&#8217;amministrazione Trump, è riuscita ad avviare un processo di riavvicinamento tra Riad e Doha. Entro la fine del mese si terrà a Manama, in Bahrain, un vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo, per mettere fine all&#8217;embargo nei confronti del Qatar. L&#8217;argomento convincente che ha smosso la corona saudita dalle sue posizioni di chiusura nei confronti del Qatar, accusato di sostenere il terrorismo, è stato la necessità di concentrare tutti gli sforzi per colpire l&#8217;Iran.</p>



<p>Libia:</p>



<p>Un passo avanti e due indietro. Mentre si sprecano le riunioni ed i Forum, si registrano due gravi avvenimenti militari: lo scontro tra militari dell&#8217;LNA (esercito di Haftar) e del GNA (governo di Tripoli) per il controllo dei pozzi petroliferi della regione meridionale e il pattugliamento di navi da guerra turche delle coste di Sirte. Nella città di Ubari, nell&#8217;estremo sud desertico al confine con Algeria e Niger, le truppe dell&#8217;LNA hanno assediato una missione militare mandata dal governo di Tripoli. Il portavoce dell&#8217;esercito denuncia ammassamenti di truppe con mercenari a ovest di Sirte.</p>



<p>Oggi si doveva riunire il Parlamento a Ghdames, una città turistica al confine con Tunisia e Algeria, ma non è stato raggiunto il quorum. Nello stesso giorno, il presidente della Camera, Aqila, ha convocato la stessa riunione a Bengasi, sede naturale del Parlamento. Se le febbrili riunioni coordinate dalla missione ONU non porteranno ad un accordo, il paese si troverà con due governi, ben tre Parlamenti e una ripresa del conflitto.</p>
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		<title>Appello urgente per Hajooj Kuka</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2020 07:24:45 +0000</pubDate>
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<p>Hajooj kuka è stato battuto in prigione oggi e i suoi rastati sono stati parzialmente rasati. Lo stanno spostando in un carcere di massima sicurezza. Questa è una situazione urgente. Se vuoi aiutare Hajooj Kuka e i quattro artisti, scrivi subito alle ambasciate sudanesi del tuo paese. Di seguito c&#8217;è una lista di qualche indirizzo e-mail dell&#8217;ambasciata e una lettera da usare. Se hai qualche legame con il ministero degli Esteri nel tuo paese o persone di alto profilo che possono esercitare pressione sul governo sudanese, inviami un messaggio.<a href="https://www.facebook.com/hashtag/releasetheartistssudan?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZUHXND-Ng_leR0eyw5p9WXB0tMz1olCei-yKiJAn_WK3KttnIQF6BHeetBRBW8rg_C66L7oZ-jWSqwE3bRMnijPBMY3w-4SeHo0C4BbNv8GLrvDPV5Mz90BqlskuhUK8iE&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss">#ReleaseTheArtistsSudan</a> </p>



<p>consular@sudanembassy.org FRANCIA:soudan75@orange.fr</p>



<p></p>



<p>PAESI:</p>



<p>adm.sudanembassy@gmail.comCanada:sudanembassy-canada@rogers.com(email inviata, nessun rimbalzo)ITALIA:info@sudanembassy.it(email inviata, nessun rimbalzo)SUD AFRICA:info@sudani.co.za(email inviata, nessun rimbalzo)GERMANIA:consul@sudan-embassy.deMessaggio da condividere con il governo del Sudan pertinente. </p>



<p>Sto scrivendo per chiedere l&#8217;uscita dei cinque artisti recentemente detenuti e condannati per infastidimento pubblico in Sudan. Hajooj Mohamed Haj Omar Duaa Tarig Mohamed Ahmed, Abdel Rahman Mohamed Hamdan, Ayman Khalaf Allah Mohamed Ahmed e Ahmed Elsadig Ahmed Hammad rappresentano il futuro di un Sudan libero e non dovrebbero essere perseguitati per essere artisti.Il processo degli artisti è stato gestito in maniera di parte e politicizzata. Anche se le accuse erano tutte legate all&#8217;affermazione secondo cui gli artisti cantavano nelle celle carcerarie dove si sono tenute, il procedimento ha dato piattaforma ai cittadini conservatori per besmirch e attaccare gli artisti per presunte discrezioni estranee al caso. Era un messaggio chiaro all&#8217;attuale governo che il vecchio regime islamico controlla ancora la magistratura e le forze dell&#8217;ordine. Il ritorno ai meccanismi di giustizia arbitraria in cui viene utilizzato il quadro giuridico per controllare la libertà di associazione e di espressione è un promemoria rilassante su ciò che c&#8217;è in gioco nella transizione del Sudan.Sono preoccupato per il benessere immediato degli artisti dopo che sono stati condannati a due mesi di carcere, soprattutto per Duaa Tarig precedentemente aggredita in custodia della polizia ed è stata individuata in base al suo genere.Questi artisti hanno trascorso gli ultimi due anni a creare arte per sostenere la ricerca di libertà e democrazia del Sudan. Hanno creato centinaia di murales e film al servizio pubblico, hanno sostenuto l&#8217;ufficio del Primo Ministro e la televisione nazionale Sudan, e hanno condotto centinaia di workshop di fidanzamento cittadino in tutto il Sudan attraverso il loro lavoro presso la rete Civic Lab. Gli artisti sono all&#8217;avanguardia del cambiamento positivo in Sudan e hanno suonato critico nella rivoluzione del Sudan. Quando non sono protetti, nessuno è protetto.Queste azioni di un apparecchio di sicurezza corrotto costituiscono una precedenza da affrontare immediatamente. Oltre a liberare i cinque artisti e la caduta dei sei artisti che affrontano il processo, esorto il governo guidato dai civili a indagare sui giudici e sulla polizia coinvolti in questo caso, e una rapida riforma delle leggi dell&#8217;era Bashir che criminalizzano ingiustamente i civili &#8230; Mi è venuto anche a sapere che Hajooj Mohamed Haj Omar è attualmente stato battuto in carcere e parzialmente rasato, chiedo che questo venga fermato.</p>
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		<title>Lettera/appello per Nûdem Durak</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 08:17:42 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="363" height="512" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14195" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 363w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa-213x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 213w" sizes="(max-width: 363px) 100vw, 363px" /></figure></div>



<p>Carissimi,</p>



<p>vi scriviamo per parlarvi di Nûdem Durak, una cantante curda nata in Turchia. Nel 2015 Nûdem è stata arrestata e successivamente condannata dalla giustizia turca a 19 anni di reclusione per aver insegnato a dei bambini canti popolari curdi. L’accusa è stata aver favorito la “propaganda curda”. Attualmente è detenuta nel carcere di Bayburt.</p>



<p>Se nulla cambierà lei rimarrà in prigione fino al 2034, e questo solo per aver cantato nella sua lingua. Con alcune persone stiamo cercando di supportare la sua causa. Ci sono anche due pagine Facebook al riguardo:&nbsp;</p>



<p>1) <a href="https://www.facebook.com/songfordurak/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/songfordurak/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>2) <a href="https://www.facebook.com/nudemdurak/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/nudemdurak/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Le scriviamo in carcere, ma non sempre le lettere le vengono recapitate, soprattutto negli ultimi tempi, perché il regime carcerario è stato inasprito. La situazione è ulteriormente peggiorata, come potete immaginare, a causa dell’emergenza covid-19.</p>



<p>Ci rivolgiamo a voi per chiedervi se ritenete possibile attivare iniziative per far conoscere la storia di Nûdem.&nbsp;</p>



<p>Molti politici, soprattutto francesi, si sono già mobilitati per lei. Inoltre pochi giorni fa il <strong>Gruppo di amicizia curda del Parlamento dell’UE</strong> ha inviato <strong>all’Alto Commissario per gli Affari esteri e la politica di sicurezza UE</strong>, Borrell, una lettera aperta nella quale lo si invita a una presa di posizione netta nei confronti della Turchia, proprio in riferimento al caso &#8211; esplicitamente citato &#8211; di Nûdem Durak (e in generale di tutti i prigionieri politici nelle carceri turche). È un inizio, ma non basta. Noam Chomsky, Demba Moussa Dembélé, Pinar Selek, Zehra Doğan, Elsa Dorlin, Peter Gabriel e moltissimi altri si sono espressi con vigore a favore della sua causa (come è possibile leggere nella pagina&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/nudemdurak/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/nudemdurak/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).&nbsp;</p>



<p>Sappiamo della visita del Commissario per i diritti umani del Consiglio d&#8217;Europa&nbsp;Dunja Mijatović in Turchia nel luglio del 2019 (durante la quale ha avuto modo di incontrare, tra gli altri, anche Ahmet Altan), e della denuncia dei comportamenti arbitrari della giustizia in quel paese, ma sembra che il vigoroso appello per ristabilire lo stato di diritto sia per ora caduto nel vuoto. Tutto questo è preoccupante.</p>



<p>Abbiamo letto con attenzione la sentenza annunciata presso il Parlamento europeo il 24 maggio 2018 conseguente alla Sessione del <strong>Tribunale Permanente dei Popoli</strong> sulla Turchia e il popolo curdo tenutasi a Parigi il 15 e il 16 marzo 2018. Le parole sono chiare, la ricostruzione dei fatti convincente, la descrizione dei crimini commessi dalla Turchia esplicita, l’individuazione delle responsabilità puntuale e rigorosa. È una sentenza importante: dice risolutamente la verità. Eppure la Turchia ha continuato: gli eventi dell’ottobre 2019 sono solo uno tra i tanti esempi.&nbsp;</p>



<p>Sappiamo inoltre di un impegno (anche economico – più di 10.000.000 di euro, di cui solo una parte direttamente stanziata dal CoE) da parte del Consiglio d’Europa (sezione: <strong>Directorate General – Human Rights and Rule of Law</strong>, settore: <strong>Human Rights National Implementation</strong>) per favorire una più completa attuazione dei diritti umani in Turchia. Anche questi sono passi significativi verso un adeguamento della Turchia agli “standards riguardanti il rispetto dei diritti umani in Europa”, quell’Europa della quale vorrebbe far parte a pieno titolo; ma come voi ben sapete, le carceri turche hanno inghiottito giornalisti, artisti, politici dissenzienti, in spregio alle più fondamentali libertà di cui ogni essere umano dovrebbe godere.&nbsp;</p>



<p>Confessiamo che di fronte a tutto questo è difficile sottrarsi alla sensazione che la Turchia tenga in ostaggio l’Europa: ostaggio della sua “forza geografica”. Molti infatti sostengono che la forza della Turchia sia proprio la sua geografia, in virtù della quale può minacciare l’Europa di aprire le proprie frontiere per far riversare nel vecchio continente l’oceano di esseri umani che, negli sterminati campi profughi turchi (“finanziati” proprio dall’Europa), aspettano in bilico la possibilità di un’esistenza migliore. Ci chiediamo e vi chiediamo: c’è da abbandonare la speranza se queste sono le condizioni?&nbsp;</p>



<p>Dobbiamo “realisticamente” rassegnarci?&nbsp;</p>



<p>Infine: purtroppo abbiamo l’impressione che gli organi d’informazione in Italia (soprattutto quelli ad “ampia diffusione”) non seguano con l’attenzione che meriterebbero le dolorose vicende riguardanti la situazione dei curdi in Turchia, né quelle relative a intellettuali, artisti e musicisti che, come Nûdem, sono stati zittiti, alcuni dei quali spegnendosi dopo un coraggioso e tragico sciopero della fame: forse voi potreste fare qualcosa in tal senso.&nbsp;</p>



<p>Vi ringraziamo per l’attenzione prestata a questo messaggio.</p>



<p>Vi salutiamo cordialmente.</p>



<p>Associazione Per i Diritti umani e Pasquale Annese</p>
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		<title>Silvia Romano è stata liberata</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2020 15:47:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da ilpost.it) Lo ha annunciato poco fa Giuseppe Conte, senza ulteriori dettagli: la cooperante italiana era stata rapita nel 2018 in Kenya Silvia Romano, la cooperante italiana rapita nel 2018 nel sud del Kenya,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>(da ilpost.it)</p>



<h2>Lo ha annunciato poco fa Giuseppe Conte, senza ulteriori dettagli: la cooperante italiana era stata rapita nel 2018 in Kenya</h2>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2020/05/silvia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p>Silvia Romano, la cooperante italiana rapita nel 2018 nel sud del Kenya, è stata liberata dalla prigionia. Lo ha annunciato con un tweet il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, senza fornire ulteriori dettagli. Quello di Romano&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/2019/08/04/italiani-rapiti-nel-mondo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">era uno dei casi più noti e recenti</a>&nbsp;di cittadini italiani rapiti all’estero. Di lei si avevano avute soltanto scarse e incerte notizie fin dai primi giorni del rapimento. Ancora un anno fa, Conte&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/2019/03/22/silvia-romano-rapimento-giuseppe-conte/?utm_source=rss&utm_medium=rss">aveva ammesso</a>&nbsp;di non essere «ancora venuto a capo» del suo rapimento.<a href="https://twitter.com/GiuseppeConteIT?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><a href="https://twitter.com/GiuseppeConteIT?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Giuseppe Conte</strong><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/2714.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="✔" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong>@GiuseppeConteIT</a><a href="https://twitter.com/GiuseppeConteIT/status/1259140447353667585?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></p>



<p>Silvia Romano è stata liberata! Ringrazio le donne e gli uomini dei servizi di intelligence esterna. Silvia, ti aspettiamo in Italia!<a href="https://twitter.com/intent/like?tweet_id=1259140447353667585&utm_source=rss&utm_medium=rss">10.100</a><a href="https://twitter.com/GiuseppeConteIT/status/1259140447353667585?utm_source=rss&utm_medium=rss"><time datetime="2020-05-09T15:17:31+0000">17:17 &#8211; 9 mag 2020</time></a><a href="https://support.twitter.com/articles/20175256?utm_source=rss&utm_medium=rss">Informazioni e privacy per gli annunci di Twitter</a><a href="https://twitter.com/GiuseppeConteIT/status/1259140447353667585?utm_source=rss&utm_medium=rss">4.120 utenti ne stanno parlando</a></p>



<p>Romano è una volontaria di origini milanesi che al momento del rapimento aveva 23 anni. Era&nbsp;stata rapita il 19 novembre 2018 nel villaggio di Chakama, nel sud del Kenya, dove si trovava per conto di una onlus italiana. Da allora le autorità italiane (Carabinieri e Guardia di Finanza) hanno collaborato con quelle keniane,&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/2019/03/27/scontro-italia-kenya-indagini-rapimento-silvia-romano/?utm_source=rss&utm_medium=rss">tra molte difficoltà</a>, per ricostruire la dinamica del rapimento, probabilmente compiuto da un gruppo di criminali comuni. Si sospetta che nel dicembre del 2018 Romano fosse stata ceduta a un’altra banda di rapinatori, ma i dettagli dei suoi spostamenti erano stati molti scarsi. Qualche mese fa i giornali italiani avevano riportato che secondo fonti kenyane Romano era ancora in vita ma tenuta prigioniera da un gruppo islamista.</p>
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		<title>25 Aprile: giorno della Libertà, giorno della Memoria</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 07:36:08 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="500" height="375" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/iscrivitipertini.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13919" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/iscrivitipertini.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/iscrivitipertini-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p>di Alessandra Montesanto </p>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>ha intervistato Giovanni Marilli, della sezione 3 dell&#8217;A.N.P.I. XXV Aprile che ringrazia e ringrazia anche Luisa Pesavento per il contatto. <br><br><br><br>Perchè è importante celebrare la ricorrenza del 25 Aprile, ancora e ancora? <br><br><strong><em>Il 25 Aprile, il giorno della Liberazione, per noi è soprattutto il giorno della memoria. Il giorno       segnato sul calendario nel quale sublimiamo la conoscenza di ciò che è avvenuto in questo Paese, ossia la capacità di un popolo intero di  riprendere in mano il proprio destino dopo venti anni di  regime fascista, venti anni di soppressione delle libertà, di eliminazione fisica degli oppositori e   dei &#8220;diversi&#8221;. Vent&#8217;anni di svuotamento di ogni forma di partecipazione democratica, di                  annichilimento della coscienza civile. Vent&#8217;anni di violenza elevata a rango di strumento di            contesa politica, vent&#8217;anni di razzismo, di guerre, di miseria, Il 25 Aprile è lo spartiacque ideale    tra il torpore di una massa ridotta a suddito e il risveglio di un popolo che prende consapevolezza dei propri diritti e delle proprie speranze, di un popolo che si autodetermina nella Resistenza         prima e nella Costituzione Repubblicana poi. Per questo è importante ricordare il 25 Aprile. Serve a tornare per un attimo su quello spartiacque, su quel crinale, e vedere cosa c&#8217;era prima e cosa c&#8217;è stato dopo.</em></strong><br><br>I giovani di oggi sono, a suo parere, abbastanza consapevoli delle vicende storiche e di alcune storie           individuali che hanno segnato il mondo negli anni precedenti e successivi la Seconda Guerra Mondiale?<br> <br><strong><em>Noi andiamo nelle scuole, il luogo privilegiato per parlare con i più giovani, in modo, con loro, da tenere viva la memoria. Tanto per dare qualche numero nel 2018 abbiamo avuto circa 39000           contatti con le scuole. Proviamo a raccontare loro che una conquista non è per sempre, che quello che i nostri padri e nonni, le nostre madre e nonne hanno conquistato, quello che i e le Costituenti hanno costruito è un dono prezioso;  che questo dono ci è stato lasciato in custodia e occorre         conservarlo con cura. E che occorre vigilare e impegnarsi per l&#8217;attuazione completa del dettame  costituzionale. A me piace dire che la Costituzione sono le regole del gioco, che non basta giocare secondo le regole, ma che occorre stare in guardia perché le regole le osservino tutti e chiedere     conto all&#8217;arbitro quando le si rileva qualche abuso.  La sfida è come rendere quel passato che si   allontana, ogni anno di più, e che rischia di apparire così remoto,  attuale, vivo, concreto. Nel       dialogo con i più giovani ci sorprende la curiosità, le domande che raramente sono banali, la loro voglia di capire l&#8217;oggi in relazione allo ieri. Scorgiamo la sorpresa di alcuni o la consapevolezza di altri che, seppure le vicende storiche possano essere collocate in contesti diversi, i valori che le      sottendono sono valori universali. Se ai giovani la Resistenza e la Costituzione vengono spiegate  per quello che sono, ossia carne e sangue per parafrasare un celebre monito di Pietro                        Calamandrei, e non sono ridotte a un sermone frontale,  allora i giovani rischiano anche di           appassionarsi. Non credo a giovani svogliati: è più facile credere a vecchi malvissuti.              </em></strong><br><br>Possiamo stabilire alcune analogie tra la propaganda del primo novecento e i giorni nostri? E, in caso affermativo, in che modo possiamo decostruire una certa mentalità intrisa di odio e di violenza?<br>   <br><strong><em>Sicuramente ci sono analogie preoccupanti, per quanto, secondo me,  la storia non si ripeta mai   due volte ( e neanche sotto forma di farsa). Viviamo una situazione di disagio economico diffuso e di drammatica disuguaglianza di fatto nell&#8217;accesso ai diritti, anche quelli più elementari. E come sempre è accaduto nella storia, la disperazione porta facilmente a individuare capri espiatori, la frustrazione rabbiosa può essere più facilmente convogliata a scaricarsi verso gli ultimi, i più       indifesi. Le tecnologie della comunicazione attuali sono enormemente più potenti e capillari di     quelle dei primi del &#8216;900 e questo rende ancora più complesso lo scenario, più oneroso lo sforzo di chi sente il dovere di rovesciare certi pregiudizi, di contrastare certe sub-culture violente,               prevaricatrici, spietatamente razziste. Purtroppo non ci sono ricette semplici, anzi la sfida sta     nel proporre risposte complesse a problemi che sono complessi.  Grandi questioni che soltanto      chi,</em></strong> <em><strong>per mala fede o per pura insipienza, </strong></em><strong><em>si fa portatore di una cultura di odio e di prevaricazione si compiace nel semplificare. Di fronte alla irrefrenabile velocità dell&#8217;accumulare &#8220;like&#8221; grazie a   battute ad effetto, di fronte all&#8217;impulso di rispondere colpo su  colpo e con colpi sempre più forti e dirompenti, di fronte al desiderio di spingersi sempre più in alto per spiccare dall&#8217;anonimato        calpestando, se serve, quelli attorno,  mi viene in mente quell&#8217;invito di Alex Langer  condensato in tre parole che rovesciano il motto olimpico: lentius, suavius, profundius. Direi di ripartire da qui.</em></strong><br><br>Quest&#8217;anno, il 25 Aprile, si celebra in un&#8217;epoca toccata da una pandemia mondiale: quali sono i pericoli &#8211; a livello politico e sociale &#8211; a cui potremmo andare in contro, data anche la debacle economica in cui versa e verserà il nostro Paese?<br><br> <strong><em>A questa domanda credo siano appropriate le parole di Carlo Smuraglia, presidente emerito dell&#8217;ANPI :&#8221;Se la memoria deve essere, prima di tutto, conoscenza e consapevolezza, il 25 aprile           dobbiamo necessariamente guardarci attorno e pensare al futuro, che si profila pessimo,               estremamente difficile, fortemente pericoloso. Avremo, quando saranno finiti gli effetti                    immediati del Coronavirus, degli effetti economici e sociali di una gravità inaudita. E come            sempre (l’esperienza degli anni 20 insegna) situazioni del genere sono molto pericolose per la        stessa democrazia.“Festeggiare” il 25 aprile significa, dunque, oggi anche capire il presente e         prepararci per l’avvenire. Toccherà ancora una volta ai più consapevoli (e speriamo siano la       maggioranza del Paese) prendere in mano il destino proprio e quello della nazione, combattendo le disuguaglianze e la povertà, creando condizioni di lavoro e di vita improntate ad una profonda socialità; occorrerà un impegno fortissimo di chiunque ami la libertà e creda nella Costituzione,   fare il possibile per liberarci non solo dai guai sanitari, ma anche dei problemi economici e            sociali che inevitabilmente colpiranno il Paese.Se siamo usciti da un dopoguerra difficilissimo,    dopo il 25 aprile 1945, se abbiamo dato vita ad una Costituzione tra le più avanzate del mondo,     sappiamo oggi che dovremo fare altrettanto anche questa volta, per consegnare ai nostri figli ed ai nostri nipoti un Paese libero, uguale e solidale, contro ogni forma di odio, di fascismo e di          razzismo. E ciò in nome di quel sogno di libertà per cui dettero la vita tante donne e tanti uomini nel periodo fascista e nella Resistenza. Sarà questa la nostra forza; e con questo spirito potremo  intonare ancora una volta la nostra canzone più cara. Bella Ciao, non per festeggiare una data    guardando al passato, ma per affrontare con forza, decisione e impegno un futuro di pace, di       democrazia, di libertà.&#8221; </em></strong><br><br> Ricordiamo perchè si canta &#8220;Bella Ciao&#8221; (Ripresa, ultimamente, anche da una celebre serie tv spagnola&#8230;)? <br><br><strong><em>Per la &#8220;storia&#8221; di Bella Ciao  rimando al sito dell&#8217;ANPI  <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.anpi.it/articoli/849/bella-ciao?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://www.anpi.it/articoli/849/bella-ciao?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>  Credo che ci riconosciamo in Bella Ciao perchè nelle parole di Bella Ciao, nel ritmo, nella cadenza, echeggia un  sentire universale di resistenza e di libertà che ci accomuna tutti a qualunque              latitudine</em></strong> .<br><br><br>https://youtu.be/mQBbgre25Qs?utm_source=rss&utm_medium=rss</td></tr></tbody></table>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/04/25/25-aprile-giorno-della-liberta-giorno-della-memoria/">25 Aprile: giorno della Libertà, giorno della Memoria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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