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	<title>libertadiespressione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Per il Venezuela, per la vera democrazia, per noi tutte/i</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 14:11:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ieri pomeriggio, ha partecipato alla manifestazione organizzata da PlataformaUnitariaItalia Per tutta l&#8217;estate ha seguito le elezioni nel Paese latinomaericano, elezioni che non sono ancora approdate ad un risultato certo&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="771" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1024x771.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17726" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1024x771.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-300x226.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-768x578.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1536x1156.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani ieri pomeriggio, ha partecipato alla manifestazione organizzata da PlataformaUnitariaItalia </p>



<p>Per tutta l&#8217;estate ha seguito le elezioni nel Paese latinomaericano, elezioni che non sono ancora approdate ad un risultato certo e democratico, così come emerso dai voti della popolazione. A Milano, in piazza San Babila, tante persone si sono riunite per chiedere, a gran voce, che vengano dichiarati e presi in considerazione i veri numeri e non quelli diffusi dalla propaganda di regime. Molti i prigioniri politici, anche giovani; molte le proteste in Venezuela e all&#8217;estero; è ora che la libertà di espressione, così come Verità e Giustizia, si affermino lì, come in altri (troppi) Paesi nel mondo. A tale proposito, durante la manifestazione, Associazione Per i Diriti umani ha letto il seguente comunicato: </p>



<p>Dallo scorso 28 luglio Associazione Per i diritti umani ha seguito le vicende politiche in Venezuela, in occasione delle elezioni all&#8217;interno del Paese latinoamericano. Perchè dare spazio a un Paese così lontano dall&#8217;Italia che si trova addirittura in un altro continente? Perchè la nostra associazione e il nostro giornale online PERIDIRITTIUMANI.COM vogliono essere un osservatorio su ciò che accade in Italia e nel mondo in tema, appunto, di diritti umani e civili.</p>



<p>In Venezuela ormai da troppo tempo vige una dittatura e il regime di Maduro si ostina, ancora oggi, a negare di aver perso; Maduro e i suoi hanno perso perchè i cittadini informati, la maggioranza dei cittadini venezuelani dentro e fuori il Paese, ha votato per l&#8217;avversario Gonzales Urrutìa, un uomo coraggioso che lotta per i diritti di tutte e di tutti, cercando, così, di riformare il Paese in termini di democrazia, giustizia, sanità, economia, istruzione contro un regime che si appoggia, al contrario, alla corruzione e al narcotraffico.</p>



<p>Perchè parlare di tutto questo, in Italia? Perchè oggi manifestare a fianco del Venezuela e dei venezuelani? Perchè quello che accade lì, così come in Iran oppure in Cina o in Egitto, ci riguarda.</p>



<p>Oggi in Venezuela molti cittadini, intellettuali e non, sono prigionieri politici; oggi in Iran le donne e i dissidenti sono vittime di violenze di ogni tipo; ricordiamo i casi di Giulio Regeni e di Patrik Zaki in Egitto? E i cristiani perseguitati dal governo cinese? Molte sono le violazioni e le negazioni dei diritti umani: la libertà di espressione, ad esempio,si esercita tramite un articolo su un giornale, tramite una manifestazione pubblica, tramite un libro, tramite un pensiero espresso sui mass-media, tramite la stesura di una tesi universitaria, tramite un murale dipinto su un muro della città..: ognuno ha il diritto di esprimersi SENZA però ledere la libertà altrui, senza offendere le credenze altrui, senza violenza verbale o fisica. Negare la libertà di espressione, in ogni sua forma, significa imbavagliare il confronto pacifico, il dibattito serio, significa avere PAURA del contraddittorio; e, nel caso delle elezioni in Venezuela, negare la vittoria dell&#8217;opposizione significa tentare di mettere a tacere la voce della maggioranza informata e onesta: quante e quanti di noi, qui in Italia, si sentono informati e onesti? Quanti di noi donne e giovani, in Italia, vogliono esprimere le proprie opinioni su temi dei diritti civili e dei diritti umani, come le donne e i giovani in Iran? Quanti di noi, in Italia, vogliono poter muoversi liberamente tra i diversi Paesi europei ed extraeuropei, senza rischaire la propria vita sulle zattere della morte o senza viveri attraverso i deserti? Quanti di noi, in Italia, vogliono un lavoro pagato e tutelato in termini di sicurezza?<br>Parlare oggi pomeriggio e ogni giorno di diritti umani significa, da una parte, mettersi nei panni di chi NON ha diritti e rischia la vita, la galera o la tortura per affermarli di nuovo nel proprio Paese, e parlare oggi pomeriggio e tutti i giorni di diritti umani significa, dall&#8217;altra parte, capire quanto noi, che forse siamo nati nella parte del mondo un po&#8217; più consapevole, siamo privilegiati perchè viviamo in Paesi che sono Repubbliche democratiche; ma mai come in quest&#8217;epoca dobbiamo chiederci per quanto tempo ancora avremo la possibilità di usufruire di questi diritti civili e umani? E quanto tempo abbiamo impiegato per vederli affermati? E quanti ancora sono da affermare?</p>



<p>NON bisogna MAI dare per scontato un diritto acquisito! Dobbiamo continuare a stare all&#8217;erta e dobbiamo appoggiare le istanze di libertà, di giustizia e di democrazia che ci arrivano dai cittadini degli altri Paesi del mondo: non importa che lingua parliamo, di che colore sia la nostra pelle; non importa che fede professiamo o a quale genere apparteniamo, l&#8217;età che abbiamo: siamo tutte persone !!! Nessuno più deve subire alcun tipo di violenza: NO alla violenza di Stato, No alla violenza personale, No alla violenza psicologica, No a tutte le forme di violenza. Tutte le persone devono poter vivere in serenità e nel rispetto reciproco. Insegnamolo ai nostri bambini, insegnamolo ai nostri giovani perchè loro possono davvero cambiare le cose, loro che sono le future donne, i futuri uomini, i futuri cittadini con diritto di voto, i futuri professionisti che aiuteranno i cittadini comuni che, a loro volta, si aiuteranno a vicenda. Facciamo di noi una COMUNITA&#8217; UMANA. Grazie.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="576" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-576x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17727" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-576x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-169x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-768x1365.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-864x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 864w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Vado al PRIDE perché&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 09:17:23 +0000</pubDate>
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<p><br></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Quest&#8217;anno sono stato, per la prima volta, ad un Pride del Sud, per la precisione a Napoli. Ricordo ancora il mio primo vero Pride a Bologna nel 2012, l&#8217;ultimo “nazionale”, il giorno del mio compleanno. Nel frattempo questa manifestazione è cresciuta, nel bene e nel<br>male, proprio come il sottoscritto. Oggi non è più solo una giornata, ma una settimana di eventi sui temi lgbtqia+ che si svolge, appunto, in varie città d&#8217;Italia.<br>Dal 2012 ho cercato di partecipare a più Pride possibili, sopratutto in città lombarde. Un paio di anni fa si è aggiunto il Disability Pride. La sensazione che si prova è indescrivibile…<br>Proverò con questo articolo a spiegare perchè ogni anno attendo ansiosamente l&#8217;“Onda Pride”, ovvero il calendario dei vari Pride annuali.<br>Ecco tre ragioni che ho individuato:</p>



<ol><li>E&#8217; ancora importante la visibilità per la comunità lgbtqia+<br>Credo che nessuno possa fare valere il diritto al lavoro, ad amare liberamente e alla libera<br>espressione se non lo facciamo noi stessi. È importante, quindi, mostrare che ci siamo e<br>chi siamo con ogni strumento. Il quotidiano e la politica testimoniano che anche ciò che<br>abbiamo conquistato viene continuamente messo in discussione e attaccato (vedi lo stop<br>alla registrazione all&#8217;anagrafe dei figli di coppie omosessuali).</li><li>Amo fare festa!<br>Il Pride per me è la festa della libera espressione. Sono ammesse anche le esagerazioni!<br>Adoro i visi truccati e felici, la musica, i balli. Negli ultimi anni ho assaporato anche il<br>piacere di indossare una gonna. La giacca e la cravatta non sono per le feste!</li><li>Mi emoziona<br>In uno di miei primi Pride, un papà di Agedo di circa 80 anni, mi disse: &#8220;L&#8217;unica cosa che<br>mi dispiace è che mio figlio non abbia ancora trovato un compagno…&#8221;. Mi colpì molto.<br>Sono proprio i genitori che scendono in piazza orgogliosi dei loro figli ciò che mi ha<br>sempre commosso di più. Si parla sempre dell&#8217;aspetto più folkloristico, ma i tanti genitori,<br>figli, fratelli, ci mostrano come il movimento lgbtqia+ sia una grande famiglia. Il Pride è la<br>casa di questa famiglia.</li></ol>



<p>E&#8217; sempre bello partecipare al Pride anche se non sempre si hanno amici con cui andare;<br>lascia sempre grande euforia, ma anche un velo di tristezza. Vorrei un Pride tutti i giorni. Mi<br>è capitato di contagiare con il mio entusiasmo anche amici che hanno sempre preso le<br>distanze dalla manifestazione.<br>Non sento di voler convicere nessuno a parteciparvi però, se sentite che non fa per voi,<br>non dovete prendervi necessariamente parte. Ci sono molti modi per rivendicare i propri<br>diritti, il Pride è solo uno di questi. Se, invece, siete curiosi anche solo un po&#8217;, dovreste<br>esserci non sarete delusi! Vi aspetto al Pride!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/07/p1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="460" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/07/p1-460x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17622" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/07/p1-460x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 460w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/07/p1-135x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 135w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/07/p1-690x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 690w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/07/p1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 719w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></a></figure>



<p><br>Onda Pride 2024</p>



<p><br>1 giugno: Cuneo, Perugia, Enna, Taranto, Padova, Ferrara, Pavia, Savona<br>8 giugno: Unione Terre di Castelli, Genova, Siracusa</p>



<p>9 giugno: Venezia<br>15 giugno: Bergamo, Catania, Roma, Torino, Smarza<br>16 giugno: Verona<br>22 giugno: Lecco, Lodi, Palermo, Ancona, Cosenza, Frosinone, La Spezia, Varese,<br>Vicenza, Siena<br>29 giugno: Milano, Cagliari, Napoli, Ragusa, Bari, Dolo<br>6 luglio: Asti, Bologna, Cremona, Lecce, Pescara, Favignana, Taranto, Tortona<br>13 luglio: Isernia, Belluno<br>20 luglio: Messina, Caltagirone<br>27 luglio: Reggio Calabria, Martina Franca, Palagianello<br>28 luglio: Castellaneta, Manduria<br>4 agosto: Rimini<br>31 agosto: Lignano Sabbiadoro<br>7 settembre: Brescia<br>14 settembre: Torre del Greco</p>
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		<title>20 marzo 1994</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 09:09:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Barbara Raccuglia Si dice che il 20 marzo sia la giornata mondiale della felicità. Un&#8217;esperienza mai raggiunta, dai genitori di Ilaria Alpi, che si sono arditamente battuti per la ricerca della Verità.Passano trent&#8217;anni&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="373" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17461" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1-300x140.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1-768x358.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Barbara Raccuglia</p>



<p><br>Si dice che il 20 marzo sia la giornata mondiale della felicità. Un&#8217;esperienza mai raggiunta, dai genitori di Ilaria Alpi, che si sono arditamente battuti per la ricerca della Verità.<br>Passano trent&#8217;anni per Luciana Riccardi e Giorgio Alpi, che nel frattempo invecchiano, e finiscono la loro vita, senza aver mai potuto fare luce e giustizia sull&#8217;omicidio dell&#8217;unica figlia.<br>Il 20 marzo del 1994, venivano assassinati a Mogadiscio, la giornalista italiana e fotoreporter Ilaria Alpi, e il cineoperatore Miran Hrovatin. Ilaria giunse per la prima volta  in Somalia nel dicembre 1992 per seguire, come inviata del TG3, la missione di pace Restore Hope, coordinata e promossa dalle Nazioni Unite per porre fine alla guerra civile scoppiata nel 1991, dopo la caduta di Siad Barre. Le inchieste della giornalista si sarebbero poi concentrate su un traffico internazionale di rifiuti tossici prodotti nei Paesi industrializzati e dislocati in alcuni Paesi africani in cambio di tangenti e di armi scambiate con i gruppi politici locali, vicende che avrebbero coinvolto i servizi segreti italiani e alte istituzioni italiane. Diversi documenti e testimonianze, affermano che Ilaria Alpi stava arrivando al cuore dei malaffari che legavano la Somalia all’Italia e ai Paesi dell’Est, dai quali provenivano gli armamenti, pagati col permesso di seppellire in loco le sostanze nocive.<br>Le circostanze in cui avvenne l&#8217;omicidio della giornalista e dell&#8217;operatore non furono mai del tutto chiarite, nonostante la battaglia della madre di Ilaria portata avanti fino alla morte avvenuta nel 2018.<br>Da allora è iniziata una vicenda processuale fatta di commissioni parlamentari, presunti tentativi di depistaggio, incarcerazioni, assoluzioni e richieste di archiviazione, senza mai riuscire a fare luce sul caso.</p>



<figure class="wp-block-image"><img/></figure>



<p><br>Per l’uccisione di Ilaria e Miran è stato condannato, in via definitiva, a ventisei anni di carcere uno dei presunti killer, Omar Hashi Hassan. Da tempo, però, numerose testimonianze e documenti mettono in discussione la sua colpevolezza. Infatti, Ali Rage Ahmed, detto “Gelle”, il principale accusatore di Hassan, sostiene di essere stato pagato per mentire su quella che a tutti gli effetti sarebbe stata un&#8217; esecuzione organizzata, e non l&#8217;assalto di sette teppistelli in cerca di monete. Da subito sono circolate le ipotesi più diverse sulla loro morte,  ma ci sono circostanze che inducono a ritenere che Ilaria avesse scoperto gravi illeciti, legati alla cooperazione. Elementi emersi da un’intervista che Ilaria realizzò a Abdullahi Moussa Bogor (sultano di Bosaso), che riferì di stretti rapporti intrattenuti tra alcuni funzionari italiani e il governo di Siad Barre, verso la fine degli anni ottanta. La registrazione dell&#8217;intervista è arrivata in Italia, incompleta, probabilmente manomessa; durava in tutto tredici minuti e le dichiarazioni del sultano risultavano spezzettate. Bogor, confermò che l’intervista rilasciata a Ilaria era almeno di due ore, non tredici minuti e che la giornalista gli aveva fatto parecchie domande sul traffico di armi e di rifiuti.  Quanto alle domande e alle relative risposte, però, non c’era traccia nella cassetta restituita alla Rai. Resta curioso il fatto, che insieme ad altri oggetti di Ilaria, sia sparito il taccuino dove lei era solita annotare le sue inchieste.<br>Siamo in tanti a notare un evidente interesse delle istituzioni nel voler tenere sepolta la Verità. Gli stessi che intendono ricordare ILARIA ALPI come una giovane donna forte, curiosa e coraggiosa &#8230; Una ragazza, che voleva soltanto raccontare l&#8217;inferno.</p>
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		<title>Turchia: Selahattin Demirtaş a processo. Proposte di misure concrete per una soluzione della questione curda</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 08:38:36 +0000</pubDate>
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<p>L’ex co-presidente del partito HDP Selahattin Demirtaş, che da questa settimana è sotto processo presso un tribunale penale di Ankara nel cosiddetto processo Kobane, nel suo discorso di difesa ha proposto passi concreti per risolvere pacificamente la questione curda in Turchia.<br>Purtroppo, i politici e i media in Europa non si sono praticamente accorti di questo processo e del “piano di pace” proposto. Demirtaş ha proposto sette passi per risolvere il conflitto – che dura dalla fondazione della Repubblica di Turchia oltre 100 anni fa – e le relative guerre, espulsioni, movimenti di rifugiati, violazioni dei diritti umani e crimini di guerra attraverso i negoziati. Come primo passo, il 51enne, in carcere dal 2016, chiede la fine della “lotta armata” tra l’esercito turco e il PKK curdo.</p>



<p>Affinché entrambe le parti possano tornare a parlarsi, è necessario rimuovere “tutti gli ostacoli legali e amministrativi alla politica democratica” in Turchia. Il diritto alla protesta pacifica, agli scioperi, all’auto-organizzazione e alla libertà di espressione deve essere garantito e allineato agli standard europei e universali. La terza richiesta riguarda il luogo in cui si svolgono le proposte e i<br>dibattiti politici sulla soluzione della questione del Kurdistan.<br>Secondo Demirtaş, questo luogo è il Parlamento, la “Grande Assemblea Nazionale della Turchia”. Per questo, il Paese ha bisogno di una nuova costituzione civile e liberal-democratica.</p>



<p>Questa nuova costituzione dovrebbe “riconoscere i curdi come popolo, garantire il libero uso della loro lingua madre in tutti i settori, la<br>conservazione e lo sviluppo della loro storia e cultura, la loro auto-organizzazione con una propria identità e il diritto all’auto-amministrazione”. Inoltre, è necessario indagare sui crimini del passato e avviare una rivalutazione critica della storia del Paese.<br>Infine, le decine di migliaia di persone imprigionate per motivi politici devono essere rilasciate.</p>



<p>La leadership turca purtroppo non risponderà a nessuna delle proposte di Demirtas. I politici curdi hanno ripetutamente avanzato queste proposte.<br>La soluzione pacifica della questione curda non sta fallendo a causa della mancata volontà di compromesso dei curdi. Piuttosto, lo Stato<br>turco insiste a risolvere la questione con la guerra, la violenza, l’espulsione, l’assimilazione forzata, i procedimenti penali e le prigioni.</p>



<p>Il “Processo Kobane” si occupa degli eventi relativi alla città di confine curdo-siriana di Kobane, assediata dall’IS nel 2014/15.<br>All’epoca, l’esercito turco impedì ai Curdi turchi di andare in soccorso dei loro parenti dall’altra parte del confine. All’epoca Demirtaş aveva invitato a protestare contro questa situazione.</p>
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		<title>Otto marzo tutto l&#8217;anno e in tutto il mondo: donne hazara e minoranze in Afghanistan</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 07:48:33 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16875" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1-1448x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1448w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1753w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani è lieta di invitarvi all&#8217;evento intitolato &#8220;Otto marzotutto l&#8217;anno e in tutto il mondo: donne hazare e minoranze in Afghanistan&#8221; che si terrà venerdì 10 marzo a partire dalle ore 21 (dalle ore 19.30, per chi vuole, sarà possibile gustare un aperitivo etnico) presso il circolo ACLI Lambrate &#8220;Giovanni Bianchi&#8221;, in Via Conte Rosso, 5 a Milano (MM2 Lambrate).</p>



<p>Sarà proiettato il documentario &#8220;BEHIND VENICE LUXURY&#8221; alla presenza del regista e attivista AMIN WAHIDI </p>



<p>Verrà presentato il saggio &#8220;VOCI DALL?HAZARISTAN&#8221; alla presenza dell&#8217;autore Claudio Concas </p>



<p>e saranno presenti alcune DONNE HAZARE (l&#8217;etnia hazara è la più perseguitata in Afghanistan) che daranno la loro importante testimonianza sulla violazione dei diritti, sulla loro lotta per la parità di genere e sull&#8217;importanza dell&#8217;impegno politico e sociale. </p>



<p>Con la collaborazione di ViviLambarte, del Tavolo per la Nonviolenza e del Municipio 3 </p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Notizie dal sud-Est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 13:50:20 +0000</pubDate>
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<p>(da Anbamed.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="755" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16844" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1-768x566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><strong><em><u>I titoli:</u></em></strong></p>



<p><strong><u>Turchia e Siria/Terremoto:</u></strong>&nbsp;Oltre 4700 morti e decine di migliaia di feriti. Continuano in difficoltà le ricerche tra le macerie. Appelli dei due governi al soccorso internazionale. Nel nord della Siria le difficoltà sono amplificate dal conflitto. Centinaia di ponti aerei da tutto il mondo.</p>



<p><strong><u>Palestina Occupata:</u></strong>&nbsp;Assassinati 5 giovani palestinesi a Gerico ed uno a Nablus. L’esercito israeliano occulta i corpi.</p>



<p><strong><u>Egitto:</u></strong>&nbsp;Gli abitanti dell’isola di Al-Warraq protestano contro le confische. Scontri con la polizia e arresti.</p>



<p><strong><u>Arabia Saudita:</u></strong>&nbsp;In corso nell’est del regno manovre militari con altre dieci nazioni alleate.</p>



<p><strong><u>Migranti:</u></strong>&nbsp;Uno dei migranti salvati dalla SeaEye4 è deceduto per gravi condizioni di salute e il ritardo dei soccorsi.</p>



<p><strong><em><u>Le notizie</u></em></strong></p>



<p><strong>Turchia e Siria/Terremoto</strong></p>



<p>Un terremoto devastante ha colpito la zona al confine tra Turchia e Siria, con effetti anche nel Kurdistan iracheno.&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Provincia+di+%C5%9Eanl%C4%B1urfa,+Turchia/@37.3569102,38.0337622,8z/data=!4m13!1m7!3m6!1s0x153471b9d5666da1:0xe1f10108cd2deba4!2sProvincia+di+%C5%9Eanl%C4%B1urfa,+Turchia!3b1!8m2!3d37.3569102!4d39.1543677!3m4!1s0x153471b9d5666da1:0xe1f10108cd2deba4!8m2!3d37.3569102!4d39.1543677?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La zona più colpita</a>&nbsp;è in Turchia nella provincia di Sanliurfa, ad est di Ganziantep. Il numero delle vittime è stato finora di 4700, ma il numero viene aggiornato di un’ora in ora, con il continuo lavoro dei soccorritori sotto le macerie. Interi quartieri sono stati rasi al suolo. Le immagini trasmesse dalle tv e postate sui social sono terribili, interi palazzi sono crollati seppellendo gli abitanti. Strade deformate e inservibili, ponti crollati rallentano l’arrivo dei mezzi di soccorso. Il terminale petrolifero di Ganziantep è stato bloccato e l’oleodotto che collega il Kurdistan iracheno è stato chiuso. Gravi danni anche al patrimonio archeologico e storico.</p>



<p>I governi di Ankara e Damasco hanno dichiarato lo stato di calamità e lanciato appelli alla comunità internazionali di fornire soccorsi. Le autorità e le organizzazioni curde hanno lanciato un appello per la fornitura di aiuti soprattutto sanitari (<a href="https://www.anbamed.it/2023/02/06/appello-urgente-di-aiuto-per-le-vittime-del-terremoto-nel-kurdistan-settentrionale-e-occidentale-in-turchia-e-in-siria/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a>). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>All’alba di ieri, 5 giovani palestinesi sono stati assassinati in un’irruzione dell’esercito di occupazione in un campo profughi di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Jericho/@31.8594675,35.4294878,13z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x151ccc61e6ff8567:0x811428a4685668bb!8m2!3d31.8611058!4d35.4617583?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gerico</a>. Erano stati asserragliati in una casetta di legno, ai margini del campo e sono stati trucidati da una cascata di colpi di mitragliatrici dalle truppe speciali. Altri due giovani sono rimasti gravemente feriti. Tutto il gruppo, i 5 uccisi e i due feriti, sono stati sequestrati dai militari, nel consueto macabro rito di occultamento di cadaveri.</p>



<p>In un rastrellamento dell’esercito israeliano a Nablus è stato ucciso un altro giovane, portando le vittime palestinesi in 24 ore a sei. Una pratica quotidiana di esecuzioni di piazza che non trova freni e condanne da parte delle cancellerie internazionali.</p>



<p><strong>Egitto</strong></p>



<p>Gli abitanti dell’Isola di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Jaz%C4%ABrat+Warr%C4%81q+al+%E1%B8%A8a%E1%B8%91ar/@30.1186095,31.2083236,14z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x145840282e7cb755:0xf36c53d40430e89b!8m2!3d30.1186111!4d31.2258333?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Al-Warraq</a>, al centro del Nilo, a nord del Cairo, sono scesi in manifestazione di protesta contro l’arresto di 3 abitanti. Il terreno dell’isola fa gola alla speculazione edilizia e il governo, nel 2017, ha avviato un piano di confisca dei terreni di proprietà privata, per la realizzazione di grandi palazzi e attirare investimenti stranieri, soprattutto dai paesi arabi del Golfo. La popolazione si oppone e protesta, ma il governo non ascolta e riga dritto mandando la polizia e arrestando i capi del movimento. Gli abitanti in modo collettivo si oppongono alla loro cacciata dalle loro proprietà e respingono gli ingegneri mandati a prendere le misure dei terreni e delle case, per la valutazione degli indennizzi. 35 capi famiglia sono stati finora arrestati e mandati a processo per queste proteste.</p>



<p><strong>Arabia Saudita</strong></p>



<p>Sono iniziate le manovre militari “Frecce della Vittoria 2023”, con la partecipazione di eserciti di altre 10 nazioni: USA, GB, Grecia, Pakistan, Qatar, Giordania e Bahrein. Kuwait, Emirati e Oman sono membri osservatori. Le operazioni si svolgono nella zona orientale del regno e simulano la risposta ad un attacco aereo. Nel comunicato stampa non vengono fornite informazioni sul numero dei militari coinvolti e sulla data di conclusione delle operazioni.&nbsp;</p>



<p><strong>Migranti</strong></p>



<p>Ieri l’altro, domenica, durante il lungo viaggio verso Napoli, la nave&nbsp;<a href="https://twitter.com/hashtag/SeaEye4?src=hashtag_click&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#SeaEye4</a>&nbsp;ha richiesto l&#8217;evacuazione medica di due persone in gravi condizioni di salute. Una di queste è poi deceduta in ospedale, dopo aver atteso per ore il trasferimento. Il bullismo di Stato non ha umanità!</p>



<p><strong>Notizie dal mondo</strong></p>



<p>Sono passati undici mesi e 13 giorni di guerra russa in Ucraina. &nbsp;</p>



<p><strong>Annunci</strong></p>



<p>11 febbraio, a Roma, manifestazione nazionale per la liberazione di Ocalan.</p>



<p>11 febbraio una grande manifestazione mondiale:&nbsp;<strong><em>“Global Carneval for Assange”</em></strong>. Eventi diffusi in tutto il mondo. Anbamed aderisce con questa modalità: (<a href="https://www.anbamed.it/2023/02/06/11-febbraio-global-carneval-for-assange/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vedi</a>), vuoi partecipare anche tu?</p>



<p>15 febbraio, a Roma, convegno “Disertare la guerra mondiale a pezzi”.</p>
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		<title>Torna ad essere libero il regista iraniano Jafar Panahi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2023 10:13:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo quasi sette mesi di detenzione arbitraria, il regista iraniano Jafar Panahi è stato rilasciato su cauzione due giorni dopo aver iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la sua detenzione. (Sua moglie Tahereh Saeedi&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/jafar.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="656" height="492" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/jafar.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16841" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/jafar.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 656w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/jafar-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></a></figure>



<p>Dopo quasi sette mesi di detenzione arbitraria, il regista iraniano<strong> Jafar Panahi</strong> è stato rilasciato su cauzione due giorni dopo aver iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la sua detenzione. (Sua moglie Tahereh Saeedi ha postato su Instagram una foto di Panahi che lasciava la prigione su un veicolo).  </p>



<p> &#8220;<strong>È straordinario, un sollievo, una gioia totale</strong>. Esprimiamo la nostra gratitudine a tutti coloro che si sono mobilitati ieri&#8221;, ha detto  il suo distributore francese, il <strong>produttore Michele Halberstadt</strong>. &#8220;La sua prossima battaglia è far riconoscere ufficialmente l&#8217;annullamento della sua condanna. È fuori, è libero, e questo è già fantastico&#8221;.</p>



<p>Jafar Panahi, 62 anni, <strong>era stato arrestato l&#8217;11 luglio</strong> e avrebbe dovuto scontare una condanna a sei anni comminatagli nel 2010 dopo la sua condanna per <strong>&#8220;propaganda contro il sistema</strong>&#8220;. Il 15 ottobre, la Corte Suprema ha annullato la condanna e ha ordinato un nuovo processo, alimentando le speranze del suo team legale che potesse essere rilasciato, ma è rimasto in prigione.  </p>



<p><br>L&#8217;arresto di Panahi a luglio è avvenuto dopo che aveva partecipato a un&#8217;udienza in tribunale dove era imputato il collega regista Mohammad Rasoulof, che era stato arrestato pochi giorni prima. Rasoulof è stato scarcerato il 7 gennaio dopo aver ottenuto una licenza di due settimane per motivi di salute e si ritiene che sia ancora fuori dal carcere. </p>



<p>Il regista era stato arrestato mesi prima che scoppiassero le attuali proteste contro il regime, ma la sua prigionia è diventata un simbolo della difficile situazione degli artisti che si sono opposti alle autorità. Panahi è stato rilasciato dalla prigione di Evin a Teheran &#8220;due giorni dopo aver iniziato il suo sciopero della fame per la libertà&#8221;, ha scritto su Twitter il Centro per i diritti umani in Iran (CHRI) con sede negli Stati Uniti, mentre il quotidiano riformista iraniano Shargh ha pubblicato un&#8217;immagine di Panahi che abbraccia giubilante un sostenitore.<br>  </p>



<p>&#8220;Jafar Panahi è stato temporaneamente rilasciato dalla prigione di Evin grazie agli sforzi della sua famiglia, di rispettati avvocati e rappresentanti del cinema&#8221;, si legge in una nota della Casa del cinema iraniana, che raggruppa professionisti del settore. L&#8217;annuncio che Panahi avrebbe intrapreso uno sciopero della fame secca ha suscitato un&#8217;ondata di preoccupazione in tutto il mondo per il regista, che ha vinto premi in tutti i tre festival cinematografici più importanti d&#8217;Europa.<br>  &#8220;Oggi, come molte persone intrappolate in Iran, non ho altra scelta che protestare contro questo comportamento disumano con il mio bene più caro: la mia vita&#8221;, aveva detto Panahi nella dichiarazione pubblicata dalla moglie. &#8220;Rimarrò in questo stato fino a quando forse il mio corpo senza vita non sarà liberato dalla prigione&#8221;, ha detto.</p>



<p>  <br>Personaggi del cinema sono stati tra le migliaia di persone arrestate dall&#8217;Iran nella sua repressione delle proteste scatenate dalla morte il 16 settembre in custodia di Mahsa Amini, 22 anni, che era stata arrestata per presunta violazione del suo rigoroso codice di abbigliamento per le donne.<br><br>L&#8217;attrice Taraneh Alidoosti, che aveva pubblicato proprie immagini di se stessa senza il velo islamico, era tra le persone arrestate, anche se è stata rilasciata all&#8217;inizio di gennaio dopo essere stata trattenuta per quasi tre settimane.  </p>



<p> <br>Panahi ha vinto il Leone d&#8217;Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2000 per il suo film &#8220;The Circle&#8221;. Nel 2015 ha vinto l&#8217;Orso d&#8217;oro a Berlino per &#8220;Taxi Tehran&#8221;, e nel 2018 ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura a Cannes per &#8220;Tre facce&#8221;.<br>L&#8217;ultimo film di Panahi, &#8220;No Bears&#8221;, che come gran parte dei suoi lavori recenti ha come protagonista lo stesso regista, è stato proiettato alla Mostra del cinema di Venezia del 2022 quando il regista era già dietro le sbarre. Ha vinto il Premio Speciale della Giuria.<br>   </p>



<p><br><br> <br></p>



<p></p>
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		<title>24h per Assange</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 08:19:57 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Associazione Per i Diritti umani aderisce e divulga.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/assange.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="782" height="765" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/assange.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16612"/></a></figure>



<p><em>Pressenza promuove, insieme alle numerose realtà in continuo aggiornamento che leggete in calce, una maratona di 24 ore per la libertà di Julian Assange. Qui sotto l’invito/appello. Partecipate numerosi.</em></p>



<p>Julian Assange è un uomo, un giornalista che ha rivelato i crimini e i criminali delle guerre in Afghanistan e in Iraq degli Stati Uniti.</p>



<p>Julian Assange per questo è stato punito, è stato ingiustamente incarcerato e imbavagliato, gli è stato impedito di fare informazione. Mentre i crimini e i criminali sono impuniti e assolti.</p>



<p>Julian Assange rischia di essere estradato negli Stati Uniti e condannato a morte con 175 anni di carcere.</p>



<p>Julian Assange ha due figli piccoli e ha accanto una compagna e avvocata, Stella Assange, che continua a lottare.</p>



<p>Julian Assange è il simbolo di tutti i giornalisti, le giornaliste, le voci libere che con lui possono essere messe a tacere.</p>



<p>Julian Assange rappresenta un modello di mondo nuovo e migliore dove l’ingiustizia va condannata e i diritti umani difesi.</p>



<p>Sono sempre più numerose le iniziative per la libertà di Assange e per impedirne la pericolosa estradizione negli USA.</p>



<p>Ti invitiamo a partecipare a un’iniziativa grandiosa che possa far conoscere il suo caso in tutto il pianeta: 24 ore non stop dove giornalisti, attivisti, artisti, persone di cultura manifesteranno in tutto il pianeta per la libertà di Julian. Il 15 Ottobre sul Pianeta Terra.</p>



<p>Aderisci a:&nbsp;<a href="mailto:24hAssange@proton.me" target="_blank" rel="noreferrer noopener">24hAssange@proton.me</a></p>



<p>Prossimamente attivo il sito web<a href="http://www.24hassange.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss"> http://www.24hassange.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> in varie lingue.</p>



<p></p>



<p>Qui promotori e adesioni in continuo aggiornamento:</p>



<p><strong>Comitato promotore</strong></p>



<p><em>Organizzazioni e testate:</em></p>



<p>Amnesty International</p>



<p>Articolo21</p>



<p>Atlante delle guerre</p>



<p>Free Assange Italia</p>



<p>Italia che Cambia</p>



<p>Left</p>



<p>Media Alliance</p>



<p>Pressenza</p>



<p>Terra Nuova</p>



<p>transform! Italia</p>



<p>Sostenitori di Julian Assange</p>



<p>Sovranità Popolare</p>



<p>Unimondo</p>



<p>Ecomapuche</p>



<p><em>Persone:</em></p>



<p>Daniela Bezzi</p>



<p>Maurizio del Bufalo, Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli</p>



<p>Renato Giuseppe Napoli (EarthProtector-StopEcocide)<br>Maurizio Torti</p>



<p>Dale Zaccaria</p>



<p><strong>Adesioni alla campagna</strong></p>



<p><em>Organizzazioni e testate:</em></p>



<p>La Comunità per lo Sviluppo Umano</p>



<p>PeaceLink</p>



<p><em>Persone:</em></p>



<p>Maurizio Acerbo</p>



<p>Cecilia Capanna</p>



<p>Marco Cappato (associazione Luca Coscioni)</p>



<p>Geraldina Colotti</p>



<p>Pietro Folena</p>



<p>Alessandro Hellmann (autore)</p>



<p>Lazzaro Pappagallo</p>



<p>Stefania Maurizi</p>



<p>Vincenzo Vita</p>
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		<title>Appello per il giornalista pacifista Ruslan Kotsaba</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 08:03:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il processo contro il giornalista ucraino, pacifista e obiettore di coscienza Ruslan Kotsaba, si è tenuto martedì 19 luglio 2022, solo perché ha espresso pubblicamente le sue idee pacifiste. Le udienze del tribunale nei&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/kotsaba-768x922-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="922" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/kotsaba-768x922-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16494" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/kotsaba-768x922-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/kotsaba-768x922-1-250x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 250w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Il processo contro il giornalista ucraino, pacifista e obiettore di coscienza Ruslan Kotsaba, si è tenuto martedì 19 luglio 2022, solo perché ha espresso pubblicamente le sue idee pacifiste.</p>



<p>Le udienze del tribunale nei confronti di <a href="https://www.pressenza.com/it/2022/07/il-pacifista-e-obiettore-ucraino-ruslan-kotsaba-di-nuovo-a-processo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Ruslan Kotsaba</a> sono terminate. <strong>La prossima udienza è fissata per il 4 settembre</strong>, alle ore 10. Il tribunale si è riservato per il 28 settembre un’ulteriore eventuale sessione.</p>



<p>Ruslan Kotsaba e i suoi avvocati (Tetiana Montyan e Svitlana Novytska) hanno partecipato online. E’ forte il timore di aggressioni di neonazisti ucraini che in passato hanno minacciato e picchiato Ruslan Kotsaba, ottenendo anche questo nuovo processo dopo aver circondato il tribunale in passato.Per dare un contesto, il tribunale ha già ascoltato le testimonianze di 20 testimoni dell’accusa contro l’obiettore di coscienza Ruslan <a href="https://www.facebook.com/hashtag/kotsaba?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyvHkKcuIyLN5eLzK7zkK_3X-TYKgvnX7osyObjtupeXOlwEhFul9rVD8FNoaJkOfc3MMY7N6nhSXL2SVOvTYwKCv_bEbCJk1_kTnd_Wjy39N3W3UchChVRVXruzER2HMdUhiQcMxmWGw6HtDActRKij00TD4yHd3OdTdKOYmwCBsWjb2f9bNcSYkWuLdE4sA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#Kotsaba</a> e inizialmente sono stati chiamati 58 testimoni, la maggior parte dei quali non si sono presentati in tribunale o hanno fornito testimonianze del tipo “per sentito dire”. Prima dell’attuale nuovo processo, la corte d’appello nel 2016 ha stabilito che non era necessario ascoltare tutti i testimoni a causa dell’irrilevanza delle loro testimonianze e ha assolto Ruslan, ma la <strong>corte superiore di Kiev</strong> (<strong>circondata da una folla di estrema destra</strong>) <strong>ha annullato questa sentenza di assoluzione</strong> e ordinato un nuovo processo con il pretesto formale della necessità di ascoltare ogni testimone.La presenza in tribunale per <a href="https://www.facebook.com/hashtag/kotsaba?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyvHkKcuIyLN5eLzK7zkK_3X-TYKgvnX7osyObjtupeXOlwEhFul9rVD8FNoaJkOfc3MMY7N6nhSXL2SVOvTYwKCv_bEbCJk1_kTnd_Wjy39N3W3UchChVRVXruzER2HMdUhiQcMxmWGw6HtDActRKij00TD4yHd3OdTdKOYmwCBsWjb2f9bNcSYkWuLdE4sA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#Kotsaba</a> è rischiosa. Già in passato è stato pesantemente picchiato da <a href="https://www.facebook.com/hashtag/neonazisti?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyvHkKcuIyLN5eLzK7zkK_3X-TYKgvnX7osyObjtupeXOlwEhFul9rVD8FNoaJkOfc3MMY7N6nhSXL2SVOvTYwKCv_bEbCJk1_kTnd_Wjy39N3W3UchChVRVXruzER2HMdUhiQcMxmWGw6HtDActRKij00TD4yHd3OdTdKOYmwCBsWjb2f9bNcSYkWuLdE4sA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#neonazisti</a> in quanto pacifista contrario alla guerra in <a href="https://www.facebook.com/hashtag/donbass?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyvHkKcuIyLN5eLzK7zkK_3X-TYKgvnX7osyObjtupeXOlwEhFul9rVD8FNoaJkOfc3MMY7N6nhSXL2SVOvTYwKCv_bEbCJk1_kTnd_Wjy39N3W3UchChVRVXruzER2HMdUhiQcMxmWGw6HtDActRKij00TD4yHd3OdTdKOYmwCBsWjb2f9bNcSYkWuLdE4sA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#Donbass</a>.Negare questa pesante minaccia in <a href="https://www.facebook.com/hashtag/ucraina?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyvHkKcuIyLN5eLzK7zkK_3X-TYKgvnX7osyObjtupeXOlwEhFul9rVD8FNoaJkOfc3MMY7N6nhSXL2SVOvTYwKCv_bEbCJk1_kTnd_Wjy39N3W3UchChVRVXruzER2HMdUhiQcMxmWGw6HtDActRKij00TD4yHd3OdTdKOYmwCBsWjb2f9bNcSYkWuLdE4sA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#Ucraina</a> significa negare l’evidenza. Lo stesso <a href="https://www.facebook.com/hashtag/zelensky?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZWyvHkKcuIyLN5eLzK7zkK_3X-TYKgvnX7osyObjtupeXOlwEhFul9rVD8FNoaJkOfc3MMY7N6nhSXL2SVOvTYwKCv_bEbCJk1_kTnd_Wjy39N3W3UchChVRVXruzER2HMdUhiQcMxmWGw6HtDActRKij00TD4yHd3OdTdKOYmwCBsWjb2f9bNcSYkWuLdE4sA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#Zelensky</a> ha cambiato le proprie posizioni sul Donbass in quanto sente in pericolo la sua vita. L’attuale presidente ucraino, ha affermato Noam Chomsky, “è stato eletto su una piattaforma di pace, per attuare ciò che è stato chiamato Minsk Due, una sorta di autonomia per la regione orientale. Ha cercato di attuarla. Le milizie di destra lo hanno avvertito che se avesse insistito lo avrebbero ucciso”.</p>



<p> Il caso di questo obiettore di coscienza è ormai un caso internazionale. Hanno preso le sue difese anche Amnesty International e la <a href="https://wri-irg.org/en/programmes/rrtk/co-action-alert/2021/ukraine-ruslan-kotsaba-trial-again?utm_source=rss&utm_medium=rss">WRI (War Resisters’ International) </a>. </p>



<h1>Comunicato stampa IFOR, WRI, EBCO e Connection sul caso del giornalista pacifista ucraino Ruslan Kotsaba</h1>



<p><strong>COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO</strong><br>EBCO, IFOR, WRI e Connection e.V.</p>



<p><a href="https://www.miritalia.org/2022/07/18/comunicato-stampa-ifor-wri-ebco-e-connection-sul-caso-del-giornalista-pacifista-ucraino-ruslan-kotsaba/2022-07-18-joint_press-release_ukraine_kotsaba-1/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Read here the English version</a></p>



<h4>Ritirate tutte le accuse contro Ruslan Kotsaba</h4>



<p>In Ucraina, martedì 19 luglio 2022 si terrà un processo contro il giornalista ucraino, pacifista e obiettore di coscienza Ruslan Kostaba, solo perché ha espresso pubblicamente le sue opinioni pacifiste.<br>L’International Fellowship of Reconciliation (IFOR), War Resisters’ International (WRI), l’European Bureau for Conscientious Objection (EBCO) e Connection e.V. (Germania) considerano il caso di Ruslan Kostaba una chiara persecuzione motivata politicamente, in violazione dei suoi diritti alla libertà di espressione e alla libertà di pensiero, coscienza e religione, garantiti dagli articoli 18 e 19 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e dagli articoli 9 e 10 della Convenzione Europea sui Diritti Umani.<br>Le organizzazioni esprimono la loro solidarietà a Ruslan Kotsaba e sollecitano le autorità ucraine a garantire che tutti i pacifisti in Ucraina, compresi gli attivisti del Movimento Pacifista Ucraino, possano esprimere liberamente le proprie opinioni e continuare le proprie attività nonviolente.<br>Le organizzazioni ricordano inoltre la loro ferma condanna dell’invasione russa dell’Ucraina e chiedono ai soldati di non partecipare alle ostilità e a tutte le reclute di rifiutare il servizio militare.<br>Il governo ucraino dovrebbe salvaguardare il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare, rispettando pienamente gli standard europei e internazionali, tra cui quelli stabiliti dalla Corte Europea dei Diritti Umani.<br>L’Ucraina è membro del Consiglio d’Europa e deve continuare a rispettare la Convenzione Europea dei Diritti Umani. Poiché l’Ucraina è candidata ad aderire all’Unione Europea, dovrà rispettare i diritti umani definiti nel Trattato UE e la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE, che includono il diritto all’obiezione di coscienza.</p>



<p>Contatti:<br>Zaira Zafarana, International Fellowship of Reconciliation (IFOR), zaira.zafarana@ifor.org, www.ifor.org?utm_source=rss&utm_medium=rss (inglese, italiano)<br>Rudi Friedrich, Connection e.V., +49 69 8237 5534, office@Connection-eV.org, www.ConnectioneV.org?utm_source=rss&utm_medium=rss (tedesco, inglese)<br>Semih Sapmaz, War Resisters’ International (WRI), semih@wri-irg.org, www.wri-irg.org?utm_source=rss&utm_medium=rss (inglese, turco)<br>Sam Biesemans, Ufficio Europeo per l’Obiezione di Coscienza (EBCO), +32 477 268893, ebco.brussels@skynet.be, www.ebco-beoc.org?utm_source=rss&utm_medium=rss (francese, olandese, italiano, inglese)</p>



<p><a href="https://www.miritalia.org/2022/07/18/comunicato-stampa-ifor-wri-ebco-e-connection-sul-caso-del-giornalista-pacifista-ucraino-ruslan-kotsaba/2022-07-18-joint_press-release_ukraine_kotsaba-1/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Leggi qui</a> il Comunicato originale in inglese.</p>



<p></p>
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		<title>Lettera aperta della madre di Julian Assange al mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 07:52:02 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ass.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="741" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ass.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16435" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ass.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ass-300x217.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ass-768x556.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Julian Assange è stato estradato. La ministra dell’interno britannica, Priti Patel, ha approvato l’estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti. Il fondatore di Wikileaks potrà fare appello, ma se la decisione fosse confermata dovrebbe affrontare un processo per spionaggio e, probabilmente, il carcere a vita.</p>



<p>La sua colpa è di aver contribuito a rendere pubblica una serie di&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/world/2010/apr/05/wikileaks-us-army-iraq-attack?utm_source=rss&utm_medium=rss">crimini commessi</a>&nbsp;dai militari statunitensi e dai loro alleati in Afghanistan e in Iraq.</p>



<p>Ha fatto luce sugli abusi inflitti ai prigionieri di Guantanamo e ha rivelato che più di 150 persone innocenti sono state detenute per anni senza un’accusa. Ha pubblicato il video dei soldati americani che a bordo di un elicottero sparavano a un gruppo di civili iracheni disarmati uccidendone quindici, tra cui un fotografo della Reuters e il suo assistente.</p>



<p>Oggi pubblichiamo la lettera aperta della madre di Assange al mondo. (da wordnews.it)</p>



<p><br>“Non sopporto che non si muova nulla di fronte a tanta ingiustizia.<br>&#8220;Cinquant&#8217;anni fa, quando ho partorito per la prima volta come giovane madre, pensavo che non ci potesse essere dolore più grande, ma l&#8217;ho dimenticato presto quando ho tenuto tra le mie braccia il mio bellissimo bambino. L&#8217;ho chiamato Julian.<br>Ora mi rendo conto che mi sbagliavo. C&#8217;è un dolore più grande.<br>Il dolore incessante di essere la madre di un giornalista premiato, che ha avuto il coraggio di pubblicare la verità sui crimini governativi di alto livello e sulla corruzione.<br>Il dolore di vedere mio figlio, che ha cercato di pubblicare verità importanti, macchiato a livello mondiale.<br>Il dolore di vedere mio figlio, che ha rischiato la vita per denunciare l&#8217;ingiustizia, incastrato e privato del diritto a un processo equo, ancora e ancora.<br>Il dolore di vedere un figlio sano deteriorarsi lentamente, perché gli è stata negata l&#8217;assistenza medica e sanitaria adeguata in anni e anni di carcere.<br>L&#8217;angoscia di vedere mio figlio sottoposto a crudeli torture psicologiche, nel tentativo di spezzare il suo immenso spirito.<br>L&#8217;incubo costante che venga estradato negli Stati Uniti e poi trascorrere il resto dei suoi giorni sepolto vivo in totale isolamento.<br>La paura costante che la CIA possa realizzare i suoi piani per ucciderlo.<br>L&#8217;ondata di tristezza quando ho visto il suo fragile corpo cadere esausto per un mini ictus nell&#8217;ultima udienza a causa dello stress cronico.<br>Molte persone sono rimaste traumatizzate nel vedere una superpotenza vendicativa che usa le sue risorse illimitate per intimidire e distruggere un individuo indifeso.<br>Voglio ringraziare tutti i cittadini onesti e solidali che protestano globalmente contro la brutale persecuzione politica subita da Julian.<br>Per favore continuate ad alzare la voce ai vostri politici fino a quando non sentirete solo questo.<br>La sua vita è nelle sue mani&#8221;.<br></p>



<p><br>Christine Ann Assange</p>
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