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	<title>libri Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>“LibriLiberi”. Trilogia della guerra</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Aug 2024 07:31:02 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="600" height="600" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17654" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/trilogia-copertina-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Agustin Fernàndez Mallo è uno scrittore galiziano che con il suo ultimo lavoro “Trilogia della guerra” (edito in Italia da Utopia) propone un esempio della corrente letteraria di cui è fondatore ed esponente, chiamata <em>Nocilla</em> o <em>afterpop</em>, una corrente che si basa sulla interdisciplinarietà e frammentazione del racconto, sull&#8217;utilizzo di testi altrui, sulla commistione di cultura alta e cultura popolare. Un vero e proprio metodo sperimentale di narrativa che, però, non stordisce il lettore, ma lo accompagna in un viaggio fisico e mentale, denso di riflessioni sul Passato e sul Presente.</p>



<p>Mallo è stato un Fisico per diciotto anni; la traduttrice italiana, Silvia Lavina, è laureata in Filosofia: Fisica e Filosofia, si sa, si abbracciano. Ma vediamo di capire di cosa si parli: diviso in tre libri &#8211; non capitoli, infatti, e i riferimenti alla Bibbia puntellano alcune parti – il libro fa muovere i protagonisti tra l&#8217;isola di San Simòn, che negli anni della guerra civile spagnola ospitò un campo di concentramento; gli Stati Uniti dove un reduce della guerra del Vietnam dice di essere il quarto tra i primi astronuati ad aver posto la bandiera sulla Luna; e la costa della Normandia, attraversata da una donna, costa che ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale. Tre guerre, vicine e lontane, che emergono sì dal racconto, ma sottoforma di ricordi, pensieri, ipotesi e quindi non in maniera diretta. Guerre evocate, immaginate, rimembrate che restano impresse sulla pelle di chi le ha vissute o di chi le ha solo studiate oppure ascoltate; conflitti che fanno da sfondo e si intrecciano alle esistenze dei tre protagonisti che forse sono una persona sola o che forse incarnano lo scrittore stesso e anche ognuno di noi perchè in ciascuna di quelle esistenze viene messa in discussione la consueta modalità di vedere le cose. In alcune pagine sono, infatti, riportate fotografie in bianco e nero, apparentemente banali o strane, che mai qualcuno avrebbe scattato. Eppure c&#8217;è qualcuo che lo ha fatto e le ha pubblicate e commentate: perchè, come si legge in esergo (ed è un verso di Carlos Oroza, poeta iberico) “<em>E&#8217; un errore dare per scontato ciò che fu contemplato</em>”. Verso, questo, che più volte viene ripetuto come mantra, come monito e, infine, come spiegazione di tutto l&#8217;impianto narrativo. Facciamo un esempio: uno dei personaggi più interessanti &#8211; che si fa chiamare non a caso Salvador Dalì &#8211; in un lungo monologo, osserva (guarda) a lungo la spazzatura che si concentra nel fiume Hudson a Manhattan e sostiene che gli artisti creano a partire dagli scarti di coloro che li hanno preceduti e che, in fondo, l&#8217;evoluzione umana è avvenuta grazie agli <em>scarti</em> di chi ci ha preceduto.</p>



<p>Numerosi, inoltre, i riferimenti a W.G. Sebald e al suo celebre “La Storia naturale della distruzione”, ma come dicevamo molti sono gli omaggi a scrittori e persone di cultura in generale (Musica, Poesia, Cinema, Pittura) che vanno a comporre un puzzle fantasmagorico grazie anche alle attività mentali dei tantissimi attori di queste storie, attori viventi e attori che non ci sono più. E qui c&#8217;è un altro tema importatissimo, forse quello principale: la possibilità di un dialogo tra vivi e morti. Siamo certi di essere noi i sopravvisssuti ? I nostri comportamenti, il nostro modo di attuare l&#8217;esistenza è davvero intenso, naturale, genuino, oppure ci siamo persi tra i meccanismi politici, economici e sociali? C&#8217;è chi muore per un&#8217; utopia e chi muore lentamente senza nemmeno accorgersene.</p>



<p>Infine: qual è il significato del verso di Oropa? Si tratta del suggerimento di guardare la realtà (e la Storia collettiva o individuale che sia) sempre da punti di vista differenti, mai in maniera unilaterale perchè solo in questa maniera si possono scoprire tutte le superfici e le stratificazioni del tempo. Viene in mente Borges che intravedeva nelle teorie filosofiche l&#8217;opportunità di scrivere finzioni e di utilizzare tali finzioni per mostrare i lati nascosti, immaginali della realtà o degli infiniti mondi possibili.</p>



<p>Per favore, se pensate di leggerlo, non fatevi spaventare dalle narrazioni calidoscopiche, dai passi in flashback o in flasforward oppure dalle lunghe pagine di riflessioni, di pensieri, di sogni, di fantasie&#8230;Non è noioso, è “diverso”, è un libro colto, arguto, è un modo differente di leggere, di scrivere, di essere.</p>



<p>“Tutte le guerre sono un gioco, perchè ogni parte calibra le possibilità concrete di perdere qualcosa per ricavarne un beneficio, ma l&#8217;11 settembre e le successive invasioni di Afghanistan e Iraq infrangevano quel principio universale antropologico”.</p>



<p>“Alcuni allontanano la paura cantando, che è un modo per decorarla, altri parlando con se stessi, che è un modo di farla marcire dentro, altri tentano di trovare l&#8217;origine scientifica della paura per convertirla in un mero oggetto, io compresi l&#8217;inutilità di questi metodi e dunque provai ancora più paura; una paura doppia”.</p>



<p>“Perchè è proprio questa la grandezza della letteratura che si rispetti: non solo svelarci ciò che non esiste, ma anche ciò che non potremmo arrivare a concepire”.</p>
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		<title>Eirenefest, festival del libro per la pace e la nonviolenza: online il programma definitivo</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2024 09:43:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Eirenefest: il festival del libro per la pace e la nonviolenza è giunto alla sua terza edizione, consolidando un evento nazionale e promuovendo la realizzazione di 3 festival locali, Bisceglie, Firenze e Valdarno. L’edizione&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><br><br><br>Eirenefest: il festival del libro per la pace e la nonviolenza è giunto alla sua terza edizione, consolidando un evento nazionale e promuovendo la realizzazione di 3 festival locali, Bisceglie, Firenze e Valdarno.</p>



<p>L’edizione nazionale si svolgerà dal 31 maggio al 2 giugno 2024 &#8211; al quartiere San Lorenzo di Roma, con ingresso libero e gratuito e il suo programma è disponibile on line all’indirizzo<br><br><a href="https://www.eirenefest.it/programma-festival/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.eirenefest.it/programma-festival/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><br>Venerdì 31 maggio, dal mattino ai giardini del Verano studenti e scuole romane daranno vita a laboratori sulla nonviolenza. Dal pomeriggio del venerdì fino alla domenica 2 maggio tre giorni ricchi di presentazioni di libri, confronti con gli autori e relatori sui temi attuali come:<br>Conflitti: dal conflitto alla trasformazione nonviolenta; Educazione: dalla militarizzazione all’educazione alla pace e alla nonviolenza; Arti: dai paradigmi della violenza alle arti e culture per la pace; Ambiente: dalle crisi ambientali alla prospettiva ecopacifista.</p>



<p>Concluderà il festival la Festa della Repubblica Multietnica che inizierà il pomeriggio del 2 Giugno concludendosi a tarda notte.<br></p>



<p>Eirenefest a Roma è un evento sostenuto con l’8xmille della Chiesa Valdese.</p>



<p>Per conoscere i protagonisti, iscriversi gratuitamente al festival ed ogni altra informazione:&nbsp;<a href="http://www.eirenefest.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.eirenefest.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br>EirenefestFestival del Libro per la Pace e la NonviolenzaEdizione nazionale: Roma, 31 Maggio &#8211; 2 giugno 2024Edizioni locali 2024:Bisceglie, 3 &#8211; 5 maggioValdarno, 10 &#8211; 21 luglioFirenze, 27 &#8211; 29 settembre</p>
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		<title>La biblioteca umana contro i pregiudizi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2024 08:16:29 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Martina Foglia</p>



<p>Se ci fermiamo a riflettere, ci accorgiamo che tutti i giorni nella nostra vita quotidiana abbiamo interazioni con persone diverse da noi, quando andiamo a fare la spesa, dal panettiere o in posta o semplicemente quando usciamo con i nostri amici; queste azioni per noi sono una routine, non ci soffermiamo mai a pensare se nelle conversazioni o interazioni abbiamo agito con pregiudizio o con preconcetto. Dentro di noi pensiamo: &#8220;Tanto è il mio migliore amico, ci perdonerà&#8221;  oppure &#8220;Tanto è un commerciante chissà quante persone vede, ci  avrà fatto l&#8217;abitudine&#8221;. Penso, invece, che non ci si debba mai abituare al pregiudizio perché è dal pregiudizio che poi si può generare indifferenza,  idiosincrasia o nel peggiore dei casi arrivare all&#8217;odio! Vi faccio un esempio personale: sono una ragazza con disabilità motoria, se tutti i giorni mi dicessero &#8220;poverina&#8221;, oppure solo perché ho pronunciato il mio nome alla domanda &#8220;Come ti chiami? sentirsi dire: &#8220;Ah ma parla!&#8221; mi sentirei sottovalutata, non apprezzata per quello che sono realmente; questo esempio per dire come per una &#8221; categoria&#8221; (in questo caso le persone con disabilità, vengano attribuite omologhe caratteristiche pur essendo persone diverse, accomunate solamente dalla disabilità fisica) l&#8217;idea che &#8220;le persone con disabilità non riescono a comunicare&#8221; sia una generalizzazione figlia del pregiudizio perché presuppone che tutte le persone (dis)abili abbiano questa difficoltà cosa assolutamente non vera. </p>



<p>Il pregiudizio è un giudizio a priori dato senza conoscere la storia della persona o gruppo di persone a cui è rivolto. Prima di esprimerci dovremmo conoscere a fondo la storia di ogni persona. È ovvio che  non lo si può  fare con tutti  perché le persone che ci circondano sono tante, ma se vogliamo davvero approfondire la conoscenza di una persona diversa da noi, ovvero costruire un primo approccio che sia privo di pregiudizio, esiste una modalità di interazione molto originale e, secondo me,  per niente banale di cui vi parlerò nelle prossime righe di questo articolo! Se vogliamo avere un primo approccio autentico con l&#8217;Altro, un&#8217;idea potrebbe essere partecipare all&#8217;iniziativa della <strong>biblioteca vivente</strong> o anche detta dei <strong>libri parlanti</strong>. L&#8217;idea è nata da Ronni Abergel nella città di Copenaghen in Danimarca. L&#8217;ideatore definì questa esperienza &#8220;Human library&#8221;, ossia biblioteca umana appunto, che trovò applicazione nei primi anni 2000 per poi approdare in tutta Europa e nel 2007, grazie ad un progetto all&#8217;Università di Torino, anche nel nostro Paese. </p>



<p>I libri parlanti o human library non sono altro che delle persone che  hanno visto nella loro diversità una risorsa, un qualcosa di prezioso e per questo scelgono di condividere parte della loro storia con chi decide di ascoltarla. I fruitori di questa esperienza, o meglio i  &#8220;lettori&#8221; del libro, prima di cominciare la &#8220;lettura&#8221;si rivolgono al bibliotecario/a che è colui o colei che mostra il catalogo dei libri che partecipano, un elenco con il titolo del libro, i vari capitoli che rimandano all&#8217;argomento che il &#8220;libro&#8221; desidera trattare. Questi scritti vengono consegnati precedentemente al bibliotecario dai &#8220;libri&#8217; stessi, in modo che  il bibliotecario, avendo letto le storie di tutti, possa consigliare al lettore la storia più adatta a lui in quel dato momento e secondo gli interessi espressi. Caratteristica molto importante di questa modalità di interazione  è il tempo che viene  stabilito in 15 minuti circa, per permettere a più persone di poter &#8220;leggere&#8221; uno stesso libro. Un&#8217;altra caratteristica molto importante: l&#8217;interazione tra libro e lettore DEVE avvenire in modalità &#8220;One to One&#8221;, ovvero il lettore si siede di fronte al libro scelto e inizia l&#8217;ascolto: questa modalità permetterà ai due attori in gioco di creare un rapporto &#8220;intimo&#8221; così da permettere ad entrambi la reciproca conoscenza. Altra regola di questa esperienz: il lettore-ascoltatore ha la possibilità di rivolgere alcune domande al libro-narratore e, di contro, se il libro ritiene la domanda inopportuna può decidere di non rispondere. </p>



<p>Lo scopo di questa esperienza è provare a scardinare il pregiudizio di cui noi stessi siamo artefici e a volte vittime. Mi è capitato più volte di partecipare all&#8217;iniziativa come lettrice di più libri e ho ascoltato storie bellissime e commoventi. Capita per fortuna non spesso di entrare in libreria e acquistare un libro solo perché ci attira la copertina,  sottovalutandone il contenuto che invece è la parte fondamentale. Così come un libro, anche ognuno di noi non va giudicato, se non dopo averlo prima letto (o ascoltato). </p>



<p></p>



<p>Potrete partecipare ad una sessione di Biblioteca umana o di Libri parlanti il prossimo 11 maggio alle ore 15. Presso Cohbiblio Lambrate, Via Pitteri 93 (MM2, Lambrate)</p>



<p><strong>Evento organizzato da Associazione Per i Diritti umani </strong>in occasione della Civil Week, a Milano. </p>



<p></p>



<p>Vi aspettiamo!</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17534" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/libri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1414w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>
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		<title>&#8220;LibriLiberi&#8221;. Essere lupo</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Apr 2023 08:44:49 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p></p>



<p>“<em>Io sono stato lupo molte volte.</em></p>



<p><em>A volte di notte sono stato lui. Ho corso.</em></p>



<p><em>Ho vissuto cose</em></p>



<p><em>per le quali</em></p>



<p><em>non avevo parole</em>”.</p>



<p></p>



<p>Ulf, un uomo di settant&#8217;anni, cardipoatico, ex guardia forestale e cacciatore, un sera d&#8217;estate vede un lupo: un bellissimo, imponente esemplare maschio, che soprannnominerà “Zampalunga”. Da quella visione o incontro, cambieranno le opioni di Ulf, soprattutto sulle sue passate attività e il suo modo di relazionarsi.</p>



<p>La dolce a affettuosa moglie Inga, insegnante in pensione, cerca di capire cosa sia accaduto al marito e i motivi del suo cambiamento, ma Ulf nemmeno a lei riesce a pronunciare la semplice frase: “Ho visto un lupo”, tanto è intima e potente quell&#8217;esperienza.</p>



<p>Una cantina diventa un cimitero di carcasse, un bosco il luogo dell&#8217;avventura e della ricerca, la casa lo spazio di ricordi e confidenze.</p>



<p>Kerstin Ekman &#8211; una delle più importanti scrittrici del nord Europa &#8211; ambienta in Svezia una favola contemporanea a sfondo ambientalista, ma <em>Essere lupo</em> &#8211; questo il titolo del romanzo, uscito per Iperborea &#8211; è molto di più.</p>



<p>Tramite la ricerca delle tracce del lupo, per proteggerlo dagli amici cacciatori, il protagonista affronta un viaggio interiore; mentre gli altri restano fermi nelle loro ideologie e nei loro comportamenti, mentre la consorte cerca nella Cultura un aggancio alla razionalità, l&#8217;uomo si identifica con l&#8217;animale, sfuggente e silenzioso, e prende, via via coscienza, della fragilità del corpo &#8211; umano e animale -, dell&#8217;ineluttabilità della fine (che sia per via naturale, a causa di una malattia o di violenza volontaria), dell&#8217;umiltà necessaria di fronte alla forza del Tutto, così misterioso e così perfetto, proprio come leggeva nei libri della sua gioventù.</p>



<p>Ulf si renderà conto di essere sempre stato solitario, selvatico, a tratti una belva quando necessario&#8230;Capisce che la sua finitudine appartiene a tutti gli esseri viventi.</p>



<p>Cosa distingue l&#8217;Uomo dall&#8217;Animale, dunque? La consapevolezza. Ma l&#8217;Uomo può, forse, comprendere anche altro, se saprà affidarsi all&#8217;irrazionale, basta che si seguano le orme del lupo dentro di noi&#8230;</p>



<p>“<em>Siamo servi della gleba pure noi. Una sorta di bestiame di livello superiore, di proprietà di un potere che organizza tutto al meglio per il nostro benessere”.</em></p>



<p>“<em>Tutta la mia vita è piena della tua solitudine”</em></p>



<p>“<em>Poi vidi un lupo.</em></p>



<p><em>Un animale irrazionale. Quand&#8217;ero più giovane credevo che gli animali non avessero l&#8217;anima. Ma è il raziocinio che non hanno</em>”.</p>
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		<title>&#8220;LibriLiberi&#8221;. Il volto dell&#8217;altro. Quando la gioia diventa una scelta di libertà</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 08:07:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto E&#8217; tornato in libreria, Davide Bettera con il suo ultimo libro intitolato Il volto dell&#8217;altro. Quando la gioia diventa una scelta di libertà, Meltemi editrice. Bettera è scrittore, filosofo, giornalista e&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p></p>



<p>E&#8217; tornato in libreria, Davide Bettera con il suo ultimo libro intitolato <em>Il volto dell&#8217;altro. Quando la gioia diventa una scelta di libertà</em>, Meltemi editrice.</p>



<p>Bettera è scrittore, filosofo, giornalista e vicepresidente dell&#8217;Unione Buddhista Europea che, rifacendosi all&#8217; “idiota pensatore” di Deleuze indica una via di cambiamento individuale e collettiva che affonda le radici nella relazione.</p>



<p>Ricco di riferimenti al pensiero occidentale (Epicuro, Cartesio, Nietszche), orientale (taosimo, sufismo, buddhismo), all&#8217;ebraismo e con riferimenti a filosofofi moderni e contemporanei (Buber, Onfray, Lèvinas), con il racconto di storie personali che riguardano, ad esempio, il nonno e un prozio, Bettera accompagna per mano il lettore in un viaggio spirituale, non necessariamente religioso, anzi: i culti – e i luoghi della loro rappresentazione – hanno chiuso l&#8217;individuo in un sistema di dogmi che si sono fatti, nel tempo, barriere e prigioni dove ognuno si illude di trovare la salvezza. Salvezza da chi? E da cosa? Principalmente dalla paura universale: quella della finitudine. Tale paura inquina ogni aspetto dell&#8217;esistenza, ogni azione quotidiana con il timore dell&#8217;annullamento che diventa ossessione per la salute o la bellezza del corp oppure con il desiderio di vivere tanto intensamente quanto in maniera superficiale; è competizione, è prepotenza, è solipsismo. Si annullano, così, i valori della solidarietà, della comprensione, dell&#8217;empatia.</p>



<p>La soluzione proposta &#8211; annunciata come una nuova luce sulla nebbia che permea oggi l&#8217;umanità decadente e malinconica, per non dire rabbiosa o rassegnata &#8211; è un ritorno alla purezza ontologica, quella con cui nasciamo, quella di un bambino che si affaccia al Nuovo, sì anche con paura, ma con altrettanta curiosità, privo di sovrastrutture, capace di sentire istintivamente di non poter sopravvivere senza l&#8217;Altro, all&#8217;inizio senza il corpo e lo Spirito vitale della madre.</p>



<p>Madre-mamma, Madre-terra, Madre-relazione: l&#8217;Io da solo non può sopravvivere, l&#8217;io-tu sì perchè il mio sangue è lo stesso dell&#8217;Altro, le mie emozioni sono le stesse dell&#8217;Altro, la mia paura è la stessa dell&#8217;Altro, il mio destino finale è lo stesso dell&#8217;Altro. Ecco perchè, oggi, sarebbe importante tornare a mettere in atto la Filosofia della cura (come suggeriva anche nei suoi preziosi saggi Elena Pulcini): vivere filosoficamente è una scelta salvifica per se stessi, per la comunità di appartenenza, per la società di riferimento, per l&#8217;umanità tutta. Vivere filosoficamente non vuol dire estraniarsi, come gli asceti, dal mondo reale – sarebbe troppo facile! -, ma come insegnano i sufi vuol dire imparare a cercare la gioia in ogni attimo della quotidianità, anche in quello più difficile e faticoso: convertire e convertirsi ad uno sguardo più ampio, com-prendere, elaborare interiormente ogni esperienza per tramutarla in insegnamento in una direzione costruttiva di una “cittadella” (come si legge nel testo) inespugnabile di sicurezza, di pace, di pienezza da donare anche a chi ci sta di fronte, dono di serenità e di scoperta. Il Mistero è dentro di noi. E il <em>noi</em> è l&#8217;ubuntu, come si dice nelle tribù africane: quel senso di collaborazione e di saggezza tramandata che è necessario, oggi più che mai, recuperare per non perderci nella desolante e sterile solitudine dell&#8217; horror vacui.</p>



<p></p>
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		<title>Religion Today Film Festival: un compleanno importante per parlare di dialogo e di pace</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2022 07:33:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Dal 14 al 21 settembre 2022 si terrà a Trento la XXVma edizione del Religion Today Film Festival, una nuova opportunità per partecipare alla proiezione di opere cinematografiche provenienti da molte&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Dal 14 al 21 settembre 2022 si terrà a Trento la XXVma edizione del Religion Today Film Festival, una nuova opportunità per partecipare alla proiezione di opere cinematografiche provenienti da molte aree del mondo e approfondire temi di grande attualità.</p>



<p>Nata nel 1997, la manifestazione è la prima a proporre film spirituali che affrontano gli argomenti spesso trascurati o male interpretati dalla politica, quali: le migrazioni, la multiculturalità, l&#8217;accoglienza, le conseguenze dei conflitti sulla società civile, le persecuzioni per le idee religiose e non solo&#8230;Tutto questo dopo il periodo buio della pandemia. Ecco, quindi, che un festival come quello trentino (che poi si sposterà anche a Bolzano, Roma, Venezia, Marina di Camerota) diventa ancora più attuale.</p>



<p>Segnaliamo alcuni importanti eventi che arricchiscono il nutrito programma di questa edizione speciale: giovedì 15 alle ore 10, presso la Tenda di Abramo in Piazza Battisti, si terrà il forum “Women of faith for peace” e, lo stesso giorno, presso il Cinema Modena, a partire dalle ore 17 verranno proiettati due documentari e due cortometraggi tra cui “I wish our house had water” di Ghulam Yahya Jafari Mus che racconta, attraverso la scarsità di acqua, i problemi che il popolo afghano è costretto ad affrontare, da troppo tempo ormai. Ma molti sono i Paesi in gara grazie alle opere dei loro autori: Bangladesh, Iran, India, Turchia, Iraq, Nigeria, Marocco, Brasile, Israele&#8230;E anche l&#8217;Italia con, ad esempio, “Nascodino”, un documentario di Victoria Fiore &#8211; in collaborazione con la Gran Bretagna &#8211; che racconta la vicenda di Entoni, un ragazzino turbolento che vive nei Quartieri spagnoli di Napoli, e di sua nonna Dora determinata a guidarlo sulla strada giusta nonostante il suo passato criminale.</p>



<p>Sarà interessante anche il film breve intitolato “The smell of the field” di Adriana Yarmanova che proviene dall&#8217;Ucraina e che narra del rapporto complicato di una figlia con la madre alcolista.</p>



<p>Ma non solo Cinema: il Religion Today Film festival presenta anche mostre fotografiche (tra cui la bellissima “Laudato si&#8217;: emozioni per generare il cambiamento”), presentazioni di libri (“Alle origini della guarigione: sciamanesimo e neuroteologia” di Montura Editing, alla presenza dell&#8217;Ambasciatore culturale della Repubblica della Mongolia), masterclasses, matineè per le scuole.</p>



<p>Sabato 17 settembre il pubblico avrà l&#8217;occasione di assistere alla proiezione de “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini: un&#8217;opportunità per ritornare a rileggere il testo sacro anche da una prospettiva laica perchè il mito &#8211; QUEL mito &#8211; se riletto in chiave intellettuale, oltre che spirituale, può insegnare ancora molto e conferisce il coraggio di guardarci dentro con onestà per migliorarci e portatre avanti un&#8217;idea di umanità giusta e solidale.</p>



<p>Per consultare l&#8217;intero programma: https://www.religionfilm.com/it?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
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		<title>Alex Zanotelli: ripartire dalla spiritualità per trovare nuovi metodi di nonviolenza attiva</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 08:45:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto In occasione di Eirenefest, festival internazionale del libro per la pace e la nonviolenza che si è tenuto a Roma dal 2 al 5 giugno, presso i giardini del Verano, ho&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>In occasione di Eirenefest, festival internazionale del libro per la pace e la nonviolenza che si è tenuto a Roma dal 2 al 5 giugno, presso i giardini del Verano, ho avuto il grande piacere di dialogare con Padre Alex Zanotelli, missionario italiano comboniano e fondatore di diversi movimenti tesi a creare condizioni di pace e di giustizia solidale.</p>



<p>Ecco la nostra chiacchierata.</p>



<p>Parlare ai giovani è importante perchè saranno i cittadini del futuro&#8230;</p>



<p>Alex Zanotelli: quando parlo ai giovani dico che sono l&#8217;unico presente che abbiamo perchè il futuro, se andiamo vanati così, non esiste soprattutto in caso di disastro ecologico. Saranno loro che devono cambiare tutto se vogliamo sopravvivere, partendo da subito perchè la situazione è gravissima.</p>



<p>Perchè ha deciso di partecipare a Eirene festival, nonostante i suoi numerosi impegni?</p>



<p>Sono legato a Olivier Turquet e all&#8217;agenzia stampa Pressenza, che lavora bene. Dobbiamo instillare nelle persone questo aspetto: o che seguiamo davvero la via della nonviolenza attiva o, come diceva Martin Luther King, si arriva alla &#8220;non esistenza&#8221; dell&#8217;umanità.</p>



<p>Può spiegare di cosa si parla quando parliamo di “nonviolenza attiva”?</p>



<p>La nonviolenza attiva traduce qualcosa di molto difficile da esprimere: quando si parla di nonviolenza sembra quasi un concetto negativo, sembra quasi rassegnazione; invece, la nonviolenza ATTIVA coinvolge la persona profondamente per inventare sempre nuove cose, richiede creatività effettivamente, la stessa creatività che chi l&#8217;ha inventata – Gesù – l&#8217;aveva per dare una mano al popolo oppresso della Galilea. Dobbiamo trovare strade nuove per rimettere in piedi persone oppresse, facendole sentire soggetti e non oggetti. Una volta che l&#8217;oppresso scopre di essere un soggetto deve usare la propria intelligenza per trovare metodi nonviolenti per scardinare il sistema, per smascherarlo (“Fare verità” come dice il Vangelo di Giovanni) per poi impegnarsi a cambiare le cose. Penso che sia l&#8217;unica scelta che oggi abbiamo davanti. Martin Luther King è stato fatto fuori per il suo attacco radicale alla guerra in Vietnam e gli Stati Uniti non lo hanno potuto accettare: oggi abbiamo molti Maestri che ci hanno preparato la strada per la pace e la nonviolenza.</p>



<p>Quando ero in Africa avevo invitato alcuni di questi Maestri di varie etnie e ho scoperto che, durante la terribile dittatura di Marcos nelle Filippine, i vescovi erano molto preoccupati e decisero di far reagire la gente tramite l&#8217;invito di due esperti austriaci, marito e moglie bravissimi, che lavoravano sui metodi nonviolenti e che hanno fatto una settimana di workshop con tutti i vescovi per prepararli e poi con le persone della diocesi; al termine del percorso tutta la popolazione si riunì nella piazza centrale di Manila per manifestare pacificamente contro Marcos. Il dittatore fece scendere i carri armati, ma la gente era preparata (ad esempio, le mamme parlavano ai soldati dicendo loro: “Io potrei essere tua madre, come fai a sparare?”), tanto che Marcos fu costretto a scappare senza dare l&#8217;ordine di sparare. Il potere del popolo è enorme, ma i popoli devono prenderne coscienza.</p>



<p>Qual è la sua opinione a proposito della guerra Russia-Ucraina?</p>



<p>Oggi non si può parlare di nonviolenza in Ucraina; si sarebbero dovuti prendere provvedimenti otto anni fa, preparando il popolo in caso avvenisse qualcosa con un movimento di contrasto ai russi senza l&#8217;utilizzo delle armi, come hanno fatto in Sudafrica e in altri Paesi nel mondo.</p>



<p>Che poi sembra che adesso ci sia solo questa guerra&#8230;</p>



<p>Sono 166 le guerre sul nostro pianeta e molte sono veramente grosse. Rimango esterefatto sul silenzio, per esempio, che c&#8217;è anche in Italia sulla guerra in Yemen: tutte le televisioni sparate sui crimini russi, ma nessuno dice che nello Yemen è in atto la più grande crisi umanitaria che abbia il mondo. E noi vendiamo le armi all&#8217;Arabia saudita per bombardare gli yemeniti&#8230;E questa è la follia di tutto, anche del nostro sistema economico; chi ha vinto oggi in Ucraina è il complesso militare-industriale. </p>



<p>Basti pensare che gli Stati Uniti, quest&#8217;anno, hanno un budget di 800 miliardi di dollari, il 36% del PIL degli USA,  dedicato agli armamenti ed è lì il cuore del sistema.</p>



<p>Quanto sarebbe importante che ognuno di noi facesse una ricerca spirituale per mettersi in contatto con la propria vera natura, per il Bene comune?</p>



<p>E&#8217; una domanda importante: penso che una delle cose tragiche della nostra società occidentale sia che questo tipo di società ci ha talmente materializzato il cervello per cui non c&#8217;è nessuna dimensione di spiritualità, non c&#8217;è nulla. Non parlo di spiritualità cristiana, buddista o altra, ma proprio della ricerca di una motivazione interiore: quando a Gandhi chiedevano: “perchè non ti sei fatto cristiano?” lui rispondeva: “se essere cristiani vuol dire diventare come i cristiani d&#8217;Occidente, preferisco rimanere indù” perchè abbiamo tradito tutto quello che è il fulcro del Vangelo. La ricerca di una spiritualità è fondamentale, dobbiamo davvero darci da fare, ripartendo da questo.</p>
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		<title>EIRENEFEST: a Roma nasce il primo festival del libro per la pace e la nonviolenza</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2022 07:27:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A San Lorenzo dal 2 al 5 giugno 2022, 130 eventi per sensibilizzare e creare convergenza sulla cultura della #nonviolenza Al via da giovedì 2 giugno la prima edizione del Festival del libro per la pace e&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Eirene-fest.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="400" height="260" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Eirene-fest.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16387" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Eirene-fest.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Eirene-fest-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p><em>A San Lorenzo dal 2 al 5 giugno 2022, 130 eventi per sensibilizzare e creare convergenza sulla cultura della #nonviolenza</em></p>



<p>Al via <strong>da giovedì 2 giugno </strong>la prima edizione del<strong> Festival del libro per la pace e la nonviolenza</strong> che si svolgerà in maniera diffusa nel quartiere di San Lorenzo, a Roma, <strong>fino a domenica 5 Giugno.</strong></p>



<p><strong>Quattro giorni</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>130 eventi in programma,</strong>&nbsp;tra presentazioni di libri, conferenze, workshop, musica, performance teatrali e mostre fotografiche, a cura delle&nbsp;<strong>70</strong>&nbsp;<strong>associazioni&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>realtà editoriali&nbsp;</strong>coinvolte. Gli eventi si svolgeranno al&nbsp;<strong>Giardino del Verano&nbsp;</strong>e all’interno delle sedi delle istituzioni e delle associazioni del quartiere San Lorenzo.</p>



<p><strong>Eirenefest</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>Eirene</em>&nbsp;nella&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mitologia_greca?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mitologia greca</a>&nbsp;era la&nbsp;<em>dea della&nbsp;pace&nbsp;</em>&#8211; vuole essere un momento di approfondimento e condivisione sulle tematiche della pace e della<strong>&nbsp;nonviolenza.</strong>&nbsp;Coinvolgendo le case editrici e i loro autori, l&#8217;obiettivo del Festival è sensibilizzare in maniera attiva il pubblico, le scuole di ogni grado, assieme all’associazionismo che si impegna per la pace e la nonviolenza, per generare una occasione di interscambio e nuovo &#8220;attivismo&#8221;. Il Festival, infatti, ha anche l&#8217;obiettivo di dare alimento alle reti esistenti – e crearne di nuove – fra gli attori che lavorano per la pace e il pubblico, con lo sguardo rivolto non solo al futuro ma anche alla drammatica attualitàà.&nbsp;<em>Ognuno di noi è un motore di Pace.</em></p>



<p>La manifestazione, patrocinata dal&nbsp;<strong>Municipio II&nbsp;</strong>vuol essere una&nbsp;<em>&#8220;cittadella della pace&#8221;,</em>&nbsp;con dialoghi e confronti sulle grandi tematiche dell’attualità:&nbsp;<strong>disarmo nucleare</strong>,&nbsp;<strong>salvaguardia del Pianeta</strong>,&nbsp;<strong>educazione alla nonviolenza</strong>,&nbsp;<strong>cultura di pace</strong>,&nbsp;<strong>Mediterraneo e migranti</strong>.</p>



<p>Il Festival si apre il&nbsp;<strong>2 Giugno alle 17.30</strong>&nbsp;con la&nbsp;<strong>Festa della Repubblica Multietnica,&nbsp;</strong>organizzata da&nbsp;<em>Energia per i diritti umani.&nbsp;</em>Nel giorno della sua Festa si vuole ribadire la necessità&nbsp;di una&nbsp;<strong>Repubblica inclusiva, non discriminatoria e aperta alla diversità.</strong></p>



<p>Fra i&nbsp;<strong>200</strong>&nbsp;<strong>ospiti nazionali e internazionali</strong>&nbsp;che interverranno nei quattro giorni del Festival: il portavoce di&nbsp;<em>Amnesty International,</em>&nbsp;<strong>Riccardo Noury</strong>;l’attivista per il cambiamento ecologico nonviolento&nbsp;<strong>Vandava Shiva</strong>; l’ex deputata e Segretaria Generale della&nbsp;<em>Fondazione RUT</em>,&nbsp;<strong>Giovanna Martelli</strong>; lo scrittore ed ex segretario della FIGC,&nbsp;<strong>Pietro Folena,&nbsp;</strong>il missionario,&nbsp;<strong>Alex Zanotelli</strong>; la&nbsp;fondatrice&nbsp;della prima Università&nbsp;al mondo per la nonviolenza in Libano &#8211;&nbsp;<em>AUNOH</em>R,&nbsp;<strong>Ogarit Younan;&nbsp;</strong>&nbsp;l&#8217;antropologa e formatrice sulla nonviolenza belga,&nbsp;<strong>Pat Patfoort</strong>; il&nbsp;fondatore dell&#8217;associazione&nbsp;<em>Mondo Senza Guerre e Senza Violenza</em>,&nbsp;<strong>Rafael de la Rubia</strong><strong>.</strong></p>



<p>Grande attesa per lo spettacolo di&nbsp;<strong>Jacopo Fo,&nbsp;</strong>che&nbsp;<strong>sabato 4 giugno alle 21:00</strong>&nbsp;metterà in scena<em>&#8220;</em><em><strong>Sesso Zen Remix</strong></em><em><strong>&#8220;,</strong></em>&nbsp;dedicato all’Associazione Nazionale Vittime dell’Uranio Impoverito &#8211;&nbsp;<em>Giardino del Verano Spazio Berha Kinnsky Von Sutter.</em></p>



<p><strong>Tutti gli</strong>&nbsp;<strong>eventi&nbsp;</strong>del festival, interamente autofinanziato, sono&nbsp;<strong>gratuiti</strong>, programma consultabile sul sito:&nbsp;<strong><a href="http://www.eirenefest.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.eirenefest.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></strong></p>



<p>“<em>In un’epoca di conflitti abbiamo bisogno dei libri per la pace e la nonviolenza: libri che ci consigliano, che ci guidano, che ci ispirano verso un mondo con al centro l’essere umano, le sue idee, i suoi sentimenti, le sue azioni verso un mondo migliore”&nbsp;</em>scrivono gli organizzatori di Eirenefest.</p>



<p><strong><a href="http://www.eirenefest.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.eirenefest.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></strong></p>



<p><strong>INFO PER LA STAMPA:</strong></p>



<p>Annamaria De Paola</p>



<p>E:&nbsp;<a href="mailto:amdepaola@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">amdepaola@gmail.com</a>&nbsp;3492761328</p>



<p>Giulia Brizzi</p>



<p>E: <a href="mailto:brizzi.giu@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">brizzi.giu@gmail.com</a> 3479860951</p>
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		<title>“LibriLiberi&#8221;. Blue nights</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2022 08:37:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Ho deciso di leggere l&#8217;ultimo libro di Joan Didion, “Blue nights” (edito in Italia da Il saggiatore), e non il suo penultimo, più celebre, “L&#8217;anno del pensiero magico” per due ragioni:&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Ho deciso di leggere l&#8217;ultimo libro di Joan Didion, “Blue nights” (edito in Italia da Il saggiatore), e non il suo penultimo, più celebre, “L&#8217;anno del pensiero magico” per due ragioni: in primo luogo perchè l&#8217;autrice americana è deceduta nel dicembre del 2021 a causa di complicazioni del Parkinson (secondo la versione ufficiale della sua casa editrice, ma forse per via dell&#8217;anoressia che da tempo l&#8217;aveva colpita) e il Parkinson è la patologia di cui soffre anche mio padre, ora quasi ottantacinquenne; e in secondo luogo perchè in questo ultimo romanzo parla del rapporto con sua figlia Quintata, deceduta due anni dopo il decesso del marito, John Dunne, anche lui celebre autore e giornalista. Insomma è chiaro che io sia stata attratta da questo libro per la paura del lutto, della perdita dei miei genitori e per il timore di non aver ancora concluso, dentro di me, il percorso di comprensione e perdono reciproco, necessario per la nostre vicende esistenziali e familiari.</p>



<p>Ma perchè la mia vita, unica e particolare, si collega a quella in fondo altrettanto unica e particolare di una donna più grande di me, che ha vissuto lontano da me, in California e in altre parti degli Stati Uniti, molto più colta, brava, privilegiata, famosa di me?</p>



<p>Per quanto riguarda il suo essere privilegiata, Joad Didion ne è stata sempre perfettamente consapevole e ne parla definendo il “privilegio” un&#8217;opinione, un&#8217;accusa che lei rifiuta, considerando quello che ha perso, quello che sua figlia Quintana ha vissuto. Non esistono vite privilegiate, perchè la malattia e la morte &#8211; i temi principali con cui si fanno i conti in <em>Blue nights</em> &#8211; sono quelli più ardui che si affrontano proprio quando le notti azzurre iniziano a comparire all&#8217;orizzonte.</p>



<p>Il particolare, quindi, si fa univerale e le domande a cui la Didion tenta di dare risposte sono le stesse mie, le nostre, le vostre&#8230;Il senso di colpa di Joan madre per non aver approfondito il lato oscuro della figlia adottiva, amata più che se fosse stata biologica per il bisogno di proteggerla da se stessa e di non esserci riuscita; il trauma della perdita del marito-compagno che, come Joan moglie dichiara, era il <em>medium</em> tra lei e il mondo esterno, un mondo che dagli anni &#8217;60 inizia a rinnegare per la violenza gratuita, per quel caos che Joan, fin da bambina, osserva e cerca di razionalizzare, incapace di “stare nel mezzo”, ma sempre invece in cerca di Assoluto.</p>



<p>Resta, in <em>Blue nights</em>, la scrittura pulita, netta del&#8217;autrice, in grado di riportare il timore della fragilià e della malattia in forma di cronaca, la penna utilizzata come un chirurgo che, freddamente, seziona la banalità, lo scorrere dei giorni con metodo e disciplina per tenere l&#8217;universo terreno sotto controllo: l&#8217;imprevedibile fuori e l&#8217;ingovernabile, dentro.</p>



<p>Del marito e della figlia, gli amori più grandi, conserva le ceneri nel muro e le fotografie sulla scrivania: è Passato, sono passati, ma ogni tanto li rivede nelle strade, nelle stanze come ombre di chi ora è nella Luce: Joan è laica, forse atea, non fa riferimenti ad una Fede specifica, ma crede in una Luce come quelle notti che prima o poi avvertono dell&#8217;arrivo della Fine, come quelle notti, blu, che appartengono ai nostri cari e che poi traghetteranno ognuno di noi verso l&#8217;Oltre e allora mi piace pensare che ci ritroveremo dalla stessa parte perchè tutto si Ri-nnova.</p>



<p>Leggerò anche “L&#8217;anno del pensiero magico” e consiglio la visione dell&#8217;intenso documentario intitolato “Joan Didion. Il centro non reggerà”, disponibile sulla piattaforma Netflix perchè non credo si debba temere l&#8217;ineluttabile e io desidero affrontarlo con la stessa spavalderia con cui mi butto nella vita e sono grata a Joan Didion per avermi insegnato a farlo anche con la sua capacità di tradurre la paura in profondità e la profondità in poesia dell&#8217;esperienza.</p>
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		<title>Effetto DOMINA: un&#8217;iniziativa per parlare del femminino</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 10:04:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani con Associazione Licenza poetica presenta e vi invita a: EFFETTO DOMINA. Un&#8217;iniziativa che parla di donne nella società contemporanea attraverso varie forme della Cultura e dell&#8217;Arte. Con il patrocinio&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



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<p>Associazione Per i<strong><em> Diritti umani</em></strong> con Associazione Licenza poetica presenta e vi invita a: EFFETTO DOMINA.</p>



<p>Un&#8217;iniziativa che parla di donne nella società contemporanea attraverso varie forme della Cultura e dell&#8217;Arte.</p>



<p>Con il patrocinio del Comune di Arona e della Fondazione Fidapa Onlus. </p>



<p></p>



<p>Due giorni di Letteratura, Teatro, Pittura, Cinema e molto altro per esplorare la condizione femminile nel privato e nella società, proponendo buone pratiche per la parità di genere. </p>



<p></p>



<p>12-13 marzo 2022</p>



<p>Spazio Moderno</p>



<p>(Arona &#8211; NO) </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1-724x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16131" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1-724x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1-212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1-768x1086.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1-1086x1536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1-1448x2048.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1448w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/1-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1587w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2-724x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16130" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2-724x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2-212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2-768x1086.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2-1086x1536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2-1448x2048.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1448w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1587w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>
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