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	<title>Lorent Saleh Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. La tortura bianca</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 08:06:50 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p>La tortura bianca arriva nei sotterranei del Parlamento Europeo in forma di poesia.  </p>



<p>Così Lorent Saleh e il Parlamento
Europeo si uniscono contro la tortura. Lo scorso 18 febbraio si è
svolto, appunto nei sotterranei del Parlamento a Bruxelles, la
performance “White Torture-Underground Poetry” regia e
sceneggiatura di Lorent Saleh con la collaborazione dell’artista
Zoltan Kunckel. 
</p>



<p>“<em>Mi sdraio di lato sul mio letto
1&#215;2 e lascio cadere la gamba. Mi faccio domande e mi dico bugie
solitarie mentre guardo il muro, per non perdere l’obbiettivo. Me
lo dico in loop: -Se la mente è sana, il mio corpo resisterà un po’
di più e tutto quello che mi fa male se ne andrà. Cospiro con la
coda dell’occhio e mi sorreggo come un virus sul computer. Grazie
agli sbirri, sono nel cuore del sistema repressore e sono come un
germe distruttore che consuma tutto da dentro e anche se mi
controlleranno e mi vigileranno, non si renderanno conto. Gli osservo
e gli do fastidio, ormai non possono torturare con calma e impunità.
Ho registrato i loro volti, persino il modo in cui camminano e ormai
è tardi, fuori tutti lo sanno. Sono sospettosi, con me hanno
commesso di nuovo un errore tenendomi così vicino. (…)”</em></p>



<p>Questo è un frammento dei pensieri
scritti da Lorent durante i suoi anni di prigionia e tortura, alcuni
di questi sono stati accompagnati da immagini, suoni, luci e
sensazioni lo scorso 18. 
</p>



<p>Ma cos’è la tortura bianca? E’ un
metodo di tortura che non lascia nessun segno fisico e moltissimi
psicologici. Il modus operandi è quello di esasperare la persona,
renderla vulnerabile dal punto di vista mentale e psicologico, per
esempio, i detenuti vengono sottoposto a lunghissimi interrogatori,
messi in isolamento ininterrotto in celle molto piccole senza
finestre e con una luce “bianca” e costante 24 ore su 24, sempre,
così la persona perde il senso del tempo, il ritmo del giorno e
della notte. Minacce, insonnio forzato attraverso rumori molto forti,
musica a volume esagerato, tanto da danneggiare i timpani. In alcuni
casi, i sorveglianti e/o le guardie danno informazioni false ai
detenuti, informazioni che hanno a che fare con la famiglia e gli
amici, per esempio, un figlio deceduto, un amico suicidato, una madre
malata, ecc. Tutte menzogne per far crollare il detenuto. Così,
l’obbiettivo è quello di distruggere psichicamente la persona.
Questo metodo veniva usato in Unione Sovietica, nella Repubblica
Democratica Tedesca, a Cuba e da una quindicina d’anni adottato in
Venezuela nella ormai conosciuta prigione nel cuore di Caracas
chiamata “La Tumba”. Come già abbiamo raccontato altre volte,
Lorent Saleh è stato lì rinchiuso per quasi due anni. Un luogo
pulcro, chiaro, bianco, dove impera la tecnologia e il freddo polare,
un carcere al paso coi tempi si potrebbe dire, solo che è un carcere
di massima sicurezza, 7 celle di 2&#215;3, ogni cella circondata da
cancelli grigi, in un angolo una telecamera e in una parete un
materasso e basta. Stanze che sembrano piuttosto delle celle
frigorifiche di un mattatoio, secondo quello che ha più volte
raccontato Lorent. Un mondo sotto sopra, cinque piani sottoterra
pieni di odio e terrore. 
</p>



<p>Tornando alla sede del Parlamento,
Saleh e Kunckel hanno voluto far sentire e percepire quella
sensazione di terrore e stranezza che un luogo come quello può dare.
Il pubblico ha dovuto scende al terzo piano seminterrato e subito
delle “guardie”, facenti parte della performance, hanno iniziato
a perquisire borse e corpi. Dopo sono passati attraverso un percorso
dove si informava sul tema della tortura bianca e poi, seduti davanti
a degli schermi, Saleh ha interpretato sé stesso in una allegoria di
reclusione artistica mentre si ascoltavano alcune poesie e parole
scritte da lui stesso durante la sua prigionia. Luci stroboscopiche
bianche e rumori assordanti accompagnavano le scene. Una sera in cui
il pubblico ha potuto immedesimarsi con Lorent e le torture subite ne
“La Tumba”. Un luogo che non ha niente di poetico, ma un modo
diverso e originale attraverso l’arte per sensibilizzare. Perché
fare dell’arte una forte arma contro le tirannie e l’indifferenza
è un biglietto vincente, ce lo ha raccontato la storia. 
</p>



<p>Alcune immagini della performance si possono vedere qui: <a href="https://twitter.com/LORENT_SALEH/status/1230234222436155395?s=20&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://twitter.com/LORENT_SALEH/status/1230234222436155395?s=20&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Venezuela. Lorent libre!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2018 07:45:22 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/27/venezuela-lorent-libre/">Venezuela. Lorent libre!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Tini Codazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/lorent3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-11560" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/lorent3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="477" height="268" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/lorent3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1023w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/lorent3-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/lorent3-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 477px) 100vw, 477px" /></a></p>
<p>Una foto scattata all’alba, palazzi anonimi, alcuni alberi, in fondo le nuvole. Una foto che per la maggior parte di noi è una foto senza senso, priva di significato, perfino brutta, ma per chi l’ha scattata ha un senso enorme, è la vista da una finestra, un momento che sicuramente vale oro e che nessuno di noi potrà mai capire fino in fondo. Sotto la foto questi pensieri:</p>
<p><em><span style="color: #222222;">“<span style="font-family: Calibri, serif;">Questa foto è la vista dalla finestra che ho in questo momento e che per molti anni avrei voluto avere. Un pezzo di me è rimasto in quel posto. Non ho potuto dormire sapendo che mentre sono in questa stanza, degli innocenti, in questo momento, sono dentro la cella che io ho occupato per anni, fino a due giorni fa”</span></span></em></p>
<p>Questa immagine anonima e questi pensieri arrivano dalla mano di Lorent Saleh, pubblicati nel suo account di Instagram, all’indomani della sua liberazione improvvisa e dall’allontanamento dalle terre venezuelane.</p>
<p>In passato avevo scritto su di lui diverse volte, perché la sua tragica storia è veramente sorprendente e piena di coraggio: <a href="http://www.peridirittiumani.com/2018/07/04/tra-le-rovine-del-venezuela-un-aggiornamento/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2018/07/04/tra-le-rovine-del-venezuela-un-aggiornamento/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>, <a href="http://www.peridirittiumani.com/2018/05/18/venezuela-lelicoide-in-fiamme/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/2018/05/18/venezuela-lelicoide-in-fiamme/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>, http://www.peridirittiumani.com/2017/07/05/venezuela-scudi-di-legno-e-popolo-fantasma/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>Una storia che ho conosciuto 3 anni fa e che mi ha causato molta angoscia, impotenza, rabia, paura. Pensavo alla sua mamma, alla sua famiglia, a questo semplice ragazzo che voleva vivere in un mondo utopico. Non potevo capire la ragioni per cui era stato incarcerato, più leggevo e indagavo su di lui, meno trovavo cose che giustificassero il comportamento crudele da parte del governo venezuelano. Lorent ha un passato di attivista, di difensore dei diritti dei venezuelani iniziato nel 2007, è stato uno dei primi ragazzi giovanissimi a far accendere i riflettori sulla situazione venezuelana e perciò subito dopo sono arrivati gli anni di esilio forzato. L’incubo vero e proprio inizia con l’estradizione nel 2014 da parte dell’allora presidente colombiano e Premio Nobel per la Pace, Juan Manuel Santos; la consegna alla polizia del servizio di intelligenza venezuelana di Nicolas Maduro, la prigionia nel carcere di massima sicurezza chiamato “La Tumba”, le torture, l’isolamento, le ingiustizie subite, i tentativi di suicidio, 4 anni di prigionia senza diritto a un processo. Non si è mai capito fino in fondo il perché di questo accanimento contro di lui, un ragazzo fuori dai circoli politici, difensore dei diritti umani e della libertà del suo paese. Non si capisce nemmeno il modo in cui è stato rilasciato, pochi giorni fa, scarcerato tra mille rumori, messo in una macchina verso l’aeroporto Simón Bolivar di Caracas e spedito come un fulmine su un aereo per la Spagna. Sterrato. Senza poter salutare la madre, la fidanzata, la famiglia e gli amici. In questo momento è a Madrid, iniziando un percorso di sanamento psicologico e fisico. Durante la conferenza stampa organizzata da lui e la sua famiglia martedì 23 ottobre, Lorent ha dimostrato dignità e pacatezza, qualunque altra persona avrebbe reagito diversamente davanti a tanta ingiustizia sofferta, invece no, lui ha dato una lezione di maturità, forza e amore verso la sua terra. Ha raccontato che non aveva idea che l’avrebbero fatto uscire di prigione e nemmeno che sarebbe stato sterrato in Spagna, pensava che sarebbe rimasto in prigione per molto tempo ancora. Ha parlato delle sue ferite sul corpo e sull’anima, dei segni sul corpo che si porterà dietro per tutta la vita e della difficoltà di far sanare quelle ferite che ha sul cuore.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/lorent2-appena-atterrato-spagna.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11561" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/lorent2-appena-atterrato-spagna.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1080" height="607" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/lorent2-appena-atterrato-spagna.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/lorent2-appena-atterrato-spagna-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/lorent2-appena-atterrato-spagna-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/lorent2-appena-atterrato-spagna-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p>
<p>Lorent Saleh è un ragazzo con una forza di volontà e una consapevolezza ammirevole, i suoi pensieri, anche dietro le sbarre erano di una lucidità sorprendente. Ci si può riempire di odio verso gli altri e verso il mondo, lasciarsi andare definitivamente, pensare che tutto è finito. A lui è successo, ha tentato il suicidio due volte perché secondo lui era l’unica forma di vedere una luce in fondo al tunnel e mettere punto finale a quella ingiusta agonia che stava vivendo, ma il destino non l’ha voluto e si è salvato. Tra momenti di sconforto e momenti di speranza, questo ragazzo e la sua famiglia hanno lottato durante 4 anni per incontrare nuovamente la giustizia, per trovare la libertà che gli avevano tolto in modo così arbitrario.</p>
<p>Allora, se Lorent era il pericoloso nemico n. 1 del governo, perché è stato liberato così all’improvviso?</p>
<p>Pochi giorni prima della liberazione di Lorent Saleh, l’oppositore del partito politico Primero Justicia, Fernando Albán Salazar era stato arrestato dalla polizia segreta bolivariana (SEBIN) al suo arrivo all’aeroporto proveniente dagli Stati Uniti, accusato di far parte del gruppo che lo scorso agosto aveva organizzato il presunto e ridicolo attentato contro Maduro, con dei droni che avevano sganciato delle bombe durante una sfilata militare. L’8 ottobre giunge la notizia da parte del governo che Albán si è suicidato mentre era nella sede del Sebin, lanciandosi dal decimo piano del palazzo. L’opposizione e il popolo non credono a questa versione ufficiale e sostengono che Albán è stato ucciso dai torturatori del servizio segreto. L’opposizione parla di troppe contradizioni che provengono dalla versione ufficiale. Profonda tristezza nel paese. Caso vuole che 4 giorni dopo venga rilasciato a sorpresa uno dei detenuti più pericolosi e importanti del governo di Nicolas Maduro: Lorent Saleh. A voi le conclusioni.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/Alban-parlamentare-ucciso-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-11562 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/Alban-parlamentare-ucciso-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="201" height="113" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/Alban-parlamentare-ucciso-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 770w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/Alban-parlamentare-ucciso-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/Alban-parlamentare-ucciso-1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 201px) 100vw, 201px" /></a></p>
<p>L’obbiettivo di Lorent è lo stesso da quando è iniziato la sua crociata contro il regime, il governo non ha potuto piegarlo come sicuramente avrebbe voluto in questi 4 anni. Lui continuerà da lontano la lotta per la libertà del Venezuela e noi insieme a lui.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/27/venezuela-lorent-libre/">Venezuela. Lorent libre!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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