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	<title>Macedonia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Macedonia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Ma non si può morire un po&#8217; alla volta</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 13:53:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; di Alidad Shiri I 240 profughi senza alloggio a Bolzano rischiano di essere ancora piu’ dimenticati dopo gli attentati di Bruxelles.Si tratta di uomini giovani provenienti dall’Afghanistan,Pakistan, Iraq,Siria,Paesi africani, che sono giunti a&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/th-47.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5604" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5604" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/th-47.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (47)" width="300" height="203" /></a><br />
di Alidad Shiri</p>
<p>I 240 profughi senza alloggio a Bolzano rischiano di essere ancora piu’ dimenticati dopo gli attentati di Bruxelles.Si tratta di uomini giovani provenienti dall’Afghanistan,Pakistan, Iraq,Siria,Paesi africani, che sono giunti a Bolzano da alcuni mesi,non inviati qui secondo le quote previste dal governo italiano, ma arrivati personalmente,probabilmente attraverso la rotta balcanica. Hanno fatto tutti regolarmente da tempo la domanda di protezione internazionale in Questura. Li ho visti per strada, senza alcuna dimora fino alla fine<br />
di dicembre, che vivevano sotto un ponte del Talvera a temperatura rigida. Alla fine dell’anno sono stati accolti in uno dei cosiddetti centri di “emergenza freddo”. Ma la situazione e’ sempre difficilmente vivibile. Infatti possono rimanere solo nelle ore notturne,hanno<br />
diritto ad un solo pasto caldo al giorno, senza assistenza sanitaria.</p>
<p>Alcuni di loro ho visto che portano ancora i segni di ferite non curate. Certi sono anche distrutti psicologicamente, parlando con loro lo si capisce. Qualcuno per arrivare qui mi ha raccontato che ha perso in mare quasi tutti i propri famigliari.</p>
<p>Sono testimone di queste grandissime sofferenze che ne’ la gente di Bolzano  ne’ i politici che dovrebbero aiutarli possono immaginare. Mi sono rivolto alle autorità competenti, sia a livello locale che internazionale, facendo conoscere questa situazione anche ai rappresentanti delle Nazioni Unite. Il Presidente provinciale Arno Kompatscher, che mi conosce e sa bene la mia storia, il lungo percorso formativo che ho sostenuto in questi anni, ovviamente con il sostegno<br />
di persone della società civile, come lui sottolineava in un’intervista di un giornale locale in lingua tedesca, mi ha risposto dicendomi che in Giunta conoscono la situazione da me descritta e stanno facendo il possibile per porvi rimedio. Nella mia lettera gli dicevo che in questi anni ho continuato a girare,in varie parti d’Italia ( da Siracusa a San Candido) ho trovato sempre tanta sensibilità in giovani, adulti, bambini, e mai avrei pensato di<br />
scoprire proprio nella città di Bolzano una situazione cosi’ disumana.</p>
<p>La mia non voleva essere una critica personale, ma un incoraggiamento a superare da politico i condizionamenti che lo possono frenare, come i timori che standard buoni di accoglienza per tutti attirino qui molta piu’ gente.</p>
<p>Penso che la mia storia di accoglienza ( quasi unica) possa essere come un  modello per dire che l’accoglienza di profughi non e’ un peso ma una risorsa. Oggi vorrei sottolineare ancora una volta come la soluzione di questo problema e’ molto urgente. Sentire dire da<br />
qualcuno dei rifugiati “Era meglio morire nel mio Paese sotto i bombardamenti, perche’ morivi una volta per tutte, mentre qui muori un po’ alla volta”, vuol dire che siamo al limite della sopportazione.</p>
<p>E’ importante che comprendano questo anche il Commissariato del Governo e il Comune di Bolzano. E’ calpestata la dignità di esseri umani.</p>
<p>Non basta sollecitare il Governo Italiano, come e’ stato fatto, ad intervenire,,occorre che gli Enti Locali facciano un ulteriore passo per trovare soluzioni degne per esseri umani. Non e’ possibile<br />
continuare a non avere un progetto che li accompagni per la loro integrazione,non e’ possibile dovere vagabondare per la città portandosi dietro il loro povero bagaglio fino alla sera, non potere andare da un medico se stanno male, fare digiuno con un solo pasto alla sera.</p>
<p>SOS, aiuto per i 240 profughi non considerati, invisibili a Bolzano!<br />
Per favore diffondete come potete questo appello perché la<br />
cittadinanza si renda conto che tra di loro ci sono persone che hanno<br />
estremo bisogno di aiuto. Non siamo al confine tra Grecia e Macedonia<br />
e nemmeno nei campi del Libano, ma in una ricca città capoluogo.<br />
Eppure qui ormai da diversi mesi persone che sono riuscite a fuggire<br />
da guerre, torture, persecuzioni e situazioni impossibili di vita non<br />
trovano un minimo di accoglienza, nonostante abbiano fatto in Questura<br />
la loro domanda di protezione internazionale. Ho già denunciato questa<br />
situazione ottenendo risposte evasive. Niente si muove. E&#8217; una partita<br />
a ping pong, si fanno sempre richieste ad altri. Nessuno si cura di<br />
loro, anche se non muoiono di fame. Nemmeno l&#8217;assistenza medica per<br />
ora è garantita. L&#8217;UNHCR riferisce che in Canada sono stati accolti in<br />
pochi mesi 26000 rifugiati e l&#8217;accoglienza per 9.000 di loro è stata<br />
finanziata dai cittadini. Qui i soldi dei cittadini finiscono nei<br />
vitalizi di alcuni ex consiglieri che godono di un cifra di 1 milione<br />
di euro a testa. Non si trovano però mezzi e risorse per finanziare<br />
un&#8217;emergenza umanitaria. Siccome questi migranti non creano problemi<br />
di ordine pubblico e&#8217; come non esistessero. Ma per quanto? Per fortuna<br />
è in funzione una rete di volontariato che si occupa di rispondere ad<br />
esigenze minime, ma l&#8217; Ente pubblico è latitante.</p>
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		<title>Due interventi al parlamento europeo in tema di migranti e richiedenti asilo (sull&#8217;esempio del Portogallo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 05:35:37 +0000</pubDate>
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<colgroup>
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<tbody>
<tr>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Barbara Spinelli:</p>
<p><span style="color: #1a1a1a;">«Il blocco della rotta balcanica è uno strumento usato per destabilizzare uno Stato Membro dell&#8217;Unione: la Grecia», ha detto questa mattina Barbara Spinelli nel corso di un dibattito del gruppo Gue/Ngl dedicato ai confini esterni dell’Unione e al tracollo di Schengen. «Penso che l&#8217;accusa fatta al governo greco di “spingere i popoli a fuggire” sia di un infantilismo estremo. </span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;">«In primo luogo, chi fa simili accuse sa perfettamente come stanno le cose: i rifugiati sono oggi intrappolati in Grecia perché la rotta balcanica è stata chiusa al confine greco-macedone in seguito a una decisione adottata dall&#8217;Austria in accordo con il gruppo di Visegrad e, soprattutto, in un vertice di qualche giorno fa, con nove Paesi balcanici. </span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;">«Vienna sta organizzando una sorta di sottogruppo dell&#8217;Unione, una sua &#8220;area di influenza&#8221;,  e con l&#8217;aiuto di Paesi che non appartengono all&#8217;UE mette in ginocchio uno Stato dell&#8217;Unione. Il ministro della migrazione greco fa bene a parlare di caduta dell&#8217;Ue in politiche di potenza che ricordano l&#8217;Ottocento.</span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;">«C&#8217;è poi un secondo segno di infantilismo o malafede: non vedere i motivi per cui la gente fugge in massa verso l&#8217;Europa da Stati devastati da anni di guerra serve in realtà a nascondere il fatto che queste guerre sono state attivamente promosse o addirittura fatte dall&#8217;Occidente, e a sviare l&#8217;attenzione da quelle che si accinge a fare di nuovo in Libia», ha continuato l’eurodeputata del Gue-Ngl.«Per questo chiedo di riflettere sul fatto che alla seconda guerra in Libia intendono partecipare, accanto agli Usa, due Stati dell&#8217;Unione: Italia e Libia.</span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;">«Quanto alle operazioni della Nato alle frontiere Sud dell&#8217;Europa, sono d&#8217;accordo con il collega Nikolaos Chountis (Unità Popolare, Grecia): stiamo assistendo a un salto di qualità che va denunciato, perché stravolge la politica europea di asilo trasformandola in una politica concentrata per intero sui respingimenti, in violazione palese della Convenzione di Ginevra».</span></p>
<p>______________________________________________________________</p>
</div>
<p>Lo scorso 16 febbraio, il primo ministro portoghese Antonio Costa ha inviato una lettera al premier Alexis Tsipras dichiarando l&#8217;intenzione del suo Paese di accogliere migliaia di rifugiati dalla Grecia, in segno di solidarietà. Il Portogallo si è offerto di ospitare duemila rifugiati nelle università e ottocento in istituti tecnici, e sta valutando la possibilità di ospitarne altrettanti nel settore agricolo e forestale.</p>
<p>Barbara Spinelli ha registrato  un&#8217;interrogazione scritta rivolta al Consiglio, invitandolo a far propria l&#8217;iniziativa del Portogallo e a raccomandare agli Stati membri di seguire questo buon esempio, nella speranza che possa diventare pratica comune all&#8217;interno dell&#8217;UE, nello spirito dell&#8217;articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione europea, sul principio di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità tra gli Stati membri.</p>
<p>L&#8217;eurodeputata ha infine chiesto al Consiglio quali azioni intenda intraprendere, in accordo con il principio di leale cooperazione sancito dall&#8217;articolo 4 TUE, al fine di garantire che i suoi rappresentanti diano esecuzione e non intralcino l&#8217;attuazione degli schemi di ricollocazione di emergenza adottati durante le riunioni straordinarie del Consiglio Giustizia Affari Interni del 14 e 21 settembre 2015.</p>
</div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quello che sta succedendo ad Idomeni, frontiera greco-macedone, dove l’Europa ha chiuso le porte della rotta balcanica</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 07:51:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le notizie che arrivano dal report di Amnesty International non sono per niente rassicuranti. La storia si ripete e la situazione è molto grave. Nelle ultime 48 ore ci sono state espulsioni collettive e discriminazioni nei confronti dei migranti percepiti come economici solo sulla base della nazionalità. Per molte persone non è stato possibile accedere alla procedura di asilo e migliaia di persone sono state costrette a restare in condizioni disastrose al valico di frontiera tra Grecia e Macedonia. Assente qualsiasi luogo di accoglienza e forma di assistenza umanitaria.<br />
 <br />
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/12/16f8a1ed00636557c13c6a82808c79e8.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/12/16f8a1ed00636557c13c6a82808c79e8.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a><br />
In pratica il 18 novembre Macedonia, Grecia e Croazia, quasi simultaneamente e senza preavviso hanno chiuso il passaggio, con l’unica eccezione delle persone che hanno i documenti per dimostrare di provenire da Siria, Iraq e Afghanistan. Perchè è risaputo che le persone arrivino con i propri documenti. Ha iniziato la Macedonia e di conseguenza in Grecia la polizia di frontiera, presso il villaggio di Idomeni, blocca il passaggio (sempre con eccezione di Siriani, afghani e iracheni) sulla base del fatto che poi la Macedonia non li fa entrare. </p>
<p>Sulla frontiera macedone c’è una fortissima militarizzazione, e giovedi sera la frontiera è stata chiusa completamente, per tutti senza discriminazione. Riaperta venerdi, in mattinata, ma solo per le tre nazionalità. Transitano ad un ritmo di una cinquantina di persone all’ora. Le attese, quindi, tornano ad essere enormi e si dilatano. <br />
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/12/458b041da3dc2aabf044321e74dd2a0a.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/12/458b041da3dc2aabf044321e74dd2a0a.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/12/07ae3dc313bef1f831091daf63917867.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/12/07ae3dc313bef1f831091daf63917867.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a><br />
Secondo MSF a Idomeni c’è accoglienza solo per 900 persone, mentre giovedi notte circa 6000 persone hanno dormito li e se ne aspettavano circa 8000 per venerdi notte. Nel frattempo, il centro di accoglienza a Gevgelija, sul lato macedone del confine, si trova vuoto e inutilizzato.<br />
Una ONG e gruppi di solidarietà locali hanno fornito cibo; Save the children e UNHCR stanno distribuendo i pasti. La polizia greca non riesce a sostenere le esigenze di tipo umanitario.</p>
<p>Giovedi circa 200 iraniani hanno bloccato i binari per non far transitare un treno che trasportava cittadini siriani in Macedonia, quindi anche tensioni tra le diverse nazionalità che divide le persone in desiderabili e non.  </p>
<p>Anche la Serbia dal 18 fa passare solo le tre nazionalità prescelte senza alcuna valutazione della situazione individuale. <br />
Circa 200 persone sono state rimpatriate collettivamente in Macedonia dove hanno trascorso la notte alla stazione ferroviaria Tabanovce in prefabbricati forniti dall’UNHCR. La notte successiva la Macedonia ha chiuso il suo confine e circa 100 persone sono riaste bloccate nella terra di nessuno al confine tra i due Paesi. Non è stato concesso l’accesso nemmeno all’UNHCR.<br />
Sempre il 18 novembre la Croazia non fa transitare 440 persone dal suo confine con la Serbia. Le polizie di frontiera dei due Paese cooperano per evitare che le persone riescano a prendere i treni da Sid. Un gruppo di persone (incluse tre donne e due bambini) provenienti da paesi tra cui il Marocco, il Bangladesh e il Pakistan sono stati arrestati in Croazia e riportati in Serbia. Alcuni giorni fa, il </p>
<p>consiglio straordinario dei Ministri degli Interni e della Giustizia EU, ordine del giorno rafforzamento dei confini esterni e anche dell’area Schengen. Se non dovesse bastare le frontiere le esternalizziamo. Una risposta, che come già succede in Libia, non fa altro che rendere più pericoloso il passaggio delle persone. In definitiva, una risposta che stenta a cambiare rotta.</p>
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