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	<title>Mafia Capitale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<title>Mafia Capitale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Fake plan: piano di superamento dei campi Rom</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2017 07:22:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fake Plan, “Piano Bufala”. E’ questo il termine utilizzato da Associazione 21 luglio nel corso della conferenza stampa organizzata oggi, per entrare nel merito del “Piano di superamento dei campi rom” presentato in Campidoglio&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fake Plan</strong>, “Piano Bufala”. E’ questo il termine utilizzato da Associazione 21 luglio nel corso della conferenza stampa organizzata oggi, per entrare nel merito del “Piano di superamento dei campi rom” presentato in Campidoglio il 31 maggio scorso dalla sindaca Virginia Raggi e dall’assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre.</p>
<p>«Il 31 maggio – ha affermato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – per la prima volta ci siamo trovati di fronte alla presentazione di un <strong>Fake Plan</strong>, un <strong>“Piano Bufala” </strong>che ha rivelato la preoccupante incapacità di questa Amministrazione di comprendere e risolvere la questione. Nel corso della conferenza stampa organizzata dalle autorità capitoline si sono elencati principi generali di buon senso e date indicazioni di massima in ordine all’abitare delle comunità rom in emergenza abitativa, al processo di scolarizzazione e di inserimento lavorativo senza però che nessuno riuscisse realmente a comprendere obiettivi del “Piano”, azioni, tempi e budget. La cosa sorprendente, poi, è stata che è stato presentato un Piano in assenza dello stesso, <strong>visto che nessuno, né prima né dopo l’evento, ha avuto modo di visionarne il testo</strong>».</p>
<p>L’unico dato concreto espresso dalla sindaca è stato <strong>l’impegno di superare, attraverso l’utilizzo di fondi europei, i due insediamenti La Barbuta e Monachina. </strong>Per farlo – ha spiegato la prima cittadina – verranno impiegati <strong>3,8 milioni di euro</strong> con un tempo previsto per il superamento <strong>non superiore ai 24 mesi</strong>.</p>
<p>E’ su questa azione che <strong>Associazione 21 luglio ha operato nei giorni scorsi un approfondito lavoro di ricerca che ha portato al reperimento del “Piano Operativo di Roma Capitale”</strong>, redatto dalle autorità capitoline nell’aprile 2017, per l’utilizzo dei 37.770.000 euro assegnati dalla Commissione Europea alla Capitale attraverso il PON Metro (Programma Operativo Nazionale “Città Metropolitane 2014 – 2020”). All’interno dell’Asse 3 sono riportate le azioni previste per l’inclusione delle comunità attraverso un’azione denominata <strong>“Tutte le strade portano a Rom” per la quale è previsto, come dichiarato dalla sindaca, un impegno di spesa di 3,8 milioni di euro. </strong></p>
<p>Saranno sufficienti tali risorse per superare entro due anni gli insediamenti di Monachina e La Barbuta come assicurato dalla prima cittadina?</p>
<p>Il progetto ha come punto di partenza un target di riferimento i 505 rom di origine bosniaca e macedone presenti a La Barbuta e i 113 rom di origine prevalentemente bosniaca residenti a Monachina per un totale di 113 nuclei familiari. Quale però il target reale destinatario dell’azione? «Si stima – si legge nel Piano Operativo &#8211; che circa il <strong>10% dei Rom</strong> presenti nei campi deciderà di sottoscrivere il <strong>Patto di Responsabilità Solidale</strong> e di partecipare attivamente ai percorsi di accompagnamento all’occupazione e alla casa». I risultati attesi dall’Azione prevedono infatti il coinvolgimento, entro la fine del progetto, di «60 individui». <strong>Saranno pertanto solo una decina le famiglie rom, ad uscire entro tre anni dai due insediamenti.</strong></p>
<p>Il progetto si articola su 4 azioni: Mappatura delle risorse, Azioni per l’inclusione lavorativa (con attivazione di tirocini formativi e il sostegno economico utile all’avvio di piccole realtà imprenditoriali), <strong>Azioni per l’inclusione abitativa (che si sviluppa in: reperimento di alloggi per quanti già autonomamente possano sostenere le spese; supporto motivazionale e materiale per quanti già capaci di autonomia; reperimento di alloggi attraverso l’Associazionismo per nuclei in condizioni di particolare fragilità)</strong>; Monitoraggio e valutazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1035.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8980" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1035.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="760" height="461" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1035.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 760w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1035-300x182.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 760px) 100vw, 760px" /></a></p>
<p>Secondo il cronoprogramma fissato, nelle prossime settimane verrà presentato il bando e si procederà all’aggiudicazione del progetto; dal 1° ottobre 2017 si inizieranno le azioni che <strong>termineranno il 30 marzo 2020</strong>. Il cronoprogramma finanziario prevede una spesa di 50.000 euro nel 2018, di 672.000 euro nel 2019, di 1.389.000 euro nel 2020, di 1.689.000 nel 2021.</p>
<p><strong>In sintesi l’azione concreta fissata dal “Piano di superamento dei campi rom” della Capitale prevede <u>entro la Primavera del 2020 la fuoriuscita dall’insediamento di La Barbuta e Monachina di 11 famiglie (circa 60 persone) per una spesa a famiglia pari a 345.454 euro ed una spesa procapite superiore ai 63.000 euro</u></strong>.</p>
<p>Ma non è la sola azione. Il prossimo 30 giugno, infatti, è prevista <strong>la fine della convenzione tra il Comune di Roma e l’ente gestore del Camping River</strong>, dove sono accolte 120 famiglie rom. A seguito degli esiti della Commissione che il 1° giugno 2017 ha giudicato come <strong>inidonea</strong> l’unica offerta presentata all’interno del Bando per il «reperimento di un’area attrezzata bel territorio del Municipio XV o limitrofi» per l’accoglienza delle suddette famiglie, l’Amministrazione Capitolina,<strong> in assenza di qualsiasi programmazione</strong>, sarà chiamata a reperire in un mese una soluzione adeguata alle 550 persone che, altrimenti, si ritroverebbero per strada.</p>
<p>«Approssimazione, incoerenza, dilettantismo. Sono questi – secondo Associazione 21 luglio &#8211; i tratti svelati dal Fake Plan. La sindaca ha sostenuto che è finita con questa Giunta la “mangiatoia di Mafia Capitale”. In realtà, il progetto di superamento di La Barbuta e Monachina potrà riformare l’humus ideale nel quale interessi criminali troveranno spazio per attecchire e radicarsi attorno alla “questione rom”. Con il Fake Plan della Giunta Raggi si è però fatta chiarezza. Nelle prossime settimane riporteremo in Consiglio Comunale la <strong>Delibera di iniziativa popolare del Comitato Accogliamoci per il superamento dei campi</strong> <strong>rom</strong> e i consiglieri capitolini saranno chiamati a decidere tra il Fake Plan della Raggi, che ora conosciamo, e la proposta sottoscritta da 6.000 cittadini romani».</p>
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		<title>Sit in di solidarietà alle famiglie rom sgomberate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 04:51:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Donne e bambini, anziani e malati. Sotto il sole, a quasi 40 gradi, senz&#8217;acqua. Sono trascore più di due ore e l&#8217;Assessore Danese non ha ancora ricevuto le famiglie rom sgomberate. L&#8217;incontro era previsto&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Donne<br />
e bambini, anziani e malati. Sotto il sole, a quasi 40 gradi,<br />
senz&#8217;acqua. Sono trascore più di due ore e l&#8217;Assessore Danese non ha<br />
ancora ricevuto le famiglie rom sgomberate. L&#8217;incontro era previsto<br />
per le ore 12 ma dall&#8217;Assessorato ancora nessun segnale. La tensione<br />
sta montando e tra le persone si registrano i primi malori.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lo<br />
rendono noto Associazione 21 luglio e Popica Onlus che da questa<br />
mattina stanno partecipando a un sit in davanti&nbsp;all’Assessorato<br />
alle Politiche Sociali del Comune di Roma, assieme alle famiglie rom<br />
sgomberate due giorni fa dall’insediamento informale di Val d’Ala,<br />
le famiglie a rischio sgombero nei centri di via San Cipirello, via<br />
Torre Morena e via Toraldo, nonché cittadini che hanno voluto<br />
mostrare la loro solidarietà.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cinquantanove<br />
sgomberi forzati dall’inizio dell’anno,<br />
con una decisa impennata dopo l’annuncio del Giubileo<br />
Straordinario<br />
da parte di Papa Francesco, assenza<br />
di una strategia concreta<br />
per il superamento del “sistema campi”, nonostante i continui<br />
proclami, e promesse<br />
non mantenute.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Così<br />
Associazione<br />
21 luglio<br />
e Popica<br />
Onlus<br />
descrivono lo stato dell’arte della politica sui rom<br />
dell’Amministrazione capitolina.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lo<br />
sgombero forzato di Val d’Ala, che ha coinvolto le medesime persone<br />
sgomberate esattamente un anno fa dallo stesso insediamento in<br />
seguito a un’operazione dal costo complessiva di oltre<br />
168 mila euro,<br />
si configura in violazione<br />
degli standard internazionali in materia di sgomberi<br />
previsti dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali<br />
delle Nazioni Unite. Lo sgombero improvviso, peraltro, ha mandato<br />
all’aria le consultazioni e il dialogo che lo stesso Assessorato<br />
aveva iniziato a intavolare con le famiglie, nella speranza che il<br />
caso Val d’Ala potesse diventare un modello<br />
virtuoso<br />
per affrontare la questione degli insediamenti informali a Roma.<br />
Nella giornata di ieri, anche Amnesty International Italia ha<br />
espresso <u><a href="http://mandrillapp.com/track/click/30159671/www.21luglio.org?p=eyJzIjoiQ1FlU1pJcVJTcHM3eThXd2xuRkZQZFV4RHJvIiwidiI6MSwicCI6IntcInVcIjozMDE1OTY3MSxcInZcIjoxLFwidXJsXCI6XCJodHRwOlxcXC9cXFwvd3d3LjIxbHVnbGlvLm9yZ1xcXC93cC1jb250ZW50XFxcL3BsdWdpbnNcXFwvbmV3c2xldHRlclxcXC9zdGF0aXN0aWNzXFxcL2xpbmsucGhwP3I9TXpnd096TXdNREk3YUhSMGNEb3ZMM2QzZHk1aGJXNWxjM1I1TG1sMEwxSnZiV0V0Y0hKbGIyTmpkWEJoZW1sdmJtVXRjR1Z5TFhKdmJTMXpaMjl0WW1WeVlYUnBMV1JoTFZCaGNtTnZMV1JsYkd4bExWWmhiR3hwT3clM0QlM0RcIixcImlkXCI6XCJhNzcwNzkwODdjYmM0MzU2OWM1NGZlNTk2MGEwZTEyM1wiLFwidXJsX2lkc1wiOltcImJmMTRkY2ZmNjJiZmU5M2VmZWQ0OThmOGNlNjI4NmMwYzk2YTgxYTFcIl19In0&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">forte<br />
preoccupazione</a></u><br />
sull’ennesimo sgombero forzato realizzato dall’inizio dell’anno<br />
nella Capitale.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
2015, infatti, sono stati 59<br />
gli sgomberi forzati a Roma,<br />
una cifra che ha già ampiamente superato i<br />
34 totali realizzati nell’intero 2014.<br />
Il loro numero – sottolineano Associazione 21 luglio e Popica Onlus<br />
– ha subito una netta<br />
impennata dal 13 marzo in poi,<br />
giorno dell’annuncio del Giubileo Straordinario. Fino ad allora,<br />
gli sgomberi erano stati sette. Allo stesso modo, denunciano le due<br />
associazioni, non si intravvede nessun passo significativo,<br />
nell’azione dell’Amministrazione, verso il superamento<br />
del “sistema campi”<br />
nella Capitale, sul quale si sono alimentati gli affari di oro emersi<br />
dall’inchiesta su Mafia Capitale.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
«Chiediamo<br />
all’assessore Danese di produrre finalmente un<br />
piano sociale credibile e sostenibile<br />
per il superamento dei “campi”», afferma l’Associazione 21<br />
luglio.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo<br />
l’Associazione 21 luglio, la questione rom a Roma è intimamente<br />
legata a quella della illegalità<br />
istituzionale<br />
che ha il suo fulcro nell’Ufficio Rom, Sinti e Caminanti presente<br />
all’interno dell’Assessorato alle Politiche Sociali di Roma<br />
Capitale. È dall’azzeramento<br />
di tale Ufficio<br />
che occorre ripartire per una politica diversa.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
possiamo dimenticare come il primo a dirigere quindici anni fa<br />
l’“Ufficio Nomadi” di Roma fu Luigi<br />
Lusi,<br />
oggi in carcere con la condanna di essersi appropriato di 25 milioni<br />
di euro, continua l’Associazione. Poi, sotto l’Amministrazione<br />
Veltroni fu la volta del suo capo-gabinetto Luca<br />
Odevaine<br />
a condizionare fortemente le scelte dell’Ufficio. Anche lui è oggi<br />
in carcere per corruzione aggravata nell’inchiesta denominata<br />
“Mondo di Mezzo”. Quando il governo della città passò al<br />
sindaco Alemanno fu la volta del soggetto attuatore del Piano Nomadi,<br />
Angelo<br />
Scozzafava,<br />
a commissariare l’Ufficio prendendolo nelle sue mani. Oggi sul suo<br />
capo pende l’accusa di associazione mafiosa e<br />
corruzione aggravata.<br />
Nel dicembre 2014 la responsabile dell’”Ufficio Nomadi”, nel<br />
frattempo diventato “Ufficio Rom, Sinti e Caminanti”, Emanuela<br />
Salvatori,<br />
è stata arrestata per corruzione aggravata. Il suo posto è stato<br />
preso da Ivana<br />
Bigari,<br />
il cui nome, secondo la stampa, sembrerebbe nella lista dei dirigenti<br />
che per il prefetto Gabrielli dovrebbero essere rimossi perché<br />
troppo vicini al sistema di stampo mafioso ideato da Buzzi e<br />
Carminati.</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; margin-bottom: 0.5cm; padding: 0cm;">
«Chiediamo<br />
oggi con forza la<br />
chiusura di questo Ufficio<br />
e la rimozione<br />
della dirigente che lo coordina»,<br />
è la richiesta urgente al sindaco Marino da parte di Associazione 21<br />
luglio e Popica Onlus».</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; margin-bottom: 0.5cm; padding: 0cm;">
«Chiediamo<br />
inoltre – proseguono le due organizzazioni &#8211; una moratoria<br />
sugli sgomberi forzati<br />
da oggi e per tutta la durata del Giubileo indetto da papa Francesco.<br />
In assenza di risposte adeguate a tali richieste continueremo a<br />
considerare le politiche di Roma Capitale nei confronti dei rom<br />
costose,<br />
lesive dei diritti umani, discriminatorie e offensive<br />
nei confronti della cittadinanza che vive in maniera più o meno<br />
diretta le problematiche legate alla vicinanza ad insediamenti<br />
formali e informali.</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; margin-bottom: 0.5cm; padding: 0cm;">
Sul<br />
rischio sgombero delle famiglie rom che attualmente vivono nei centri<br />
di via San Cipirello, via Torre Morena e via Toraldo, infine, si<br />
esprime così Popica Onlus: «La chiusura dei centri in cui abitano<br />
famiglie che da tempo avevano intrapreso percorsi abitativi degni<br />
segna un passo indietro inaccettabile. L&#8217;Amministrazione, che da un<br />
lato persegue solo a parole la politica della chiusura dei campi,<br />
dall&#8217;altro costringe decine di nuclei a tornarci, dopo che da questo<br />
mondo si erano allontanati<br />
autonomamente<br />
recuperando spazi in disuso».</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; margin-bottom: 0.5cm; padding: 0cm;">
«A<br />
Roma – conclude Popica Onlus &#8211; il problema abitativo sta esplodendo<br />
per tutti e il Comune di Roma, dopo aver banchettato<br />
per anni con Mafia Capitale, oggi non solo non risolve il problema ma<br />
continua a generarne di nuovi».</div>
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