<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Manconi Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/manconi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/manconi/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Apr 2018 09:38:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>Manconi Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/manconi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Rapporto Annuale 2017: in Italia 26 mila rom ancora in emergenza abitativa</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/08/rapporto-annuale-2017-in-italia-26-mila-rom-ancora-in-emergenza-abitativa/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/08/rapporto-annuale-2017-in-italia-26-mila-rom-ancora-in-emergenza-abitativa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2018 09:38:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[21luglio]]></category>
		<category><![CDATA[abitazioni]]></category>
		<category><![CDATA[alloggi]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[igiene]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Manconi]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[odio]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politiche]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[servizi]]></category>
		<category><![CDATA[sgomberi]]></category>
		<category><![CDATA[Sinti]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10493</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presentato in Senato il Rapporto Annuale 2017 di Associazione 21 luglio. Sono 26 mila i rom in emergenza abitativa in Italia, il monito: «Ancora inadeguate le politiche volte al superamento dei campi, mancano orientamento&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/04/08/rapporto-annuale-2017-in-italia-26-mila-rom-ancora-in-emergenza-abitativa/">Rapporto Annuale 2017: in Italia 26 mila rom ancora in emergenza abitativa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="gdlr-blog-title"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/rapporto-annuale-21-luglio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10494" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/rapporto-annuale-21-luglio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/rapporto-annuale-21-luglio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/rapporto-annuale-21-luglio-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></h1>
<div class="clear"></div>
<p><!-- entry-header --></p>
<div class="gdlr-blog-content">
<div>
<p><strong>Presentato in Senato il Rapporto Annuale 2017 di Associazione 21 luglio. Sono 26 mila i rom in emergenza abitativa in Italia, il monito: «Ancora inadeguate le politiche volte al superamento dei campi, mancano orientamento strategico e coordinamento nazionale delle politiche desegregative».</strong></p>
</div>
<p>Roma – 6 aprile 2018. Il giudizio degli Enti internazionali ed europei di monitoraggio sui diritti umani* appare chiaro: anche nel 2017 l’Italia ha continuato ad essere il <strong>“Paese dei campi”</strong>, perseverando nell’utilizzo di politiche discriminatorie e segreganti nei confronti delle popolazioni rom e sinte presenti sul territorio nazionale oltre che nelle persistenti operazioni di sgombero forzato.</p>
<p>È stato presentato oggi in Senato, alla presenza del neo direttore UNAR<strong> Luigi Manconi</strong>, il <strong>Rapporto Annuale 2017</strong> di Associazione 21 luglio che come ogni anno – in vista della Giornata Internazionale dei Rom e Sinti celebrata l’8 aprile – fa il punto sullo stato dei diritti delle <strong>popolazioni rom e sinte in condizioni di emergenza abitativa </strong>e residenti all’interno di baraccopoli formali e informali italiane.</p>
<h3><strong><u>Rom e Sinti in emergenza abitativa in Italia</u></strong></h3>
<p>Secondo i dati raccolti sul campo da Associazione 21 luglio, a fronte di un totale stimato compreso tra 120 e 180 mila presenze di cittadini di origine rom e sinta, <strong>sono circa 26 mila quelli in emergenza abitativa</strong> che vivono in baraccopoli formali e informali o nei centri di raccolta monoetnici, numero pari allo<strong> 0,04% della popolazione italiana</strong>. Rispetto all’anno precedente si registra quindi una leggera flessione di presenze (nel 2016 erano 28 mila unità) dettata non da una graduale risoluzione della questione ma piuttosto dalle <strong>drammatiche condizioni di vita all’interno di questi insediamenti </strong>che hanno spinto alcuni degli abitanti – prevalentemente comunitari – a spostarsi in altri Paesi o a tornare nelle città di origine.</p>
<h3><strong><u>I numeri</u></strong></h3>
<p>In Italia sono <strong>148 le baraccopoli formali</strong>, distribuite in 87 comuni di 16 regioni da Nord a Sud, per un totale di circa 16.400 abitanti, mentre 9.600 è il numero di presenze stimato all’interno di insediamenti informali. A fine 2017 in Italia risultavano ancora attivi 2 centri di accoglienza monoetnici riservati alle comunità rom per un totale di 130 residenti, uno nella città di Napoli e uno a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Dei rom e sinti residenti nelle baraccopoli formali si stima che il <strong>43% abbia la cittadinanza italiana</strong>; mentre sono 9.600 i rom originari dell’ex Jugoslavia di cui circa il 30% – pari a 3.000 unità – è a rischio apolidia. Nelle baraccopoli informali e nei micro insediamenti, infine, vivono nell’86% dei casi cittadini di origine rumena.</p>
<h3><strong><u>La condizione dei minori e gli sgomberi forzati</u></strong></h3>
<p>A vivere sulla propria pelle le tragiche conseguenze della segregazione abitativa sono<strong> molti minori</strong>, il<strong> 55%</strong> secondo le stime di Associazione 21 luglio, con<strong> gravi ripercussioni sulla salute psico-fisica e sul loro percorso educativo e scolastico</strong>. A incidere sui livelli di scolarizzazione contribuiscono infatti in modo significativo sia le condizioni abitative sia la forte catena di vulnerabilità perpetrata dalle operazioni di <strong>sgombero forzato </strong>attuate in assenza delle garanzie procedurali previste dai diversi Comitati delle Nazioni Unite.<br />
Nella sua costante attività di monitoraggio, Associazione 21 luglio ha registrato in tutto il 2017 un totale di <strong>230 operazioni</strong>: 96 nel Nord Italia, 91 al Centro (di cui 33 nella città di Roma) e 43 nel Sud.</p>
<h3><strong><u>Antiziganismo e discorsi d’odio</u></strong></h3>
<p>L’antigitanismo rimane uno degli elementi che continua a caratterizzare la nostra società. Nel 2017 l’Osservatorio 21 luglio ha registrato un totale di <strong>182 episodi di discorsi d’odio nei confronti di rom e sinti</strong>, di cui 51 (il 28,1% del totale) sono stati classificati di una certa gravità. È da segnalare quindi un<strong> incremento del 4%</strong> rispetto al 2016, anno in cui l’Osservatorio aveva rilevato un totale di 172 episodi.</p>
<h3><strong><u>La situazione a Roma</u></strong></h3>
<p>La città di Roma detiene il <strong>triste primato del maggior numero di insediamenti presenti</strong>, <strong>17 in totale </strong>di cui 6 formali e 11 cosiddetti “tollerati”. Nella Capitale, nonostante le aspettative create a fine 2016 con la Memoria di Giunta e il “Progetto di Inclusione Rom” presentato il 31 maggio dalla sindaca Raggi che aveva come obiettivo il graduale superamento dei “campi” presenti all’interno della città – <a href="http://www.21luglio.org/21luglio/associazione-21-luglio-svela-critica-piano-rom-della-giunta-raggi/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-cke-saved-href="http://www.21luglio.org/21luglio/associazione-21-luglio-svela-critica-piano-rom-della-giunta-raggi/?utm_source=rss&utm_medium=rss">piano di cui Associazione 21 luglio aveva fin da subito evidenziato le fragilità</a> – nel 2017 <strong>non è stato di fatto avviato alcun processo di inclusione</strong>. Caso esemplare quello dell’insediamento di Camping River, per il cui superamento la Giunta ha promosso una serie di azioni che si sono dimostrate fallimentari e non hanno fatto altro che “declassare” l’insediamento da formale a informale.</p>
<h3><strong><u>Le dichiarazioni</u></strong></h3>
<p>«Non è più il momento di tergiversare, non è più il momento di risposte nostalgiche che guardano alle soluzioni del passato – ha dichiarato <strong>Tommaso Vitale dell’Università Sciences Po</strong>, intervenuto oggi nel corso della presentazione del Rapporto – <strong>Questo è il momento del diritto anti-discriminatorio</strong>. In Europa le città stanno procedendo verso politiche di opportunità e integrazione, il tempo delle misure speciali, segreganti e discriminanti è definitivamente scaduto».</p>
<p>«Ancora una volta ci troviamo a dover constatare il <strong>fallimento delle politiche di inclusione rivolte a rom e sinti in emergenza abitativa</strong> – ha dichiarato <strong>Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio</strong> – non ci sono progressi nell’implementazione della Strategia e le politiche non hanno prodotto alcun processo di inclusione. Sono necessari un chiaro orientamento strategico e un coordinamento a livello nazionale rispetto alle politiche di desegregazione abitativa».</p>
<p><a href="http://www.21luglio.org/21luglio/wp-content/uploads/2018/04/Rapporto_Annuale-2017_web.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-cke-saved-href="http://www.21luglio.org/21luglio/wp-content/uploads/2018/04/Rapporto_Annuale-2017_web.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>SCARICA IL RAPPORTO ANNUALE 2017</strong></a></p>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/04/08/rapporto-annuale-2017-in-italia-26-mila-rom-ancora-in-emergenza-abitativa/">Rapporto Annuale 2017: in Italia 26 mila rom ancora in emergenza abitativa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/08/rapporto-annuale-2017-in-italia-26-mila-rom-ancora-in-emergenza-abitativa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PARIGI: CHAOUKI-MANCONI, PIENO SOSTEGNO A MANIFESTAZIONE MUSULMANI A ROMA.</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/11/20/parigi-chaouki-manconi-pieno-sostegno/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2015/11/20/parigi-chaouki-manconi-pieno-sostegno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 10:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Chaouki]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Manconi]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2015/11/20/parigi-chaouki-manconi-pieno-sostegno/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Pieno apprezzamento e sostegno alla manifestazione nazionale promossa dalle comunità islamiche italiane che hanno deciso di scendere in piazza in solidarietà con le vittime di Parigi e contro il terrorismo di Daesh sabato 21&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/11/20/parigi-chaouki-manconi-pieno-sostegno/">PARIGI: CHAOUKI-MANCONI, PIENO SOSTEGNO A MANIFESTAZIONE MUSULMANI A ROMA.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pieno apprezzamento e sostegno alla manifestazione nazionale promossa dalle comunità islamiche italiane che hanno deciso di scendere in piazza in solidarietà con le vittime di Parigi e contro il terrorismo di Daesh sabato 21 alle ore 15. </p>
<p>La manifestazione nazionale, che si terrà a Roma, vedrà un largo coinvolgimento delle musulmane e musulmani d’Italia, riuniti per ribadire il loro “Not In My Name”.<br />
Sarà importante che tutti i cittadini italiani insieme alle associazioni religiose e laiche siano in piazza insieme ai musulmani italiani per ribadire la nostra piena solidarietà alle vittime del terrorismo di Daesh e per affermare i valori condivisi della nostra società. </p>
<p>Le musulmane e i musulmani d’Italia in questo difficile momento storico sono dunque nostri preziosi alleati in questa sfida al terrore, una sfida che vinceremo tutti uniti e animati dai comuni valori del rispetto della sacralità della vita e dalla netta condanna di qualsiasi forma di radicalismo.<br />
Lo affermano Khalid Chaouki, deputato Pd e coordinatore dell&#8217;Intergruppo parlamentare immigrazione e Luigi Manconi, senatore e Presidente della Commissione per i diritti umani.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/11/20/parigi-chaouki-manconi-pieno-sostegno/">PARIGI: CHAOUKI-MANCONI, PIENO SOSTEGNO A MANIFESTAZIONE MUSULMANI A ROMA.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2015/11/20/parigi-chaouki-manconi-pieno-sostegno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Carta di Bolzano per il diritto di asilo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/10/14/la-carta-di-bolzano-per-il-diritto-di/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2015/10/14/la-carta-di-bolzano-per-il-diritto-di/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 05:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[circolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Manconi]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2015/10/14/la-carta-di-bolzano-per-il-diritto-di/</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Luigi Manconi&#160;&#160; (da Il Manifesto) All’alba del 3&#160;otto­bre del 2013 nau­fra­gava, al largo di Lam­pe­dusa, un pesche­rec­cio pro­ve­niente dal porto libico di Misu­rata. Le vit­time accer­tate — ma chissà quanti i&#160;dispersi — furono&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/10/14/la-carta-di-bolzano-per-il-diritto-di/">La Carta di Bolzano per il diritto di asilo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Luigi Manconi&nbsp;&nbsp;  (da Il Manifesto)</p>
<p>All’alba del 3&nbsp;otto­bre del 2013 nau­fra­gava,<br />
al largo di Lam­pe­dusa, un pesche­rec­cio<br />
pro­ve­niente dal porto libico di Misu­rata. Le vit­time<br />
accer­tate — ma chissà quanti i&nbsp;dispersi — furono 366:<br />
prin­ci­pal­mente uomini di nazio­na­lità<br />
eri­trea.<br />L’ennesima tra­ge­dia del Medi­ter­ra­neo<br />
in cui a&nbsp;per­dere la vita, ancora una volta erano per­sone<br />
in fuga da situa­zioni atro­ce­mente invi­vi­bili<br />
e&nbsp;inten­zio­nate a&nbsp;chie­dere pro­te­zione<br />
in Europa.</p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<p> Dai primi anni ’90 si cal­co­lano oltre ven­ti­mila<br />
 morti in quel tratto di mare, quasi tre­mila solo negli ultimi<br />
 nove&nbsp;mesi.</p>
<p> Chi rie­sce a&nbsp;soprav­vi­vere approda in Ita­lia,<br />
 con­si­de­rata nella mag­gior parte dei casi una<br />
 terra di tran­sito: attra­ver­sata da migranti che, in<br />
 genere, vogliono rag­giun­gere il nord Europa per­ché<br />
 lì pos­sono ritro­vare parenti e&nbsp;amici; per­ché<br />
 lì hanno mag­giori pos­si­bi­lità di<br />
 intra­pren­dere un per­corso di studi e&nbsp;di tro­vare<br />
 lavoro; e,infine, per­ché lì rice­vono fin da subito<br />
 un’accoglienza che con­si­de­rano migliore e&nbsp;più<br />
 effi­cace di quella dispo­ni­bile in altri paesi<br />
 dell’Unione.</p>
<p> Uno dei pas­saggi cri­tici di que­sta lunga<br />
 tra­ver­sata è&nbsp;Bol­zano, o&nbsp;più<br />
 pre­ci­sa­mente la sua stazione.</p>
<p> Qui avviene il cam­bio del treno per rag­giun­gere<br />
 e&nbsp;ten­tare di oltre­pas­sare il con­fine con<br />
 l’Austria. È&nbsp;un punto di tran­sito molto impor­tante<br />
 e&nbsp;supe­rarlo può essere un’impresa dav­vero&nbsp;ardua.</p>
<p> Negli ultimi anni, infatti, ai pro­fu­ghi è&nbsp;stato<br />
 impe­dito di par­tire dal ter­ri­to­rio<br />
 ita­liano in quanto sprov­vi­sti del rego­lare<br />
 titolo di sog­giorno e&nbsp;di viag­gio. E, tut­ta­via,<br />
 nono­stante le dif­fi­coltà, nel 2015 sono pas­sate<br />
 per la sta­zione di Bol­zano 21.000 per­sone, in media<br />
 cento al giorno, pro­ve­nienti dai luo­ghi dello sbarco<br />
 e&nbsp;par­tite dalle coste del nord Africa.</p>
<p> Ma non è&nbsp;que­sta l’unica rotta. Tran­si­tano<br />
 da Bol­zano e&nbsp;dal Bren­nero anche migranti che<br />
 arri­vano via terra dalla Tur­chia e&nbsp;dall’Ungheria.<br />
 Ecco per­ché quest’anno la Com­mis­sione per la<br />
 tutela dei diritti umani del Senato ha deciso di ricor­dare le<br />
 vit­time del 3&nbsp;otto­bre pro­prio in quella città,<br />
 con un’iniziativa che si terrà nelle offi­cine FS dal titolo<br />
 «Bol­zano fron­tiera d’Europa». Non si tratta di un<br />
 sem­plice evento com­me­mo­ra­tivo poi­ché<br />
 sarà anche l’occasione per pre­sen­tare la Carta di<br />
 Bol­zano: ovvero un docu­mento in cui si afferma il diritto<br />
 ina­lie­na­bile alla libera cir­co­la­zione<br />
 degli esseri umani.</p>
<p> Nel testo sono for­mu­late pro­po­ste con­crete<br />
 riguar­danti la rea­liz­za­zione di un sistema di<br />
 asilo euro­peo e&nbsp;di un piano di rein­se­dia­mento<br />
 con numeri supe­riori rispetto a&nbsp;quelli, pres­so­ché<br />
 irri­sori, pre­vi­sti dall’agenda dell’Unione. Ma,<br />
 soprat­tutto, con una filo­so­fia dell’asilo<br />
 e&nbsp;dell’accoglienza com­ple­ta­mente diversa.</p>
<p> Si pro­pone, inol­tre, un piano di ammis­sione<br />
 uma­ni­ta­ria per evi­tare altri nau­fragi,<br />
 anti­ci­pando e&nbsp;avvi­ci­nando il momento della<br />
 richie­sta di pro­te­zione inter­na­zio­nale<br />
 nei paesi di tran­sito dei pro­fu­ghi. E&nbsp;ancora:<br />
 una nuova poli­tica di ingresso rego­lare in Europa,<br />
 attual­mente tutt’altro che garantito.</p>
<p> Oggi, gli ingressi rego­lari si rive­lano total­mente<br />
 ina­de­guati rispetto agli impe­ra­tivi della<br />
 demo­gra­fia e&nbsp;dell’economia e&nbsp;alle richie­ste<br />
 del mer­cato del lavoro, oltre che alle ine­lu­di­bili<br />
 esi­genze di una emer­genza uma­ni­ta­ria<br />
 desti­nata a&nbsp;ripro­dursi nel tempo. Infine, viene posto<br />
 all’ordine del giorno il supe­ra­mento dell’attuale<br />
 Rego­la­mento di Dublino.</p>
<p> Sono tutte pro­po­ste rea­liz­za­bili sin da<br />
 ora, a&nbsp;comin­ciare dai tra­sfe­ri­menti verso<br />
 altri paesi euro­pei, diversi da quello di ingresso, dove poter<br />
 rea­liz­zare il pro­getto di vita desi­de­rato,<br />
 qua­lora vi fos­sero moti­va­zioni fami­liari<br />
 o&nbsp;umanitarie.</p>
<p> A soste­gno di que­sta ini­zia­tiva a&nbsp;Bol­zano<br />
 inter­ver­ranno i&nbsp;rap­pre­sen­tanti delle<br />
 isti­tu­zioni e&nbsp;dell’ asso­cia­zio­ni­smo,<br />
 dalla por­ta­voce dell’Unhcr, Car­lotta Sami, al<br />
 sot­to­se­gre­ta­rio per gli Affari Esteri,<br />
 San­dro Gozi, fino agli espo­nenti di Volon­ta­rius<br />
 e&nbsp;di Bina­rio 1. E&nbsp;ascol­te­remo i&nbsp;suoni<br />
 e&nbsp;le voci di Paolo Fresu e&nbsp;Moni Ova­dia, del coro di<br />
 Arda­dioungo e&nbsp;di Paolo Rossi, di Mau­ri­zio<br />
 Mag­giani e&nbsp;dei Tetes de Bois. Il pro­blema vero, ora,<br />
 è&nbsp;quello di farsi sen­tire da un’Europa che — oltre<br />
 a&nbsp;rive­larsi troppo spesso afa­sica — appare<br />
 dram­ma­ti­ca­mente&nbsp;sorda.</p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/10/14/la-carta-di-bolzano-per-il-diritto-di/">La Carta di Bolzano per il diritto di asilo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2015/10/14/la-carta-di-bolzano-per-il-diritto-di/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abolire il carcere?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/05/18/abolire-il-carcere/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2015/05/18/abolire-il-carcere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 05:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Manconi]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2015/05/18/abolire-il-carcere/</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Francesco Lo Piccolo (direttore di “Voci di dentro” &#8211; da Huffigton Post, 9 maggio 2015) Ho appena finito di leggere &#8220;Abolire il carcere &#8211; una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini&#8221;, libro&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/05/18/abolire-il-carcere/">Abolire il carcere?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
Francesco Lo Piccolo (direttore<br />
di “Voci di dentro” &#8211; da Huffigton Post, 9 maggio 2015)</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/05/abolire_il_carcere.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/05/abolire_il_carcere.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
 Ho appena finito di leggere<br />
 <u><a href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/abolire-il-carcere-9788861906839.php?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">&#8220;Abolire<br />
 il carcere &#8211; una ragionevole proposta per la sicurezza dei<br />
 cittadini&#8221;</a></u>,<br />
 libro edito da Chiarelettere scritto da Luigi Manconi, Stefano<br />
 Anastasia, Valentina Calderone e Federica Resta. Centoventi pagine<br />
 (compresa la postfazione di <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gustavo_Zagrebelsky?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Gustavo<br />
 Zagrebelsky</a></u>)<br />
 nelle quali si affronta un tema spinoso come quello del carcere per<br />
 dire in sostanza, finalmente, che è arrivato il momento di<br />
 abolirlo.</p>
<p> Certo una battaglia non facile,<br />
 specie in questi tempi &#8211; a mio avviso &#8211; dove lo slogan &#8220;più<br />
 galera&#8221; spunta da ogni parte, in ogni momento, per qualunque<br />
 cosa. Oliato e alimentato. Slogan acefalo, soddisfazione viscerale<br />
 che alle volte mi tocca sentire anche tra gli stessi carcerati. È<br />
 proprio vero che dal male nasce solo male. Prova provata di un<br />
 sistema che non risolve il problema in sé, ma semplicemente e con<br />
 gran convinzione lo allontana, segregandolo, nascondendolo nelle<br />
 periferie. Sistema grigio e lontano. Ignorato nella sua realtà ma<br />
 sempre presente. Il toccasana. In realtà il toccasana che non sana<br />
 un bel nulla, medicina placebo, rimedio pronto e infallibile, cura<br />
 del male con la creazione della vittima sacrificale. Dunque<br />
 perfettamente efficiente.<br />
 </p>
<p> Ma torno al libro, a questo<br />
 percorso per l&#8217;abolizione della moderna galera, per l&#8217;abolizione di<br />
 questa istituzione nata appena 250 fa e che invece mi appare<br />
 percepita come antichissima, quasi preistorica, del tipo &#8220;così<br />
 è sempre stato, così sempre sarà&#8221;. Il ragionamento che fanno<br />
 gli autori, e che mi trova ovviamente in accordo, nasce da alcune<br />
 semplici considerazioni, ovvero dal fatto che il carcere, come si<br />
 legge nella parte centrale, è:</p>
<blockquote><p>
1) intollerabile<br />
 (degradazione e non rieducazione, un luogo fatto di sbarre e celle<br />
 dove rinchiudere i propri simili come &#8220;animali feroci&#8221;,<br />
 come dice Zagrebelsky), <br />2) <u><a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2013/05/03/news/carceri_l_italia_terza_in_europa_per_sovraffollamento-57961002/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">insostenibile<br />
 per i costi</a></u><br />
 (3 miliardi all&#8217;anno in grandissima parte spesi per il personale e<br />
 per il funzionamento del sistema, lasciando ai detenuti per il vitto<br />
 poco più di 24 milioni annui), <br />3) inutile e incapace di<br />
 garantire la sicurezza dei cittadini (non riduce il tasso di<br />
 criminalità, al contrario è scuola di criminalità, affinando le<br />
 capacità delinquenziali di chi viene incarcerato),<br />4) inefficace<br />
 come strumento di punizione, o come sistema per &#8220;insegnare&#8221;<br />
 ai detenuti a non delinquere di nuovo (<u><a href="http://www.istat.it/it/archivio/153369?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">sette<br />
 condannati su dieci commettono un nuovo reato</a></u><br />
 dopo aver scontato la pena; ad esempio nel 1998 su 5.772 persone<br />
 scarcerate, sette anni dopo ben 3.951 sono tornate in carcere,<br />
 ovvero il 68,45 per cento),<br />5) afflizione e tortura (vedi<br />
 sentenza Torregiani del 2013, e sentenza Sulejmanovic nel 2009),<br />6)<br />
 gratuita violenza (vedi i casi di Asti, Parma, o l&#8217;uccisione di<br />
 Stefano Cucchi).</p></blockquote>
<p>Ed è da qui, secondo Manconi,<br />
 Anastasia, Calderone e Resta, che nasce appunto la &#8220;ragionevole<br />
 proposta per la sicurezza dei cittadini&#8221; frutto di un atto di<br />
 coraggio contro la società carcero-centrica. &#8220;È arrivato il<br />
 momento di osare&#8221; scrivono gli autori. Dove osare per me<br />
 significa più semplicemente tornare a ripercorrere un pensiero di<br />
 civiltà, come una specie, a me pare, di antica strada maestra,<br />
 quella strada che un tempo veniva percorsa non tanto con coraggio ma<br />
 piuttosto con buon senso e senso civile. Nel 1985 il tema<br />
 dell&#8217;abolizione del carcere fu al centro di un convegno che si tenne<br />
 a Parma organizzato da <u><a href="http://www.mariotommasini.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Mario<br />
 Tomassini</a></u>,<br />
 morto nel 2006, grande nome della psichiatria italiana, amico di<br />
 <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Basaglia?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Basaglia</a></u>,<br />
 da sempre in prima fila contro manicomi e istituzioni totali.<br />
 </p>
<p> Nel 1945 subito dopo la Guerra, il<br />
 padre dell&#8217;Europa libera e unita <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Altiero_Spinelli?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Altiero<br />
 Spinelli</a></u>,<br />
 così scriveva in una lettera indirizzata a <u><a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/piero-calamandrei_(Dizionario-Biografico)/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Pietro<br />
 Calamandrei</a></u>:</p>
<p></p>
<blockquote><p>
&#8220;Più penso ai<br />
 problemi del carcere più mi convinco che la riforma carceraria da<br />
 effettuare è quella di abolire il carcere penale e sostituirlo con<br />
 un luogo dove sia possibile una vita normale, controllata da<br />
 magistrati, con possibilità di guadagnare, di sposarsi, di aver<br />
 casa, di vivere civilmente&#8221;.
 </p></blockquote>
<p>E non è certo un caso che nella<br />
 nostra Costituzione non ci sia mai la parola carcere e piuttosto si<br />
 parli di pene che non possono consistere in trattamenti contrari al<br />
 senso di umanità. Dunque una proposta che va accompagnata &#8211; come<br />
 scrivono Manconi, Anastasia, Calderone e Resta &#8211; con una rivoluzione<br />
 di tipo culturale, giuridica e politica. Ovvero con modifiche che<br />
 &#8220;riducano l&#8217;ambito dell&#8217;applicazione del carcere sostituendolo<br />
 con misure limitative della libertà (extramurarie) solo nei casi<br />
 più gravi e per il resto con sanzioni di natura interdittiva,<br />
 patrimoniale o riparatoria&#8221;. In definitiva con la &#8220;riduzione<br />
 del diritto penale&#8221;. Una specie di passo indietro, se intendo<br />
 bene il pensiero degli autori, del potere-strapotere del<br />
 giudiziario. Il tutto attraverso un programma diviso in dieci punti<br />
 che rappresenta la via per arrivare alla definitiva abolizione della<br />
 prigione. In sintesi:<br />
 </p>
<blockquote><p>
1) diritto penale come<br />
 extrema ratio,<br />2) eliminazione dell&#8217;ergastolo e riduzione delle<br />
 pene detentive,<br />3) decarcerizzazione nel codice e nella<br />
 legislazione penale speciale,<br />4) giurisdizione penale minima,<br />5)<br />
 eliminazione della carcerazione preventiva,<br />6) sanzioni invece<br />
 che carcerazioni,<br />7) garanzie e rieducazione effettiva per i<br />
 carcerati colpevoli di gravi reati,<br />8) umanizzazione e<br />
 superamento dell&#8217;alta sicurezza e 41 bis,<br />9) escludere il carcere<br />
 per i minori,<br />10) fine delle misure di sicurezza detentive.</p></blockquote>
<p>Perché nessuno, nemmeno<br />
 Berlusconi, spiegano, deve andare in galera. <br />A pagina 120 così<br />
 scrive al termine della postfazione il profesor Zagrebelsky:</p>
<blockquote><p>
<br />In una società che<br />
 prenda le distanze dall&#8217;idea del capro espiatorio, non dovrebbe il<br />
 diritto mirare a riparare la frattura? Da qualche tempo si discute<br />
 di giustizia ripartiva, restaurativa, riconciliativa. Studi sono in<br />
 corso. Una prospettiva nuova e antichissima, al tempo stesso, che<br />
 potrebbe modificare profondamente le coordinate con le quali<br />
 concepiamo il crimine e il criminale: da fatto solitario a fatto<br />
 sociale&#8230;</p></blockquote>
<p></p>
<p> Dunque un libro da leggere. Per<br />
 capire.</p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/05/18/abolire-il-carcere/">Abolire il carcere?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2015/05/18/abolire-il-carcere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ultimo inganno per i migranti</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/03/27/lultimo-inganno-per-i-migranti/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2015/03/27/lultimo-inganno-per-i-migranti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 07:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[frontiera]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[Manconi]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[umani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2015/03/27/lultimo-inganno-per-i-migranti/</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Stefano Liberti&#160; (da internazionale.it) L’idea di istituire in alcuni paesi africani dei campi dove esaminare le richieste d’asilo verso l’Unione europea è sempre più dibattuta a Bruxelles e nelle varie capitali. Lanciata dal&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/03/27/lultimo-inganno-per-i-migranti/">L&#8217;ultimo inganno per i migranti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
Stefano Liberti&nbsp; (da internazionale.it)</div>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
 L’idea di istituire in alcuni<br />
 paesi africani dei campi dove esaminare le richieste d’asilo verso<br />
 l’Unione europea è sempre più dibattuta a Bruxelles e nelle<br />
 varie capitali. Lanciata dal governo italiano durante il suo<br />
 semestre di presidenza nel 2014 con il nome di “processo di<br />
 Khartoum”, la proposta ha raccolto l’adesione del ministro<br />
 dell’interno tedesco Thomas de Maizière e dei governi francese e<br />
 austriaco. In linea teorica, tale idea avrebbe alcuni risvolti<br />
 positivi: come ha sottolineato Luigi Manconi, presidente della<br />
 commissione diritti umani del senato, che ne è un sostenitore, essa<br />
 “permetterebbe di evitare l’attraversamento illegale del<br />
 Mediterraneo, con i rischi che comporta, e distribuire i richiedenti<br />
 asilo in Europa secondo quote equilibrate di accoglienza”. Ma<br />
 siamo sicuri che questo sia l’obiettivo principale di chi l’ha<br />
 lanciata? E, soprattutto, siamo sicuri che sia praticabile?<br />
 </p>
<p> Basta guardare al precedente più<br />
 vicino alla proposta italiana, nel tempo e nella sostanza, per<br />
 avanzare qualche perplessità: nel 2011, quando scoppiò la guerra<br />
 in Libia, migliaia di profughi fuggirono in Tunisia, dove fu<br />
 allestito il campo di Choucha, a poca distanza dalla frontiera<br />
 libica. Questo campo era un esempio <em>ante<br />
 litteram</em> di quelli che<br />
 oggi si discutono a livello europeo: le domande dei richiedenti<br />
 asilo erano esaminate alla presenza dell’Alto commissariato delle<br />
 Nazioni Unite per i rifugiati e dell’Organizzazione internazionale<br />
 per le migrazioni. E chi aveva diritto alla protezione otteneva un<br />
 via libera per il “reinsediamento” in paesi terzi. Nella vicina<br />
 Europa? Non proprio. Delle 3.167 persone alle quali era stato<br />
 riconosciuto il diritto di asilo, circa 2.600 sono state accettate<br />
 dagli Stati Uniti, e solo qualche decina da Svezia, Norvegia e<br />
 Germania (unici stati europei a dare il proprio assenso).<br />
 </p>
<p> L’Italia, che aveva ricevuto la<br />
 richiesta di cinque casi di ricongiungimento familiare (cioè di<br />
 profughi con famiglia nel nostro paese), ha impiegato più di un<br />
 anno a rilasciare i visti necessari – che pure, secondo le nostre<br />
 leggi e le convenzioni internazionali, spettavano di diritto ai<br />
 richiedenti. I numeri poi ci dicono anche altro: a Choucha, dopo lo<br />
 scoppio della guerra, vivevano 18mila persone. Che fine hanno fatto?<br />
 Molte di loro, stanche di aspettare che la loro richiesta fosse<br />
 esaminata, sono rientrate in Libia e hanno preso un barcone per<br />
 l’Italia.<br />
 </p>
<p> Cosa fa pensare che, una volta<br />
 realizzati, questi campi non diventeranno parcheggi a tempo<br />
 indeterminato come fu Choucha? E perché, se si vuole evitare<br />
 l’attraversamento del mare, non prevedere da subito la possibilità<br />
 di chiedere asilo presso le ambasciate nei paesi di transito<br />
 piuttosto che in megacampi allestiti ad hoc? Tutto lascia presagire<br />
 che il processo di Khartoum non sia tanto un modo per bloccare il<br />
 business del trasporto clandestino e distribuire più equamente i<br />
 rifugiati tra i vari stati membri, ma piuttosto uno stratagemma per<br />
 delegare ancora una volta la gestione dei flussi migratori a paesi<br />
 terzi che hanno delle dubbie credenziali democratiche.<br />
 </p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/03/27/lultimo-inganno-per-i-migranti/">L&#8217;ultimo inganno per i migranti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2015/03/27/lultimo-inganno-per-i-migranti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il dossier. Art.3: lo stato dei diritti in Italia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/02/10/il-dossier-art3-lo-stato-dei-diritti-in_10/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2015/02/10/il-dossier-art3-lo-stato-dei-diritti-in_10/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 05:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[convenzione]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[Manconi]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2015/02/10/il-dossier-art3-lo-stato-dei-diritti-in_10/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Disabilità e persona; omosessualità e diritti; dallo ius migrandi all&#8217;inclusione; profughi e richiedenti asilo; l&#8217;accesso alla giustizia; la tutela dei minori; istruzione e mobilità sociale.; libertà religiosa: questi sono alcuni degli argomenti trattati nel&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/02/10/il-dossier-art3-lo-stato-dei-diritti-in_10/">Il dossier. Art.3: lo stato dei diritti in Italia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/02/1900-3-Articolo-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/02/1900-3-Articolo-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p>Disabilità e persona; omosessualità e diritti; dallo ius migrandi all&#8217;inclusione; profughi e richiedenti asilo; l&#8217;accesso alla giustizia; la tutela dei minori; istruzione e mobilità sociale.; libertà religiosa: questi sono alcuni degli argomenti trattati nel primo Dossier sullo stato dei diritti in Italia intitolato: “<i>L’Articolo 3. Primo Rapporto sullo stato dei diritti in Italia</i>” (Ediesse 2014, a cura di Stefano Anastasia, Valentina Calderone e Lorenzo Fanoli)</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Si tratta di un rapporto periodico realizzato dall&#8217;Associazione “A buon diritto” con il finanziamento di Open Society Foundation e con il sostegno della Compagnia di San Paolo: in 360 pagine vengono analizzati e approfonditi i temi relativi ai diritti fondamentali della persona, proprio perchè l&#8217;intento è quello di monitorarne l&#8217;attuazione nel nostro Paese.  </div>
<p>
L&#8217;art. 3 della Costituzione enuncia i due principi di eguaglianza formale («tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali») e sostanziale (<i>«è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese»</i>). La Carta costituzionale garantisce i diritti solo ai cittadini (italiani), mentre in Italia soggiornano milioni di cittadini della Unione Europea, per i quali sono i trattati intercomunitari a garantire i medesimi diritti fondamentali dei cittadini italiani, ma anche milioni di cittadini stranieri di cittadinanza extra-comunitaria, buona parte in maniera legale (cioè muniti di permesso di soggiorno in Italia) e parte in maniera illegale anche ai quali è la Convenzione dei diritti dell&#8217;uomo a garantire i diritti fondamentali, anche se la Corte europea per i diritti dell&#8217;uomo (CEDU) ha parecchie volte sanzionato l&#8217;Italia per violazione di tale convenzione. A molti sembra opportuno che una revisione della Costituzione (di cui si parla da anni) affronti anche questo problema, parificando i diritti almeno dei regolarmente residenti stranieri in Italia a quelli dei cittadini, anche se sarebbe opportuno che la Costituzione espressamente garantisse i diritti umani fondamentali a tutti coloro che per qualunque ragione si trovino in Italia, così come l&#8217;Italia si è impegnata a fare sottoscrivendo e ratificando le convenzioni internazionali.</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ecco, quindi, l&#8217;importanza del dossier: ogni sezione tematica è affidata ad un esperto di settore; il dossier, inoltre, presenta una corposa cronologia degli eventi più importanti che hanno influito sulla tutela giuridica dei diritti di base negli ultimi anni. Gli scritto sono di: Daniela Bauduin, Valentina Brinis, Valentina Calderone, Valeria Casciello, Angela Condello, Ulderico Daniele, Angela De Giorgio, Silvia Demma, Valeria Ferraris, Domenico Massano, Caterina Mazza, Ezio Menzione, Paolo Naso, Giovanna Pistorio, Federica Resta, Mauro Valeri. Altri contributi di: Alessandro Leogrande e Eligio Resta.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“La tutela e l&#8217;effettività dei diritti umani non è affare esotico che riguarda lande e continenti lontani. Al contrario, è bene partire da noi, prima di andare in giro per il mondo a predicarne il valore e l&#8217;urgenza. L&#8217;Art.3 è un resoconto e un progetto politico. Il progetto politico della Costituzione repubblicana e del principio d&#8217;uguaglianza scritto in nome della dignità e dei diritti di ogni essere umano”, queste le parole di Luigi Manconi,  Presidente dell&#8217;Associazione “A buon diritto” e della Commissione Diritti Umani del Senato. “La dignità è di ogni essere umano in quanto tale e dunque la dignità, prosegue Manconi, «si presenta sulla scena pubblica come fattore di valutazione e di commisurazione di quei valori di libertà, eguaglianza, solidarietà su cui si fondano le nostre società e i nostri regimi democratici. Come la storia degli ultimi due secoli insegna, non c’è libertà, non c’è eguaglianza, non c’è reciprocità senza il riconoscimento della dignità di ciascun essere umano in relazione con i suoi simili.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E noi, dell&#8217;Associazione per i Diritti Umani di Milano, non possiamo che essere d&#8217;accordo!  </div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Seguite, quindi, anche le nostre iniziative pubbliche in cui diamo voce – attraverso le parole e l&#8217;operato di esperti, professionisti, autori – a chi non ce l&#8217;ha. </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/02/10/il-dossier-art3-lo-stato-dei-diritti-in_10/">Il dossier. Art.3: lo stato dei diritti in Italia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2015/02/10/il-dossier-art3-lo-stato-dei-diritti-in_10/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
