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	<title>Marco Omizzolo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Legge sul caporalato: ne parliamo con Marco Omizzolo</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 07:36:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata approvata dal nostro governo la legge sul caporalato. L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha intervistato, per voi, Marco Omizzolo, da sempre impegnato su questo (e altri) fronti. E lo ringrazia molto. &#160;&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata approvata dal nostro governo la legge sul caporalato. <em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> ha intervistato, per voi, Marco Omizzolo, da sempre impegnato su questo (e altri) fronti. E lo ringrazia molto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/th-101.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7200" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/th-101.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th-101" width="299" height="199" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo tante battaglie, finalmente, è stata approvata la legge contro il capolarato: ce la può delineare nei suoi punti essenziali e commentarla?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni aspetti della nuova legge sono centrali e molto importanti, a partire dalla responsabilità penale del datore di lavoro finalmente riconosciuta, la confisca dei beni aziendali, una maggiore tutela del lavoratore sfruttato denunciante. Si tratta senza dubbio di importanti passi in avanti, sebbene sappiamo bene non sufficienti. La legge è valida ma dovrà in primis entrare nel corpo vivo della società italiana, piegare i rapporti di forza ormai sistemi e globali tra capitale e lavoro a vantaggio di quest’ultimo, essere celere, efficiente ed efficace nella sua azione nei riguardi delle aziende che impiegano manodopera in modo irregolare. Manca di attenzione rispetto ad esempio alla filiera, ancora gravemente opaca e in alcuni casi realmente sporca e compromessa,non riforma in profondità il sistema dei controlli, è concentrata molto sugli aspetti repressivi e poco su quelli preventivi, non analizza e comprende misure di contrasto alla tratta internazionale a scopo di sfruttamento lavorativo se indicando la possibilità rifarsi ad un fondo anti-tratta però inadeguato a sostenere realmente quanti he avrebbero diritto.Questi sono solo alcuni punti critici di una legge che consente tuttavia fare de passi in avanti sostanziali.</p>
<p>Con Pina Sodano ha curato un saggio intitolato “Migranti e territori. Lavoro, diritti e accoglienza” (Ed. Ediesse). Quali sono i motivi che spingono le persone a emigrare e, in particolare, come si potrebbe declinare la politica dell&#8217;inclusione ?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/1945-420Migranti-territori.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-7198 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/1945-420Migranti-territori.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="1945-4%20migranti-territori" width="204" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I motivi sono diversi. Motivi “tradizionali” come le guerre, le carestie, le dittature, le crisi economiche, inducono ancora oggi milioni di persone a fuggire dai loro luoghi natali. A questi si aggiungono ragioni “nuove”, come i mutamenti climatici, la ridefinizione dei confini, la tratta internazionale a scopo di sfruttamento lavorativo, ad esempio. La combinazione di fattori endogeni, esogeni, economici, politici, ambientali e sociali genera la complessa ed articolata rete migratoria globale per come oggi la conosciamo, peraltro in continua evoluzione. E’ evidente che il diffondersi di nuovi conflitti, non sempre noti e raccontati in Occidente, determinano l’accelerazione del flusso migratorio soprattutto dei profughi, nei confronti dei quali i Paesi occidentali dovrebbero agire nel rispetto della normativa internazionale e dei diritti umani e questo spesso non avviene, determinano in capo ad essi una responsabilità storica ed etica immensa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La quinta mafia” è il titolo del suo ultimo testo, edito da Radici Future. L&#8217;indagine parte dall&#8217;area pontina per arrivare anche al Nord e fa emergere una collusione tra politica e mafie, anche sulla pelle degli immigrati. Perchè, appunto, “quinta mafia”? E c&#8217;è un legame tra caporalato e criminalità organizzata?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quinta Mafia perché è da intendersi come altra organizzazione mafiosa dopo le quattro tradizionalmente conosciute (Mafia siciliana, ‘ndrangheta, camorra, sacra corona unita). E’ però anche un’organizzazione sociale (e non solo criminale) che agisce nel pontino e non solo attraverso una consorteria criminale o direttorio in cui tutte le mafie intervengono quale camera di compensazione e gestione dei loro affari, ora gestiti insieme e non in competizione mediate ausilio di professionisti di varia natura e la collaborazione strumentale della criminalità comune e delle mafie straniere. Si tratta di una mafia relazione che agisce dente un network mafioso organizzato in cui si agisce attraverso accordi con parte del mondo della politica, dell’imprenditoria e delle professioni. La loro azione è capace di condizionare le scelte urbanistiche de comuni, gli appalti, il sistema dei rifiuti come anche il credito finanziario. La Quinta Mafia analizza questo nella sua prima parte e la processualità che generalmente le mafie mettono in campo quando vogliono entrare in un territorio nuovo. a questo si aggiungono fatti di cronaca criminale a sostegno della tesi accaduti nel pontino negli anni Ottanta, periodo emblematico per la conquista della provincia di Latina da parte di tutte le mafie tradizionale e la costituzione del primo direttorio intermafioso. Il libro è dunque una ricerca in parte sociologica e in parte cronologica dei fatti mafiosi pontini e può essere acquistato andando ad esempio sul sito <a href="http://www.tempi-moderni.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.tempi-moderni.net&amp;source=gmail&amp;ust=1477120815727000&amp;usg=AFQjCNG5oENMBCt8pF72w5eTqx3JEeTA2A&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">www.tempi-moderni.net?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/la-quinta_mafia_omizzolo-2-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-7199 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/la-quinta_mafia_omizzolo-2-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="la-quinta_mafia_omizzolo-2-2" width="272" height="383" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/la-quinta_mafia_omizzolo-2-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 682w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/la-quinta_mafia_omizzolo-2-2-213x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 213w" sizes="(max-width: 272px) 100vw, 272px" /></a></p>
<p>Il legame tra caporalato e mafie è organico, strutturato ed evidente. Il caporalato è un reato più che spia, possiamo definirlo un reato mafioso a tutti gli effetti, anche per le metodologie che i caporali adottano nei riguardi dei lavoratori, sia di reclutamento sia di impiego nelle campagne. E al caporalato si deve aggiungere la tratta internazionale a scopo di sfruttamento lavorativo che come In Migrazione (<a href="http://www.inmigrazione.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.inmigrazione.it&amp;source=gmail&amp;ust=1477120815727000&amp;usg=AFQjCNFPRFRNt_XbEA75fWXAeHHfcO4NNg&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">www.inmigrazione.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a>) abbiamo attentamente documentato con riferimento a quella punjabi (indiana). Si tratta di rapporti incestuosi interni ad un sistema di produzione agroindustriale su piccola e grande scala che determina, anche per via del ruolo fondamentale della Grande Distribuzione Organizzata e dei grandi mercati ortofrutticoli come quello vigente a Vittoria o a Fondi.</p>
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		<title>Profughi ambientali, saranno almeno 250 milioni nel 2050</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 06:37:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Marco Omizzolo 1 settembre 2016 Fonte: Leurispes Il dibattito nazionale sulle migrazioni sembra ostinatamente concentrato sull’analisi delle causa tradizionali delle medesime. I migranti economici, categoria in realtà sempre meno credibile per i limiti&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="entry-title"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-78.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6768" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6768" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-78.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (78)" width="300" height="225" /></a></h1>
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<p>Il dibattito nazionale sulle migrazioni sembra ostinatamente concentrato sull’analisi delle causa tradizionali delle medesime. I migranti economici, categoria in realtà sempre meno credibile per i limiti che ha dimostrato, sembrano essere spinti da sole ragioni di povertà o dall’ansia, legittima, di migliorare la propria condizione economico-sociale insieme a quella della propria famiglia. I richiedenti asilo invece da situazioni di grave instabilità politica, guerre, dittature e discriminazioni di varia natura. Si tratta di ragioni condivisibili ma non sufficienti per comprendere l’intrigata matassa di motivi che spingono milioni di persone a fuggire dal proprio paese. Tra le ragioni spesso sottovalutate sia dal dibattito politico sia da quello scientifico ci sono anche quelle ambientali.</p>
<p>Il Consiglio di sicurezza dell’Onu considera il cambiamento climatico una delle minacce più radicali e urgenti alla pace e alla sicurezza internazionale. Le conseguenze dei mutamenti climatici e gli effetti nefasti di un modello economico di sviluppo sempre più globale e climalterante obbliga milioni di persone a lasciare la propria città o Paese alla ricerca di condizioni ambientali e socio-economiche migliori. Le Nazioni Unite ritegno che i cosiddetti <em>profughi ambientali </em>potrebbero raggiungere la cifra record di 250 milioni entro il 2050. Uomini, donne e bambini che lasciano aree dove avanza la desertificazione, dove il pascolo o l’agricoltura è sempre più difficile, le alluvioni e devastazioni conseguenti ormai annuali, la desertizzazione una costante che azzera ogni possibilità di vita nel proprio territorio. Non è questione di poco conto ma al contrario centrale per il futuro del pianeta. Il numero dei disastri naturali nel mondo potrebbe raddoppiare nei prossimi 10-15 anni. Negli ultimi 10 anni, 3.852 disastri hanno ucciso più di 780.000 persone, ne hanno colpite 2 miliardi e sono costate circa 960 miliardi dollari. Le maggiori vulnerabilità indotte dai principali rischi climatici includono le migrazioni umane, la carenza di acqua potabile, la riduzione della produttività agricola e l’insicurezza alimentare, la perdita dei mezzi di sussistenza, i rischi per la salute, la crisi energetica e la sicurezza dai disastri.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-77.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6769" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6769 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-77.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (77)" width="198" height="142" /></a></p>
<p>L’ultimo episodio è allarmante per la sua violenza e gli effetti che ha prodotto, il luogo in cui si è manifestato e la relativa recidività. Si tratta dello Stato americano della Louisiana messa in grave difficoltà per via dell’alluvione iniziata giovedì 11 agosto scorso. Si tratta del peggior disastro nella regione del sud degli Stati Uniti dopo l’uragano Katrina, che nel 2005 devastò New Orleans. Il bilanci è di 10 morti, 20 mila sfollati, 30 mila persone tratte in salvo dai soccorritori e 40 mila case inagibili.</p>
<p>Tutto questo determina ripercussioni anche sulla sicurezza nazionale ed internazionale. La radicalizzazione ideologica e il terrorismo possono aumentare in molti Paesi, soprattutto in Asia meridionale e nord Africa, a causa della deprivazione sociale ed economica indotta dal mutamento climatico. La scarsità di risorse naturali potrebbe essere un fattore che contribuisce a generare o ampliare conflitti e instabilità. Per questa ragione, l’analisi del rapporto tra global warming, migrazioni e sicurezza mondiale, con particolare riferimento ai profughi ambientali, è indispensabile per comprendere le dinamiche di un sistema mondo in continua trasformazione.</p>
<p>Diventa importante riconoscere che il cambiamento climatico è pervasivo e ha implicazioni per la sicurezza più di ogni altra minaccia. Non è un problema marginale. Al contrario rappresenta una delle problematiche di maggiore rilievo e urgenza a livello globale che chiama in causa il modello economico di sviluppo, ancora gravemente climalterante, e i relativi equilibri di potere.</p>
</div>
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		<title>DDL sul caporalato: il commento di Marco Omizzolo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 09:12:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri il Senato italiano ha approvato il ddl per contrastare il caporalato  (http://www.diritto.it/docs/5091127-ddl-caporalato-nuovo-disegno-di-legge-approvato-in-senato?source=1&#38;tipo=news) e l&#8217;Associazione per i Diritti umani ha chiesto un commento a MARCO OMIZZOLO, da tempo impegnato sul tema e autore, con Pina Sodano,  del&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="_d97"></div>
<div>Ieri il Senato italiano ha approvato il ddl per contrastare il caporalato  <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/th-74.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6480" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/th-74.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (74)" width="232" height="150" /></a>(<a href="http://www.diritto.it/docs/5091127-ddl-caporalato-nuovo-disegno-di-legge-approvato-in-senato?source=1&amp;tipo=news&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.diritto.it/docs/5091127-ddl-caporalato-nuovo-disegno-di-legge-approvato-in-senato?source=1&amp;tipo=news&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) e l&#8217;Associazione per i Diritti umani ha chiesto un commento a MARCO OMIZZOLO, da tempo impegnato sul tema e autore, con Pina Sodano,  del saggio  &#8220;Migranti e territori. Lavoro, diritti, accoglienza&#8221; (Edizioni Ediesse).</div>
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<div class="_d97"> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/9788823019454.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6481" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6481 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/9788823019454.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="9788823019454" width="156" height="240" /></a></div>
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<div>E’ una bella soddisfazione l’approvazione da parte del Senato del disegno di legge contro il grave sfruttamento dei lavoratori in agricoltura e contro il caporalato. Si tratta di un provvedimento importante atteso da quanti da anni combattono contro una piaga vergognosa e sempre più diffusa. In Migrazione, insieme alla Flai CGIL, alla rete Coltiviamo Diritti e alle molte associazioni e organizzazioni impegnate su questo fronte esprimono la speranza che il testo passi presto anche alla Camera e venga adeguatamente sostenuto attraverso appropriati finanziamenti e norme conseguenti.. La nuova legge dovrebbe attivare, come afferma anche la rete Coltiviamo Diritti, strumenti più efficaci nel contrasto allo sfruttamento colpendo i patrimoni con la confisca e punire gli enti o aziende che si avvalgono dei caporali per reclutare mano d’opera in nero oltre a rafforzare la Rete del lavoro agricolo di qualità. Si tratta di un primo passo importante verso il ripristino delle condizioni minime di civiltà in quei luoghi di lavoro dove viene prodotto il cibo che arriva sulla tavola di tutti i cittadini. Ora trafficanti, padroni, caporali e sfruttatori saranno meno sicuri dei loro traffici e che si va consolidando un impegno per la giustizia e la legalità che va nella direzione giusta.</div>
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