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	<title>Martin Schultz Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Aung San Suu Kyi e il premio in ritardo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Nov 2013 05:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Era il 1990: la leader dell&#8217;opposizione birmana, Aung San Suu Kyi, si trovava agli arresti domiciliari a causa della dittatura militare, ma continuava la sua lotta per i diritti umani e per la democrazia.&#46;&#46;&#46;</p>
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</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/Aung-san-su-ki.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/Aung-san-su-ki.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="180" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Era il<br />
1990: la leader dell&#8217;opposizione birmana, Aung San Suu Kyi, si<br />
trovava agli arresti domiciliari a causa della dittatura militare, ma<br />
continuava la sua lotta per i diritti umani e per la democrazia. Una<br />
detenzione che è durata quindici anni.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel &#8217;90<br />
le viene assegnato il premio Sakharov per la Libertà di Pensiero e,<br />
l&#8217;anno dopo, il Nobel per la Pace.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
2013, a 68 anni e con un fiore giallo tra i capelli, l&#8217;attivista ha<br />
potuto finalmente ricevere il primo riconoscimento direttamente dalle<br />
mani del presidente dell&#8217;Europarlmento, Martin Schultz.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Tanta<br />
commozione e un lungo applauso hanno accompagnato questo giorno<br />
importante che ha segnato l&#8217;inizio di un percorso in Europa. Il<br />
viaggio di Aung San Suu Kyi si pone l&#8217;obiettivo di chiedere una nuova<br />
Costituzione per il Myanmar perchè quella attuale attribuisce il 25%<br />
dei seggi nelle assemblee ai militari e rappresenta un ostacolo per<br />
la candidatura della stessa attivista alle prossime elezioni<br />
presidenziali, nel 2015.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Appoggiata<br />
dal suo partito, la National League for Democracy, San Suu Kyi chiede<br />
“il diritto ad esistere in base alla propria coscienza”. La<br />
leader democratica ha, infatti, puntualizzato: “ La nostra gente<br />
sta solamente iniziando ad imparare che la libertà di pensiero è<br />
possibile. Ma vogliamo che diventi una certezza la necessità di<br />
preservare il diritto a un credo libero e a una vita in pieno accordo<br />
con la propria coscienza”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Importanti<br />
anche le sue parole riguardo alla principio di libertà e, in<br />
particolare, ancora sulla libertà di pensiero: “ La libertà di<br />
pensiero inizia con il diritto di fare domande. A molti dei nostri<br />
cittadini, tra i tanti che sono stati arrestati con cadenza<br />
quotidiana, abbiamo dovuto insegnare a chiedere a coloro che andavano<br />
a metterli in manette: Perchè?&#8230;La libertà di pensiero è<br />
essenziale per il progresso umano, se interrompiamo la libertà di<br />
pensiero interromperemo anche il progresso del nostro mondo&#8230;<i>Perchè<br />
</i>è<br />
una delle parole più importanti in ogni lingua. E&#8217; importante che<br />
lavoriamo sulle imperfezioni delle nostre società, che lavoriamo<br />
sulle leggi che ci colpiscono come esseri umani, sulle leggi che<br />
erodono le fondamenta della dignità umana. E questo perchè la<br />
nostra ricerca della democrazia non è terminata”.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
A<br />
proposito di leggi che ostacolano la candidatura alla presidenza<br />
democratica del Paese: la Costituzione attuale vieta ad un birmano<br />
sposato ad uno straniero di occupare la Presidenza dello Stato: il<br />
marito di Aung San Suu Kyi, oggi scomparso, era di nazionalità<br />
britannica, come lo sono i figli. Anche per loro continuerà la<br />
battaglia, come donna, come moglie, come madre e come cittadina.
</div>
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