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	<title>Mattarella Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Mattarella Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>La festa che non è una passeggiata</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 10:02:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da ilmanifesto.it) 25 APRILE, UNA DATA ESIGENTE.&#160;«Vogliamo che sfili una grande manifestazione, più grande del solito» scrivevamo un mese fa nell’appello che invitava a tornare a Milano questo 25 aprile. Siamo ottimisti, pensiamo che&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/25-aprile-Festa-della-Liberazione-34.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="446" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/25-aprile-Festa-della-Liberazione-34.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17530" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/25-aprile-Festa-della-Liberazione-34.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/25-aprile-Festa-della-Liberazione-34-300x167.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/25-aprile-Festa-della-Liberazione-34-768x428.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p>(da ilmanifesto.it)</p>



<p><strong>25 APRILE, UNA DATA ESIGENTE.&nbsp;</strong>«Vogliamo che sfili una grande manifestazione, più grande del solito» scrivevamo un mese fa nell’appello che invitava a tornare a Milano questo 25 aprile. Siamo ottimisti, pensiamo che andrà così, […]</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://ilmanifesto.it/cdn-cgi/image/width=1400,format=auto,quality=85/https://static.ilmanifesto.it/2024/04/25aprile-1994-foto-archio-manifesto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="25 Aprile 1994. Dall'archivio del Manifesto"/></figure>



<p>25 Aprile 1994&nbsp;&#8211;&nbsp;Dall&#8217;archivio del ManifestoNuovo!<a href="https://ilmanifesto.it/archivio?autore=Andrea%20Fabozzi&utm_source=rss&utm_medium=rss">Andrea Fabozzi</a></p>



<p>«Vogliamo che sfili una grande manifestazione, più grande del solito»&nbsp;<a href="https://ilmanifesto.it/si-potrebbe-tornare-a-milano-il-25-aprile?utm_source=rss&utm_medium=rss">scrivevamo un mese fa nell’appello</a>&nbsp;che invitava a tornare a Milano questo 25 aprile. Siamo ottimisti, pensiamo che andrà così, il corteo sarà pienissimo.</p>



<p>Ce lo dicono le tante adesioni, collettive e individuali, l’impegno degli organizzatori, la sensazione di aver intercettato e dato voce a un desiderio diffuso. Persino cresciuto nelle ultime settimane, al crescere delle motivazioni per fare di questa Liberazione una liberazione speciale.</p>



<p>Al centro del nostro 25 aprile c’è l’urgente mobilitazione contro le destre estreme in Italia e in Europa, che ormai mettono in discussione o cancellano principi e diritti che parevano acquisiti. E c’è l’opposizione popolare alla guerra, ormai trattata come un punto di programma dalle massime istituzioni Ue.</p>



<p>Cessate il fuoco e no al riarmo sono le parole d’ordine per l’unica opzione che ci resta: la pace.</p>



<p>In piena coerenza con l’eredità della Resistenza, combattuta anche per scacciare la guerra dal destino dell’Europa, quella di oggi sarà anche la grande manifestazione pacifista che aspettavamo da tempo. Per una soluzione negoziale del conflitto in Ucraina a più di due anni dall’aggressione russa. E per chiedere all’Unione e agli stati europei di agire per fermare la carneficina di Israele a Gaza. Smettendola con l’avallare – di fatto – l’azione di Netanyhau, capace di annientare l’istintiva solidarietà che il 7 ottobre aveva portato a Israele, seppellendola sotto una montagna di macerie e cadaveri palestinesi.</p>



<p>Poi c’è il governo Meloni che quotidianamente porta argomenti e attualità all’antifascismo. Disprezzo dei migranti, accanimento contro i poveri e gli ultimi, manganellate agli studenti, riduzione degli spazi di pluralismo, attacco ai diritti delle donne.</p>



<p>La lista è lunga e disegna un modello di governo e un sistema di potere che non è certo una riedizione del fascismo ma che ha nel cuore una troppo simile pulsione autoritaria.</p>



<p>Pensare che questa «matrice» possa essere cancellata con una dichiarazione della presidente del Consiglio o di qualcuno dei suoi per la festa della Liberazione è quantomeno ingenuo.</p>



<p>L’impresentabilità della nostra destra non è un problema che si risolve con una mano di buone maniere e qualche parola scelta con cura nelle feste comandate. Il 25 aprile la nostra destra sarà sempre a disagio e non per ragioni episodiche, legate alle tattiche del momento di questa o quel dirigente di Fratelli d’Italia.</p>



<h3><a href="https://ilmanifesto.it/25-aprile?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Tutte le informazioni sul 25 aprile a Milano</strong></a></h3>



<p>Perché il nostro è il paese che il fascismo lo ha inventato e proposto al mondo. È il paese dove il collateralismo alla dittatura ha resistito al suo crollo, prendendo le armi al fianco dell’invasore nazista in una guerra civile.</p>



<p>È il paese della continuità tra regime e repubblica, dove i vertici dell’amministrazione fascista sono rimasti al loro posto senza un graffio, come la stele dedicata al duce.</p>



<p>È il paese dove il reducismo di un partito di nostalgici ha giocato un ruolo nelle vicende ufficiali della democrazia, a partire dall’immediato dopoguerra, e ancor di più ha condizionato decenni di trame occulte ed eversive.</p>



<p>Dunque c’è una storia lunga che precede quella dei nipotini di Almirante oggi al potere e ne ha guidato la formazione. La fiamma tricolore che arde a palazzo Chigi non si è accesa per caso né all’improvviso. Lo sottovalutano quanti chiedono di continuo abiure alla presidente del Consiglio e ai suoi meno composti commilitoni, rapidamente piazzati ovunque nel governo e nel sottogoverno. Abiure verbali che servirebbero tutt’al più a confondere.</p>



<p>Se una tappa della sua ascesa dovesse consigliare a Meloni di dirsi antifascista (cosa che tendiamo a escludere) non per questo lei lo diventerebbe.</p>



<p>Non è facile dunque il compito di chi le si oppone. Perché l’opposizione non va fatta a un’etichetta che non cambia e a una presa di distanza che non arriva, ma contro una sostanza politica che questo governo afferma e rivendica quotidianamente.</p>



<p>L’opposizione va fatta dunque alle torture legalizzate nei centri di detenzione amministrativa, alle condizioni infernali delle carceri dove la violenza è la regola, alle strette di mano e ai passaggi di denaro con i peggiori autocrati in nome del blocco dei profughi, all’austerità di bilancio accettata nella sostanza anche se denunciata nella propaganda, allo smantellamento dei servizi pubblici essenziali a cominciare da scuola e sanità, alla lotta al dissenso, all’impoverimento e alla precarizzazione del lavoro, all’esaltazione dell’egoismo delle regioni ricche contro quelle povere e ai tentativi di cambiare anche la forma oltre che la sostanza della Costituzione.</p>



<p>Dunque non è l’opposizione alla memoria del fascismo e a una fiamma che non si spegne (e si allarga persino nel simbolo per le europee) che serve, ma quella a un linea politica che non può dirsi, purtroppo, in totale discontinuità con quella di altre e precedenti maggioranze.</p>



<p>Per questo il 25 aprile con il suo alto valore non è una ricorrenza ma una chiamata all’impegno, una sfida, un richiamo alla coerenza di chi oggi scende in piazza, e saremo in tanti. È una data esigente. La Liberazione è una festa, non una passeggiata.</p>
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		<title>Più di 150 medici stranieri rischiano di perdere l&#8217;accesso alla specializzazione a causa del permesso di soggiorno per studio</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jan 2024 09:39:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Foad Aodi: appello al Presidente della Repubblica e al Governo italiano ed i ministri competenti per risolvere la questione dei medici stranieri, basta muri contro di loro siamo stanchi Così la richiesta e l&#8217;appello&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="808" height="454" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17347" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 808w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi-300x169.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/aodi-768x432.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 808px) 100vw, 808px" /></a></figure>



<p><strong><em>Foad Aodi: appello al Presidente della Repubblica e al Governo italiano ed i ministri competenti per risolvere la questione dei medici stranieri, basta muri contro di loro siamo stanchi</em></strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="200" height="200" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17346" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></figure></div>



<p>Così la richiesta e l&#8217;appello dell&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) insieme alla Commissione medici e professionisti della sanità stranieri &#8211; giovani e al Movimento Uniti per Unire al Presidente della repubblica e al Presidente del Governo Italiano e ai ministri competenti per risolvere e consentire ai medici stranieri che hanno superato la prova di ammissione di accedere alle specializzazioni senza muri burocratici; vista l&#8217;enorme carenza di medici specialisti e infermieri in Italia non è umano continuare a mettere muri contro i professionisti della sanità di origine straniera senza motivi validi anche perchè  in numerose regioni stanno salvando la sanità pubblica e privata.</p>



<p>.<strong>Quali sono i requisiti generali per l’accesso ai concorsi pubblici e all&#8217;esame di specializzazione? Cittadinanza italiana o cittadinanza di uno degli Stati membri dell’Unione Europea? Ai sensi dell’art. 38 D.Lgs. 165/01 e s.m.i, possono partecipare: i cittadini italiani o i cittadini di uno degli Stati Membri dell’Unione Europea e i loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro, che siano titolari del diritto di soggiorno oppure i cittadini di Paesi terzi che siano titolari del permesso di soggiorno UE o che siano titolari dello status di rifugiato ovvero dello stato di protezione sussidiaria (ai candidati non italiani è in ogni caso richiesta un’adeguata conoscenza della lingua italiana).</strong></p>



<p><strong>La storia</strong>: sta succedendo in tutta Italia. Medici stranieri extracomunitari esclusi dalla specializzazione anche se vincitori di concorso. Hanno scelto di spostarsi dal loro Paese e luogo di origine per formarsi al meglio e iniziare un percorso formativo, ma si trovano in un limbo di insicurezze, con stipendi bloccati, con colleghi che decadono dalla graduatoria ogni tot giorni e con risposte ambigue e senza puri riferimenti di legge dalle segreterie universitarie, dal nord al sud. Chi di loro ha richiesto spiegazioni in merito ha ricevuto come risposta “seguirà il provvedimento motivato dell&#8217;esclusione “. I giovani medici, oltre il carico di stress dell&#8217;inizio di un nuovo percorso in un altro Paese, devono affrontare tutti i giorni anche la pressione da parte dell&#8217;università di provvedere al più presto con la conversione del permesso di studio in permesso di lavoro, pena esclusione dalla specializzazione, cosa attualmente impossibile per chi vuole iniziare un percorso di formazione inquadrato come borsa studio e che ha ricevuto dal Paese di provenienza un Visto di studio. Tale decisione è stata comunicata tramite decreto aggiuntivo del 23 novembre art 4 comma 4 dal MIUR agli Atenei ma in nessun modo ai medici direttamente interessati da questo provvedimento.&#8221; </p>



<p>L&#8217;Amsi insieme al Movimento Uniti per Unire esprime il suo rammarico per questo trattamento nei confronti dei giovani colleghi che vengono esclusi da un giorno all&#8217;altro e senza preavviso o un minimo di garanzie nonostante frequentassero regolarmente nei reparti ospedalieri a loro assegnati dalla Scuola di Specializzazione. ln Italia mancano medici, in tutte le specialità, e se il trattamento è questo non ci possiamo lamentare dei “cervelli in fuga” e delle carenze di personale SSN. Amsi ribadisce il suo impegno a sostenere tutti i professionisti della sanità italiani e di origine straniera come fa da sempre. Più di 1000 strutture e dipartimenti e poliambulatori e servizi pubblici e privati non hanno chiuso grazie all&#8217;ingresso dei professionisti della sanità di origine straniera; più di 3300 professionisti della sanità italiani hanno chiesto all&#8217;Amsi, da maggio del 2023, di volere lavorare all&#8217;estero (Paesi del Golfo) con aumento del 60% da settembre; più di 7 mila richieste di professionisti della sanità giunte all&#8217;Amsi negli ultimi 3 anni, più di 100 mila professionisti della sanità di origine straniera esercitano in Italia con un aumento del 45% di ingressi negli ultimi 3 anni e poi di 1000 convegni e congressi per tutte le professioni e tutte e nazionalità dal 2000 in collaborazione con le nostre associazioni e comunità appartenenti al Movimento Uniti per unire e Unione medica euro mediterranea (UMEM). &#8220;Sono alcune cifre che rendono la nostra realtà tra i primi difensori della sanità in Italia e anche all&#8217;estero e non accettiamo più muri, offese e distinzioni di professionisti e medici di serie A e serie B&#8221;, <strong>così dichiara Foad Aodi Presidente AMSI e docente a Contratto all&#8217;Università di Tor Vergata.</strong></p>



<p>Infine, l&#8217;Amsi si rivolge a tutti gli albi professionali di prendere posizione e tutelare i nostri colleghi perché siamo tutti medici italiani e rispettiamo i nostri doveri e la legge italiana, ma chiediamo che vengano rispettati i diritti senza discriminazione.</p>
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		<title>Rete NoBavaglio: appello a direttori, giornalisti e società civile. «Uniti contro chi vuole zittire l&#8217;informazione»</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/12/22/rete-nobavaglio-appello-a-direttori-giornalisti-e-societa-civile-uniti-contro-chi-vuole-zittire-linformazione/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 09:19:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Monta la protesta contro il divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare approvato dalla Camera martedì 19 dicembre 2023. Croniste e cronisti «al fianco di Fnsi e Ordine». «Il divieto di pubblicare che&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="900" height="562" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17337" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib-300x187.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib-768x480.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></figure>



<p>Monta la protesta contro il divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare approvato dalla Camera martedì 19 dicembre 2023. Croniste e cronisti «al fianco di Fnsi e Ordine».<a href="whatsapp://send?text=www.fnsi.it/rete-nobavaglio-appello-a-direttori-giornalisti-e-societa-civile-uniti-contro-chi-vuole-zittire-linformazione?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></p>



<p>«Il divieto di pubblicare che secreta le ordinanze di custodia cautelare e i contenuti fino alla fine dell&#8217;udienza preliminare rappresenta un provvedimento autoritario gravissimo che non solo colpisce e limita il lavoro dei giornalisti ma soprattutto il diritto dei cittadini di essere informati e rende più indifese le stesse persone private della libertà». Così le giornaliste e i giornalisti della Rete NoBavaglio che rivolgono <a href="https://pressingweb.altervista.org/2023/12/rete-nobavaglio-appello-ai-direttori-di-testata-agli-operatori-dellinformazione-e-alla-societa-civile-giornalisti-e-cittadini-si-uniscano-nella-mobilitazione-contro-lennesima-legge-bavaglio/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un appello</a> a direttori di testate, operatori dell&#8217;informazione e società civile a unirsi ai cronisti nella mobilitazione contro «l&#8217;ennesima legge bavaglio».<br><br>Un provvedimento che rappresenta «la conferma dell&#8217;attacco all&#8217;informazione portato avanti negli ultimi anni dai poteri forti e dalla politica più brutta», incalza NoBavaglio, rilevando che «nel nostro Paese esiste un partito del bavaglio trasversale ai vari schieramenti parlamentari che vuole silenziare l&#8217;informazione per poter agire in modo indisturbato e senza avere addosso l&#8217;occhio mediatico».<br><br>Croniste e cronisti ricordano poi «l&#8217;alibi della difesa della privacy, del diritto all&#8217;oblio e della presunzione di innocenza del decreto Cartabia» e lamentano: «Si vuole condizionare l&#8217;indipendenza dell&#8217;informazione. La stessa riforma del reato di diffamazione in discussione in Parlamento non solo non risolve il problema delle querele-bavaglio ma toglie ulteriore autonomia ai giornalisti stabilendo multe onerose e l&#8217;obbligo di rettifica senza contradditorio. In questo clima di censura di Stato si contestualizza l&#8217;emendamento che proibisce la pubblicazione dei contenuti dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare fino alla fine dell&#8217;udienza preliminare».<br><br>Di conseguenza, spiega NoBavaglio, «dal momento dell&#8217;arresto fino al processo, all&#8217;opinione pubblica per mesi sarà negato il diritto di essere informata su temi importati come la lotta alla corruzione e la lotta alla mafia. Ma non solo: non sarà possibile conoscere le accuse e le prove contestate alla persona finita in carcere. E quindi se si tratta di una reclusione legittima o eccessiva: di conseguenza saranno colpite anche le garanzie a tutela del cittadino indagato o arrestato. Con questo ulteriore atto il &#8220;partito trasversale del bavaglio&#8221; è riuscito a cancellare il ruolo di garanzia che la libera stampa riveste a tutela di tutti i cittadini, anche di quelli privati della libertà».<br><br>Le Rete NoBavaglio, «ancora una volta, è al fianco della Federazione della Stampa italiana e dell&#8217;Ordine dei giornalisti e si unisce <a href="https://www.fnsi.it/bavaglio-ordinanze-custodia-cautelare-appello-al-presidente-mattarella-non-firmi?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">all&#8217;appello rivolto al presidente della Repubblica</a>, Sergio Mattarella, di non firmare questo provvedimento liberticida. La Rete NoBavaglio – concludono croniste e cronisti – aderisce ad ogni forma di mobilitazione contro questo provvedimento e per garantire il diritto-dovere di informare e il diritto dei cittadini di essere informati. Come rete di giornalisti e cittadini ci rivolgiamo ai direttori delle testate giornalistiche e a tutti gli operatori dell&#8217;informazione chiedendo di dare vita a una campagna contro tutti i bavagli e di unirsi in una battaglia di civiltà e democrazia che deve creare un&#8217;alleanza tra mondo dell&#8217;informazione e cittadinanza attiva. Uno Stato davvero democratico dovrebbe favorire la verifica delle informazioni e non ostacolarla. Senza libertà non può esistere una informazione corretta e di qualità e senza informazione la libertà muore».</p>
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		<title>Comunicato stampa del Tavolo per la nonviolenza del Municipio3 di Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 08:53:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Ucraina la tragedia della guerra sta seminando morte, distruzione e miseria. Le vittime sono sempre più numerose; i profughi, specialmente mamme, bambini e bambine, stanno chiedendo ospitalità in tutta Europa e in Russia&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/manifestazione-scala-ucraina-sala-instagram-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="360" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/manifestazione-scala-ucraina-sala-instagram-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16206" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/manifestazione-scala-ucraina-sala-instagram-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/manifestazione-scala-ucraina-sala-instagram-2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p>In Ucraina la tragedia della guerra sta seminando morte, distruzione e miseria. Le vittime sono sempre più numerose; i profughi, specialmente mamme, bambini e bambine, stanno chiedendo ospitalità in tutta Europa e in Russia migliaia di pacifisti sono incarcerati.</p>



<p>Il Tavolo per la nonviolenza del Municipio 3 di Milano fa proprie le parole che il presidente Mattarella ha pronunciato subito dopo l’inizio delle operazioni militari “Noi non possiamo accettare che la&nbsp;follia della guerra&nbsp;distrugga quello che i popoli hanno realizzato in sette decenni di&nbsp;collaborazione e obiettivi comuni” e ribadisce l’art. 11 della nostra costituzione “L&#8217;Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.</p>



<p>Crediamo che i dissidi non si affrontino con le armi ma con il dialogo, la nonviolenza e la diplomazia.</p>



<p>Vogliamo continuare con le nostre azioni e le nostre scelte a costruire relazioni e rapporti mettendo in atto la metodologia della Nonviolenza, riportata nel nostro Statuto, che coniuga la coerenza interna del pensare, sentire e agire nella stessa direzione a un modo di relazionarsi basato sulla antica regola di condotta di base: &#8220;Tratta gli altri come vorresti essere trattatə&#8221;.</p>



<p>Nel condannare la guerra, ora e sempre, ribadiamo il nostro impegno a costruire quotidianamente pace, armonia e concordia tra le persone e i popoli della terra.</p>



<p>Anche Associazione Per i Diritti umani fa parte del Tavolo: supporta e divulga il comunicato.</p>
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		<title>Il diritto alla cura per chi si trova nelle RSA e nelle RSD</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 13:25:52 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="512" height="341" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-2-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14974" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-2-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 512w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-2-3-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></figure>



<p>L&#8217; associazione Anchise, comitato nazionale familiari di ospiti delle RSA, ha scritto una lettera appello a Mattarella, firmata anche da altre associazioni. In allegato l&#8217; appello di Anchise a Mattarella e l&#8217; elenco delle associazioni firmatarie. Tra queste: Medicina Democratica Onlus, il Coordinamento Cittadino Sanità di Roma, alcuni comitati locali di familiari di ospiti di RSA, USB pensionati, Cub sanità.<br>ANCHISE è un Comitato di Famiglie presente in tutto il territorio nazionale che si è costituito allo scopo di garantire e vigilare sul diritto alla salute, all&#8217;assistenza e alla socialità degli ospiti nelle RSA e RSD e sui diritti dei lavoratori.<br>Di seguito le parole con cui Anchise ha presentato il documento, e in allegato il testo dell&#8217; appello e l&#8217; elenco delle associazioni firmatarie della lettera.</p>



<p>Associazione Per i Diritti umani sostiene la lettera/appello di Anchise. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Lettera-a-Mattarella-Associazione-Anchise-ed-altri-1-2-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14975" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Lettera-a-Mattarella-Associazione-Anchise-ed-altri-1-2-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Lettera-a-Mattarella-Associazione-Anchise-ed-altri-1-2-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Lettera-a-Mattarella-Associazione-Anchise-ed-altri-1-2-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Lettera-a-Mattarella-Associazione-Anchise-ed-altri-1-2-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Lettera-a-Mattarella-Associazione-Anchise-ed-altri-1-2-1448x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1448w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Lettera-a-Mattarella-Associazione-Anchise-ed-altri-1-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1653w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Associazioni-che-hanno-firmato-la-lettera-di-Anchise-2-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14976" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Associazioni-che-hanno-firmato-la-lettera-di-Anchise-2-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Associazioni-che-hanno-firmato-la-lettera-di-Anchise-2-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Associazioni-che-hanno-firmato-la-lettera-di-Anchise-2-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Associazioni-che-hanno-firmato-la-lettera-di-Anchise-2-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Associazioni-che-hanno-firmato-la-lettera-di-Anchise-2-1448x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1448w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Associazioni-che-hanno-firmato-la-lettera-di-Anchise-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1653w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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		<title>Il ruolo dell’Italia in caso di guerra</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 08:03:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Luca Cellini (da www.pressenza.com ) Ho sempre creduto che la&#160;Costituzione italiana&#160;fosse fra le più belle del mondo, riguardo la sua applicazione invece credo si sia davvero lontanissimi.Ciò viene dimostrato stando almeno agli&#160;ultimi avvenimenti&#160;legati&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p></p>



<p>di Luca Cellini (da <a href="http://pressenza.com?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.pressenza.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> )</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2020/01/xNato-per-uccidere-720x480.jpg.pagespeed.ic.Iuxb7lQuex.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Il ruolo dell’Italia in caso di guerra"/><figcaption>&#8220;Nato per uccidere&#8221; (Foto di da Full Metal Jacket)</figcaption></figure></div>



<p>Ho sempre creduto che la&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2015/04/70-anni-di-costituzione-nonviolenta/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Costituzione italiana</strong></a>&nbsp;fosse fra le più belle del mondo, riguardo la sua applicazione invece credo si sia davvero lontanissimi.<br>Ciò viene dimostrato stando almeno agli&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2020/01/qual-e-la-vera-minaccia-nucleare-in-medio-oriente/?utm_source=rss&utm_medium=rss">ultimi avvenimenti</a>&nbsp;legati al&nbsp;<strong>Medio Oriente</strong>.</p>



<p>Mi spiego meglio: si può essere concordi oppure no che la Costituzione italiana sia fra le più belle del mondo, però, leggendola, tutti potranno concordare fin dalle prime battute che, la&nbsp;<strong>Carta costituzionale italiana sia decisamente antibellicista e fermamente contro la guerra</strong>. Così come del popolo italiano volendo si possa dir tutto, ma certo non se ne possa mettere in dubbio, il&nbsp;<strong>fortissimo</strong>&nbsp;<strong>e più che motivato&nbsp;rifiuto di fondo sia alla guerra che al nucleare</strong>. Gli italiani infatti, vi hanno rinunziato più volte con tanto di referendum sull’energia nucleare, perfino quella a scopi civili.</p>



<p>Eppure, nonostante tutto ciò, l’Italia specie in questi ultimi anni è divenuto il&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2020/01/antonio-mazzeo-litalia-e-uno-snodo-chiave-per-le-operazioni-militari-usa/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>“gabinetto di guerra”</strong>&nbsp;operativo degli Stati Uniti e della NATO</a>.<br>La&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2019/04/liberiamoci-da-camp-darby/?utm_source=rss&utm_medium=rss">base militare di Camp Darby</a>&nbsp;a Livorno è divenuta il principale arsenale militare statunitense in Europa, il più grande degli Stati Uniti al di fuori del proprio territorio. A&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2019/05/le-navi-della-morte-passano-da-livorno/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Camp Darby transitano via mare le rotte della guerra.</a>&nbsp;A Camp Darby ci sono armi strategiche e tattiche di ogni tipo, 125 bunker, dove si stima sia stoccato circa un milione di proiettili di artiglieria, ma anche bombe aeree, e missili. Secondo alcuni esperti militari ci sarebbero anche dotazioni nucleari, oltre a carri armati e diversi veicoli militari aerei e terrestri.<br>Si tratta di una sorta di grandissimo hub delle armi. Il più grande di tutto il patto atlantico. Queste arrivano via mare, a bordo di imponenti navi della USS Navy, fino al porto di Livorno. Da qui sono stoccate a&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2017/04/che-gran-passione-la-liberta-di-giocare-alla-guerra/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Camp Darby, per poi essere smistate e destinate in Giordania, Arabia Saudita</a>&nbsp;e altri paesi mediorientali per rifornire le forze di Washington impegnate nei vari teatri di guerra principalmente dell’area mediorientale, dalla<a href="https://www.pressenza.com/it/2017/05/la-ministra-della-guerra-chiama-alle-armi/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>&nbsp;Siria</strong>&nbsp;allo&nbsp;<strong>Yemen</strong>,</a>&nbsp;ma anche alla&nbsp;<strong>Libia</strong>, senza dimenticare ovviamente&nbsp;<strong>l’Iraq.</strong></p>



<p>Oltre Camp Darby, sul suolo italico in prima linea nella politica della guerra, c’è la<a href="https://www.pressenza.com/it/2019/04/da-sigonella-in-poi-le-nuove-guerre/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;base militare di Sigonella</a>&nbsp;in Sicilia, da cui decollano i caccia da guerra impiegati nei vari conflitti, e<a href="https://www.pressenza.com/it/2019/12/droni-ags-a-sigonella-il-regalo-di-natale-della-nato-ai-siciliani/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;i droni controllati a distanza</a>, uguali a quello usato ad esempio per il blitz nei giorni scorsi per uccidere il generale iraniano Soleimani.<br>Ancora In Sicilia, a Niscemi, dal 2014 è sorto uno dei centri di trasmissione del&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2019/05/la-sicilia-capitale-mondiale-delle-telecomunicazioni-militari-usa/?utm_source=rss&utm_medium=rss">MUOS</a>&nbsp;(Mobile User Objective System): un sistema di comunicazione satellitare militare ad alta frequenza (UHF) e a banda stretta (fino a 64 kbit/s), utilizzato direttamente dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Il MUOS è un sistema composto da quattro satelliti (più uno di riserva) e quattro stazioni di terra, una delle quali è quella di Niscemi. Il MUOS integra le comunicazioni di guerra delle forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo, e per questo, proprio in questi giorni è impegnato direttamente nella trasmissione e nel controllo operativo di varie operazioni di guerra in Medio Oriente.</p>



<p>Sempre in Italia abbiamo già adesso circa 90 testate nucleari, diverse delle quali stanziate presso la base militare di Aviano nel Veneto. Un potenziale nucleare già adesso capace di oltrepassare la&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2015/12/le-300-hiroshima-della-nato/?utm_source=rss&utm_medium=rss">potenza distruttiva di 300 Hiroshima</a>. E così, giusto perché eravamo in aria natalizia, proprio nei giorni di Natale si è saputo di un altro bel regalino, che sta per esserci recapitato dai nostri amici alleati a stelle e strisce.<a href="https://www.fanpage.it/attualita/cinquanta-testate-nucleari-dalla-turchia-ad-aviano-e-polemica-in-italia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;50 Bombe Nucleari USA dalla Turchia dirette in Italia.</a><br>Cinquanta testate nucleari strategiche pronte per essere portate dalla base turca di Incirlik, in Anatolia, alla base Usaf di Aviano, in Friuli Venezia Giulia. Gli Usa diffidano sempre di più della fedeltà alla Nato del presidente turco Erdogan, e così ripiegano sulla sempre più fedele Italia. Questa notizia ci è stata riportata da Fanpage e poi ripresa dall’Ansa, il 30 dicembre, 4 giorni prima del&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2020/01/generale-iraniano-ucciso-da-un-drone-usa/?utm_source=rss&utm_medium=rss">blitz americano che ha visto l’uccisione in Iraq del generale iraniano Soleimani</a>. La fonte è il generale a riposo Chuck Wald della US Air Force in una intervista rilasciata in esclusiva all’agenzia Bloomberg.</p>



<p>Tutto questo sarebbe quanto meno “degno” di una<strong>&nbsp;interrogazione parlamentare urgente</strong>, per chiedere sia al&nbsp;<strong>Governo</strong>&nbsp;ma anche al&nbsp;<strong>Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</strong>, perché, sebbene la nostra&nbsp;<strong>Costituzione</strong>&nbsp;parli in modo chiaro e inequivocabile di&nbsp;<strong>ripudio della guerra</strong>, e il&nbsp;<strong>popolo italiano</strong>&nbsp;si sia espresso più volte per via referendaria nell’essere fermamente&nbsp;<strong>contrario all’uso del nucleare</strong>, persino in campo civile, perché&nbsp;<strong>Stati Uniti d’America e la NATO, continuino a riempire il “patrio suolo” di ordigni nucleari militari</strong>, e di armi di ogni specie e tipo, usate nel conflitto mediorientale. Sì, sono questioni serie queste che dovrebbero spiegarci sia la Presidenza della Repubblica che il Governo, aprire quantomeno una discussione in&nbsp;<strong>Parlamento</strong>; un organo creato apposta per trattare e parlamentare almeno degli aspetti più importanti che riguardano da vicino il nostro paese, le nostre vite, il nostro futuro. Ciò a maggior ragione in una ipotesi di possibile&nbsp;<strong>conflitto armato di tipo diretto tra Stati Uniti e Iran</strong>. Non è forse questa una flagrante violazione del dettato costituzionale? E l’ultima azione condotta per ordine diretto di&nbsp;<strong>Trump</strong>&nbsp;non è forse in&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2020/01/per-il-diritto-internazionale-lazione-di-trump-configurabile-come-atto-criminale-e-terrorista/?utm_source=rss&utm_medium=rss">totale violazione del Diritto Internazionale</a>, che è stato stracciato con un semplice click remoto via Web. Un raid quest’ultimo, che è stato giudicato&nbsp;<strong>un crimine</strong>&nbsp;anche dall’<strong>Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite</strong>.</p>



<p>Con l’ultima mossa operata dalle forze armate statunitensi, (il raid che ha visto l’uccisione di Soleimani) le istituzioni internazionali, a salvaguardia della pace, della cooperazione mondiale e del rispetto delle&nbsp;<strong>Carte universali e del Diritto</strong>, sono state&nbsp;<strong>sbeffeggiate e calpestate</strong>.<br>La parola stessa, e&nbsp;<strong>le rassicurazioni</strong>&nbsp;che proprio&nbsp;<strong>Trump</strong>&nbsp;pochi giorni prima, a fine anno, pubblicamente aveva dato, sono state cancellate, rimangiate una ad una. Persino quei paesi europei che da oltre 75 anni vengono chiamati “alleati” sono stati oltraggiati, di fatto resi ridicoli, rendendo evidente che in termini decisionali è come se nemmeno esistessero. Di questo, a partire da oggi e nei prossimi giorni a seguire si dovrebbe discutere in Parlamento in modo urgente, perché questa è la funzione per cui è stato creato l’organo parlamentare.<br>Oppure tutto è stato già deciso dal signor Trump, magari con un bel&nbsp;<strong>tweet</strong>, come va tanto di moda oggi nel “club” esclusivo dei “grandi statisti”, quelli che con un sol&nbsp;<strong>click sullo smartphone</strong>&nbsp;decidono sulle&nbsp;<strong>vite di migliaia, forse milioni di persone</strong>. Ivi compreso anche le nostre sorti, quelle di un Paese che nonostante sia fondato sul ripudio assoluto della guerra, ci deve vedere costretti come nazione, a essere proni in prima linea all’interno di un conflitto che va crescendo.</p>



<p>Tutto ciò, a quanto pare sta accadendo finora,&nbsp;<strong>senza avere nemmeno la possibilità di esprimersi all’interno dell’istituzione del nostro Parlamento</strong>, che, vista l’aria pesantissima che tira, avrebbe quantomeno la funzione di&nbsp;<strong>discutere della drammatica condizione in cui come paese Italia ci veniamo a trovare</strong>; delle pesantissime implicazioni che comporta in questo momento l’essere più che alleati, di fatto&nbsp;<strong>complici di una nazione terza che sta operando al di fuori di ogni criterio del Diritto Internazionale</strong>, e anche al di fuori di ogni mandato delle Nazioni Unite. In seno a questo, c’è anche&nbsp;<strong>assoluto bisogno di discutere</strong>&nbsp;di come in questo momento il nostro suolo si trovi ad essere&nbsp;<strong>sede operativa di vere e proprie operazioni di guerra, senza che il nostro Stato riesca più esercitare una qualche forma decisionale su ciò che viene operato sul nostro stesso territorio</strong>.&nbsp; Discutere evidenziando che in questo momento, il nostro ruolo, più che alleati ci vede<strong>&nbsp;in parte complici, in parte militarmente occupati</strong>&nbsp;da una nazione terza che sembra prepararsi a scendere in guerra, non più per procura, bensì all’interno di un conflitto armato diretto contro altri Stati.<br>È di tutto questo che c’è assoluta urgenza di discutere all’interno del Parlamento, e quanto meno venire informati sui fatti gravissimi, e su questioni di vitale importanza che mettono a serio rischio il nostro Stato e le nostre vite di 60 milioni di cittadini.</p>



<p>Ciò assume ancor di più carattere di urgenza alla luce degli&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2020/01/antonio-mazzeo-litalia-e-uno-snodo-chiave-per-le-operazioni-militari-usa/?utm_source=rss&utm_medium=rss">intensi movimenti bellici e militari</a>&nbsp;che proprio in questi giorni stanno interessando il nostro territorio. E’ per questo che, restiamo in attesa che uno dei nostri massimi organi istituzionali, riferendoci al<strong>&nbsp;Presidente della Repubblica, Capo delle Forze Armate,</strong>&nbsp;e al&nbsp;<strong>Governo</strong>, primo e più importante organo decisionale chiamato a deliberare e decidere su questioni di vitale importanza per il Paese, abbiano la bontà di informarci su cosa stia avvenendo, e quali siano le nostre intenzioni come nazione che ripudia la guerra, all’interno invece di uno scenario che ci vede fortemente&nbsp;<strong>coinvolti in uno stato di pre-guerra.</strong>&nbsp;Nel frattempo, ci perdonino infine&nbsp;<strong>gli onorevoli deputati</strong>, se fra le lecite richieste avanzate, si possa almeno sperare che, fra una querelle televisiva sugli ospiti del prossimo Festival di Sanremo, e un gossip su quale sia la prossima fiamma di Salvini, ci possa essere in questo nostro Paese almeno una qualche componente parlamentare che prenda la briga&nbsp; e l’impegno di poter muovere una&nbsp;<strong>interrogazione parlamentare della massima urgenza</strong>&nbsp;sui pericolosi&nbsp;<strong>scenari di guerra</strong>&nbsp;che vanno addensandosi all’orizzonte sul&nbsp;<strong>nostro Paese</strong>, e che, non ce ne vogliano se glie lo ricordiamo,<strong>&nbsp;riguardano tutti noi e le nostre vite</strong>&nbsp;veramente da molto vicino.</p>
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		<title>Libertà e dignità a Mimmo Lucano &#8211; Appello del Comitato Undici Giugno</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Aug 2019 14:03:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani divulga e firma, invitando tutti a farlo, la seguente petizione lanciata da Comitato 11 giugno ll.mo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ci appelliamo alla Sua conclamata sensibilità ed al Suo rispetto per&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="477" height="268" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/GKrlevexrcYqHDf-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12936" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/GKrlevexrcYqHDf-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 477w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/GKrlevexrcYqHDf-800x450-noPad-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 477px) 100vw, 477px" /></figure></div>



<p> <strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>divulga e firma, invitando tutti  a farlo, la seguente petizione lanciata da Comitato 11 giugno</p>



<p>ll.mo <strong>Presidente</strong> della Repubblica, Sergio <strong>Mattarella</strong>,</p>



<p>ci appelliamo alla Sua conclamata sensibilità ed al Suo rispetto per i valori umani e per la dignità della persona e chiediamo il Suo urgente intervento in relazione alla nota vicenda politica e giudiziaria riguardante Domenico Lucano, Sindaco del Comune di Riace (RC) per tre mandati consecutivi, vicenda a Lei certamente nota.</p>



<p><strong>Dal 4 ottobre 2018</strong>, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri (RC),&nbsp;<strong>Domenico Lucano è stato sottoposto a misure cautelari restrittive della libertà personale</strong>, ovvero agli arresti domiciliari prima ed al&nbsp;<strong>divieto di dimora nel comune di Riace</strong>&nbsp;(RC) poi, misura quest&#8217;ultima ancora efficace.</p>



<p>Le ragioni dell&#8217;applicazione delle citate misure cautelari nei confronti di Domenico Lucano, accusato di essersi adoperato per favorire l&#8217;immigrazione clandestina attraverso la celebrazione di matrimoni fittizi (circostanza, peraltro, mai verificatasi) oltre che di aver proceduto ad affidamento diretto del servizio di raccolta di rifiuti a cooperative sociali (circostanza, nel caso di specie, ammessa dalla legge), venivano ricondotte al rischio di reiterazione dei reati contestati e di inquinamento probatorio in considerazione della carica di Sindaco che Domenico Lucano ha rivestito nel Comune di Riace fino allo scorso 26 maggio, data in cui i cittadini di Riace hanno eletto una nuova amministrazione comunale nella quale Domenico Lucano non ricopre alcuna carica pubblica, né amministrativa né politica.</p>



<p>Chiaro ed evidente risulta che oggi non vi è alcun motivo per ritenere che siano concrete ed attuali le motivazioni che hanno condotto all&#8217;applicazione delle citate misure cautelari.</p>



<p>A tutto quanto sopra si aggiunga che è pendente dinnanzi al Tribunale di Locri (RC) un processo a carico, tra gli altri, di Domenico Lucano, in cui verrà accertata la fondatezza delle accuse e rispetto al quale lo stesso ha sempre dichiarato piena fiducia nella magistratura.</p>



<p>Si aggiunga altresì che lo scorso mese di marzo 2019, a seguito del ricorso presentato dagli avvocati difensori di Lucano, si è pronunciata la&nbsp;<strong>Suprema&nbsp; Corte di Cassazione</strong>&nbsp;che &#8211; in buona sostanza &#8211;&nbsp;<strong>ha ritenuto insussistenti le ragioni che hanno portato all&#8217;applicazione della misura restrittiva della libertà personale.</strong></p>



<p>Alla luce di quanto sopra, ed in particolare della cessazione di ogni carica, di fatto, Domenico Lucano, cittadino incensurato, né, prima d&#8217;ora, neppure indagato per alcun tipo di reato, risulta oggetto di un esilio politico non giustificato da alcuna ragione giuridica.</p>



<p>Atteso che in questi giorni, l&#8217;<strong>anziano padre di Domenico Lucano, Roberto, 93enne, sta trascorrendo quelli che potrebbero essere i suoi ultimi giorni di vita</strong> visto il notevole <strong>aggravamento della propria situazione di salute</strong> (affetto da una grave forma di <strong>leucemia</strong> è stato colpito anche da un <strong>infarto</strong>) <strong>nella propria abitazione di Riace, ove il figlio, Domenico, non può recarsi neanche per una breve visita.<br></strong><br>In considerazione di tutto quanto sopra ci appelliamo alla Sua sensibilità ed ad un gesto umanitario, per dare la possibilità a Domenico Lucano ed al padre di potersi salutare con serenità dentro le mura della loro casa.<br>A tal fine <strong>chiediamo il Suo intervento</strong> affinché, con qualunque strumento a Sua disposizione e considerata la Sua posizione di Garante dei diritti costituzionali, <strong>si consenta a Domenico Lucano di poter tornare nel comune di Riace a far visita ed assistere il proprio anziano padre.</strong><br>Confidando in un sollecito ed urgente riscontro e ringraziando per l&#8217;attenzione, si inviano</p>



<p>Distinti saluti.<br>Comitato Undici Giugno </p>



<p></p>



<p><strong>Per firmare la petizione:  <br></strong><a href="https://www.change.org/p/presidente-della-repubblica-mattarella-liberta-e-dignita-a-mimmo-lucano-appello-del-comitato-undici-giugno?utm_content=bandit-starter_cl_share_content_it-it%3Av2&amp;recruited_by_id=33189600-c2b1-11e9-b5c3-f9835306c45a&amp;recruiter=993645843&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_medium=copylink&amp;utm_campaign=share_petition&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>https://www.change.org/p/presidente-della-repubblica-mattarella-liberta-e-dignita-a-mimmo-lucano-appello-del-comitato-undici-giugno?utm_content=bandit-starter_cl_share_content_it-it%3Av2&amp;recruited_by_id=33189600-c2b1-11e9-b5c3-f9835306c45a&amp;recruiter=993645843&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_medium=copylink&amp;utm_campaign=share_petition&utm_source=rss&utm_medium=rss</strong></a><strong> </strong></p>
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		<title>Chiudere i porti significa chiudere lo stato di diritto: appello al Presidente Mattarella</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jun 2019 09:27:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani sostiene e divulga il seguente appello di Osservatorio Solidarietà Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica, ci rivolgiamo a Lei come alla massima autorità a garanzia del rispetto delle Istituzioni repubblicane&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="800" height="450" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/NYZIlIedAjIfYxN-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12704" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/NYZIlIedAjIfYxN-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/NYZIlIedAjIfYxN-800x450-noPad-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/NYZIlIedAjIfYxN-800x450-noPad-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>sostiene e divulga il seguente appello di Osservatorio Solidarietà</p>



<p>Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica,</p>



<p>ci rivolgiamo a Lei come alla massima autorità a garanzia del rispetto delle Istituzioni repubblicane e della Costituzione, per chiederLe di intervenire nel caso della nave Sea-Watch3, in stallo da &nbsp;otto giorni in acque internazionali, al limitare delle acque italiane, con a bordo 43 profughi divenuti ostaggi – insieme ai loro salvatori – di una politica dimostrativa che dimentica vite, esistenze, umanità.</p>



<p>A Lampedusa questa notte si dormirà sul sagrato della Chiesa per chiedere che i quarantatré naufraghi a bordo, sopravvissuti ai lager libici, vengano accolti in un porto sicuro e smettano di soffrire inutilmente, dopo tanto dolore già patito. Molti di loro soffrono di disidratazione e mal di mare, a causa dell’incessante rollio dello scafo, come affermato oggi dalla comandante della nave.</p>



<p>Questa notte – la notte che ironicamente conclude la Giornata mondiale del rifugiato – nemmeno noi dormiremo. Forse neppure Lei.</p>



<p>Ci appelliamo a Lei affinché non venga assunto dall’Italia alcun provvedimento che sia in contrasto con il rispetto dei diritti umani, il buon senso e l’eredità politica, giuridica e umana che ci è stata consegnata dai Padri costituenti, che vede il sacro e inderogabile principio della solidarietà richiamato nell’art. 2 della nostra Costituzione.</p>



<p>Chiediamo a Lei, signor Presidente, che è garante della nostra convivenza civile, che la pietas, la giustizia, l’inviolabilità dei diritti fondamentali, il principio di separazione dei poteri e il rispetto delle convenzioni internazionali sottoscritte dal nostro Paese continuino a essere la base della nostra vita democratica di cittadini.</p>



<p>Con gratitudine</p>



<p>Osservatorio solidarietà</p>



<p></p>



<p>Per firmare la petizione:  <br><a href="https://www.change.org/p/sergio-mattarella-chiudere-i-porti-significa-chiudere-lo-stato-di-diritto-appello-al-presidente-mattarella?recruiter=53067140&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_campaign=psf_combo_share_initial&amp;utm_medium=whatsapp&amp;utm_content=washarecopy_16236498_it-IT%3Av1&amp;recruited_by_id=e8d86110-b255-0130-e9e7-3c764e04873b&amp;share_bandit_exp=initial-16236498-it-IT&amp;share_bandit_var=v3&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/sergio-mattarella-chiudere-i-porti-significa-chiudere-lo-stato-di-diritto-appello-al-presidente-mattarella?recruiter=53067140&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_campaign=psf_combo_share_initial&amp;utm_medium=whatsapp&amp;utm_content=washarecopy_16236498_it-IT%3Av1&amp;recruited_by_id=e8d86110-b255-0130-e9e7-3c764e04873b&amp;share_bandit_exp=initial-16236498-it-IT&amp;share_bandit_var=v3&utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </p>
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		<title>La non violenza contro il razzismo</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2019 07:02:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani aderisce e divulga l&#8217;appello scritto da Beppe Sini e firmato da molti singoli cittadini e associazioni. La partigiana, femminista e senatrice emerita Lidia Menapace, padre Alex Zanotelli, missionario comboniano,&#46;&#46;&#46;</p>
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<p> <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> aderisce e divulga l&#8217;appello scritto da Beppe Sini e firmato da molti singoli cittadini e associazioni. </p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="359" height="279" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/pace.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12629" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/pace.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 359w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/pace-300x233.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 359px) 100vw, 359px" /></figure></div>



<p>La partigiana, femminista e senatrice emerita Lidia Menapace, padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, e tante altre persone di volonta&#8217; buona e varie associazioni di solidarieta&#8217; chiedono al Presidente della Repubblica di intervenire per far cessare l&#8217;ecatombe nel Mediterraneo.</p>



<p><br>Di seguito il testo dell&#8217;appello.</p>



<p><br>Egregio Presidente della Repubblica,<br>fermi l&#8217;ecatombe in corso nel Mediterraneo richiamando il governo al dovere di soccorrere i naufraghi, di salvare le vite umane in pericolo.<br>E&#8217; il governo italiano, che da un anno sta facendo di tutto per impedire che i naufraghi siano soccorsi e recati in salvo nel nostro paese, il primo responsabile della mattanza di esseri umani nel Mediterraneo: potrebbe salvarli tutti, ed invece decide di farli morire.<br>Chiunque lo vede, chiunque lo sa. Tacere significa essere complici di un immane massacro.<br>Lei e&#8217; il Presidente della Repubblica, il primo magistrato del nostro paese: nelle forme previste dall&#8217;ordinamento, nel pieno adempimento dei suoi doveri istituzionali, intervenga per far cessare la strage, intervenga per impedire altre morti di esseri umani innocenti ed inermi.<br>Dal profondo del cuore la preghiamo.<br>Augurandole ogni bene, </p>
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		<title>Facinoroso è chi, respingendo i profughi, calpesta lo stato di diritto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2018 07:38:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani sostiene e diffonde il seguente appello di Osservatorio solidarietà-Carta di Milano di cui fa parte. FACINOROSO É CHI, RESPINGENDO I PROFUGHI, CALPESTA LO STATO DI DIRITTO Illustrissimo Signor Presidente&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> sostiene e diffonde il seguente appello di Osservatorio solidarietà-Carta di Milano di cui fa parte.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/th-230.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11002" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/th-230.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="375" height="187" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/th-230.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 375w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/th-230-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 375px) 100vw, 375px" /></a></p>
<p><b>FACINOROSO É CHI, RESPINGENDO I PROFUGHI, CALPESTA LO STATO DI DIRITTO</b></p>
<p>Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica,</p>
<p>ci rivolgiamo a Lei come alla massima autorità a garanzia del rispetto delle Istituzioni repubblicane e della Costituzione, per chiederLe se è possibile – in questa Italia in cui ci sentiamo sempre più spaesati, dove i porti si chiudono davanti ai naufraghi e i soccorritori vengono trattati come criminali – che un ministro dell&#8217;Interno si arroghi la competenza di decidere il respingimento di profughi soccorsi in mare o l’arresto di chi – accusato al momento solo da un tweet del Ministro delle Infrastrutture – viene marchiato come «facinoroso» per essersi ribellato, senza arrecare alcun danno a cose o persone, alla prospettiva di essere riportato in Libia, un Paese dove l’uso della tortura e della compravendita di esseri umani è stato acclarato anche dall’ONU.</p>
<p>«<span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">Prima di concedere qualsiasi autorizzazione, attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori che dovranno scendere dalla Diciotti in manette</span><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">». Chiediamo a Lei: può un ministro del nostro Paese pronunciare una simile frase? Ogni singola parola di questa frase è un attacco alla nostra vita civile e democratica, e alla indipendenza della Magistratura.</span></p>
<p><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">Vediamo vacillare l’eredità politica, giuridica e umana che ci è stata consegnata dai Padri costituenti, la separazione tra Poteri e la centralità della solidarietà richiamata nell’art. 2 della nostra Costituzione. Quel che sta succedendo fa impallidire la nera pagina di storia europea dei profughi ebrei della nave Saint Louis, che non vennero perlomeno mai considerati criminali da sbarcare in manette, ma rimasero come fantasmi della colpa degli Stati europei soggiogati dal nazifascismo.</span></p>
<p><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">Per questo ci appelliamo a Lei, che è garante della nostra convivenza civile: chiediamo che la pietas, la giustizia, l’inviolabilità dei diritti fondamentali ed il principio di separazione dei poteri continuino a essere la base della nostra vita democratica di cittadini, dove nessuno può essere marchiato come </span><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">«facinoroso</span><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">» &#8211; sinonimo di delinquente, incline alla violenza e alla rissa – per aver reagito con terrore alla prospettiva di essere riconsegnato ai propri carcerieri dopo essere fuggito da persecuzioni, scampato alla tortura e sopravvissuto alla morte in mare.</span></p>
<p><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">Dai documenti ufficiali finora pubblicati, quel che emerge con chiarezza non è una presunta aggressione subita dall’equipaggio della nave da parte dei naufraghi, ma il loro </span><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">«stato di agitazione</span><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">» quando </span><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">«alle 23:00 circa, qualcuno dei migranti in possesso di telefoni e GPS ha accertato che la nave dirigeva verso sud</span><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">». </span></p>
<p><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">Quel che i documenti certificano è un’operazione che si stava configurando come un respingimento collettivo operato sotto il coordinamento del MRCC di Roma (dalle ore 22, si legge nel messaggio inviato dal rimorchiatore alla Guardia costiera italiana, la Vos Thalassa dirigeva verso </span><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">«il punto di incontro con la motovedetta libica</span><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">»), in violazione del principio di non refoulement sancito dalla Convenzione di Ginevra.</span></p>
<p><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">Chiediamo a Lei, signor Presidente, di adottare le misure necessarie per restituirci un Paese non sfigurato da spinte che – senza il necessario bilanciamento dei poteri e dei ruoli istituzionali – rischiano di portare allo strappo di principi costituzionali alla base dello stato di diritto e alla violazione delle convenzioni internazionali sottoscritte dal nostro Paese. </span></p>
<p><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">Con gratitudine </span></p>
<p><span class="m_-8419634756855456404gmail-textexposedshow">Osservatorio Solidarietà Carta di Milano</span></p>
<div class="yj6qo"></div>
<div class="adL"></div>
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