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	<title>Medici senza frontiere Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Yemen. Un anno dopo l&#8217;offensiva di Hodeidah MSF continua a ricevere feriti di guerra</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2019 09:06:26 +0000</pubDate>
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<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/wp-content/uploads/2019/04/medici-senza-frontiere-yemen.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.notiziegeopolitiche.net/wp-content/uploads/2019/04/medici-senza-frontiere-yemen.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></a><figcaption>(Foto: Msf).</figcaption></figure></div>



<p><em>di Francesca Mapelli</em> * – (notiziegeopolitiche.net)</p>



<p>A un anno dal 13 giugno 2018, quando le forze leali al presidente Hadi, appoggiate dalla Coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita ed Emirati (SELC), lanciavano un’offensiva militare su Hodeidah, Medici Senza Frontiere (MSF) continua a ricevere feriti da arma da fuoco, per la maggior parte civili, nell’ospedale Al Salakhanah, a nord-est della città. Vengono portate qui anche le vittime di incidenti stradali, ustioni o fratture, e più in generale chi ha bisogno di un intervento chirurgico di emergenza.<br>Da ottobre 2018, quando MSF ha cominciato a supportare questa struttura, sono stati curati in totale 6.600 pazienti, tra cui 440 feriti di guerra. L’intervento di MSF presso l’ospedale Al Salakhanah è iniziato dalla riabilitazione del pronto soccorso e delle sale operatorie per poter fornire assistenza medica e chirurgica d’urgenza. Un supporto che si è rivelato fondamentale quando, il mese successivo, è stata sferrata una seconda offensiva da parte delle forze sostenute dalla SELC, con pesanti combattimenti e bombardamenti aerei.<br>“Ci sono scontri ogni giorno, soprattutto di notte, vicino all’area di Al Salakhana. I proiettili hanno raggiunto anche l’ospedale e alcune case, diversi bambini restano feriti per le pallottole vaganti” racconta Hisham Al-Dawa, coordinatore dei progetti di MSF a Hodeidah.<br>Gli yemeniti che vivono nelle regioni settentrionali del Paese dipendono dai rifornimenti che transitano dal porto di Hodeidah, un punto strategico sul Mar Rosso. L’affaccio sul mare consente anche a molti abitanti di vivere di pesca, attività per nulla sicura a causa del conflitto. La barca di Yasser Ahmed, pescatore, è stata colpita da un attacco aereo notturno in cui sono morte 7 persone. “Eravamo andati in mare per due giorni. Erano le 3:30 di notte quando un aereo ci ha attaccato. Ho perso due fratelli, un nipote e diversi amici. Siamo pescatori, passiamo tutto il tempo in mare. Non stavamo commettendo alcun crimine, stavamo solo cercando di lavorare per vivere” racconta Ahmed.<br>Dopo quattro anni di guerra, le parti in conflitto e i loro alleati internazionali hanno provocato il collasso del sistema sanitario pubblico nel paese, che non riesce a soddisfare i bisogni di 28 milioni di yemeniti. Per questo sono riemerse malattie come difterite, morbillo e colera. Riguardo quest’ultima, tra il 1° gennaio e il 1° maggio 2019, MSF ha ammesso 10.000 casi sospetti di colera presso le proprie strutture nei governatorati di Amran, Hajjah, Sanaa, Ibb e Taiz, osservando dal mese di aprile una diminuzione dei pazienti in tutti i Centri di trattamento.<br>Lo scorso 16 maggio, a seguito dei bombardamenti su Sanaa da parte della coalizione SELC, MSF ha donato kit medici supplementari al Kwait Hospital che ha ricevuto in pochissimo tempo 48 feriti e 4 morti. L’impatto del conflitto è particolarmente forte anche a Taiz e nella città di Abs, nel governatorato di Hajjah, dove gli scontri continuano a poca distanza da un ospedale supportato da MSF.</p>



<p>Le richieste di MSF.<br>MSF chiede a tutte le parti in conflitto di garantire la protezione dei civili e del personale medico, di permettere a feriti e malati di accedere all’assistenza sanitaria e di allentare le restrizioni alle organizzazioni umanitarie per permettere loro di rispondere in modo tempestivo agli ingenti bisogni della popolazione. MSF invita, infine, le organizzazioni umanitarie internazionali ad incrementare la loro risposta, aumentando il personale esperto nelle aree in cui i bisogni sono maggiori e garantendo una fornitura tempestiva e di qualità degli aiuti.</p>



<p><em>Quello in Yemen è il più grande intervento di MSF in una zona di conflitto. MSF ha aumentato le proprie attività nel paese dall’inasprirsi del conflitto nel 2015. Oggi lavora in 12 ospedali e centri sanitari e fornisce supporto a oltre 20 strutture in 11 governatorati: Abyan, Aden, Amran, Hajjah, Hodeidah, Ibb, Lahj, Saada, Sanaa, Shabwah e Taiz. Da marzo 2015 a dicembre 2018, le équipe di MSF hanno eseguito 81.102 interventi chirurgici, fornito cure a 119.113 feriti di guerra, fatto nascere 68.702 bambini e curato più di 116.687 casi sospetti di colera. MSF impiega in Yemen più di 2.200 operatori internazionali e locali e fornisce incentivi a 700 dipendenti del Ministero della Salute</em>.</p>



<p><em>* Ufficio stampa di Medici Senza Frontiere</em>.</p>
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		<title>Barbara Spinelli al direttore esecutivo di Frontex: «Le accuse rivolte alle Ong che fanno soccorso umanitario nel Mediterraneo centrale rispondono a un’indicazione politica degli Stati membri?»</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 08:17:52 +0000</pubDate>
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<p><em> </em></p>
<p><em>Barbara Spinelli (GUE/NGL) è intervenuta nello</em> scambio di opinioni con Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex, nel corso<em> del “Dibattito congiunto sulle attività volte a rendere pienamente operativa la guardia di frontiera e costiera europea” che si è svolto oggi a Bruxelles, nella Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«C’è un punto specifico del Rapporto <em>Risk Analysis for 2017</em> che mi preoccupa e mi è poco chiaro. Mi riferisco al paragrafo 6.1 a pagina 32, dedicato alle operazioni di Ricerca e Salvataggio nel Mediterraneo centrale, in cui le Ong vengono indicate come elementi di <em>pull factor</em> nelle migrazioni. Secondo Frontex, le loro operazioni di <em>Search and Rescue</em> aiuterebbero, pur in maniera non intenzionale, i trafficanti e i criminali. Questa affermazione mi preoccupa e vorrei sapere se ci sono direttive politiche degli Stati membri in tal senso, dal momento che in Italia la Procura di Catania sta facendo indagini sulle Ong basandosi sullo stesso tipo di considerazioni, e in Belgio il ministro della migrazione Theo Francken ha accusato Medici Senza Frontiere di causare morti nel Mediterraneo».</p>
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		<title>L’Anti-slogan: le 10 leggende sulla migrazione sfatate una a una</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 08:15:45 +0000</pubDate>
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<p>MSF lancia “L’Anti-slogan”, una speciale iniziativa online per sfatare le 10 principali leggende legate alla migrazione. Pensato appositamente per la condivisione sui social network, l’Anti-slogan si presenta come una provocatoria pagina web di false notizie, a cui corrispondono 10 “verità” che si scoprono con un clic e verranno diffuse una a una, nelle prossime settimane, attraverso una campagna mirata via facebook e twitter che tutti sono invitati a condividere.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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</a></p>
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<p>I migranti ci portano le malattie? Perché vengono trattati meglio degli italiani? Scappano davvero da guerre e povertà? Partendo dalle tante domande raccolte dopo il lancio della campagna #Milionidipassi – e sulla base di fonti ufficiali e della propria esperienza lungo le rotte della migrazione – MSF ha formulato risposte specifiche e alla portata di tutti, per facilitare la comprensione di questa gravissima crisi globale e contribuire a un’informazione corretta, priva di preconcetti, strumentalizzazioni e luoghi comuni.“Il drammatico fallimento dell’accoglienza in Europa è spesso accompagnato da facili slogan, che vengono sfruttati per giustificare le politiche della paura o fare audience sui media” ha detto Loris De Filippi, presidente di MSF.</p>
<p>“La crisi in atto – di cui le persone in fuga e non le nostre società sono la parte vulnerabile e minacciata – va affrontata attraverso risposte corrette, basate sulla realtà dei fatti. L’Anti-slogan è la nostra proposta per dare a tutti l’opportunità di capire e per restituire umanità all’approccio comune verso persone in drammatiche difficoltà”.L’Anti-slogan, consultabile sulla pagina <a href="http://www.milionidipassi.it/antislogan?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">www.milionidipassi.it/antislogan?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>, non è solo un mezzo immediato per rispondere alle domande – e alle paure – più comuni, ma uno strumento che MSF mette a disposizione di tutti, con l’auspicio diffondere una cultura più corretta e umana.</p>
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		<title>NUOVO TEAM SANITARIO A BORDO DELL’AQUARIUS DI SOS MEDITERRANEE:  MEDICINS DU MONDE  PASSA “IL TESTIMONE” A MEDICI SENZA FRONTIERE OLANDA.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2016 06:17:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Sarà l’equipe di “Medici Senza Frontiere Olanda” a seguire le prossime operazioni di salvataggio in mare della nave Aquarius,  che salperà oggi da Trapani verso le coste Libiche. L’associazione subentra a quella di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/th-51.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5829" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-5829 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/th-51.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (51)" width="132" height="144" /></a>Sarà l’equipe di “Medici Senza Frontiere Olanda” a seguire le prossime operazioni di salvataggio in mare della nave Aquarius,  che salperà oggi da Trapani verso le coste Libiche.</p>
<p>L’associazione subentra a quella di “Medécins du monde” che dall’inizio della missione è stata a bordo dell’imbarcazione privata Aquarius,  che da febbraio di quest’anno è in mare per il salvataggio di vite umane.</p>
<p>SOS MEDITERRANEE ringrazia l’equipe di Medicins  du Monde per il grande impegno e l’attività svolta e dà il benvenuto ai nuovi compagni di navigazione, con i quali, durante la sosta tecnica a Trapani dell’Aquarius lo scorso 30 aprile, si è svolta la prima riunione operativa, tra MSF e le tre consorelle di SOS MEDITERRANEE: Francia, Germania, Italia.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-295.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5830" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-5830 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-295.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (295)" width="210" height="136" /></a></p>
<p>Un’altra importante collaborazione che permetterà alla nave Aquarius, che in appena due mesi di attività umanitaria nel Canale di Sicilia  ha già tratto in salvo 917 persone, di proseguire al meglio il suo lavoro di monitoraggio e salvataggio nel tratto di mare che va dall’Italia alla Libia e dove, in questa stagione, sono attese molte imbarcazioni di migranti.</p>
<p>Ricordiamo che “SOS Mediterranee” è un’associazione umanitaria indipendente, per il soccorso in mare. Nata in Germania nel 2015 per impulso di un ex ammiraglio di marina, Klaus Vogel, è stata dopo qualche mese fondata anche in Francia ed in Italia costituita lo scorso 19 febbraio  2016 a Palermo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’associazione ha l’obiettivo di tenere in mare una nave che possa affiancare le operazioni di soccorso e salvataggio dei migranti nel Mediterraneo attraverso cure e interventi d’urgenza a bordo, attraverso l’ascolto e il sostegno medico-psichiatrico e infine attraverso l’accompagnamento e la testimonianza sulle realtà ed i volti della migrazione.</p>
<p>Principi ed obiettivi condivisi durante l’incontro con il nuovo partner Medici Senza Frontiere Olanda.</p>
<p>Aquarius, vista la gravità della situazione, ha deciso di prorogare il periodo in mare, inizialmente previsto di soli tre mesi, fino alla fine dell’anno.</p>
<p>Per realizzare questi obiettivi è sempre attiva la campagna di raccolti fondi, che permetterà alla nave di proseguire le operazioni di salvataggio.</p>
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		<title>Rosarno: il lavoro degli stagionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2014 04:22:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Piana di Gioia Tauro, Calabria. Un viaggio che inizia tanti anni fa per documentare il lavoro di “Medici senza Frontiere” e che testimonia la quotidianità dei lavoratori stagionali, migranti e non solo: un&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>Piana di<br />
Gioia Tauro, Calabria. Un viaggio che inizia tanti anni fa per<br />
documentare il lavoro di “Medici senza Frontiere” e che<br />
testimonia la quotidianità dei lavoratori stagionali, migranti e non<br />
solo: un posto caldo per dormire, un vestito smesso, qualche ora di<br />
lavoro sottopagato, ma pur sempre lavoro&#8230;</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E una<br />
convivenza possibile tra immigrati  &#8211; dall&#8217;Africa e dall&#8217;Europa<br />
dell&#8217;Est &#8211; e rosarnesi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Tutto<br />
questo e molto di più nel documentario intitolato <i>Rosarno</i><br />
di Greta De Lazzaris.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
intervistato per voi la regista che ringraziamo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
progetto del documentario inizia nel 2003, prima che i fatti di<br />
cronaca rimbalzassero sui giornali: cos&#8217;è cambiato, in questi anni,<br />
sia nella vita dei migranti che riescono ad arrivare in Italia, sia<br />
nella mentalità degli italiani?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
quello che riguarda Rosarno in particolare, purtroppo si può dire<br />
che nulla è cambiato. Se negli anni prima della “rivolta” i<br />
migranti vivevano nelle fabbriche abbandonate, nelle case abbandonate<br />
delle campagne, sotto i ponti, senza luce ne acqua, oggi vengono<br />
accolti nelle tendopoli installate dal Governo l’anno successivo<br />
agli scontri. Queste tendopoli, costosissime, sono poi state subito<br />
abbandonate dalle autorità e non sono più in grado di garantire le<br />
minime esigenze abitative e igieniche. Le tendopoli possono risolvere<br />
un emergenza, non possono diventare una soluzione definitiva di<br />
accoglienza. E comunque non ce ne sono abbastanza, molti ragazzi<br />
rimangono fuori. Quest’inverno ancora e’ morto di freddo un<br />
ragazzo della Liberia, aveva 32 anni e dormiva in una macchina. La<br />
mentalità degli italiani nel loro confronto non e’ cambiata.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Pero se<br />
nulla e’ cambiato, la rivolta a Rosarno e’ servita almeno a<br />
risvegliare le conscienze. C’è sicuramente più solidarietà oggi<br />
a Rosarno, che nel 2003 e vorrei sottolineare il lavoro enorme<br />
dell’associazione SOS Rosarno di Giuseppe Pugliese che segue i<br />
migranti a sempre.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Vogliamo<br />
ricordare i motivi per cui tante persone lasciano i propri Paesi<br />
d&#8217;origine? Da cosa fuggono e cosa cercano?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sono<br />
semplicemente persone che fuggono dalle guerre, dalla povertà, dai<br />
regimi, dalle minaccie alle liberta individuali Ma in fondo, da cosa<br />
fuggono importa poco. Alcuni fuggono semplicemente dalla miseria, e<br />
anche se non sono vittime e non sono in reale pericolo fuggono da una<br />
vita che non lascia prospettive per il futuro come é giusto che sia.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
sono le considerazioni dei migranti che si ritrovano a lavorare come<br />
stagionali, in condizioni di sfruttamento? Chi si arricchisce con la<br />
fatica dei migranti?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
migranti tendono ad essere omertosi sulle loro condizioni di vità e<br />
di lavoro. Sono facilmente ricattabili, hanno paura, e sono spesso<br />
pronti alle peggiori umiliazioni pur di non dover tornare al pasese<br />
di origine. Ribellarsi è rischioso. Ci sono i caporali, la malavita,<br />
le minaccie. Chi si arrichisce é la grande distribuzione, le<br />
multinazionali, non certo il piccolo produttore, che, anche se<br />
diventando anche lui “sfruttatore” il suo malgrado, subisce la<br />
Politica agricola europea.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nove<br />
anni per montare tutto il materiale ripreso dal 2003/2004: perchè<br />
tanto tempo? E quali sono le sue riflessioni su ciò che ha visto e<br />
sulle testimonianze raccolte?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non ho<br />
impegnato nove anni per fare il film. L’ho lasciato da parte per<br />
tutto questo tempo. E stato un lavoro che ho covato per tanto tempo,<br />
un pò come la “rivolta” è stata covata per tanto tempo. Quando<br />
sono stata a Rosarno per la prima volta nel 2003, ero sicura che<br />
questa situazione sarebbe esplosa, ma me lo aspettavo molto prima,<br />
perche mi sembrava impossibile umanamente, resistere e soptavvivere<br />
in tali condizioni. Pero il motivo principale, che mi ha impedito di<br />
montare subito, è stato che mi sembrava che le immagini che ero<br />
riuscita a raccogliere, e quelle che mi era stato “consentito” di<br />
riprendere, erano troppo lontane ancora della crudelta quotidiana<br />
della quale sono stata testimone per  2 mesi.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Com&#8217;è<br />
la convivenza tra immigrati e rosarnesi, oggi?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Oggi,<br />
grazie anche al lavoro delle associazioni di volontari, ho citato ad<br />
esempio SOS Rosarno di Giuseppe Pugliese, la convivenza e nettamente<br />
migliorata. Ma i problemi gravi persistono.  Rosarno è una città<br />
che soffre. È una citta nella quale la miseria della nostra economia<br />
globalizzata,si è venuta ad aggiungere ad una miseria pre-esistente.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<title>Senzatetto non più per strada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2014 06:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Via Aldini 74, Milano: un indirizzo utile e un progetto di recupero. Nel rione Vialba, a Quarto Oggiaro, in una scuola comunale dimessa da oltre sei anni, oggi vengono ospitate persone senza fissa dimora,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Via<br />
Aldini 74, Milano: un indirizzo utile e un progetto di recupero. Nel<br />
rione Vialba, a Quarto Oggiaro, in una scuola comunale dimessa da<br />
oltre sei anni, oggi vengono ospitate persone senza fissa dimora,<br />
grazie alla Fondazione Progetto Arca e a Medici Senza Frontiere.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
tratta della prima esperienza a livello nazionale: l&#8217;istituto<br />
scolastico è sttao trasformato in una struttura che accoglie circa<br />
90 persone in stato di emarginazione e gravi difficoltà, (italiane e<br />
straniere),  in un edificio che si va ad aggiungere agli altri già<br />
attivi sul territorio milanese, quali: il Centro di Aiuto Stazione<br />
Centrale o la Casa dell&#8217;Accoglienza di Viale Ortles, 69. Ma il valore<br />
aggiunto della “casa” di Via Aldini consiste nel fatto che qui è<br />
presente un laboratorio che fornisce l&#8217;assistenza sanitaria di base<br />
24 ore su 24: Medici Senza Frontiere, infatti, monitora costantemente<br />
la salute degli ospiti e se qualcuno, alla prima visita, ha bisogno<br />
di cure approfondite o specialistiche, viene indirizzato presso gli<br />
ospedali della città. Al progetto lavorano anche l&#8217;associazione Mia<br />
Milano in Azione che si impegna ad accogliere i senzatetto e<br />
Fondazione Patrizio Paoletti che finanzia il rifornimento dei pasti<br />
caldi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Loris De<br />
Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere Italia, ha dichiarato:<br />
“ Nel 1999, MSF ha inaugurato il progetto Missione Italia per<br />
fornire assistenza sanitaria agli stranieri regolari e irregolari che<br />
si trovano nel nostro Paese con l&#8217;obiettivo di garantire l&#8217;accesso<br />
alle cure a queste persone e assistere chi sbarcava sulle nostre<br />
coste. Oggi, dopo oltre 13 anni di attività, le problematiche<br />
sociali, acuite a causa della attuale congiuntura economica, hanno<br />
spinto MSF a fare una riflessione sula necessità di intervenire non<br />
solo a favore dei migranti, ma delle persone più vulnerabili sul<br />
suolo italiano, senza distinzioni. L&#8217;invito da parte del Comune di<br />
Milano per un intervento medico sanitario all&#8217;interno del progetto di<br />
assistenza dei senzatetto nel periodo invernale ci è, dunque,<br />
sembrata l&#8217;occasione migliore per concretizzare un primo intervento<br />
di questa natura”. A queste parole si sono aggiunte quelle<br />
dell&#8217;assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino: “<br />
Questa struttura e questo ambulatorio sono un piccolo miracolo, nato<br />
da un progetto sinergico che ha coinvolto il Comune e tre<br />
associazioni e che da solo rappresenta il modello di politiche<br />
sociali che vorremmo. Oltre ad arricchire l&#8217;offerta di posti letto<br />
nelle settimane di maggiore freddo, questo edificio &#8211; per anni<br />
inspiegabilmente inutilizzato e recuperato a tempo di record grazie<br />
al grande lavoro di numerosi volontari tra cui molti senzatetto &#8211;<br />
diventerà un punto di riferimento per l&#8217;accoglienza di chi si trova<br />
in difficoltà tutto l&#8217;anno. Abbiamo l&#8217;obiettivo di far diventare<br />
questo posto un pensionato sociale per famiglie bisognose. Aver<br />
recuperato questo grande e spazioso edificio è già un grande passo<br />
avanti&#8230;Un contributo significativo contro la povertà al di là<br />
delle stagioni”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>I<br />
numeri utili a cui segnalare casi di persone che dormono per strada o<br />
per informazioni sui servizi offerti sono: 02-884.47.645 / 02.<br />
884.47.646  / 02. 884. 47.647  attivi tutti i giorni dalle ore 8.30<br />
alle ore 23.00</b></div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<title>L&#8217;uso di gas nervino in Siria</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/08/26/luso-di-gas-nervino-in-siria/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2013 04:34:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Osservatorio siriano per i diritti umani, che ha sede a Londra, in un primo momento, aveva parlato di decine di vittime; il coordinamento dell&#8217;opposizione locale ha parlato di più di 200 morti; 650 per&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/08/Foto-SIRIA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/08/Foto-SIRIA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="185" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Osservatorio<br />
siriano per i diritti umani, che ha sede a Londra, in un primo<br />
momento,  aveva parlato di decine di vittime; il coordinamento<br />
dell&#8217;opposizione locale ha parlato di più di 200 morti; 650 per la<br />
coalizione nazionale siriana e 750 per i comitati di coordinamento<br />
dei ribelli. Comunque è strage.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Centinaia<br />
di persone, tra cui donne e molti bambini, sono decedute negli<br />
ospedali siriani in cui lavora Medici senza frontiere. I<br />
rappresentanti della Ong hanno dichiarato che queste persone<br />
presentavano sintomi neurotossici: pupille dilatate, arti freddi,<br />
schiuma alla bocca. Sintomi causati dall&#8217;uso di gas nervino.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo<br />
attacco sarebbe stato lanciato in una roccaforte ribelle della<br />
regione di Goutha, ad est della città di Damasco, da parte delle<br />
forze del presidente Bashar al-Assad.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nelle<br />
strutture ospedaliere di Medici senza frontiere sono state ricoverate<br />
circa 3600 persone e i sanitari hanno confermato la possibilità<br />
dell&#8217;utilizzo di armi chimiche, scrivendo: “ La sintomatologia, le<br />
caratteristiche epidemiologiche, l&#8217;afflusso di un numero così alto<br />
di pazienti in un lasso di tempo così breve, fanno pensare<br />
fortemente all&#8217;esposizione massiccia ad un agente tossico”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
Coalizione Nazionale Siriana &#8211; la prima tra le forze di opposizione &#8211;<br />
ha sollecitato la comunità internazionale ad adottare iniziative<br />
ferme per contrastare questo genere di repressione. Ahmad Jarba,<br />
presidente della Coalizione, ha affermato: “ Di parole ne abbiamo<br />
avute abbastanza e adesso ci occorrono passi e azioni serie&#8230;per<br />
fermare la continua uccisione di siriani, con armi tanto tradizionali<br />
quanto chimiche. Finora, la risposta del mondo all&#8217;operato del regime<br />
di Bashar al-Assad è stata invece una &#8216;vergogna&#8217;, giacchè è<br />
rimasta ben lungi dal livello etico e legale che il popolo siriano si<br />
aspetta”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A questo<br />
appello il segretario generale dell&#8217;ONU, Ban Ki-moon, ha affermato<br />
che, qualora si accertasse l&#8217;uso di armi chimiche, questo<br />
costituirebbe un crimine contro l&#8217;umanità e violerebbe il diritto<br />
internazionale; il Presidente americano, Barack Obama, ha fatto<br />
capire che, prima di una possibile azione &#8211; congiunta con<br />
l&#8217;Inghilterra &#8211;  azione, chiederebbe l&#8217;appoggio della comunità<br />
internazionale, aggiungendo: “ Simpatizzo con la posizione del<br />
senatore McCain il quale desidera aiutare le persone ad attraversare<br />
situazioni estremamente difficili e dolorose, sia in Siria che in<br />
Egitto. Dobbiamo pensare strategicamente cosa sarà nei nostri<br />
interessi nazionali a lungo termine, anche se al tempo stesso<br />
cooperiamo a livello internazionale per fare il possibile per fare<br />
pressioni su chi è capace di uccidere civili innocenti”;<br />
dall&#8217;Europa, e in particolare dalla Germania, la cancelliera Angela<br />
Merkel, tramite il portavoce governativo, ha affermato di non voler<br />
seguire la strada di una soluzione militare, ma di credere nella<br />
possibilità di una soluzione politica. Infine, l&#8217;Iran: in caso di<br />
intervento americano, le autorità iraniane hanno minacciato<br />
ritorsioni.
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<title>Profughi siriani in Libano: paura, disagi, razzismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 06:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Medici senza frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ventidue mesi di guerra in Siria continuano ad avere conseguenze drammatiche per la popolazione: mancano, in molte aree del Paese, energia elettrica e viveri. Nelle zone in cui sono in corso i combattimenti –&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/Profughi-SIRIANI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/Profughi-SIRIANI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="286" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ventidue<br />
mesi di guerra in Siria continuano ad avere conseguenze drammatiche<br />
per la popolazione: mancano, in molte aree del Paese, energia<br />
elettrica e viveri. Nelle zone in cui sono in corso i combattimenti –<br />
che si inaspriscono soprattutto nelle città di Aleppo, Damasco e<br />
Homs – il prezzo degli alimenti è aumentato di quasi il doppio e,<br />
se i prodotti sono disponibili nei supermercati, le persone non hanno<br />
denaro sufficiente per acquistarli.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il WFP<br />
(World Food Programme, Programma Alimentare Mondiale) cerca di<br />
prestare soccorso alle persone, lavorando a stretto contatto con il<br />
partner locale – la Mezzaluna Rossa Arabo-Siriana – e fornendo<br />
assistenza alimentare a gran parte dei 14 governatorati siriani,<br />
anche se molte zone  sono  irraggiungibili per problemi di sicurezza.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il WFP<br />
cerca di dare aiuto alla popolazione rimasta nella case attraverso<br />
la distribuzione di buoni pasto che possono essere utilizzati per<br />
ottenere formaggio, latte, yogurt e uova, ma è necessario aiutare<br />
anche tutti i rifugiati che hanno cercato riparo in Giordania,<br />
Turchia, Iraq e Libano.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Riportiamo<br />
alcune testimonianze di chi è rimasto in Siria e di chi ha deciso di<br />
scappare, raccolte dal sito de La Repubblica nei giorni scorsi:</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“&#8230;Le<br />
prime volte che la corrente saltava tutto si fermava, ora si<br />
festeggia se c&#8217;è energia per un&#8217;ora. Ora è arrivato l&#8217;inverno e non<br />
c&#8217;è carburante in città. Il freddo ci ha obbligato a bruciare i<br />
mobili per scaldarci”, racconta Mohamed.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“ &#8230;Riuscivo<br />
a dormire solo quando ero davvero esausto, poi erano le esplosioni a<br />
svegliarmi. La sopravvivenza quotidiana era diventata un lavoro di<br />
squadra, come quando a turno, si andava  a fare il bucato comune”,<br />
dice Rabia.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“ Vorrei<br />
che tutto tornasse come prima, che il tempo andasse all&#8217;indietro.<br />
Purtroppo so che non può succedere”, queste le parole di Zaher.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Medici<br />
Senza Frontiere e altre ONG, spiegano che in Libano la situazione,<br />
per i profughi siriani, è ancora più difficile perchè le autorità<br />
hanno deciso di non allestire dei campi per loro (soprattutto donne e<br />
bambini) per cui i rifugiati sono ospitati da alcune famiglie oppure<br />
vivono in alloggi di fortuna, come ad esempio: garage, scuole o altri<br />
edifici abbandonati, fattorie. Il problema (e il timore) è che<br />
l&#8217;arrivo di una gran quantità di rifugiati – per la maggior parte<br />
musulmani sunniti – possa alterare gli equilibri all&#8217;interno di un<br />
Paese, il Libano, in cui un terzo della popolazione è sunnita, un<br />
terzo sciita e un terzo cristiana.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A questo<br />
si aggiunge la presenza  delle milizie e della comunità palestinese,<br />
presenti sul territorio dal 1995 a seguito della guerra civile: come<br />
dimostra un video di Anti-Racism Movement, l&#8217;arrivo dei nuovi<br />
profughi desta paure mai sopite e pregiudizi rivolti ai rifugiati<br />
siriani, pregiudizi riguardanti, in particolare, i temi del lavoro e<br />
delle violenze sessuali.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
situazione, quindi, che si fa, via via, sempre più complessa e che<br />
deve destare preoccupazione e interesse da parte delle forze<br />
internazionali.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<title>Emergenza Haiti: tutto come o peggio di prima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 06:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[batteri]]></category>
		<category><![CDATA[colera]]></category>
		<category><![CDATA[comunità internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza umanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Haiti]]></category>
		<category><![CDATA[isola caraibica]]></category>
		<category><![CDATA[istituzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Medici senza frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[MSF]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sfollati]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono trascorsi tre anni da quel 2010 in cui un sisma ha devastato Haiti. Ma non se ne parla quasi più. Eppure l&#8217;organo di informazione haitiano Alterpresse fa sapere alla comunità internazionale che “&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sono trascorsi tre anni da quel 2010 in<br />
cui un sisma ha devastato Haiti. Ma non se ne parla quasi più.<br />
Eppure l&#8217;organo di informazione haitiano Alterpresse fa sapere alla<br />
comunità internazionale che “ la realtà non è cambiata per<br />
migliaia di giovani,donne, uomini, madri, neonati, anziani”. Ricordiamo che il<br />
sisma, all&#8217;epoca, aveva causato tantissimi morti e anche un milione e<br />
mezzo di sfollati.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Anche il coordinatore degli affari<br />
umanitari dell&#8217;ONU, Nigel Fisher, ha sostenuto che: “ Non è<br />
cambiato davvero nulla nelle condizioni di vita della gente nei<br />
campi&#8230;Il problema degli alloggi, a cui si aggiungono un sistema<br />
sanitario devastato e un&#8217;agricoltura in crisi dopo alluvioni<br />
alternatesi a periodi di siccità a causa delle tempeste tropicali,<br />
Isaac e Sandy”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;isola caraibica è anche colpita da<br />
una grave epidemia di colera, peggiorata dopo le alluvioni dello<br />
scorso autunno che hanno causato lo straripamento delle fogne a cielo<br />
aperto, provocando una diffusione maggiore dei batteri.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le istituzioni del luogo sono deboli, i<br />
donatori non hanno mantenuto le loro promesse e i governi della<br />
comunità internazionale non sono stati in grado di stabilire le<br />
giuste priorità per far fronte a questa situazione complessa e<br />
drammatica.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Una delle pochissime organizzazioni<br />
attive sul posto è quella di Medici Senza Frontiere (MSF) che<br />
continua a gestire un ospedale a Port-au-Prince e due centri di<br />
trattamento del colera a Delmas e a Carrefour; mentre gli altri centri<br />
presenti sul territorio sono stati chiusi a causa della mancanza di<br />
fondi. Le strutture di MSF offrono assistenza sanitaria gratuita,<br />
assistenza chirurgica, assistenza materno-infantile 24 ore su 24, ma<br />
il lavoro da svolgere è immenso e le forze di aiuto impiegate sono<br />
insufficienti.&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Haiti-soccorsi-1024x669.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Haiti-soccorsi-1024x669.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="209" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/01/18/emergenza-haiti-tutto-come-o-peggio-di/">Emergenza Haiti: tutto come o peggio di prima</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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