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	<title>Mere nostrum Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Mere nostrum Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Maybe tomorrow: Stefano Liberti e Mario Poeta raccontano Mare Nostrum</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2015 05:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mario Poeta e Stefano Liberti hanno condensato il racconto dell’operazione Mare Nostrum e della prima accoglienzanel breve documentario Maybe Tomorrow. Il prodotto dei due giornalisti si inserisce nel progetto Access to Protection del Consiglio&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/07/08/maybe-tomorrow-stefano-liberti-e-mario/">Maybe tomorrow: Stefano Liberti e Mario Poeta raccontano Mare Nostrum</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div align="JUSTIFY">
<strong>Mario<br />
Poeta</strong><br />
e <strong>Stefano<br />
Liberti</strong><br />
hanno<br />
condensato il racconto dell’operazione <em>Mare<br />
Nostrum</em><br />
e della prima accoglienzanel breve documentario <em>Maybe<br />
Tomorrow</em>.<br />
Il prodotto dei due giornalisti si inserisce nel progetto <em>Access<br />
to Protection</em><br />
del <u><a href="http://www.cir-onlus.org/index.php?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss">Consiglio<br />
Italiano dei Rifugiati </a></u>.<br />
Maybe tomorrow vuol dire “Forse domani” ed è la frase che i<br />
migranti si sentono continuamente ripetere, per mesi e mesi, mentre<br />
aspettano il “foglio di via”.</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY">
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY">
L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani ha intervistato, per voi, il giornalista Stefano<br />
Liberti e lo ringrazia tantissimo per queste sue parole.</div>
<div align="JUSTIFY">
Come<br />
nasce il progetto di <i>Maybe<br />
tomorrow</i>?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
progetto nasce all&#8217;interno di un progetto europeo sull&#8217;accoglienza e<br />
il salvataggio in mare e, nell&#8217;ambito di questo progetto, abbiamo<br />
realizzato un documentario breve che cerca di raccontare l&#8217;operazione<br />
Mare Nostrum, iniziata nel 2013 e condotta per tutto il 2014 dalla<br />
Marina militare: abbiamo seguito come vengono intercettati i barconi,<br />
come vengono svolti i soccorsi e anche cosa avviene dopo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quale<br />
può essere il bilancio dell&#8217;operazione Mare Nostrum?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
quello che abbiamo visto noi è un bilancio positivo perchè, nel<br />
corso di tutta l&#8217;operazione, sono stati soccorsi e portati a terra<br />
170.000 rifugiati e, se non ci fosse stata l&#8217;operazione, i morti<br />
sarebbero stati di maggior numero; ricordiamo che Mare Nostrum è<br />
stata lanciata subito dopo la duplice tragedia dell&#8217;ottobre 2013, con<br />
un totale di 600 migranti deceduti in mare.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;operazione<br />
ha anche ovviato a un problema fondamentale, ovvero al fatto che –<br />
quando si vanno a vedere le nazionalità delle persone che partono e<br />
vengono tratte in salvo – si capisce che quelle persone provengono<br />
da Paesi in guerra o sono perseguitate per questioni politiche per<br />
cui, una volta arrivate in Italia, ottengono la protezione<br />
internazionale. Mare Nostrum ha, quindi, svolto le funzioni di una<br />
specie di canale umanitario per questi profughi di guerra.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
sistema di richiesta di asilo, in Italia, funziona?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non<br />
proprio; la gran parte delle persone che arriva in Italia, infatti,<br />
non chiede asilo perchè, una volta ottenuto, non c&#8217;è un follow up:<br />
non vengono garantiti percorsi di inserimento, formazione,<br />
coabitazione come, invece, avviene in altri Paesi.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Chi<br />
arriva tende a non farsi prendere le impronte digitali e a cercare di<br />
richiedere l&#8217;asilo politico in Paesi dove il sistema è più<br />
accogliente; l&#8217;Italia è un Paese di transito e gli immigrati<br />
preferiscono andare in Nord Europa dove viene garantita una migliore<br />
qualità della vita.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quindi<br />
non si può e non si dovrebbe parlare di “emergenza”&#8230;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Parlare<br />
di “emergenza immigrazione” consente di non realizzare mai un<br />
sistema strutturato di accoglienza. L&#8217;emergenza è qualcosa che<br />
avviene e che non è prevedibile. In realtà i flussi migratori verso<br />
l&#8217;Italia esistono da più di vent&#8217;anni e sono facilmente prevedibili<br />
anche i numeri che interessano questi flussi per cui parlare di<br />
emrgenza consente anche di speculare su questo fenomeno: dare appalti<br />
in deroga, superare le normative. Quindi poter lucrare.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come si<br />
svolge la prima accoglienza in Italia?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sempre<br />
per quello che abbiamo visto, chi ha i mezzi finanziari per<br />
andarsene, cerca di andare via prima di essere identificato; chi non<br />
li ha (come i cittadini dell&#8217;Africa subsahariana) viene inserito in<br />
un sistema di prima accoglienza molto carente nel quale, per mesi e<br />
mesi, non viene informato dei propri diritti e delle tempistiche che<br />
riguardano la sua situazione.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Pensiamo<br />
anche ai minori stranieri non accompagnati (MSNA): vengono trasferiti<br />
in strutture temporanee, in attesa di essere affidati a un tutore per<br />
poi iniziare la procedura di richiesta di asilo, cosa che richiede<br />
almeno sei mesi di tempo. Questi minorenni vivono in una specie di<br />
limbo, di indeterminatezza e non ne capiscono il motivo perchè<br />
pensano di essere arrivati in un posto dove i loro diritti vengono<br />
garantiti e invece non è così.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
vedere il documentario:<br />
<u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=DjNj0AA8R_c&amp;list=UUoB3omTga8nVNd0Ww1GAa5g&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0">https://www.youtube.com/watch?v=DjNj0AA8R_c&amp;list=UUoB3omTga8nVNd0Ww1GAa5g&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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