<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>metodo Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/metodo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/metodo/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Aug 2018 12:14:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>metodo Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/metodo/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Scuola senza barriere: la soluzione “made in Pakistan” per i sordi</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/04/scuola-senza-barriere-la-soluzione-made-in-pakistan-per-i-sordi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/04/scuola-senza-barriere-la-soluzione-made-in-pakistan-per-i-sordi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Aug 2018 12:14:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[barriere]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[FESF]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[metodo]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[non udenti]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[pakistani]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sordi]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11104</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Laura Notaro Insegnare ai sordi usando la tecnologia: l’iniziativa “technology based” lanciata e sviluppata dalla ong pakistana FESF, vince il prestigioso premio WISE della Qatar Foundation L’istruzione di qualità, accessibile ai più svantaggiati&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/04/scuola-senza-barriere-la-soluzione-made-in-pakistan-per-i-sordi/">Scuola senza barriere: la soluzione “made in Pakistan” per i sordi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: x-large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_02.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11105" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_02.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4943" height="3249" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_02.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4943w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_02-300x197.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_02-768x505.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_02-1024x673.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4943px) 100vw, 4943px" /></a></b></span></span></p>
<p>di Laura Notaro</p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><i><b>Insegnare ai sordi usando la tecnologia: l’iniziativa “technology based” lanciata e sviluppata dalla ong pakistana FESF, vince il prestigioso premio WISE della Qatar Foundation</b></i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">L’istruzione di qualità, accessibile ai più svantaggiati (tra cui le bambine), nelle aree a più basso reddito e in particolare a chi ha “bisogni speciali” (come i sordi), è al centro dell’impegno di diverse ONG in Pakistan. Organizzazioni pakistane, nate dall’impegno di uomini e donne di questo “complesso e difficile” Paese, che hanno deciso di impegnarsi per trovare una soluzione, laddove lo Stato da solo non ce la fa (o non sa come intervenire). Partendo dagli ultimi.</p>
<p align="JUSTIFY">Una di queste ONG pakistane si chiama “Family Educational Services Foundation” (FESF), e da anni ha lanciato un programma educativo rivolto proprio ai bambini non udenti delle aree più povere del Paese, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’istruzione.</p>
<p align="JUSTIFY">Un programma che oggi (2018) viene premiato a livello internazionale, con il premio World Innovation Summit for Education (WISE), promosso dalla Qatar Foundation (QF). Ogni anno, con il premio WISE, QF riconosce e promuove sei tra i progetti più innovativi che a livello mondiale affrontano le sfide globali dell’istruzione.</p>
<p align="JUSTIFY">Il programma, “tech-based”, lanciato da FESF permette a tutte le scuole e alle comunità che lavorano con bambini sordi di usufruire gratuitamente di strumenti e materiali didattici &#8211; interamente digitalizzati &#8211; appositamente creati nella Lingua Pakistana dei Segni (Pakistan Sign Language &#8211; PSL). Questa enorme risorsa didattica include il primo dizionario in assoluto in PSL, di 5.000 lemmi, insieme a numerosi tutorial e supporti didattici per l’alfabetizzazione rivolti a docenti e alunni. Questa enorme risorsa è infatti disponibile in diversi formati e device, come la APP scaricabile (un ottimo modo anche per gli udenti, e anche italiani, di imparare ben tre lingue: inglese, urdu e PSL!), la piattaforma on line e anche quelli offline come i DVD &#8211; che in assenza di connessione hanno oggi ancora un ruolo importante. (per scoprire di più <a href="http://psl.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss">visita il sito PSL</a>)</p>
<p align="JUSTIFY">Richard Geary, Founder e CEO del “Deaf Reach Program”, spiega perché sia così urgente questo tipo di programma e di intervento: “Per i bambini sordi del Pakistan, una minoranza silenziosa e trascurata, le risorse didattiche nella lingua dei segni PSL, ideate e realizzate su misura per i loro bisogni di apprendimento, sono di cruciale importanza per il loro sviluppo<span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Meno del 5% dei bambini sordi in Pakistan frequenta una scuola e impara a leggere e scrivere, e la percentuale diminuisce ancora di più tra le bambine sorde. Molti sono socialmente marginalizzati, e non sviluppano capacità sufficienti per poter lavorare, né hanno accesso a formazione professionale per migliorare le proprie condizioni e qualità della vita.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_01.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11106" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_01.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4764" height="3248" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_01.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4764w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_01-300x205.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_01-768x524.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/FESF_DeafReachProgram_01-1024x698.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4764px) 100vw, 4764px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">La cerimonia di premiazione si terrà a New York City il 22 settembre. I criteri di attribuzione del premio sono molto rigidi: si basano su solidità, innovazione e impatto del programma, che deve dimostrare di avere una ricaduta in termini di trasformazione del singolo, delle comunità e della società nei rispettivi contesti. Devono inoltre avere una stabilità finanziaria, disporre di un piano di sviluppo prestabilito, essere scalabile e replicabile.</p>
<p align="JUSTIFY">Questi stessi principi caratterizzano anche il lavoro di <span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><b>The Citizens Foundation (TCF)</b></span></span><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;">, </span></span>che a sua volta nel 2010 ha ricevuto lo stesso riconoscimento. Garantire un impatto e un cambiamento positivo della comunità e della società partendo dallo sviluppo delle capacità del singolo, affinché attraverso l’istruzione diventi un “agent of positive change”. Un cambiamento positivo che riguarda tutti, bambini e bambine in primis, e delle loro famiglie e comunità di conseguenza.</p>
<p align="JUSTIFY">Superare le barriere della disabilità, quelle di censo e culturali, portando e garantendo un’istruzione di qualità dove più è necessaria e cruciale: questo l’obiettivo di FESF e di TCF come di molte altre ONG pakistane impegnate da decenni oramai a costruire un cambiamento possibile.</p>
<p align="JUSTIFY">La soluzione “tech-based” made in Pakistan fa di certo scuola per noi in Italia, dove siamo ancora lontani dal vedere integrati e digitalizzati programmi didattici specifici per i sordi nella scuola pubblica.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Link utili</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.fesf.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.fesf.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><a href="http://www.deafreach.com/project/psl/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.deafreach.com/project/psl/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><a href="http://psl.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://psl.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><a href="https://www.wise-qatar.org/wise-awards-2018?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.wise-qatar.org/wise-awards-2018?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><a href="https://www.tcf.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.tcf.org.pk/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><a href="https://italianfriends-tcf.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://italianfriends-tcf.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"></p>
<p></span></span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;">#education</span></span></span> <span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;">#qualityeducation</span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"> #pakistan #WISEawards #deafreachprogram #FESF </span></span></span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/04/scuola-senza-barriere-la-soluzione-made-in-pakistan-per-i-sordi/">Scuola senza barriere: la soluzione “made in Pakistan” per i sordi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/08/04/scuola-senza-barriere-la-soluzione-made-in-pakistan-per-i-sordi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come difendersi dal Cyberbullismo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/03/12/come-difendersi-dal-cyberbullismo-2/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/03/12/come-difendersi-dal-cyberbullismo-2/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 11:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[classe]]></category>
		<category><![CDATA[compagni]]></category>
		<category><![CDATA[cyberbullismo]]></category>
		<category><![CDATA[diversità]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[metodo]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[ragazze]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=5427</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha intervistato la Dott.ssa Claudia Sposini, psicologa clinica: come difendersi dal Cyberbullismo. Claudia Sposini è autrice del testo intitolato “Metodo Anti-Cyberbulllismo” e la ringrazioamo moltissimo per il tempo che&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/03/12/come-difendersi-dal-cyberbullismo-2/">Come difendersi dal Cyberbullismo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5428" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5428" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="il-metodo-anti-cyberbullismo" width="340" height="340" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 340w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/il-metodo-anti-cyberbullismo-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 340px) 100vw, 340px" /></a></p>
<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha intervistato la Dott.ssa Claudia Sposini, psicologa clinica: come difendersi dal Cyberbullismo. Claudia Sposini è autrice del testo intitolato “Metodo Anti-Cyberbulllismo” e la ringrazioamo moltissimo per il tempo che ci ha dedicato.</p>
<p>Come educare i ragazzi al senso di responsabilità e di rispetto per se stessi e per gli altri?</p>
<p align="JUSTIFY">Durante gli interventi che propongo nelle Scuole cerco di stimolare la curiosità dei ragazzi e delle ragazze attraverso lo <i>storytelling</i>, ovvero narrare storie realmente accadute di minori, loro coetanei e vittime di cyberbullismo, bullismo e, più in generale, della devianza giovanile. Il lavoro viene fatto principalmente con l’utilizzo di diapositive, video e articoli di cronaca. In questo modo, i ragazzi, direttamente coinvolti, possono sviluppare un maggiore senso di “responsabilità”, ovvero riuscire a comprendere più da vicino i reali meccanismi implicati in un gesto che può avere serie conseguenze psicologiche sulla vittima. Propongo, inoltre, attività di interazione: ad esempio, scrivere attraverso l’utilizzo di un pezzo di carta e in maniera anonima, i loro pensieri e testimonianze su esperienze legate alla violenza online e/o fisica, sia che possono avere subito, sia che possono aver vissuto indirettamente con gli amici e/o con i compagni di classe.</p>
<p align="JUSTIFY">In questa maniera, diventando protagonisti loro stessi di questa situazione, riportano con più facilità che cosa provano, i loro sentimenti e le loro emozioni. Naturalmente dietro c’è un lavoro di elaborazione, di confronto e di dialogo, indispensabile per poter entrare in sintonia con loro. Anche il concetto di “privacy” è un altro punto a cui tengo molto; infatti, i ragazzi, oggi, hanno una differente idea e opinione su cosa sia il rispetto dei dati personali. Facilmente inseriscono nei loro profili sui Social Network, molte informazioni e fotografie di loro stessi che mal si coniugano con i potenziali pericoli del crimine informatico (pedopornografia, pedofilia etc…). La responsabilità, oggi come oggi, è anche saper salvaguardare il proprio profilo Facebook! Allo stesso modo, il rispetto per la privacy altrui rimane una questione importante: quanti sono infatti i ragazzi e le ragazze che condividono materiale privato dei loro amici e/o ex fidanzati/e sui Social, come accade nel <i>sexting</i>?</p>
<p align="JUSTIFY">Il rispetto per se stessi e per gli altri rimane un valore psicologico ed educativo che si impara in famiglia, in casa, soprattutto fin dalla tenera età: i genitori sono infatti i primi modelli a cui il/la bambino/a ricorre per poter stare, poi, con gli altri, e quindi nelle relazioni e nella società. E’ anche importante trasmettere il concetto del rispetto per il “diverso”, per chi “non è uguale a noi”, perché, per esempio, ha una religione e/o un orientamento sessuale differente dai nostri. Dico questo in relazione ai tanti fatti di cronaca che riportano sempre più spesso notizie di bullismo omofobico e sessuale tra i minori: alla base manca una cultura educativa, la quale non può fare molto, se non viene abbinata alla prevenzione che comincia, a mio parere, fin dalla Scuola dell’Infanzia e continua lungo tutto il percorso di formazione del minore.</p>
<p align="JUSTIFY">L’intervento dovrebbe coinvolgere anche gli insegnanti e i genitori: il fenomeno dei “<i>genitori troll</i>” e il caso della maestra a Pavullo che maltrattava i bambini in un asilo nido, dovrebbero farci riflettere sulla necessità dell’intervento psicologico con gli adulti.</p>
<p>Nel libro sono riportati alcuni casi: in quali radici affonda il fenomeno del cyberbullismo?</p>
<p align="JUSTIFY">Non ci sono vere e proprie “cause”; è un fenomeno che deve essere ancora studiato in modo approfondito in quanto le dinamiche sono molte e i fattori scatenanti sono diversi. Comunque, alla base rimane la mancanza di empatia, ovvero il non riuscire a mettersi nei panni della cybervittima; anzi, il cyberbullo prova un vero e proprio godimento nelle sue azioni lesive e difficilmente riconosce gli effetti che provoca. Li può minimizzare e/o dare la colpa alla vittima. Ma a lungo andare, l’incapacità di riconoscere le proprie condotte denigratorie, può sfociare in un disturbo antisociale, in quanto può venire a strutturarsi una personalità con tratti psicopatici. Non è sempre così, ma di certo è che il concetto di “recidività” rimane un aspetto che può tornare nella “carriera” del cyberbullo.</p>
<p align="JUSTIFY">Il cyberbullismo rimane un problema di vasta portata, a livello mondiale, infatti colpisce tutti i ragazzi e le ragazze del mondo, che hanno la possibilità di collegarsi a un computer con una connessione Internet, o per mezzo di uno smartphone. E’ un fenomeno portato in atto sia dai maschi che dalle femmine e la fascia più colpita rimane quella tra i 14 e i 16 anni. Non conosce classi sociali ed è presente in ogni fascia di popolazione.</p>
<p>In che modo i genitori possono aiutare i figli a essere soggeti attivi della vita e non soggetti passivi davanti ad uno schermo?</p>
<p align="JUSTIFY">Inserendo, fin dalla tenera età, alternative alla vita digitale, come sport, hobby, musica, gite fuori porta, gite al museo etc… che ripropongono situazioni sociali, in mezzo alla gente, interazioni con gli altri. Infatti, molto spesso i ragazzi passano il loro tempo in camera con il computer acceso e/o con il cellulare, quasi in modo autistico, ovvero senza avere una vita relazionale, se non quella dedicata ai rapporti virtuali. Il senso della comunità e dello stare insieme si è perso e al loro posto vi sono il narcisismo e l’individualismo sfrenato: gli adolescenti, oggi, sono i “perfetti rappresentanti” di questo stile di vita che viene appreso come un’abitudine ormai radicata da diverso tempo. Per cui è compito dei genitori, come dicevo, essere da modello per i propri figli.</p>
<p>Nelle classi spesso si creano relazioni di forza tra ragazzi “popolari” e ragazzi vittime di scherno: ci può indicare un metodo pratico per gli insegnanti e per gli alunni per affermare la cultura dell&#8217;inclusione e dell&#8217;accettazione di tutti nel gruppo?</p>
<p align="JUSTIFY">La collaborazione Scuola-Famiglia è fondamentale per l’inclusione: deve essere però un rapporto continuativo, senza interruzioni e/o rotture per fare un buon lavoro. Sia gli insegnanti che i genitori, infatti, sono coloro che stanno con i ragazzi più tempo. Come ho detto prima, la cultura dell’inclusione e dell’accettazione dovrebbe partire già da piccoli e affermarsi come mentalità appresa nella considerazione del “diverso” e nel rispetto di tutti. Servono poco le sospensioni, le note scolastiche se dietro non sono sostenute da un atteggiamento collaborativo scuola-famiglia-alunni che tra l’altro dovrebbe tradursi per ogni Istituto in una sorta di “patto” che viene firmato all’inizio dell’anno scolastico. Per cui, anche chi si prende cura del minore deve seguire una linea di condotta coerente e rispettosa delle iniziative intraprese.</p>
<p align="JUSTIFY">Il cyberbullismo non riguarda soltanto i giovani: anche gli adulti si nascondono dietro ai profili tecnologici. Quali sono le categorie di persone che si affidano alla finzione per comunicare con l&#8217;esterno?</p>
<p align="JUSTIFY">Gli esempi sono innumerevoli. Ci sono gli hacker, i pedofili ma soprattutto ci sono molte persone che utilizzano i cosiddetti profili <i>fake. </i>per simulare identità fittizie, attraverso anche l’appropriazione di nickname altrui, e in alcuni casi per rubare l’identità di altri. Vi è per esempio il fenomeno <i>gender-swapping, </i>dove si cambia il proprio genere sessuale nell’interazione virtuale con gli altri, oppure vi sono i fake relativi alla propria etnia e/o razza che rappresentano un modo per favorire insulti, offese, e inneggiare alla discriminazione. Poi vi sono le persone che mentono relativamente alla propria età e per finire si sta diffondendo il fenomeno del <i>trolling</i>, il quale si tratta di un gioco di finzione, il cui scopo però è quello di deridere e di danneggiare altre persone che magari fanno parte della stessa comunità virtuale.</p>
<p align="JUSTIFY">Come possiamo cambiare quella mentalità che sta alla base dei fenomeni legati alla sopraffazione?</p>
<p align="JUSTIFY">Questa domanda si collega a quella posta prima, ovvero creare condizioni aperte all’inclusione e al rispetto di ognuno. Partire dall’educazione che si impara a casa e a Scuola per diffondere la mentalità del rispetto reciproco e del rispetto del prossimo. Inoltre è necessario spiegare che il Cyberbullismo non è un gioco, ma qualcosa di molto più grave che può arrecare danni irreversibili, come il suicidio. Spesso i/le ragazzi/e non sanno il significato di “reato” e/o “crimine” e sono piuttosto ignari relativamente alle conseguenze che una singola azione di questo tipo possa provocare sulle vittime.</p>
<p><b>La mia petizione “Risarcire i minori, vittime del Bullismo e del Cyberbullismo” (change.org)</b></p>
<p align="JUSTIFY">Con questa petizione, chiedo un risarcimento per le cure mediche e psicologiche a chi ha figli/e vittime di bullismo e cyberbullismo. E’ indirizzata principalmente al Governo Italiano e al Parlamento Europeo.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/03/12/come-difendersi-dal-cyberbullismo-2/">Come difendersi dal Cyberbullismo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/03/12/come-difendersi-dal-cyberbullismo-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
