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	<title>Migration Compact Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>COMPACT MIGRATORI EUROPEI: in vista del Vertice europeo dei 28 e 29 giugno</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 07:38:33 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolato documento di LINK 2007 dal titolo <a href="http://customer467.musvc3.net/e/t?q=3%3d4aG%26B%3d6%26I%3dHV7%26J%3dFR7dJT%26u%3dC4Jp_MasP_Xk_HQxZ_Rf_MasP_WpMwR.v9nFBZ0b.yHg_MasP_Wp1sNoJs_MasP_Wp6iGoI_rvcp_2AV9nFBZ0b_2q1a6kSu_BU2eXeW_MasP_WER0je_HQxZ_R5WJpAwdnEwchIu_2qSu_BU2ePrArOwOwU.FdA%26n%3dCuN633.IoJ&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://customer467.musvc3.net/e/t?q%3D3%253d4aG%2526B%253d6%2526I%253dHV7%2526J%253dFR7dJT%2526u%253dC4Jp_MasP_Xk_HQxZ_Rf_MasP_WpMwR.v9nFBZ0b.yHg_MasP_Wp1sNoJs_MasP_Wp6iGoI_rvcp_2AV9nFBZ0b_2q1a6kSu_BU2eXeW_MasP_WER0je_HQxZ_R5WJpAwdnEwchIu_2qSu_BU2ePrArOwOwU.FdA%2526n%253dCuN633.IoJ&amp;source=gmail&amp;ust=1467185410048000&amp;usg=AFQjCNGQISrHbxea8DW10H9MDrsHDeQqQg&utm_source=rss&utm_medium=rss">“L’UE e i nuovi partenariati in tema di migrazioni: opportunità o mutazione genetica?”</a> ripercorre, con commenti critici e propositivi, la proposta europea sui compacts migratori. I capi di Sato e di Governo ne discuteranno la prossima settimana a Bruxelles. LINK 2007 suggerisce modifiche nella concezione e nei provvedimenti individuati, ritenendo che così com’è la proposta dei compacts è destinata al fallimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal Migration Compact italiano ai Compacts UE &#8211; Paesi Terzi. La comunicazione della CE del 7 giugno si rifà alla proposta di Migration Compact del presidente Renzi. La proposta italiana, nota LINK 2007, “è strettamente legata all&#8217;idea di un ampio programma di sviluppo con l’Africa, indirizzato agli investimenti in infrastrutture, all&#8217;educazione, all&#8217;occupazione, all&#8217;inclusione economica, sociale e culturale delle fasce e regioni più bisognose”. Mentre “la nuova partnership europea con i paesi terzi rimane incentrata sul contenimento dell’immigrazione”, stravolgendo quindi l’impianto della proposta italiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I <em>Compacts</em> e le politiche UE di sviluppo e di vicinato</strong>. LINK 2007 ricorda che la CE prevede da un lato un approccio “coordinato, sistemico e strutturale” tra l’Unione e gli stati membri e dall’altro una serie di accordi, compacts, con paesi particolarmente toccati dal fenomeno migratorio al fine di cooperare strettamente alla sua gestione. <strong>A breve termine</strong> si punta alla salvezza e tutela delle persone, la lotta al traffico e sfruttamento di esseri umani, i ritorni volontari, le riammissioni, la permanenza in paesi vicini alle aree di conflitto. Il <strong>lungo termine</strong> si concentra sulle cause delle migrazioni con interventi in campo sociale, politico, economico, ambientale. LINK 2007 evidenzia come, in realtà, la CE delinea “un radicale cambiamento delle politiche di cooperazione allo sviluppo e di vicinato per <strong>renderle subalterne ai <em>compacts</em></strong>” e rimprovera l’assenza di riferimenti “<strong>all’azione politica per la pace e alla vendita delle armi</strong> che dovrebbe vedere un maggiore ruolo dell’UE per prevenire e mettere fine ai conflitti che provocano fughe di intere popolazioni”. Si tratta per LINK 2007 di “errori politici che evidenzierebbero <strong>la gravità della crisi dell’UE</strong> e la sua limitata capacità di analisi, strategia, visione di lungo periodo del suo ruolo nel mondo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/th-65.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6212" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6212" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/th-65.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (65)" width="300" height="165" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le risorse finanziarie. “La CE propone un rimaneggiamento e una razionalizzazione degli stanziamenti e strumenti finanziari programmati nel bilancio 2014-2020 e introduce condizionamenti incentivanti o disincentivanti i rapporti con i paesi partner sulla base dell’adesione ai compact migratori: nelle relazioni economico-commerciali, nelle politiche di sviluppo e in quelle relative all&#8217;educazione, i cambiamenti climatici, l’energia, l’ambiente”. Vengono così introdotte, a parere di LINK 2007, forti ambiguità. “Che cooperazione sarà quella disincentivata? Che reazioni potranno esserci da parte dei paesi disincentivati” data anche la disponibilità di vari altri paesi donatori più interessanti e meno condizionanti? Limitate sono comunque le risorse nuove, solo 500 milioni di euro. La CE sollecita quindi ampi investimenti privati per moltiplicare gli interventi. Saranno costituiti un fondo e un piano per gli investimenti esterni sia pubblici (governi e banche di sviluppo degli stati membri, Bei, Bers) che privati (imprese, banche, fondi di investimento) accompagnati da garanzie e incentivi quali la copertura del rischio e i fondi concessionali. Un piano che secondo LINK 2007 può funzionare solo in una logica di sviluppo e di partenariato vero, uscendo decisamente dalla visione miope e introversa della Commissione europea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Osservazioni e proposte</strong>. Le Ong di LINK 2007 avanzano <strong>10 osservazioni e proposte</strong>, auspicando che il Consiglio cambi decisamente l’approccio della CE. In sintesi:</p>
<p>1. La vita, la dignità delle persone e il rispetto dei diritti fondamentali, compresa l’accoglienza di chi corre gravi pericoli, devono guidare ogni politica migratoria.</p>
<p>2. Il principio “aiutiamoli a casa loro” richiede una consistente e illuminata strategia di sviluppo e di stabilizzazione politica, non barriere e campi di internamento.</p>
<p>3. L’Europa propone un mutamento genetico delle politiche di sviluppo e di partenariato dell’UE con i paesi terzi, riducendole a un do ut des subordinato agli immediati interessi europei. Esso va contrastato.</p>
<p>4. La leadership strategica dei partenariati dovrà fare capo alla CE con riferimento alle politiche di sviluppo e di vicinato, e non alle politiche di sicurezza o alle istituzioni finanziarie degli investimenti.</p>
<p>5. I temi dei diritti umani e della protezione internazionale rimangono troppo sfuocati. L’accordo UE-Turchia non può essere il modello a cui riferirsi; devono invece esserlo le convenzioni europee e internazionali sui diritti umani e la protezione internazionale.</p>
<p>6. Se l&#8217;esternalizzazione della gestione dell’asilo può essere una misura di tamponamento in un’UE confusa e divisa, l’Europa dovrà in ogni caso e quanto prima assumere le proprie responsabilità se non vuole tradire se stessa e ridursi ad entità marginale nel contesto mondiale.</p>
<p>7. Si deve chiaramente distinguere tra la cooperazione per lo sviluppo e le altre cooperazioni sulla sicurezza e il contenimento dei migranti, senza ingannare le pubbliche opinioni.</p>
<p>8. La politica di cooperazione per lo sviluppo va chiaramente e concretamente indirizzata al contrasto alle disuguaglianze, anche nei paesi ad alto tasso di crescita economica i cui benefici non sono però minimamente percepiti da milioni di persone, rimanendo a vantaggio di pochi.</p>
<p>9. La coerenza delle politiche dovrà guidare la strategia europea, verificando che ogni attività sia coerente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e che i programmi di sviluppo, l’impegno per la fine dei conflitti e la loro prevenzione, i provvedimenti per l’accoglienza e integrazione degli immigrati e rifugiati procedano in modo parallelo e coerente.</p>
<p>10. Una più forte integrazione tra le politiche di accoglienza e integrazione e la politica di cooperazione internazionale allo sviluppo si impone, anche in coerenza con quanto delineato in anni di dialogo politico in Europa e all’ONU sul rapporto migrazioni-sviluppo.</p>
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		<title>L&#8217;ipocrisia del Migration Compact</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 09:44:23 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Francesco Martone   (da Comune.info)</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/campesi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6129" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6129" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/campesi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="campesi" width="600" height="401" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/campesi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/campesi-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>È stato presentato nei giorni scorsi</strong> <strong>il  secondo rapporto del relatore speciale Onu sui crimini e violazioni dei diritti umani in Eritrea.</strong> Ennesimo atto di accusa verso <strong>un regime spietato</strong> quello di Isaias Afewerki, <strong>uno dei possibili beneficiari dei fondi previsti dal Migration Compact</strong> presentato anch’esso nei giorni scorsi a Bruxelles e figlio di una proposta avanzata da Matteo Renzi. Una proposta e un’iniziativa non solo improntata su un’approccio securitario, che mira a bloccare sull’altra sponda del Mediterraneo i flussi di migranti e possibili richiedenti asilo, ma rischia anche di consolidare e perpetuare le cause stesse di quelle migrazioni. L’idea di fondo è quella di sostenere i governi dei paesi di origine, e investire decine di miliardi di euro in infrastrutture, usando la leva degli investimenti privati, né più e né meno come pretende di fare il piano Jucker per l’Europa.</p>
<p>In realtà<strong> il Migration Compact è muto, cieco e sordo riguardo le vere cause dell’esodo di massa verso l’Europa, guerra e repressione, violenza e dittature. </strong>Ci sono certo coloro che cercano un futuro lavorativo in Europa ci mancherebbe ed è loro diritto fondamentale, perché le migliaia e migliaia di italiani che se ne vanno dal paese per costruirsi un progetto di vita altrove che sono, beneficiati dal loro colore della pelle? Il punto però è che per molti provenienti da altre zone di conflitto, passerebbe la visione secondo la quale il problema (per gli eritrei e non solo, si pensi ad esempio agli etiopi Omo e Oromo magari, vessati e espulsi dalle loro terre) sarebbe un problema di sviluppo, di crescita. Insomma non persone che fuggono per salvare la propria vita, ma<strong> migranti economici,</strong> ai quali proporre chissà quando un posto di lavoro a casa propria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/84149870_eritrome20junafp.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6130" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6130" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/84149870_eritrome20junafp.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="84149870_eritrome20junafp" width="660" height="371" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/84149870_eritrome20junafp.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 660w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/84149870_eritrome20junafp-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Diciamo le cose come stanno, se si dovesse fare un calcolo in termini di posti di lavoro, in Africa se ne dovrebbero “costruire” oltre ottocento milioni. E fino quando questi benedetti posti di lavoro non verranno creati e queste infrastrutture costruite quelle persone dove vanno? Magari in campi di concentramento trasformati in sale di attesa? Se invece si ragionasse in altra maniera, riconoscendo le vocazioni e le specificità di quei territori a creare reddito, non necessariamente attraverso il classico posto di lavoro, non necessariamente reddito in termini di Prodotto interno lordo o Indici di Sviluppo Umano, magari si riuscirebbe a <strong>dare la possibilità a milioni di persone di produrre il loro cibo, e dar loro accesso agli strumenti per determinare il proprio futuro. </strong>Questo è il primo elemento. Ma anche <strong>l’assioma secondo il quale la crescita porterà democrazia fa acqua da tutte le parti</strong>.</p>
<p>Chi controlla l’economia di quei paesi? Dove andranno le risorse economiche e finanziarie? <strong>Le parole della commissione di inchiesta sui crimini in Eritrea</strong> ci riportano alla realtà nuda e cruda, e <strong>mettono di nuovo a nudo la contraddizione se non l’ipocrisia dell’Europa e del suo Migration Compact</strong>. Insomma una spruzzata di umanitarismo e lotta alla povertà <em>mainstream</em>, per nascondere le vere questioni politiche e le cause del fenomeno migratorio, e addolcire la pillola amara della repressione “poliziesca” fatta di filo spinato e <em>hotspot</em>. Pillola amarissima per chi fugge dalla guerra o dalla repressione e la galera e si ritroverebbe dentro un’altra galera per poi essere rispedito a casa in attesa di un fantomatico “posto di lavoro”.</p>
<p><strong>Ma non è che forse proprio per quel modello di sviluppo, a causa dell’illusorio mito della crescita e del “trickle-down” development praticato in Africa e non solo che migliaia di persone partono dall’Africa se non per sfuggire alla guerra o alla repressione, almeno in cerca di una vita più decente? </strong>Per non dimenticare che nel frattempo l’Unione Europea sta continuando a spingere sui quei paesi per l’attuazione rapida degli Accordi di Partenariato Economico (Epa o Economic Partnership Agreements) che rischiano di creare grave pregiudizio alla possibilità di quelle economie di svilupparsi autonomamente. E così facendo ricreando le premesse per nuovi esodi migratori. Sono altre le maniere di ripagare un <strong>debito ecologico e sociale</strong> accumulato verso quel continente. Mi pare invece che il gatto si morda la coda. Anzi ancora una volta è il gatto che si mangia il topo.</p>
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		<title>«GLI ACCORDI CON I PAESI TERZI IN MATERIA DI ASILO E MIGRAZIONE RISPETTANO I DIRITTI FONDAMENTALI E IL PRINCIPIO DI LEALE COLLABORAZIONE STABILITO DAI TRATTATI?»</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/06/13/gli-accordi-con-i-paesi-terzi-in-materia-di-asilo-e-migrazione-rispettano-i-diritti-fondamentali-e-il-principio-di-leale-collaborazione-stabilito-dai-trattati/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 08:17:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Barbara Spinelli ha depositato un’interrogazione scritta al Consiglio cofirmata da venti eurodeputati di differenti gruppi politici, per chiedere il rispetto dei diritti fondamentali e del principio di leale cooperazione negli accordi in materia&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><em>Barbara Spinelli ha depositato un’interrogazione scritta al Consiglio cofirmata da venti eurodeputati di differenti gruppi politici, per chiedere i</em><em>l rispetto dei diritti fondamentali e del principio di leale cooperazione negli accordi in materia di politiche di asilo e migrazione.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Fin dal 2014», scrive la parlamentare, «il Consiglio ha avviato una serie di accordi in materia di asilo e migrazione di cui alcuni aspetti sono stati tenuti segreti, sottratti al controllo parlamentare. Presumibilmente, il 23 marzo la Commissione, l’EEAS (European External Action Service) e il COREPER (Comitato dei Rappresentanti permanenti del Consiglio) hanno discusso partenariati con i Paesi del Corno d&#8217;Africa &#8211; tra cui il Sudan &#8211; volti a fermare il flusso di profughi verso l&#8217;Europa per mezzo dei fondi UE, rispecchiando la &#8220;dichiarazione&#8221; UE-Turchia e la proposta italiana chiamata “Migration compact”. Va notato che la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto contro il Presidente sudanese in seguito ad accuse relative al suo presunto ruolo nel genocidio nel Darfur».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poiché «l’articolo 13 del Trattato sull’Unione europea stabilisce che le istituzioni dell&#8217;Unione debbano attuare tra loro una leale cooperazione, agire nell&#8217;ambito delle proprie competenze e in conformità con le procedure, le condizioni e gli obiettivi stabiliti nei Trattati», Barbara Spinelli e gli altri venti parlamentari europei si rivolgono al Consiglio chiedendo se ritiene «che sia stato rispettato il principio di leale cooperazione nel proporre questi accordi, visto che il Parlamento non è stato né consultato né informato della loro esistenza; se i fondi UE stanziati nel piano d’azione non saranno utilizzati per reprimere le popolazioni civili; se gli accordi in oggetto rispettano l’art 3 TUE sugli obiettivi dell&#8217;Unione  relativi alla protezione dei diritti umani e la rigorosa osservanza del diritto internazionale, compreso il diritto a chiedere asilo».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Firmatari:</p>
<p>SPINELLI Barbara (GUE/NGL)</p>
<p>IN&#8217;T VELD Sophie (ALDE)</p>
<p>KOULOGLOU Stelios (GUE/NGL)</p>
<p>SAKORAFA Sofia (GUE/NGL)</p>
<p>ECK Stefan (GUE/NGL)</p>
<p>WINKLER Iuliu (PPE)</p>
<p>BILBAO BARANDICA Izaskun (ALDE)</p>
<p>LOCHBIHLER Barbara (Verdi/ALE)</p>
<p>WEIDENHOLZER Josef (S&amp;D)</p>
<p>VALERO Bodil (Verdi/ALE)</p>
<p>JUARISTI ABAUNZ Iosu (GUE/NGL)</p>
<p>MATIAS Marisa (GUE/NGL)</p>
<p>VAUTMANS Hilde (ALDE)</p>
<p>GOMES Ana Maria (S&amp;D)</p>
<p>VERGIAT Marie-Christine (GUE/NGL)</p>
<p>LAMBERT Jean (Verdi/ALE)</p>
<p>AUSTREVICIUS Petras (ALDE)</p>
<p>MALTESE Curzio (GUE/NGL)</p>
<p>CHOUNTIS Nikolaos (GUE/NGL)</p>
<p>POST Soraya (S&amp;D)</p>
<p>WARD Julie (S&amp;D)</p>
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		<title>Atti criminali. L’Europa e i profughi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2016 03:44:52 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>di Alex Zanotelli              (Da Comune.info)</p>
<p>Lo spirito del Migration Compact, la proposta del governo Renzi all’Ue, è lo stesso dell’accordo fatto dall’Europa con la Turchia. Si tratta di deportare migliaia di profughi e di pagare gli Stati africani per il lavoro sporco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/immigrat-6-1024x576-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5959" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-5959" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/immigrat-6-1024x576-1024x576-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="immigrat-6-1024x576-1024x576" width="720" height="405" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/immigrat-6-1024x576-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/immigrat-6-1024x576-1024x576-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/immigrat-6-1024x576-1024x576-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p>La proposta fatta dal governo Renzi alla Commissione europea per risolvere il “problema” dei migranti in arrivo dall’Africa, la cosiddetta Migration Compact, è un brutto passo da parte dell’Italia. <strong>Lo spirito del Migration Compact è lo stesso dell’accordo fatto dalla Unione europea con la Turchia</strong>. Lo ha detto il nostro ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, parlando a porte chiuse, alla Commissione trilaterale (!): “L’impegno, profuso dall’Europa per la riduzione dei flussi migratori sulla rotta balcanica, va ora usato sulla rotta del Mediterraneo centrale per chi arriva dalla Libia”.</p>
<p>Trovo grave che il governo Renzi ritenga un successo l’accordo Ue con la Turchia. Un accordo abominevole (costato sei miliardi di euro!) che richiederà <strong>la “deportazione” in Turchia di migliaia di migranti e profughi.</strong> E siccome le deportazioni sono atti criminali, ritengo l’accordo fra Ue e la Turchia <strong>un atto criminale</strong>. Quella che “I ventotto paesi dell’Unione europea hanno scritto con la Turchia – ha detto giustamente Cristopher Hein, portavoce del Consiglio Italiano per i Rifugiati – è una delle pagine più vergognose della storia comunitaria. È<strong> un mercanteggiamento sulla pelle dei rifugiati</strong>”. Lasciamo alla Grecia la responsabilità di effettuare i rimpatri (impossibili) in un paese, la Turchia, che non è il loro paese, che non li vuole e per di più, non ha risorse per integrarli.</p>
<p><strong>Ora l’Italia vuole fare lo stesso con i paesi africani.</strong> Un primo tentativo del genere era stato fatto con il cosiddetto “Processo di Khartoum” e con il vertice tra Ue e i capi di Stato africani a La Valletta (Malta), lo scorso anno, promettendo ai paesi sub-sahariani un miliardo e mezzo di euro per trattenere i migranti nei loro paesi. Ma con ben pochi risultati.</p>
<p>Ora, dopo il “successo” dell’accordo con la Turchia, l’Italia propone il <u>Migration Compact</u> con i paesi dell’Africa, dai quali provengono i migranti. Con quali strategie? Primo, la creazione di un Fondo europeo per gli investimenti nei paesi africani, stornando i soldi che oggi l’Europa destina all’Africa per opere socialmente utili (purtroppo ridotti al lumicino!). Secondo, la creazione di <u>EU- Africa Bonds</u> per aiutare i paesi africani a crescere e a innovarsi (ritorna il mantra di Matteo Salvini:”Aiutiamoli a casa loro”). Mentre ai governi africani verrebbe chiesto “un  efficace<strong> controllo delle frontiere, riduzione dei flussi migratori </strong>e <strong>cooperazione in materia di rimpatri/riammissioni</strong>”. Purtroppo saranno i governi dittatoriali d’Africa a trarne profitto e i popoli a pagarne le conseguenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/OCSE-immigrazione-630x280.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5960" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5960" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/OCSE-immigrazione-630x280.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="OCSE-immigrazione-630x280" width="630" height="280" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/OCSE-immigrazione-630x280.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 630w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/OCSE-immigrazione-630x280-300x133.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></a></p>
<p><strong>Il Migration Compact sta ottenendo sempre più consensi a Bruxelles. </strong>Angela Merkel, nell’incontro con Renzi a Roma, si è detta d’accordo con il piano, ma non è d’accordo con gli Euro-bonds. Mentre il vice di Juncker, Frans Timmermans, si trova in sintonia con la proposta italiana. Se <strong>dopo lo scellerato accordo Ue-Turchia, ora passerà l’accordo capestro con i paesi africani, l’Europa diventerà sempre più una fortezza protetta dal filo spinato</strong>, nella quale finiremo per sparare sia per difendere i confini esterni, ma anche quelli interni tra Stato e Stato, perché i migranti continueranno ad arrivare. Naufraga così il sogno europeo.</p>
<p>“L’accoglienza è un dovere dell’essere umano – ha ricordato papa Francesco durante la sua profetica visita a Lesbo – La tragedia umanitaria, che si sta consumando sotto i nostri occhi, in parte l’abbiamo prodotta noi con l’indifferenza e con le guerre che ai nostri confini abbiamo concorso a fare esplodere con il traffico degli armamenti”. Per questo <strong>dobbiamo dire No con forza al Migration Compact</strong> che verrà pagato da centinaia di migliaia di africani impoveriti. Non è questa la strada per risolvere il problema dei migranti. “Sogno un’Europa – ha detto il Papa ricevendo il Premio Carlo Magno il 6 maggio davanti alle massime autorità dell’Unione Europea – dove essere un migrante non è un delitto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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