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	<title>Ministro per l&#039;integrazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Ministro per l&#039;integrazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Progetto “Il lavoro è cittadinanza”</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Dec 2013 06:14:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/inps_kyenge-400x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/inps_kyenge-400x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p>“E&#8217; in<br />
continuo aumento la quota dei titolari di permesso CE per soggiornati<br />
di lungo periodo, che già costituiscono la maggioranza dei cittadini<br />
non comunitari. Questo dato dimostra che l&#8217;immigrazione in Italia non<br />
è fatta di lavoratori temporaneamente ospiti, né di intrusi come<br />
crede una parte dell&#8217;opinione pubblica, ma soprattutto di persone che<br />
intendono rimanere, costruire o ricongiungere le loro famiglie,<br />
divenendo pienamente cittadini. Si continua a chiamarli “stranieri”<br />
(o, peggio, “extracomunitari”), ma non ci si accorge che gli<br />
immigrati sono cittadini di fatto, autorizzati a un soggiorno a tempo<br />
indeterminato in base al diritto comunitario recepito<br />
nell&#8217;ordinamento italiano. </p>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
chiaro che ci sono dei settori dove le discriminazioni sono molto<br />
forti, come per esempio nello sport e nell&#8217;accesso al lavoro e credo<br />
che anche il lavoro che portiamo avanti serve proprio per dare<br />
risposte concrete per l&#8217;accesso a tutti, soprattutto per le pari<br />
opportunità.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La crisi<br />
non ha colore, tutti ne possiamo uscire soltanto uniti. La crisi<br />
colpisce tutti, cittadini italiani e stranieri. Si può uscire<br />
vincenti dalla crisi, ma non credo che una guerra fra poveri possa<br />
essere la soluzione”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Queste<br />
le parole del Ministro per l&#8217;integrazione, Cècile Kienge, durante la<br />
presentazione del Dossier statistico immigrazione 2013, redatto<br />
grazie alla collaborazione tra il centro studi Idos e l&#8217;Ufficio<br />
antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio (UNAR):<br />
secondo il dossier sono 5 milioni e 186 mila gli stranieri<br />
regolarmente presenti sul territorio italiano. Moltissimi di loro<br />
forniscono un apporto decisamente positivo in termini di valore<br />
aggiunto nel Pil e per la contribuzione nel nostro sistema<br />
previdenziale.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A fine<br />
ottobre è stato proprio presentato anche un progetto, promosso dal<br />
Ministro Kyenge e dall&#8217;Inps, che si pone l&#8217;obiettivo di dimostrare<br />
che i lavoratori provenienti da altri Paesi costituiscono una parte<br />
importante dello sviluppo economico, sociale e culturale del nostro<br />
Paese, sia come lavoratori dipendenti o autonomi sia come<br />
imprenditori.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
progetto intende sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica, attraverso i<br />
media e gli organi di stampa, sul fatto che un migrante che lavora<br />
non è un ospite, ma un lavoratore nel pieno dei suoi diritti così<br />
come stabilito dalla Costituzione italiana. Un lavoratore che produce<br />
reddito per sé è una risorsa per tutto il Paese.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Anche<br />
Antonio Mastrapasqua, Presidente dell&#8217;Inps, ha dichiarato a questo<br />
proposito: “ E&#8217; importante comunicare a tutti i cittadini che il<br />
lavoro non ha colore, etnia, lingua o religione. Il lavoro è lo<br />
strumento di contribuzione alla crescita della comunità nazionale”.</p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Durante<br />
la presentazione del progetto è stato lanciato lo spot intitolato<i> I</i><i>l<br />
lavoro è cittadinanza: </i>un<br />
imprenditore straniero cerca un candidato per la sua azienda. Come?<br />
Mettendo a nudo i pregiudizi che circolano in Italia riguardo al<br />
lavoro dei migranti. L&#8217;imprenditore immigrato, infatti, gira per le<br />
strade e nei luoghi frequentati dai ragazzi per offrire un posto di<br />
lavoro, ma riceve solo rifiuti. Usa una telecamera nascosta e<br />
riprende i ragazzi che, al momento dell&#8217;offerta del lavoro,<br />
diostolgono lo sguardo o proseguono dritto per la loro strada. Lo<br />
spot termina con un messaggio: sono un imprenditore immigrato, i<br />
lavoratori migranti producono il 10% del Pil nazionale, riconoscerne<br />
l&#8217;importanza significa riconoscere un&#8217;opportunità.
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
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