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	<title>minoranza Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>L’invasione turca della Siria diventa più probabile: pagamenti miliardari dal Qatar per l’alleato Erdogan</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2022 11:07:02 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) teme un’altra invasione su larga scala della Siria settentrionale da parte della Turchia. Un<br>pagamento di miliardi da parte dell’emirato islamista del Golfo, il Qatar, rende questo scenario più probabile. Negli ultimi giorni, il<br>sovrano turco ha dichiarato in modo inequivocabile ciò che si aspetta da questa invasione: vuole cacciare milioni di persone e rendere la Siria settentrionale libera dai curdi. Ora sembra che il Qatar abbia fornito almeno 10 miliardi di dollari alla Turchia. Con questo denaro, molti mercenari islamisti possono essere mandati in guerra. Sono già presenti in gran numero nella regione e terrorizzano la popolazione per conto della Turchia, Stato della Nato.</p>



<p>Il Paese sta attaccando il nord della Siria con artiglieria e attacchi aerei da settimane. In un’intervista televisiva, il presidente turco ha<br>dichiarato che il nord-est della Siria “non è adatto allo stile di vita dei curdi perché è desertico”. Il sovrano turco sembra voler determinare quale gruppo etnico può o non può vivere e dove. E naturalmente nasconde il fatto che la regione è stata popolata da curdi per secoli. Ora Erdogan sta mobilitando il sostegno dove può ottenerlo. Dalla Nato e anche dalla Russia. E dal Qatar che, a quanto pare, è riuscito a conquistare per le sue ambizioni di grande potenza islamista. Il piccolo Qatar, che ha appena annunciato un ampio contratto di fornitura di gas con la Germania, può ovviamente permettersi questo sostegno. Il Paese che ospita i Mondiali di calcio, sostiene gli islamisti sunniti in tutto il Medio Oriente. Da tempo ci sono buone relazioni con l’islamista sunnita Erdogan, che però adesso è in difficoltà a livello nazionale. Ha paura di perdere le elezioni del prossimo anno. Per lui, l’invasione è anche uno strumento della sua campagna elettorale. Per farlo, può fare pulizia etnica e religiosa nel nord della Siria e scatenare una nuova ondata di rifugiati con cui ricattare l’Europa.</p>



<p>Erdogan è visto come il capo politico dell’Islam radicale sunnita, analogo ai mullah iraniani che guidano i gruppi radicali sciiti. La<br>scelta di campo sunnita del Qatar e della Turchia, tuttavia, ha una posizione di partenza migliore grazie al legame con la Nato. Senza il benestare della Nato, della Russia o dell’Iran, Erdogan non oserà mai lanciare una nuova invasione. Tuttavia, dal momento che anche il governo tedesco esprime “comprensione per gli interessi di sicurezza della Turchia”, presto potrebbe aver raccolto abbastanza sostegno. Non appena ciò avverrà, inizierà l’invasione.</p>
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		<title>I Diritti Umani soffocati dalla Cina</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 07:57:49 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Nicole Fraccaroli </p>



<p>Con il presidente Xi Jinping al timone, il governo cinese ha raddoppiato la repressione all&#8217;interno e all&#8217;esterno del Paese nel 2021. La sua politica di &#8220;tolleranza zero&#8221; nei confronti del Covid-19 ha rafforzato la mano delle autorità, che hanno imposto politiche dure in nome dell&#8217;opinione pubblica a favore della salute del Paese.<br>Il governo cinese ha spinto per valori più conservatori nel 2021, riducendo lo spazio per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) e delle donne, questioni precedentemente considerate meno delicate. Pechino è diventata meno tollerante alle critiche degli imprenditori privati. A luglio 2021, i tribunali hanno condannato a 18 anni Sun Dawu, un magnate agricolo<br>sostenitore degli attivisti per i diritti umani, per crimini vaghi, dopo aver emesso una condanna altrettanto dura a Ren Zhiqiang, uno schietto magnate del settore immobiliare.<br>L&#8217;ultima promessa di Xi di affrontare la disuguaglianza e offrire una &#8220;prosperità comune&#8221; suona vuota mentre il suo governo soffoca le voci di base. Dopo l&#8217;auto-immolazione di un autista di camion per le consegne a gennaio, il governo ha rafforzato i controlli normativi per proteggere i lavoratori, ma allo stesso tempo ha anche represso il loro attivismo. La disuguaglianza in rapida espansione della Cina ha portato alcuni giovani a sostenere una forma di resistenza passiva nota come &#8220;tang ping&#8221; &#8211; rinuncia al consumo e lavoro umiliante &#8211; un concetto che il governo ha condannato e censurato.<br>Le autorità di Pechino e Hong Kong si sono mosse in modo aggressivo per revocare i diritti a Hong<br>Kong.<br>Attivisti pro-democrazia sono stati arbitrariamente arrestati e detenuti. A gennaio 2021, le autorità hanno arrestato 53 politici per &#8220;sovversione&#8221; per il loro coinvolgimento in un sondaggio dell&#8217;opinione pubblica del luglio 2020. A settembre, tre membri del gruppo Student Politicism sono stati arrestati per “cospirazione per incitare alla sovversione” per aver consegnato del cibo ai manifestanti incarcerati. La gente comune è stata arrestata per disprezzo pubblico, ad esempio per aver esposto bandiere con lo slogan di protesta bandito del 2019, &#8220;Reclaim Hong Kong, Revolution of Our Times&#8221;.<br>Per la prima volta la polizia ha censurato Internet bloccando i siti web. Nel gennaio 2021, la polizia ha ordinato ai fornitori di servizi Internet di bloccare l&#8217;accesso a HKChronicles.com, un sito Web che documenta gli abusi della polizia ma che aveva anche rivelato informazioni personali sugli agenti di polizia. A giugno, una società di hosting israeliana ha rimosso il sito web di un&#8217;iniziativa<br>per l&#8217;esilio di Hong Kong, la Carta di Hong Kong del 2021, su richiesta della polizia di Hong Kong, sebbene abbia ripristinato il sito a seguito di una protesta internazionale.<br>La libertà accademica è peggiorata. Le amministrazioni universitarie sono state ostili nei confronti dei sindacati studenteschi per tutto il 2021, mentre un certo numero di accademici è stato licenziato o i loro contratti non sono stati rinnovati a causa delle loro opinioni a favore della democrazia.</p>



<p>A questo straziante scenario di continue violazioni di diritti umani e libertà fondamentali, altri dettagli supportati da testimonianze e prove si aggiungono alla sanguinosa lista: la Cina è stata accusata di aver commesso crimini contro l&#8217;umanità e forse genocidio contro la popolazione uigura e altri gruppi etnici per lo più musulmani nella regione nord-occidentale dello Xinjiang.</p>



<p>I gruppi per i diritti umani ritengono che la Cina abbia detenuto più di un milione di uiguri contro la loro volontà negli ultimi anni in una vasta rete di quelli che lo stato chiama &#8220;campi di rieducazione&#8221; e condannato centinaia di migliaia di persone a pene detentive.<br>Una serie di documenti e rapporti della polizia ottenuti dalla BBC nel 2022 ha rivelato dettagli sull&#8217;uso da parte della Cina di questi campi e descritto l&#8217;uso quotidiano di ufficiali armati e l&#8217;esistenza di una politica di “sparare per uccidere” contro coloro che cercano di scappare.<br>Gli Stati Uniti sono tra i diversi paesi ad aver precedentemente accusato la Cina di aver commesso un genocidio nello Xinjiang. I principali gruppi per i diritti umani, come Amnesty International e Human Rights Watch, hanno pubblicato rapporti che accusano la Cina di crimini contro l&#8217;umanità.<br>La Cina nega tutte le accuse di violazioni dei diritti umani nello Xinjiang. Il governo cinese &#8211; parlando dopo che sono stati pubblicati i dettagli degli archivi della polizia dello Xinjiang &#8211; ha affermato che la pace e la prosperità portate nello Xinjiang come risultato delle sue misure antiterrorismo sono state la migliore risposta a &#8220;ogni sorta di bugie&#8221;.</p>



<p>Il sentimento anti-Han e separatista è cresciuto nello Xinjiang dagli anni &#8217;90, a volte sfociando in violenza. Nel 2009 circa 200 persone sono morte negli scontri nello Xinjiang, che i cinesi hanno attribuito agli uiguri e al loro intento di volere un proprio stato. Ma negli ultimi anni una massiccia repressione della sicurezza ha represso il dissenso.<br>Lo Xinjiang è ora coperto da una pervasiva rete di sorveglianza, tra cui polizia, posti di blocco e telecamere che scansionano qualsiasi cosa, dalle targhe ai singoli volti. Secondo Human Rights Watch, la polizia utilizza anche un&#8217;app mobile per monitorare il comportamento delle persone, ad esempio quanta elettricità stanno consumando e quanto spesso usano la porta d&#8217;ingresso del “campo di rieducazione”.<br>Dal 2017, quando il presidente Xi Jinping ha emesso un ordine in cui si affermava che tutte le religioni in Cina dovrebbero essere di orientamento cinese, ci sono state ulteriori repressioni. Gli attivisti affermano che la Cina stia cercando di sradicare la cultura uigura.<br>Diversi paesi, oltre agli Stati Uniti, come Regno Unito, Canada e Paesi Bassi hanno accusato la Cina di aver commesso un genocidio &#8211; definito dalla convenzione internazionale come &#8220;l&#8217;intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso&#8221;.<br>Le dichiarazioni seguono i rapporti secondo cui, oltre a internare gli uiguri nei campi, la Cina ha sterilizzato con la forza le donne uigure per reprimere la popolazione, separando i bambini dalle madri.<br>Ci sono circa 12 milioni di uiguri, per lo più musulmani, che vivono nello Xinjiang, che è ufficialmente conosciuta come la regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR).<br>Gli uiguri parlano la propria lingua, che è simile al turco, e si considerano culturalmente ed etnicamente vicini alle nazioni dell&#8217;Asia centrale. Costituiscono meno della metà della popolazione dello Xinjiang.<br>Lo Xinjiang è una regione prevalentemente desertica e produce circa un quinto del cotone mondiale.<br>Nel dicembre 2020, una ricerca monitorata dalla BBC ha mostrato che fino a mezzo milione di persone erano costrette a raccogliere cotone nello Xinjiang. Ci sono prove che confermato la costruzione di nuove fabbriche all&#8217;interno dei campi di rieducazione.<br>La regione è anche ricca di petrolio e gas naturale e per la sua vicinanza all&#8217;Asia centrale e all&#8217;Europa è vista da Pechino come un importante collegamento commerciale.<br>All&#8217;inizio del XX secolo, gli uiguri dichiararono brevemente l&#8217;indipendenza per la regione, ma nel 1949 fu portata sotto il completo controllo del nuovo governo comunista cinese.</p>



<p>Un comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2018 ha affermato di avere documentazioni credibili secondo cui la Cina<br>tratteneva fino a un milione di persone in &#8220;centri antiestremismo&#8221; nello Xinjiang.<br>La Cina nega tutte le accuse di violazioni dei diritti umani nello Xinjiang. In risposta agli archivi della polizia dello Xinjiang, il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha detto alla BBC che i documenti erano &#8220;l&#8217;ultimo esempio di voci anti-cinesi che cercano di diffamare la Cina&#8221;. Ha inoltre affermato che lo Xinjiang gode di stabilità e prosperità e che i residenti vivono una vita felice e<br>realizzata.<br>La Cina afferma che la repressione nello Xinjiang è necessaria per prevenire il terrorismo e sradicare l&#8217;estremismo islamista e guarda ai campi come ad uno strumento efficace per rieducare i detenuti nella sua lotta contro il terrorismo.<br>Insiste inoltre sul fatto che i militanti uiguri stiano conducendo una violenta campagna per uno stato indipendente pianificando attentati, sabotaggi e disordini civici.</p>



<p>Un rapporto tanto atteso dall&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) in quella che la Cina chiama la regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) ha concluso, il 31 agosto 2022, che &#8220;gravi violazioni dei diritti umani&#8221; sono state commesse e perpetrate contro gli uiguri e &#8220;altre comunità”.<br>Il rapporto pubblicato sulla scia della visita dell&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Michelle Bachelet a maggio 2022, afferma che &#8220;le accuse di tortura o maltrattamenti, inclusi trattamenti medici forzati e condizioni avverse di detenzione, sono credibili, così come le accuse di singoli episodi di violenza sessuale e di genere”.<br>L’OHCHR ha affermato che l&#8217;entità delle detenzioni arbitrarie contro uiguri e altri, nel contesto di &#8220;restrizioni e privazione più in generale dei diritti fondamentali, goduti individualmente e collettivamente, possono costituire crimini internazionali, in particolare crimini contro l&#8217;umanità&#8221;.<br>Inoltre, il rapporto afferma che le politiche del governo cinese nella regione hanno &#8220;oltrepassato i confini&#8221;, separando le famiglie, &#8220;recidendo&#8221; i contatti, producendo &#8220;schemi di intimidazioni e minacce&#8221; contro la più ampia diaspora uigura che ha parlato delle condizioni in casa.<br>L&#8217;OHCHR ha affermato che il governo cinese &#8220;ha il dovere principale di garantire che tutte le leggi e le politiche siano conformi al diritto internazionale sui diritti umani e di indagare tempestivamente su eventuali accuse di violazione dei diritti umani, di garantire la responsabilità degli autori e di fornire riparazione alle vittime.”<br>Il rapporto invita la Cina a intraprendere una revisione legale completa delle sue politiche di sicurezza nazionale e antiterrorismo in XUAR, &#8220;per garantire la loro piena conformità con il diritto internazionale vincolante sui diritti umani&#8221; e abrogare tutte le leggi che non rispettano gli standard internazionali. Il rapporto in questione chiede inoltre una pronta indagine da parte del governo sulle<br>presunte violazioni dei diritti umani nei campi e in altre strutture di detenzione, “comprese le accuse di tortura, violenza sessuale, maltrattamenti, cure mediche forzate, così come i lavori forzati e le denunce di decessi in custodia. &#8220;</p>



<p>Purtroppo non ci sarebbe grande stupore qualora la Cina decidesse di non implementare queste raccomandazioni e di proseguire invece con la sanguinosa politica: questo rappresenta uno scenario che si è ripetuto svariate volte in diversi contesti coinvolgendo diversi Paesi responsabili. Seppur non un caso diverso dagli altri, esso non deve diventare la norma né la realtà. Se la Cina non è in<br>grado, o manca di volontà, per proteggere coloro che si trovano sotto la sua giurisdizione, è dunque un dovere della Comunità Internazionale intervenire per garantire il rispetto dei diritti umani e prevenirne serie violazioni.</p>
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		<title>Giornalisti europei arrestati in Iraq</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2022 08:54:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Baghdad vuole impedire la presenza di giornalisti in Sinjar L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede alle istituzioni europee e alla Ministra degli Esteri tedesca di lavorare per il rilascio immediato di due operatori&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><br>Baghdad vuole impedire la presenza di giornalisti in Sinjar</p>



<p></p>



<p>L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede alle istituzioni europee e alla Ministra degli Esteri tedesca di lavorare per il rilascio immediato di due operatori dei media arrestati in Iraq. La giornalista tedesca Marlene F. e il suo collega sloveno Matej K. sono stati arrestati dai militari nella regione settentrionale irachena di Sinjar alla fine di aprile. I due stavano facendo ricerche sulla comunità<br>yezidi, contro la quale l&#8217;esercito iracheno sta aumentando le azioni.<br>L&#8217;impressione è che l&#8217;esercito iracheno abbia voluto impedire di riferire sulla loro offensiva nella regione degli Yezidi. Ora veicoli<br>corazzati dell&#8217;esercito iracheno stanno entrando nell&#8217;area di insediamento della comunità yezidi e attaccano le unità di autodifesa,<br>apparentemente con lo scopo di disarmarle. Numerose persone sono già state costrette a fuggire a causa delle violenze.</p>



<p>I due operatori dei media avevano fatto ricerche sulla comunità yezidi e sul genocidio da parte del cosiddetto &#8220;Stato Islamico&#8221; nel 2014 per diversi mesi, viaggiando nelle zone di insediamento yezidi. Di ritorno dalle celebrazioni del capodanno yazidi &#8220;Çarsema Sor&#8221;, sono stati arrestati dall&#8217;esercito iracheno. Nonostante le loro tessere stampa, sono stati perquisiti e minacciati, i loro zaini e telefoni confiscati.<br>L&#8217;esercito iracheno ha annunciato sulla stampa locale che i due erano &#8220;combattenti stranieri&#8221; delle unità di resistenza di Sinjar (YBS).</p>



<p>Già a gennaio, tre operatori dei media erano stati arrestati dall&#8217;esercito iracheno senza dare alcuna motivazione. Questi arresti sono preoccupanti. La situazione della comunità yezidi è ancora scottante. È difficile immaginare che gli Yezidi continuino a sperimentare odio e persecuzione. Solo attraverso un&#8217;autonomia assicurata la loro situazione in Iraq può migliorare. E solo se la gente qui ne sente parlare dai media può spingere verso questo miglioramento.</p>
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		<title>Manifestazione a sostegno degli Hazara in Afghanistan</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 08:57:33 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="680" height="680" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16337" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 680w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani sostiene e divulga il seguente comunicato: </p>



<p>MANIFESTAZIONE A SOSTEGNO DEGLI HAZARA IN AFGHANISTAN</p>



<p><br>L’Associazione Nawroz e le altre associazioni suelencate invitano alla massima partecipazione.<br>Si invitano la stampa, i media e il giornalismo indipendente a raggiungere l’iniziativa dalle ore 9<br>alle ore 13 Sabato 30/04/2022 in Piazza della Repubblica a Roma.</p>



<p><br>Gli attivisti e le attiviste saranno disponibili a rilasciare interviste e testimonianze.<br>Le Associazioni esprimono solidarietà alle famiglie delle vittime dei recenti attentati contro la scuola<br>Abdurahim Shahid High School di Kabul e dei luoghi di culto nel Nord del Paese.</p>



<p><br>Denunciamo pubblicamente la violenza di questi attacchi, perpetrati principalmente contro la<br>comunità Hazara del paese.</p>



<p><br>Scendiamo in piazza Sabato 30 Aprile a Roma in piazza della Repubblica dalle 9 am per accendere i<br>riflettori mediatici sulle violazioni dei diritti umani commesse ai danni degli Hazara dalle autorità dei<br>talebani e da altri gruppi fondamentalisti.</p>



<p><br>Diamo voce alla comunità Hazara oppressa e perseguitata all’interno del paese.<br>Chiediamo con questo comunicato la massima adesione possibile a tutte le associazioni,<br>organizzazioni della società civile, attivisti, giornalisti e singoli cittadini.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="723" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022-1024x723.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16336" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022-1024x723.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022-300x212.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022-768x542.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>COMUNICATO DELLA DIASPORA HAZARA E DELLE ORGANIZZAZIONI CIVICHE<br>HAZARA IN ITALIA SUGLI ATTENTATI ALLA ABDUR RAHIM SHAHEED HIGH<br>SCHOOL DEL QUARTIERE HAZARA NELLA ZONA OVEST DI KABUL</p>



<p><br>Oggi, 19 aprile 2022 due esplosioni avvenute di fronte ai cancelli della Abdur Rahim Shaheed<br>High School di Dashte Barchi, quartiere Hazara della zona Ovest di Kabul, hanno provocato la<br>morte ed il ferimento di decine di studenti. Lo stesso giorno, una bomba a mano è esplosa nel<br>centro educativo Mumtaz. Questi attacchi coordinati non sono altro che l’ennesimo atto<br>terroristico nei confronti dei luoghi dell’educazione e della formazione degli Hazara, che sono<br>diventati target di questi attacchi ormai da anni. L’8 maggio del 2021, le esplosioni avvennero di<br>fronte ai cancelli della Syed-o-Shuhada Girl School, sempre nella zona Ovest di Kabul,<br>uccisero almeno 85 studentesse e provocarono il ferimento di oltre 150. Secondo diverse fonti<br>indipendenti, negli ultimi cinque anni più di 35 attentati terroristici hanno provocato centinaia di<br>vittime e preso di mira sistematicamente i luoghi di aggregazione sociale degli Hazara: scuole,<br>centri educativi, edifici sportivi, reparti di maternità degli ospedali, moschee, matrimoni. Il<br>Regime Talebano, che detiene il potere de facto in Afghanistan, ha da sempre perpetrato<br>violazioni di diritti umani contr gli Hazara, per questo aspettarsi che i Talebani difendano la vita<br>degli Hazara è futile. La Diaspora Hazara e le associazioni civiche di Hazara in Italia condannano<br>fermamente gli attacchi ai centri di formazione degli Hazara e chiedono alle organizzazioni per i<br>Diritti Umani e alla comunità internazionale di monitorare la situazione in Afghanistan da vicino.<br>Nello specifico, esortiamo la comunità internazionale a adottare tali misure:</p>



<ul><li>Nell’assenza di un governo legittimo e riconosciuto a livello internazionale in<br>Afghanistan, chiediamo che la comunità internazionale, le Nazioni Unite, e le altre<br>organizzazioni internazionali, prendano atto e facciano attenzione agli attacchi mirati<br>verso gli Hazara e adottino misure per salvaguardare le loro vite.</li><li>Il Genocidio Hazara in Afghanistan inizia più di un secolo fa, nel 1890. La comunità<br>internazionale, le Nazioni Unite, e le altre organizzazioni internazionali, riconoscano<br>ufficialmente il genocidio Hazara in Afghanistan.</li><li>Gli ispettori speciali per i Diritti Umani in Afghanistan dovrebbero cercare le prove del<br>genocidio Hazara tutt’oggi in atto e presentarle agli organismi competenti come la Corte<br>Penale Internazionale.</li><li>Esortiamo gli organismi per i Diritti Umani e le organizzazioni presenti in Italia ad alzare<br>la voce contro la violazione dei diritti umani degli Hazara da parte dei Talebani,<br>dell’Islamic State of Khoran (IS-K), e altre entità terroristiche che operano nella regione.</li><li>Esortiamo la Repubblica Italiana ad utilizzare le sue risorse diplomatiche nelle Nazioni<br>Unite, nei forum internazionali e nelle relazioni bilaterali con altri paesi per salvaguardare<br>la vita e i diritti umani degli Hazara in Afghanistan.</li></ul>
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		<title>Non puoi conoscermi se non mi riconosci</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 08:40:17 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/erv.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="960" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/erv.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16333" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/erv.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/erv-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/erv-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/erv-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/erv-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/erv-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure>



<p>NON PUOI CONOSCERMI SE NON MI RICONOSCI</p>



<p>La più grande minoranza europea, più di 12 milioni di cittadini europei di etnia Rom e Sinti che da secoli fanno parte dell’identità europea, un popolo che non ha mai armato un esercito per conquistare una terra, che parla tutte le lingue e pratica tutte le religioni europee, che ha saputo  mettere insieme le proprie diversità e mantenere un’unica identità attraverso secoli, pur essendo il più discriminato e maltrattato in Europa, ha  rappresentato nel suo piccolo quello che l’Europa dichiara di voler essere. Il nostro popolo lotta ancora per avere il suo posto nel panorama della cultura europea. Lotta ancora per essere riconosciuto e rispettato proprio per la sua diversità, una ricchezza che l’Europa ancora si ostina a rifiutare. Anche in Italia, siamo presenti dal 1400, abbiamo partecipato alla resistenza, abbiamo subito un genocidio razziale esattamente come gli ebrei, e in Italia siamo stati internati nei campi di concentramento fascisti, e lo stato Italiano ancora si ostina a non riconoscerci nonostante l’articolo 6 della nostra Costituzione lo preveda, e nonostante le altre 12 minoranze siano già state riconosciute da 23 anni.</p>



<p><br>#RMSL #movimentokethane #romesintiperlitalia </p>



<p><br>FIRMA LA PETIZIONE Per il riconoscimento dello status di minoranza storico linguistica dei Rom e Sinti! </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/2b07_fe0f/32.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="&#x2b07;"/></figure>



<p><a href="https://petizione.kethane.digitribe.me/linguistica?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://petizione.kethane.digitribe.me/linguistica?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><br></p>
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		<title>&#8220;Romani Piña- Sorelle Rom&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 17:39:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Potete seguire qui la presentazione del libro &#8220;Romani Piña- Sorelle Rom&#8221;, se l&#8217;avete persa&#8230;! https://fb.watch/aWtuGADqq3/ alla presenza di Giulia Di Rocco, attivista e mediatrice legale; Virginia Morello, attivista e sindacalista; Concetta Sarachella (in arte&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Potete seguire qui la presentazione del libro &#8220;Romani Piña- Sorelle Rom&#8221;, se l&#8217;avete persa&#8230;!</p>



<p><a href="https://fb.watch/aWtuGADqq3/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://fb.watch/aWtuGADqq3/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>alla presenza di Giulia Di Rocco, attivista e mediatrice legale; Virginia Morello, attivista e sindacalista; Concetta Sarachella (in arte Saracetty), attivista e stilista. DONNE, ITALIANE, ROM.</p>



<p>E Alessandra Montesanto, responsabile Associazione Per i Diritti umani e Olivier Turquet direttore editoriale Multimage. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/donne-rom-cover_page-0001-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="715" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/donne-rom-cover_page-0001-1-1024x715.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16110" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/donne-rom-cover_page-0001-1-1024x715.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/donne-rom-cover_page-0001-1-300x209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/donne-rom-cover_page-0001-1-768x536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/donne-rom-cover_page-0001-1-1536x1072.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/donne-rom-cover_page-0001-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1778w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br></p>
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		<title>“Romani piña &#8211; Sorelle rom”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 08:27:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>SIETE tutte/i invitate/i alla conferenza stampa che si terrà: MERCOLEDI 2 FEBBRAIO, alle ore 16.30 sulla pagina FB di Associazione Per i Diritti umani In occasione della Giornata della Memoria si segnala l&#8217;uscita del&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>SIETE tutte/i invitate/i alla conferenza stampa che si terrà:</p>



<p></p>



<p>MERCOLEDI 2 FEBBRAIO, alle ore 16.30 sulla pagina FB di Associazione Per i Diritti umani </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="715" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1-1024x715.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16091" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1-1024x715.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1-300x209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1-768x536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1-1536x1072.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/donne-rom-cover_page-0001-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1778w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>In occasione della Giornata della Memoria si segnala l&#8217;uscita del libro intitolato:</p>



<p>“<strong>Romani pi</strong><em><strong>ña</strong></em><strong> &#8211; Sorelle rom</strong>”</p>



<p>a cura di Alessandra Montesanto, vicepresidente dell&#8217;Associazione Per i Diritti umani (www.peridirittiumani.com)?utm_source=rss&utm_medium=rss e Giulia Di Rocco (attivista, mediatrice e consulente legale)</p>



<p>Multimage &#8211; La casa editrice dei diritti umani</p>



<p>Con il contributo della Fondazione Fidapa Onlus</p>



<p>Il testo è parte dal racconto di vita di tre donne, italiane e rom: Giulia Di Rocco (attivista, mediatrice e consulente legale), Virginia Morello (sindacalista) e Concetta Sarachella (in arte “Saracetty”, stilista) fondatrici di <em>Mistipè</em>, ilprimo partito politico italiano che vede i Rom come principali rappresentanti.</p>



<p>Non si tratta, però, di un lavoro politico, ma di un lavoro in cui si vuole far conoscere le informazioni di base sull&#8217;etnia rom, dal punto di vista femminile.</p>



<p>Tre donne, quindi, che hanno incontrato, durante la loro esistenza, molte difficoltà, ma che hanno ottenuto un riscatto sia nel pubblico sia nel privato; sono tre esempi di donne, italiane e appartenenti ad una minoranza da sempre discriminata che intendono fornire il proprio esempio per motivare altre ragazze o coetanee a continuare a lottare per i propri diritti.</p>



<p><strong>Romani pi</strong><em><strong>ña</strong></em><strong> &#8211; Sorelle rom</strong> è, quindi, un libro agile &#8211; corredato di immagini a colori &#8211; che parla direttamente al cuore delle persone che lo leggeranno: cultura italiana rom (usi, costumi, religione, giustizia), accenni al ruolo della donna nel Passato e nel Presente (ricordiamo il <em>samudaripen </em>e le donne che sono state anche partigiane), un curioso riferimento al cambiamento del costume, in particolare della gonna come indumento e status symbol, analisi di fenomeni di antiziganismo al femminile che si protraggono anche nella nostra attualità: questi sono alcuni argomenti presi in considerazione.</p>



<p>Le autrici sono fermamente convinte che sia necessario iniziare a far conoscere la comunità rom anche dal punto di vista femminile per avviare un dialogo nuovo e completo tra la stessa e la società maggioritaria.</p>



<p>Il libro è importante per TUTTE le donne, per la propria autodeterminazione nell&#8217;ottica di una autentica parità di genere.</p>



<p>Per ulteriori informazioni: <a href="mailto:info@peridirittiumani.com">info@peridirittiumani.com</a> – <a href="mailto:diroccogiulia81@gmail.com">diroccogiulia81@gmail.com</a></p>
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		<title>L’accusa di genocidio rivolta alla Cina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 07:19:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Secondo un recente rapporto legale, il governo cinese ha violato ogni singolo articolo della convenzione sul genocidio delle Nazioni Unite nel trattamento degli Uiguri nello Xinjiang e può essere soggetta alla&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="408" height="532" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/uyghur-genocide-report.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15234" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/uyghur-genocide-report.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 408w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/uyghur-genocide-report-230x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 230w" sizes="(max-width: 408px) 100vw, 408px" /></figure>



<p></p>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p>Secondo un recente rapporto legale, il governo cinese ha violato ogni singolo articolo della convenzione sul genocidio delle Nazioni Unite nel trattamento degli Uiguri nello Xinjiang e può essere soggetta alla responsabilità internazionale per aver commesso il crimine di genocidio.</p>



<p>Il rapporto di 25.000 parole, pubblicato da un think-tank apartitico con sede negli Stati Uniti all’inizio del mese di marzo, è uno dei primi esami legali indipendenti e non governativi del trattamento della Cina nei confronti degli Uiguri ai sensi della convenzione sul genocidio del 1948.</p>



<p>Lo Xinjiang è&nbsp;una regione autonoma&nbsp;della Cina nordoccidentale tra le più grandi della Cina: si trova tra Mongolia, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan, Pakistan, India, la regione autonoma del Tibet e le province del Qinghai e del Gansu.&nbsp;Il concetto di terrorismo in Cina ha una portata particolarmente ampia. Racchiude, infatti,&nbsp;il terrorismo&nbsp;<em>tout court</em>, il separatismo e l’estremismo religioso in un’unica cornice, quest’ultima è quella di cui viene accusata la minoranza uigura in Xinjiang.</p>



<p>Dal 2010, con il pretesto di reprimere il radicalismo islamico che negli anni precedenti aveva portato ad alcuni attentati in Cina, Chunxian adottò una politica repressiva della libertà di culto nello Xinjiang, proibendo il Ramadan e l’utilizzo di capi d’abbigliamento tipici (come il velo) nei luoghi pubblici.&nbsp;Stando a tutte le fonti intervistate e alla documentazione consultabile su New York Times, Associated Press, BuzzFeed, The Economist, le deportazioni nei campi si sarebbero intensificate a partire dal 2016/2017. «La persecuzione non avviene solo tramite deportazione, ma anche &#8211; ed in larghissima scala &#8211; tramite sterilizzazione forzata delle donne, iniezione di metodi contraccettivi, pratiche di aborto e infanticidio», spiega Olivia Enos, analista senior presso l&#8217;Asian Studies Center del think-tank americano The Heritage Foundation. Secondo l’esperta, le sterilizzazioni coatte e l’assunzione/impianto di agenti contraccettivi riguarderebbero tra l’80 ed il 90% delle donne: un dato che mostra quanto la sopravvivenza dell’etnia uigura sia gravemente a rischio. «La cancellazione del popolo uiguro in Cina avviene per mezzo di due strategie fondamentali: eliminazione fisica e assimilazione culturale», aggiunge Dinlur Reyahn, uigura residente a Parigi e fondatrice dell’Istituto Uiguro d’Europa.</p>



<p>Il rapporto prima citato è la prima applicazione, da parte di esperti indipendenti, della Convenzione sul genocidio del 1948 al trattamento in corso degli Uiguri in Cina. È stato intrapreso dal Newlines Institute for Strategy and Policy, in collaborazione con il Raoul Wallenberg Center for Human Rights, in risposta ai resoconti emergenti di gravi e sistematiche atrocità nella provincia dello Xinjiang in particolare contro gli uiguri, una minoranza etnica, per accertare se la Repubblica Popolare Cinese viola la Convenzione sul genocidio ai sensi del diritto internazionale. Lo studio puntualizza che dal 2014 ci sarebbero circa due milioni di Uiguri detenuti nei 1.400 campi di concentramento presenti nello Xinjiang.</p>



<p>A tal fine, dozzine di esperti in diritto internazionale e in politiche etniche cinesi sono stati invitati a esaminare pro-bono tutte le prove disponibili che potevano essere raccolte e verificate dalle comunicazioni pubbliche dello Stato cinese, con testimonianze e metodi di ricerca open source come l&#8217;analisi pubblica dell&#8217;immagine satellitare, l&#8217;analisi delle informazioni che circolano sull&#8217;Internet cinese e qualsiasi altra fonte disponibile.</p>



<p>Il Partito Comunista Cinese ha categoricamente negato di aver commesso atrocità e abusi contro la minoranza musulmana uigura, nonostante un numero crescente di prove.</p>



<p>I rapporti sugli uiguri hanno portato a un crescente indignazione internazionale e all&#8217;isolamento diplomatico ed economico. L&#8217;amministrazione statunitense ha già descritto la persecuzione degli uiguri come un genocidio. Un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha detto che &#8220;tali atrocità sconvolgono la coscienza e devono essere affrontate con gravi conseguenze&#8221; e ha chiesto alla Cina di consentire &#8220;indagini immediate e indipendenti da parte di osservatori internazionali&#8221; sulle accuse di stupro.</p>



<p>Il ministro degli Esteri britannico Nigel Adams ha affermato che il rapporto mostra &#8220;azioni chiaramente malvagie&#8221; e ha chiesto alla Cina di consentire agli investigatori indipendenti di entrare nell&#8217;area poiché il governo è stato sottoposto alle pressioni dei parlamentari di tutte le parti per sanzionare i funzionari cinesi.</p>



<p>Il ministro degli Esteri australiano, Marise Payne, ha fatto eco alle richieste degli Stati Uniti che gli osservatori internazionali, tra cui l&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, &#8220;abbiano accesso immediato, significativo e illimitato nella regione dello Xinjiang &#8220;.</p>



<p>La Cina ha costantemente negato le accuse di violazioni dei diritti umani e genocidio nello Xinjiang, nonostante le crescenti prove di internamento di massa, sospetti programmi di lavoro forzato, indottrinamento, sterilizzazione forzata delle donne, ampia sorveglianza digitale e di persona e soppressione di attività religiose e culturali. La Cina afferma che i campi sono centri di formazione professionale progettati per contrastare l&#8217;estremismo. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha accusato la BBC di fare un &#8220;falso rapporto&#8221; che era &#8220;del tutto privo di basi fattuali&#8221;. Ha affermato che le donne intervistate erano &#8220;attori che diffondevano false informazioni&#8221;, e ha detto che la Cina aveva rilasciato più rapporti che mostravano &#8220;persone di tutti i gruppi etnici nello Xinjiang vivere in pace e contentezza, unità e armonia, e che tutti i loro diritti legali sono effettivamente garantiti&#8221;. Tra i rapporti a cui fa riferimento Wang c&#8217;è un libro sullo Xinjiang, che lo scorso anno ha ammesso per la prima volta che più di 1,2 milioni di persone erano state coinvolte in programmi di “formazione professionale”.</p>



<p>Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha detto ai giornalisti che le accuse di genocidio nello Xinjiang &#8220;non potrebbero essere più assurde&#8221;. &#8220;È una voce fabbricata con secondi fini e una totale bugia&#8221;, ha detto Wang.</p>



<p>In base alla convenzione delle Nazioni Unite, firmata da 152 paesi, compresa la Cina, è possibile accertare il genocidio se una parte viola uno dei cinque atti criminali definiti. Il rapporto del Newlines Institute for Strategy and Policy ha rilevato che il Partito Popolare li ha violati tutti e ha accusato il partito di dimostrare chiaramente un &#8220;intento di distruggere, nella totalità o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso&#8221;. L&#8217;intento di distruggere gli Uiguri come gruppo deriva da una prova oggettiva, ovvero da una politica e una pratica statali, che il presidente Xi Jinping, la massima autorità in Cina, ha messo in moto. I cinque atti criminali sono: uccidere i membri del gruppo; causare gravi danni fisici o mentali ai membri del gruppo; infliggere deliberatamente al gruppo condizioni di vita calcolate per determinarne la distruzione fisica in tutto o in parte; imporre misure intese a prevenire le nascite all&#8217;interno del gruppo; e trasferire con la forza i bambini del gruppo in un altro gruppo.</p>



<p>Come prova, il rapporto citava documenti in merito a morti di massa, condanne a morte selettive e reclusione a lungo termine di anziani, tortura sistemica e trattamenti crudeli tra cui abusi sessuali e torture, interrogatori e indottrinamento, detenzione mirata di leader della comunità uigura, sterilizzazione forzata, separazione familiare, schemi di trasferimento di massa del lavoro e trasferimento di bambini uiguri in orfanotrofi e collegi statali.</p>



<p>Le persone e le entità che perpetrano gli atti di genocidio sopra indicati sono tutti agenti o organi statali &#8211; che agiscono sotto l&#8217;effettivo controllo dello Stato &#8211; che manifestano l&#8217;intenzione di distruggere gli Uiguri come gruppo ai sensi dell&#8217;articolo II della Convenzione sul genocidio.</p>



<p>La Corte Penale Internazionale ha respinto la domanda per indagare sulle accuse di genocidio nello Xinjiang, affermando di non essere in grado di agire perché i presunti crimini sono avvenuti in Cina che non è Stato parte dello Statuto della Corte e quindi è esclusa dalla giurisdizione della Corte.</p>



<p>Il ruolo degli Stati e della cooperazione internazionale assumono dunque un ruolo ancora più significativo quando una Corte non si può pronunciare in merito a tali violazioni dei diritti umani. La Cina non adempie alla sua primaria responsabilità di proteggere e prevenire abusi nei confronti di tutti coloro che sono soggetti alla sua giurisdizione; e per questo motivo, l’azione degli Stati terzi deve avere un impatto rilevante nel denunciare le violazioni e avviare un dialogo proficuo con la Cina.</p>
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		<title>Giornata mondiale dei Rom (8 aprile) e 50mo anniversario del Congresso mondiale dei Rom (1971)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 07:28:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Rom in Europa orientale e sudorientale soffrono particolarmente dellapandemia di Coronavirus In occasione della Giornata Mondiale dei Rom (8 aprile) e del 50.mo anniversario del primo Congresso Mondiale dei Rom (1972), l&#8217;Associazione per&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p><br>I Rom in Europa orientale e sudorientale soffrono particolarmente della<br>pandemia di Coronavirus</p>



<p></p>



<p>In occasione della Giornata Mondiale dei Rom (8 aprile) e del 50.mo anniversario del primo Congresso Mondiale dei Rom (1972), l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) sottolinea come la minoranza Rom e Sinti nell&#8217;Europa dell&#8217;Est e nei Balcani occidentali sta soffrendo particolarmente la pandemia di Coronavirus. Mentre prima dell&#8217;esplosione della pandemia di Coronavirus i Rom riuscivano in qualche modo a galleggiare con il lavoro salariato o con il commercio di carta da<br>riciclare e rottami metallici, oggi questo è difficilmente possibile.<br>Molti Rom sono scivolati nella miseria più profonda, devono mendicare o cercare materiale riciclabile nella spazzatura.</p>



<p>Oggi incombe il grande pericolo che tutti i piccoli progressi nel miglioramento della situazione dei Rom nell&#8217;Europa orientale e sudorientale, che sono dovuti principalmente a una rafforzata fiducia in se stessi e soprattutto all&#8217;impegno della rete delle donne rom, siano spazzati via dalla pandemia. Soprattutto tra i Rom si rischia una &#8220;generazione perduta&#8221; poiché anche i bambini rom che prima potevano andare a scuola ora invece non sono in grado di partecipare all&#8217;educazione digitale a causa della mancanza di accesso a internet e di computer o di aiuto con materiale stampato.</p>



<p>Mentre i Rom in Europa occidentale godono ora di una maggiore accettazione, sono ancora vittime delle continue politiche di apartheid nell&#8217;Europa sud-orientale, come in Serbia, Montenegro, Kosovo, Bosnia ed Erzegovina e Macedonia settentrionale. I Rom sono sistematicamente svantaggiati ed esclusi nell&#8217;assistenza sanitaria, nell&#8217;istruzione, nell&#8217;occupazione e nella politica degli alloggi. Le politiche dell&#8217;UE e tutti gli sforzi e le leggi nazionali hanno fatto poco per portare<br>uguaglianza e partecipazione ai Rom nella precaria situazione generale dell&#8217;Europa orientale: il 90% di loro sono disoccupati, decine di migliaia vivono in baracche, hanno poco accesso alle cure sanitarie, i bambini sono discriminati a scuola e il numero di Rom analfabeti rimane enorme. Le donne rom sono sposate con la forza e non possono ancora avere accesso all&#8217;istruzione.</p>



<p>Le minoranze rom in Europa orientale e nei Balcani occidentali hanno bisogno di un sostegno immediato e non burocratico da parte dell&#8217;UE.<br>Perché in alcuni stati, come la Bosnia ed Erzegovina, i rom sono discriminati anche dal diritto costituzionale. Non sono nemmeno riconosciuti come minoranza e, secondo la legge attuale, non possono candidarsi alla presidenza o al parlamento. I Rom rappresentano la più grande minoranza etnica in Europa, con un numero di componenti che oscilla tra i 10 e i 12 milioni. Circa sei milioni di loro vivono nell&#8217;UE. Anche nell&#8217;Unione Europea, nonostante il divieto di discriminazione, sono vittime di pregiudizi e di esclusione sociale.</p>
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		<title>Colpo di Stato militare in Myanmar</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 08:18:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Liberare i detenuti &#8211; Critiche ad Aung San Suu Kyi L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha condannato il colpo di stato militare in Myanmar e ha chiesto l&#8217;immediato rilascio del premio Nobel per&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><br>Liberare i detenuti &#8211; Critiche ad Aung San Suu Kyi</p>



<p>L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha condannato il colpo di stato militare in Myanmar e ha chiesto l&#8217;immediato rilascio del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi e di tutte le altre figure politiche imprigionate. Il Myanmar sta affrontando un pericoloso scivolamento all&#8217;indietro nella storia. Dopo dieci anni di timida democratizzazione, i militari stanno ora forzatamente riportando indietro l&#8217;orologio e il paese è minacciato dalla riproposizione di decenni di dittatura militare.</p>



<p>Questa è una catastrofe per lo stato multietnico, perché significa che non ci sarà pace neanche nelle regioni di insediamento delle varie nazionalità e purtroppo continuerà il genocidio contro i Rohingya. Ma è un disastro in divenire. L&#8217;ex icona della democrazia Aung San Suu Kyi ha cercato invano di assecondare i militari. È stata uno strumento compiacente dell&#8217;esercito e della sua strategia genocida nel perseguitare i Rohingya dal 2015/2016. In tutto il mondo, ha<br>rappresentato e giustificato la strategia crudele della leadership militare, che ora la imprigiona di nuovo. Questo non la rende più un&#8217;icona della democrazia. Ma naturalmente la sua prigionia è illegale e deve essere terminata immediatamente.</p>



<p>La democratizzazione sotto Aung San Suu Kyi ha deluso sotto molti aspetti. Negli ultimi anni, per esempio, la libertà di espressione e la libertà di stampa sono state arbitrariamente limitate dall&#8217;uso di vecchie leggi da parte della dittatura militare. Anche gli sforzi di pace nelle zone di insediamento delle diverse nazionalità non hanno fatto progressi, sebbene Aung San Su Kyi abbia dichiarato che questa è una priorità assoluta.</p>



<p>Ora il Myanmar è minacciato da un ritorno ai tempi bui della dittatura militare prima del 2011. Siamo molto preoccupati che la Cina in particolare, dopo aver praticato per anni sotto la dittatura militare una politica di saccheggio delle risorse naturali presenti nelle aree dei diversi stati che compongono il Myanmar, approfitti ora del rovesciamento politico per continuare questo sfruttamento indiscriminato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="492" height="275" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/100242793-783d4923-742d-471f-9822-702e1fafde9a.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15058" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/100242793-783d4923-742d-471f-9822-702e1fafde9a.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 492w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/100242793-783d4923-742d-471f-9822-702e1fafde9a-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 492px) 100vw, 492px" /></figure>



<p>Richiesta di sanzioni dell&#8217;UE contro i militari</p>



<p>Dopo il colpo di stato in Myanmar, l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede sanzioni mirate dell&#8217;UE contro gli interessi economici dei generali golpisti. Non l&#8217;intera popolazione, ma i capi militari dovrebbero subire le conseguenze del loro colpo di stato, ha dichiarato l&#8217;APM. I militari del Myanmar hanno creato un impero economico in più di 50 anni di governo. Le fabbriche di birra, le banche, le agenzie di viaggio, gli alberghi, le compagnie di trasporto,<br>i porti, le compagnie del tabacco, le compagnie tessili, le agenzie immobiliari e le compagnie che estraggono giada, rubini, zaffiri e rame offrirebbero sufficienti opportunità di sanzioni.</p>



<p>L&#8217;UE dovrebbe fermare tutti gli affari con le aziende controllate dai militari e le loro filiali. Se i militari rinchiudono arbitrariamente figure politiche democraticamente elette, è inopportuno aumentare ulteriormente la ricchezza dei generali di spicco accumulata con la corruzione e l&#8217;appropriazione indebita. Questo perché il colpo di stato riguarda anche gli interessi economici, che i militari temono possa essere messo in discussione se il paese procedesse spedito verso la democratizzazione.</p>



<p>Per esempio, il potente comandante in capo dell&#8217;esercito, il generale Min Aung Hlaing, controlla due influenti holding militari, la Myanmar Economic Corporation (MEC) e la Myanma Economic Holdings Limited (MEHL). Dirige personalmente la MEHL ed è uno dei suoi azionisti più importanti.<br>Anche i membri stretti della famiglia di Hlaing hanno fatto parecchi soldi grazie alle sue connessioni. Suo figlio Aung Pyae Sone, per esempio, controlla l&#8217;importazione di medicinali e tecnologia medica.<br>Possiede anche alberghi, ristoranti e una società commerciale insieme a sua moglie. Se il Myanmar è ancora uno dei paesi più poveri del mondo, la corruzione dei generali e dei loro tirapiedi ne è la principale responsabile.</p>



<p>Il generale ormai 64enne termina il suo mandato da comandante in capo delle forze armate nel giugno 2021 e sta cercando vie alternative per mantenere il proprio potere. Dato che ha poche possibilità di essere eletto presidente con mezzi legali a causa della sua bassa popolarità, sta tentando la via del colpo di stato illegale.</p>



<p>Da anni l&#8217;APM avverte del pericolo rappresentato dal generale Min Aung Hlaing. Per esempio, l&#8217;organizzazione per i diritti umani ha protestato quando è stato accolto con gli onori militari a Berlino nell&#8217;aprile 2017 su invito dell&#8217;ispettore generale delle forze armate tedesche.<br>All&#8217;epoca, il governo tedesco voleva iniziare un dialogo con i militari del Myanmar per promuovere e sostenere il percorso verso la democratizzazione. Era una strategia destinata a fallire, poiché Hlaing aveva già espulso con la forza i Rohingya nel 2016. Nell&#8217;estate del 2017 infine è stato responsabile del genocidio di questa minoranza.</p>
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