<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>molestie Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/molestie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/molestie/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Wed, 19 Jan 2022 08:23:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>molestie Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/molestie/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Violenza sulle donne nella notte di Capodanno</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/01/19/violenza-sulle-donne-nella-notte-di-capodanno/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/01/19/violenza-sulle-donne-nella-notte-di-capodanno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 08:22:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[capodanno]]></category>
		<category><![CDATA[cittadine]]></category>
		<category><![CDATA[commento]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[impegno]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
		<category><![CDATA[municipio]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[Zona3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16075</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come è possibile che il premio di fine anno e gli auspici di uno nuovo nel nostro Paese contempli lo stupro di gruppo a danno di giovani donne? Si tratta, viene scritto, di devianza&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/01/19/violenza-sulle-donne-nella-notte-di-capodanno/">Violenza sulle donne nella notte di Capodanno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Come è possibile che il premio di fine anno e gli auspici di uno nuovo nel nostro Paese contempli lo stupro di gruppo a danno di giovani donne? Si tratta, viene scritto, di devianza misogina, patriarcale e maschilista.</strong> (<em>Mietta Pellegrini</em>) </p>



<p></p>



<p>(da https://www.z3xmi.it/pagina.phtml?_id_articolo=14788&#8211;)&utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/violenza-donne-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="189" height="267" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/violenza-donne-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16076"/></a></figure></div>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><br>In questi ultimi giorni viene riportato sul quotidiano “Repubblica”, in parallelo agli articoli sui fatti di Milano, un articolo sulla violenza perpetrata su una ragazza un anno fa da un gruppo di ragazzi della Roma bene per festeggiare il nuovo anno e colpisce che questo fine anno a Milano sia la replica di quanto successo a Roma, ma in scala ben più terribile.<br><br>Viene da chiedersi &#8211; i due gruppi sono di diversa nazionalità ed estrazione sociale – quale sia la malattia di questo nostro mondo che tenta in ogni modo di svalutare e distruggere la figura femminile. Ma non hanno forse una madre questi giovani violentatori? Che ruolo hanno le madri nell&#8217;educazione dei figli? Che sia straniera o italiana, dove sta la differenza se la violenza maschile è sempre quella.<br><br>Qual è la gabbia mentale che costringe i maschi a ritenersi tali solo se esercitano la violenza e l’oppressione sulle donne? Questa riduzione di ruolo sociale è così limitante ed offensivo per qualsiasi essere umano, che sembra inverosimile che i maschi stessi non se ne rendano conto.<br><br>Come mai, ancora oggi, le donne subiscono la violenza maschile?<br>Il problema sta nella svalutazione dell’altro che colpisce le donne, ancora troppo spesso, nella quotidianità familiare, sociale e lavorativa, retaggio di una cultura paternalistica.<br>Si sente così spesso dire alle donne che se la sono cercata, perché vogliono l’indipendenza, perché vogliono dimostrare di valere, di avere un cervello, perché ottengono risultati migliori negli studi, perché sono vestite troppo poco, perché lavorano, perché sanno fare fronte a più necessità contemporaneamente, perché sono brave nello sport e vincono.<br><br>Il problema di fondo della violenza sta nella scarsa capacità di realizzarsi senza farlo a scapito di altri; il problema è accettare il valore degli altri, nell’assumersi le responsabilità del proprio agire, nel sapere di far parte indivisa della natura e non superiore ad essa. Il problema sta nel credere di essere al centro dell’universo e superiori ad esso, nel credersi pari a Dio e superiori a ogni donna.<br><br>Il percorso da compiere &#8211; siamo nel XXI secolo &#8211; è imprescindibile dall’educazione e questo richiama le responsabilità della famiglia, della scuola e dell&#8217;impegno di chi affronta questi territori culturali, che siano problemi di seconda generazione, di periferie, di mancanza di prospettive nel futuro, di violenza familiare, di bullismo, di violenza verso se stessi, di ruolo o della sua mancanza, di comunicazione in TV, on line, sui social con le fake news o altro.<br>Bisogna partire da qui: dalla scuola, dall’educazione dei più giovani, dalla valorizzazione dei talenti e non del potere, dalle azioni e dal linguaggio delle istituzioni e dei media, dal rispetto del lavoro delle persone, dall’ascolto e dalla forza della gentilezza nei rapporti quotidiani.<br><br>Passi sono stati fatti e se ne fanno, sono state create reti di associazioni che si adoperano in numerose iniziative sulla non-violenza, sull’aiuto ai/alle giovani, alle donne e alle famiglie.<br>Nel nostro territorio il “Tavolo per la nonviolenza” raccoglie, in questo grande esperimento di pace e democrazia, scuole e associazioni sia del territorio, che nazionali, nuovi italiani e stranieri, giovani e non più giovani, artisti e animatori e tante persone di buona volontà, che fanno dono del loro tempo e delle loro capacità per dar vita a una società più giusta, con la collaborazione e l&#8217;aiuto di tutti. È solo un inizio, ma promettente e speriamo contagioso. Perché di fronte a fatti come quello della notte di Capodanno, non basta scandalizzarsi: ognuno di noi, nel proprio quotidiano, nel proprio “intorno” può fare qualcosa di attivo, anche se non eclatante o vistoso, qualcosa che può costruire un’esperienza diversa, lasciare una traccia e forse cambiare le cose.</td></tr></tbody></table></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/01/19/violenza-sulle-donne-nella-notte-di-capodanno/">Violenza sulle donne nella notte di Capodanno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/01/19/violenza-sulle-donne-nella-notte-di-capodanno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Com&#8217;eri vestita?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/10/22/arteattualita-comeri-vestita/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/10/22/arteattualita-comeri-vestita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 07:03:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abiti]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bresso]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeno]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[mogli]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ruolo]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia]]></category>
		<category><![CDATA[sportello]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[vestiti]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[vittima]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13158</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 20 ottobre è stata inaugurata a Bresso &#8211; nei pressi di Milano &#8211; una mostra itinerante contro la colpevolizzazione delle donne vittime di stupro. Si intitola &#8220;Com&#8217;eri vestita?&#8221; e, tramite installazioni, testi&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/10/22/arteattualita-comeri-vestita/">&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Com&#8217;eri vestita?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="960" height="426" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/72891639_2737099396324855_3719227200554139648_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13165" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/72891639_2737099396324855_3719227200554139648_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/72891639_2737099396324855_3719227200554139648_n-300x133.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/72891639_2737099396324855_3719227200554139648_n-768x341.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Lo scorso 20 ottobre è stata inaugurata a Bresso &#8211; nei pressi di Milano &#8211; una mostra itinerante contro la colpevolizzazione delle donne vittime di stupro. Si intitola &#8220;Com&#8217;eri vestita?&#8221; e, tramite installazioni, testi e immagini, vuole demolire due concetti. Il primo: la violenza, le molestie e gli omicidi NON sono assolutamente legati a come una donna si veste e si pone. Il secondo: la violenza sulle donne è un fenomeno del tutto trasversale, che attraversa tutte le fasce di età e di condizione sociale. </p>



<p>La mostra è visitabile presso lo Sportello Donna, un&#8217;associazione che offre supporto materiale e psicologico alle donne vittime di violenze, fino all&#8217;8 novembre 2019. E&#8217; stata importata dagli Stati Uniti e, accanto agli abiti esposti, vengono narrate le storie di alcune donne in un percorso emozionale con cui si vuole dimostrare che le azioni violente contro le donne avvengono in contesti comuni e che NON derivano da una ricerca di attenzioni da parte femminile. </p>



<p>Sarebbe importante far partecipare le scolaresche alla visita di questa esposizione per concludere oppure avviare un approfondimento sul tema. </p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video controls src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/VIDEO-2019-10-20-19-48-27-1.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-48-27-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-48-27-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-48-27-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-48-27-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p></p>



<ul class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-46-59-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="13161" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=13161&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-13161" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-46-59-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-46-59-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-46-59.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-47-00-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="13163" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=13163&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-13163" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-47-00-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-47-00-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-47-00.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-48-27-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="13164" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=13164&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-13164" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-48-27-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-48-27-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/PHOTO-2019-10-20-19-48-27.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></li></ul>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/10/22/arteattualita-comeri-vestita/">&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Com&#8217;eri vestita?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/10/22/arteattualita-comeri-vestita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/VIDEO-2019-10-20-19-48-27-1.mp4" length="18069745" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina: diritti negati&#8221;. Città del Messico: trasporti e molestie</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/22/america-latina-diritti-negati-citta-del-messico-trasporti-e-molestie/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/22/america-latina-diritti-negati-citta-del-messico-trasporti-e-molestie/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 06:52:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[america latina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[Città del Messico]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[femminile]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[quotidianità]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12124</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci stiamo avvicinando all&#8217;8 marzo, Giornata dedicata alle donne. Anche se, secondo noi, ogni giornata è dedicata alle donne (agli uomini, a tutte e a tutti), Associazione Per i Diritti umani inizia a riflettere sul tema&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/02/22/america-latina-diritti-negati-citta-del-messico-trasporti-e-molestie/">&#8220;America latina: diritti negati&#8221;. Città del Messico: trasporti e molestie</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci stiamo avvicinando all&#8217;8 marzo, Giornata dedicata alle donne. Anche se, secondo noi, ogni giornata è dedicata alle donne (agli uomini, a tutte e a tutti), <em><strong>Associazione Per i Diritti umani</strong></em> inizia a riflettere sul tema con una breve, ma significativa testimonianza di Mayra Landaverde, dal Messico, dove si è recata lo scorso novembre per il Forum Sociale Mondiale delle Migrazioni.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12125" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1471" height="969" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1471w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/2-300x198.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/2-768x506.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/2-1024x675.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1471px) 100vw, 1471px" /></a></p>
<p>Trasporti e molestie</p>
<p>di Mayra Landaverde</p>
<p>Dicono che le statistiche non mentano. Forse in Messico non è valida questa affermazione. I numeri di donne molestate sui trasporti pubblici non riflettono la vera quotidianità con cui le donne di questo Paese lottano ogni giorno. Sono arrivata a Città del Messico da pochi giorni, ma sono già moltissime le donne che ascolto, donne che fra una chiacchiera e un&#8217;altra, condividono le proprie tecniche per difendersi.</p>
<p>La rete metropolitana della città ha istituito, nelle ore di punta, alcuni vagoni solo per donne e minori di 12 anni proprio per contrastare questo tipo di violenza anche perché, mesi fa, hanno arrestato un uomo che si travestiva da donna per poter accedere a questi vagoni e continuare a molestare.</p>
<p>Le violenze di questo genere vengono viste, dalle istituzioni, come una banalità senza nessuna importanza, quasi come un&#8217;esagerazione da parte del genere femminile, quando invece è un&#8217;emergenza.</p>
<p>Le molestie esistono in tutto il mondo, ma nonostante il mio amore sconfinato per il Messico, devo dire che questa situazione lo rende molto spesso un posto infernale.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12126" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1471" height="1355" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1471w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/1-300x276.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/1-768x707.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/1-1024x943.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1471px) 100vw, 1471px" /></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/02/22/america-latina-diritti-negati-citta-del-messico-trasporti-e-molestie/">&#8220;America latina: diritti negati&#8221;. Città del Messico: trasporti e molestie</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/22/america-latina-diritti-negati-citta-del-messico-trasporti-e-molestie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;odissea giudiziaria di Amal Fathy</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/03/lodissea-giudiziaria-di-amal-fathy/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/03/lodissea-giudiziaria-di-amal-fathy/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2019 08:53:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Ballerini]]></category>
		<category><![CDATA[Amal Fathy]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diffamazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[egiziani]]></category>
		<category><![CDATA[espressione]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Regeni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[moglie]]></category>
		<category><![CDATA[Mohamed Lofty]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[rilascio]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11885</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto &#160; 11 maggio 2018: la polizia irrompe nell&#8217;appartamento, al Cairo, di Amal Fathy e del marito Mohamed Lofty, perquisisce loro i telefoni cellulari, impedendo ai coniugi di chiamare un avvocato. Fathy&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/03/lodissea-giudiziaria-di-amal-fathy/">L&#8217;odissea giudiziaria di Amal Fathy</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Amal-Fathy-675-675x275.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11886" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Amal-Fathy-675-675x275.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="675" height="275" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Amal-Fathy-675-675x275.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 675w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Amal-Fathy-675-675x275-300x122.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></a></p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>11 maggio 2018: la polizia irrompe nell&#8217;appartamento, al Cairo, di Amal Fathy e del marito Mohamed Lofty, perquisisce loro i telefoni cellulari, impedendo ai coniugi di chiamare un avvocato.</p>
<p>Fathy e Lofty vengono portati in carcere, con il figlio di tre anni, e solo la donna verrà trattenuta. A settembre sarà condannata ad una pena di due anni con duplice accusa: la prima, quella di aver diffuso un video su Facebook in cui avrebbe diffuso notizie false riguardanti la denuncia del governo nel non tutelare i diritti delle donne, vittime di molestie sessuali. La seconda accusa sarebbe quella di appartenere ad un gruppo terroristico e di aizzare, tramite i social network, l&#8217;opinione pubblica sempre contro il governo.</p>
<p>Accuse infondate e pretestuose, sicuramente legate, invece, all&#8217;attvità del marito della donna, Mohamed Lofty: Direttore della Commissione egiziana per i Diritti umani e consulente della famiglia di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano, trovato senza vita il 3 febbraio 2016 nella capitale egiziana. I genitori di Regeni e la Ecrf – l&#8217;Ong presieduta da Lofty &#8211; a maggio durante l&#8217;ultima edizione del Salone del Libro di Torino, avevano fatto un appello per il rilascio di Amal Fathy dopo aver appreso la notizia dell&#8217;arresto:</p>
<p>“La Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf) condanna fortemente la detenzione della moglie del proprio direttore esecutivo e ne chiede l&#8217;immediato rilascio”.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/193851989-fd9460ad-4b53-405b-8275-76de4cbea4d2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11887" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/193851989-fd9460ad-4b53-405b-8275-76de4cbea4d2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/193851989-fd9460ad-4b53-405b-8275-76de4cbea4d2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/193851989-fd9460ad-4b53-405b-8275-76de4cbea4d2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p>Il giorno 18 dicembre 2018 si è aperto uno spiraglio di luce: era, infatti, stato disposto il rilascio, su libertà condizionata, di Amal Fathy. Ma, mentre noi ci preparavamo ad accogliere il nuovo anno, arriva un&#8217;altra doccia fredda: probabilmente la donna dovrà tornare in carcere.</p>
<p>Nei mesi già trascorsi in cella, Amal ha accusato seri problemi di salute, ha perso circa 20 Kg di peso e Amensty International sostiene che sia una “prigioniera di coscienza”, dichiarando: “Non avrebbe dovuto trascorrere neanche un minuto dietro le sbarre ed è giunto davvero il momento che sia assolta da ogni accusa”.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/03/lodissea-giudiziaria-di-amal-fathy/">L&#8217;odissea giudiziaria di Amal Fathy</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/03/lodissea-giudiziaria-di-amal-fathy/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le accuse contro Amal Fathy: forse un tentativo di porre fine alle indagini di Mohamed Lotfy sulla morte di Regeni?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/07/06/le-accuse-contro-amal-fathy-forse-un-tentativo-di-porre-fine-alle-indagini-di-mohamed-lotfy-sulla-morte-di-regeni/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/07/06/le-accuse-contro-amal-fathy-forse-un-tentativo-di-porre-fine-alle-indagini-di-mohamed-lotfy-sulla-morte-di-regeni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2018 06:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Amal Fhaty]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Ballerini]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Regeni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[indagini]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Mohamed Lofty]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10979</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; di Cecilia Grillo Tutto ebbe inizio in quella giornata del 9 maggio 2018 quando Amal Fhaty, ex attrice e modella, moglie di Mohamed Lotfy, ex ricercatore di Amnesty International e attuale direttore della Commissione&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/07/06/le-accuse-contro-amal-fathy-forse-un-tentativo-di-porre-fine-alle-indagini-di-mohamed-lotfy-sulla-morte-di-regeni/">Le accuse contro Amal Fathy: forse un tentativo di porre fine alle indagini di Mohamed Lotfy sulla morte di Regeni?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/regeni-amal-fathi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10980" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/regeni-amal-fathi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="814" height="1024" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/regeni-amal-fathi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 814w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/regeni-amal-fathi-238x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 238w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/regeni-amal-fathi-768x966.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 814px) 100vw, 814px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">di Cecilia Grillo</span></p>
<p>Tutto ebbe inizio in quella giornata del 9 maggio 2018 quando Amal Fhaty, ex attrice e modella, moglie di <span style="color: #000000;">Mohamed Lotfy</span>, ex ricercatore di Amnesty International e attuale direttore della <em><span style="color: #000000;">Commissione egiziana per i diritti e le libertà</span></em> (ECRF), organizzazione volta alla tutela dei diritti umani in Egitto, a seguito di ripetute molestie sessuali ricevute durante la giornata, pubblicò su Facebook un video di 12 minuti criticando il governo egiziano per essere incapace di proteggere le donne da molestie sessuali: “<span style="color: #02141f;"><i>Today the policeman at the bank was talking dirty to me while grabbing his penis. Screw the police”</i></span><span style="color: #02141f;">. Queste, fra altre, le parole di Amal.</span></p>
<p><span style="color: #02141f;">Il giorno successivo mezzi di informazione statali hanno identificato Amal Fathy come attivista del Movimento giovanile 6 Aprile, accusandola di “incitamento al rovesciamento del sistema, pubblicazione di menzogne e cattivo uso dei social media”.</span></p>
<p><span style="color: #02141f;">Il procuratore di Maadi ha conseguentemente sottoposto Amal Fathy a carcerazione preventiva per la durata di 15 giorni in relazione al procedimento penale n.7991/18 (</span><span style="color: #0a0a0a;">trasmissione di un video su Facebook come mezzo pubblico per incitare a rovesciare il regime egiziano, pubblicazione del video contenente notizie false che danneggiano la pace pubblica; uso improprio di internet) e</span><span style="color: #02141f;"> il giorno successivo ha disposto il suo trasferimento nel carcere femminile di Qanater. </span></p>
<p><span style="color: #02141f;">In data 13 maggio 2018 Amal è stata sottoposta ad interrogatorio dal</span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">la </span></span>Suprema procura della sicurezza dell&#8217;Egitto in <span style="color: #02141f;">relazione alla sua partecipazione al Movimento giovanile 6 Aprile, all&#8217;ECRF e ad altre attività condotte dal marito.</span></p>
<p><span style="color: #02141f;">È stata disposta nei suoi confronti un’ulteriore carcerazione preventiva, per la durata di 15 giorni, in relazione al caso 621/18 (</span><span style="color: #0a0a0a;">appartenenza a un’associazione terroristica, uso di internet per promuovere idee e convinzioni che richiedono atti terroristici, diffusione di notizie false che danneggiano l’ordine pubblico e l’interesse nazionale).</span></p>
<p><span style="color: #02141f;">In data 24 maggio la carcerazione preventiva di Amal Fathy, in relazione al procedimento penale 7991/18, è stata prolungata, senza che sia stata addotta alcuna motivazione, di ulteriori 15 giorni. L’appello, con cui la Fathy aveva impugnato la decisione della Procura di Maadi, è stato respinto il 30 maggio.</span></p>
<p><span style="color: #02141f;">Diversi sono gli appelli nazionali e internazionali per la liberazione di Amal: dall&#8217;</span><span style="color: #111111;">eurodeputata Pd Isabella De Monte</span><span style="color: #111111;"><b>, </b></span><span style="color: #111111;">vice capodelegazione italiana a Bruxelles, che ha presentato un’interrogazione urgente alla vicepresidente della Commissione Ue e Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza.</span></p>
<p><span style="color: #02141f;">“</span><span style="color: #111111;">Sappiamo – ha specificato la De Monte – che Fathy è moglie di Mohamed Lofty, direttore della Commissione egiziana per le libertà e i diritti, nonché consulente legale della famiglia Regeni sul caso della morte del giovane Giulio. L’arresto è inoltre avvenuto a pochissimi giorni dalla missione degli inquirenti italiana, oggi in Egitto per visionare i video delle telecamere a circuito chiuso che potrebbero fornire nuovi elementi sul rapimento e l’uccisione di Regeni”.</span></p>
<p><span style="color: #111111;">Alla stessa famiglia Regeni: </span><span style="color: #363636;">dal 13 di maggio la madre di Giulio Regeni, Paola Deffendi, è in sciopero della fame che porterà avanti fino alla scarcerazione di Amal, con lei protestano alcuni esponenti politici, fra cui Laura Boldrini e Monica Cirinnà, e la legale Ballerini, che afferma insieme a Deffendi «Da donne siamo particolarmente turbate per il protrarsi della detenzione di Amal. Vi chiediamo di digiunare con noi fino a quando Amal non sarà libera». </span></p>
<h2 class="western"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;">Secondo quanto riportato dall&#8217;avvocatessa Ballerini e Paola Deffendi, vi è una stretta connessione tra l&#8217;arresto dell&#8217;attivista Amal Fathy e le indagini sulla morte di Giulio.</span></span></span></h2>
<p>In data 21 giugno 2018 la Corte Penale del Cairo ha approvato il rilascio su cauzione della donna in relazione all&#8217;accusa di cui al caso 7991/18, ma il 2 luglio la Suprema procura della sicurezza dell&#8217;Egitto ha previsto l&#8217;estensione della carcerazione preventiva, in pendenza di indagini, per il caso 621/18, per ulteriori 15 giorni. La prossima udienza per rivedere il provvedimento di detenzione preventiva è fissata per il 15 di luglio.</p>
<p>Le condizioni di Amal sono progressivamente peggiorare, fino ad arrivare al giorno del 2 luglio quando la donna non risultava essere in grado di camminare da sola e le è stata diagnosticata una paralisi alla gamba probabilmente causata dello stress acuto provocato dalla detenzione arbitraria.</p>
<p>Autorità governative e ONGs internazionali richiedono l&#8217;immediato e incondizionato rilascio di Amal Fathy e la garanzia che la stessa abbia accesso ad adeguate cure mediche e psichiatriche, ma, nonostante le ripetute pressioni mediatiche, fino a quando il Tribunale del Cairo riuscirà a concedere rinvii al fine di occultare la verità?</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/07/06/le-accuse-contro-amal-fathy-forse-un-tentativo-di-porre-fine-alle-indagini-di-mohamed-lotfy-sulla-morte-di-regeni/">Le accuse contro Amal Fathy: forse un tentativo di porre fine alle indagini di Mohamed Lotfy sulla morte di Regeni?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/07/06/le-accuse-contro-amal-fathy-forse-un-tentativo-di-porre-fine-alle-indagini-di-mohamed-lotfy-sulla-morte-di-regeni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un&#8217;inchiesta per denunciare le molestie e lo sfruttamento delle donne nei campi agricoli in Italia, Spagna e Marocco</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/04/uninchiesta-per-denunciare-le-molestie-e-lo-sfruttamento-delle-donne-nei-campi-agricoli-in-italia-spagna-e-marocco/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/04/uninchiesta-per-denunciare-le-molestie-e-lo-sfruttamento-delle-donne-nei-campi-agricoli-in-italia-spagna-e-marocco/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2018 09:01:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[braccianti]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[documentazione]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[fotografa]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratrici]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ortaggi]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10810</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto &#160; Un&#8217;indagine sui campi agricoli di Italia, Spagna e Marocco per documentare le terribili condizioni di vita e di lavoro delle braccianti. Questo il nuovo lavoro di Stefania Prandi, giornalista e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/06/04/uninchiesta-per-denunciare-le-molestie-e-lo-sfruttamento-delle-donne-nei-campi-agricoli-in-italia-spagna-e-marocco/">Un&#8217;inchiesta per denunciare le molestie e lo sfruttamento delle donne nei campi agricoli in Italia, Spagna e Marocco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/f226c5b8-e581-4b17-9171-5b121d967b73.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10811" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/f226c5b8-e581-4b17-9171-5b121d967b73.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="451" height="300" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/f226c5b8-e581-4b17-9171-5b121d967b73.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 451w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/f226c5b8-e581-4b17-9171-5b121d967b73-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 451px) 100vw, 451px" /></a></p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un&#8217;indagine sui campi agricoli di Italia, Spagna e Marocco per documentare le terribili condizioni di vita e di lavoro delle braccianti. Questo il nuovo lavoro di Stefania Prandi, giornalista e fotografa intitolato Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo, edito da Settenove.<br />
<em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha rivolto alcune domande all&#8217;autrice e la ringrazia molto per la sua disponibilità.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/41DkhbwplJL._SX285_BO1204203200_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10812" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/41DkhbwplJL._SX285_BO1204203200_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="287" height="499" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/41DkhbwplJL._SX285_BO1204203200_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 287w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/41DkhbwplJL._SX285_BO1204203200_-173x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 173w" sizes="(max-width: 287px) 100vw, 287px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Breve presentazione della mostra e del libro: come è stato possibile realizzare questo reportage? </strong></p>
<p>Il reportage in tutto, tra documentazione, ricerche e interviste sul campo è durato oltre due anni con più di centotrenta interviste tra sindacati, associazioni, ricercatrici, lavoratrici. Essendo un lavoro da freelancer, la ricerca dei fondi è stata laboriosa perché per ogni zona che ho visitato avevo bisogno di un budget minimo per coprire le spese degli spostamenti, dell’alloggio, di chi mi ha messo in contatto con le lavoratrici, mi ha accompagnato nei territori e ha tradotto le lingue che non conoscevo, come l’arabo. Per riuscire a sostenere i costi vivi del progetto ho vinto dei grant e ho collaborato all’organizzazione di un crowdfunding. Il libro è stato pubblicato con la casa editrice Settenove mentre la mostra è stata allestita per la prima volta a Bologna in collaborazione con la presidente del Quartiere Santo Stefano Rosa Amorevole, l’associazione Creis e i comitati di quartiere della Coop di Bologna. Dall’autunno poi andrà in altre città.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E&#8217; stato difficile trovare le testimonianze delle donne sfruttate e molestate nei campi agricoli in cui si è svolta la ricerca?</strong></p>
<p>È stato difficile condurre l’inchiesta a causa della mancanza di consapevolezza e dell’omertà diffusa nei diversi territori. Spesso mi è stato consigliato, o meglio intimato, di lasciare perdere. La violenza sul lavoro, che include molestie sessuali, insulti, aggressioni fisiche, ricatti, fino al vero e proprio stupro, nei paesi del Mediterraneo sui quali mi sono concentrata perché sono tra i principali esportatori di verdura e frutta in Europa, è ancora tabù. È difficile da riconoscere e nominare per associazioni e sindacati, non viene considerata a dovere da chi ha il compito di esercitare la legge e quindi per le donne è difficilissimo sperare di avere giustizia.</p>
<p>È stato un lavoro che ha richiesto molto tempo e pazienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali sono le differenze tra le attività sindacali di Italia, Spagna e Marocco? E sono attività sufficienti a tutelare le braccianti?</strong></p>
<p>È difficile generalizzare perché anche negli stessi Paesi, a seconda delle aree, ci sono situazioni diverse. Il libro e la mostra si occupano di aree specifiche di tre paesi affacciati sul mare Mediterraneo: parte della Puglia e Vittoria, in Sicilia, la provincia di Huelva, in Andalusia, e la regione di Souss-Massa. Sono aree tra le maggiori esportatrici di ortaggi e frutta in Europa e con un alto tasso (che arriva anche all’80 per cento) di manodopera femminile.<br />
Ho visto fermento sindacale e voglia di combattere l’omertà e lo sfruttamento a Souss-Massa in Marocco. A Huelva, in Spagna, l’unico sindacato che mi ha voluto accompagnare nei campi e ha voluto commentare la situazione è stato il Sat, Sincacato Andaluso dei lavoratori. In Puglia, tra Foggia, Bari, Andria e Taranto ho visto interventi e tentativi di supporto delle lavoratrici da parte della Flai Cgil. I sindacalisti Flai Cgil mi hanno spiegato che per loro è molto difficile intervenire operativamente se le donne non decidono di denunciare le molestie, i ricatti o gli stupri. A Vittoria, in Sicilia, nonostante ripetute richieste di appuntamenti non ho ricevuto supporto dal sindacato nell’inchiesta e nessuna delle lavoratrici romene che ho incontrato lo ha mai menzionato.</p>
<p>Purtroppo anche quando il sindacato è presente, il suo intervento non è sufficiente. A frenare un reale cambiamento ci sono fattori socioculturali e un mercato del lavoro deregolarizzato, dove non ci sono diritti per i più deboli, ma vige la legge del più forte. Le istituzioni non fanno controlli, non favoriscono le denunce e anzi, spesso le lavoratrici non vengono credute. Inoltre i processi sono faticosi, lunghi, e costosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ci può parlare dei temi principali messi in luce dal suo lavoro, quali: la violenza sessuale e lo sfruttamento ?</strong></p>
<p>Nelle aree dove sono stata le braccianti sono in maggioranza donne perché costano meno degli uomini, pur svolgendo le stesse mansioni, e non si ribellano facilmente perché hanno sulle spalle il carico familiare; spesso sono madri single, divorziate oppure hanno mariti disoccupati. Inoltre, nelle culture alle quali mi riferisco, mediterranee e profondamente sessiste, le donne vengono cresciute fin da piccole con l’idea che sia necessario ubbidire e sacrificarsi in tutto e per tutto per il bene della famiglia. Quando si chiede agli abitanti delle zone dove ho realizzato l’inchiesta, perché vengono scelte soprattutto le donne, in genere ci si sente rispondere che sono predisposte “per natura” alla raccolta, perché sarebbero più delicate e pazienti. Si tratta ovviamente di uno stereotipo culturale.</p>
<p>Le lavoratrici sono sfruttate sui campi di giorno per pochi euro all’ora, minacciate e molestate di notte da padroni che le tengono in pugno in cambio della certezza di un lavoro.</p>
<p><strong>Le è rimasta impressa qualche testimonianza in particolare?</strong></p>
<p>Ce ne sono molte che si possono trovare nel libro per chi fosse interessato a saperne di più.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/06/04/uninchiesta-per-denunciare-le-molestie-e-lo-sfruttamento-delle-donne-nei-campi-agricoli-in-italia-spagna-e-marocco/">Un&#8217;inchiesta per denunciare le molestie e lo sfruttamento delle donne nei campi agricoli in Italia, Spagna e Marocco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/04/uninchiesta-per-denunciare-le-molestie-e-lo-sfruttamento-delle-donne-nei-campi-agricoli-in-italia-spagna-e-marocco/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Messico. Parole dalla Selva Lacandona</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/17/messico-parole-dalla-selva-lacandona/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/17/messico-parole-dalla-selva-lacandona/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2018 13:26:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America latina: i diritti negati]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Orizzonte donna]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Chiapas]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Paese]]></category>
		<category><![CDATA[patriarcale]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10532</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde &#160; Sono terribilmente abituata alle notizie ogni giorno più violente che arrivano dal Messico. Corpi trovati nei campi,migliaia di desaparecidos, sacchi pieni di pezzi di corpi. Cose davvero brutte. Cose a&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/04/17/messico-parole-dalla-selva-lacandona/">Messico. Parole dalla Selva Lacandona</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">di Mayra Landaverde</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/TRAGAMELUZ-EZLN-MARZO-2018-III-660x330.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10533" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/TRAGAMELUZ-EZLN-MARZO-2018-III-660x330.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="660" height="330" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/TRAGAMELUZ-EZLN-MARZO-2018-III-660x330.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 660w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/TRAGAMELUZ-EZLN-MARZO-2018-III-660x330-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></a></p>
<p>Sono terribilmente abituata alle notizie ogni giorno più violente che arrivano dal Messico. Corpi trovati nei campi,migliaia di desaparecidos, sacchi pieni di pezzi di corpi. Cose davvero brutte. Cose a cui si fà una tremenda fatica a credere e che invece sono tutte vere.</p>
<p>La settimana scorsa leggevo un giornale on line messicano. Ho letto il titolo di un articolo . Non ci ho creduto. Ho riletto. Era proprio così: “Donna incinta ammazzata. Gli sottraggono il bebè” . Sottotitolo: “E&#8217; la terza in una settimana”</p>
<p>La terza in una settimana!</p>
<p>Quale Paese con un minimo di civiltà potrebbe mai permettere questo?</p>
<p>Questa giovane donna era al nono mese di gravidanza, era andata in ospedale per un controllo. Gli si è avvicinata una donna che le ha offerto dei vestiti per neonato. Prendono un taxi che le porta fuori città.</p>
<p>La ritrovano a mezzanotte a 5 km di distanza, senza vita e con l&#8217;addome aperto fino all&#8217; utero, senza il bebè.</p>
<p>Per fortuna le autorità (dico per fortuna perché in Messico non è altro che una fortuna se le autorità fanno qualcosa) identificano la donna che ha rubato il neonato e lo recuperano in perfetto stato di salute. È una bambina che crescerà in questo mondo, in quel Paese che odia le donne.</p>
<p>Nonostante le cattive notizie c&#8217;è sempre un filo di speranza.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10535" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="852" height="1280" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 852w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/3-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/3-768x1154.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/3-682x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 682w" sizes="(max-width: 852px) 100vw, 852px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Marzo si è celebrato il Primo incontro internazionale artistico politico sportivo e culturale delle donne che lottano nel caracol zapatista della zona tzotz coj.</p>
<p>Dal profondo Chiapas le loro parole:</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">QUESTA PICCOLA LUCE È PER TE.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA CON TE, SORELLA E COMPAGNA</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">QUANDO TI SENTI SOLA.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">QUANDO HAI PAURA.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">QUANDO SENTI CHE LA LOTTA È DURA, CIOÈ LA VITA,</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">ACCENDILA DI NUOVO NEL TUO CUORE, NEL TUO PENSIERO, NELLE TUE VISCERE.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">E NON TENERTELA, COMPAGNA E SORELLA.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA ALLE DESAPARECIDAS.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA ALLE ASSASSINATE.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA ALLE CARCERATE.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA ALLE VIOLENTATE.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA ALLE MALTRATTATE.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA ALLE MOLESTATE.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA ALLE VIOLENTATE IN TUTTE LE FORME.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA ALLE MIGRANTI.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA ALLE SFRUTTATE.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA ALLE MORTE.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA E DÌ A TUTTE E AD OGNUNA DI LORO CHE NON È SOLA, CHE LOTTERAI PER LEI.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">CHE LOTTERAI PER LA VERITÀ E LA GIUSTIZIA CHE MERITA IL SUO DOLORE.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">CHE LOTTERAI PERCHÉ IL DOLORE CHE PORTA NON SI RIPETA IN UN’ALTRA DONNA IN QUALSIASI PARTE DEL MONDO.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA E TRASFORMALA IN RABBIA, IN CORAGGIO, IN FERMEZZA.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA ED UNISCILA AD ALTRE LUCI.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">PORTALA E, FORSE, ARRIVERAI A PENSARE CHE NON CI SARÀ NÉ VERITÀ, NÉ GIUSTIZIA, NÉ LIBERTÀ NEL SISTEMA CAPITALISTA PATRIARCALE.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">ALLORA FORSE DAREMO FUOCO AL SISTEMA.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">E FORSE SARAI CON NOI A PREOCCUPARCI A CHE NESSUNO SPENGA QUEL FUOCO FINO A CHE NON SARÀ RIMASTO ALTRO CHE CENERE.</span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/04/17/messico-parole-dalla-selva-lacandona/">Messico. Parole dalla Selva Lacandona</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/04/17/messico-parole-dalla-selva-lacandona/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Femminismo e molestie, il ruolo controverso delle donne nella società</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/01/23/femminismo-e-molestie-il-ruolo-controverso-delle-donne-nella-societa/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/01/23/femminismo-e-molestie-il-ruolo-controverso-delle-donne-nella-societa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 07:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attrici]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[emancipazione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[machismo]]></category>
		<category><![CDATA[maschilismo]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
		<category><![CDATA[parità]]></category>
		<category><![CDATA[patriarcato]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10056</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Valentina Tatti Tonni Nelle civiltà antiche la donna, in quanto creatrice di esseri umani, aveva ruoli sociali importanti e a lei era associato un vero e proprio culto. Con l’avvento delle prime città-Stato,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/01/23/femminismo-e-molestie-il-ruolo-controverso-delle-donne-nella-societa/">Femminismo e molestie, il ruolo controverso delle donne nella società</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/untitled-1159.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10057" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/untitled-1159.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="281" height="214" /></a></b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">di Valentina Tatti Tonni</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Nelle civiltà antiche la donna, in quanto creatrice di esseri umani, aveva ruoli sociali importanti e a lei era associato un vero e proprio culto. Con l’avvento delle prime città-Stato, per non parlare poi degli Stati Nazione, si cominciò a formare nelle menti dei fondatori il presupposto che le leggi che avevano il potere di regolare la vita degli uomini nelle società, dovessero anche legiferare sulla condizione di disparità che con il tempo aveva assunto la donna nei confronti dell’uomo, il quale ne aveva di fatto il predominio. Le leggi regolavano allora una famiglia patriarcale che tramite il diritto sulla famiglia imponeva severe restrizioni, limitando la libertà femminile a mere concessioni. Mentre le donne greche dell’Antico Egitto erano più libere ed erano considerate giuridicamente uguali agli uomini, le donne nella Grecia di Aristotele erano da lui considerate inferiori mentalmente perché supportato dalle leggi della polis che vedevano nella donna libera solo una donna segregata.</p>
<p align="JUSTIFY">Sebbene oggi l’Occidente creda di aver raggiunto la piena parità dei sessi sotto ogni aspetto, almeno al pari dell’Oriente o del cosiddetto Terzo Mondo, nella realtà dei fatti tale convinzione si infrange poiché spesso l’uguaglianza tanto desiderata ne restringe sulla carta i diritti fondamentali, come ad esempio la parità salariale di cui parleremo più avanti.</p>
<p align="JUSTIFY">I tabù ai quali le donne devono far fronte sembrano incespicare in una visione della società già retrograda. Movimento che primo fra tutti sostenne le diverse forme di parità tra uomo e donna, fu il femminismo che in Italia prese piede a partire dalle lotte studentesche del 1968. Una rivoluzione, a tratti pacifica, che voleva sopprimere le disuguaglianze promuovendo il pensiero critico verso una società che stava cambiando e alla quale tutti e in egual misura avrebbero dovuto far parte. Senza l’eccezione di esser considerate solo incubatrici viventi, tutte si sarebbero dovute unire ma così non è stato. E allora, se il femminismo da una parte ha aiutato le donne a prender coscienza di sé, è vero anche che ha in qualche modo accentuato quelle stesse differenze che aveva la presunzione di voler reprimere. Sono nate così, in ordine sparso: fiere editoriali al femminile, quote rosa, politiche in difesa delle donne, tanto per citarne alcune. Senza riguardo a eventuali fiere editoriali maschili, quote blu e politiche in difesa degli uomini, perché altrimenti considerate maschiliste, misogine, patriarcali.</p>
<p align="JUSTIFY">Dunque, quale uguaglianza? Alcune di noi, hanno preferito rintanarsi in un angolo trafitto da vecchi ideali che oggi trovano fondamento solo nel passato, riducendo così le lotte per i diritti civili a stereotipi sull’inferiorità ai quali credono prima di tutto le donne. Femministe di estremo parere che, anziché difendere l’uguaglianza nel suo valore umano, offese dalla Storia denigrano l’uomo ponendolo in una posizione mai paritaria, rivendicando ove possibile una differenza biologica che contrariamente alle aspettative finisce per gravare su quelle mentali.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/th-204.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-10058" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/th-204.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="402" height="284" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/th-204.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 474w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/th-204-300x212.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 402px) 100vw, 402px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Perciò “siamo più o meno pari, senza vere alleanze” come ha scritto nel 2014 Annamaria Testa, che per Internazionale si occupa di creatività e comunicazione. E’ in questo clima che il 5 ottobre scorso nasce lo scandalo sulle molestie sessuali nel mondo del cinema a Hollywood. Il New York Times pubblica un articolo contro l’ex fondatore della Miramax e poi proprietario della Weinstein Company, Harvey Winstein, colpevole secondo il quotidiano di aver molestato almeno otto donne. Dose rincarata cinque giorni dopo dal New Yorker che lo accusa di aver molestato tredici donne e di averne stuprate tre. Da qui tutta un’escalation di denunce da parte di almeno cinquanta donne tra attrici, modelle e impiegate che avrebbero trovato il coraggio di denunciare anche a distanza di anni dall’accaduto supportate da campagne di solidarietà e, ad esempio, dalla campagna social #MeToo lanciata dall’attrice Alyssa Milano su Twitter in novembre per invitare tutte le donne a non tacere ancora sugli abusi (messaggio accolto anche oltreoceano da donne pachistane e cinesi). Per la prima volta solidali tra loro, le donne hanno poi sfilato in nero sul red carpet dei Golden Globe. Non basta, almeno trecento attrici hanno creato in Time’s Up “un fondo per il sostegno legale a donne e uomini molestati sessualmente sul lavoro” rilanciando anche la parità salariale come uno dei problemi di certe discriminazioni sul posto di lavoro. Mentre l’ex collaboratrice di Obama Maria Contreras-Sweet avrebbe dato notizia di essere pronta ad acquistare la Weintein Comapny e a trasformare la politica aziendale orientandola proprio in difesa delle donne.</p>
<p align="JUSTIFY">Un vortice di moralità e femminismo messi a confronto e ai quali l’attrice francese Catherine Deneuve ha voluto recentemente dare una sterzata, firmando insieme ad altre cento donne un manifesto pubblicato su Le Monde contro il &#8220;neo-puritanesimo, che condanna la ‘caccia alle streghe’ dopo il caso Weinstein: &#8220;Lasciamo agli uomini la libertà di importunarci&#8221;, non inteso a rivendicare un qualche tipo di giustifica verso le molestie o gli stupri ma che invece fraintesa, è stata costretta dopo le polemiche a scuse pubbliche verso le vittime che si erano sentite ingiustamente aggredite e giudicate dalla sua lettera.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/th-203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-10059 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/th-203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="254" height="207" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/th-203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 472w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/th-203-300x245.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Sull’onda crescente delle denunce, è saltato fuori un altro problema dall’effetto mediatico immediato: quello della parità salariale che neanche a Hollywood sembrerebbe frenare gli scalpitii. Il welfare, il benessere del nostro Stato, è così direttamente proporzionale alle politiche sociali e in particolare all’autonomia femminile, sulla falsa riga di quei soggetti deboli da tutelare: disabili, anziani, minori e donne. Tre notizie una dietro l’altra che seguono il medesimo filone: l’Islanda approva con un Parlamento in maggioranza femminile, la parità salariale; una giornalista della Bbc, Carrie Gracie, si licenzia perché pagata meno dei suoi colleghi uomini, chiedendo che “la BBC valuti equamente uomini e donne”; le molestie dal cinema si spostano nel mondo della moda e due fotografi vengono cacciati da Vogue.</p>
<p align="JUSTIFY">Così, mentre le donne attendono di cambiare ancora una volta la società rimasta ancorata a un modello patriarcale che sembrava estinto promuovendo emancipazione e indipendenza, ne vediamo alcune stringersi dietro il retaggio vistoso di un femminismo d’altri tempi.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/01/23/femminismo-e-molestie-il-ruolo-controverso-delle-donne-nella-societa/">Femminismo e molestie, il ruolo controverso delle donne nella società</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/01/23/femminismo-e-molestie-il-ruolo-controverso-delle-donne-nella-societa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. PROPOSTE INDECENTI, a mia figlia direi&#8230;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/10/18/scritture-al-sociale-proposte-indecenti-a-mia-figlia-direi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/10/18/scritture-al-sociale-proposte-indecenti-a-mia-figlia-direi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2017 08:24:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Scritture al sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[AsiaArgento]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[compromessi]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[favori]]></category>
		<category><![CDATA[figlia]]></category>
		<category><![CDATA[figlie]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[produttore]]></category>
		<category><![CDATA[professione]]></category>
		<category><![CDATA[proposte]]></category>
		<category><![CDATA[ragazze]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[ricatto]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sogno]]></category>
		<category><![CDATA[soldi]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=9645</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi In questi giorni, attrici americane e italiane, rivendicano molestie subite da un personaggio importante del cinema Hollywoodiano a causa della loro ‘sudditanza’ professionale. Una realtà aberrante che troviamo anche nella vita&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/10/18/scritture-al-sociale-proposte-indecenti-a-mia-figlia-direi/">&#8220;Scritture al sociale&#8221;. PROPOSTE INDECENTI, a mia figlia direi&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/American_Beauty.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9646" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/American_Beauty.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1920" height="818" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/American_Beauty.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/American_Beauty-300x128.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/American_Beauty-768x327.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/American_Beauty-1024x436.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></a></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">In questi giorni, attrici americane e italiane, rivendicano molestie subite da un personaggio importante del cinema Hollywoodiano a causa della loro ‘sudditanza’ professionale. Una realtà aberrante che troviamo anche nella vita di ogni giorno. Condannabile, deprecabile, che mette alla gogna qualsiasi persona si sia permessa prima di pensare e poi di esercitare addirittura violenza, marchiandosi per sempre del peggiore atto infamante che si possa fare. </span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;">“</span><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"><i>Non accettare avrebbe potuto rovinarle, non permettere più di lavorare in ambiti importanti, tenerle fuori dalle produzioni del cinema made in Usa</i></span></span><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">”. </span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"><br />
<span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"><b>A mia figlia direi</b></span></span><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">, “incontrerai nella vita uomini che penseranno di comprarti. Proveranno a farlo con regali, un lavoro, una macchina, un appartamento,<span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"> promettendo di realizzare un tuo sogno. In un sorriso sornione ti sarà chiesto di scegliere e di farlo in fretta perché una occasione così, secondo loro, non ti capiterà più…</span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"><b>TU INVECE SCEGLI, figlia mia</b></span></span><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">. Scegli di non assomigliare a nessuno, scegli di contare su di te, sulla materia grigia e sulla quantità di neuroni che possiedi, anche quando ben sistemati su un corpo piacevole, perché le gambe, vorrei le usassi per scappare velocemente da persone che ti faranno un’offerta, chiedendoti un compromesso.<br />
Percorri strade illuminate senza nostalgia e rimpianti, anche quando altri saranno arrivati prima di te nel posto per il quale ti stai adoperando.<br />
Non calpestare, non ti piegare, non tentennare. </span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">Da sempre esistono donne e uomini che hanno detto ‘NO’ in cambio di favori, lavori, incarichi, appalti, fama e lussi, fieri delle loro risposte, date con garbo quando possibile e secchi rifiuti. </span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">Sappi, perché devi saperlo che potrai subire ricatti, mobbing, turni massacranti di lavoro, essere confinata in mansioni non giuste o non riuscire mai a realizzare quello che desideri.<br />
Sappi anche che sarai in buona compagnia perché ci saranno donne come te, che non cederanno neanche per sfamare i loro figli. E’ già accaduto, sono quelle che si sono strette intorno a chi le ama davvero e sono andate avanti.<br />
Senza gioielli, senza proclami, senza una business-class, ma sono vive davvero.</span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">Chi vìola, annienta, brama e prova ad uccidere ogni cellula cresciuta dentro l’amore e la lealtà che ti ha nutrito ogni giorno della tua vita.<br />
Ridi di loro. Opponiti, denunciali. Hanno infierito, offeso senza lasciare scelta, soffocando, annientando, uccidendo.</p>
<p>Gli onnipotenti e i violenti sono solo involucri privi di ogni remota umanità, nascosti dentro giacche e camicie stirate per bene e t shirt audaci di muscoli usati male.</span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">Menti bastarde, viscidi esseri senza merito di classificazione.</span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">Tu, figlia mia, conta sulle tue forze, ama, sogna, vivi.<br />
E fa che una ‘proposta indecente’ non sia mai un do ut des, ma un amore che ti riempia la vita.</span></span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/10/18/scritture-al-sociale-proposte-indecenti-a-mia-figlia-direi/">&#8220;Scritture al sociale&#8221;. PROPOSTE INDECENTI, a mia figlia direi&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/10/18/scritture-al-sociale-proposte-indecenti-a-mia-figlia-direi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;. Before the final picture</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/09/08/venerdislam-before-the-final-picture/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/09/08/venerdislam-before-the-final-picture/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2017 09:56:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[divorzio]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[domestica]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[egiziani]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mariti]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[picture]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=9361</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi   Ci siamo più volte occupate delle denunce sulle molestie sessuali per strada in Egitto (https://www.peridirittiumani.com/2017/01/11/il-problema-sono-gli-uomini-non-i-vestiti/); l’ultimo documentario di Aya Yusuf “Before the final picture” si occupa di un fenomeno relativamente&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/09/08/venerdislam-before-the-final-picture/">&#8220;VenerdIslam&#8221;. Before the final picture</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Monica Macchi</p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: x-large;"><span lang="en-US"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/locandina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9362" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/locandina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="840" height="601" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/locandina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 840w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/locandina-300x215.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/locandina-768x549.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></a></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US"> </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Ci siamo più volte occupate delle denunce sulle molestie sessuali per strada in Egitto (<a href="https://www.peridirittiumani.com/2017/01/11/il-problema-sono-gli-uomini-non-i-vestiti/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.peridirittiumani.com/2017/01/11/il-problema-sono-gli-uomini-non-i-vestiti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>); l’ultimo documentario di Aya Yusuf “</span></span><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Before the final picture</span></span><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">” si occupa di un fenomeno relativamente nuovo: la violenza domestica. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Segue infatti le storie parallele di Sanaa Ahmed e Samar Massad, due donne che cercano di ricostruire la loro vita e il loro volto (entrambe hanno perso un occhio a causa dell’acido gettato in faccia dai loro mariti che non accettavano le richieste di divorzio) e che hanno dovuto subire numerosi interventi chirurgici all’estero per ricreare ed installare un occhio artificiale.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/occhio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9363" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/occhio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="565" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/occhio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/occhio-300x177.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/occhio-768x452.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Hanno cercato di togliere loro il volto, l’identità e anche il posto in una società che le stigmatizza e le giudica, oltre che scrutarle ma Sanaa e Samer non hanno cercato vendetta; al contrario grazie al supporto reciproco sono riuscite ad aiutare altre donne a denunciare violenze e discriminazioni.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/specchio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9364" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/specchio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2048" height="1365" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/specchio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/specchio-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/specchio-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/specchio-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Trailer</b></span></span><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">: <a href="https://vimeo.com/202553924?width=1080&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0">https://vimeo.com/202553924?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Per maggiori informazioni e per contribuire a completare la fase finale del film potete visitare il sito:</span></span></p>
<p><a href="http://www.zoomaal.com/projects/bfthefinalpict/59142?ref=139261036&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">http://www.zoomaal.com/projects/bfthefinalpict/59142?ref=139261036&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">o contattare direttamente Aya:</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="mailto:aya.yusuf@see-ra.com"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">aya.yusuf@see-ra.com</span></span></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/09/08/venerdislam-before-the-final-picture/">&#8220;VenerdIslam&#8221;. Before the final picture</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/09/08/venerdislam-before-the-final-picture/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
