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	<title>monologo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Sanremo canta i diritti</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Feb 2024 13:08:57 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<p>di Martina Foglia</p>



<p>Anche quest&#8217;anno, agli inizi del mese di febbraio, si è svolto il Festival di Sanremo, evento che, visto il suo grande seguito, costringe la TV generalista a modificare i palinsesti. Il festival, giunto alla sua settantaquattresima edizione, la quinta consecutiva condotta da Amadeus, ha sempre rappresentato negli anni, il &#8220;sentire popolare&#8221;, ovvero le aspettative del Paese. </p>



<p>Per anni Sanremo ha cantato l&#8217;amore struggente, sofferto in tutte le sue declinazioni. In questa edizione però, qualcosa è cambiato. È stata un&#8217;edizione con un filo conduttore &#8220;nuovo&#8221; per la kermesse canora&#8230; Sul palco dell&#8217;Ariston si è parlato di diritti, di temi sociali cruciali e importanti per il difficile periodo storico che stiamo attraversando. Si è parlato della condizione disumana in cui i migranti attraversano il nostro mare nella speranza di trovare una vita migliore e invece proprio nelle acque del mare trovano la morte, ed inoltre si è posto l&#8217;accento sull&#8217;importanza del diritto al lavoro e di come questo debba essere svolto con dignità secondo le norme di sicurezza senza dover ogni giorno ascoltare notizie di decessi. A questo proposito mi ha colpito molto una canzone fuori gara, cantata da Paolo Jannacci e Stefano Massini che racconta la storia vera di un ragazzo morto in un&#8217;esplosione in fabbrica, &#8220;si è disintegrato come in un lampo&#8221; dichiareranno i colleghi. Amadeus dichiara prima dell&#8217;esibizione: &#8220;Quest&#8217;anno in Italia sono morte 1480 persone, il lavoro è un diritto che non prevede la morte, proteggere i lavoratori è un dovere&#8221;. Rimanendo in tema si è parlato anche della protesta degli agricoltori attraverso la lettura di un comunicato: ritengono indegno il trattamento loro riservato a livello economico, di tutta la filiera coinvolta; non viene riconosciuto il valore del loro lavoro e non riescono a garantire un prodotto di qualità. </p>



<p>Un importante tema emerso, attraverso il monologo di Teresa Mannino è quello della supremazia dell&#8217;uomo occidentale e di come la sua egemonia generi discriminazioni verso altre etnie; inoltre il suo atteggiamento incurante e sprezzante rispetto alla società in cui vive sta lentamente, ma inesorabilmente, rovinando il pianeta. </p>



<p>Un&#8217;altra delle canzoni che abbiamo ascoltato ha come tema centrale il bullismo e la forza interiore che ha permesso alla vittima di riconoscere il proprio valore e riprendere in mano la propria vita. Su quel palco due artisti in particolare: e poi ancora, Ghali e Dargen D&#8217;amico hanno implorato il cessate il fuoco e lo stop al genocidio in Medio Oriente. </p>



<p>Ritengo che questa edizione del festival sia stata una buona occasione per parlare di diritti e temi sociali anche se, purtroppo, dopo il termine della manifestazione, in una nota trasmissione Rai è intervenuta la censura e un comunicato del direttore di rete ha ribadito la solidarietà allo Stato d&#8217;Israele, negando di fatto il genocidio e la libertà di parola a chi stava parlando della questione.</p>



<p>Di seguito alcuni stralci delle canzoni di cui ho parlato: </p>



<p>Ghali &#8211; Casa mia &#8211; Ma, come fate a dire che qui è tutto normale. Per tracciare un confine con linee immaginarie bombardate un ospedale per un pezzo di terra o per un pezzo di pane.  Non c’è mai pace.</p>



<p> Dargen &#8211; &#8211; Onda alta &#8211; Se basta un titolo a fare odiare un intero popolo non lo conosci Noè? No eh? Sta arrivando, sta arrivando l’onda alta stiamo fermi, non si parla e non si salta senti il brivido. Ti ho deluso lo so siamo più dei salvagenti sulla barca. Sta arrivando sta arrivando l’onda alta non ci resta che pregare finché passa </p>



<p>Infine: Teresa Mannino &#8211; monologo  &#8211; Siamo nel 2024 ma ragioniamo come 2524 anni fa. Il filosofo greco Protagora diceva che l&#8217;uomo è misura di tutte le cose, e per noi l&#8217;uomo ricco, bianco e occidentale è misura di tutte le cose, solo che l&#8217;ha persa, pensa che tutto il resto del mondo sia a sua disposizione e quello che non serve viene eliminato che fanno agricoltura da 50 milioni di anni e non hanno rovinato niente, mentre noi facciamo agricoltura solo da 10 mila anni e abbiamo sfinito il pianeta.</p>



<p></p>
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		<title>Promozione teatrale. L&#8217;enigma della Maddalena</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jul 2023 14:27:04 +0000</pubDate>
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<p>Per domani sera, sabato 22 luglio, biglietti scontati a <strong>8 euro </strong>per le nostre lettrici e i nostri lettori.</p>



<p>Perchè <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> sostiene la cultura&#8230;anche in estate! </p>



<p></p>



<p><strong>22 luglio ore 19,30</strong></p>



<p><strong>PAOLA GIACOMETTI</strong></p>



<p><strong>L’ ENIGMA DELLA MADDALENA</strong></p>



<p><em>Di e con</em>&nbsp;<strong>Paola Giacometti<br></strong><em>Regia di</em>&nbsp;<strong>Luca Ligato<br></strong><em>Produzione</em>&nbsp;<strong>Teatrouvaille</strong></p>



<p>È davvero esistita una storia d’amore tra Maddalena e Gesù? Chi era davvero&nbsp;<strong>Maria Maddalena</strong>, figura poliforme, che nel corso dei secoli si è insinuata nell’immaginario ora come discepola prediletta, ora sposa di Gesù, ora come peccatrice penitente, prostituita ambigua e sensuale capace di sedurre gli uomini e la loro arte? Quanto poco sappiamo di lei rispetto a quanto invece abbiamo immaginato?! È davvero lei a ricevere da Yeshua il messaggio segreto: “la rivelazione”?</p>



<p>È lei la discepola tra i discepoli? Divenuta il simbolo di quella femminilità indipendente che destabilizza le nostre certezze e per questo spaventa, Maddalena dovrà quindi essere confinata, schiacciata e demonizzata.</p>



<p></p>



<p>Per acquistare i biglietti: https://www.vivaticket.com/it/Ticket/l-enigma-della-maddalena/209932?utm_source=rss&utm_medium=rss<a href="https://www.vivaticket.com/it/Ticket/l-enigma-della-maddalena/209932?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.vivaticket.com/it/Ticket/l-enigma-della-maddalena/209932?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>dicendo di essere nostri <strong>&#8220;amici&#8221;&#8230;avrete il biglietto a 8 euro. </strong></p>



<p></p>



<p>LO SPETTACOLO SI TERRA&#8217; PRESSO IL Cortile d&#8217;Onore di Palazzo Sormani, alle ore 19.30. Palazzo Sormani: corso di Porta Vittoria, 6 &#8211; Milano</p>



<p>Tel: 0282873611 <a href="mailto:Mail:%20biglietteria@teatromenotti.org">Mail: biglietteria@teatromenotti.org</a></p>
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		<title>Promozione teatrale per i nostri lettori. Tutto quello che volevo</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 06:53:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani è lieta di proporre ai suoi lettori una promozione teatrale. Lo spettacolo si intitola &#8220;Tutto quello che volevo&#8221; e sarà in scena presso il teatro Elfo Puccini di Milano.&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="680" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Tutto-quello-che-volevo©-Laila-Pozzo-1-low-680x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14667" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Tutto-quello-che-volevo©-Laila-Pozzo-1-low-680x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 680w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Tutto-quello-che-volevo©-Laila-Pozzo-1-low-199x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 199w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Tutto-quello-che-volevo©-Laila-Pozzo-1-low-768x1156.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Tutto-quello-che-volevo©-Laila-Pozzo-1-low-1020x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1020w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Tutto-quello-che-volevo©-Laila-Pozzo-1-low-1360x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1360w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Tutto-quello-che-volevo©-Laila-Pozzo-1-low-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1700w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></figure>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> è lieta di proporre ai suoi lettori una promozione teatrale. </p>



<p>Lo spettacolo si intitola &#8220;<strong>Tutto quello che volevo</strong>&#8221; e sarà in scena presso il teatro Elfo Puccini di Milano. </p>



<p>Costo del biglietto in promo: <strong>16,50 </strong>euro (anzichè 33,00)</p>



<p>SALA FASSBINDER | 20 OTTOBRE &#8211; 1 NOVEMBRE 2020</p>



<p>MAR-SAB: 21:30 / DOM: 17:30 &nbsp;</p>



<p><strong>TUTTO QUELLO CHE VOLEVO</strong></p>



<p>Storia di una sentenza</p>



<p>di e con Cinzia Spanò</p>



<p>regia Roberto Recchia</p>



<p>video del &#8220;Sogno&#8221; di Paolo Turro<br>datore luci Matteo Crespi, fonico Gianfranco Turco</p>



<p>voci di Irene Canali (Laura) e<br>Ferdinando Bruni, Federico Vanni, Francesco Bonomo, Giovanna Guida<br>con l&#8217;amichevole collaborazione di Francesco Bolo Rossini</p>



<p>produzione Teatro dell&#8217;Elfo</p>



<p>Pubblico Ministero: «A cosa ti servivano i soldi che guadagnavi?»<br>La ragazza: «Taxi, vestiti, shopping, insomma tutto quello che volevo […]<br>Era questo il mio scopo, alla fine non c&#8217;era nessuno scopo».</p>



<p>Torna in scena, dopo il tutto esaurito registrato nella stagione 2018/2019&nbsp;<em>Tutto quello che volevo</em>, uno spettacolo dedicato alla Giudice Paola Di Nicola e alla sua coraggiosa e sorprendente sentenza. Cinzia Spanò prosegue la riflessione sul femminile, iniziata con&nbsp;<em>La Moglie</em>, raccontando l&#8217;incontro tra due figure molto diverse, ma legate entrambe dal bisogno di collocarsi dentro la propria storia per diventare pienamente ciò che sono.</p>



<p>Fece molto scalpore, qualche anno fa, la storia di due ragazzine di 14 e 15 anni, studentesse frequentanti uno dei licei migliori della capitale, che si prostituivano dopo la scuola in un appartamento di viale Parioli. Il caso ebbe una fortissima eco mediatica anche per via dei clienti che frequentavano le due ragazze tutti appartenenti alla cosiddetta &#8216;Roma-bene&#8217;. La vasta indagine che è seguita alla scoperta della vicenda ha visto coinvolte e processate un altissimo numero di persone tra clienti e sfruttatori.</p>



<p>All&#8217;epoca, attraverso una narrazione facente leva prevalentemente sugli stereotipi, i media hanno fortemente inquinato la lettura collettiva della vicenda. Lo stigma è caduto soprattutto sulle giovani, che proprio in virtù del fatto di non essere percepite come vittime sono divenute vittime una seconda volta.</p>



<p>Attraverso lo sguardo della giudice andiamo alla scoperta di un&#8217;altra realtà, molto diversa da quella che avevamo immaginato.</p>



<p>• Orari: mar-sab 21:30 / dom 17:30<br>• Durata: 85&#8242; senza intervallo</p>
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		<title>Promozione teatrale per i nostri lettori: STORIA DI UN OBLIO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2019 09:44:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>PROMOZIONE TEATRALE AL FRANCO PARENTI di MILANO Storia di un oblio In scena Vincenzo Pirrotta, attore di rara sensibilità e potenza, diretto da Roberto Andò, regista di fama internazionale di Laurent Mauvignier ©Les Editions de Minuit&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">PROMOZIONE TEATRALE AL FRANCO PARENTI di MILANO</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12158" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="639" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/1-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #ad1a54;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Storia di un oblio</b></span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>In scena </b></span><span style="color: #ad0955;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Vincenzo Pirrotta</b></span></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>, attore di rara sensibilità e potenza, diretto da </b></span><span style="color: #ad0955;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Roberto Andò</b></span></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>, regista di fama internazionale</b></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;">di </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Laurent Mauvignier</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> ©Les Editions de Minuit</span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;">traduzione </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Yasmina Melaouah</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">, casa editrice Feltrinelli</span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;">regia </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Roberto Andò</b></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;">con </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Vincenzo Pirrotta</b></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="en-US">Una lucida e commovente riflessione, lontana dal sentimentalismo e dalla morbosità, che vuole ridare il giusto valore alla verità, alla giustizia e alla vita.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="en-US">Roberto Andò, regista cinematografico e teatrale di fama internazionale, porta per la prima volta in Italia il celebre racconto di uno degli scrittori francesi più apprezzati dal pubblico e dalla critica. Un monologo capace di restituire, con sguardo disincantato e puro, un universo di “umili” in un crescendo emozionante che risveglia in noi sentimenti di pietà e indignazione.</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span lang="en-US"><br />
</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="en-US">La storia, quella vera e quella raccontata da Mauvignier, è molto semplice: un uomo entra in un supermercato all’interno di un grande centro commerciale di una città francese. Ruba una lattina di birra e viene bloccato da quattro addetti alla sicurezza che lo trascinano nel magazzino e lo ammazzano di botte.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="en-US">Teso quasi allo spasimo nel resoconto minuzioso di una morte assurda, il flusso di parole accoglie tutti i temi cari a Mauvignier e li restituisce in una scrittura rigorosissima capace di raccontare senza retorica, senza furbizia.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span lang="en-US"><b>Note di regia</b></span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="en-US">«Due anni fa ho letto il testo di Mauvigner e ho pensato subito che fosse scritto in una lingua vocata al teatro. La parola circoscrive luoghi indicibili dell’esperienza, quei luoghi della memoria o della coscienza che resistono alla parole. </span><span lang="en-US">Storia di un oblio</span><span lang="en-US"> è un canto a più voci, ma è concepito per una sola voce. Un canto che Vincenzo Pirrotta intona a nome di ognuno di noi».</span></p>
<p> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #ad1a54;"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Promo speciale dedicata ai lettori di peridirittiumani.com:</b></span></span><span style="color: #656565;"><span style="font-family: Arial, serif;"> </span></span><span style="font-family: Arial, serif;">biglietti </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>11,50</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">€ </span><span style="font-family: Arial, serif;"><span lang="nl-NL">anzich</span></span><span style="font-family: Arial, serif;">é 26,50€</span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>In scena dal 5 al 10 marzo</b></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;">Per info e prenotazioni: </span><span style="color: #0000ff;"><span lang="zxx"><u><a href="mailto:promozione@teatrofrancoparenti.it"><span lang="en-US">promozione@teatrofrancoparenti.it</span></a></u></span></span> <span style="font-family: Arial Unicode MS, serif;">; </span><span style="font-family: Arial, serif;">0259995218 </span></span></span></span></p>
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		<title>One billion rising: la violenza sul corpo sacro delle donne</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2016 08:48:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi Ora la lotta è tra le persone che devastano il pianeta, saccheggiandone le risorse, e noi Scrittrice, poetessa, sceneggiatrice, regista e attivista di origini ebree è diventata famosa per i “Monologhi&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Monica Macchi</p>
<div align="CENTER"></div>
<div align="RIGHT"><i>Ora<br />
la lotta è tra le persone che devastano il pianeta, </i></div>
<div align="RIGHT"><i>saccheggiandone<br />
le risorse,</i></div>
<div align="RIGHT"><i>e<br />
noi</i></div>
<div align="JUSTIFY"></div>
<div align="JUSTIFY"></div>
<div align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled289029.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5234" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5234" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled289029.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled289029" width="216" height="300" /></a></div>
<div align="JUSTIFY"></div>
<div align="JUSTIFY">
Scrittrice, poetessa, sceneggiatrice, regista e attivista di origini ebree è diventata famosa per i “Monologhi della vagina”<a class="sdfootnoteanc" href="https://www.blogger.com/editor/static_files/blank_quirks.html#sdfootnote1sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdfootnote1anc">1</a>, che dal 1996 è stato tradotto in 50 lingue e rappresentato in 150 paesi (ha appena debuttato in India e a Cuba). Ogni anno viene attualizzato con un nuovo monologo sulle violenze contro le donne in ogni parte del mondo: una delle più<br />
rappresentate è <i>My Vagina Was My Village</i>, monologo scritto sulla base delle testimonianze delle donne vittime di stupro in Bosnia. Da queste pièce teatrali è nato il movimento<br />
globale V-Day, per la difesa dei diritti delle donne: 189 Paesi, oltre 70 città in Italia, 13mila organizzazioni femminili e femministe coinvolte oltre a singole personalità come Vandana Shiva e il Dalai Lama.</div>
<div align="JUSTIFY">Dal 14 gennaio 2012 dopo aver letto una statistica secondo cui una donna su tre in tutto il pianeta sarà oggetto di percosse o stupro nel corso della sua vita ha lanciato la campagna One Billion Rising in cui le attiviste e gli attivisti danzano come strumento creativo per mostrare sdegno e assumersi le proprie responsabilità e favorire una nuova presa di coscienza, una presa di coscienza che opponga resistenza alla violenza finché questa non diventerà inconcepibile.</div>
<div align="JUSTIFY">
<div class="separator"></div>
<div class="separator"><a title="" href="http://2.bp.blogspot.com/-2qzmETO5fyU/VlVjDa3UMjI/AAAAAAAADlM/TCTcED62Ug0/s1600/untitled%2B%252891%2529.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMQ==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/11/untitled289129.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="320" height="127" border="0" /></a></div>
</div>
<div align="JUSTIFY"><a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="_GoBack"></a>Lo scorso 13 settembre Eve Ensler era a Milano al Teatro Elfo-Puccini in un incontro pubblico con Lella Costa per presentare il suo ultimo libro “Nel corpo del mondo” in cui racconta la sua esperienza con la malattia, un tumore all’utero e la riappropriazione del proprio corpo rispetto alle mutilazioni fisiche e psicologiche. In particolare rivendica una maternità non stereotipata che va al di là degli organi di procreazione, ma intesa come cura nei confronti di persone che si scelgono e con cui si creano dei legami. Ed Eve ha scelto le donne di Bukavu, in Congo con cui ha creato la Città della Gioia, un luogo condiviso in cui donne, molte delle quali analfabete<br />
e sopravvissute a stupri e torture, esorcizzano i traumi attraverso l’arte, la danza e corsi di autodifesa mentre diventano catalizzatrici di un radicale cambiamento sociale seguendo corsi<br />
professionali, di agricoltura e di uso del computer per poi istruire altre donne nei villaggi. Il cancro diventa così una metafora della società capitalistica senza alcuna attenzione né all’ambiente né alle persone: legare la nostra lotta a quella degli altri contro una<br />
società consumistica e sprecona è l’unico modo per ribaltare la gerarchia e la violenza.</div>
<div align="JUSTIFY"></div>
<div align="JUSTIFY"><strong>Il numero, in Italia, per denunciare violenze e stalking: 1522</strong></div>
<div align="JUSTIFY"></div>
<div id="sdfootnote1">
<div><a class="sdfootnotesym" href="https://www.blogger.com/editor/static_files/blank_quirks.html#sdfootnote1anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdfootnote1sym">1</a><br />
La traduzione italiana del testo è disponibile in edizione Il Saggiatore e Marco Tropea</div>
</div>
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		<title>Volevo essere color cioccolato: il teatro parla di discriminazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2015 07:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; di Alessia Lucconi Anche quest’anno, lo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro per il ciclo “L’acqua, la terra e le relazioni tra gli uomini”, ci ha regalato un invito a teatro&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://1.bp.blogspot.com/-4qSbMPrX6tM/VZjyLo8ZBII/AAAAAAAAC3U/X_s8ZmrMYlQ/s1600/attd02f4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="143" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/attd02f4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="400" /></a></div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="background: rgb(255, 255, 255); font-weight: normal; line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0.49cm; margin-top: 0.49cm;">
&nbsp;</div>
<div style="background: rgb(255, 255, 255); font-weight: normal; line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0.49cm; margin-top: 0.49cm;">
di<br />
Alessia Lucconi</div>
<p>Anche quest’anno, lo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro per il ciclo “L’acqua, la terra e le relazioni tra gli uomini”, ci ha regalato un invito a teatro davvero speciale: il 17 e 18 giugno è infatti andato in scena il monologo di Giulia Calligaro “Volevo essere color cioccolato“, con Valentina Picello nel ruolo di attrice protagonista, per la regia Charlie Owens.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
<a href="http://1.bp.blogspot.com/-c6ONKKfWWo0/VZjyQ7N3FKI/AAAAAAAAC3g/Jy8pru6WQkI/s1600/volevo-essere-color-cioccolato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="320" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/volevo-essere-color-cioccolato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="213" /></a></p>
<p> Una Indio con la pelle bianca e i capelli rossi che si scontra con la discriminazione dei suoi simili, in un contesto dove la conversione delle coltivazioni per la produzione di foglie di coca porta a violenze e scontri in seno al suo villaggio.</p>
<p>La fuga dalle sue origini le farà intraprendere un percorso in cui crescita interiore, realizzazione negli studi e conoscenza dell’amore, la aiuterà a ritrovarsi e a regalare una speranza alla sua gente.</p>
<p>L’opera, che se focalizzata solo sulla figura della protagonista e sui musicisti ne guadagnerebbe molto, nasce dal reportage giornalistico di Giulia Calligaro sulla situazione attuale del Perù e sulla ripresa della coltivazione del cacao, che sta riqualificando questa terra e la sta allontanando sempre più dall’immagine di paese legato al narcotraffico.<br />Anche se con qualche momento di incertezza l’attrice giuda lo spettatore con la passione di chi ama recitare e lo conduce in un luogo di solitudine e natura, intriso di dispiaceri e coraggio, di sventure e salvezze e dalla storia emergono evidenti l&#8217;importanza della determinazione e la saggezza, elementi indispensabili per non soccombere alle difficoltà della vita; in particolar modo l&#8217;autrice esprime le sue riflessioni con frasi d&#8217;impatto che emotivamente restano impresse per la loro profonda verità.</p>
<p>E’ da lodare anche la gratuità dell’evento, che anche questa volta ha reso l’esperienza del teatro alla portata di tutti.</p>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<title>L&#8217;elogio della diversità</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Feb 2014 09:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non vogliamo commentare il Festival di Sanremo, ma se c&#8217;è un&#8217;oasi felice tra tante inutili e insulse canzoni, quell&#8217;isola è il monologo di Luciana Littizzetto sul tema, serio, della diversità: intesa come ricchezza e&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non vogliamo commentare il Festival di Sanremo, ma se c&#8217;è un&#8217;oasi felice tra tante inutili e insulse canzoni, quell&#8217;isola è il monologo di Luciana Littizzetto sul tema, serio, della diversità: intesa come ricchezza e come valore aggiunto. Una bellezza che va custodita e rispettata.<br />
Riportiamo, quindi, il video del monologo, nel caso qualcuno di voi non lo abbia ascoltato, perché lo riteniamo importante.</p>
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