<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Monsignore Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/monsignore/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/monsignore/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Dec 2015 09:44:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>Monsignore Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/monsignore/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il carteggio tra il Patriarca e il governatore sul tema dell&#8217;accoglienza</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/01/31/il-carteggio-tra-il-patriarca-e-i/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/01/31/il-carteggio-tra-il-patriarca-e-i/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2014 04:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere del Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Monsignore]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Zaia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2014/01/31/il-carteggio-tra-il-patriarca-e-i/</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Il 22 gennaio scorso, il Patriarca di Venezia, Monsignor Francesco Moraglia, scrive una lettera aperta sul Corriere del Veneto in cui chiede alle&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/01/31/il-carteggio-tra-il-patriarca-e-i/">Il carteggio tra il Patriarca e il governatore sul tema dell&#8217;accoglienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/untitled-5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/untitled-5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/zaia-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/zaia-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il 22<br />
gennaio scorso, il Patriarca di Venezia, Monsignor Francesco<br />
Moraglia, scrive una lettera aperta sul  <i>Corriere<br />
del Veneto </i>in<br />
cui chiede alle istituzioni una risposta valida e concreta<br />
all&#8217;accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo politico.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Comprendo<br />
le difficoltà e<br />
anche le obiezioni sollevate da parecchi sindaci del nostro<br />
territorio. So bene che certe zone e popolazioni sono già da tempo<br />
sotto pressione o hanno vissuto esperienze non sempre positive, anche<br />
in un recente passato. Problemi o complicazioni di carattere<br />
finanziario e normativo non sono di poco conto e non vanno<br />
sottovalutati. Siamo, però, di fronte a persone in grave difficoltà<br />
che chiedono d&#8217;essere accolte e aiutate a risollevarsi. E sappiamo,<br />
d&#8217;altronde, che nessuno lascia il proprio Paese volentieri; me lo ha<br />
ricordato, con tutta la forza della sua testimonianza, una giovane<br />
donna incontrata all’inizio dell&#8217;anno nel carcere della Giudecca.</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
 <a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="content-to-read"></a>&#8220;Migranti<br />
 e rifugiati non<br />
 sono pedine sullo scacchiere dell&#8217;umanità. Si tratta di bambini,<br />
 donne e uomini che abbandonano o sono costretti ad abbandonare le<br />
 loro case”, scrive Monsignor Moraglia e aggiunge: “ Ma<br />
 soprattutto la politica,<br />
 nelle sue diverse articolazioni, è chiamata a farsi carico dei<br />
 problemi, senza sfuggirli, soprattutto per quello che riguarda il<br />
 tempo del «dopo accoglienza» che richiede serie politiche europee<br />
 e nazionali per una vera integrazione e l’inserimento reale nel<br />
 tessuto sociale del nostro continente. L’immigrazione non deve più<br />
 essere considerata solamente un problema italiano. Come dicevo<br />
 proprio ai giornalisti qualche giorno fa, a Cavallino, sono<br />
 fiducioso che la cultura e la tradizione delle genti venete &#8211; le cui<br />
 radici, cristiane, sono intessute di accoglienza e di solidarietà<br />
 vere e concrete &#8211; saprà affrontare con animo grande, nel rispetto<br />
 di tutti, questa nuova emergenza che, sappiamo, non è facile da<br />
 fronteggiare. Auspico perciò che essa si trasformi in opportunità;<br />
 è una sfida da vincere insieme, nel rispetto della coesione<br />
 sociale. Come è vero che nessuno deve tirarsi indietro, è anche<br />
 vero che ognuno deve fare la sua parte e nessuno, alla fine, deve<br />
 essere lasciato solo; in questo, capisco le difficoltà e i timori<br />
 delle amministrazioni interpellate. Domenica a Mestre, nell’omelia,<br />
 ricordavo che «l’accoglienza è la risposta alla globalizzazione<br />
 dell’indifferenza. E proprio tale dimensione culturale-politica<br />
 diventa necessaria per costruire una società che sia realmente a<br />
 misura d’uomo».<br />
 </p>
<div style="font-weight: normal;">
Non<br />
 tarda ad arrivare la risposta &#8211; sempre informa di lettera aperta e<br />
 pubblicata il 24 gennaio sullo stesso quotidiano &#8211; del governatore<br />
 della Regione Veneto, Luca Zaia, di cui riportiamo di seguito alcuni<br />
 brani.
 </div>
<p>“&#8230;Questa regione ha ridato<br />
 prospettive di vita a 510 mila immigrati (il 10,2 per cento della<br />
 popolazione, di cui 255 mila occupati), di questi ben 39 mila hanno<br />
 avviato una attività imprenditoriale. Il peso dell&#8217;immigrazione sul<br />
 Pil, cioè sulla ricchezza prodotta è del 14,2 per cento. I figli<br />
 di questi immigrati vanno a scuola e giocano con i nostri figli, e<br />
 spesso parlano il dialetto meglio di noi. Il Veneto è la prima<br />
 regione d’Italia per immigrazione legale. Il Veneto non ha dunque<br />
 paura del diverso, dell’immigrato: smettiamola con questo luogo<br />
 comune, e sfatiamolo una volta per tutte.<br />
 </p>
<p> Quale<br />
 veneto resta indifferente di fronte a un bambino<br />
 sofferente e in evidente stato di denutrizione? Il sottoscritto,<br />
 quando era presidente della Provincia di Treviso, ha aperto in<br />
 Veneto il primo sportello per l’assistenza agli immigrati. Il<br />
 Veneto è e resta quindi uno dei modelli meglio riusciti di<br />
 integrazione. Integrazione con chi e per chi viene qui a lavorare, a<br />
 dare una prospettiva diversa alla propria famiglia e ai propri<br />
 figli, a cercare una via d&#8217;uscita a una vita che nelle terre<br />
 d’origine è spesso convivenza con guerre e quotidiane violenze.<br />
 Cos’è dunque accaduto da rendere la materia così incandescente<br />
 fino al punto da trasformarla in elemento di forte contrapposizione?<br />
 Cos’è accaduto da suscitare tanta paura e riluttanza nei<br />
 cittadini? È accaduto che, scambiando integrazione con buonismo,<br />
 diritto con pacca sulle spalle, si sono aperte le frontiere anche a<br />
 chi non aveva alcuna intenzione di integrarsi, a chi non voleva<br />
 fuggire da fame e stragi e povertà ma semplicemente da un pessimo<br />
 rapporto con la giustizia. Il buonismo ha fatto sì che si<br />
 confondesse il giusto diritto a integrarsi in una nuova società o a<br />
 fuggire da una realtà orrenda, con il diritto a venire in Italia e<br />
 ad arrangiarsi con condotte criminali. Col risultato che gli stessi<br />
 immigrati che altro non chiedono che di lavorare onestamente e<br />
 onestamente vivere, pagano oggi un conto salatissimo a questo<br />
 lassismo sconosciuto in tutti gli altri paesi europei che applicano<br />
 leggi assai severe contro chi trasgredisce o chiede ingresso senza<br />
 validi motivi.<br />
 </p>
</div>
<p>
Dobbiamo<br />
dunque avviare una serie riflessione sull’immigrazione.<br />
Possiamo e dobbiamo compiere scelte razionali, evitando demagogia,<br />
scorciatoie e fronteggiando una dei problemi più seri che le società<br />
occidentali si trovano a dover affrontare. Prima scelta. Dividere i<br />
richiedenti asilo dai migranti per motivi economici. Il somalo, il<br />
libico, il siriano, chiunque fugga da zone calde del mondo sa che<br />
difficilmente tornerà mai più nel suo Paese. Il marocchino, il<br />
tunisino, l’egiziano che vengono qui per lavorare e trasferire la<br />
famiglia e i parenti non appena hanno consolidato un minimo di<br />
benessere, tornano spesso e volentieri nella propria patria.<br />
Guardiamo le cose per quello che sono, senza far finta di nulla:<br />
forse non a caso è proprio in questa seconda fascia di migranti che<br />
si concentra il più elevato tasso di delinquenza e di popolazione<br />
ospitata nelle carceri. È sotto gli occhi di tutti l’immagine di<br />
barche da cui scendono non disperati, non rifugiati, non persone<br />
desiderose di lavorare ma giovani con pantaloni, magliette, occhiali<br />
alla moda e telefonino. Seconda scelta. Se è vero quanto affermato<br />
in precedenza, occorre tornare a pensare a flussi d’ingresso<br />
regolati sulla base delle richieste del mondo del lavoro. Non credo<br />
sia discriminazione affermare che di fronte a un Veneto con 170 mila<br />
disoccupati, aziende in crisi, riduzione del Pil e un giovane su<br />
quattro senza lavoro (di cui due precari), non si debba e non si<br />
possa prima pensare alla nostra gente, a risollevare prima una<br />
economia in cui non c’è più spazio lavorativo neppure per gli<br />
immigrati. </p>
<p>“&#8230; È un caso se il governo<br />
inglese sta facendo profonde riflessioni, spaventato dall’apertura<br />
delle frontiere romene e bulgare, e se ragionamento molto simile<br />
stanno facendo il Presidente Hollande, in Francia, e il Cancelliere<br />
Angela Merkel, in Germania? Lei, Patriarca, guarda alla politica, ma<br />
giustamente anche alla Ue. L’ho detto più volte e lo ripeto perché<br />
credo che questo sia il vero spartiacque su cui corre la questione:<br />
dobbiamo cambiare radicalmente prospettiva. Lampedusa, e tutte le<br />
località del nostro Mezzogiorno dove avvengono gli sbarchi, non<br />
possono più essere considerati soltanto il confine sud dell’Italia<br />
ma devono diventare &#8211; non soltanto geografica mente ma anche<br />
politicamente &#8211; il confine sud di tutta l’Unione Europea. </p>
<p>Il<br />
tema dell&#8217;accoglienza e delle frontiere<br />
è dunque una problematica che deve investire e riguardare tutta la<br />
Ue, quell’Europa che ha lasciato sempre sole Lampedusa e l’Italia<br />
a gestire il problema di flussi crescenti di immigrazione, quell’<br />
Europa di Schengen che ha visto nazioni leader (quelle sempre pronte<br />
a chiedere agli altri il rigoroso rispetto delle regole) chiudere dal<br />
giorno alla notte le frontiere senza alcuna condivisione con i<br />
partner, facendo strame del diritto e lasciando il nostro Paese &#8211; con<br />
i suoi 7 mila 456 chilometri di coste &#8211; a gestire la disperazione di<br />
chi arriva con ogni mezzo dal Sud del Mondo. La Chiesa fa tanto per<br />
gli immigrati, in alcune realtà spesso soltanto la Caritas e le<br />
organizzazione cattoliche riescono a garantire la sopravvivenza a<br />
masse di disperati. Giusto quindi il richiamo alla politica. Mala<br />
politica ha il dovere di decidere con razionalità ed equilibrio, e<br />
soprattutto con buon senso&#8230;”</p>
<p>Ancora<br />
acceso, quindi, il dibattito in Italia sul tema dell&#8217;accoglienza e<br />
sulle politiche riguardanti l&#8217;immigrazione. Ed è bene fare sempre il<br />
punto della situazione e capire in che direzione si sta andando.<br /></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/01/31/il-carteggio-tra-il-patriarca-e-i/">Il carteggio tra il Patriarca e il governatore sul tema dell&#8217;accoglienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2014/01/31/il-carteggio-tra-il-patriarca-e-i/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
