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	<title>Morales Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Considerazioni sulla situazione in Bolivia﻿</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 08:09:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C A cura di Tini Codazzi Abbiamo parlato con l’attivista boliviana Carolina Delgadillo sull’attuale situazione di caos che vive Bolivia in questo momento. Come succede con altre regioni del mondo, l’informazione che ci arriva&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/11/21/america-latina-diritti-negati-considerazioni-sulla-situazione-in-bolivia%ef%bb%bf/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Considerazioni sulla situazione in Bolivia﻿</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="601" height="447" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/bolivia-golpe-morales..jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13279" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/bolivia-golpe-morales..jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 601w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/bolivia-golpe-morales.-300x223.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></figure></div>



<p><strong>C</strong></p>



<p>A cura di Tini Codazzi 
</p>



<p>Abbiamo parlato con l’attivista boliviana Carolina Delgadillo sull’attuale situazione di caos che vive Bolivia in questo momento. Come succede con altre regioni del mondo, l’informazione che ci arriva attraverso i quotidiani e/o la televisione è parziale e incompleta, la sua testimonianza ci sembra molto importante per capire  meglio  cosa sta accadendo.</p>



<p><strong>D:</strong> Quale è la situazione
politica in questo momento? Sappiamo che la “Asamblea Plurinacional
de Bolivia” ha il potere adesso, dopo la rinuncia di Morales.
Jeanine Añez, seconda vicepresidente del senato è la Presidente ad
interim. In Italia si parla di autoproclamazione e alcuni giornali
parlano addirittura di “golpe de estado”. Lo stesso copione del
Venezuela e Juan Guaidó quando si parlava di autoproclamazione e
invece lui adempieva la Costituzione. Puoi aggiornarci su questo
aspetto?</p>



<p><strong>R:</strong> Non si può
parlare de un colpo di stato perché l’ex presidente Evo Morales ha
presentato la sua rinuncia&nbsp;dopo aver chiesto asilo politico in
Messico. L&#8217;unico che ha cercato di fare “el golpe de estado” è
lui perché non ha rispettato la Costituzione dello Stato boliviano,
nemmeno ha rispettato il referendum del 21 febbraio che aveva chiesto
di modificare la convocazione alle elezioni e che lui ha perso, poi,
ha tentato di imbrogliare nella giornata elettorale del 20 ottobre,
brogli, tra l&#8217;altro, dichiarati anche dei professionali dell&#8217;OAS.
<br>Assolutamente non è lo stesso copione del presidente Guaidó del
Venezuela, perché la Presidente della Bolivia è stata di fatto una
successione dopo la RINUNCIA del Presidente e del Vicepresidente. La
costituzione boliviana ci dice che lei deve assumere la presidenza ad
interim per convocare nuove elezioni presidenziali. <br><br><strong>D</strong>:
Perché continuano le proteste e le manifestazioni nelle diverse
regioni boliviane anche se Morales ormai è andato via? 
</p>



<p><strong>R</strong>: Le manifestazioni continuano
perché lo stesso ex presidente incita gli ex membri del governo e i
gruppi violenti armati fino ai denti, li incita ad uscire per strada
e cercare la violenza. In Internet ci sono video, esistono le prove
visive di queste persone pagate e obbligate a manifestare sotto
minaccia altrimenti li tolgono la casa, il terreno, il lavoro,
ecc.<br><br><strong>D</strong>: Parlaci dei fatti violenti successi alla Paz,
El Alto e Cochabamba. 
</p>



<p><strong>R</strong>: Ad oggi continuano le manifestazioni a Cochabamba, El Alto e La Paz, perché il gioco di #EvoMorales non sta funzionando; lui voleva fare come avrebbe fatto Chávez in Venezuela, cioè, rinunciare al suo incarico per poi tornare trionfante. Succede che adesso lui è disperato, vorrebbe tornare perché c&#8217;è di mezzo il narcotraffico nella provincia di Chapare dove lui ha fatto costruire un aeroporto internazionale per il traffico illecito di droga.&nbsp; Nelle tre città ci sono questi gruppi violenti fortemente armati. Sarà la giustizia a decidere da dove provengono queste armi.<br>Ieri hanno presentato una denuncia penale contro il Signor Evo Morales, per istigazione alla violenza, i legali hanno delle importanti prove che come abbiamo detto provengono anche da Twitter e altri Social Network. Sono state arrestate alcune persone, altre sono morte.&nbsp; Le armi non sono della polizia, nemmeno dei militari, per cui&nbsp;sarà la giustizia a chiarire&nbsp;le cose riguardo questi gruppi vandalici.</p>



<p><strong>D</strong>: Abbiamo visto il video
dell’attivista Guadalupe Cárdenas. Parlaci del suo caso e di altri
attivisti che lottano per i diritti umani in Bolivia. 
</p>



<p><strong>R</strong>: La Signora
Guadalupe Cárdenas è la prima donna prigioniera nel paese, ha nel
suo avere 17 processi ed è perseguitata del governo di Evo Morales.
È stata la prima a denunciare il narcotraffico e la corruzione.
Guadalupe Cárdenas è stata la rappresentante dei famigliari e spose
degli agenti della polizia. È stato fondamentale il suo intervento
con il corpo della polizia per evitare gli scontri tra poliziotti e
cittadini. Adesso è minacciata da gruppi vandalici che chiedono
guerra civile, le minacce si allargano anche a polizia e ai loro
parenti perché si sono messi della parte del popolo per recuperare
la democrazia. 
</p>



<p><strong>D</strong>: In questo momento come si
stanno violando i diritti umani in Bolivia: Militari o paramilitari
contro il popolo?</p>



<p>
<strong>R</strong>: Al momento se sta cercando di contenere la brutalità di
questi gruppi vandalici e di identificare i dirigenti che chiamano
alla violenza. ancora c’è tanto de fare. Alcune persone sono state
liberate, si trovavano ingiustamente in prigione, senza poter
accedere ad un processo.<br><br>
</p>



<p>Possiamo dire che
secondo la Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH), da
quando è iniziata la crisi politica e sociale in Bolivia, sono
decedute 23 persone. 
</p>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Amazzonia: inferno incontrollato</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 07:18:12 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/09/10/america-latina-diritti-negati-amazzonia-inferno-incontrollato/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Amazzonia: inferno incontrollato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> di Tini Codazzi</p>



<p>Nel 2011 il grande scrittore uruguaiano Eduardo Galeano scriveva nel suo libro <em>Los hijos de los días (I figli dei giorni)</em>: “Si la naturaleza fuera un banco ya la habrían salvado”. Niente di più vero, affermazione schiacciante, soprattutto in questo momento in cui siamo testimoni del grande rogo che sta sterminando l’Amazzonia.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="954" height="550" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/incendio1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12991" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/incendio1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 954w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/incendio1-300x173.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/incendio1-768x443.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 954px) 100vw, 954px" /></figure>



<p>
I
mezzi d’informazione ci hanno già mostrato immagini e video
sull’enorme incendio che sta mangiando la più grande foresta
tropicale del mondo. Tre paesi sono coinvolti in questa tragedia:
Brasile, Paraguay e Bolivia. Si è già parlato della dinamica che da
anni i governi di turno di questi paesi eseguono: si porta avanti la
deforestazione, si attende dei mesi per far asciugare il terreno e
poi gli si dà fuoco. Agosto e settembre sono i mesi con il maggior
numero di incendi. Non esiste fuoco naturale in Amazzonia, questa
zona è troppo umida per provocare in modo naturale un incendio. I
ricercatori del IPAM (Istituto di Ricerca Ambientale del Amazzonia)
in Brasile, da anni denunciano che esistono persone che praticano i
roghi e che ovviamente nella stagione secca possono peggiorare e
provocare incendi fuori controllo. Molte volte questi incendi non si
spengono con la pioggia e quindi finiscono per propagarsi velocemente
e violentemente come sta succedendo adesso. 
</p>



<p>
Le
polemiche sulle politiche ambientali di Bolsonaro in Brasile le
conosciamo, si punta il dito contro di lui, per l’opinione pubblica
è basicamente il responsabile di questa tragedia, ma pochi sanno che
anche Bolivia e Paraguay sono altrettanto responsabili. 
</p>



<p>Il deputato ed ex ministro boliviano Carlos Sánchez Berzaim e associazioni e ONG ambientaliste boliviane affermano che nell’Amazzonia boliviana i roghi sono stati impulsati ed autorizzati da Evo Morales per ampliare le coltivazioni illegali di coca, eseguire migrazioni interne con l’obiettivo di cambiare la mappa sociopolitica della nazione beneficiando gruppi economici di dubbia reputazione che lavorano accanto al regime. È da anni che in Bolivia si parla di come Morales ha difeso con violenza la diffusione ed espansione di coltivazioni illegali di coca con il fine di finanziare il narcotraffico. Ad oggi si parlano di 80.000 ettari. Lo scorso 16 luglio, il Viceministro della Difesa Sociale e delle Sostanze Controllate (già potremmo discutere su questo Ministero…), Felipe Cáceres García ha ammesso la deforestazione e i roghi per preparare il terreno alle coltivazioni di coca nell’area protetta del Territorio Indigena e Parco Nazionale Isiboro-Securé (TIPNIS). Morales è stato criticato perché nel luglio scorso ha firmato una modifica di un decreto del 2001 che autorizza nella regione amazzonica la deforestazione e i roghi controllati per attività agricole, principalmente nelle regioni di Santa Cruz e Beni, a centro nord del paese. Dopo le denunce da parte dei governi locali, il gruppo boliviano Kuña Mbarete ha promosso una petizione per l’abrogazione del decreto e accusa il presidente Morales di: “Violazione dei diritti umani degli indigeni e della natura, di biocidio ed ecocidio causato nella zona di Chiquitanía in più di 1 milioni di ettari, e per l’attentato contro il 25% dell’ossigeno prodotto nel pianeta”. Sta di fatto che queste terre non solo servono para la coltivazione della coca, servono anche per l’ampliamento della produzione agricola e l’allevamento, anche se i ricercatori della zona dicono che queste terre non sono adatte a ciò, la produzione agricola quindi è totalmente negativa per il terreno.  </p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="704" height="396" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/fiume-amazonas.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12992" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/fiume-amazonas.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 704w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/fiume-amazonas-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" /></figure>



<p>In
questi 14 anni di potere, Morales e la sua dittatura castro chavista
hanno usato queste terre per i loro affari loschi, modificando e
creando delle leggi per lo sfruttamento delle terre e quindi delle
popolazioni indigene che lì vivono. 
</p>



<p>Che
dire del Paraguay. Il paese è stato recentemente criticato per non
proteggere la foresta dagli agrochimici. A metà agosto, l’ONU ha
redatto un report affermando che la nazione è responsabile di
violazioni di diritti umani per non aver fatto dei controlli adeguati
su attività inquinanti illegali. Gli esperti della Commissione dei
Diritti Umani dell’ONU affermano che il paese non controlla le
attività di fumigazione con agrochimici causando l’intossicazione
di persone, tra cui bambini, e anche l’inquinamento delle acque,
del suolo e delle coltivazioni. Sebbene le vittime di questo fatto
vivevano e lavoravano in zone lontane dall’Amazzonia, si sospetta
che la zona colpita dagli incendi, cioè il Distretto di Bahia Negra,
al confine con il Brasile e la Bolivia, sia anche stato colpito da
queste fumigazioni illegali e ovviamente, anche in questo caso dalla
feroce e incontrollata deforestazione, che il fuoco sia stato gestito
in modo inappropriato, che gli allevatori abbiano usato tecniche non
adeguate e che la cosa sia sfuggita di mano scatenando questo inferno
che stiamo vedendo ormai da settimane. La stessa canzone per i tre
paesi coinvolti. 
</p>
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		<item>
		<title>America latina, i diritti negati: L&#8217;Argentina, l&#8217;attivista Milagro Sala e las Madres de Plaza de Mayo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/02/09/america-latina-i-diritti-negati-largentina-lattivista-milagro-sala-e-las-madres-de-plaza-de-mayo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 06:22:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde &#160; A Ottobre dell’anno scorso in Argentina si sono tenute le elezioni presidenziali. Dopo il ballottaggio fra i due principali candidati Daniel Scioli (Frente para la Victoria) e Mauricio Macri (Frente&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/02/09/america-latina-i-diritti-negati-largentina-lattivista-milagro-sala-e-las-madres-de-plaza-de-mayo/">America latina, i diritti negati: L&#8217;Argentina, l&#8217;attivista Milagro Sala e las Madres de Plaza de Mayo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">di Mayra Landaverde</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">A Ottobre dell’anno scorso in Argentina si sono tenute le elezioni presidenziali. Dopo il ballottaggio fra i due principali candidati Daniel Scioli (Frente para la Victoria) e Mauricio Macri (Frente Cambiemos) è stato dichiarato vincitore quest’ultimo. Il fronte Cambiemos è un’alleanza formata da partiti come il Parido Conservador Popular, Partido Popular Progresista e altri perlopiù di destra.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Mauricio Macri è stato da sempre un manager e imprenditore, figlio di Francisco Macri che ha fondato il famoso gruppo economico in materia di edilizia, industria alimentare e automobilistica. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ecco chi guida l’Argentina dal 10 Dicembre 2015. E infatti si è visto subito.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Milagro Sala, conosciuta attivista argentina dirigente dell’ Organizzazione Barrial Túpac Amaru è stata arrestata sabato 16 gennaio. La polizia ha fatto irruzione nel suo domicilio e l’hanno subito portata via. E’ stata accusata d’istigazione a delinquere e frode.</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-195.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5208" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5208" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-195.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (195)" width="766" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-195.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 766w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-195-300x197.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;">Il governatore di Jujuy, Gerardo Morales ha aggiunto, poi, altre accuse all’attivista.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Già nel 2013 Sala e altri compagni della Tupac Amaru sono stati vittime di un attentato.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">L’Associazione Tupac Amaru è un gruppo che si dichiara indigenista e propone come modello politico quello di Evo Morales, Presidente della Bolivia. In questo momento ha circa 16 diversi gruppi in alcune delle provincie dell’Argentina come Salta, Tucumàn, Capital Federal .</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Milagro è stata ,dal 2013, deputata per il Fronte Unidos y Organizados de Jujuy, e poi dal 2015 ha collaborato nel Parlasur per il Fronte para la Victoria.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Al momento dell’arresto si svolgeva pacificamente un presidio nella piazza principale del capoluogo di Jujuy per rivendicare l&#8217;operato finora svolto nella massima onestà dalle cooperative del lavoro. A metà gennaio di quest’anno Morales ha chiuso tutti i conti bancari dell’associazione. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Dal giorno della sua arbitraria detenzione, Sala sta facendo uno sciopero della fame e diversi politici e attivisti internazionali hanno denunciato la situazione dell’attivista.</span></p>
<p><a name="_GoBack"></a><span style="font-size: large;">Ancora prima di questo episodio, il 31 dicembre 2015, un gruppo di sconosciuti ha lanciato uova e provato ad entrare a forza nella sede di Radio Madre, emittente de las Madres de Plaza de Mayo. Si è fatta subito una denuncia e il COMUNA (Comunicadores Argentinos) ha collegato l’accaduto al Governo di destra di Macri. Niente di nuovo, già il 12 dicembre la presidente dell’associazione delle Madres, Hebe de Bonafini, è stata accusata d’istigazione a delinquere, proprio come è successo a Milagro Sala. </span></p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-196.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5209" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5209" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-196.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (196)" width="728" height="500" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-196.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 728w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/untitled-196-300x206.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 728px) 100vw, 728px" /></a></p>
<p><span style="font-size: large;">Sarà un caso? Non credo proprio. Purtroppo fischiano venti di fascismo nella bella e ribelle Argentina.</span></p>
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