<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mubarak Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/mubarak/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/mubarak/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Thu, 20 Jun 2019 07:07:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>Mubarak Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/mubarak/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>A Mubarak onori, a Morsi il pavimento: come cancellare le ultime tracce delle rivolte egiziane del 2011</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/06/20/a-mubarak-onori-a-morsi-il-pavimento-come-cancellare-le-ultime-tracce-delle-rivolte-egiziane-del-2011/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/06/20/a-mubarak-onori-a-morsi-il-pavimento-come-cancellare-le-ultime-tracce-delle-rivolte-egiziane-del-2011/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 07:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Al Sisi]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[egiziani]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fratellimusulmani]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[golpe]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[islamisti]]></category>
		<category><![CDATA[milizie]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Morsi]]></category>
		<category><![CDATA[Mubarak]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[rivolte]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Tahrir]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12693</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Giuseppe Acconcia Lo scorso lunedì l&#8217;ex presidente egiziano Mohammed Morsi è morto mentre era in corso un&#8217;udienza dei tanti processi che ha dovuto affrontare negli ultimi sei anni. Alcuni giornali hanno avanzato dubbi&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/06/20/a-mubarak-onori-a-morsi-il-pavimento-come-cancellare-le-ultime-tracce-delle-rivolte-egiziane-del-2011/">A Mubarak onori, a Morsi il pavimento: come cancellare le ultime tracce delle rivolte egiziane del 2011</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Giuseppe Acconcia</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1021" height="576" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/2c250b3e-911b-11e9-9727-2ac38bf3e7d9_Egypt_50670jpg-be45d_1560787811-kgQ-U112036968669335G-1024x576@LaStampa.it_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12694" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/2c250b3e-911b-11e9-9727-2ac38bf3e7d9_Egypt_50670jpg-be45d_1560787811-kgQ-U112036968669335G-1024x576@LaStampa.it_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1021w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/2c250b3e-911b-11e9-9727-2ac38bf3e7d9_Egypt_50670jpg-be45d_1560787811-kgQ-U112036968669335G-1024x576@LaStampa.it_-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/2c250b3e-911b-11e9-9727-2ac38bf3e7d9_Egypt_50670jpg-be45d_1560787811-kgQ-U112036968669335G-1024x576@LaStampa.it_-768x433.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1021px) 100vw, 1021px" /></figure>



<p>Lo scorso
lunedì l&#8217;ex presidente egiziano Mohammed Morsi è morto mentre era
in corso un&#8217;udienza dei tanti processi che ha dovuto affrontare negli
ultimi sei anni. Alcuni giornali hanno avanzato dubbi sulle
circostanze della morte e think tank come Amnesty International e
Human Rights Watch hanno chiesto un&#8217;indagine indipendente sulle cause
della morte. Da mesi, giornalisti e politici avevano lanciato appelli
denunciando le sue precarie condizioni di detenzione, puntando il
dito soprattutto sulla sua condizione di diabetico sessantasettenne
senza accesso alle dovute cure e costretto a passare ore e ore a
dormire per terra in cella. Tutto questo mentre l&#8217;anziano ex
presidente Hosni Mubarak è stato rilasciato nel 2014, tutte le
accuse a suo carico sono andate via via cadendo e tutti i privilegi
della sua carica sono stati ripristinati, nonostante gli episodi di
corruzione, la chiusura del Partito nazional-democratico, i crimini
commessi in trent&#8217;anni, le centinaia di morti in piazza Tahrir, lo
stato di emergenza permanente. 
</p>



<p>Chi non
ricorda la solerzia con cui i media egiziani davano notizia
costantemente delle sue precarie condizioni per giustificarne il
rilascio? Nessun media locale ha invece parlato della volontà di
Morsi di confrontarsi a porte chiuse con i giudici per condividere
informazioni riservate, come riportato da varie fonti. Di sicuro
Morsi aveva notizie da rivelare, anche secondo la giustizia egiziana:
uno dei capi di imputazione per l&#8217;ex presidente era spionaggio per il
partito che governa la Striscia di Gaza Hamas, e per il movimento
sciita libanese Hezbollah. Ma rispondiamo a due domande che
resteranno forse senza risposta per molti anni: Morsi ha davvero
governato l&#8217;Egitto nel suo anno al potere tra il 2012 e il 2013?
Morsi ha portato gli islamisti al potere o ha fatto a pezzi la
Fratellanza musulmana?</p>



<p><strong>Morsi ha
davvero governato nel suo anno al potere tra il 2012 e il 2013?</strong></p>



<p>Con la morte
di Morsi viene cancellata l&#8217;ultima traccia delle rivolte del 2011.
L&#8217;ex presidente era lo scomodo residuo di una fase storica
estremamente problematica per l&#8217;attuale regime militare egiziano che
è iniziata con le proteste di piazza Tahrir del 25 gennaio 2011 ed è
culminata con l&#8217;elezione del primo presidente democraticamente eletto
della storia egiziana, con non poche manovre dietro le quinte, il 30
giugno 2012, e si è chiusa con il colpo di stato militare del 3
luglio 2013. Morsi è stato seppellito in fretta e furia il giorno
dopo la sua morte a Medinat Nasser e sono stati vietati funerali
pubblici a Sharqeya, la sua regione di origine, i cui abitanti hanno
sempre votato in massa per la Fratellanza musulmana. Questa assenza
di celebrazioni e di riconoscimenti per un presidente eletto fa
sorgere un quesito molto serio, e cioè se Morsi sia mai stato
veramente al potere in Egitto. 
</p>



<p>Di sicuro
Morsi non godeva dell&#8217;ausilio del parlamento, a maggioranza
islamista, che è stato sciolto immediatamente dopo la sua elezione
per il solito gioco di concessioni e repressioni a cui la Fratellanza
musulmana è stata sottoposta in Egitto prima del golpe del 2013. Non
ha mai potuto contare sul sostegno dei giudici, e per questo aveva
tentato il passo di estendere i poteri presidenziali bypassando il
controllo della magistratura. Neppure esercito e polizia rispondevano
alle richieste dell&#8217;ex presidente: al punto che gli islamisti stavano
organizzando le loro ronde per mettere in sicurezza il palazzo
presidenziale (Morsi è stato arrestato dalla guardia presidenziale),
le sedi del partito Libertà e Giustizia e della confraternita. Non
solo, lo stesso attuale presidente Abdel Fattah al-Sisi, da ministro
della Difesa del governo islamista, ha tradito la fiducia di Morsi
chiedendone l&#8217;arresto e procedendo al golpe militare del 2013.
L&#8217;unico successo dell&#8217;ex presidente egiziano è stata l&#8217;approvazione
della Costituzione nel dicembre 2012, ma anche su questo ci sarebbe
molto da dire. La Carta non è mai entrata in vigore, è stata
criticata da giudici, attivisti e lavoratori, è stata approvata con
i soli voti degli islamisti. Morsi ha poi concesso diritto di
cittadinanza a siriani e palestinesi: provvedimento cancellato dal
suo successore. 
</p>



<p>E così il
presidente islamista è stato ridicolizzato in politica estera dai
suoi detrattori: per le sue dichiarazioni sulla “distruzione”
della Diga della rinascita in Etiopia, per le sue possibili
concessioni sul triangolo di terra che divide Egitto e Sudan, per il
suo atteggiamento meno appiattito sulle posizioni israeliane
nell&#8217;operazione Pillar of Defense nel 2012. Infine, Morsi non ha mai
ottenuto il sostegno dei rivoluzionari liberali e socialisti che non
hanno accettato di formare un governo di coalizione con la
Fratellanza musulmana dopo la sua elezione. Insomma, il primo
presidente egiziano è stato manipolato e marginalizzato al punto che
il suo anno al potere è stato cancellato con un tratto di penna
anche dai libri di storia egiziana, come se non fosse mai esistito. 
</p>



<p><strong>Morsi ha
portato gli islamisti al potere o ha fatto a pezzi la Fratellanza
musulmana?</strong></p>



<p>Ora che l&#8217;ex
presidente egiziano non c&#8217;è più, resta da domandarsi cosa ne sarà
della Fratellanza musulmana egiziana e quale è stato il suo ruolo
politico. Di sicuro Morsi ha segnato la storia della confraternita
che per la prima volta nella sua storia di ottant&#8217;anni ha formato un
partito politico, nonostante la sua fragilità dopo anni di
repressione, ha partecipato al voto e vinto le elezioni. Chi può
dimenticare la sua euforia alla vigilia della nomina a guida del
partito, Libertà e Giustizia, che abbiamo potuto constatare di
persona in un&#8217;intervista che ci ha rilasciato Morsi durante
l&#8217;assemblea del partito nella città satellite del Cairo, 6 Ottobre,
nel 2011. Non solo questo, la Fratellanza musulmana è stata
essenziale per il movimento rivoluzionario che nel 2011 ha costretto
alle dimissioni l&#8217;ex presidente Mubarak sia per le sue capacità
organizzative sia per le sue capacità di mobilitazione. Una volta al
potere i Fratelli musulmani hanno dimostrato di essere un movimento
moderato-conservatore che può governare un paese come l&#8217;Egitto con
il dovuto sostegno da parte delle istituzioni statali. 
</p>



<p>Morsi si è
trovato involontariamente ad essere il leader in questa fase storica
così delicata per il movimento dopo la defenestrazione, voluta dai
militari, del vero leader carismatico della Fratellanza Khairat
al-Shater. Purtroppo però sarà anche ricordato come il politico che
ha riportato il movimento nell&#8217;illegalità e nell&#8217;inattività
politica. Sono migliaia le condanne a morte decise contro gli
islamisti dopo il golpe del 2013, le ultime nove sono state eseguite
pochi mesi fa (sebbene prima del 2013 non si eseguissero le condanne
a morte in Egitto) per l&#8217;attentato contro il procuratore generale
Hesham Barakat nel 2015. Il partito Libertà e giustizia è stato
sciolto e così anche la confraternita dopo gli attacchi alla polizia
di Mansoura nel 2014. Scuole, ospedali e opere caritatevoli della
Fratellanza sono state messe sotto controllo, congelati i beni dei
businessman più influenti, chiusi i rubinetti dei finanziamenti dal
Qatar, così come le sedi di al-Jazeera al Cairo. Eppure Morsi resta
un simbolo di una breve epoca che non verrà dimenticata facilmente
dai sostenitori della Fratellanza in tutto il mondo, inclusi il
presidente turco Recep Tayyip Erdogan e l&#8217;emiro del Qatar, Tamim
la-Thani, dalle centinaia di martiri di Rabaa al-Adaweya, il sit-in
islamista riunitosi per affermare la sua legittimità nel quartiere
residenziale di Medinat Nasser al Cairo, disperso nel sangue il 14
agosto 2013, dagli islamisti egiziani e non solo delle diaspore in
Europa e negli Stati Uniti che hanno lasciato il paese in seguito
alla repressione su larga scala decisa dal regime militare. 
</p>



<p>Nonostante
un&#8217;economia al collasso, secondo i dati della Banca mondiale che
attesta al 60% il numero di egiziani in condizioni di povertà o
vulnerabilità, Al-Sisi governerà almeno fino al 2030, in seguito
alla riforma costituzionale approvata nell&#8217;aprile 2019, Mubarak
riceverà gli onori riservati ai presidenti, mentre nessun tributo è
stato concesso a Morsi, pur sempre il primo presidente eletto della
storia egiziana, in attesa che la Fratellanza musulmana egiziana si
risvegli finalmente dal suo torpore. 
</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/06/20/a-mubarak-onori-a-morsi-il-pavimento-come-cancellare-le-ultime-tracce-delle-rivolte-egiziane-del-2011/">A Mubarak onori, a Morsi il pavimento: come cancellare le ultime tracce delle rivolte egiziane del 2011</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/06/20/a-mubarak-onori-a-morsi-il-pavimento-come-cancellare-le-ultime-tracce-delle-rivolte-egiziane-del-2011/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eid Mubarak!</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/07/05/eid-mubarak/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/07/05/eid-mubarak/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 09:43:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[auguri]]></category>
		<category><![CDATA[culto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Eid]]></category>
		<category><![CDATA[fine]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[mese]]></category>
		<category><![CDATA[Mubarak]]></category>
		<category><![CDATA[musulmane]]></category>
		<category><![CDATA[musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[ragazze]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[ramadan]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[sacro]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=6262</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; A tutti nostri amici musulmani !</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/07/05/eid-mubarak/">Eid Mubarak!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th-68.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6263" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6263" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th-68.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (68)" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A tutti nostri amici musulmani !</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/07/05/eid-mubarak/">Eid Mubarak!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/07/05/eid-mubarak/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La rivoluzione in Egitto: aspettative e contraddizioni</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/02/07/la-rivoluzione-in-egitto-aspettative-e-contraddizioni/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/02/07/la-rivoluzione-in-egitto-aspettative-e-contraddizioni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2016 09:52:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri video]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Acconcia]]></category>
		<category><![CDATA[Al Sisi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[egiziani]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Mubarak]]></category>
		<category><![CDATA[partito]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Regeni]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=5201</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 25 gennaio si è celebrato il quinto anniversario della Rivoluzione in Egitto che ha portato alla deposizione del presidente Hosni Mubarak, al potere da trent&#8217;anni, rivoluzione attuata nel 2011 e che ha&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/02/07/la-rivoluzione-in-egitto-aspettative-e-contraddizioni/">La rivoluzione in Egitto: aspettative e contraddizioni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 25 gennaio si è celebrato il quinto anniversario della Rivoluzione in Egitto che ha portato alla deposizione del presidente Hosni Mubarak, al potere da trent&#8217;anni, rivoluzione attuata nel 2011 e che ha avuto conseguenze politiche e sociali difficili e contraddittorie, ancora in corso.</p>
<p>Per capire bene quali siano stati i motivi che hanno scatenato la Rivoluzione, quali le aspettative del popolo e quale sia la situazione attuale, pubblichiamo il video dell&#8217;incontro con il giornalista Giuseppe Acconcia, autore del saggio “Egitto, democrazia militare”, per Exòrma edizioni.</p>
<p>L&#8217;incontro è stato organizzato dall&#8217;Associazione per i Diritti umani che ringrazia il Bistrot del tempo ritrovato, Giuseppe Acconcia e Monica Macchi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://https://youtu.be/_RXafQ_KkSs?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://https://youtu.be/_RXafQ_KkSs?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dedichiamo il video e l&#8217;iniziativa a GIULIO REGENI.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/02/07/la-rivoluzione-in-egitto-aspettative-e-contraddizioni/">La rivoluzione in Egitto: aspettative e contraddizioni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/02/07/la-rivoluzione-in-egitto-aspettative-e-contraddizioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Violenza sulle donne a Tahrir, di Vincenzo Mattei</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/07/25/violenza-sulle-donne-tahrir-di-vincenzo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/07/25/violenza-sulle-donne-tahrir-di-vincenzo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2013 04:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Mubarak]]></category>
		<category><![CDATA[piazza]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stupri]]></category>
		<category><![CDATA[Tahrir]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/07/25/violenza-sulle-donne-tahrir-di-vincenzo/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vincenzo Mattei ci ha dato il permesso di pubblicare questo suo articolo, uscito su Il Venerdì di Repubblica il 6 giugno 2013. Lo pubblichiamo molto volentieri e ringraziamo il giornalista. “Le violenze sessuali a&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/07/25/violenza-sulle-donne-tahrir-di-vincenzo/">Violenza sulle donne a Tahrir, di Vincenzo Mattei</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
Vincenzo Mattei ci ha dato il<br />
permesso di pubblicare questo suo articolo, uscito su Il Venerdì<br />
di Repubblica il 6 giugno 2013. Lo pubblichiamo molto volentieri e<br />
ringraziamo il giornalista.</p>
<p>
“Le violenze<br />
sessuali a sfondo politico erano molto usate dal regime di Mubarak.<br />
Recentemente hanno ripreso piede. I Fratelli Musulmani hanno<br />
ereditato questa pratica”. Nahla Enany, 23 anni, è seduta al Café<br />
Riche, uno degli storici bar del centro de Il Cairo, frequentato<br />
spesso da giornalisti locali ed internazionali, insieme a Azza Balba,<br />
Nour El Oda Zaky, Marwar Nissar, Bussana Said e altre signore di<br />
mezz’età. Sono tutte attiviste, giornaliste e membri di vari<br />
partiti politici come El Dustur (La costituzione), Tayraan Shaabi<br />
(Corrente Popolare) e El Tugammau. Sorseggiano il tè e parlano di<br />
quello che succede nel paese in mezzo alla spessa coltre di fumo<br />
delle loro sigarette.<br />
</p>
<div align="JUSTIFY">
Nahla parla senza<br />
sosta, spiega con quali tecniche e in quali occasioni le violenze<br />
vengono messe in pratica: “Bisogna fare una differenza tra violenze<br />
perpetrate dal singolo e quelle dal gruppo”. Quest’ultime sono<br />
ben preparate ed organizzate con lo scopo di demolire totalmente la<br />
volontà della donna. “In tutte le testimonianze di aggressione che<br />
abbiamo nei nostri file, non ce n’è nessuna che parla di volontà<br />
dell’aggressore di toccarla, ferirla con lame affilate. Violenze<br />
che accadono solo durante manifestazioni e marce politiche. Dobbiamo<br />
sensibilizzare la gente”.</div>
<div align="JUSTIFY">
Nahla è sdegnata:<br />
“Se mi capita qualcosa, con chi vado a lamentarmi? A chi vado a<br />
denunciare l’aggressione, alle autorità? Ma sono queste che<br />
incoraggiano gli assalitori! “C’è solo un modo: agire con<br />
associazioni come Tahrir Bodyguard, Benet Masr e OPantiSH (Operation<br />
anti Sexual Harassemnt)”, dichiara.</div>
<div align="JUSTIFY">
Surayya Bahagat è la<br />
fondatrice di Tahrir B.G. Il 25 gennaio era scesa in piazza per<br />
l’anniversario della rivoluzione ma è stata assalita da alcuni<br />
uomini. Ha sfogato la sua collera e la sua indignazione aprendo<br />
l’account di Tahrir.B.G. su Twitter e, nel giro di poche ore, aveva<br />
già migliaia di <i>followers</i>.<br />
L ‘associazione organizza corsi pratici di autodifesa personale e<br />
teorici per insegnare alle donne le modalità di aggressione e come<br />
evitare il pericolo; diffonde informazioni, sia in strada che su<br />
internet, per sensibilizzare gli egiziani su questa terribile piaga<br />
che sta affliggendo il paese. </div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/07/donne-Tahrir-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/07/donne-Tahrir-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div align="JUSTIFY">
Quello che accade in<br />
piazza Tahrir è un attacco politico, molto ben organizzato. Le<br />
tecniche che gli aggressori per violentare o molestare le donne sono<br />
ben studiate: come circuirle, come isolarle, accerchiarle. Vogliono<br />
allontanare il mondo femminile dalla piazza. e E invece noi dobbiamo<br />
esserci per denunciare le violenze”. “I corsi di autodifesa sono<br />
aperti a tutte, non solo alle egiziane”, dice Zeinab Sabet,<br />
collaboratrice di Surayya, tra le prime volontarie del progetto. “È<br />
un ottimo modo per aiutare le donne. Non fermerà le violenze, ma non<br />
saranno colte alla sprovvista. Con i social network diffondiamo<br />
informazioni A Tahrir facciamo volantinaggio, parliamo con le<br />
persone, cerchiamo il loro aiuto, diamo numeri di cellulari da<br />
chiamare in caso di necessità”</div>
<div align="JUSTIFY">
I ragazzi e le<br />
ragazze che aderiscono a Tahrir.B.G, portano dei gilet rifrangenti ed<br />
elmetti gialli da carpentiere in modo da essere notati facilmente .<br />
Insieme all’associazione Benet Masr (i cui ragazzi indossano<br />
magliette bianche con la scritta in rosso “Contro le violenze<br />
sessuali”), a febbraio hanno organizzato la “Marcia delle donne”,<br />
partita dalla moschea di Zeida Zeinab. Hanno partecipato in tante,<br />
bambine, anziane, politiche e donne in carriera, semplici cittadine,<br />
madri di famiglia … La marcia ha un valore intrinseco che è quello<br />
di far partecipi i passanti ignari. Molte egiziane si fermavano sui<br />
marciapiedi e domandavano i motivi della manifestazione. La loro<br />
reazione positiva si poteva leggere dall’espressione entusiasta e<br />
dal segno di approvazione dei loro volti. Gli slogan più gettonati<br />
erano: “Non rimarremo in silenzio”, “Non ci piegherete”, “Non<br />
fuggiremo via”, “Venite ad affrontarci voi stupratori, perché<br />
non abbiamo nessuna intenzione di starcene a casa!”. </div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/07/donne-tahrir-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/07/donne-tahrir-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div align="JUSTIFY">
Nancy Omar, è la<br />
presidentessa di Benet Masr: “Ai corsi spieghiamo che cosa sono le<br />
molestie, i vari tipi di molestatori, simuliamo possibili attacchi a<br />
sfondo sessuale. Insegniamo ai volontari a capire le diverse<br />
tipologie delle vittime e degli aggressori, come una ragazza può<br />
reagire: c’è chi ammutolisce nel panico, chi picchia l’aggressore<br />
o chi viene presa dall’isteria”.</div>
<div align="JUSTIFY">
C’è anche una rete<br />
di comunicazione passaparola tra i membri e il loro circolo di<br />
amiche.</div>
<div align="JUSTIFY">
“I volontari che<br />
vanno porta a porta nei quartieri a fare volantinaggio. E a parlare<br />
con i venditori ambulanti che sono a Tahrir per aiutarci: hanno i<br />
nostri numeri di cellulare, se accade qualcosa ci avvisano<br />
immediatamente. Noi cerchiamo di istruirli per riconoscere le<br />
situazioni di pericolo durante gli scontri, e sapere come<br />
comportarsi”</div>
<div align="JUSTIFY">
Sul perché<br />
quest’escalation di violenze nei confronti delle donne, Nancy non<br />
ha dubbi.</div>
<div align="JUSTIFY">
la donna è presente<br />
ai seggi elettorali, controlla il regolare svolgimento del voto.<br />
Partecipa alle manifestazioni, e tra le urla la sua voce si<br />
distingue. Più acuta e sovrasta quella degli uomini. Il ruolo della<br />
donna nella società è molto più attivo di quello degli uomini, c’è<br />
una dedizione. Ha un senso di giustizia più profondo, e non vuole<br />
che nessuno le rubi la sua libertà. Il nostro corpo è qualcosa che<br />
ci appartiene, non esiste nessuno che ha il diritto di violarlo.<br />
Qualcuno vede come una minaccia l’impegno della donna egiziana<br />
nella costruzione della società, la sua partecipazione”</div>
<div align="JUSTIFY">
Senza le donne la<br />
piazza non ha la stessa forza</div>
<div align="JUSTIFY">
“Meno della metà.<br />
Quello che è successo il 25 gennaio per il 2° anniversario della<br />
rivoluzione è stato meschino”, violenze e stupri di gruppo, l’uso<br />
della forza bruta e di armi da taglio.</div>
<div align="JUSTIFY">
Nour El Oda Zaky,<br />
giornalista, attivista e membro del partito Dustur aggiunge il suo<br />
punto di vista …“Gli attacchi mirano a distruggere<br />
psicologicamente la donna egiziana, per allontanarla dalla politica.<br />
Dopo aver tentato di tutto a livello nazionale, ci muoveremo a<br />
livello internazionale. Sottoporremo il caso al Tribunale dell’Aja,<br />
per far condannare il governo egiziano responsabile di tali reati.<br />
Vogliamo una condanna contro il Presidente della Repubblica egiziana,<br />
per la sua responsabilità politica, e una condanna penale contro il<br />
Ministro degli Interni perché non ha garantito la sicurezza a<br />
Tahrir” </div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/07/donne-tahrir-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/07/donne-tahrir-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div align="JUSTIFY">
Grazie al costante<br />
lavoro e alla presenza delle diverse associazioni a Tahrir, i casi di<br />
violenze sono diminuiti drasticamente, anche se il pericolo è sempre<br />
dietro l’angolo. Questi movimenti non sono sufficienti ad sradicare<br />
i soprusi senza l’aiuto dei grandi nazionali. E sarà importante il<br />
ruolo e l’azione del governo, nell’approvare nuove leggi, più<br />
moderne, e una riforma strutturale delle forze di polizia.</div>
<div align="JUSTIFY">
Il cammino da<br />
percorrere è ancora lungo.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/07/vincenzomattei1_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/07/vincenzomattei1_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Vincenzo Mattei</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/07/25/violenza-sulle-donne-tahrir-di-vincenzo/">Violenza sulle donne a Tahrir, di Vincenzo Mattei</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/07/25/violenza-sulle-donne-tahrir-di-vincenzo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Egitto si infiamma ancora</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/29/legitto-si-infiamma-ancora/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/29/legitto-si-infiamma-ancora/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2013 08:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Il Cairo]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Mohamed Morsi]]></category>
		<category><![CDATA[Mubarak]]></category>
		<category><![CDATA[Port Said]]></category>
		<category><![CDATA[primavera araba]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/01/29/legitto-si-infiamma-ancora/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Era una sera di febbraio, di un anno fa, a Port Said, sulla costa del Mediterraneo. Una sfida di campionato di calcio si è trasformata in una tragedia. Due squadre in campo: Al Ahly,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/01/29/legitto-si-infiamma-ancora/">L&#8217;Egitto si infiamma ancora</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p>Era una sera di febbraio, di un anno<br />
fa, a Port Said, sulla costa del Mediterraneo.</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Una sfida di campionato di calcio si è<br />
trasformata in una tragedia. Due squadre in campo: Al Ahly, i cui<br />
ultras sono considerati tra le menti della rivoluzione che portò<br />
alla cacciata di Mubarak e Al Masri, i cui tifosi sono fedeli,<br />
invece, al regime del raìs.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ufficialmente si era parlato di<br />
“scontri tra tifoserie rivali” , invece si è trattato di una<br />
resa dei conti a sfondo politico, di una spedizione punitiva – con<br />
mazze e coltelli – che ha visto come vittime i tifosi dell&#8217;Al Ahly,<br />
con il risultato (purtroppo non calcistico) di 74 morti e centinaia<br />
di feriti.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel frattempo si è giocata la<br />
Champions africana e l&#8217; Al Ahly ha vinto contro l&#8217;Esperance di<br />
Tunisi, ma si è trattato di un amaro successo dato che la squadra<br />
non ha potuto disputare nemmeno una partita, sostenuta dai suoi<br />
tifosi, a Il Cairo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ieri, 26 gennaio 2013, è stata emessa<br />
la sentenza nel processo per quel massacro: la corte ha chiesto la<br />
condanna a morte per 21 dei 74 imputati. Per legge le condanne<br />
dovranno essere confermate dal Gran Muftì d&#8217;Egitto; la sentenza per<br />
gli altri imputati – tra cui nove poliziotti e tre manager della<br />
squadra avversaria – sarà pronunciata il 9 marzo.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Centinaia di ultras e tifosi dell&#8217; Al<br />
Ahly hanno festeggiato la sentenza nei pressi della sede del club: il<br />
padre di un ragazzo di 17 anni morto nell&#8217;attacco allo stadio ha<br />
detto: “Ora voglio vedere quegli uomini morire davanti ai miei<br />
occhi, come loro hanno visto l&#8217;omicidio di mio figlio” e un altro<br />
tifoso ha aggiunto: “La nostra situazione a Port said è molto<br />
grave perchè i bambini vengono presi dalle loro case e sono<br />
costretti a indossare le magliette verdi”, facendo riferimento alle<br />
divise della squadra dell&#8217; Al-Masry.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Molti attivisti ed osservatori sono<br />
convinti che l&#8217;attacco di un anno fa sia stato premeditato. Alla<br />
lettura della sentenza, i parenti delle vittime hanno esulato al<br />
grido di “Viva la giustizia!” e “Allah akhbar”, ma in città<br />
regna il caos. Negozi e uffici sono stati chiusi, nelle strade sono<br />
stati dati  alle fiamme copertoni di auto; nei pressi del Ministero<br />
dell&#8217;Interno centinaia di supporters dell&#8217;Ahly hanno chiesto che<br />
vengano giudicati anche i poliziotti che, all&#8217;epoca, secondo loro,<br />
non hanno agito per fermare la tragedia . E la Polizia ha risposto<br />
con lancio di lacrimogeni e proiettili veri. L&#8217;esercito è schierato<br />
in tutta la città per contenere la violenza.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Mentre il presidente, Mohamed Morsi, ha<br />
cancellato un viaggio in Etiopia: avrebbe dovuto recarsi ad Addis<br />
Abeba per partecipare al summit dell&#8217;Unione Africana; ieri, invece,<br />
ha dichiarato ieri lo stato d&#8217;emergenza nelle città di Port Said,<br />
Suez e Ismalia dopo giorni di proteste violente e scontri che hanno<br />
fatto almeno 33 vittime.&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/egitto-tahrir.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/egitto-tahrir.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="168" width="320" /></a>&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Port-said.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Port-said.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="127" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/01/29/legitto-si-infiamma-ancora/">L&#8217;Egitto si infiamma ancora</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/29/legitto-si-infiamma-ancora/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La rivoluzione egiziana non è (solo) un blog di Internet</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/24/la-rivoluzione-egiziana-non-e-solo-un/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/24/la-rivoluzione-egiziana-non-e-solo-un/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 07:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Il Cairo]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Khaled Said]]></category>
		<category><![CDATA[Mubarak]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Tahrir]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/01/24/la-rivoluzione-egiziana-non-e-solo-un/</guid>

					<description><![CDATA[<p>“La storia si fa nelle strade, non su Internet” Wahel Ghonim, (creatore della pagina Facebook “Siamo tutti Khaled Said,” nominato da Time, “persona più influente del 2011”) Una delle chiavi interpretative dei 18 giorni&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/01/24/la-rivoluzione-egiziana-non-e-solo-un/">La rivoluzione egiziana non è (solo) un blog di Internet</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
</p>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
 “<i>La<br />
storia si fa nelle strade, non su Internet”</i></div>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Wahel<br />
Ghonim, </i>
</div>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
(creatore<br />
della pagina Facebook “Siamo tutti Khaled Said,”</div>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
nominato<br />
da Time, “persona più influente del 2011”)</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
delle chiavi interpretative dei 18 giorni di Tahrir è stata la<br />
“rivoluzione via Internet”. In effetti Internet ha creato spazi<br />
virtuali di incontro in cui l’anonimato ha rafforzato il senso di<br />
protezione e ha permesso il superamento della paura, fino a quel<br />
momento categoria chiave.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Dal<br />
canto suo il regime abituato ad esercitare una ferrea censura sulla<br />
sceneggiatura di film e pièces teatrali  e un controllo pervasivo<br />
sui media non ha capito i meccanismi e le possibilità di<br />
circolazione della parola e di connessione in una rete. Celebre la<br />
definizione sprezzante di Gamal Mubarak sugli internauti come “<i>amebe<br />
bloccate davanti al loro schermo che non sarebbero mai usciti dalle<br />
stanze in cui erano rintanati</i>”.<br />
Internet è stato così semplicemente ignorato fino a quando Ibrahim<br />
al-Masry ha postato l’intervento “la mia arma è la mia macchina<br />
fotografica” pubblicando, dopo gli scontri seguiti alla bomba fuori<br />
la chiesa Al Qiddisayn ad Alessandria, un video di un soldato che<br />
colpisce un manifestante inerme e sanguinante sopra le dichiarazioni<br />
del ministero degli Interni che negava vi fossero scontri e feriti.<br />
Ma gli stessi blogger riconoscono che tutto questo non basta: sulla<br />
pagina “Siamo tutti Khaled Said” sono numerosissimi i post che<br />
identificano il 25 gennaio come il giorno in cui organizzarsi e<br />
alzare la voce nel mondo reale in mezzo agli egiziani; per questo<br />
viene chiesto di fare un passaparola tramite gli sms perché “non è<br />
possibile raggiungere la classe operaia egiziana via internet o<br />
Facebook. Tutti sottolineano dunque come il vero punto di svolta sia<br />
scendere nelle strade per rivendicare i diritti: lo stesso Ghonim<br />
dichiara “<i>l’energia<br />
si è trasferita dal mondo virtuale a quello reale il motore della<br />
presa di coscienza e il fulcro di tutte le decisioni è diventata<br />
piazza Tahrir e la rete d’ora in poi servirà solo a commentare”</i></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
regime ancora una volta si affida alla vecchia strategia di<br />
cooptazione dei media di regime ormai logora e questa volta i<br />
risultati sono tragicomici: il 15 gennaio, giorno della fuga di Ben<br />
Ali dalla Tunisia (e mentre gli egiziani iniziano a cantare “O’balna<br />
O’balna” “Speriamo di essere i prossimi”) uno dei maggiori<br />
quotidiani titolava “Crescita vertiginosa dell’Egitto! Mubarak<br />
porta il Paese ai livelli più alti mai conseguiti in materia di<br />
sicurezza economica”; il 25 gennaio, i canali televisivi egiziani<br />
dedicano l’intera giornata alla celebrazione del giornata della<br />
polizia alternandola a video musicali; ed il 9 febbraio Suleiman<br />
ordina ai manifestanti: “andate a lavorare, smettetela di<br />
spaventare i turisti tornate alle vostre vite, salvate l’economia<br />
del paese” parlando di una congiura di non meglio specificate<br />
“forze occulte manipolatrici”. </div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/prima-foto-monica.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/prima-foto-monica.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="281" /></a></div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Proprio<br />
per questo ruolo e per il fatto che anche al Cairo, ma soprattutto<br />
nel resto dell’Egitto pochi hanno accesso a Internet si sono<br />
sviluppati movimenti come i kaddabun e i mosireen<br />
<u><a href="http://www.indiegogo.com/Mosireen?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.indiegogo.com/Mosireen?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u><br />
che sostengono il citizen journalism e montano piccoli cinema<br />
all’aperto per mostrare video che ancor oggi la tv di stato non<br />
mostra.  Questi due movimenti sono nati in seguito al brutale<br />
pestaggio di una ragazza che rimane seminuda sul selciato della<br />
piazza da parte dell’esercito:</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
(Avvertenza:<br />
il video è un po&#8217; forte)</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div>
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=4iboFV-yeTE&amp;feature=player_embedded&amp;skipcontrinter=1&amp;bpctr=1358680938&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0">http://www.youtube.com/watch?&utm_source=rss&utm_medium=rss</a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4iboFV-yeTE&amp;feature=player_embedded&amp;skipcontrinter=1&amp;bpctr=1358680938&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-1">v=4iboFV-yeTE&amp;feature=player_</a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4iboFV-yeTE&amp;feature=player_embedded&amp;skipcontrinter=1&amp;bpctr=1358680938&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-2">embedded&amp;skipcontrinter=1&amp;</a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4iboFV-yeTE&amp;feature=player_embedded&amp;skipcontrinter=1&amp;bpctr=1358680938&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-3">bpctr=1358680938</a></div>
<div>
&nbsp;</div>
<div>
&nbsp;</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo video ha fatto il giro della<br />
rete con una dedica in arabo&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
الى<br />
المغيبين اللذين يعتقدون ان الجيش و الشعب<br />
ايد واحده &#8230;.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;هل<br />
هؤلاء هم خير جنود الارض ؟!؟</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Per<br />
chi non c’era e crede che l’esercito e il popolo siano una mano<br />
sola</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sarebbe questo l’esercito migliore<br />
della terra?!?”&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo video è stato importante anche<br />
perché ha squarciato il velo sulla “politica strategica” che vi<br />
era dietro le molestie a Tahrir: servivano a spaventare le donne e<br />
tenerle in casa e nello stesso tempo a screditare i rivoluzionari<br />
facendo il gioco di Mubarak “O io o il caos”. In questo senso si<br />
può leggere l’affermazione di El Hamalawy  uno dei blogger più<br />
influenti, secondo cui “la rivoluzione non sarà twitterata”: la<br />
rete è stata e continua ad essere il supporto della piazza; supporto<br />
non sostituto.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un progetto questo interessante da<br />
seguire anche perché è uno specchio dei problemi degli egiziani e<br />
sta cambiando forma: non solo le bugie dei militari, ma anche i<br />
diritti umani, la crisi economica, l’istruzione … aspetti che<br />
toccano la vita di tutti i giorni e che sono quelli che interessano<br />
davvero agli egiziani…ma spesso fuori dall’agenda politica  come<br />
dimostra questa vignetta:</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Vignetta-egitto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Vignetta-egitto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="286" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Macchi Monica</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<u><a href="http://www.formacinema.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.formacinema.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
curatrice<br />
sezione Tahrir Square</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
</div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/01/24/la-rivoluzione-egiziana-non-e-solo-un/">La rivoluzione egiziana non è (solo) un blog di Internet</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/24/la-rivoluzione-egiziana-non-e-solo-un/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
