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	<title>Mugabe Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Il giorno in cui cadde il leone, la fine della dittatura in Zimbabwe</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Aug 2019 09:20:58 +0000</pubDate>
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<p>di Veronica Tedeschi</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="560" height="315" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/mugabe.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12867" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/mugabe.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/mugabe-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></figure></div>



<p><strong>I</strong></p>



<p><em>&#8220;C’è un vecchio africano sul marciapiede opposto, la bocca sdentata, i crespi capelli pennellati di grigio, ha lo sguardo quasi smarrito nell’incredulità del momento ed io sono sicuro che quegli occhi annebbiati hanno visto i più terribili momenti della storia del paese, conosciuto la discriminazione, il sangue, l’odio, la riconciliazione, la repressione, la miseria e la speranza, ma oggi egli ride felice come un bambino e il suo volto sembra dire “Adesso posso morire sereno”.</em></p>



<p>L’inizio
di un nuovo capitolo, di una rinascita dopo anni di miseria e
oppressione. Così il colpo di Stato in Zimbabwe viene raccontato da
Luigi Bada, un italiano che vive in Africa da anni e che ha vissuto
esattamente come un africano questo importante momento storico.</p>



<p>Novembre 2017, una rivoluzione perfetta, pacifica ed unanime alla quale partecipa un paese intero per fronteggiare un tiranno che ostinatamente resiste negli anni.</p>



<p>Robert Mugabe, dittatore 95enne, riesce a governare il paese per ben 37 anni, prima di cedere lo scettro. Fin da giovane entra nella vita politica grazie alle sue doti oratorie e grazie alla sua bravura nel parlare più lingue. Nel 1980 diviene il primo ministro nero del paese, che fino a quel momento aveva visto solo governi bianchi, a causa del colonialismo britannico. Alla fine del suo mandato viene eletto Presidente della Repubblica e da qui la sua ascesa verso il potere assoluto.</p>



<p>Diviene un Leader senza antagonisti (o quasi) e attua in tutto il paese politiche di riforme sociali ed economiche per potenziare e responsabilizzare la maggioranza nera, con lo scopo di ridurre e annullare il divario economico e culturale con la minoranza bianca. Viene accusato di crimini contro l’umanità e arriva a modificare la costituzione per ricandidarsi negli anni.</p>



<p>La
frattura con la Gran Bretagna resta indelebile ed è causata da un
decreto in cui Mugabe accusa la colonia europea di sottrazione delle
terre ai nativi durante il periodo coloniale e chiede agli inglesi il
risarcimento pecuniario per questo abuso minacciando l’esproprio.</p>



<p>Anni
di sottomissione, di limitazione dello stato di diritto e di
violazioni dei diritti umani. Tutto questo grazie anche al braccio
destro, Grace Marufu, moglie di 41 anni più giovane del Presidente.
Una donna ambiziosa e arrivista che sfrutta il potere del marito
arrivando quasi a volerlo sovrastare.</p>



<p>Una rivoluzione era necessaria e il paese, ormai insofferente, la reclamava. Il 14 novembre 2017 l’Esercito entra in Harare: direzione casa presidenziale.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1000" height="562" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Zimbabweans-protest-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12869" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Zimbabweans-protest-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Zimbabweans-protest-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Zimbabweans-protest-1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Davanti
i militari i due uomini che sono riusciti a macchinare ed azionare il
colpo di stato più pacifico avvenuto in tutta l’Africa: Mnangagwa
(detto il coccodrillo) e Costantino Chiwenga.</p>



<p>Due
personaggi chiave nel governo Mugabe e due cari amici dei Presidente.
Mnangagwa, vice presidente del partito ZANU-PF (di cui era presidente
Mugabe), un uomo di cultura che non ha mai sfociato in commenti
oltraggiosi o razzisti.</p>



<p>Nonostante
egli abbia sempre descritto Mugabe come un mentore ed un padre,
inasprì le critiche verso il presidente e la consorte, arrivando ad
accusarli di aver privatizzato lo ZANU – PF e di tenere in ostaggio
tutta la Nazione.</p>



<p>“<em>Combatterò
con le unghie e con i denti contro coloro che stanno violando i
principi ed i valori fondamentali del nostro partito”</em></p>



<p>Costantino
Chiwenga, personaggio chiave del regime, anche lui inserito nel
patito ZANU-PF, inizia a manifestare insofferenza verso le beghe di
palazzo che fratturano e indeboliscono il partito.</p>



<p>Due
personaggi, quindi, che hanno vissuto la dittatura come parte attiva
ma che non sono voluti rimanere dalla parte sbagliata. Hanno deciso
di lottare per il benessere dei cittadini, cosa che un buon politico
dovrebbe sempre fare.</p>



<p>14
novembre 2017: il coraggio di un esercito e la forza di un popolo che
manifestando pacificamente è riuscito a dire Basta e a riprendersi
la propria libertà.</p>



<p><em>Il
soldato fulmina il ragazzo con uno sguardo da leopardo, potrebbe
distruggerlo con una sola mano. La tensione è altissima e percepisco
quasi in modo palpabile l’orgoglio del militare e il suo conflitto
interiore.</em></p>



<p><em>D’un
tratto, con uno scatto improvviso, il militare si volta e si
allontana. La folla esplode in un applauso, il ragazzo torna
diligentemente a sedersi e tutti traiamo un gran respiro di sollievo.
Non so a chi applauda la folla ma applaudo anche io a quel soldato.
(Dal libro “Il giorno in cui cadde il leone” di Luigi Bada. 17
novembre, giorno di proteste contro il regime Mugabe).</em></p>
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		<title>&#8220;Stay human: Africa&#8221;. L’arresto di Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Nov 2017 07:34:15 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">di Veronica Tedeschi</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/1605856.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9784" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/1605856.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="860" height="645" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/1605856.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 860w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/1605856-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/1605856-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 860px) 100vw, 860px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo Zimbabwe, ex colonia agricola britannica, vide la sua indipendenza nel 1965, dopo lotte tra bianchi e neri molto aspre e lo scontento generale.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Robert Mugabe, ai tempi della decolonizzazione era un fervente leader 52enne indipendentista e riuscì a negoziare con i bianchi più ambiziosi, puntando ad una transizione e risoluzione pacifica delle controversie. Il potere e il favore del popolo crebbe verso di lui al punto che riuscì a prendere totalmente in mano la guida del suo Paese, creando in pochissimo tempo una dittatura. Improvvisamente espropriò tutte le fattorie dei bianchi e represse brutalmente tutti gli oppositori politici. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Si instaurò nel paese un clima molto pesante fino al 31 dicembre 1987, giorno in cui Mugabe conquistò la carica di Presidente dello </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Zimbawe, e la conservò per ben 30 anni &#8211;</span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> attualmente è il capo di Stato più anziano del mondo &#8211; modificando addirittura la Costituzione per consentire numerose ricandidature. Accusato di aver instaurato un regime dittatoriale nel suo Paese, il 15 novembre 2017 (finalmente?) è stato posto sotto custodia dall’esercito a seguito di un colpo di Stato organizzato dall’ex vicepresidente Mnangagwa.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Un arresto improvviso del presidente e di sua moglie, 40 anni più giovane ed importante braccio destro in tutti questi anni di dittatura, ha fermato l’infinito regno del terrore di questo pessimo esempio per tutto il continente africano. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY">”<span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La scorsa notte la ‘first family’ è stata arrestata e sta bene, era necessario sia per la </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Costituzione</span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> che per l’integrità della nostra nazione. Né lo Zimbabwe né </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Zanu</span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> sono di proprietà di </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Mugabe</span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> e della moglie. Oggi comincia una nuova era e </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Mnangagwa</span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> ci aiuterà a ottenere uno </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Zimbabwe</span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> migliore”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Il probabile obiettivo di questa presa di potere era, forse, la moglie di Mugabe, cosiddetta “DisGrace”, che da tempo tramava un piano per prendere il posto del marito, tanto da convincerlo ad allontanare Mnangagwa.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">In questi giorni la storia dello Zimbabwe si sta costruendo, anzi ricostruendo, dopo anni di oppressione e mancanza di diritti in tutto il paese. Le evoluzioni di questa vicenda ancora non sono note o immaginabili ma una cosa è certa: a qualsiasi latitudine, il potere è affamato di altro potere.</span></span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/11/18/stay-human-africa-larresto-di-robert-mugabe-presidente-dello-zimbabwe/">&#8220;Stay human: Africa&#8221;. L’arresto di Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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