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	<title>narrazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Promessa di luce</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 08:28:02 +0000</pubDate>
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<p>di Jorida Dervishi Mbroci</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/jo-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="805" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/jo-805x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17935" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/jo-805x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 805w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/jo-236x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 236w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/jo-768x977.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/jo-1208x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1208w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/jo-1611x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1611w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/03/jo-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2013w" sizes="(max-width: 805px) 100vw, 805px" /></a></figure>



<p>C’era un fiore che cresceva sotto il sole di questa terra, con i petali aperti come braccia pronte ad abbracciare il mondo. Ogni mattina, si svegliava alla luce del giorno con un sorriso silenzioso, felice di essere vivo, di vivere in un giardino che sembrava un angolo di paradiso. Le sue radici affondavano nel terreno con forza, ma senza fretta. C’era tempo per tutto. Il fiore respirava profondamente, sentiva la vita che scorreva attraverso di lui, e ogni nuovo raggio di sole era una promessa di gioia. Non era solo, intorno a lui si stendeva una distesa di fiori: ogni petalo, ogni stelo, un piccolo miracolo di bellezza. Si sentiva parte di qualcosa di più grande, di un disegno perfetto, di una melodia che risuonava nella sua anima.</p>



<p>La felicità del fiore non veniva da un posto lontano, ma dalla terra che lo nutriva, dal cielo che lo proteggeva, dal vento che gli accarezzava i petali. Ogni incontro con gli altri fiori, ogni brezza leggera, ogni goccia di pioggia, sembrava un dono. Cresceva insieme agli altri, imparando l’importanza della compagnia, della condivisione. Ogni giorno si guardava intorno con gratitudine, consapevole che non era solo nella sua crescita, ma che ogni fiore, ogni foglia, ogni respiro, faceva parte di un qualcosa che andava oltre la sua esistenza. Sembrava che niente potesse turbare quella serenità.</p>



<p>Eppure, un giorno, senza preavviso, il cielo si oscurò. Le nuvole, prima leggere, si ammucchiarono minacciose, e un vento gelido scosse la terra. La tempesta arrivò veloce e furiosa, travolgendo ogni cosa con una violenza inaspettata. Il fiore, che fino a quel momento aveva danzato con la brezza, fu colpito dalla forza del vento. I suoi petali furono strappati via, la sua forma fragile si piegò sotto il peso della pioggia. Le sue radici, che sembravano così salde, si sentirono insicure. Per un lungo istante, il fiore non riuscì a vedere altro che buio e solitudine. La terra che lo nutriva sembrava lontana, e il sole, che un tempo lo riscaldava, sembrava un ricordo sfocato. La tempesta gli aveva tolto tutto, e il fiore si sentì vuoto, come se la sua stessa bellezza fosse svanita.</p>



<p>Ma proprio quando il fiore stava per arrendersi, una carezza dolce e silenziosa gli sfiorò il corpo. Una voce, calda e piena di speranza, sussurrò vicino a lui: “Non temere. Non ti lascerò mai.” Il fiore non sapeva se quella voce fosse il frutto della sua immaginazione, ma qualcosa in lui si risvegliò. Il dolore che sentiva non era più insopportabile, e la solitudine sembrava meno profonda. Un bacio leggero, che lo avvolse con la promessa di non lasciarlo mai, lo fece risorgere lentamente. La sua mente si riempì di una forza che non conosceva. Il fiore, che sembrava spezzato, trovò dentro di sé una luce che non si era mai spenta, nemmeno nei momenti più bui.</p>



<p>Il fiore si rialzò, petalo dopo petalo, come se ogni cicatrice lasciata dalla tempesta fosse un ricordo di ciò che aveva superato. Ogni nuova apertura dei suoi petali raccontava una storia di lotta e di speranza. La sua bellezza non era più quella di prima. Era più profonda, più resiliente, come se ogni sofferenza avesse aggiunto una sfumatura alla sua anima. Ora, ogni volta che il vento soffiava, il fiore non si piegava, ma si radicava più saldamente nella terra. La sua bellezza non risplendeva solo per sé stesso, ma per tutti quelli che avevano bisogno di un segno di speranza, per tutti quelli che avevano paura di non farcela. La tempesta lo aveva trasformato, e quella trasformazione lo rendeva più forte, più luminoso.</p>



<p>E quando sembrava che il fiore avesse trovato finalmente il suo equilibrio, accadde qualcosa che lo stupì. Non solo si rialzò, ma cominciò a far crescere un altro fiore accanto a sé, come se avesse capito che la sua luce non doveva rimanere nascosta, ma doveva essere condivisa. Il fiore non viveva più solo per sé stesso. La sua bellezza, la sua forza, la sua speranza dovevano essere un rifugio per chiunque fosse stato nel buio. Così, nel cuore della sua rinascita, il fiore insegnò che, anche dopo le tempeste più forti, la bellezza non solo sopravvive, ma cresce. E, come la terra che lo aveva accolto, la sua luce si diffondeva, pronta a illuminare anche i luoghi più oscuri.</p>



<p></p>



<p></p>



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		<title>Il giardino di luce</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 15:58:23 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/luce.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="960" height="716" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/luce.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17890" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/luce.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/luce-300x224.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/luce-768x573.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure>



<p>Progetto a cura di Jorida Dervishi Mbroci</p>



<p><br></p>



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<p>Content creator: Boris Maretto</p>



<p></p>



<p></p>



<p>In un villaggio nascosto tra le colline, dove il tempo sembrava scorrere più lentamente, viveva una ragazza di nome Azzurra. Fin da piccola, aveva sentito parlare di un giardino segreto, nascosto da una fitta vegetazione, che nessuno osava esplorare. Si diceva che quel giardino fosse un luogo magico, dove chiunque fosse entrato con il cuore puro avrebbe trovato una fonte di luce che esaudiva un desiderio.<br>Azzurra, cresciuta con la curiosità di scoprire il mondo oltre il suo villaggio, non poteva fare a meno di pensare a quel luogo misterioso. Una mattina, dopo aver riflettuto a lungo, decise che era arrivato il momento di affrontare l’ignoto. Si incamminò nel bosco, tra rovi e sentieri poco battuti, finché non trovò finalmente una piccola porta di legno, coperta da rampicanti.<br>Aprì la porta e un’ondata di profumo dolce e fresco la accolse. Il giardino che si rivelò davanti ai suoi occhi era diverso da ogni altro che avesse mai visto. Non c’erano fiori colorati, ma piante che brillavano come stelle nel cielo notturno. In mezzo al giardino, una fontana di pietra emanava una luce calda, come se la stessa luce del sole fosse stata intrappolata dentro. Al suo interno non c’era acqua, ma una sostanza luminosa che danzava come se avesse vita propria, vibando in modo misterioso.<br>Azzurra si avvicinò lentamente, quasi timorosa, e si chinò sopra la fontana. Con una voce sussurrante, esprime il suo desiderio: “Vorrei vedere il mondo, scoprire cosa c’è oltre le montagne, oltre il mare.”<br>Non appena finì di parlare, la luce della fontana aumentò d’intensità e una voce profonda, calma e misteriosa risuonò nell’aria: “Il mondo è vasto, ma per vederlo davvero, devi guardare con gli occhi del cuore.”<br>Azzurra chiuse gli occhi, confusa. Quando li riaprì, il giardino era sparito. Al suo posto si trovava un lungo sentiero che si perdeva all’orizzonte, attraversando colline e valli che non aveva mai visto. Era come se la terra stessa l’avesse invitata a partire, a scoprire un nuovo mondo.<br>Con il cuore colmo di emozione e una strana sensazione di eccitazione, Azzurra si incamminò lungo quel cammino. Ogni passo che faceva sembrava portarla più lontano, eppure più vicina alla sua vera essenza. Non sapeva dove la strada l’avrebbe condotta, ma sentiva che il viaggio era appena iniziato.<br>Mentre camminava, le sue paure e i suoi sogni cominciavano a fondersi in qualcosa di nuovo, un misto di speranza e di incertezze. Ogni passo la portava a un nuovo inizio, a una nuova scoperta, come se il mondo fosse tutto da creare. Il suo cuore batteva forte, ma sapeva che ogni risposta sarebbe arrivata solo con il tempo.<br>E così, mentre il sentiero si perdeva all’orizzonte, Azzurra non smetteva di camminare. Perché sapeva che la vera luce non era quella della fontana, ma quella che avrebbe trovato dentro di sé, lungo il cammino. </p>



<p></p>



<p>Continua&#8230;</p>
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		<title>Tracce silenziose: Jorida Mbroci Dervishi presenta il suo nuovo progetto</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 10:53:54 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/Jori.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/Jori-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17877" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/Jori-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/Jori-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/Jori-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/Jori.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Di Jorida Mbroci Dervishi</p>



<p>Oggi pubblichiamo, con molto piacere, testo e video del progetto di Jorida Mbroci Dervishi. Direttamente dalla Grecia dove oggi Jorida &#8211; albanese &#8211; vive con il marito e la bella figlia Enia.</p>



<p></p>



<p>Quante volte mi sono rialzata senza dirlo a nessuno, solo a me stessa… </p>



<p>Tracce silenziose é un progetto diverso, una passeggiata per esplorare lo spazio più fragile e vivo della mia vita. Qui vi invito a leggere dei luoghi, sentimenti, cambiamenti, speranze, perdite, desideri e la forza di rinascere e di rialzarsi per superare me stessa, in una differente prospettiva. La prospettiva di un’anima che viene chiamata ad essere al contempo spettatrice e attrice di una creazione, in silenzio, senza far rumore.</p>



<p>Qui troverete brevi racconti che simbolicamente sono tracce scritte nelle stagioni della mia vita perché ho capito che il mondo funziona a cicli e forse quella bellissima cosa che pensavo di aver trovato nella vita doveva ancora venire; ho capito che il bello viene dopo la mezzanotte e che Dio non si distrae mai…</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/Video-2.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>
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		<title>Tracce silenziose: il nuovo progetto di Jorida Mbroci Dervishi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 09:41:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Care e cari, con il nuovo anno Associazione Per i Diritti umani è lieta di presentarvi il nuovo progetto di Jorida Mbroci Dervishi; Jorida stessa lo racconta nel video qui di seguito. Si tratta&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/jo.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/jo-1024x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17856" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/jo-1024x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/jo-300x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/jo-150x150.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/jo-768x768.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/jo-80x80.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/jo-320x320.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/jo.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Care e cari,</p>



<p>con il nuovo anno Associazione Per i Diritti umani è lieta di presentarvi il nuovo progetto di Jorida Mbroci Dervishi; Jorida stessa lo racconta nel video qui di seguito. </p>



<p>Si tratta di un racconto di vita, perchè solo se si sono vissute determinate esperienze si può essere davvero empatici e, forse, si possono aiutare altre persone a superare momenti difficili. </p>



<p>Emozioni, vissuti, viaggi, relazioni: si parlerà di questo e tanto altro.</p>



<p></p>



<p>Vi consigliamo di seguire Jorida e il suo percorso&#8230;</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/video1.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<p></p>
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		<title>Musica  degenerata. A teatro. Una convenzione per le nostre lettrici e i nostri lettori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2023 08:23:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perché Associazione Per i Diritti umani sostiene la Cultura! Il 27 gennaio 2023 si celebra il ventiduesimo Giorno della Memoria, 78 anni dalla liberazione del campo di Auschwitz.Il teatro Menotti propone due date, per raccontare la&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Perché Associazione Per i Diritti umani sostiene la Cultura!</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/msc.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="694" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/msc.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16826" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/msc.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/msc-300x203.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/msc-768x521.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Il  27 gennaio 2023 si celebra il ventiduesimo <strong>Giorno della Memoria, </strong>78 anni dalla liberazione del campo di Auschwitz.<br>Il teatro Menotti propone due date, per raccontare la Storia da un altro punto di vista, quello della musica.   <strong>CONFERENZA SPETTACOLO PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA </strong><br><strong>ENTARTETE MUSIK &#8211; MUSICA DEGENERATA </strong><br><br>30 GENNAIO ORE 10,30<br>31 GENNAIO ORE 10,30  </td></tr><tr><td>Una lezione-concerto, a cura  del <strong>Trio Iride</strong> e del <strong>Duo L’aura, </strong> sulla “Musica Degenerata”, che parte dalla <strong>mostra organizzata a Düsseldorf nel 1937,</strong> dal titolo “<strong>Entartete Musik”, “Musica Degenerata”,</strong> che aveva lo scopo di diffamare pubblicamente tutti quei musicisti che non rispondevano al concetto, fasullo e posticcio, di “germanicità”, per arrivare ad approfondire la politica nazista di esclusione dalla vita culturale tedesca di tutta quell’arte considerata giudaica. Un<strong> percorso storico-musicale necessario e potente </strong>che, attraverso la <strong>narrazione e l’esecuzione di brani di musicisti emarginati e banditi dal nazismo</strong>, ripercorre l’affermarsi del concetto di “razza” e approfondisce il processo d’integrazione dell’ebraismo tedesco nella vita della Germania di fine ‘800 per raccontare la feconda commistione delle due culture nella storia, c<strong>on uno sguardo all’Italia e ai suoi musicisti ebrei. </strong>  Il nazismo comprese fin dall’inizio l’importanza della musica e dell’arte come strumento per canalizzare il consenso e mise in atto un’accurata opera di mistificazione storico culturale volta alla costruzione di un’<strong>ideologia razziale delle arti. </strong>Non solo vennero represse tutte le correnti artistiche innovative e le avanguardie, ma vennero <strong>perseguitati e proibiti anche tutti i musicisti</strong> <strong>di religione ebraica</strong> che avevano fatto la storia della musica e, in particolare, la storia della musica tedesca.  <br><br><strong>Biglietti a 10.00€</strong><br><br>Per informazioni e prenotazioni:  <strong><a href="mailto:convenzioni@teatromenotti.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convenzioni@teatromenotti.org</a></strong><br><strong>tel. 0236592538</strong></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>&#8220;Raccontarsi (a modo mio)&#8221;. Antonella</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2022 08:07:51 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/jori.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/jori-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16761" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/jori-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/jori-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/jori-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/jori.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Progetto a cura di Jorida Mboçi</p>



<p></p>



<p>Oggi vi presentiamo Antonella, una donna sognatrice che ha affrontato le difficoltà della vita sempre con il sorriso; una mamma dolcissima e forte allo stesso tempo&#8230;Mettiamoci in ascolto della sua storia. </p>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/VID-20221025-WA0009-1.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>
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		<title>&#8220;Raccontarsi (a modo mio). Margherita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 10:04:40 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/PHOTO-2022-10-30-09-11-54-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/PHOTO-2022-10-30-09-11-54-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16689" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/PHOTO-2022-10-30-09-11-54-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/PHOTO-2022-10-30-09-11-54-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/PHOTO-2022-10-30-09-11-54-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/PHOTO-2022-10-30-09-11-54-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Per il progetto a cura di Jorida Mbroçi oggi vi presentiamo Margherita: donna orgogliosamente disabile e orgogliosamente mamma. </p>



<p>Essere visti e compresi vale per tutti gli esseri umani, ognuno con la propria particolarità, anche se invece la nostra società tenda a livellare tutto e tutt*. Ascoltiamo Margherita e prendiamo esempio dalla sua energia! </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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		<title>Promozione teatrale: CORPO ERETICO, dialogo in tempo presente con Pier Paolo Pasolini</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 14:10:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La promozione vale per le nostre lettrici e i nostri lettori. Il costo del biglietto è di 14,00 (invece di 16,50) TEATRO MENOTTI &#8211; Via Ciro Menotti, 11, 20129 Milano MI &#8211; Telefono: 02 8287&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/10/21/promozione-teatrale-corpo-eretico-dialogo-in-tempo-presente-con-pier-paolo-pasolini/">Promozione teatrale: CORPO ERETICO, dialogo in tempo presente con Pier Paolo Pasolini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La promozione vale per le nostre lettrici e i nostri lettori. Il costo del biglietto è di 14,00 (invece di 16,50)</p>



<p>TEATRO MENOTTI &#8211; </p>



<p>Via Ciro Menotti, 11, 20129 Milano MI &#8211; <a href="https://www.google.com/search?rlz=1C1AVFC_enIT841IT841&amp;sxsrf=ALiCzsbc2J_doIJgBftxNBJK6EnUqYgIzw:1666360958222&amp;q=teatro+menotti+telefono&amp;ludocid=15020228464093282124&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjGxe2nvvH6AhXYXvEDHWefDosQ6BN6BAhrEAI&utm_source=rss&utm_medium=rss">Telefono</a>: <a href="https://www.google.com/search?q=teatro+menotti&amp;rlz=1C1AVFC_enIT841IT841&amp;sxsrf=ALiCzsZpyYWYJ4fx2O3OwmKJCmU9WAxrfw%3A1666360719378&amp;ei=j6VSY5bPFuS3xc8PgMm_-Aw&amp;ved=0ahUKEwjW0vu1vfH6AhXkW_EDHYDkD88Q4dUDCA8&amp;uact=5&amp;oq=teatro+menotti&amp;gs_lcp=Cgxnd3Mtd2l6LXNlcnAQAzIECCMQJzIRCC4QgAQQsQMQgwEQxwEQrwEyCwguEIAEEMcBEK8BMgYIABAHEB4yBQgAEIAEMgUIABCABDIGCAAQBxAeMgUIABCABDIFCAAQgAQyBQgAEIAEOgoIABBHENYEELADOg0IABBHENYEELADEMkDOg0ILhCABBCxAxDUAhANOgcILhCABBANOg0ILhCABBDHARCvARANOgQILhBDOgoILhCxAxDUAhBDOhAILhCABBCHAhDHARCvARAUOgcIIxCwAhAnOhMILhCABBCxAxCDARDHARCvARANOgcIABCABBANOgcIIxCxAhAnSgQIQRgASgQIRhgAUN8EWJQdYMMfaAFwAHgBgAHlBIgBkRaSAQsyLjYuMi4xLjEuMZgBAKABAcgBCMABAQ&amp;sclient=gws-wiz-serp#&utm_source=rss&utm_medium=rss">02 8287 3611</a></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/corpo-eretico.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/corpo-eretico.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16668" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/corpo-eretico.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/corpo-eretico-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/corpo-eretico-768x511.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Un dialogo serrato, spietatamente sincero, a tentare di sgomitolare quei grovigli che, ogni volta che l’ho incontrato, mi hanno lasciato inquieto. Contrasti e contraddizioni mai risolti, e che generano invece altri ingarbugliamenti necessari a vedere le “cose” del mondo da angolazioni inaspettate.</p>



<p>Sono tante le “cose” su cui dialogare con lui, sulle mutazioni sociali avvenute, su quello che ha intuito e quello che ha travisato, sul &nbsp;suo corpo “diverso”, sempre al centro del suo agire, scandalosamente in contrasto col mondo intorno, sulla sua mai esausta vena pedagogica, sui suoi scritti pirateschi, sul suo giornalismo anomalo.</p>



<p>Ma l’elenco non serve, e poi è lungo, variegato, multiforme, imprendibile come lo è lui nella sua continua ricerca di linguaggi che sappiano parlare il suo tempo, spesso non coincidente con quello della società.</p>



<p>Nella sua dissipazione mi ritrovo, sono sempre stato in fuga da recinti e classificazioni, così posso inserirmi con la mia storia e le mie contraddizioni, a intrecciare altre matasse di pensieri e immagini.</p>



<p>Inaspettato sarà l’incontro con lui, senza rete di protezione, mi occorre andare ramingo, toccando le scabrosità dei nostri corpi mai sazi, non so quali sono le parole che spunteranno dai nostri sguardi mai appagati, ma prevedo durezza, un dialogare che è anche un duellare.</p>



<p>La sua voce mi arriva tra capo e&nbsp; collo, come un avvertimento, uno stare in guardia, e si riverbera illuminando di una luce obliqua, caravaggesca, questo mio presente paludoso, dato che il tempo non fila mica dritto su una linea come si crede nel nostro Occidente, è invece un anello che si espande in cerchi concentrici, e ogni istante dell’Allora può divenire benissimo un attimo dell’Adesso</p>



<p>Nel mio lavoro ho sempre amato personaggi “non riconciliati”, fuori dalla norma, grandiosamente vittime della loro diversità. Con lui mi trovo dunque in sintonia, una sintonia provvisoria e inquietante come chi cammina sull’orlo di un precipizio ed è meglio non si appoggi al compagno di percorso nel difficile illusorio tentativo di restare in equilibrio.</p>



<p>La sua eresia, così vitale, mi costringe a stare &nbsp;in ascolto, con lo spavento delle scoperte inattese, per vedere, alla fine, cosa mi resta tra le dita, di raccontabile e tramandabile col mio teatro e la mia voce.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Raccontarsi (a modo mio): Boris e il suo primo viaggio in Albania</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 08:30:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Progetto a cura di Jorida Dervishi Ciao, io sono Boris, sono nato e cresciuto a Marghera in provincia di Venezia, città da dove proviene la parte familiare di mia mamma; mio papà proviene dalla&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Progetto a cura di Jorida Dervishi</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/boris.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/boris-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/boris-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/boris-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/boris-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/boris.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>Ciao, io sono Boris, sono nato e cresciuto a Marghera in provincia di Venezia, città da dove proviene la parte familiare di mia mamma; mio papà proviene dalla Riviera del Brenta.<br>I miei studi passati mi avevano portato ad essere un Segretario d’azienda con rapporti per l’estero. Poi però la vita mi ha voluto<br>nella ristorazione; in cucina principalmente.<br>Ho iniziato poco dopo la fine dei miei studi, ero un lavapiatti in un ristorante a Venezia. Qui per otto mesi ho lavato le stoviglie, le<br>pareti, frigoriferi e friggitrici.<br>Finché è arrivato il mio momento di imparare a muovermi in cucina e imparare i vari compiti di un aiuto cuoco; fino a divenire Capo<br>Cuoco. Son sempre stato molto curioso, quindi ho voluto apprendere anche il mestiere del pizzaiolo e quando serviva quella del cameriere.<br>Questa nuova passione mi ha portato a conoscere molto bene le materie prime e come valorizzarle nei vari usi. Mentre per me che sono un pò timido ancora oggi,  fare il cameriere mi ha fatto diventare un pò più estroverso e mi ha insegnato anche come rapportarmi con la clientela.<br>In seguito è arrivato il momento di nuove esperienze di cui due estere; la prima, dove ho lavorato per pochi mesi in una boulangerie a Parigi e qualche anno fa a Londra. Questo nel mio bagaglio di esperienze mi è servito molto per aprire la mente verso diversi stili di vita.<br>Insieme a un altro collega abbiamo iniziato a co-gestire un locale grazie anche alla fiducia dei due proprietari che lavoravano accanto a noi, lasciandoci però abbastanza libertà di gestire ordini e lavoro. Ho appreso, quindi, anche l’arte del gelato artigianale.<br>Infine, forse il percorso più bello sia per la location sia per il lavoro e le persone con cui lavoravo, il mio ritorno alla<br>ristorazione a livelli più alti stavolta sempre a Venezia. Un percorso un pò più difficile perché mi ci sono voluti  un paio di mesi<br>perchè da 15 anni non avevo più a che fare con la cucina ma alla fine ce l&#8217;ho fatta.<br>Dopo c’è stato un periodo abbastanza tremendo sul piano della salute e son tornato tra i banchi di scuola dove ho preso la<br>qualifica effettiva (quella sul campo l’avevo già acquisita da anni) come Pasticciere.<br><br>Ho lavorato per circa un paio d’anni per due pasticcierie a Venezia (di cui l’ultima è una storica), ma purtroppo ho avuto una ricaduta.<br>Da qui in poi ho dovuto abbandonare l’ambiente della ristorazione; ma mi son rialzato nuovamente e ho ripreso in mano i libri, questa<br>volta tornando alle radici e frequentando con ottimi voti un corso per Programmatori e gestione di siti web e di e-commerce che attualmente è quello che faccio.<br><br>Il  mio primo viaggio in Albania</p>



<p><br>Il mio primo ricordo sull’Albania purtroppo coincide con gli sbarchi dai gommoni (fino ad allora ne avevo letto solo sui libri di Storia<br>riguardanti il periodo fascista).<br>C’era e c’è ancora molta ignoranza a riguardo, oggi. All&#8217;inizio ho avuto modo di conoscere la Storia delle migrazioni superficialmente tramite due colleghi albanesi. Poi ho fatto amicizia con una ragazza albanese che un giorno dopo avermi raccontato varie sfaccettature del Paese, mi propose andare a visitarlo.<br>Partimmo in macchina i primi giorni di agosto, in direzione Trieste; senza usare l’autostrada perché era uno di quei giorni in cui te lo<br>sconsigliano. Arrivammo al confine con la Slovenia verso le 6 del mattino e da qui proseguimmo per la costa con la sua vista<br>spettacolare.<br>Dopo aver effettuato un paio di soste ci trovammo in coda per l’entrata in Montenegro (e si prolungò per 4 ore), qui trovammo un<br>appartamento per riposare la notte.<br>Al mattino ripartimmo in direzione del traghetto di Kotor che ci portava dall’altra parte del lago (qui il paesaggio mi ricordò<br>alcune scene del Signore degli Anelli);  proseguimmo per Muriqan che mi avrebbe aperto le porte dell’Albania.<br>Arrivammo all’appartamento dei suoi genitori a Tirana verso le 14. E subito ricevetti una bellissima accoglienza; in serata mi<br>portarono fuori in un locale lì vicino e fu il mio primo dei tanti incontri con la cucina albanese.<br>Il mattino dopo andammo a visitare Scutari (Shkoder) e mi piacque moltissimo. La mia amica e i suoi familiari erano originari di questa località e mi portarono a fare un bel giro della città di cui visitammo il centro e la parte storica. Una cosa che mi rimase impressa fu il modo di convivere tranquillo tra le diverse religioni, con le chiese e la moschea vicine l’une all’altra.<br><br>La passeggiata nel centro storico è rimasta memorabile: in parte ricorda molto le vie di Firenze. Vorrei ritornarci per visitare <br>il castello.<br>La sera stessa fui portato a divertirmi nel quartiere più cool di Tirana: il Blloku. Qui c’è una varietà di locali anche internazionali, alcuni con personale albanesi ritornati in patria per portare la propria esperienza acquisita all’estero.<br>La mattina dopo un giro veloce attraverso la vita della capitale e colazione in uno dei tanti bar. Dopo la colazione andammo a  visitare il Castello di Berat; una cosa molto bella e ancor più bello ci fermammo a mangiare nella città che è un altra meraviglia.<br>Nel pomeriggio altri luoghi di Tirana quali. la scuola di musica, la piramide e il centro commerciale Toptani. Infine cenammo con altre<br>specialità, stavolta nei locali della Pedonalja.<br>I giorni successivi li passammo a Golem. Un paese nei pressi di Durazzo. Questa è stata la mia prima spiaggia albanese; semplice ma<br>nel contesto affascinante; con molti locali alle sue spalle dove ho avuto modo di vedere il primo il primo di molti tramonti favolosi.<br>Abbiamo passeggiato anche per Durazzo, ho visto il centro, la torre veneziana e l’Anfiteatro Romano con le mura. Infine<br>abbiamo cenato sul lungomare. Prima di far ritorno mi hanno portato verso la scalinata illuminata.<br>L’ultimo giorno a Tirana siamo stati al parco con il lago artificiale. Un parco grande e bellissimo; <br>l’ultimo pranzo lo abbiamo fatto in un bel locale Vila Korca. Il pomeriggio l’ho dedicato a fare un pò di acquisti per fare regali al mio<br>ritorno oppure tenermi come ricordo.<br>Verso mezzanotte siamo ripartiti alla volta di casa, prendendo l&#8217;autostrada. Il mattino dopo mi ha preso una<br>nostalgia mista a tristezza perché quei luoghi e quella gente mi mancavano già; l’ho rinominata “mal d’Albania”.<br>Ad oggi ci son ritornato altre volte visitandola dal sud al nord, dalle spiagge alle montagne. Son cresciute anche le mie conoscenze con altre persone albanesi e alcune son divenute anche collaborazioni lavorative.<br>Mi mancano ancora alcuni posti da vedere, tra i tanti Fier o Lezhe; ma li ho già messi in lista per i prossimi viaggi.<br>Cosa consiglierei? Di visitarla come visitereste un qualsiasi altro luogo importante e famoso. Sarà un esperienza che non dimenticherete<br>facilmente; ma soprattutto una gentilezza verso l’ospite ormai rara al giorno d’oggi.<br><br>Concludo ringraziando quella famiglia per tutto quello che mi ha regalato in questo mio primo viaggio e la loro enorme disponibilità per avermi ospitato e accompagnato. Anche un&#8217; altra amica per i seguenti viaggi fatti e grazie a te Jorida per la possibilità (anche se  scritta in modo un poco confusionale) di raccontare; ma soprattutto un ringraziamento per i ricordi e le emozioni forti provate quella prima volta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="564" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-564x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16174" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-564x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 564w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-165x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 165w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-768x1395.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-846x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 846w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-1128x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1128w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1409w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /></a><figcaption>fbthdr</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171043.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="364" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171043.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16175" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171043.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 364w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171043-228x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 228w" sizes="(max-width: 364px) 100vw, 364px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171143.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="371" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171143.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16176" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171143.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 371w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171143-232x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 232w" sizes="(max-width: 371px) 100vw, 371px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171707.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="385" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171707.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16177" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171707.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 385w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171707-241x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 241w" sizes="(max-width: 385px) 100vw, 385px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220201_201123.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="362" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220201_201123.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16178" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220201_201123.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 362w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220201_201123-226x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 226w" sizes="(max-width: 362px) 100vw, 362px" /></a></figure>



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		<title>“LibriLiberi”: Un amore</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 13:09:42 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Sara Mesa è un&#8217;autrice spagnola pluripremiata ed è in libreria con il suo ultimo romanzo intitolato, semplicemente: <em>Un amore</em> (in Italia per La nuova frontiera). Ma di semplice c&#8217;è poco. La protagonista, Nat, svolge la professione di traduttrice e, in seguito ad un problema sopraggiunto nella sede dell&#8217;ultimo luogo di lavoro (un errore?, una sfida?, un atto di ribellione?) decide di trasferirsi in un piccolo paese, nell&#8217;entroterra rurale dove tutti si conoscono, ma non abbastanza a fondo per volersi bene o stimarsi. Le relazioni si basano su sguardi, parole accennate, rigidi sorrisi. E&#8217; difficile fare amicizia persino con un cane. Il padrone dell&#8217;abitazione in affitto di Nat è un uomo viscido e volgare; il vicino di casa (soprannominato “il tedesco”) ama dispensare consigli non richiesti, dando sfogo ai propri giudizi sui comportamenti altrui; le donne e gli uomini del quartiere affibiano alla nuova arrivata etichette che non le appartengono, senza sapere nulla di lei, del suo Passato, dei motivi che l&#8217;hanno fatta arrivare fino a lì. Durante tutta la lettura si respira un&#8217;aria tagliente e pesante allo steso tempo, quella dell&#8217;emarginazione, della colpa (spesso attribuita dall&#8217;esterno), di una mancata comunicazione: La giovane donna, spaesata e intimoraita all&#8217;inizio, prende coraggio per farsi conoscere almeno da qualcuno e incontra “lui”: un uomo taciturno, che le chiede se può avere un rapposrto sessuale con lei, un rapporto pulito, breve, asettico, meccanico. E Nat accetta. Non sa nemmeno lei il motivo: per solitudine, per sentirsi di nuovo donna, per dimostrare di essere ancora viva&#8230;Ma quel primo rapporto si trasforma in un&#8217;ossesione da parte di lei e in silente indifferenza da parte di lui fino a trasformarsi in unulla. Assolutamnete nulla.</p>



<p>La sensazione di inquietudine che attraversa le pagine si fa, via via, tristezza e desolazione. Cosa siamo diventati, dunque? Esseri fatti solo di corpi, incapaci di provare emozioni e sentimenti. Non solo in grado di rubare, di mentire, di uccidere , in alcuni casi, ma anche di omettere, escludere, tenere a distanza non per paura dell&#8217;Altro, ma proprio per indifferenza. Che è peggio.</p>



<p>Nat, nel periodo in cui si trova a La Escapa, credendo di fuggire da se stessa, lascia momentaneamente il suo lavoro come traduttrice, per poi re-incontrarlo perchè questo suo viaggio nell&#8217;anaffettività e nella violenza verbale, le fa capire(e lo capiamo anche noi) l&#8217;importanza delle parole. L&#8217;unico personaggio che dice la verità è una donna anziana, Roberta, considerata folle: si legge infatti: “Parla in maniera corretta, ordinata, con un vocabolario preciso e strutture complesse, ma quello che dice non ha nessun senso, c&#8217;è una crepa enorme tra la logica del linguaggio e quella della realtà”. Il romanzo è proprio un&#8217;analisi del linguaggio e della comunicazione odierna; a cui si aggiunge un discorso sull&#8217;Etica contemporanea. Interessanti, infine, anche le riflessioni sulla dicotomia tra Corpo e Spirito, sul silenzio e sull&#8217;Amore. Oggi, secondo la scrittrice, di amore ce n&#8217;è davvero poco e quello del titolo è forse proprio l&#8217;amore mancato e, quindi, ritrovato solo nella e per la scrittura.</p>
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