<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>narrazioni Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/narrazioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/narrazioni/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 Jul 2024 08:47:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>narrazioni Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/narrazioni/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Binyavanga Wainaina: uno scrittore controverso</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/07/30/stay-human-africa-binyavanga-wainaina-uno-scrittore-controverso/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/07/30/stay-human-africa-binyavanga-wainaina-uno-scrittore-controverso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2024 08:47:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[BinyavangaWainaina]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbtqa*]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[postcolonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17626</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Oggi vorrei approfondire uno scrittore che ho già menzionato nell&#8217;articolo di Novembre sullo scrivere di Africa. Lo scrittore in questione è Binyavanga Wainaina. Nato nel 1971, ha vinto vari premi letterari&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/07/30/stay-human-africa-binyavanga-wainaina-uno-scrittore-controverso/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Binyavanga Wainaina: uno scrittore controverso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/07/afr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/07/afr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17627" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/07/afr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/07/afr-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/07/afr-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p>Oggi vorrei approfondire uno scrittore che ho già menzionato nell&#8217;articolo di Novembre sullo scrivere di Africa. Lo scrittore in questione è Binyavanga Wainaina. Nato nel 1971, ha vinto vari premi letterari prestigiosi ed è uno dei più importanti scrittori africani<br>contemporanei.<br>L&#8217;autore è stato portabandiera dei diritti della comunità Lgbt; non ha vinto la sua battaglia contro l&#8217;AIDS ma quella contro i pregiudizi presenti in molti Paesi dell&#8217;Africa nei confronti della comunità omosessuale.<br>Conosceva bene diverse parti del suo continente, e del mondo, avendo vissuto a lungo in Sudafrica e in Inghilterra, e avendo pubblicato reportage giornalistici da diverse nazioni africane oltre che dal suo Kenya.<br>Molte sue colleghe lo hanno considerato e lo considerano un mentore, un maestro, un’ispirazione, oltre che un amico: dalla nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie a Petina Gappah.<br>Ma perché controverso? Il modo in cui lo scrittore ci racconta l&#8217;Africa è inedito per noi occidentali. Io per primo mi sono posto delle domande su alcune questioni.<br>La sua voce sarcastica e polemica colpisce l&#8217;Occidente ma anche l&#8217;Africa stessa, nessuno viene risparmiato.<br>Nel saggio &#8220;«Oxfamare* l’intero mondo nero» attacca la cultura degli aiuti: &#8220;Ciao carino, sei un orfano? Sei sudanese? Sei del Ciad? Sei una donna africana oppressa dal maschio africano? Vuoi un biscotto Oxfam? Sei stata violentata? Potresti non saperlo ma sei un’orfana e una profuga. Se sei black e sotto i dieci anni, per favore vieni a parlarci. Possiamo salvarti da te stessa. E possiamo salvarci da questi terribili esseri che siamo noi stessi. Aiutaci a Oxfamare l’intero mondo nero, per farne un posto migliore. Vogliamo darti il potere. No, tua madre non può farlo. Il tuo governo non può farlo. Il tempo non può farlo. … Nessuno può darti potere eccetto noi. E se tu non ci ascolti, i nostri malvagi – repubblicani americani, conservatori inglesi, petrolieri, cinesi, razzisti – verranno a farti fuori. Hai la scelta fra le nostre compassionevoli mammelle o le loro forze di mercato. Succhiando dal nostro amorevole seno sarai un vegano.<br>Elimineremo la tua impronta carbonica, il tuo testosterone, la tua dipendenza dalla religione. Sarai tenuto lontano dagli esseri cattivi, cioè da tutti gli uomini.&#8221;<br>È innegabile che il mondo delle ONG e delle missioni allevi il dolore di molte persone. Così com&#8217;è vero però che i flussi di aiuti crescenti dell&#8217;Occidente sono dovuti principalmente ai sensi di colpa postcoloniali che in realtà non rendono protagonista l&#8217;Africa come artifice del proprio destino. L&#8217;africano vede, ancora una volta, l&#8217;occidentale al centro di tutto.<br>In &#8220;Guida per l&#8217;aspirante dittatore&#8221; la critica interessa proprio l&#8217;Africa: &#8220;Espandi il tuo servizio di spionaggio reclutando gli individui più violenti e più leali che provengono dal tuo villaggio. Sii molto, molto gentile con il tuo esercito. Sii malvagio contro la tua polizia&#8221; o<br>ancora &#8220;Gli imperi coloniali si aspettavano poco dagli africani. Mantieni questa illusione.<br>Mantieni i tuoi cittadini in stato d’ignoranza, e improduttivi.&#8221;<br>Un&#8217;altra invettiva è per il Sudafrica, accusato di razzismo perché considera i &#8220;vicini cugini&#8221; troppo scuri di pelle, buoni solo per la magia nera.<br>Insomma, sembra che a Wainaina non piaccia nessuno; e invece no, perché si esprime con toni positivi nei confronti di Cina e India.<br>Questi due Paesi considerano il continente africano un vero mercato, a differenza di americani ed europei.<br>In territori dove la miseria abbonda, lo scrittore vede il diffondersi delle chiese protestanti ed evangeliche che&#8221;parlano meno del demonio e più della salute sessuale nel matrimonio, o degli investimenti in Borsa&#8221;, come un&#8217;opportunità.<br>Le considerazioni di Wainaina sono influenzate dai contatti con l&#8217;Occidente? Di sicuro. C&#8217;è anche da dire che gode la stima di molte sue colleghe, come abbiamo visto prima.<br>Personalmente, continuerò ad approfondire questo scrittore, mi fa riflettere e mi permette di mettermi in discussione.<br>E voi che ne pensate? Vi ho incuriosito?</p>



<p>*Oxfam è una famosa no profit per la lotta alle disuguaglianze e la povertà nel mondo</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/07/30/stay-human-africa-binyavanga-wainaina-uno-scrittore-controverso/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Binyavanga Wainaina: uno scrittore controverso</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/07/30/stay-human-africa-binyavanga-wainaina-uno-scrittore-controverso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Raccontarsi (a modo mio). Margherita</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/10/31/raccontarsi-a-modo-mio-margherita/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/10/31/raccontarsi-a-modo-mio-margherita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 10:04:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[biografia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[esempio]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16688</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per il progetto a cura di Jorida Mbroçi oggi vi presentiamo Margherita: donna orgogliosamente disabile e orgogliosamente mamma. Essere visti e compresi vale per tutti gli esseri umani, ognuno con la propria particolarità, anche&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/10/31/raccontarsi-a-modo-mio-margherita/">&#8220;Raccontarsi (a modo mio). Margherita</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/PHOTO-2022-10-30-09-11-54-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/PHOTO-2022-10-30-09-11-54-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16689" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/PHOTO-2022-10-30-09-11-54-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/PHOTO-2022-10-30-09-11-54-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/PHOTO-2022-10-30-09-11-54-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/PHOTO-2022-10-30-09-11-54-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Per il progetto a cura di Jorida Mbroçi oggi vi presentiamo Margherita: donna orgogliosamente disabile e orgogliosamente mamma. </p>



<p>Essere visti e compresi vale per tutti gli esseri umani, ognuno con la propria particolarità, anche se invece la nostra società tenda a livellare tutto e tutt*. Ascoltiamo Margherita e prendiamo esempio dalla sua energia! </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Raccontarsi (a modo mio). Margherita" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/LOEDSKDFaW0?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/10/31/raccontarsi-a-modo-mio-margherita/">&#8220;Raccontarsi (a modo mio). Margherita</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/10/31/raccontarsi-a-modo-mio-margherita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Parole, immagini e il laboratorio intitolato: &#8220;LA NOSTRA SORELLANZA&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/09/11/parole-immagini-e-il-laboratorio-intitolato-la-nostra-sorellanza/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/09/11/parole-immagini-e-il-laboratorio-intitolato-la-nostra-sorellanza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2020 07:41:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[disagio]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[espressione]]></category>
		<category><![CDATA[età]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalità]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sorellanza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14615</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se tutto andrà benino&#8230;Vi aspettiamo VENERDI 2 OTTOBRE, alle ore 19 presso la sede di Progetto Aisha, Via Palmanova 59, Milano (MM2 &#8211; UDINE) per la mostra &#8220;COME CARTA DI RISO &#8211; IL PROGETTO&#8221;&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/09/11/parole-immagini-e-il-laboratorio-intitolato-la-nostra-sorellanza/">Parole, immagini e il laboratorio intitolato: &#8220;LA NOSTRA SORELLANZA&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se tutto andrà benino&#8230;Vi aspettiamo <strong>VENERDI 2 OTTOBRE</strong>, <strong>alle ore 19</strong> presso la sede di <strong>Progetto Aisha</strong>, Via Palmanova 59, Milano (MM2 &#8211; UDINE)</p>



<p>per la mostra &#8220;COME CARTA DI RISO &#8211; IL PROGETTO&#8221; alla presenza di Alessandra Montesanto (autrice di Poesie e immagini), del fotografo Claudio Lepri e del giornalista Giuseppe Acconcia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="575" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Loca-ORIZZONTALE-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14616" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Loca-ORIZZONTALE-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Loca-ORIZZONTALE-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Loca-ORIZZONTALE-768x431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Loca-ORIZZONTALE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1376w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sarà l&#8217;occasione per presentare un laboratorio importante &#8220;LA NOSTRA SORELLANZA&#8221; : LABORATORIO di SCRITTURA POETICA per DONNE di tutte le età, fede, origine. </p>



<p>Gli ingressi saranno contingentati e il locale costantemente arieggiato. Un appuntamento ricco di emozioni e per degustare insieme un buffet, una bibita e per conoscerci !</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="551" height="747" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Locandina-VERTICALE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14617" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Locandina-VERTICALE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 551w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Locandina-VERTICALE-221x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 221w" sizes="(max-width: 551px) 100vw, 551px" /></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/09/11/parole-immagini-e-il-laboratorio-intitolato-la-nostra-sorellanza/">Parole, immagini e il laboratorio intitolato: &#8220;LA NOSTRA SORELLANZA&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/09/11/parole-immagini-e-il-laboratorio-intitolato-la-nostra-sorellanza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La mia storia è la tua storia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/09/la-mia-storia-e-la-tua-storia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/09/la-mia-storia-e-la-tua-storia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 08:50:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirttiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[circolazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migratorie]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[permessodisoggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[reti]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14009</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siamo lieti di iniziare, oggi, a pubblicare alcune parti di un progetto (diventato poi un libro) “La mia storia è la tua storia “ di Jorida Dervishi dal titolo. Jorida è giovane, preparata, impegnata, animatrice&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/09/la-mia-storia-e-la-tua-storia/">La mia storia è la tua storia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/qqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqq-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14010" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/qqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqq-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/qqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqq-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/qqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqq-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/qqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqq-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/qqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqq-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/qqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqq-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/qqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqqq.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Siamo lieti di iniziare, oggi, a pubblicare alcune parti di un progetto (diventato poi un libro) <em>“La mia storia è la tua storia “ </em>di Jorida Dervishi dal titolo. Jorida è giovane, preparata, impegnata, animatrice culturale in diversi centri di cultura popolare dove si svolgono  corsi di italiano, è entrata in contatto con molti migranti (donne, uomini e ragazzi).</p>



<p>Un bellissimo progetto di cui c&#8217;è molta necessità, sia per aiutare chi arriva in Italia a sentirsi meno migrante, sia per aiutare chi in Italia ci vive e ha bisogno di conoscere gli altri. Conoscere fa passare la paura.<br>Il libro è suddiviso in tre parti, nella prima parte i brani studiati da noi durante l’anno cercando di mantenere l’autenticità del racconto. Nella seconda parte, che è anche il cuore del libro, sono riportate le storie e alla fine, nel il terzo capitolo, sono riportate le reti migratorie. </p>



<p>Circa un anno fa il progetto è stato presentato a Brooklyn (<a rel="noreferrer noopener" href="http://storycorps.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">storycorps.org</a>) e, prima della pandemia, Jorida ha iniziato a raccogliere storie anche a Berlino per continuare il viaggio&#8230;</p>



<p><strong>La storia di Kareem</strong></p>



<p>Nato in Afghanistan Età 31 anni</p>



<p>Viaggiare è un gran mestiere, non c&#8217;è da vergognarsene.</p>



<p>Mi chiamo Kareem e sono nato il 10/09/1998 a Frasetti in Afghanistan; l’Afganistan è un paese bello ma dal 2001 pieno di ferite, di guerre, dove tutti combattono contro l’organizzazione terroristica chiamata AlQaeda, ma nessuno pensa ai civili, gente che vuole vivere in pace. Ho cinque fratelli e due sorelle. Due dei miei fratelli abitano nel mio paese insieme ai miei genitori. Mio padre durante la guerra con la Russia faceva parte del comando afghano, è un politico importante. Lui ha sempre voluto che ereditassi questa professione, ma a me la politica e la guerra non interessano. Sono questioni difficili e altrettanto sporche ed è difficile trovare una soluzione in favore di tutti. È qui che ha preso inizio, in mezzo alle disgrazie, il viaggio della mia famiglia verso l’Europa. Prima di venire in Italia ho vissuto a Londra, insieme ai miei fratelli maggiori. Per tante persone il fatto di lasciare e poi ricominciare può sembrare strano, e infatti lo è… Ci vuole una gran forza d&#8217;animo per insistere e sopportare le umiliazioni, vedere la tua casa rovinata, i tuoi amici morti…Sapete, diventa una cosa quasi normale nella speranza di una vita tranquilla. In Italia sono arrivato nel 2006, dopo sei mesi ho preso il permesso di soggiorno. Subito dopo sono andato in Germania perché qui in Italia mi sentivo solo, come se non avessi un motivo per starci. Invece in Germania mi aspettava mio cugino. Dopo passai qualche mese in Olanda, poi in Francia e alla fine a Bruxelles. Nel 2013 i miei amici arrivati prima di me in Italia, mi chiamano dicendomi che potrebbero aiutarmi con un lavoro. E fu così! Lavoravo durante la notte, il mio turno iniziava alle ore 17 di pomeriggio e finiva alle 5 di mattina. Un lavoro molto faticoso ma sempre meglio delle guerre. Per il momento sono disoccupato. Faccio parte di un&#8217;associazione afgana con la sede a Roma che aiuta i migranti afghani a trovare un lavoro, una casa o pure a fare alcuni documenti di cui hanno bisogno, per le cure, etc&#8230;</p>



<p>Sarò io il rappresentante di questa comunità presso la sede di Milano. Non sono arrivato in Italia per rubare, non sarei stato in Europa se non fosse per la guerra, ne abbiamo passato di tutti i colori, ma continuano a attaccarci facendo delle leggi strane, come il “decreto sicurezza”. Ma di che sicurezza possiamo parlare lì dove ancora si spara e bisogna proteggersi?</p>



<p>Ma noi continuiamo sempre a viaggiare per sopravvivere.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/09/la-mia-storia-e-la-tua-storia/">La mia storia è la tua storia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/09/la-mia-storia-e-la-tua-storia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corso online di Linguaggio cinematografico: stiamo per partire !</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/04/07/corso-online-di-linguaggio-cinematografico-stiamo-per-partire/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/04/07/corso-online-di-linguaggio-cinematografico-stiamo-per-partire/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 09:18:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte per scuole e università]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[asssociazione]]></category>
		<category><![CDATA[attori]]></category>
		<category><![CDATA[attrici]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinematografia]]></category>
		<category><![CDATA[classi]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[medie]]></category>
		<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[online]]></category>
		<category><![CDATA[percorso]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforma]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[proposta]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[superiori]]></category>
		<category><![CDATA[utenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13842</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani propone un corso online sul Linguaggio cinematografico, utile per decodificare i messaggi da cui siamo costantemente bombardati sul web, in tv, per strada, etc. E per conoscere un po&#8217;&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/04/07/corso-online-di-linguaggio-cinematografico-stiamo-per-partire/">Corso online di Linguaggio cinematografico: stiamo per partire !</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13843" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani propone un corso online sul Linguaggio cinematografico, utile per decodificare i messaggi da cui siamo costantemente bombardati sul web, in tv, per strada, etc. E per conoscere un po&#8217; di Storia della Settima Arte!</p>



<p>Per gli amanti del Cinema.</p>



<p>Per un confronto tra testo scritto e filmico; Il Cinema come forma di Comunicazione; per un percorso tra Cinema e Letteratura e molto altro&#8230;</p>



<p>Al termine del corso verrà proposto agli utenti di scrivere una recensione e le migliori saranno pubblicate su questo sito!</p>



<p><strong>Si inizia sabato: 11 aprile. Alle ore 11.00 / a cadenza settimanale</strong></p>



<p><strong>4 lezioni di circa 90 minuti ciascuna</strong></p>



<p><strong>Piattaforma: Webex</strong></p>



<p><strong>Costo TOTALE!: 20 euro perchè crediamo nel diritto allo studio e alla conoscenza e vorremmo avervi in tanti.</strong></p>



<p><strong>Per iscrizioni: info@peridirittiumani.com </strong></p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/04/07/corso-online-di-linguaggio-cinematografico-stiamo-per-partire/">Corso online di Linguaggio cinematografico: stiamo per partire !</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/04/07/corso-online-di-linguaggio-cinematografico-stiamo-per-partire/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutelare le donne, per tutelare la Vita. Intervista a Matilde D&#8217;Errico</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/17/tutelare-le-donne-per-tutelare-la-vita-intervista-a-matilde-derrico/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/17/tutelare-le-donne-per-tutelare-la-vita-intervista-a-matilde-derrico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 07:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[#MatildeDerrico]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[antiviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[autrice]]></category>
		<category><![CDATA[centri]]></category>
		<category><![CDATA[codicerosso]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[impegno]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[parità]]></category>
		<category><![CDATA[scrittrice]]></category>
		<category><![CDATA[servizisociali]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
		<category><![CDATA[trauma]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13363</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato Matilde D&#8217;Errico che lavora come autrice televisiva e regista. Insieme a Maurizio Iannelli ha ideato la trasmissione Amore criminale, ormai giunta alla quindicesima stagione. È tra i fondatori&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/12/17/tutelare-le-donne-per-tutelare-la-vita-intervista-a-matilde-derrico/">Tutelare le donne, per tutelare la Vita. Intervista a Matilde D&#8217;Errico</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Associazione Per i Diritti umani </strong>ha intervistato<strong> </strong>Matilde D&#8217;Errico<strong> </strong>che lavora come autrice televisiva e regista. Insieme a Maurizio Iannelli ha ideato la trasmissione <em>Amore criminale,</em> ormai giunta alla quindicesima stagione. È tra i fondatori della Bastoggi Docu&amp;Fiction. Nel 2014, per Einaudi, ha pubblicato il libro <em>L&#8217;amore criminale.</em></p>



<p>Ringraziamo molto Matilde D&#8217;Errico.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="620" height="340" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/4614483_1116_matilde_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13364" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/4614483_1116_matilde_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/4614483_1116_matilde_-300x165.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></div>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p><strong>Da dove parte il suo interesse e l&#8217;impegno per l&#8217;universo femminile?</strong></p>



<p>Parte dalla lettura di un articolo che commentava, nel 2006, i dati di una ricerca statistica dell’Eures. La ricerca era relativa agli omicidi che avvengono in famiglia. Il numero degli omicidi avvenuti in famiglia era molto alto e all’epoca mi aveva colpito soprattutto il dato che la maggior parte delle vittime fossero donne. E’ iniziato tutto da lì. Mi sono documentata, ho verificato con la Polizia di Stato quei dati e ho pensato che fosse mio dovere fare qualcosa attraverso il mio lavoro.</p>



<p><strong>Perché
lo storytelling può essere importante per le donne vittime di abusi?</strong></p>



<p>E’
importante perché si attiva un meccanismo di riconoscimento. Ci si
identifica con la storia narrata e si inizia a riflettere, si colgono
alcuni segnali che fino a quel momento si sottovalutavano o si
ignoravano. 
</p>



<p>Le
storie narrate hanno un valore di archetipo, sono storie universali
nelle quali una donna vittima di violenza – fisica o psicologica –
può rivedersi e prendere coscienza della sua situazione.</p>



<p><strong>A
chi possono rivolgersi le donne vittime di violenza? E qual è la sua
opinione sulla legge “Codice rosso? </strong>
</p>



<p>Le
donne che vivono una situazione di violenza nel rapporto di coppia o
in famiglia possono rivolgersi innanzitutto alle Forze dell’Ordine,
polizia o carabinieri che ormai sono sempre più preparati e formati
sul tema della violenza sulle donne. Poi possono rivolgersi ai Centri
Antiviolenza, diffusi un po’ in tutta Italia. Il lavoro dei Centri
Antiviolenza è molto prezioso. Possono rivolgersi anche ai Servizi
Sociali della propria città e infine possono telefonare al 1522, il
numero nazionale antiviolenza, gestito da Telefono Rosa e attivo 24
ore su 24.</p>



<p>Per
quel che riguarda il Codice Rosso credo sia necessario migliorarlo;
ha bisogno – come strumento operativo – di essere rivisto e
migliorato.</p>



<p><strong>Chi
si prende cura dei figli delle donne che decidono di denunciare
mariti e compagni? E in che modo si possono aiutare e tutelare?</strong></p>



<p>Spesso
se ne prendono cura le madri stesse che denunciano, oppure i nonni
materni. Un aiuto prezioso arriva sempre dai Centri Antiviolenza che
nelle case-rifugio accolgono sia la donna che denuncia che i suoi
bambini. Sicuramente andrebbero tutelati meglio, come vanno tutelate
meglio le donne. Pensiamo anche ai tanti orfani di femminicidio,
bambini che vivono il doppio trauma della morte della mamma,
ammazzata dal padre che poi va in carcere. Finalmente pare che il
Governo stia trovando i soldi per rendere operativa la legge sugli
orfani di femminicidio. Mi auguro sia così.</p>



<p><strong>E’
possibile, a suo parere, fare un percorso di consapevolezza anche
insieme agli uomini?</strong></p>



<p>Si,
è possibile. Non bisogna parlare solo alle donne. Gli uomini sono
parte in causa. Occorre lavorare insieme per cambiare la mentalità,
la cultura. La violenza di genere è un problema soprattutto
culturale. Occorre però iniziare presto, da bambini. I genitori
devono insegnare ai propri figli ad amare in modo sano. Va fatta una
vera e propria educazione sentimentale. E anche la scuola può avere
un grandissimo ruolo.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/12/17/tutelare-le-donne-per-tutelare-la-vita-intervista-a-matilde-derrico/">Tutelare le donne, per tutelare la Vita. Intervista a Matilde D&#8217;Errico</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/17/tutelare-le-donne-per-tutelare-la-vita-intervista-a-matilde-derrico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Comunicare il carcere. Rifestival, Bologna 2019</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/04/18/comunicare-il-carcere-rifestival-bologna-2019/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/04/18/comunicare-il-carcere-rifestival-bologna-2019/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 09:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[attivista]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[celle]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[garante]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituti]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Mass media]]></category>
		<category><![CDATA[misure]]></category>
		<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[norme]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[penale]]></category>
		<category><![CDATA[prigioni]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[reinserimento]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sociologo]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12325</guid>

					<description><![CDATA[<p>Durante il Rifestival (Bologna 2019) la conferenza “Comunicare il carcere” a cura di Elton Kalica, Antonio Ianniello e Valerio Pascali Associazione Per i Diritti umani propone, come sempre, alcuni spunti di riflessione e di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/04/18/comunicare-il-carcere-rifestival-bologna-2019/">Comunicare il carcere. Rifestival, Bologna 2019</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_122755.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12326" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_122755.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_122755.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_122755-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_122755-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_122755-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Durante il Rifestival (Bologna 2019) la conferenza “Comunicare il carcere” a cura di Elton Kalica, Antonio Ianniello e Valerio Pascali</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i><b>Associazione Per i Diritti umani</b></i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> propone, come sempre, alcuni spunti di riflessione e di dibattito, riportando alcune parti di ciò che è stato riferito dai relatori. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Elton Kalica</b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Università di Padova, Ristretti Orizzonti</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il carcere è un&#8217;istituzione che viene data ancora per scontata. Noi vogliamo che non sia una realtà isolata dal contesto sociale, ma vogliamo affermare l&#8217;importanza della riabilitazione dei detenuti e il loro eventuale reinserimento nel tessuto comunitario. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">A causa della ricerca della notiziabilità, da parte dei mass-media, le narrazioni passano in secondo piano, invece noi vogliamo rimetterle al primo posto.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Parlo del carcere dal punto di vista interno perchè sono stato dentro a lungo. I mass-media raccontano il Penale in un modo che spesso non corrisponde alla realtà e, per me, dare un&#8217;informazione diversa è una battaglia costante.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il messaggio della stampa è che , in Italia, ci sia una Giustizia che non funziona, che le pene siano insufficienti, manchi la certezza della pena e si criticano le attenuanti. Questo tipo di comunicazione, in realtà, disinforma perchè io ad esempio ho visto arrivare in prigione persone dopo 10/15 anni dal momento in cui avevano commesso il reato e che, nel frattempo, avevano cambiato vita. Mi occupo, inoltre, di “Convict criminology”: si tratta di un nuovo approccio che intreccia strumenti teorici con l&#8217;esperienza di vita detentiva e ho svolto la mia ricerca etnografica sul lavoro in carcere. Questo può essere utile, ma può far emergere anche aspetti di sfruttamento. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Per capire, quindi, la realtà effettiva bisogna fare esperienza dall&#8217;interno e io ho potuto farla prima come detenuto, poi come attivista e ora come ricercatore.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Valerio Pascali</b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Associazione Antigone-Emilia Romagna</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">In Italia, a differenza degli Stati Uniti, ho trovato difficoltà a svolgere le ricerche a causa della chiusura delle amministrazioni penitenziarie che vogliono rimanere tali. Per poter approfondire la situazione nelle nostre prigioni si deve far riferimento ai report garantiti dalle associazioni preposte; difficile, per il ricercatore, per il sociologo, entrarvi a causa della diffidenza nei confronti della ricerca sociale. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Ricordiamo che per Goffman il carcere è un&#8217;istituzione totale, quella in cui un gruppo di persone è tagliato fuori dalla società con una rottura delle barriere che separano i diversi aspetti della Vita perchè questi si svolgono nello stesso luogo, a stretto contatto con gli altri, a ritmi stabiliti, con attività forzate. Questo induce alla spersonalizzazione dell&#8217;individuo: il Sè dei detenuti è sottoposto a continue degradazioni.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il carcere è rappresentativo dell&#8217;intera società per il multiculturalismo, per le differenze di comportamenti, di età, dei problemi psicologici dei detenuti e non è detto, quindi, che il pluralismo sia sempre positivo. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Si deve, inoltre, guardare ad ogni istituto come a un micro istituto sociale all&#8217;interno della comunità più grande all&#8217;interno del quale il detenuto modifica la sua personalità con un adattamento progressivo alla comunità carceraria che culmina con l&#8217;identificazione totale con l&#8217;ambiente, tanto da non riuscire poi più a reinserirsi in un altro tipo di società. E questo è contrario all&#8217;obiettivo delle misure riabilitative.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Dopo il caso Torregiani, con la sentenza-pilota della Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, sono state proposte alcune iniziative volte a umanizzare alcune forme di detenzione e poi: meccanismi deflattivi (apparentemente stabili), sezioni specifiche per reati specifici, carceri modello a vocazione trattamentale&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Dal 2013 è stata aperta anche la sorveglianza dinamica (celle aperte durante il giorno con videosorveglianza), sono state inserite diverse figure professionali a sostegno dei detenuti. Però i tratti innovativi si basano NON su norme legislative, ma dall&#8217;amministrazione penitenziaria, per cui risultano deboli e questo è un problema perchè lo spazio e il tempo definiscono la quotidianità dei reclusi e servono per un loro progressivo avvicinamento all&#8217;uscita dal carcere, momento molto delicato della loro vita.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il miglioramento, infine, è ancora insufficiente anche per la capienza degli istituti, per le celle troppo piccole, per la mancanza di igiene.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Antonio Ianniello</b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Garante del Comune di Bologna</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La prerogativa del garante riguarda la vigilanza dei luoghi che privano della libertà personale: delle carceri per minori, per adulti, delle camere di sicurezza e delle Rems Residenze per l&#8217;esecuzione delle misure di sicurezza), dopo il superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Spesso le carceri vengono ubicate alla periferia delle città, in spazi marginali e questo ha allontanato la presa di coscienza di quella che è la tutela dei diritti dei detenuti. Il garante deve avere, invece, questa priorità. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Nel 2009 la figura del garante viene consacrata a livello legislativo con la possibilità di effettuare colloqui riservati con la popolazione carceraria, senza limitazioni numeriche e senza previa autorizzazione. E questo è positivo per la raccolta dei dati necessaria alle narrazioni dall&#8217;interno, come si diceva prima, e per approntare istanze di miglioramento. Bisogna, infatti, ricordare che il garante non ha poteri autoritativi, ma verifica le condizioni e le raccoglie le singole storie. Se svolto in maniera costante e corretta, il lavoro del garante può essere importante e utile.</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_120150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12327" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_120150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_120150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_120150-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_120150-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_120150-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/04/18/comunicare-il-carcere-rifestival-bologna-2019/">Comunicare il carcere. Rifestival, Bologna 2019</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/04/18/comunicare-il-carcere-rifestival-bologna-2019/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Etnographic novel: Senza confini. Seconda parte dell&#8217;intervista. Con Francesca Cogni</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/11/16/etnographic-novel-senza-confini-seconda-parte-dellintervista-con-francesca-cogni/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/11/16/etnographic-novel-senza-confini-seconda-parte-dellintervista-con-francesca-cogni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2018 07:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[degrado]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[disegni]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[etnografia]]></category>
		<category><![CDATA[Fortezza Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[illustratrice]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[meticciato]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Naba]]></category>
		<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[realtà]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[richiedentiasilo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[spostamenti]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11663</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ecco per voi, la seconda parte dell&#8217;intervista sulla etnographic novel &#8220;Senza confini&#8221;. Risponde Francesca Cogni, illustratrice della graphic e videoartista. Associazione per i Diritti umani ringrazia molto Francesca Cogni. Alla luce delle testimonianze da voi&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/11/16/etnographic-novel-senza-confini-seconda-parte-dellintervista-con-francesca-cogni/">Etnographic novel: Senza confini. Seconda parte dell&#8217;intervista. Con Francesca Cogni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco per voi, la seconda parte dell&#8217;intervista sulla etnographic novel &#8220;Senza confini&#8221;. Risponde Francesca Cogni, illustratrice della graphic e videoartista.</p>
<p><strong><em>Associazione per i Diritti umani</em></strong> ringrazia molto Francesca Cogni.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_347171165841513.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-11659" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_347171165841513.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="416" height="597" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_347171165841513.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1973w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_347171165841513-209x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 209w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_347171165841513-768x1103.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_347171165841513-713x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 713w" sizes="(max-width: 416px) 100vw, 416px" /></a></p>
<p>Alla luce delle testimonianze da voi raccolte, quali sono le difficoltà comuni alle persone soggette a un nomadismo forzato? Anche perchè, in realtà, il nomadismo fa parte della Storia dell&#8217;umanità</p>
<p>Sono di più livelli.<br />
Da una parte il fatto di essere obbligati ad oltrepassare le frontiere illegalmente, e quindi a piedi, spesso di notte, rischiando la vita in mezzo alla neve, su barche, in mezzo a deserti, in tunnel ferroviari e dovendo nascondere ad eserciti, polizia, e fascisti di ogni paese.<br />
Poi c’è l’aspetto psicologico di tutta la questione, il limbo di attesa in cui le persone sono imprigionate dal momento in cui vengono identificate: non sapere cosa succederà, quanto tempo ci vorrà, l’ansia dell’intervista davanti alla commissione che deciderà se quello che è stato raccontato è vero oppure no &#8211; e il dover gestire emotivamente la cancellazione della propria biografia sotto l’etichetta di “storia inventata”, l’instabilità generata dalla paura di essere deportati, l’essere imbrigliati in sistemi di accoglienza che alimentano spesso la subalternità e la dipendenza, l’attesa di un visto, la speranza di un rinnovo, le nuove regole restrittive per i ricongiungimenti familiari e il riconoscimento della paternità.<br />
Sono stati costanti di incertezza e attesa, che spessissimo portano a reazioni estreme, come autolesionismo, tentativi di suicidio, dipendenza da farmaci e da alcool, droghe etc Gli stessi psicologi e assistenti sociali &#8211; con cui più di una volta mi è capitato di confrontarmi &#8211; spesso sentono di non avere gli strumenti per affrontare queste situazioni traumatiche a cui si somma la violenza istituzionale &#8211; nella forma di precarizzazione costante e degradazione della dignità della persona.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_337885230334400.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11665" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_337885230334400.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="960" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_337885230334400.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_337885230334400-150x150.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_337885230334400-300x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_337885230334400-768x768.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_337885230334400-160x160.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_337885230334400-320x320.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>Come si rapportano, le persone da voi intervistate, alla ricerca dell&#8217;identità, altra questione importante per chi vive e porta dentro di sé l&#8217;appartenenza a mondi e culture differenti?</p>
<p>Dipende. Per alcuni si tratta di una ricerca interiore, un partire dalle proprie radici per farsi ponte, ed è il caso di Nassi per esempio, una giovane donna italiana con genitori marocchini, che nell’attivismo ha trovato &#8211; e continua a cercare &#8211; la risposta all’essere nata casualmente dalla parte del mondo con il passaporto “buono”. Un altro esempio è Umar, che dopo il lungo viaggio dalla Siria a Berlino, ha ripreso i suoi studi interrotti in Social Consulting declinandoli al lavoro di sportello con rifugiati e richiedenti asilo.<br />
Per altri invece l’identità è una questione collettiva, una riflessione attiva e incessante fatta all’interno di un collettivo o di un gruppo o di un progetto (Napuli, Turgay, l’Internation Women Space), oppure un punto di partenza per nutrire una rielaborazione critica in forma di testo, immagini, musica (Melissa, Muhammed).<br />
In generale, ognuno trova le sue forme di resistenza per costruire una narrazione personale di questo concetto mobile, stratificato e spurio che è l’identità.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_1037949946385578.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11664" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_1037949946385578.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="639" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_1037949946385578.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_1037949946385578-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_1037949946385578-768x511.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>Perchè la scelta di trattare argomenti di stretta attualità (migrazioni, razzismo) nella forma della graphic novel?</p>
<p>Perché è un linguaggio che permette di raccontare il reale e l’onirico insieme, di ricostruire una storia ma anche di proiettarsi nel desiderio e nel futuro.<br />
Il disegno è un linguaggio rispettoso e sensibile sia per la fase di ricerca, che per quella di restituzione.<br />
Permette di raccontare l’irraccontabile. Non è invasivo &#8211; non è come usare una telecamera &#8211; e restituisce dei ritratti cangianti, in cui i protagonisti si ritrovano ma non sono schiacciati da un’immagine troppo aderente alla realtà, rispettando l’intimità della persona.<br />
“Abbiamo sperimentato nel disegno un linguaggio lieve e non intrusivo, capace di per sé di generare un tempo di relazione e di “rappresentazione” immediatamente condivisa.<br />
Il disegno si presta a un temporalità lenta. Può essere mostrato, regalato, ri-fotografato. È una forma di rappresentazione che rispetta l’intimità, pur avvalendosi di elementi che le rendono riconoscibili i protagonisti delle storie. Libero da un realismo stringente, permette di stilizzare i tratti somatici di una persona per “significare” migliaia di altre, in un racconto cangiante, polifonico, aperto all’onirico e al simbolico.<br />
Il disegno – come linguaggio di rappresentazione e come strumento di ricerca e riflessione, come modo di ‘guardare’ ed esplorare la realtà – contiene un grande potenziale per sviluppare, nel racconto documentario, pratiche leggere e rispettose, e per modificare lo sguardo e creare nuove narrazioni del presente.” (dalla postfazione di Senza Confini)<br />
Il fatto di dare dei volti disegnati e dei colori (i personaggi, e noi tra loro, hanno sempre un colore diverso in ogni tavola) era un modo per raccontare anche graficamente la ricchezza di questo mondo che viviamo oggi, meravigliosamente meticcio.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/11/16/etnographic-novel-senza-confini-seconda-parte-dellintervista-con-francesca-cogni/">Etnographic novel: Senza confini. Seconda parte dell&#8217;intervista. Con Francesca Cogni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/11/16/etnographic-novel-senza-confini-seconda-parte-dellintervista-con-francesca-cogni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
