<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>nigeria Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/nigeria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/nigeria/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Dec 2022 14:38:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>nigeria Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/nigeria/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;Stay human: Africa&#8221;. Nigeria: fuori l’inglese dalle elementari e dentro le lingue locali</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/12/28/stay-human-africa-nigeria-fuori-linglese-dalle-elementari-e-dentro-le-lingue-locali/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/12/28/stay-human-africa-nigeria-fuori-linglese-dalle-elementari-e-dentro-le-lingue-locali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 14:36:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[britannici]]></category>
		<category><![CDATA[colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[etnie]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[igbo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[inglese]]></category>
		<category><![CDATA[insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[lingue]]></category>
		<category><![CDATA[ministro]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[nigeriani]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[yoruba]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16789</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da nigrizia.it) Il Ministro dell’educazione nigeriano ha annunciato un piano per sostituire l’inglese con le lingue locali nelle scuole primarie. La sfida di dover includere più di 600 lingue Il ministro dell’educazione della Nigeria&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/12/28/stay-human-africa-nigeria-fuori-linglese-dalle-elementari-e-dentro-le-lingue-locali/">&#8220;Stay human: Africa&#8221;. Nigeria: fuori l’inglese dalle elementari e dentro le lingue locali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(da nigrizia.it)</p>



<p></p>



<p>Il Ministro dell’educazione nigeriano ha annunciato un piano per sostituire l’inglese con le lingue locali nelle scuole primarie. La sfida di dover includere più di 600 lingue </p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.nigrizia.it/wp-content/uploads/sites/2/2022/12/galleria-foto_3x2-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p>Il ministro dell’educazione della Nigeria Adamu Adamu&nbsp;ha annunciato ieri una nuova politica scolastica che prevede la sostituzione dell’inglese con&nbsp;<a href="https://www.aljazeera.com/news/2022/12/1/nigeria-junior-schools-to-teach-in-mother-tongues-not-english?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la lingua locale&nbsp;</a>nelle scuole primarie, per i primi 6 anni di insegnamento.&nbsp;</p>



<p>Secondo il piano denominato “National Language Policy” (Politica di lingua nazionale) l’inglese – l’unica lingua ufficiale del paese –&nbsp; sarà introdotto solo a partire dai gradi successivi di istruzione.&nbsp;</p>



<p>La decisione è stata motivata dal ministro stesso come una misura per facilitare l’apprendimento.&nbsp;«I bambini imparano meglio nella loro lingua locale»&nbsp;ha dichiarato Adamu.&nbsp;L’altra motivazione principale consiste nel preservare la ricchezza e varietà linguistica del paese.&nbsp;</p>



<p>Il piano è in vigore già da oggi, ma per vederlo messo in pratica bisognerà attendere la formazione degli insegnanti, e soprattutto, la preparazione del materiale didattico in lingue diverse dall’inglese.&nbsp;</p>



<p>Scontata quanto centrale è la prima domanda a riguardo: quante lingue verranno prese in considerazione?&nbsp;</p>



<p>In Nigeria, ce ne sono tre di dominanti: lo hausa, lo yoruba e l’igbo che, secondo stime non ufficiali, sono utilizzate da circa il 60% della popolazione.&nbsp;&nbsp;Ma queste tre rientrano in altrettanti macro-gruppi linguistici presenti nel paese, in cui si contano più di 600 lingue.&nbsp;</p>



<p>Non è noto, quante di esse verranno incluse nell’insegnamento pubblico.&nbsp;Per ora, il Ministro ha solo affermato che le scuole adotteranno la lingua prevalente nella comunità in cui si trovano.</p>



<p>Per dare un’idea della frammentazione linguistica del paese, è interessante guardare ai numeri, per quanto non ufficiali e approssimativi possono essere.&nbsp;</p>



<p>Secondo le stime più accreditate, la seconda lingua più diffusa nel paese (la prima rimane l’inglese) non è neanche una delle tre principali. Ma è l’inglese&nbsp;<em>pidgin</em>.&nbsp;</p>



<p>Quest’ultimo è il frutto del miscuglio tra inglese e lingue locali ed è parlata da circa 75 milioni di persone, perlomeno da quanto riportato dalla<a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-38000387?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;BBC</a>&nbsp;nel 2016; numero da rivedere al rialzo data la crescita della popolazione nigeriana negli ultimi anni.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Gli amanti dell’<em>afrobeats</em>&nbsp;(il pop nigeriano sdoganato a livello mondiale) lo avranno già sentito, dato che i testi delle canzoni sono perlopiù in pidgin.&nbsp;</p>



<p>L’Hausa sarebbe invece utilizzato da circa 50 milioni di persone, lo Yoruba e l’Igbo da più di 20 milioni.&nbsp;</p>



<p>Tornando al disegno di legge: la sua tempistica e la stessa fattibilità non sono affatto scontate, soprattutto vista la crisi&nbsp;<a href="https://www.nigrizia.it/notizia/nigeria-quanto-manca-al-collasso?utm_source=rss&utm_medium=rss">economica</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.nigrizia.it/notizia/nigeria-insicurezza-situazione-fuori-controllo?utm_source=rss&utm_medium=rss">securitaria</a>&nbsp;che agita il paese da qualche anno. Senza dimenticare le elezioni&nbsp;<a href="https://www.nigrizia.it/notizia/nigeria-elezioni-a-febbraio-aumenta-la-violenza-politica?utm_source=rss&utm_medium=rss">presidenziali</a>&nbsp;del febbraio 2023, che potrebbe portare al governo una maggioranza ostile a questa riforma.&nbsp;</p>



<p>Di certo c’è che si entra in un argomento classico di dibattito, che risale ai tempi in cui il colonialismo britannico impose l’inglese come lingua franca per la Nigeria, accorpando gruppi etnici e linguistici estremamente differenti l’uno dall’altro.&nbsp;</p>



<p>Insegnare in una lingua locale potrebbe riparare a quel torto di omologazione culturale? O rischierebbe di minare ulteriormente la coesione sociale del paese più popoloso d’Africa?&nbsp;(RV)</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/12/28/stay-human-africa-nigeria-fuori-linglese-dalle-elementari-e-dentro-le-lingue-locali/">&#8220;Stay human: Africa&#8221;. Nigeria: fuori l’inglese dalle elementari e dentro le lingue locali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/12/28/stay-human-africa-nigeria-fuori-linglese-dalle-elementari-e-dentro-le-lingue-locali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attualità in Nigeria</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/11/30/attualita-in-nigeria/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/11/30/attualita-in-nigeria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 15:24:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[BokoHaram]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[crimini]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[estremisti]]></category>
		<category><![CDATA[giornaleonilne]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[ilsamisti]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[soldati]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15857</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Molteplici minacce alla sicurezza espongono i civili in Nigeria a rischio continuo di crimini atroci, tra cui un aumento degli attacchi da parte dei gruppi estremisti armati Boko Haram e del&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/11/30/attualita-in-nigeria/">Attualità in Nigeria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/Nigeria-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15858" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/Nigeria-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/Nigeria-1-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/Nigeria-1-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p></p>



<p>Molteplici minacce alla sicurezza espongono i civili in Nigeria a rischio continuo di crimini atroci, tra cui un aumento degli attacchi da parte dei gruppi estremisti armati Boko Haram e del cosiddetto Stato islamico dell&#8217;Africa occidentale (ISWA), nonché da gruppi armati comunemente indicati come &#8220;banditi&#8221;. Il deterioramento della situazione della sicurezza in Nigeria ha provocato un&#8217;emergenza umanitaria, ulteriormente esacerbata dalla pandemia di COVID-19. Secondo l&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, 8,7 milioni di persone necessitano di assistenza urgente.</p>



<p>La violenza perpetrata da Boko Haram e ISWA contro obiettivi civili e militari ha provocato atrocità di massa nel nord della Nigeria. Almeno 35.000 persone sono state uccise dal 2009, quando Boko Haram ha lanciato la sua rivolta con l’obiettivo di rovesciare il governo laico della Nigeria e stabilire uno stato islamico. Almeno 2,2 milioni di persone sono attualmente sfollate negli stati di Adamawa, Borno e Yobe, mentre i servizi sanitari e l&#8217;istruzione sono stati gravemente interrotti. Tali gruppi hanno anche perpetrato attacchi nei paesi vicini, uccidendo e sfollando civili in Camerun e Ciad. Sebbene il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, sia morto il 19 maggio 2021, il gruppo rimane una minaccia per le popolazioni.</p>



<p>Dal 2011 la violenza intercomunale, radicata nella competizione per le scarse risorse, è aumentata nella Nigeria centrale e nordoccidentale. La violenza tra le comunità di pastori e agricole è diventata sempre più mortale a causa della proliferazione di gruppi armati e bande che si dedicano a furti di bestiame organizzati, rapimenti, saccheggi, omicidi e stupri. L&#8217;emergere e l&#8217;espansione del banditismo armato nel nord-ovest ha provocato la morte di oltre 1.600 persone durante la prima metà del 2020 e ha sfollato più di 300.000 civili negli stati di Zamfara, Kaduna, Katsina, Sokoto, Niger e Kebbi nell&#8217;ultimo anno.</p>



<p>I rapimenti da parte di gruppi estremisti armati e banditi sono diventati endemici nel nord della Nigeria, con oltre 950 bambini rapiti da dicembre 2020. Tra il 20 e il 21 agosto uomini armati hanno anche rapito almeno 75 persone, principalmente bambini e anziani, da Rini, nello stato di Zamfara.</p>



<p>Giovedì 4 novembre, il governo nigeriano ha dichiarato due giorni di lutto dopo che 69 persone di un gruppo di autodifesa civile sono state uccise da presunti combattenti di un gruppo armato islamista nel villaggio di Adab-Dab, nella regione occidentale di Tillabéri, in Niger. Gli uomini armati hanno teso un&#8217;imboscata al convoglio, guidato dal sindaco di Banibangou, mentre cercavano combattenti di gruppi armati islamisti. Nessuno ha ancora rivendicato l&#8217;attentato.</p>



<p>Quest&#8217;ultimo incidente fa parte di un&#8217;ondata di intensificazione della violenza contro le popolazioni civili nell&#8217;area del triplo confine con il Mali e il Burkina Faso dall&#8217;inizio del 2021. La zona del triplo confine, che comprende la regione di Tillabéri, è stata instabile negli ultimi anni poiché gruppi armati islamisti alleati dello Stato Islamico, come il cosiddetto Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS), e Al-Qaeda, hanno fatto ingresso nella regione. Escludendo quest&#8217;ultimo attacco, quest&#8217;anno più di 530 persone sono state uccise da gruppi armati durante attacchi contro civili nel sud-ovest del Niger, oltre cinque volte di più rispetto al 2020, secondo <em>l&#8217;Armed Conflict Location</em> and <em>Event Data Project.</em> Le popolazioni di Banibangou, nella regione di Tillabéri, hanno subito violenze ricorrenti quest&#8217;anno, incluso un attacco ad agosto che ha ucciso 37 civili. L&#8217;aumento delle tensioni intercomunitarie e la creazione di gruppi di autodifesa comunitaria in diversi villaggi del Niger occidentale evidenzia il rischio crescente di ulteriori atrocità e violenze nella Regione. Christine Caldera, analista di ricerca presso il Centro Globale per la Responsabilità di Proteggere, ha affermato che &#8220;le autorità nigeriane dovrebbero scoraggiare la formazione di questi gruppi e adottare misure urgenti per proteggere le popolazioni vulnerabili nella regione di Tillabéri, anche rafforzando le capacità di allerta precoce e riducendo il tempo di reazione dell&#8217;esercito alle popolazioni minacciate”.</p>



<p>Sebbene la lotta all&#8217;estremismo violento rimanga cruciale per Burkina Faso, Mali e Niger, è essenziale che tutti e tre i governi e le forze internazionali garantiscano che i loro sforzi non esacerbino ulteriormente le tensioni intercomunitarie e alimentino la sfiducia nei confronti dell&#8217;autorità statale. I governi del Sahel centrale, con il sostegno della MINUSMA, dell&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e dell&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite per l&#8217;Africa occidentale e il Sahel, dovrebbero indagare su tutte le violazioni e gli abusi del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. I governi di Burkina Faso, Mali e Niger dovrebbero istituire un&#8217;entità speciale per indagare e perseguire i crimini internazionali.</p>



<p>Di fronte alla minaccia combinata del banditismo su larga scala e degli attacchi in corso da parte di estremisti armati, le forze armate nigeriane sono state dispiegate in due terzi degli stati del Paese e sono sovraccariche. Il Presidente Buhari sta affrontando crescenti critiche per l&#8217;incapacità del governo di proteggere i civili. Nonostante i significativi progressi compiuti dalla task force regionale multinazionale (MNJTF) contro Boko Haram, i civili restano a rischio di attacchi terroristici e violenza basata sull&#8217;identità.</p>



<p>Secondo quanto riferito, le forze di sicurezza hanno anche violato i diritti umani durante le operazioni antiterrorismo, comprese le uccisioni extragiudiziali di sospetti membri di Boko Haram e ISWA. Mentre parti della Nigeria hanno sperimentato ricorrenti violenze intercomunitarie, la crescente desertificazione ha esacerbato la situazione e la proliferazione delle armi ha reso questi conflitti più letali. La perdita di pascoli nel nord ha spinto molti pastori di etnia Fulani, principalmente musulmani, verso sud in aree coltivate da comunità stanziali prevalentemente cristiane.</p>



<p>Molti dei gruppi di banditi della Nigeria si sono formati negli ultimi dieci anni in risposta al crescente conflitto intercomunale per la terra e le risorse. Mentre questi gruppi sono guidati in gran parte da motivi criminali, molti banditi sono di etnia Fulani e predano comunità agricole stanziali, aumentando le tensioni etniche.</p>



<p>Il governo della Nigeria sta lottando per sostenere la sua responsabilità di proteggere le popolazioni e ha bisogno del sostegno continuo della comunità internazionale.</p>



<p>Sebbene la mancanza di un&#8217;adeguata protezione militare per le popolazioni vulnerabili debba essere affrontata con urgenza, le iniziative sociali e le riforme politiche rimangono fondamentali per affrontare le cause profonde del conflitto, tra cui malgoverno, corruzione, povertà, disoccupazione giovanile e degrado ambientale.</p>



<p>Le Commissioni di pace locali, come quelle istituite negli stati di Adamawa, Kaduna e Plateau per mediare le tensioni intercomunali e costruire sistemi di allerta precoce, devono essere duplicate in altre regioni ad alto rischio. In linea con il suo impegno nei confronti dell&#8217;iniziativa “Scuole Sicure”, il governo federale della Nigeria dovrebbe anche collaborare con le comunità locali per migliorare la sicurezza e porre fine ai rapimenti di massa di bambini.</p>



<p>Utilizzando il sistema di allarme rapido della Comunità economica degli Stati dell&#8217;Africa occidentale, il governo dovrebbe aumentare gli schieramenti militari e di polizia nelle aree vulnerabili. Il governo deve anche riformare urgentemente il settore della sicurezza, integrando il diritto internazionale umanitario e dei diritti umani in tutta la formazione militare e di polizia, e garantire la responsabilità per le violazioni dei diritti umani.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/11/30/attualita-in-nigeria/">Attualità in Nigeria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/11/30/attualita-in-nigeria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tratta e sfruttamento delle donne nigeriane: l’impatto delle politiche di esternalizzazione sul diritto alla protezione</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/06/07/tratta-e-sfruttamento-delle-donne-nigeriane-limpatto-delle-politiche-di-esternalizzazione-sul-diritto-alla-protezione/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/06/07/tratta-e-sfruttamento-delle-donne-nigeriane-limpatto-delle-politiche-di-esternalizzazione-sul-diritto-alla-protezione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 07:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[dirittodiasilo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[esseriumani]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[rimpatrio]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>
		<category><![CDATA[traffiking]]></category>
		<category><![CDATA[tratta]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15384</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da asgi.it) Il contenimento della mobilità dalla Libia e il ricorso ai progetti di rimpatrio cd. volontario hanno un impatto specifico sull’accesso alla protezione delle persone migranti. Il presente focus analizza, attraverso cinque approfondimenti, il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/06/07/tratta-e-sfruttamento-delle-donne-nigeriane-limpatto-delle-politiche-di-esternalizzazione-sul-diritto-alla-protezione/">Tratta e sfruttamento delle donne nigeriane: l’impatto delle politiche di esternalizzazione sul diritto alla protezione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img src="https://sciabacaoruka.asgi.it/wp-content/uploads/2020/04/Benin_City-152-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-34080"/></figure>



<p>(da asgi.it) </p>



<p><em>Il contenimento della mobilità dalla Libia e il ricorso ai progetti di rimpatrio cd. volontario hanno un impatto specifico sull’accesso alla protezione delle persone migranti. Il presente focus analizza, attraverso cinque approfondimenti, il modo in cui le donne nigeriane sottoposte a tratta e bloccate in Libia vengono di fatto escluse dalla protezione internazionale ed esposte al rischio di re-trafficking.</em></p>



<p>Una delle vie per raggiungere l’Italia dalla Nigeria è quella che passa per la Libia, dove le donne e le ragazze inserite nelle reti della tratta sono nella maggior parte dei casi sottoposte a violenze e abusi.&nbsp;</p>



<p>Malgrado la condizione di estrema vulnerabilità, anche loro subiscono le conseguenze delle politiche di esternalizzazione dei controlli di frontiera messe in atto in Libia dall’Italia con il sostegno delle organizzazioni internazionali. Tali politiche sono finalizzate a impedire l’attraversamento del Mediterraneo verso l’Italia e a tracciare canali di mobilità forzata verso i paesi di origine e verso paesi di transito che diventano “hub” per il controllo e la selezione della mobilità.</p>



<p>In altre parole, le donne vittime di tratta si trovano sempre più spesso di fronte alla scelta obbligata di rientrare nel proprio paese di origine attraverso programmi di rimpatrio “volontario” gestiti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni e finanziati dall’UE e dai suoi stati membri fra cui, in primo piano, l’Italia.</p>



<p><strong>Il presente<em>&nbsp;focus</em>&nbsp;fornisce uno sguardo sugli effetti delle politiche di esternalizzazione sul fenomeno della tratta dalla Nigeria e sull’effettivo accesso alla protezione delle donne che vi sono soggette.</strong></p>



<p>Il contributo di<strong> Odinakaonye Lagi </strong>analizza i fattori sociali, culturali e storici che determinano la marginalizzazione sistemica delle donne nello Stato di Edo, in Nigeria, e come tale struttura renda possibile il dilagare della tratta. Lagi ripercorre inoltre quali sono gli strumenti, in primo luogo normativi, messi in campo dalle autorità per arginare il fenomeno e per proteggere le donne e quali le principali criticità e inefficienze di tale sistema di protezione. </p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/wp-content/uploads/2021/05/Lagi-Le-intricate-relazioni-esistenti-tra-tradizioni-pratiche-culturali-e-violenza-di-genere.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LE INTRICATE RELAZIONI ESISTENTI TRA TRADIZIONI, PRATICHE CULTURALI E VIOLENZA DI GENERE NELLO STATO DI EDO, IN NIGERIA, E LA TRATTA DI ESSERI UMANI PER SFRUTTAMENTO SESSUALE</strong></a></p>



<p><strong>Enrica Rigo</strong> e <strong>Nazzarena Zorzella</strong> analizzano i sistemi di protezione per le donne sottoposte a tratta presenti nell’ordinamento italiano, le loro criticità, le loro potenzialità e le attuali evoluzioni giurisprudenziali. In particolare, Enrica Rigo approfondisce la questione della rilevanza del genere e della persecuzione di genere in relazione al riconoscimento della protezione internazionale con particolare riferimento alle condizioni che determinano l’esposizione alla tratta. Nazzarena Zorzella pone a confronto le tutele per le donne sottoposte a tratta derivanti dal sistema della protezione internazionale e dal sistema previsto dall’art. 18 del Testo unico immigrazione e la complessa questione della collaborazione e cooperazione con le autorità per l’accesso alla protezione. </p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/wp-content/uploads/2021/05/Rigo-La-rilevanza-del-genere.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>LA RILEVANZA DEL GENERE NELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DELLE DONNE VITTIME DI TRATTA</strong></a><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/wp-content/uploads/2021/05/zorzella-il-sistema-di-protezione.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">IL SISTEMA DI TUTELA DELLE DONNE VITTIME DI TRATTA PROVENIENTI DALLA NIGERIA</a></p>



<p><strong>Federica Borlizzi</strong> espone nel dettaglio il rischio di re-trafficking a cui sono esposte le donne che vengono ricondotte in Nigeria dalla Libia e dal Niger attraverso i programmi di rimpatrio dell’OIM. </p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/retrafficking-nigeria-rimpatri-volontari/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">NIGERIA: RISCHIO DI RE-TRAFFICKING E (IN)VOLUNTARY RETURN DELLE VITTIME DI TRATTA</a></p>



<p>Infine, <strong>Giulia Crescini </strong>e <strong>Cristina Cecchini</strong> forniscono una panoramica delle politiche di esternalizzazione e di come queste contribuiscano a un progressivo svilimento del diritto alla protezione delle donne soggette a tratta: l’impossibilità di raggiungere fisicamente l’Italia e il rinvio nel paese di origine attraverso il rimpatrio assistito, costituiscono nei fatti una vera e propria esclusione dal diritto di asilo. </p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/wp-content/uploads/2021/05/cecchini-crescini-limpatto-delle-politiche-di-esternalizzazione.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">L’IMPATTO DELLE POLITICHE DI ESTERNALIZZAZIONE SUL DIRITTO DI ASILO DELLE VITTIME DI TRATTA</a><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/#facebook?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Facebook</a><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/#twitter?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Twitter</a><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/#linkedin?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">LinkedIn</a><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/#pinterest?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Pinterest</a><a rel="noreferrer noopener" href="https://sciabacaoruka.asgi.it/#email?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Email</a><a href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fsciabacaoruka.asgi.it%2Ffocus-nigeria%2F&amp;title=FOCUS%20NIGERIA?utm_source=rss&utm_medium=rss">Condividi</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/06/07/tratta-e-sfruttamento-delle-donne-nigeriane-limpatto-delle-politiche-di-esternalizzazione-sul-diritto-alla-protezione/">Tratta e sfruttamento delle donne nigeriane: l’impatto delle politiche di esternalizzazione sul diritto alla protezione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/06/07/tratta-e-sfruttamento-delle-donne-nigeriane-limpatto-delle-politiche-di-esternalizzazione-sul-diritto-alla-protezione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa sta succedendo per le strade della Nigeria</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/10/24/cosa-sta-succedendo-per-le-strade-della-nigeria/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/10/24/cosa-sta-succedendo-per-le-strade-della-nigeria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 07:10:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[@peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[BokoHaram]]></category>
		<category><![CDATA[diaspora]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[nigeriani]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[SARS]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14732</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Due settimane di proteste a livello nazionale contro la brutalità della polizia in Nigeria si sono rivelate mortali nel momento in cui le forze di sicurezza hanno sparato colpi sui manifestanti,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/10/24/cosa-sta-succedendo-per-le-strade-della-nigeria/">Cosa sta succedendo per le strade della Nigeria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/nigeria-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14733" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/nigeria-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/nigeria-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/nigeria-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/nigeria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1260w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p>Due settimane di proteste a livello nazionale contro la brutalità della polizia in Nigeria si sono rivelate mortali nel momento in cui le forze di sicurezza hanno sparato colpi sui manifestanti, uccidendo diverse persone. La decisione di usare la forza militare per reprimere le manifestazioni sposta la politica in una fase incerta della nazione più popolosa dell&#8217;Africa occidentale e più grande produttrice di petrolio.</p>



<p>I nigeriani hanno iniziato a manifestare all&#8217;inizio di ottobre, chiedendo il divieto di una famigerata unità di polizia, la Squadra Speciale Antirapina (“SARS”) che è stata a lungo accusata di molestie violente. Le proteste sono scoppiate dopo che un video mostrava un ufficiale della SARS che avrebbe sparato a un uomo nello stato del Delta prima di partire. Proteste pacifiche, organizzate sotto l&#8217;hashtag #EndSARS, si sono diffuse in tutto il paese di 206 milioni di persone e nelle comunità della diaspora nigeriana negli Stati Uniti e in Europa in solidarietà con il movimento.</p>



<p>Costituita nel 1992, la Squadra Speciale Antirapina è un&#8217;unità di polizia pesantemente armata per combattere i crimini violenti, inclusi i furti d&#8217;auto e le rapine a mano armata, ed è diventata sinonimo in gran parte della Nigeria di accuse di brutalità e impunità della polizia. Amnesty International e altri gruppi per i diritti umani hanno documentato i presunti abusi sui civili da parte dell&#8217;unità, inclusi estorsioni, stupri ed esecuzioni extragiudiziali. Molti nigeriani si sono lamentati del fatto che la SARS abbia spesso estorto i giovani che sembravano avere un reddito disponibile. La campagna #EndSARS è diventata una bacheca di messaggi per strazianti racconti personali di violenza, furto e intimidazione.</p>



<p>La polizia aveva ripetutamente negato le accuse contro la SARS, ma ha ammesso, dopo lo scoppio delle proteste, che c&#8217;erano agenti &#8220;indisciplinati e poco professionali&#8221; e ha detto che queste persone avrebbero dovuto affrontare azioni disciplinari. Non tutti i nigeriani hanno la stessa visione della SARS: nel nord-est del paese, dove il governo ha combattuto un&#8217;insurrezione decennale contro il gruppo jihadista Boko Haram, la SARS è vista come una forza di combattimento efficace.</p>



<p>Le proteste sono guidate dai giovani in Nigeria, un paese con un&#8217;età media di 18 anni e una delle popolazioni in più rapida crescita al mondo, che si prevede supererà gli Stati Uniti per diventare la terza più grande del mondo entro il 2050. L&#8217;ondata di proteste è la più grande dimostrazione di potere delle persone da anni in Nigeria, poiché i giovani richiedono cambiamenti più radicali. Le manifestazioni si inseriscono in un modello globale emergente di appelli al cambiamento guidati dai giovani, da Hong Kong al Sudan e al Cile. I gruppi di protesta hanno raccolto più di 250.000 dollari, istituendo linee di assistenza telefonica per manifestanti in difficoltà, fornendo assistenza medica e fornendo sicurezza privata.</p>



<p>Il presidente Muhammadu Buhari, un ex generale, si è rivolto alla nazione, invitando i manifestanti a lasciare le strade. &#8220;Questo governo rispetta e continuerà a rispettare tutti i diritti democratici e le libertà civili del popolo&#8221;, ha detto Buhari. &#8220;Ma non permetterà a nessuno o gruppi di interrompere la pace della nostra nazione&#8221;. È stata formata una nuova unità chiamata SWAT i cui ufficiali riceveranno una formazione sulla condotta della polizia e sull&#8217;uso della forza da parte del comitato internazionale della Croce Rossa, ma i manifestanti temono che gli ufficiali della SARS si fonderanno semplicemente nella nuova unità senza assumersi responsabilità. Diversi ministri di gabinetto e funzionari militari hanno rilasciato dichiarazioni avvertendo che le proteste erano diventate politiche e stavano barcollando verso &#8220;l&#8217;anarchia&#8221;.</p>



<p>Martedì sera 20 ottobre, centinaia di manifestanti nigeriani si erano radunati per la tredicesima notte consecutiva al Lekki Toll Gate, l&#8217;incrocio in una zona di lusso che era diventata la sede simbolica delle proteste. Poco prima delle 19:00, le luci si sono spente, facendo precipitare la strada nell&#8217;oscurità, secondo la testimonianza di sette manifestanti presenti. Entro 30 minuti, i soldati nigeriani sono emersi dai camion delle armi. Mentre i manifestanti hanno iniziato a cantare l&#8217;inno nazionale della Nigeria, l&#8217;esercito ha sparato contro i manifestanti disarmati, lasciando diverse persone morte e riempiendo i feed dei social media nigeriani con immagini di bandiere insanguinate che hanno provocato la condanna internazionale da tutto il mondo. Il numero di persone uccise e ferite nella repressione di martedì rimane indeterminato. Amnesty International ha affermato di aver identificato almeno 10 persone che sono morte per le ferite riportate in quello che diceva chiaramente ammontare “a esecuzioni extragiudiziali &#8220;. I funzionari statunitensi in Nigeria hanno affermato di aver &#8220;determinato in modo definitivo&#8221; che l&#8217;esercito era responsabile e hanno chiesto un&#8217;indagine immediata.</p>



<p>L&#8217;operazione militare al Lekki Toll Gate sembra aver approfondito le spaccature tra il governo e molti dei governati. La serie di proteste di piazza contro la brutalità della polizia si è dissipata e ha lasciato il posto a saccheggi e atti vandalici diffusi. La folla inferocita ha vagato per alcune parti di Lagos, dando fuoco alle stazioni di polizia, uccidendo almeno un ufficiale e attaccando le proprietà dei lealisti del governo e saccheggiando i grandi magazzini.</p>



<p>La Nigeria non è solo la nazione più popolosa dell&#8217;Africa, ma un punto di riferimento culturale e politico per una regione in cui grandi popolazioni giovanili in molti paesi si sentono prive di diritti. È probabile che la crisi economica derivante dal coronavirus riduca la capacità degli Stati africani fortemente indebitati di creare posti di lavoro e opportunità per i giovani.</p>



<p>Per gli Stati Uniti, che considerano il paese di 206 milioni il suo più importante alleato militare nell&#8217;Africa subsahariana, le manifestazioni e la risposta mortale del governo sono diventate un problema politico. In segno della complessità di quella relazione bilaterale, tre dei massimi funzionari del Dipartimento di Stato americano sono arrivati ​​ad Abuja nelle ore precedenti le uccisioni di Lekki in quello che due diplomatici statunitensi hanno descritto come un viaggio conoscitivo per saperne di più sui fattori dell&#8217;instabilità in Nigeria. Gli Stati Uniti sperano anche di vendere elicotteri militari d&#8217;attacco alla Nigeria, un problema di cui hanno discusso durante il viaggio. L&#8217;amministrazione è nelle prime fasi della stesura di un piano per aiutare la Nigeria ad affrontare le sue sfide alla sicurezza, hanno detto funzionari statunitensi. &#8220;Gli Stati Uniti condannano fermamente gli episodi di forze militari che sparano su manifestanti disarmati a Lagos&#8221;, ha detto il segretario di Stato Mike Pompeo. &#8220;Le persone coinvolte dovrebbero essere ritenute responsabili secondo la legge.&#8221;</p>



<p>Il candidato presidenziale democratico Joe Biden ha invitato il signor Buhari a &#8220;cessare la violenta repressione dei manifestanti in Nigeria, che ha già provocato diverse morti&#8221;.</p>



<p>Si indica con il termine “Paradigma delle Forze dell’Ordine” l’insieme di norme che regolano e governano l’esercizio, da parte dello Stato, dell’autorità e potere al fine di mantenere, ristabilire o imporre la sicurezza pubblica, le legge e l’ordine. Allo stesso tempo, l’uso della forza è limitato e contenuto da una serie di principi a cui le forze dell’ordine si devono attenere, tra questi vi è il principio di necessità, di proporzionalità, di legalità e quello precauzionale. L’uso della forza letale è giustificato unicamente dinanzi ad una seria e concreta minaccia alla vita o per prevenire la fuga di una persona che pone tale minaccia. È dunque visibile che le forze di sicurezza in Nigeria non hanno adempito ai loro obblighi violando e minando seriamente i diritti e libertà fondamentali dei cittadini.</p>



<p>Di fatto, l&#8217;Unione africana ha denunciato l&#8217;uccisione di manifestanti disarmati e le Nazioni Unite hanno chiesto una riforma &#8220;radicale&#8221; dei servizi di sicurezza della Nigeria. &#8220;Non c&#8217;è dubbio che si sia trattato di un caso di uso eccessivo della forza, che ha provocato uccisioni illegali con munizioni vere, da parte delle forze armate nigeriane&#8221;, ha affermato Michelle Bachelet, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/10/24/cosa-sta-succedendo-per-le-strade-della-nigeria/">Cosa sta succedendo per le strade della Nigeria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/10/24/cosa-sta-succedendo-per-le-strade-della-nigeria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nigeria: islamisti uccidono più di 140 persone</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/06/17/nigeria-islamisti-uccidono-piu-di-140-persone/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/06/17/nigeria-islamisti-uccidono-piu-di-140-persone/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 08:11:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[BokoHaram]]></category>
		<category><![CDATA[Buhari]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[estremisti]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[governatori]]></category>
		<category><![CDATA[guerracivile]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[islamisti]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[terroristi]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
		<category><![CDATA[villaggi]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14255</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM) ha accusato gli estremisti islamici in Nigeria di abusare della religione per compiere i loro crimini contro l&#8217;umanità contro la popolazione civile. Martedì scorso, i terroristi islamici hanno&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/06/17/nigeria-islamisti-uccidono-piu-di-140-persone/">Nigeria: islamisti uccidono più di 140 persone</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="709" height="398" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/091911-global-boko-haram1-copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14256" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/091911-global-boko-haram1-copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 709w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/091911-global-boko-haram1-copia-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></figure></div>



<p>L&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM) ha accusato gli estremisti islamici in Nigeria di abusare della religione per compiere i loro crimini contro l&#8217;umanità contro la popolazione civile. Martedì scorso, i terroristi islamici hanno chiamato alla preghiera la popolazione del villaggio nomade di Faduma Kolomdi nello Stato di Borno, nel nord-est della Nigeria, e poi li hanno uccisi. Almeno 81 persone sono morte nel fuoco delle mitragliatrici, tra cui molte donne e bambini. Tredici persone sono rimaste ferite nel massacro e sette abitanti del villaggio sono stati portati via dagli assalitori. Il fatto di chiamare la popolazione civile innocente a pregare insieme per poi massacrarla raggiunge una nuova dimensione. Le azioni degli islamisti stanno danneggiando la reputazione della loro propria religione.</p>



<p>In ulteriori attacchi nei distretti di Sabuwa e Faskari nello stato di Katsina, nel nord della Nigeria, altre 60 persone sono state uccise martedì e mercoledì. Nel solo villaggio di Kadisau, 32 persone sono morte quando uomini pesantemente armati in moto sono entrati nel villaggio, bruciando case, sparando alla gente a caso e violentando donne. Nel distretto di Sabuwa, uomini armati hanno attaccato sette villaggi e terrorizzato e ucciso la popolazione civile.</p>



<p>Il presidente Muhammadu Buhari e i governatori della regione hanno deplorato le violenze e promesso di perseguire e punire le squadre del terrore. La popolazione della Nigeria settentrionale è stanca della guerra civile e dei numerosi e altisonanti annunci dei politici. Non esiste una protezione efficace per la popolazione civile della Nigeria settentrionale contro la violenza estremista. Dal maggio 2020 gli attacchi degli autori di violenze islamiste contro cristiani e musulmani sono di nuovo aumentate in modo significativo. Circa 1,8 milioni di persone sono fuggite dalla violenza quotidiana e vivono da sfollate nella stessa regione. Circa 413.000 di loro hanno trovato rifugio in 51 campi profughi, che però sono già abbondantemente sovraffollati. Come se la tragedia non fosse già sufficiente, il sovraffollamento minaccia anche una rapida diffusione della pandemia di Covid-19.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/06/17/nigeria-islamisti-uccidono-piu-di-140-persone/">Nigeria: islamisti uccidono più di 140 persone</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/06/17/nigeria-islamisti-uccidono-piu-di-140-persone/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221; Addio terrorismo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/11/stay-human-africa-addio-terrorismo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/11/stay-human-africa-addio-terrorismo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 09:24:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[BurkinaFaso]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[etnie]]></category>
		<category><![CDATA[genocidi]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[governi]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[jiadh]]></category>
		<category><![CDATA[Mali]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[Rwanda]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[terroristi]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14025</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Il giornalismo ha il potere di far credere ai lettori che molte vicende siano terminate, che il problema del quale si è tanto scritto non esista più. Nella situazione in cui&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/11/stay-human-africa-addio-terrorismo/">&#8220;Stay human. Africa&#8221; Addio terrorismo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="600" height="400" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-per-articolo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14026" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-per-articolo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-per-articolo-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p>Il giornalismo ha il potere di far credere ai lettori che molte vicende siano terminate, che il problema del quale si è tanto scritto non esista più. Nella situazione in cui ci troviamo oggi, stremati e incerti a causa del Coronavirus, alcune notizie sono scomparse dalla maggior parte delle testate, nazionali e non. Vista la gravità del momento questo è legittimo, quasi naturale, ma solo in parte perché la realtà è che non è tutto scomparso: il problema migratorio, lo sfruttamento sul posto di lavoro, la discriminazione tra uomini e donne sono tematiche non risolte. Notizia grande mangia notizia piccola, è la gara dei giornalisti. Quello che si preclude il nostro periodico, tra le altre cose, è dare un’informazione libera a 360 gradi cercando di non dimenticare nessuna notizia, anche in periodi come questo.</p>



<p>Questa introduzione un po’ fuori tema per arrivare al problema del terrorismo che fino a pochi mesi fa spaventava tutti noi e che ci ha resi persino insicuri di recarci sul posto di lavoro. Vero è che nel continente europeo gli attacchi di matrice terroristica si sono momentaneamente fermati (attenzione, non è scomparso il problema) ma nel continente africano non è così. Mali e Nigeria sono tra gli stati più colpiti da questo fenomeno e, vista la mancanza delle istituzioni statali, clan ed etnie si stanno organizzando da sé creando milizie private che operano al di fuori di ogni mandato.</p>



<p>La presenza di terroristi in queste zone è continua e la mancanza dello Stato e delle altre istituzioni sta trasformando alcuni paesi africani in crogioli di varie forze di autodifesa armata. In molte regioni dell’Africa è ormai difficile distinguere se le uccisioni e le violenze avvengano per mano di jihadisti o per odi intercomunitari che tradizionalmente avvelenano le relazioni tra popolazioni diverse. O, ancora, è difficile capire se l’uccisione sia il risultato di una resa dei conti tra etnie: vi è ufficialmente caos nell’identificare i mandanti.</p>



<p>Secondo quanto riportato da Mario Giro di Africa Rivista “Nel caso maliano nessuno capisce più nulla. I massacri più recenti si svolgono nella regione a cavallo con il Burkina Faso, e molti sostengono che i miliziani possano essere venuti da lì. I jihadisti si avvantaggiano della situazione: il Fronte per la Liberazione del Macina, la cellula islamista guidata da Koufa (unico capo Peul jiadhista), fa reclutamento tra i suoi aiutato dalla paura che ormai tutti hanno dei Peul.”</p>



<p>In Mali si sta creando confusione tra etnie e terrorismo, tanto che tutte le altre etnie presenti sul territorio si sono ormai persuase che tutti i Peul siano terroristi. Cosa non vera.</p>



<p>Quello maliano è solo une esempio, potremmo citare anche la Nigeria dove tutte le popolazioni locali sono ormai armate o, ancora, la Repubblica Centrafricana dove i gruppi degli ex ribelli si sono trasformati in milizie locali.</p>



<p>La mancanza di difesa da parte dello Stato africano sta portando ad una degenerazione di questi fenomeni e ad una privatizzazione dello strumento militare. La Storia ci insegna che questa non è un’ottima notizia, i disagi e gli scontri tra etnie aumenteranno a vista d’occhio e senza una difesa forte si potranno ripresentare genocidi come quello di Zanzibar nel 1964 o, ancora, più grave in Rwanda nel 1994.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/11/stay-human-africa-addio-terrorismo/">&#8220;Stay human. Africa&#8221; Addio terrorismo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/11/stay-human-africa-addio-terrorismo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Donne vittime di tratta e l&#8217;importanza dell&#8217;accoglienza</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/04/04/donne-vittime-di-tratta-e-limportanza-dellaccoglienza/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/04/04/donne-vittime-di-tratta-e-limportanza-dellaccoglienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 07:36:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[africane]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[globale]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[operatori]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[pedagogia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[streaming]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[tratta]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13825</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani propone una serie di streaming sul proprio canale Youtube con professionisti esperti e operatori sui temi dei diritti umani e di attualità. Ecco, per voi, l&#8217;incontro con Matteo Vairo,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/04/04/donne-vittime-di-tratta-e-limportanza-dellaccoglienza/">Donne vittime di tratta e l&#8217;importanza dell&#8217;accoglienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="740" height="530" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/Vittime-della-tratta-il-sistema-nazionale-di-protezione-e-a-rischio_articleimage.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13826" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/Vittime-della-tratta-il-sistema-nazionale-di-protezione-e-a-rischio_articleimage.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 740w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/Vittime-della-tratta-il-sistema-nazionale-di-protezione-e-a-rischio_articleimage-300x215.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></figure></div>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>propone una serie di streaming sul proprio canale Youtube con professionisti esperti e operatori sui temi dei diritti umani e di attualità.</p>



<p>Ecco, per voi, l&#8217;incontro con Matteo Vairo, responsabile di comunità di accoglienza. Della comunità di San Benedetto al Porto, che ci parla del lavoro con le donne vittime di tratta, di accoglienza, di psicopedagogia in un&#8217;ottica spirituale e interculturale. Ai tempi di una pandemia globale. </p>



<p>(Per seguire lo streaming è sufficiente cliccare sui quadranti che vi interessano).</p>



<p>Vi aspettiamo per la diretta di lunedì alle 15.30 !</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/fCgIuAPfA-Q?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/04/04/donne-vittime-di-tratta-e-limportanza-dellaccoglienza/">Donne vittime di tratta e l&#8217;importanza dell&#8217;accoglienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/04/04/donne-vittime-di-tratta-e-limportanza-dellaccoglienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Libia, Somalia, Nigeria. Paesi al massacro</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/29/libia-somalia-nigeria-paesi-al-massacro/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/29/libia-somalia-nigeria-paesi-al-massacro/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2019 08:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[estremisti]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[massacri]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[odio]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzione]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[somalia]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Tripoli]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13390</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa da parte di Foad Aodi, www.co-mai.org Libia,Amsi e Co-mai,In 8 mesi più di 3500 morti ,di cui 1500 civili tra donne e bambini e oltre 25 mila feriti . Foad Aodi;Urge fermare&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/12/29/libia-somalia-nigeria-paesi-al-massacro/">Libia, Somalia, Nigeria. Paesi al massacro</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Comunicati stampa da parte di Foad Aodi, <a href="http://www.co-mai.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.co-mai.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>



<p>

Libia,Amsi e Co-mai,In 8 mesi più di 3500 morti ,di cui 1500 civili tra donne e bambini e oltre 25 mila feriti .</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b08a9ecf-6537-484e-8071-a181b41a1e29_large-1024x682.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13391" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b08a9ecf-6537-484e-8071-a181b41a1e29_large-1024x682.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b08a9ecf-6537-484e-8071-a181b41a1e29_large-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b08a9ecf-6537-484e-8071-a181b41a1e29_large-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b08a9ecf-6537-484e-8071-a181b41a1e29_large.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Foad Aodi;Urge fermare il massacro in Libia e le guerre d&#8217;interessi economici e di leadership sulla pelle dei libici e migranti</p>



<p>Cosi l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e le comunità del mondo arabo in italia (Co-mai) presentano il bilancio di morti e feriti in Libia dall&#8217;inizio del conflitto il 04.04.2019 che ci riferiscono i medici locali libici che lavorano nei vari ospedali e le città libiche compreso Tripoli .<br>Sono più di 3500 morti di cui 1500 civili e oltre 25 mila feriti dove sono stati trovati numerose fosse comuni e civili uccisi nelle loro case .<br>Inoltre i medici riferiscono una situazione molto grave negli ospedali dove manca tutto  quello che necessario per curare e salvare i feriti e bambini.<br>Lanciamo il nostro grido d&#8217;allarme al mondo politico affinché si fermi il massacro in atto in Libia,il maltrattamento dei migranti,le violenze contro le donne e i bambini e il mercato nero dei trapianti d&#8217;organi,denuncia Foad Aodi Fondatore Amsi e Co-mai e membro del Registro Esperti della Fnomceo ,che è in contatto continuo con i 6 medici libici in Libia che ci forniscono in continuo gli aggiornamenti. Stiamo perdendo la speranza di vedere la fine di questo conflitto per motivi di ingerenza e conflitti di leadership e interessi economici di paesi stranieri in Libia come lo dimostrano i fatti tutti i giorni e il silenzio mediatico riguardo il massacro dei civili e migranti oltre il nostro dispiacere che sia litalia che la comunità europea stanno prendendo terreno e potere decisionale in Libia rispetto conclude Aodi </p>



<figure class="wp-block-image"><img alt=""/></figure>



<p>

*Somalia e Nigeria ;Co-mai ;Solidarietà e sostegno al popolo somalo e Solidarietà ai cristiani in Nigeria.#BastaMassacri*</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="700" height="525" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/Somalia-refugees-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13393" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/Somalia-refugees-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/Somalia-refugees-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure></div>



<p>*Foad Aodi ;Grazie alla VM Del Re per il suo impegno e richiesta di sostegno internazionale alla Somalia*</p>



<p>Cosi le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) insieme al movimento Uniti per Unire e associazioni ,comunità e diaspore aderenti esprimono condoglianze e solidarietà al popolo somalo per &nbsp;e piangono i 76 morti tra cui studenti e bambini in Somalia. È l&#8217;ennesimo attacco per mettere in ginocchio il paese soprattutto ora alla vigilia delle prime elezioni dal 1969.<br>&#8220;Ringraziamo la *Vice Ministra Affari Esteri e Cooperazione internazionale Emanuela Del Re* per la tempestività e il sostegno dell&#8217;Italia a fianco della Somalia con la richiesta di più sostegno internazionale per il paese. Inoltre le comunità del mondo arabo e musulmane in Italiana condannano l&#8217;attentato contro i cristiani in Nigeria e rinnovano il loro invito ad essere tutti uniti &nbsp;contro il terrorismo e valorizzare e proteggere la presenza dei cristiani in Medio Oriente e in Africa che per tutti noi è una ricchezza e fonte di dialogo e conoscenza culturale e religiosa&#8221;. *Cosi dichiara Il presidente delle Co-mai e Amsi e Membro del Gdl salute Globale Fnomceo &nbsp;Foad Aodi* che fa&#8217; il suo appello a tutti i cristiani in Medio Oriente e in Africa di rimanere nei nostri paesi per arricchirli di confronti costruttivi,di democrazia e libertà religiosa con il rispetto reciproco per non darla vinta agli estremisti,ai movimenti terroristi e alle persone chiuse mentalmente e piene di odio.

</p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/12/29/libia-somalia-nigeria-paesi-al-massacro/">Libia, Somalia, Nigeria. Paesi al massacro</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/29/libia-somalia-nigeria-paesi-al-massacro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Camerun: assalto ad ospedale, pazienti bruciati vivi</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/14/camerun-assalto-ad-ospedale-pazienti-bruciati-vivi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/14/camerun-assalto-ad-ospedale-pazienti-bruciati-vivi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2019 07:10:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[anglofone]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Camerun]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[governatore]]></category>
		<category><![CDATA[guerracivile]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[milizie]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ospedali]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[soldati]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12096</guid>

					<description><![CDATA[<p>La guerra civile si inasprisce &#8211; Garantire maggiore protezione alla popolazione civile Dopo la morte violenta di quattro pazienti bruciati vivi durante un attacco a un ospedale in Camerun, l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/02/14/camerun-assalto-ad-ospedale-pazienti-bruciati-vivi/">Camerun: assalto ad ospedale, pazienti bruciati vivi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La guerra civile si inasprisce &#8211; Garantire maggiore protezione alla<br />
popolazione civile</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/camerun-guerra-cibile-702x459.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12097" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/camerun-guerra-cibile-702x459.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="702" height="459" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/camerun-guerra-cibile-702x459.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 702w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/camerun-guerra-cibile-702x459-300x196.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a></p>
<p>Dopo la morte violenta di quattro pazienti bruciati vivi durante un attacco a un ospedale in Camerun, l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha chiesto un&#8217;indagine indipendente e la persecuzione legale dei responsabili. Nella notte dal 10 al 11 febbraio uomini armati hanno attaccato e dato fuoco all&#8217;ospedale di Kumba causando così la morte di quattro persone. Non è chiaro chi siano i responsabili dell&#8217;attacco<br />
armato, del quale si accusano a vicenda l&#8217;esercito regolare e le milizie indipendentiste delle regioni anglofone del Camerun. L&#8217;APM si è anche appellata alle parti in conflitto perché rispettino il diritto umanitario e garantiscano la tutela della popolazione civile.</p>
<p>Gli attacchi a scuole ed ospedali hanno conseguenze terribili per la vita della popolazione civile poiché causano la fuga del personale medico ed infermieristico e degli insegnanti con il conseguente crollo dell&#8217;intero sistema sanitario e scolastico. Attualmente in Camerun circa 460.000 persone sono in fuga dalla crescente violenza: di queste 437.000<br />
hanno trovato rifugio nelle regioni francofone del paese mentre alcune decine di migliaia sono state accolte nella vicina Nigeria.</p>
<p>L&#8217;APM si appella anche alla comunità internazionale affinché si impegni maggiormente a mediare tra le parti in causa per raggiungere una soluzione politica e pacifica alla guerra civile che rischia di devastare le regioni anglofone del paese africano. Lo scorso 7 febbraio undici persone sono rimaste ferite durante un attacco al convoglio del<br />
governatore Bernard Okalia Bilai. Nell&#8217;attacco sono stati feriti diversi soldati che scortavano il convoglio e una giornalista. Finora in febbraio sono morte sei persone, di cui due sono state uccise a Bamenda e altre quattro a Buéa. Continuano anche gli attacchi alle scuole.</p>
<p>Da novembre 2016 si susseguono gli scontri armati nelle regioni nordoccidentali e sudoccidentali dove delle milizie armate si battono per uno stato anglofono indipendente. Le autorità finora hanno reagito con misure di massiccia repressione, tra cui la recente ondata di arresti di massa di giovani.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/02/14/camerun-assalto-ad-ospedale-pazienti-bruciati-vivi/">Camerun: assalto ad ospedale, pazienti bruciati vivi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/14/camerun-assalto-ad-ospedale-pazienti-bruciati-vivi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LETTERA A SALVINI DI UN&#8217;IMMIGRATA AFRICANA: «LA FACCIA CATTIVA LA DEDICHI AI POTENTI CHE OCCUPANO CASA MIA»</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/13/lettera-a-salvini-di-unimmigrata-africana-la-faccia-cattiva-la-dedichi-ai-potenti-che-occupano-casa-mia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/13/lettera-a-salvini-di-unimmigrata-africana-la-faccia-cattiva-la-dedichi-ai-potenti-che-occupano-casa-mia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2019 08:33:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[deboli]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[immigrata]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[ingiustizia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ministro]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[nigeriana]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[ragazze]]></category>
		<category><![CDATA[ricchezza]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[stupri]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[trafficanti]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11930</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; È diretta e senza mediazioni la lettera aperta di una donna africana al ministro dell&#8217;Interno. &#8220;Se avessi potuto scegliere, avrei fatto volentieri a meno della sua ospitalità&#8221;. (da raiwadunia.com) «Ho visto la sua&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/13/lettera-a-salvini-di-unimmigrata-africana-la-faccia-cattiva-la-dedichi-ai-potenti-che-occupano-casa-mia/">LETTERA A SALVINI DI UN&#8217;IMMIGRATA AFRICANA: «LA FACCIA CATTIVA LA DEDICHI AI POTENTI CHE OCCUPANO CASA MIA»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>È diretta e senza mediazioni la lettera aperta di una donna africana al ministro dell&#8217;Interno. &#8220;Se avessi potuto scegliere, avrei fatto volentieri a meno della sua ospitalità&#8221;. (da raiwadunia.com)</strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/donne-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11931" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/donne-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="720" height="405" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/donne-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/donne-migranti-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></em></strong></p>
<p>«Ho visto la sua faccia ieri al telegiornale. Dipinta dei colori della rabbia. La sua voce ,poi, aveva il sapore amarissimo del fiele. Ha detto che per noi che siamo qui nella vostra terra è finita la pacchia. Ci ha accusati di vivere nel lusso, rubando il pane alla gente del suo paese. <strong>Ancora una volta ho provato i morsi atroci della paura…</strong><br />
Chi sono? Non le dirò il mio nome. I nomi, per lei, contano poco. Niente. <strong>Sono una di quelli che lei chiama con disprezzo “clandestini”.</strong><br />
Vengo da un paese, la Nigeria, dove ben pochi fanno la pacchia e sono tutti amici vostri. Lo dico subito. Non sono una vittima del terrorismo di Boko Haram. Nella mia regione, il Delta del Niger non sono arrivati. Sono una profuga economica, come dite voi, una di quelle persone che non hanno alcun diritto di venire in Italia e in Europa.<br />
Lo conosce il Delta del Niger? Non credo. <strong>Eppure ogni volta che lei sale in macchina può farlo grazie a noi. Una parte della benzina che usa viene da lì.</strong><br />
Io vivevo alla periferia di Port Harkourt, la capitale dello Stato del Delta del Niger. Una delle capitali petrolifere del mondo. Vivevo con mia madre e i miei fratelli in una baracca e alla sera per avere un po’ di luce usavamo le candele. Noi come la grande maggioranza di chi vive lì.</p>
<p><strong>È dura vivere dalle mie parti. Molto dura. Un inferno se sei una ragazza</strong>. Ed io ero una ragazza. Tutto è a pagamento. Tutto. Se non hai soldi non vai a scuola e non puoi curarti. Gli ospedali e le scuole pubbliche non funzionano. E persino lì, comunque, se vuoi far finta di studiare o di curarti, devi pagare. E come fai a pagare se di lavoro non ce ne è? La fame, la miseria, la disperazione e l’ assenza di futuro, sono nostre compagne quotidiane.<br />
La vedo già storcere il muso. È pronto a dire che non sono fatti suoi, vero?<br />
<strong>Sono fatti suoi, invece</strong>.<br />
Il mio paese, la regione in cui vivo, dovrebbe essere ricchissima visto che siamo tra i maggiori produttori di petrolio al mondo. E invece no. Quel petrolio arricchisce poche famiglie di politici corrotti, riempie le vostre banche del frutto delle loro ruberie, mantiene in vita le vostre economie e le vostre aziende.<br />
Il mio paese è stato preda di più colpi di stato. Al potere sono sempre andati, caso strano, personaggi obbedienti ai voleri delle grandi compagnie petrolifere del suo mondo, anche del suo paese. Avete potuto, così, pagare un prezzo bassissimo per il tanto che portavate via. E quello che portavate via era la nostra vita.<br />
Lo avete fatto con protervia e ferocia. <strong>La vostra civiltà e i vostri diritti umani hanno inquinato e distrutto la vita nel Delta del Niger e impiccato i nostri uomini migliori.</strong> Si ricorda Ken Saro Wiwa? Era un giovane poeta che chiedeva giustizia per noi. Lo avete fatto penzolare da una forca…<br />
Le vostre aziende, in lotta tra loro, hanno alimentato la corruzione più estrema. Avete comprato ministri e funzionari pubblici pur di prendervi una fetta della nostra ricchezza.<br />
L’ Eni, l’ Agip, quelle di certo le conosce. Sono accusate di aver versato cifre da paura in questo sporco gioco. Con quei soldi noi avremmo potuto avere scuole e ospedali. A casa, la sera, non avrei avuto bisogno di una candela…<br />
<strong>Sarei rimasta lì, a casa mia, nella mia terra.</strong><br />
Avrei fatto a meno della pacchia di attraversare un deserto. Di essere derubata dai soldati di ogni frontiera e dai trafficanti. Di essere violentata tante volte durante il viaggio. Avrei volentieri fatto a meno delle prigioni libiche, delle notti passate in piedi perché non c’ era posto per dormire, dell’ acqua sporca e del pane secco che ti davano, degli stupri continui cui mi hanno costretta, delle urla strazianti di chi veniva torturato.<br />
Avrei fatto a meno della vostra ospitalità. <strong>Nel suo paese tante ragazze come me hanno come solo destino la prostituzione</strong>. Lo sapete. E non fate niente contro la nostra schiavitù anzi la usate per placare la vostra bestialità. Io sono riuscita a sfuggire a questo orrore, ma sono stata schiava nei vostri campi. Ho raccolto i vostri pomodori, le vostre mele, i vostri aranci in cambio di pochi spiccioli e tante umiliazioni.<br />
Ancora una volta, la pacchia l’ avete fatta voi. Sulla nostra pelle. Sulle nostre vite. Sui nostri poveri sogni di una vita appena migliore.<br />
Vedo che non ho mai pronunciato il suo nome. Me ne scuso, ma mi mette paura. Quella per l’ ingiustizia di chi sa far la faccia dura contro i deboli, ma sa sorridere sempre ai potenti.<br />
<strong>Vuole che torniamo a casa? Parli ai suoi potenti</strong>, a quelli degli altri paesi che occupano di fatto casa mia in una guerra velenosa e mai dichiarata. Se ha un po’ di dignità e di coraggio, la faccia brutta la faccia a loro».</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/13/lettera-a-salvini-di-unimmigrata-africana-la-faccia-cattiva-la-dedichi-ai-potenti-che-occupano-casa-mia/">LETTERA A SALVINI DI UN&#8217;IMMIGRATA AFRICANA: «LA FACCIA CATTIVA LA DEDICHI AI POTENTI CHE OCCUPANO CASA MIA»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/13/lettera-a-salvini-di-unimmigrata-africana-la-faccia-cattiva-la-dedichi-ai-potenti-che-occupano-casa-mia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
