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	<title>norma Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>L&#8217;aborto è finalmente legale, sicuro e gratuito in Argentina</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 10:57:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Julia Martín Arévalo Il disegno di legge è passato al Senato questa mattina con 38 voti a favore, 29 contrari e un&#8217;astensione Foto: Europa Press Oggi, 30 dicembre, a un giorno di distanza dall&#8217;addio&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="640" height="428" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/rrttt.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14939" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/rrttt.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/rrttt-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>Julia Martín Arévalo</p>



<p><strong>Il disegno di legge è passato al Senato questa mattina con 38 voti a favore, 29 contrari e un&#8217;astensione</strong></p>



<p>Foto: Europa Press</p>



<p>Oggi, 30 dicembre, a un giorno di distanza dall&#8217;addio al peggiore anno della nostra storia recente, possiamo finalmente festeggiare che anche il 2020 passerà alla storia per qualcosa di positivo: l&#8217;Argentina ha legalizzato l&#8217;aborto.</p>



<p>La moltitudine di persone riunite in Piazza del Congresso è esplosa di gioia nelle prime ore del mattino di questo martedì quando hanno scoperto il risultato del Senato. Tra applausi e abbracci hanno salutato la legge del 1921 che fino ad oggi considerava l&#8217;aborto un reato, salvo in caso di stupro o di rischio per la vita della madre.</p>



<p>La norma, già approvata dalla Camera dei Rappresentanti lo scorso 11 dicembre, rappresenta un cambiamento importante rispetto alla precedente: l&#8217;interruzione di gravidanza sarà garantita fino alla 14a settimana di gestazione anche se il medico si dichiara obiettore di coscienza; e potrà essere effettuata in modo legale, sicuro e gratuito. Inoltre, stabilisce un limite di tempo di 10 giorni tra la richiesta della donna e la procedura da eseguire, per evitare manovre da parte dei medici che potrebbero ritardare l&#8217;aborto fino alla sua esecuzione.</p>



<p>La chiave del successo di questa legge, già tentata di essere approvata nel 2018 e fallita al Senato, è stato il sostegno del presidente Alberto Fernández che sostiene che &#8220;la criminalizzazione dell&#8217;aborto non è servita a nulla, ha permesso che l&#8217;aborto avvenisse clandestinamente solo in numeri preoccupanti&#8221;. Secondo i dati del Ministero della Salute argentino, si stima che ogni anno vengano praticati circa 400.000 aborti clandestini, molti dei quali si complicano fino a causare, in alcuni casi, la morte della madre. La necessità di porre fine a queste cifre è stato uno degli argomenti più forti a favore del dibattito per la legalizzazione dell&#8217;aborto.</p>



<p>Altrettanto fondamentale è stata la pressione legislativa e mediatica della marea verde di sostegno alla depenalizzazione dell&#8217;aborto. Per il movimento femminista argentino, noto per essere uno dei più pionieri e veterani del continente, quello di oggi è stato un trionfo storico, frutto di anni di lotta.</p>



<p>Questa notizia, in un Paese così rilevante come l&#8217;Argentina, costituisce un importante precedente per il continente latino-americano, dove finora l&#8217;aborto era legale solo in Uruguay, Cuba, Guyana, Guyana Francese, Porto Rico e parte del Messico.</p>
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		<title>Regolarizzazione e indisponibilità del datore di lavoro: ASGI scrive agli Ispettorati</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2020 07:20:06 +0000</pubDate>
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<p>L’ASGI ha ritenuto opportuno rappresentare una particolare criticità della procedura di regolarizzazione di cui all’art.103 del DL 34/2020, con riferimento a numerose segnalazioni pervenute dagli associati che evidenziano in tutto il territorio nazionale<strong> la diffusa indisponibilità di molti datori di lavoro a dichiarare rapporti di impiego irregolare già in corso</strong> nei settori di lavoro ammessi alla regolarizzazione (lavoro domestico, nell’agricoltura e attività connesse o nella pesca), che quindi rientrerebbero pacificamente nel campo di applicazione della norma in oggetto.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/06/2020_Ispettorati_Lavoro_Emersione.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La lettera inviata dall’ASGI al Ministro del Lavoro e agli ispettorati</a></p>
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		<item>
		<title>LA  REGIONE LOMBARDIA TOGLIE IL MEDICO ALLE PERSONE RICHIEDENTI ASILO</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Nov 2019 08:46:22 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/73395356_563668814204629_1383929030746570752_o-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13231" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/73395356_563668814204629_1383929030746570752_o-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/73395356_563668814204629_1383929030746570752_o-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/73395356_563668814204629_1383929030746570752_o-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/73395356_563668814204629_1383929030746570752_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1120w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Dove non arriva la mannaia dei decreti Salvini, sui diritti delle persone migranti, arriva l&#8217;interpretazione &#8220;creativa&#8221; di qualche amministratore.</p>



<p>Questa volta tocca al diritto alla salute delle persone richiedenti asilo residenti nella&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/Regione.Lombardia.official/?__tn__=%2CdK%2AF-R&amp;eid=ARAvoaoPnYDSMDYBuKoC9DvHU93bNwsVvnWpP41ZyGrq_ds6INtlZu7xeJ1xTM-jtQyVadukPQfPqsxK&utm_source=rss&utm_medium=rss">Regione Lombardia</a>.</p>



<p>Come osservato infatti dall&#8217;<a href="https://www.facebook.com/NagaOnlus/?__tn__=%2CdK%2AF-R&amp;eid=ARDBoD2r4vsUhTdxNVlqIMG1LGdUejTs2hcb3vXKu7NrQfMJ3_29S3GxvCqce1rqIpsR1Z8T1Rnc1e0c&utm_source=rss&utm_medium=rss">Associazione Naga &#8211; Milano</a>,</p>



<p>il primo decreto sicurezza Salvini, &#8220;non è invece intervenuto sull&#8217;assistenza sanitaria per i cittadini stranieri che, per i richiedenti asilo, continua ad essere garantita dall&#8217;articolo 34 del Testo Unico Immigrazione (Dlgs 286/98).&#8221;</p>



<p>&#8220;Ci ha però pensato la Regione Lombardia che, tramite l&#8217;Azienda di Tutela della Salute (ATS) Milano Città Metropolitana, ha diffuso ai medici di base un&#8217;informativa secondo la quale a seguito delle modifiche introdotte dal cosiddetto Decreto Salvini i richiedenti la protezione internazionale verranno iscritti al Servizio Sanitario per massimo 1 anno, senza assegnazione del Medico di Medicina Generale. La stessa comunicazione appare anche sul sito di Regione Lombardia, mentre da nessuna parte è stato possibile reperire il provvedimento che ha originato tali comunicazioni.&#8221; (<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fbit.ly%2F34aHHOf%3Ffbclid%3DIwAR2EtWo-YzSESBfGu8KMOvg18W_CKn11F5SvaEF0nCXnUke3EfTaltJQh5w&amp;h=AT2kHfLlQI8cq7SmL23fA9NamnBi_Dwue5DVBPwsAAWAoCl_zZacMcjOULPR9h7qDuZ5WU5k0YWQwH0e8bgrYZ_QzL8qjL8Kl_PgsK3xHqoqs84aJJwiK526IDRwWeb_jWw_bTQGpQ&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">bit.ly/34aHHOf</a>)</p>



<p>Questo il link del sito della Regione al quale è riportata la novità, espressamente quanto falsamente ricondotta al primo decreto sicurezza del precedente governo.</p>



<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="👇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br><a href="https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioServizio/servizi-e-informazioni/Cittadini/salute-e-prevenzione/prenotazioni-ticket-e-tempi-di-attesa/assistenza-sanitaria-agli-stranieri/assistenza-sanitaria-agli-stranieri?fbclid=IwAR3uoUUH_7qne3_44DCJKKTNKSzr8BiywOGG2Ln4saoCjazYoUXBn-zsVeo&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioServizio/servizi-e-informazioni/Cittadini/salute-e-prevenzione/prenotazioni-ticket-e-tempi-di-attesa/assistenza-sanitaria-agli-stranieri/assistenza-sanitaria-agli-stranieri?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>E ci casca anche qualche quotidiano:</p>



<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="👇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br><a href="https://rep.repubblica.it/pwa/locali/2019/10/25/news/effetto_salvini_via_il_medico_ai_richiedenti_asilo-239436766/?fbclid=IwAR0vrWTUxmjTHFgGq5HoDX-b_hxIZcLd5LvbalI-gsU1w5EMfmg-q1RDonQ&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://rep.repubblica.it/pwa/locali/2019/10/25/news/effetto_salvini_via_il_medico_ai_richiedenti_asilo-239436766/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Non ha invece alcuna giustificazione nè tantomeno supporto normativo l&#8217;iniziativa regionale di cui trattasi, considerato che il diritto alla salute è bene costituzionalmente garantito, e appunto nessuna circolare può derogare all&#8217;art. 34 citato, che riconosce anche ai richiedenti asilo parità di trattamento e completa uguaglianza rispetto ai cittadini italiani quanto all&#8217;assistenza erogata dal servizio sanitario nazionale e alla sua validità temporale: quindi iscrizione al servizio sanitario e medico di base anche per loro, e non solo per un anno!</p>



<p>Attendiamo il &#8220;mea culpa&#8221; della Regione Lombardia ed una pronta smentita diretta ai medici di base già destinatari della circolare menzognera.<br></p>
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		<title>Libertà per #Nasrin &#8211; avvocata iraniana condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 07:51:33 +0000</pubDate>
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<p><strong>Nasrin Sotoudeh è un’avvocata iraniana, attivista per i diritti umani che è stata condannata a&nbsp;33 anni di carcere&nbsp;e 148 frustrate dalla giustizia di Teheran.</strong>&nbsp;Nasrin era già stata condannata a 38 anni di prigione nel settembre del 2018 e si trova&nbsp;<strong>rinchiusa in condizioni durissime nel carcere di Evin.</strong><br><br><strong>Che colpa ha Nasrin?</strong></p>



<p>Quella di essersi&nbsp;<strong>battuta contro l’applicazione di una norma del codice penale</strong>&nbsp;iraniano in base alla quale&nbsp;<strong>si&nbsp;impedisce di nominare un avvocato di fiducia&nbsp;alle persone imputate di reati</strong>&nbsp;tra cui quelli contro la&nbsp;sicurezza nazionale.</p>



<p>Nel 2012 Narin ha vinto il Premio Sakharov per la libertà di pensiero.</p>



<p>Dal 13 giugno 2018 si trova rinchiusa nel carcere di Evin.<br><br><strong>L&#8217;ultima condanna arriva dopo un processo che si è tenuto in contumacia</strong>&nbsp;poiché Narsin &#8211; in base a quanto detto dal marito &#8211; si è rifiutata di presentarsi in aula perché&nbsp;<strong>le era stato negato il diritto alla scelta dell&#8217;avvocato.</strong></p>



<p><strong>Chiediamo al Governo italiano e alle istituzioni europee che si attivino prontamente con le autorità iraniane per chiedere la liberazione immediata di Nasrin.</strong></p>



<p></p>



<p>Firmaimo la petizione su:  <br><a href="https://www.change.org/p/libert%C3%A0-per-nasrin-giuseppeconteit-italymfa-federicamog-salviamonasrin?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/libert%C3%A0-per-nasrin-giuseppeconteit-italymfa-federicamog-salviamonasrin?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </p>
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		<title>Appello contro la proposta di legge sul REATO di TORTURA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2017 11:13:07 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/chi-siamo-770x500-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8983" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/chi-siamo-770x500-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="770" height="500" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/chi-siamo-770x500-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 770w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/chi-siamo-770x500-2-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/chi-siamo-770x500-2-768x499.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In tema di leggi e di bagarre in Senato, oggi vogliamo parlare della norma approvata lo scorso 17 maggio che riguarda il REATO DI TORTURA; con 195 voti a favore e 8 contrari è stata fatta la  proposta di legge sull’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano. Un testo “provocatorio e inaccettabile” secondo un appello sottoscritto tra gli altri da Ilaria Cucchi, Enrico Zucca e Lorenzo Guadagnucci. Eccolo:</p>
<p>“Il Senato ha approvato una legge truffa sulla tortura, scritta in modo da renderla inapplicabile e in totale contraddizione con la convenzione Onu sulla tortura e con le indicazioni contenute nella sentenza di condanna contro l’Italia della Corte europea per i diritti umani del 7 aprile 2015 (Cestaro vs Italia per il caso Diaz). È un testo provocatorio e inaccettabile, che il Parlamento non può approvare, se l’Italia intende rimanere nel perimetro delle nazioni democratiche e all’interno della Convenzione europea sui diritti umani e le libertà fondamentali, firmata nel 1950.</p>
<div>Nel testo licenziato dal Senato il crimine di tortura è configurato come reato comune e non proprio del pubblico ufficiale, arrivando alla scrittura di una norma volutamente ingannevole e quindi pressoché inapplicabile; la tortura è tale solo se “violenze”, “minacce” e “condotte” sono plurime (in tutto il mondo si usa giustamente il singolare); la tortura mentale – la più diffusa – è tale solo se “il trauma psichico è verificabile” (quindi sottoposto a incerte valutazioni, con inevitabili disparità di trattamento e lasciando la porta aperta a tecniche, come la  deprivazione sensoriale, oggi praticate in tutto il mondo); la possibilità di prescrizione permane (il Senato ha addirittura eliminato il raddoppio dei termini previsto dal testo della Camera, mentre le convenzioni internazionali e la Corte di Strasburgo richiedono la imprescrittibilità del reato); non è previsto alcun fondo per il recupero delle vittime (altro obbligo disatteso, mentre in altre leggi si prevede il rimborso delle spese legali per certe categorie di imputati); nulla si dice – ulteriore mancanza rispetto agli obblighi internazionali – sulla sospensione e la rimozione di pubblici ufficiali giudicati colpevoli di tortura e trattamenti inumani e degradanti.</div>
<div></div>
<div>Se la Camera approvasse questo testo, l’Italia avrebbe una legge che sembra concepita affinché sia inapplicabile a casi concreti; avremmo cioè una legge sulla tortura solo di facciata, inutile e controproducente ai fini della punizione e della prevenzione di eventuali abusi.</div>
<div></div>
<div>È nell’interesse dei cittadini e delle stesse forze di sicurezza mantenere l’Italia nel perimetro della migliore civiltà giuridica, perciò chiediamo ad Antigone, ad Amnesty International, alle associazioni, a tutte le persone di buona volontà di battersi con ritrovata fermezza affinché la Camera dei deputati cambi rotta e il parlamento compia l’unica scelta seria possibile, ossia il ritorno al testo concordato in sede di Nazioni Unite. Quel testo garantisce un equilibrato aggiornamento del codice penale e può essere approvato dal parlamento nell’arco di poco tempo, entro la fine di questa legislatura&#8221;.</div>
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		<title>La schiavitù nei campi: coercizione e volontarietà dei lavoratori sfruttati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 08:58:56 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Marco Omizzolo    (da Eurispes.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli studi sullo sfruttamento lavorativo spesso si confrontano con una diffusa e vetusta interpretazione del fenomeno legata a modelli propriamente schiavistici dei secoli passati e poco attenti alle modalità specifiche con le quale esso si manifesta nella società contemporanea. Lo sfruttamento lavorativo deve essere, invece, declinato in modo moderno. D’altro canto, già l’Organizzazione Internazionale del Lavoro nel 2014 riconosce e specifica i caratteri del lavoro gravemente sfruttato, affermando che esso si manifesta quando “<i>implica una non facile fuoriuscita da parte dei lavoratori dalla condizione in cui versano, poiché assoggettati e minacciati e dunque probabile oggetto di violenza</i>”<sup><a class="sdfootnoteanc" href="http://www.leurispes.it/la-schiavitu-nei-campi-coercizione-e-volontarieta-dei-lavoratori-sfruttati/#sdfootnote1sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdfootnote1anc">1</a></sup>.     <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/lavori-agricoli1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5714" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-5714 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/lavori-agricoli1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="lavori-agricoli1-300x225" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il lavoratore sfruttato, soprattutto se bracciante, vive una condizione in cui è evidente la relazione asimmetrica tra il datore di lavoro, titolare del potere decisionale che manifesta in via esclusiva e diretta, e se stesso in quanto forza-lavoro, obbligato ad obbedire al potere del primo. È una prima condizione subito evidente che costituisce la struttura di base dello sfruttamento lavorativo, riscontrabile anche nelle sue forme tradizionali. L’orario di lavoro è un altro aspetto fondamentale e tradizionale dello sfruttamento lavorativo. Lavorare in campagna come bracciante per 14 ore consecutive con brevi pause di pochi minuti significa essere pienamente dentro la fattispecie dello sfruttamento lavorativo. La retribuzione anche è di fondamentale importanza. Ottenere una retribuzione mensile di poche centinaia di euro a fronte di un lavoro quotidiano per un’attività logorante e usurante come quella bracciantile, autorizza a considerarla una variabile propria dello sfruttamento lavorativo.</p>
<p>Il grave sfruttamento lavorativo è però declinabile anche secondo alcune variabili che consentono di comprenderne la complessità moderna e nel contempo di leggerne l’evoluzione. Tra esse, la qualità strutturale delle condizioni materiali di lavoro. L’attività del bracciante impegnato nella raccolta di ortaggi in serra per quattordici ore al giorno per trenta giorni al mese per una retribuzione mensile di appena 400/500 euro, se è anche subordinato alla volontà vincolante e dominante del datore di lavoro o del caporale che esercita un potere diretto e insindacabile sulla persona del lavoratore, termina direttamente nella fattispecie specifica del lavoro para-schiavistico.</p>
<p>Si deve sommare poi la condizione di vulnerabilità del lavoratore data da uno stato temporaneo (che può essere anche di lungo periodo) di precarietà o fragilità sociale, da cui scaturisce la sua predisposizione ad accettare qualsiasi occupazione pur di garantirsi la sussistenza e quella del proprio nucleo familiare (che nel caso dei migranti comprende anche le proprie famiglie residenti nei paesi di origine). Ciò significa predisporsi ad accettare le condizioni imposte dal datore di lavoro. Ad esse si sommano, nel caso dei migranti, gli obblighi di legge derivanti dalle condizioni previste dalla normativa vigente con riferimento ad esempio al rinnovo del permesso di soggiorno, che obbliga i lavoratori ad accettare le condizioni di lavoro informali ma predominanti imposte dal datore di lavoro e dal caporale pur di riuscire a soddisfare i parametri normativi previsti. A queste si deve aggiungere anche la segmentazione propria del mercato del lavoro italiano che impedisce la necessaria mobilità, soprattutto ascensionale, allo scopo di superare la reclusione in ambiti lavorativi precari, stagionali, particolarmente faticosi, poco retribuiti, esposti a ricatti, violenze e discriminazioni. Infine, ci sono da considerare anche gli ostacoli culturali, come la scarsa conoscenza della lingua italiana, delle normativa nazionale e internazionale, delle consuetudini vigenti e i servizi sindacali, di welfare o istituzionali territorialmente organizzati.</p>
<p>Alcuni case studies emersi in Italia nel corso degli ultimi anni possono specificare meglio, almeno empiricamente, quanto illustrato con riferimento al lavoro gravemente sfruttato. Ciò vale riguarda in territori dove il fenomeno è più noto, come la Sicilia, la Puglia, la Calabria, la Campania o il Lazio e anche alcune realtà del Nord del Paese dove esso è più localmente circoscrivibile ma rispondente alle medesime perverse logiche. Tra le tante, ad esempio, il grossetano, l’astigiano, alcune aree del Veneto, l’hinterland milanese, alcune zone emiliane e friulane. In alcune di queste aree la declinazione moderna del grave sfruttamento assume caratteri originali che spesso superano le rigidi fattispecie della dottrina tradizionale, compresa quella giudiziaria. Proprio questa originalità consente di superare una lettura troppo ortodossa del grave sfruttamento lavorativo.</p>
<p>È il caso dell’utilizzo, indotto dal datore di lavoro, di sostanze dopanti come metanfetamine, oppio e antispastici da parte dei braccianti indiani originari del Punjab impiegati nelle campagne della provincia di Latina allo scopo di reggere le fatiche psico-fisiche derivanti dallo sfruttamento lavorativo (http://www.inmigrazione.it/it/dossier/2014—doparsi-per-lavorare-come-schiavi).?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>In questo caso si rileva al volontà dei braccianti punjabi di lavorare alle condizioni imposte dal datore di lavoro, accettandone le condizioni, a fronte della supposta, ipotetica e spesso improbabile, possibilità di rifiutarsi e dunque di sottrarsi allo sfruttamento. Quest’ultima opzione risulta assai poco praticata, considerando gli obblighi normativi volti al rinnovo del permesso di soggiorno, i vincoli sociali derivanti dall’impegno assunto con la famiglia di origine, il vincolo proprio del rapporto con il trafficante (http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=23093)&utm_source=rss&utm_medium=rss che lo ha condotto in provincia di Latina e l’obiettiva impossibilità di trovare altra occupazione che non sia quella del bracciante. Per questa ragione la declinazione particolarmente cruenta del doping è in corso di diffusione e rischia di generare circuiti economici spesso gestiti da forme varie di criminalità, compresa quella organizzata, sino a generare una forma originale di criminalità indiana. Il vincolo della “catena”, secondo il vecchio paradigma schiavistico, ossia dell’impossibilità fisica del soggetto di sottrarsi dallo sfruttamento lavorativo para-schiavistico, è evidentemente fallace nella società contemporanea, nella quale invece tale fattispecie sfocia in una complessità policroma che comprendere variabili sociali, culturali, economiche e giuridiche ampie che solo una lettura approfondita, e dunque non banale, è in grado di rilevare.</p>
<p>L’auspicio è che la riflessione sulla genesi delle moderne forme di sfruttamento e di grave sfruttamento consenta presto di aggiornare schemi interpretativi vetusti, anche dal punto di vista giuridico e giurisdizionale. L’analisi del fenomeno grazie a ricerche qualificate e appropriate (http://www.inmigrazione.it/it/dossier/migranti-e-territori-lavoro-diritti-accoglienza)?utm_source=rss&utm_medium=rss possono influenzare anche il dibattito politico, a patto che si comprenda il rapporto intenso tra coercizione e volontarietà del lavoratore che precipita nello sfruttamento lavorativo.</p>
<div id="sdfootnote1">
<p class="sdfootnote"><a class="sdfootnotesym" href="http://www.leurispes.it/la-schiavitu-nei-campi-coercizione-e-volontarieta-dei-lavoratori-sfruttati/#sdfootnote1anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdfootnote1sym">1</a> Organizzazione Internazionale del Lavoro, Convenzione sul lavoro forzato e obbligatorio, n.29/1930.</p>
</div>
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		<title>Trivellare in terra e in mare: effetti e conseguenze</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 07:31:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un evento straordinario per voi, cari amici, organizzato dall&#8217;Associazione per i Diritti umani. Ci vediamo alla Dogana di Milano! Ma vi aspettiamo prima, giovedì 31 marzo, anche per l&#8217;incontro con Serena Uccello per parlare&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Un evento straordinario per voi, cari amici, organizzato dall&#8217;Associazione per i Diritti umani. Ci vediamo alla Dogana di Milano!</div>
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<div>Ma vi aspettiamo prima, giovedì 31 marzo, anche per l&#8217;incontro con Serena Uccello per parlare di lotta alle mafie e di scuola !</div>
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