<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>normativa Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/normativa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/normativa/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Dec 2021 15:43:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>normativa Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/normativa/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori. Un’indagine qualitativa a cura del Naga.</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/12/17/il-nuovo-sistema-di-accoglienza-per-richiedenti-asilo-e-rifugiati-e-la-condizione-di-chi-ne-rimane-fuori-unindagine-qualitativa-a-cura-del-naga/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/12/17/il-nuovo-sistema-di-accoglienza-per-richiedenti-asilo-e-rifugiati-e-la-condizione-di-chi-ne-rimane-fuori-unindagine-qualitativa-a-cura-del-naga/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 15:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[disuguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Naga]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[richiedentiasilo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[terzosettore]]></category>
		<category><![CDATA[volontari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15890</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori.&#160;Un’indagine qualitativa. Scarica: il report completo, l’abstract in italiano e in inglese. L’indagine che presentiamo rappresenta il quarto lavoro di monitoraggio&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/12/17/il-nuovo-sistema-di-accoglienza-per-richiedenti-asilo-e-rifugiati-e-la-condizione-di-chi-ne-rimane-fuori-unindagine-qualitativa-a-cura-del-naga/">Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori. Un’indagine qualitativa a cura del Naga.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/PIU-FUORI-CHE-DENTRO-COVER-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15892" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/PIU-FUORI-CHE-DENTRO-COVER-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/PIU-FUORI-CHE-DENTRO-COVER-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/PIU-FUORI-CHE-DENTRO-COVER-1-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/PIU-FUORI-CHE-DENTRO-COVER-1-1536x1025.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/PIU-FUORI-CHE-DENTRO-COVER-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori.</strong>&nbsp;<strong>Un’indagine qualitativa.</strong></p>



<p><strong>Scarica: <a rel="noreferrer noopener" href="https://naga.it/wp-content/uploads/2021/12/Report_Piu-fuori-che-dentro.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">il report com</a>pleto, <a rel="noreferrer noopener" href="https://naga.it/wp-content/uploads/2021/12/Abstract_-Piu-fuori-che-dentro.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">l’abstract in italiano</a> e <a rel="noreferrer noopener" href="https://naga.it/wp-content/uploads/2021/12/AbstractEN_-Piu-fuori-che-dentro.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">in inglese</a>.</strong></p>



<p>L’indagine che presentiamo rappresenta il quarto lavoro di monitoraggio e analisi realizzato dall’Osservatorio del Naga ed è stata svolta con l’obiettivo di&nbsp;<strong>indagare il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e di chi ne rimane escluso, con particolare attenzione all’area di Milano.</strong>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;“Con questo nuovo lavoro abbiamo voluto mettere insieme&nbsp;<strong>l’analisi dei cambiamenti normativi</strong>&nbsp;introdotti dal cosiddetto&nbsp;<em>Decreto Lamorgese</em>,&nbsp;<strong>il funzionamento&nbsp;</strong>del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI)&nbsp;e&nbsp;<strong>la denuncia&nbsp;</strong>delle gravi difficoltà che vivono le persone che si ritrovano sul territorio metropolitano senza accoglienza” dichiarano i volontari e le volontarie del Naga che hanno realizzato l’indagine. “Il&nbsp;report è&nbsp;<strong>il risultato dell’attività degli ultimi due anni,&nbsp;</strong>segnati in modo drammatico dalla pandemia. Abbiamo quindi dovuto adattarci alla nuova situazione rimodulando la nostra metodologia. Abbiamo continuato a&nbsp;<strong>raccogliere dati e sviscerare la normativa e le prassi</strong>&nbsp;e abbiamo anche continuato a&nbsp;<strong>verificare la situazione sul territorio</strong>&nbsp;sia con la raccolta di testimonianze dal vivo sia con incontri online e visite da remoto dei centri di accoglienza. Ciò che ne emerge è una fotografia ampia e dettagliata e ancora più preziosa perché si colloca all’interno di un contesto straordinario che purtroppo ha drammaticamente peggiorato la situazione” proseguono i volontari e le volontarie. E concludono: “Si sono, infatti,&nbsp;<strong>radicalizzate la fragilità e la precarietà esistenziale</strong>&nbsp;delle persone che abbiamo incontrato e che vivono sia fuori che dentro il sistema di accoglienza e si è fatto&nbsp;<strong>sempre più ricorso alla sussidiarietà</strong>&nbsp;del terzo settore come strumento di intervento strutturale per la gestione delle questioni sociali, con il&nbsp;<strong>conseguente e drammatico aumento delle disuguaglianz</strong>e”.</p>



<p>&nbsp;“<strong>Quella che abbiamo incontrato non è una Milano accogliente e solidale, ma una città dove parte della popolazione è strutturalmente esclusa dall’accesso a diritti fondamentali</strong>. La non-gestione dell’accoglienza rappresenta simbolicamente e concretamente&nbsp;<strong>la scelta di non attuare soluzioni strutturali</strong>, la mancanza di investimenti pubblici adeguati e ben indirizzati, e la mancanza di flessibilità e creatività nel trovare risposte concrete e rispondenti ai bisogni di chi è senza casa.” Afferma Anna Radice Presidente del Naga. “A fronte di questo scenario facciamo appello a un&nbsp;<strong>urgente cambio di rotta</strong>&nbsp;e avanziamo le seguenti&nbsp;<strong>proposte</strong>:&nbsp;<strong>creazione&nbsp;</strong>di un unico sistema di accoglienza per tutte le persone richiedenti asilo e creazione di percorsi ad hoc per persone fragili e vulnerabili;&nbsp;<strong>superamento</strong>&nbsp;dell’attuale “Piano freddo” e della logica emergenziale di gestione delle problematiche sociali e abitative;&nbsp;<strong>creazione</strong>&nbsp;di un sistema di accoglienza a gestione diretta dei servizi sociali dei comuni, diffuso su tutto il territorio cittadino e metropolitano;&nbsp;<strong>apertura&nbsp;</strong>di servici igienici pubblici sempre accessibili a tutte le persone, gratuiti e distribuiti capillarmente in città e di strutture diurne “a bassa soglia”, al fine di rispondere ai bisogni di chi si trova senza fissa dimora o in dormitori notturni;&nbsp;<strong>organizzazione</strong>&nbsp;di un servizio telefonico e di pronto intervento 24h/24h gestito direttamente dai servizi sociali del Comune di Milano;&nbsp;<strong>implementazione&nbsp;</strong>di un processo semplice e accessibile per l’effettivo ottenimento di documenti necessari al pieno godimenti di diritti fondamentali, quali ad esempio l’iscrizione anagrafica per le persone senza fissa dimora. Rimaniamo ora&nbsp;<strong>in attesa di risposte</strong>&nbsp;da parte delle Istituzioni mentre continuiamo a offrire i nostri servizi gratuiti alle cittadine straniere e ai cittadini stranieri e a&nbsp;<strong>batterci per i diritti di tutti e di tutte. La&nbsp;pandemia ha infatti chiaramente confermato che non esistono soluzioni individuali alle esigenze sociali, ma soltanto soluzioni collettive e strutturali.</strong>” Conclude Radice</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/12/17/il-nuovo-sistema-di-accoglienza-per-richiedenti-asilo-e-rifugiati-e-la-condizione-di-chi-ne-rimane-fuori-unindagine-qualitativa-a-cura-del-naga/">Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori. Un’indagine qualitativa a cura del Naga.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/12/17/il-nuovo-sistema-di-accoglienza-per-richiedenti-asilo-e-rifugiati-e-la-condizione-di-chi-ne-rimane-fuori-unindagine-qualitativa-a-cura-del-naga/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alessia Sorgato. Violenza domestica in tempo di pandemia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/06/alessia-sorgato-violenza-domestica-in-tempo-di-pandemia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/06/alessia-sorgato-violenza-domestica-in-tempo-di-pandemia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2020 13:05:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri video]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte per scuole e università]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[AlessiaSorgato]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[denunce]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[domestica]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[legale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[odio]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[revengeporn]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[streaming]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=13982</guid>

					<description><![CDATA[<p>Domani, 7 maggio, alle ore 1830 sarà con noi l&#8217;avv. Alessia Sorgato, impegnata sul tema, tra gli altri, della violenza domestica sulle donne. Il suo ultimo saggio si intitola &#8220;Revenge porn&#8221;: Le questioni &#8220;classiche&#8221;&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/06/alessia-sorgato-violenza-domestica-in-tempo-di-pandemia/">Alessia Sorgato. Violenza domestica in tempo di pandemia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Domani, <strong>7 maggio</strong>, alle ore <strong>1830</strong> sarà con noi l&#8217;avv. <strong>Alessia Sorgato</strong>, impegnata sul tema, tra gli altri, della violenza domestica sulle donne. Il suo ultimo saggio si intitola &#8220;Revenge porn&#8221;:  <br>Le questioni &#8220;classiche&#8221; relative alla <strong>violenza </strong>&#8211; soprattutto nei confronti delle <strong>donne </strong>&#8211; e all&#8217;odio si intersecano sia con la recente riforma normativa italiana che ha disciplinato, in generale, nuove forme di violenza e, in particolare, che ha introdotto il cosiddetto reato di &#8220;revenge porn&#8221;, sia con il mondo delle investigazioni digitali e della digital forensics, un ambito che richiede una conoscenza delle regole, e delle tecniche, molto specifica. Infine, non viene trascurato, giustamente, il fondamentale <em>aspetto psicologico</em>, al fine di interpretare al meglio i comportamenti delle persone in contesti che sono, spesso, non semplici da inquadrare. </p>



<p>Vi aspettiamo !</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13983" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/06/alessia-sorgato-violenza-domestica-in-tempo-di-pandemia/">Alessia Sorgato. Violenza domestica in tempo di pandemia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/06/alessia-sorgato-violenza-domestica-in-tempo-di-pandemia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. National Action Plans on Business and Human Rights</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/30/imprese-e-diritti-umani-national-action-plans-on-business-and-human-rights/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/30/imprese-e-diritti-umani-national-action-plans-on-business-and-human-rights/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 07:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imprese e Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giuristi]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[governi]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[misure]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[risarcimento]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13797</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Cecilia Grillo L’approvazione unanime degli United Nations Guiding Principles on Business and Human Rights (UNGP o Principi Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani) da parte del Consiglio per i diritti&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/30/imprese-e-diritti-umani-national-action-plans-on-business-and-human-rights/">&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. National Action Plans on Business and Human Rights</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="958" height="595" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/image.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13798" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/image.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 958w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/image-300x186.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/image-768x477.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 958px) 100vw, 958px" /></figure>



<p>di Cecilia Grillo</p>



<p>L’approvazione unanime degli <em>United Nations Guiding Principles on Business and Human Rights</em> (UNGP o Principi Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani) da parte del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2011 ha rappresentato un momento fondamentale e rappresentativo degli sforzi condotti per affrontare gli impatti negativi sugli individui derivanti dalla globalizzazione e dalle sempre più sviluppate attività commerciali. Tali principi sono stati in grado di fornire, per la prima volta, un quadro riconosciuto e autorevole a livello globale inerente doveri e responsabilità rispettivamente dei governi e delle imprese nell’azione di prevenzione rispetto alle violazioni dei diritti umani.</p>



<p>I
Principi Guida chiariscono che tutte le imprese hanno una
responsabilità indipendente in relazione al rispetto dei diritti
umani e sono tenute a esercitare la dovuta diligenza in materia di
diritti umani al fine di identificare, prevenire e mitigare le
eventuali violazioni. 
</p>



<p>I
Principi Guida hanno risposto al problema relativo alla difficoltà
nel determinare, in capo agli Stati, un chiaro obbligo di
prevenzione, punizione e/o rimedio rispetto ad eventuali abusi
perpetrati dalle imprese nel contesto della relazione orizzontale
impresa-individuo sancendo (i) il dovere degli Stati di garantire la
protezione dei diritti umani dall’attività imprenditoriale; (ii)
la responsabilità delle imprese (ancora non consolidata secondo il
diritto internazionale e non comparabile agli obblighi internazionali
degli Stati) di rispettare i diritti umani; e (iii) la necessità di
assicurare alle vittime degli abusi imprenditoriali l’accesso ad
efficaci misure di rimedio.</p>



<p>Il
terzo pilastro dei Principi Guida esorta infatti gli Stati a
garantire che i soggetti che subiscono abusi da parte di imprese
possano disporre di mezzi di ricorso per ottenere un risarcimento nei
casi di violazione dei loro diritti umani. La disponibilità di
meccanismi di denuncia degli abusi è parte integrante dell’obbligo
dello Stato di proteggere dalle violazioni dei diritti umani. 
</p>



<p>Come
sancito dall’articolo 25, “principio fondativo” della sezione
dei Principi Guida relativa all’accesso ai rimedi: “<em>Nel
quadro del proprio dovere di protezione nei confronti degli abusi dei
diritti umani commessi dalle imprese, gli Stati devono introdurre
misure adeguate al fine di garantire, attraverso strumenti giuridici,
amministrativi, legislativi o altri mezzi adeguati, che nei casi in
cui tali abusi si verifichino sul rispettivo territorio e/o sotto la
propria giurisdizione i soggetti che ne risultino danneggiati possano
accedere a efficaci misure di risarcimento</em>”.</p>



<p>Soffermandoci
sulla necessità di predisporre rimedi effettivi ed efficaci per le
vittime di violazioni dei diritti umani, l’articolo 25 e i
successivi articoli della terza sezione degli UNGP sanciscono che,
per garantire l’accesso al risarcimento sono previsti sia
procedimenti giurisdizionali che procedure non giudiziarie
all’interno dell’ordinamento giuridico statale così come
meccanismi di denuncia non statali.</p>



<p>I
meccanismi di reclamo di tipo giurisdizionale per le vittime di
violazioni dei diritti umani possono emergere, ad esempio, dalla
responsabilità civile delle imprese e/o dei loro dirigenti o dalla
responsabilità penale individuale o d’impresa; i meccanismi di
reclamo a carattere non giurisdizionale rinviano invece agli
strumenti di risoluzione delle controversie disponibili al di fuori
dell’ordinamento giurisdizionale dello Stato (ad es. i mediatori, i
Piani d’azione nazionale, le istituzioni nazionali per i diritti
umani, i difensori civici <em>ombudsman</em>,
le istituzioni finanziarie di sviluppo, etc.). 
</p>



<p>Ruolo
fondamentale dello Stato è infatti anche quello di monitorare
l’effettiva attuazione della normativa in tema di diritti umani,
nonché quello di aggiornare il corpo legislativo in vigore con
l’obiettivo di assicurare l’esistenza di norme finalizzate al
rispetto dei diritti umani da parte delle imprese. Gli Stati possono
agire in materia di imprese e diritti umani da un lato per mezzo
dell’adozione di normative a livello nazionale e che prevedono
l’obbligo di condurre un processo di <em>due
diligence</em>
sui diritti umani per alcune tipologie di imprese, e, dall’altro,
come già menzionato, adottando a livello internazionale dei Piani di
Azione Nazionale su imprese e diritti umani (PAN).</p>



<p>Lo
scopo principale dei PAN, in qualità di strumento europeo per
l’implementazione dei Principi Guida dell’ONU in materia di
imprese e diritti umani, è quello di assicurare degli <em>standard</em>
chiari e vincolanti relativi al rispetto dei diritti umani per tutte
le imprese e gli investitori che operano in contesti nazionali ed
internazionali.</p>



<p>Infatti,
successivamente all’entrata in vigore degli UNGP, il gruppo di
lavoro delle Nazioni Unite &#8211; <em>UN
Working Group &#8211; </em>ha
iniziato a invitare i governi a impegnarsi in processi per lo
sviluppo di PAN come mezzo di attuazione degli UNGP. 
</p>



<p>I
PAN sono documenti programmatici di politica statale che delineano
l’orientamento strategico e le attività concrete per affrontare
una specifica situazione politica. Nell’ambito del settore di
<em>business
and human rights</em>,
il PAN deve essere inteso come una strategia politica in evoluzione
sviluppata da uno Stato per proteggere dagli impatti negativi sui
diritti umani prodotti dalle imprese in conformità con i Principi
Guida delle Nazioni Unite in tema di imprese e diritti umani.</p>



<p>Secondo
quanto prestabilito dal gruppo di lavoro delle Nazioni Unite un PAN
risulta essere efficace e idoneo quando (i) è fondato sugli UNGP;
(ii) risponde a sfide specifiche del contesto nazionale; (iii) è
stato sviluppato e implementato attraverso un processo inclusivo e
trasparente; e (iv) viene regolarmente rivisto e aggiornato.</p>



<p>I
PAN sono degli strumenti specifici per l’attuazione degli UNGP,
devono essere fondati su <em>standard</em>
internazionali in materia di diritti umani e riflettere la
complementarità e l’interrelazione degli obblighi statali e delle
responsabilità delle imprese nella prevenzione, mitigazione e
riparazione degli impatti negativi sui diritti umani connessi alle
imprese. I PAN, in quanto strategie di politica pubblica, dovrebbero
fornire risposte su come gli Stati intendono attuare i rispettivi
obblighi in materia di diritti umani.</p>



<p>Nell’attuare
il proprio dovere di protezione nell’ambito degli UNGP, gli Stati
devono identificare le attività attraverso le quali gli Stati
supportano e incentivano le imprese a rispettare i diritti umani. Gli
UNGP possono contribuire a garantire che le imprese siano tenute agli
stessi <em>standard</em>
sia internamente per mezzo di politiche governative e strumenti
normativi, sia a livello internazionale.</p>



<p>Tuttavia, risulta che molte delle aspettative previste dalla relazione/orientamento del gruppo di lavoro non siano efficacemente state soddisfatte nella pratica. Ad esempio, i PAN si concentrano esclusivamente sulle azioni che l’organo esecutivo influenza e controlla PAN</p>



<p>direttamente, senza intervento dell’apparato legislativo. Inoltre, se è vero che gli Stati hanno scelto di garantire la sensibilizzazione, all’interno dei PAN, tra gli attori governativi e le imprese, tuttavia non hanno fatto un ulteriore passo verso la legalizzazione interna della responsabilità aziendale.  </p>



<p>Il
<em>focus</em>
dei PAN esistenti inoltre è volto principalmente al rafforzamento o
alla riforma dei punti di contatto nazionali, ma non all’adozione
di misure “vincolanti” che riguardino le procedure legali
attuate. La stessa situazione si ripresenta anche in relazione alla
regolamentazione extraterritoriale dell’attività commerciale, che
richiederebbe normative che prevedano l’obbligo di adottare misure
per prevenire le violazioni dei diritti umani all’estero.</p>



<p>I
PAN possono essere ritenuti strumenti efficaci, ma solo entro una
certa misura, corrispondente al controllo esercitato dall’apparato
esecutivo. Tuttavia, non necessariamente i futuri PAN saranno
inidonei a colmare il divario sussistente per garantire un’azione
coerente tra i tre poteri governativi; ma attualmente la loro portata
e gli effetti generali volti a garantire un cambiamento rilevante in
termini di legislazione e accesso ai rimedi sono limitati.</p>



<p>I
PAN possono presentare numerose opportunità a livello nazionale,
nonché al fine dell’identificazione delle aree di intervento su
cui gli Stati potrebbero concentrarsi per incentivare la protezione
dei diritti umani nei confronti delle attività aziendali. Tuttavia,
tali strumenti potrebbero anche costituire una deviazione rispetto
all’attività degli Stati volta all’identificazione, prevenzione
e / o mitigazione degli impatti negativi sui diritti umani. È
necessario ricordare che le politiche pubbliche possono essere
strumenti complementari per dichiarare l’azione di attuazione di
obblighi convenzionali degli Stati in materia di diritti umani, ma
non a questi ultimi sostituibili.</p>



<p>Uno
degli obiettivi degli UNGP è il raggiungimento, per mezzo della
combinazione di strumenti di diversa natura, di una regolamentazione
e gestione economica che rispetti i principi e gli impegni
convenzionali nel campo dei diritti umani. 
</p>



<p>I
PAN non risolveranno i problemi che gli Stati devono affrontare nella
regolamentazione delle attività commerciali; al contrario, i loro
effetti sono in gran parte limitati all’individuazione delle
carenze di <em>governance</em>
e alla proposta di azioni che la pubblica amministrazione potrebbe
realizzare per ridurle o sopprimerle.</p>



<p>Devono
essere prese precauzioni per garantire che lo sviluppo dei PAN non
sostituisca la regolamentazione e la legislazione che gli Stati
devono garantire per implementare la propria architettura legale e
politica quando invece dovrebbero essere adottati strumenti
complementari e permanenti che guidano l’attività statale
nell’ambito dei diritti umani.</p>



<p>È
importante che i PAN in materia di imprese e diritti umani non
diventino miraggi indicanti che gli Stati hanno svolto il proprio
dovere; infatti solo attraverso l’implementazione di misure
volontarie e obbligatorie, incentivi e sanzioni, sarà possibile
avanzare nella formulazione di progetti statali integrali che
affrontino le principali carenze di <em>governance</em>
e che contribuiscano all’identificazione di quelle “aree grigie”
in cui si verificano la maggior parte delle violazioni dei diritti
umani da parte delle imprese.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/30/imprese-e-diritti-umani-national-action-plans-on-business-and-human-rights/">&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. National Action Plans on Business and Human Rights</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/30/imprese-e-diritti-umani-national-action-plans-on-business-and-human-rights/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;.  Nuovi orizzonti</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/19/imprese-e-diritti-umani-nuovi-orizzonti/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/19/imprese-e-diritti-umani-nuovi-orizzonti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2018 08:06:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imprese e Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[competitività]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[settore]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11512</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; di Cecilia Grillo Come abbiamo già precedentemente sottolineato, a fronte delle crescenti preoccupazioni sia a livello nazionale che internazionale rispetto alle problematiche di natura socio-economica che incidono con un forte impatto sul nostro&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/19/imprese-e-diritti-umani-nuovi-orizzonti/">&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;.  Nuovi orizzonti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11513" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1688" height="1125" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1688w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/unnamed-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/unnamed-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/unnamed-1024x682.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1688px) 100vw, 1688px" /></a></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Cecilia Grillo</p>
<p><span lang="it-IT">Come abbiamo già precedentemente sottolineato, a fronte delle crescenti preoccupazioni sia a livello nazionale che internazionale rispetto alle problematiche di natura socio-economica che incidono con un forte impatto sul nostro pianeta, principi di RSI sono stati predisposti per rilanciare la competitività dell’economia europea a livello globale.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Le tematiche di maggior impatto che meritano attenzione e protezione da parte delle imprese e prevedono l’attuazione di politiche di </span><span lang="it-IT">due diligence</span><span lang="it-IT"> comprendono, fra le altre, la tutela dei diritti umani, una corretta organizzazione aziendale, il rispetto delle normative in tema di diritto del lavoro e condizioni lavorative, protezione ambientale, adozione di metodi di gestione equi, tutela dei consumatori, coinvolgimento, tutela e sviluppo di comunità locali, etc.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Tutte tali pratiche possono essere considerate come rientranti nella politica di </span><span lang="it-IT">due diligence</span><span lang="it-IT"> di un’impresa e facenti parte di quei principi di RSI (Responsabilità sociale di impresa) che rendono l’attività di una società economicamente / socialmente / ambientalmente sotenibile.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Vorrei oggi occuparmi con voi, fra i maggiori settori di interesse e di applicazione dei principi di RSI, di quello specifico relativo alla protezione e tutela dei diritti umani, soffermandomi su quelle che sono le possibili azioni che un’impresa può intraprendere per sviluppare modelli di gestione socialmente responsabili. </span></p>
<p><span lang="it-IT">Secondo quanto disposto dall’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT"><i>“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">”.</span></span></p>
<p><span lang="it-IT">I diritti umani vengono definiti dalle Nazioni Unite come</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT"> “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT"><i>i diritti inerenti a tutti gli esseri umani, indipendentemente da razza, sesso, nazionalità, etnia, lingua, religione o qualsiasi altro status. I diritti umani includono il diritto alla vita e alla libertà, la libertà dalla schiavitù e dalla tortura, la libertà di opinione e di espressione, il diritto al lavoro e all&#8217;istruzione e molti altri. Tutti gli esseri viventi hanno diritto a questi diritti, senza discriminazioni”</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">.</span></span></p>
<p><span lang="it-IT">Nel 2005, il Rappresentante Speciale dell’ONU John Ruggie ha condotto una valutazione relativa al rapporto fra attività delle imprese e impatto sui diritti umani e nel 2011 ha elaborato il</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT"> “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT"><i>Protect, Respect and Remedy’ Framework”</i></span></span><span lang="it-IT"> al fine di facilitarne la comprensione e di creare una piattaforma comune per realizzare quanto in esso previsto e ha redatto i </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT"><i>Guiding Principles on Business and Human Rights (Guiding Principles)</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">, </span></span><span lang="it-IT">attraverso i quali vengono indicati gli strumenti ‘operativi’ di attuazione del Framework</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">.</span></span></p>
<p>Il recente<span style="font-family: Times New Roman, serif;"> “</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Commentary to the Norms on the Responsibilities of Transnational Corporations and Other Business Enterprises with Regard to Human Rights</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">” </span>specifica che è complice chi è o avrebbe dovuto essere a conoscenza<span style="font-family: Times New Roman, serif;"> (</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>were aware or ought to have been aware</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">) </span>del supporto fornito alla commissione dell’illecito. <span lang="it-IT">Vige in questo modo una presunzione di conoscenza che amplia notevolmente la responsabilità delle imprese, che non possono più limitarsi a provare di non aver avuto conoscenza della condotta illegale, ma dovranno invece dimostrare che tale conoscenza non rientrava nelle loro competenze specifiche, nei loro doveri o addirittura nelle competenze professionali richieste per condurre l’attività loro affidata nell’ambito dell’impresa</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">. </span></span></p>
<p><span lang="it-IT">Secondo quanto disposto dalle </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT"><i>OECD Guidelines for Multinational Enterprises</i></span></span><span lang="it-IT">in tema di Human Rights infatti gli Stati hanno il dovere di proteggere i diritti umani. Le imprese dovrebbero, nel rispetto della normativa internazionale, tutelare i diritti umani riconosciuti, gli obblighi internazionali in materia di diritti umani dei Paesi in cui operano nonché le leggi e i regolamenti nazionali pertinenti attraverso le seguenti azioni</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">:</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">1. </span></span><span lang="it-IT">rispettare i diritti umani e rendersi responsabili degli impatti negativi sui diritti umani da loro violati;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">2. </span></span><span lang="it-IT">nel contesto delle proprie attività, evitare di causare o contribuire a impatti negativi sui diritti umani e trovare soluzioni in relazione a tali impatti quando si verificano;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">3. </span></span><span lang="it-IT">cercare metodi per prevenire o attenuare gli impatti negativi sui diritti umani direttamente collegati alla propria attività o alle proprie operazioni d’impresa, o i prodotti o servizi a questi legati da una relazione commerciale;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">4. </span></span><span lang="it-IT">assumere un impegno politico per rispettare i diritti umani;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">5. </span></span><span lang="it-IT">effettuare operazioni di</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT"><i>due diligence</i></span></span><span lang="it-IT"> in materia di diritti umani in base alle dimensioni, alla natura e al contesto delle operazioni e la gravità dei rischi di impatti negativi sui diritti umani;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">6. </span></span><span lang="it-IT">fornire o cooperare attraverso processi legittimi nella riparazione di eventuali illeciti che hanno portato alla violazione di diritti umani.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Fra le azioni consigliate volte ad aiutare l’impresa nell’attività di identificazione degli impatti sui diritti umani in relazione alle sue attività commerciali (cosiddetta pratica della</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT"> &#8220;</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT"><i>due diligence</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="it-IT">&#8220;) </span></span><span lang="it-IT">sono ricomprese: l’accoglimento dei reclami, attraverso l’identificazione, ad esempio, di meccanismi equi per affrontare le lamentele in materia di diritti umani, se e quando vengono sollevate da dipendenti e da altri stakeholder.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Di notevole impatto è anche l’identificazione di gruppi vulnerabili nella società e il tentativo di stabilire meccanismi per garantire che l’impresa non discrimini tali gruppi o che compia azioni a proprio vantaggio a discapito di questi ultimi. I gruppi vulnerabili in una particolare società possono includere donne, persone con disabilità, bambini, popoli indigeni, lavoratori migranti e le loro famiglie; ciò che può contribuire a rendere le persone vulnerabili sono anche caratteristiche differenti di razza, colore, età, stato coniugale e relazioni familiari, lingua, religione, opinione politica o di altro tipo, nazionalità, origine etnica o sociale e condizioni di salute.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Le imprese devono anche essere in grado di mettere in atto schemi di protezione in presenza delle cosiddette “situazioni di rischio” rispetto ai diritti umani, situazioni quali: conflitto o instabilità politica; povertà, siccità o disastri naturali; coinvolgimento in attività estrattive o altre attività che potrebbero influire in modo significativo; risorse naturali (acqua, foreste, terra, atmosfera) o perturbare le comunità; operare vicino a comunità di popoli indigeni, in modo da poter modificare le naturali pratiche ambientali e di uso del suolo da cui dipendono per la sopravvivenza, attività che riguardano o coinvolgono bambini, l&#8217;aspettativa diffusa è infatti che sia necessario pagare tangenti o mazzette per poter condurre le proprie attività (corruzione); etc.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Per coloro che operano in una o in tutte tali condizioni, è importante considerare potenziali impatti sui diritti umani e svolgere un’attività di pianificazione economico-legale.</span></p>
<p><span lang="it-IT">E’ necessario in aggiunta che l’impresa si impegni al fine di trattare equamente e offrire pari opportunità ai propri dipendenti, partner commerciali, clienti, stakeholders, shareholders, etc. e, al fine di mettere in moto meccanismi di RSI anche attuare corsi di formazione per imprenditrici e imprenditori, per responsabili delle risorse umane, per responsabili di acquisti e di manager in relazione alle condotte necessarie per svolgere attività relative all’impresa responsabile, responsabilità sociale d’impresa, rispetto dei diritti umani, parità di genere e nell’ottica dell’applicazione della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo.</span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/19/imprese-e-diritti-umani-nuovi-orizzonti/">&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;.  Nuovi orizzonti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/19/imprese-e-diritti-umani-nuovi-orizzonti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
