<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>nostalgia Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/nostalgia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/nostalgia/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Dec 2015 09:52:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>nostalgia Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/nostalgia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Italiani d&#8217; altrove: parole di poeti che scrivono in altre lingue, ma continuano a sentire in italiano, Rayuela edizioni</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/02/03/italiani-d-altrove-parole-di-poeti-che/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/02/03/italiani-d-altrove-parole-di-poeti-che/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 07:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[antologia]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[emigranti]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[nostalgia]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/02/03/italiani-d-altrove-parole-di-poeti-che/</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Persone che hanno una doppia cittadinanza, che vivono in due Paesi diversi, ma per molti aspetti, simili. Si parla, in questo caso, di Italia e Argentina (o Uruguay) perchè il libro intitolato Italiani&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/02/03/italiani-d-altrove-parole-di-poeti-che/">Italiani d&#8217; altrove: parole di poeti che scrivono in altre lingue, ma continuano a sentire in italiano, Rayuela edizioni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/Libro-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/Libro-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="240" /></a></div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Persone che hanno una doppia<br />
cittadinanza, che vivono in due Paesi diversi, ma per molti aspetti,<br />
simili. Si parla, in questo caso, di Italia e Argentina (o Uruguay)<br />
perchè il libro intitolato <i>Italiani d&#8217;altrove. Parole di poeti<br />
che scrivono in altre lingue, ma continuano a sentire in italiano</i><br />
– per Rayuela edizioni – raccoglie liriche di autori argentini,<br />
di origine italiana: tutti i loro cognomi, infatti, sono italiani.</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
La raccolta è curata (e i testi<br />
tradotti) da Milton Fernandez, attore-scrittore-drammaturgo<br />
uruguayano e direttore artistico del Festival della Letteratura di<br />
Milano, il quale ha ascoltato  le parole di queste persone che si sono<br />
trasferite in Argentina e che scrivono in spagnolo e ha deciso di<br />
restituire ai lettori le loro emozioni, i loro pensieri, i loro<br />
ricordi. Sì, perchè questi emigranti continuano a sentire e a<br />
pensare in italiano per quella sorta di “meccanismo della<br />
nostalgia”, così complesso, che molti si portano dentro.</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
La stessa città di Buenos Aires è<br />
popolata da tantissimi italiani e i suoi quartieri ricreano una mappa<br />
dell&#8217;Italia, riproducendone anche l&#8217;architettura delle città: c&#8217;è<br />
il quartiere genovese (la Boca), quello calabrese, quello friulano in<br />
cui si parla con gli accenti di quelle zone. E lì si avverte<br />
un senso di appartenenza, sia alla cultura argentina sia a quella<br />
italiana.
</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Molti dei poeti che hanno arricchito<br />
l&#8217;antologia non sono mai stati in Italia, ma ne hanno un&#8217;idea, che è<br />
quella riportata dai loro genitori o dai loro nonni: ma i ricordi,<br />
spesso, con il tempo, sbiadiscono o si trasformano. I migranti,<br />
infatti, come sostiene Milton Fernandez “sono portatori sani di<br />
Paesi immaginari” ed ecco, quindi, che i luoghi raccontati sono<br />
quelli tramandati da altri, magari sono Paesi che non esistono<br />
neanche più, ma rimangono in vita nell&#8217;immaginazione o nella memoria<br />
e questo aiuta a spiegare l&#8217;etimologia della parola “nostalgia”<br />
che è: “il dolore del ritorno”, quella malinconia che accompagna<br />
tutti i migranti quando sono lontani, e quella delusione che li tocca<br />
quando scoprono una realtà diversa da quella immaginata o ricordata.<br />
Ma è un dolore che si impara a gestire se lo si fa diventare<br />
ricchezza interiore.
</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
La raccolta di poesie è stata<br />
presentata il 2 febbraio 2013 alla Casa delle Culture del mondo di<br />
Milano. Ci piace anche ricordare perchè è stato scelto, come nome<br />
della casa editrice, quello di “Rayuela”:</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
“<i>La Rayuela (il gioco del mondo)<br />
si gioca con un sassolino che bisogna spingere con la punta della<br />
scarpa. Ingredienti: un marciapiede, un sassolino e un bel disegno<br />
fatto col gessetto, preferibilmente a colori. In alto sta il cielo,<br />
sotto sta la terra, è molto difficile arrivare con il sassolino al<br />
cielo, quasi sempre si fanno male i calcoli e il sassolino esce dal<br />
disegno. Poco a poco, nonostante tutto, si comincia ad acquisire la<br />
necessaria abilità per salvare le diverse caselle, (Rayuela<br />
chiocciola, Rayuela rettangolare, Rayuela fantasia, poco usata) e un<br />
giorno si impara a uscire dalla terra e a far risalire il sassolino<br />
fino al cielo, fino a entrare nel cielo (…), il brutto è che<br />
proprio a quel punto, quando quasi nessuno ha ancora imparato  a far<br />
salire il sassolino fino al cielo, finisce di colpo l&#8217;infanzia e si<br />
casca nei romanzi, nell&#8217;angoscia da due soldi, nella speculazione di<br />
un altro cielo al quale bisogna comunque imparare ad arrivare. E<br />
siccome si è usciti dall&#8217;infanzia&#8230;ci si dimentica che per arrivare<br />
al cielo si ha bisogno di questi ingredienti, un sassolino e la punta<br />
di una scarpa”</i>.  Julio Cortàzar</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/Milton-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/Milton-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;">
</div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/02/03/italiani-d-altrove-parole-di-poeti-che/">Italiani d&#8217; altrove: parole di poeti che scrivono in altre lingue, ma continuano a sentire in italiano, Rayuela edizioni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/02/03/italiani-d-altrove-parole-di-poeti-che/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
