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	<title>notzie Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Genocidio a Gaza</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2025 07:44:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da anbamed.it) Intensi bombardamenti su tutta la striscia. Sono 41 le persone uccise dall’alba di stamattina (fino all’ora in cui scriviamo, le 08:15). Il ministro della guerra israeliano ha chiarito che il piano di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong><br></strong>(da anbamed.it)</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/geno.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="770" height="513" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/geno.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18148" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/geno.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 770w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/geno-300x200.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/geno-768x512.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></figure>



<p>Intensi bombardamenti su tutta la striscia. Sono 41 le persone uccise dall’alba di stamattina (fino all’ora in cui scriviamo, le 08:15). Il ministro della guerra israeliano ha chiarito che il piano di occupazione di Gaza va avanti, con o senza un accordo per lo scambio di prigionieri.&nbsp;<em>“Accerchieremo Gaza città con le nostre truppe e sposteremo la popolazione verso sud. Hamas deve arrendersi e lasciare la Striscia. La pace si farà alle nostre condizioni”.</em></p>



<p>La riunione del consiglio di guerra è stata rinviata a martedì. Il governo Netanyahu non è interessato alla trattativa per lo scambio di prigionieri e usa il negoziato come una tattica per andare avanti nel genocidio con la minor pressione internazionale. La stampa israeliana scrive che una delegazione israeliana andrà alle trattative indirette, ma non a Doha o Il Cairo, senza specificare il luogo.</p>



<p>Nella giornata di ieri sono arrivati agli ospedali 61 civili uccisi e 308 feriti.</p>



<p>Inoltre sono 8 i casi di morte per fame registrati ieri. Il numero totale dall’inizio di luglio è di 281 uccisi a causa della carestia, tra di loro 114 bambini al di sotto di 5 anni.</p>



<p>I civili affamati uccisi dalle pallottole d bombe di Israele, nei punti di distribuzione-trappola della GHF, sono stati dal 27 maggio 2.076 uccisi e 15.308 feriti.</p>



<p><strong><em>I</em></strong><strong><em>l nostro commento quotidiano fisso:</em></strong><strong>&nbsp;Ci sono ancora coloro che obiettano che non si</strong>&nbsp;<strong>tratti di genocidio, basandosi su congetture</strong></p>



<p><strong>storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono:&nbsp;<em>“Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.</em></strong></p>



<p><strong>Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.</strong></p>



<p><strong>Onu dichiara la carestia a Gaza</strong></p>



<p>Il criminale di guerra ricercato nega il rapporto dell’Onu sulla carestia a Gaza e sparla di propaganda e inganno. Il potere dell’impunità garantito dalle potenze ex coloniali, Ue e Usa, permette a Israele di spadroneggiare senza freni. Molte dichiarazioni di preoccupazione e stigmatizzazione, ma nessun atto concreto per fermare la mano dello stato assassino.</p>



<p><strong>Cisgiordania</strong></p>



<p>Si intensifica l’aggressione espansionista del colonialismo israeliano in Cisgiordania. A nord di Ramallah, la zona rurale di Al-Mugheer è presa di mira con una criminale operazione di deportazione. Per costringere la gente ad abbandonare il territorio ed emigrare, lo stato criminale di Israele (non solo i coloni ebrei israeliani estremisti) distrugge l’economia: durante l’ultima aggressione militare dell’esercito durata più di tre giorni, centinaia di donum sono stati arati con i bulldozer, sradicando migliaia di alberi di olivo secolari, piantati prima dell’occupazione della Palestina nel 1948 e la conseguente nascita di Israele. Il furto di terra è la cifra fondante dello Stato di Israele e la politica della deportazione non si era fermata alla prima Nakba. &nbsp;</p>



<p><strong>Giornalisti nel mirino</strong></p>



<p>L’esercito israeliano ha preso di mira la casa del giornalista palestinese Khaled Al-Madhoun. Il video-reporter della Tv pubblica palestinese stava seguendo la situazione nel nord della Striscia,&nbsp;quando la sua postazione tv è stata presa di mira da un missile lanciato da un drone. Il sindacato dei giornalisti palestinesi da Ramallah condanna il tentativo israeliano di uccidere la verità, per coprire i propri crimini contro i civili inermi. È il 240esimo giornalista ucciso a Gaza.</p>



<p><strong>Jude Shalabi/l’intervista al padre</strong></p>



<p>Buon compleanno, Jude!</p>



<p>Jude sta meglio. È uscito dall’ospedale, non ha bisogno di essere operato, ma non può andare all’asilo. Si sta preparando a festeggiare il compleanno oggi 24 agosto. Abbiamo pubblicato un’intervista in video realizzata da Anbamed con suo padre, sull’aggressione dei coloni al posto di blocco dell’esercito di occupazione israeliano lungo la strada Nablus-Tulkarem e il lancio di pietre che ha distrutto l’auto, rotto il vetro e causato la frattura del cranio al bambino.&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/08/23/buon-compleanno-jude-shalabi-intervista-del-papa-bassam-dopo-laggressione-dei-coloni-video/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clicca x guardare&nbsp;il vid</a>eo</p>



<p><strong>Solidarietà di artisti con Gaza</strong></p>



<p>A Pesaro, durante il Rossini Opera Festival alcuni operatori e artisti hanno voluto esprimere la loro solidarietà al popolo palestinese. Una bandiera gigantesca palestinese è stata esposta dal palco.</p>



<p>Il sindaco, Andrea Biancani, ha apprezzato il gesto e lo ha difeso dagli attacchi dei complici del genocidio:&nbsp;<em>“Il mondo della Cultura da mesi cerca di far aprire gli occhi sulla strage in corso. Lo abbiamo fatto più volte anche come Amministrazione Comunale. Ogni azione nonviolenta per ribadire la contrarietà allo sterminio in corso nella Striscia di Gaza è da sostenere e apprezzare, non condannare”.</em></p>



<p><strong>BDS</strong></p>



<p>Prosegue la campagna di boicottaggio dei prodotti della società farmaceutica israeliana Teva. Le ragioni del clamore che ha fatto il video della dottoressa e dell’infermiera, che spiegavano il valore del boicottaggio, sono sviscerate nel comunicato di BDS-Italia e Sanitari per Gaza:&nbsp;<em>“Si potrebbe discutere della postura etica di un Paese che si scandalizza per un video di sensibilizzazione e di denuncia più che per i video e le immagini che arrivano da Gaza, e che richiamano alla memoria un passato che nulla ha insegnato.<br>Si potrebbe discutere anche della postura etica di media che parlano nientemeno che di video-choc, e di politici che si appellano nientemeno che al decoro del camice, chiedendoci se codesto decoro si perda nel denunciare la uccisione sistematica di medici e paramedici, assieme alla distruzione mirata di ogni ospedale e presidio medico, fino alla negazione di medicinali e apparecchiature, financo delle incubatrici per bambini oppure se sia macchiato dal silenzio assordante dietro cui i vari Ordini si nascondo da ventidue mesi”.</em>&nbsp;Per leggere tutto:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/08/24/teva-no-grazie-le-ragioni-del-boicottaggio/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a><strong></strong></p>



<p><strong>Solidarietà in Italia con la Palestina</strong></p>



<p>Presidio davanti alla sede RAI a Venezia, oggi alle 19:00. Il Comitato permanente contro le guerre e il razzismo di Venezia invita a scendere in piazza Domenica 24 agosto alle 19:00 a Campo San Geremia (Sede RAI di Venezia)&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/08/23/venezia-agiamo-ora-prima-che-sia-troppo-tardi/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca</a>!</p>



<p>Da Catania e Siracusa il 4 settembre salperanno le barche e le navi per portare aiuti umanitari a Gaza. Sono programmate una grande manifestazione per il 3 pomeriggio e un raduno per il 4 per salutare gli equipaggi.</p>



<p>I sanitari prendono una chiara posizione contro il genocidio.<br><em>“Il nostro obiettivo, come Sanitari per Gaza, è far prendere posizione a tutte le Istituzioni contro il genocidio in corso e boicottarne ogni forma di complicità. Perché fermi il genocidio, Israele dovrà percepire l’isolamento e la pressione politica ed economica da parte della comunità internazionale”.</em></p>



<p>Ogni giorno in piazza del Duomo di Milano, dal 16 giugno, si tiene un flash-mob silenzioso con lettura di poesie contro il genocidio compiuto da Israele a Gaza. Leggi:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/08/07/milano-ogni-giorno-dalle-1830-alle-1930-una-poesia-per-gaza-in-piazza-duomo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca</a></p>



<p>Di tutte le mobilitazioni e iniziative per la Palestina, la stampa scorta mediatica del genocidio non ha dato informazioni.</p>



<p>Rivendichiamo 62 mila kefieh in Senato, una per ogni civile palestinese ucciso dall’esercito israeliano a Gaza.</p>



<p><strong>Sciop</strong><strong>ero della fame a staffetta c</strong><strong>ontro il g</strong><strong>enocidio</strong></p>



<p>Sono passati 100 giorni&nbsp;dall’inizio del&nbsp;Digiuno x Gaza, l’iniziativa&nbsp;lanciata a maggio da Anbamed.&nbsp;Oggi, domenica&nbsp;24&nbsp;agosto,&nbsp;prosegue incessantemente per la 100a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h a staffetta.</p>



<p>Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/08/23/adesioni-allo-sciopero-della-fame-24-ore-a-staffetta-x-gaza-domenica-24-agosto-2025/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca!</a></p>



<p>La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.&nbsp;&nbsp;Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.<strong></strong></p>



<p>L’azione continuerà nei prossimi giorni con la part<a>e</a>cipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee&nbsp;e arabe.<strong></strong></p>



<p>È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.</p>



<p>Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a&nbsp;<a href="mailto:anbamedaps@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anbamedaps@gmail.com</a>&nbsp;e pubblicatele sui vostri account social.</p>



<p>Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con&nbsp;nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero&nbsp;che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli ader<a>e</a>nti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a:&nbsp;<a href="mailto:anbamedaps@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mailto:anbamedaps@gmail.com</a></p>



<p>Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.</p>



<p>In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.</p>



<p><strong>App</strong><strong>ello p</strong><strong>er il dott.</strong><strong>&nbsp;Hussam Abu Safiya</strong></p>



<p>Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale 12 giorni fa non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.<strong></strong></p>



<p>Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.</p>



<p>“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.</p>



<p>Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya.&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/05/21/appello-per-il-rilascio-del-dr-hossam-abu-safieh/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a><strong>.&nbsp;</strong>Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.<strong></strong></p>



<p>Firmate l’app<a>e</a>llo per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,pr<a>e</a>so in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso m<a>e</a>dico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2024/12/31/appello-urgente-per-il-dott-hussam-abu-safia-direttore-dellospedale-kamal-adwan/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a><strong>&nbsp; p</strong><strong>er aderire.</strong></p>



<p><strong>Solidarietà/Al-Najdah</strong></p>



<p>Abbiamo trasferito il 20 agosto 2025, tramite bonifico bancario internazionale, la seconda tranche delle somme raccolte fino al 31 luglio 2025 a favore delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza e per la fornitura di pasti caldi. La somma trasferita è di 14.675 euro. Grazie a tutti i donatori.</p>



<p>Sono arrivate altre 2 adozioni a distanza, portando il numero totale a 48. Abbiamo comunicato i dati all’associazione Al-Najdah (Soccorso Sociale), per mandarci la documentazione.</p>



<p>Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 48 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo una minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.<strong></strong></p>



<p>Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.</p>



<p>L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri.&nbsp;Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre&nbsp;giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.&nbsp;&nbsp;<em>“Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”,&nbsp;</em>ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.</p>



<p>Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.<strong></strong></p>



<p>Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “<strong><em>Ore Felici per i Bambini di Gaza”.</em></strong>&nbsp;È arrivata due giorni fa&nbsp;una nuova&nbsp;adozione a distanza.&nbsp;Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi.&nbsp;La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 48, nell’arco di soli 5 mesi.</p>



<p>Per chiedere info o aderire, scrivete a:&nbsp;<a href="mailto:anbamedaps@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anbamedaps@gmail.com</a></p>
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		<title>Liberati, la P2 e l&#8217;Osservatorio per la sicurezza e la Legalità nel Lazio</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 09:10:47 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/liberati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="299" height="168" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/liberati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17042"/></a></figure></div>



<p></p>



<p>Chi ci segue sa quanto siamo interessati al tema della legalità , per cui oggi pubblichiamo il comunicato stampa dell&#8217;Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto” sulla nomina della presidenza dell&#8217;Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità. Il comunicato ci trova perfettamente d&#8217;accordo e indignati per la scelta di Serafino Liberati.</p>



<p>Associazione Per i Diritti umani (Milano). </p>



<p>Comunicato stampa:</p>



<p>Apprendiamo che il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha nominato alla Presidenza dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità, il generale di corpo d’armata dei carabinieri in congedo Serafino Liberati, salito in passato agli onori della cronaca per essere comparso nell’elenco dei soggetti appartenenti alla loggia massonica Propaganda 2 (P2), con la tessera n. 1729. </p>



<p>Opportunità e semplice buon senso avrebbero voluto che un personaggio a suo tempo aderente a quella che la Commissione d’inchiesta dedicata definì come «organizzazione criminale» ed «eversiva» non fosse messo alla guida di un organismo tanto delicato quale l’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio che ha il compito di analizzare e porre in essere azioni di sensibilizzazione e contrasto alla crescente criminalità organizzata nella Regione Lazio che, come noto, non riguarda solo la manovalanza militare ma è fortemente infiltrata nel tessuto sociale, politico/amministrativo ed economico della stessa. Peraltro la vicenda ci sembra ancor più grave alla luce del crescente ruolo che nelle recenti inchieste antimafia stanno assumendo alcune consorterie massoniche, tanto che, ormai da qualche anno, è stato coniato il termine di massomafia. </p>



<p>Siamo certi che il Presidente Rocca e lo stesso Generale Liberati, si renderanno conto che il rigore necessario nella lotta alle mafie debba essere rigore di sostanza ma anche di forma e che comprenderanno, quindi, che per mantenere l’autorevolezza e il ruolo di punto di riferimento conquistata negli ultimi anni dall’Osservatorio, sia necessario fare un passo indietro. Lo chiediamo in nome dei tanti che hanno messo in gioco la propria vita e la propria sicurezza in nome della legalità e della lotta alla criminalità mafiosa.</p>
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		<title>Vertice NATO a Madrid</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2022 08:18:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Nato non deve applicare due pesi e due misure agli attacchi cheviolano il diritto internazionale Se la Nato vuole criticare in modo credibile l’attacco illegale della Russia all’Ucraina, deve anche condannare gli attacchi&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><br>La Nato non deve applicare due pesi e due misure agli attacchi che<br>violano il diritto internazionale</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="562" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato-1024x562.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16442" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato-1024x562.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato-300x165.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato-768x421.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Se la Nato vuole criticare in modo credibile l’attacco illegale della Russia all’Ucraina, deve anche condannare gli attacchi illegali dei suoi<br>Stati membri. È quanto chiede l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) all’inizio del vertice NATO del 29 giugno a Madrid. Se uno Stato bombarda la popolazione civile di un Paese vicino, la sua appartenenza alla NATO non deve proteggerlo dalle critiche. La Turchia terrorizza da anni i Paesi confinanti, Siria e Iraq, con attacchi di droni e missili e occupa i loro territori. Nessuno Stato della NATO ha ancora osato protestare contro questa situazione o portare i crimini di guerra della Turchia all’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.</p>



<p>Soprattutto i membri delle minoranze etniche e religiose sono ripetutamente presi di mira. Agli occhi di queste persone, i discorsi<br>occidentali sui valori e sulla morale perdono ogni credibilità. Non hanno altra scelta che dimettersi. In rappresentanza della Nato e in<br>combutta con le milizie islamiste, la Turchia li sta cacciando dalle loro case e li sta costringendo a fuggire. La Turchia poi regala le case degli sfollati agli alleati islamisti. In questo modo, sta espandendo la sua sfera d’influenza e modificando la struttura demografica delle aree precedentemente curde di Siria e Iraq – un’altra evidente violazione del diritto internazionale.</p>



<p>Il fatto che la NATO e i suoi colleghi in Ucraina insistano sulla validità del diritto internazionale è assolutamente giusto. Il fatto che<br>accettino in silenzio le continue violazioni della legge da parte della Turchia mina il diritto internazionale e tutte le istituzioni che lo proteggono a lungo termine. La Nato deve usare il vertice di Madrid per richiamare la Turchia all’ordine. Altrimenti, l’intero sistema giuridico internazionale perderà legittimità. A lungo andare, il risultato potrebbe essere un vero fallimento.</p>



<p>Vedi anche:<br><br>Veto di Erdogan all’allargamento della Nato:<br><a href="http://www.popoli-min.it/veto-di-erdogan-allallargamento-della-nato/?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">www.popoli-min.it/veto-di-erdogan-allallargamento-della-nato/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br>16.2.2022<br>Politica di islamizzazione aggressiva per creare divisione e mantenere<br>il potere:<br><a href="http://www.popoli-min.it/politica-di-islamizzazione-aggressiva-per-creare-divisione-e-mantenere-il-potere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">www.popoli-min.it/politica-di-islamizzazione-aggressiva-per-creare-divisione-e-mantenere-il-potere/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Violazioni e impunità non rallentano in Messico</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2022 12:11:06 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/Messico-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="610" height="250" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/Messico-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16305" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/Messico-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 610w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/Messico-1-300x123.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 610px) 100vw, 610px" /></a></figure>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p>Le violazioni dei diritti umani, comprese torture, sparizioni forzate, abusi contro i migranti, esecuzioni extragiudiziali e attacchi a giornalisti indipendenti e difensori dei diritti umani, sono continuate sotto il presidente Andrés Manuel López Obrador, entrato in carica nel dicembre 2018. L&#8217;impunità rimane la norma. Le riforme attuate nel 2017 e nel 2018 sono state lente e finora inefficaci nell&#8217;affrontare la tortura e l&#8217;impunità.</p>



<p>Il sistema di giustizia penale regolarmente non fornisce giustizia alle vittime di crimini violenti e violazioni dei diritti umani. Solo l&#8217;1,3 per cento dei crimini commessi in Messico viene risolto, come riferisce il gruppo non governativo Impunity Zero. Le cause del fallimento includono corruzione, formazione e risorse inadeguate e la complicità di pubblici ministeri e difensori pubblici con criminali e altri funzionari abusivi. Una riforma del 2018 intesa a conferire maggiore indipendenza ai pubblici ministeri non è stata adeguatamente attuata, in base a ciò che è stato riferito dai gruppi locali per i diritti umani e lo stato di diritto.</p>



<p>Il presidente López Obrador ha raddoppiato l&#8217;uso dell&#8217;esercito per la sicurezza pubblica, ampliando notevolmente la portata delle sue attività e soppiantando le forze dell&#8217;ordine civili. Nel 2019 ha creato la Guardia Nazionale, una forza militare, per sostituire la Polizia Federale come principale organismo di polizia del governo. La Guardia Nazionale è guidata da ufficiali militari, addestrati dai militari e composta in gran parte da truppe militari. Nel maggio 2020, il presidente ha schierato formalmente i militari per assistere la Guardia Nazionale nelle forze dell&#8217;ordine civili. I militari sono ora legalmente autorizzati a detenere civili, farsi carico delle scene del crimine e conservare le prove; sotto i governi passati, incaricare i militari di questi compiti ha contribuito a gravi insabbiamenti di violazioni dei diritti umani. È comunque importante notare che nel 2014, il Congresso ha riformato il Codice di giustizia militare per richiedere che gli abusi commessi da membri dell&#8217;esercito contro civili siano perseguiti in tribunali civili, non militari. Tuttavia, il perseguimento della giustizia rimane una sfida.</p>



<p>La tortura è ampiamente praticata in Messico per ottenere confessioni ed estorcere informazioni. Viene applicata più frequentemente tra il momento in cui le vittime vengono detenute, spesso arbitrariamente, e quello in cui vengono consegnate a pubblici ministeri civili, un periodo in cui sono spesso tenute in <em>incommunicado</em> in basi militari o luoghi di detenzione illegale. Una legge del 2017 ha reso illegale l&#8217;uso delle confessioni ottenute attraverso la tortura come prove nei processi penali. Tuttavia, le autorità spesso non indagano sulle accuse di tortura.</p>



<p>Il numero di indagini su casi di tortura da parte di pubblici ministeri statali e federali è aumentato negli ultimi anni, da appena 13 nel 2006 a oltre 7.000 nel 2019, secondo un rapporto della Commissione messicana per la difesa e la promozione dei diritti umani. Ciononostante,<br>nella sua revisione del 2019 del Messico, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha riferito che di 3.214 denunce di tortura nel 2016, solo 8 hanno portato all&#8217;arresto e al processo.</p>



<p>Inoltre, dal 2006 le sparizioni forzate da parte delle forze di sicurezza sono un problema diffuso. Anche le organizzazioni criminali sono state responsabili di molte sparizioni. Il governo ha riferito che più di 75.000 persone sono scomparse a novembre 2020, la stragrande maggioranza dal 2006 in poi.</p>



<p>Nel 2019 un rispettato difensore dei diritti umani è stato nominato a capo della Commissione nazionale di ricerca (CNB). Da allora, il governo ha creato una piattaforma online per consentire alle persone di denunciare le sparizioni in forma anonima e per mostrare statistiche in tempo reale sul numero di persone scomparse, escluse le informazioni di identificazione personale.</p>



<p>Tuttavia, i pubblici ministeri e la polizia trascurano di intraprendere anche le misure investigative di base per identificare i responsabili delle sparizioni forzate, spesso dicendo alle famiglie dei dispersi di indagare da sole. I funzionari hanno ammesso che più di 26.000 corpi rimangono non identificati. Nel 2019, il National Search Commissioner ha creato una valutazione forense nazionale per affrontare gli ostacoli all&#8217;identificazione e alla conservazione dei corpi.</p>



<p>In più, il Messico è uno dei paesi più pericolosi al mondo per i giornalisti. Giornalisti e difensori dei diritti umani, in particolare coloro che criticano i funzionari pubblici o smascherano il lavoro dei cartelli criminali, spesso subiscono attacchi, molestie e sorveglianza da parte delle autorità governative e dei gruppi criminali.</p>



<p>Nel 2018, il Comitato delle Nazioni Unite per l&#8217;eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne ha espresso preoccupazione per i modelli persistenti di violenza &#8220;generale&#8221; contro le donne, inclusa la violenza sessuale. Le leggi messicane non proteggono adeguatamente le donne e le ragazze dalla violenza sessuale e di genere. L&#8217;aborto è disponibile su richiesta per chiunque, fino a 12 settimane di gravidanza, a Città del Messico e, da ottobre 2019, nello stato di Oaxaca. È fortemente limitato altrove.</p>



<p>I cartelli criminali, i criminali comuni e talvolta i funzionari della polizia e della migrazione prendono regolarmente di mira le persone che migrano attraverso il Messico per rapinarle, rapirle, estorcerle, violentarle o ucciderle. I cartelli criminali spesso lo fanno con la &#8220;tolleranza o addirittura il coinvolgimento di determinati funzionari pubblici&#8221;, ha riferito la Commissione interamericana per i diritti umani nel 2013. Il sistema di asilo del Messico è gravemente sovraccaricato. Dal 2013, il numero di domande ricevute è quasi raddoppiato e la capacità dell&#8217;agenzia per l&#8217;asilo non ha tenuto il passo. A ottobre 2019, c&#8217;era un arretrato di oltre 63.000 persone con richieste di asilo in sospeso e il 44% delle persone che hanno presentato domanda nel 2018 erano ancora in attesa, secondo quanto riportato dal gruppo per i diritti dei rifugiati Asylum Access.</p>



<p>Nel giugno 2020, il Messico è stato eletto membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il periodo 2021-2022. La politica estera del Messico in materia di diritti umani sotto l&#8217;amministrazione López Obrador si è basata sul principio del &#8220;non intervento&#8221; negli affari domestici. Il Messico ha evidenziato che una delle sue priorità all&#8217;interno del Consiglio sarebbe la protezione dei bambini, sebbene, a differenza della maggior parte dei membri del Consiglio di Sicurezza, non abbia ancora approvato la Dichiarazione sulle Scuole Sicure.</p>



<p>Ecco che dunque tra responsabilità internazionali, dichiarazioni in materia e promesse, il Messico ha ancora molta strada da percorrere per rimanere fedele agli impegni presi e soprattutto al fine di garantire il rispetto dei diritti umani di tutti e tutte coloro che si trovano sotto la sua giurisdizione.</p>
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		<title>Land grabbing in Mauritania</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2021 11:58:29 +0000</pubDate>
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<p>Diversi arresti dopo proteste pacifiche.</p>



<p>Il 4 dicembre, nove persone che protestavano pacificamente per i diritti alla terra sono state arrestate a Ngawlé, in Mauritania. Sullo sfondo delle proteste c&#8217;è l&#8217;espropriazione illegale di terreni fertili agricoli nella regione dei Peul, come denunciato dall&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM). La terra rubata è stata venduta a investitori<br>stranieri attraverso un uomo d&#8217;affari. La popolazione locale resiste e protesta pacificamente da settimane.</p>



<p>&#8220;I fatti di Ngawlé ci danno il sentore che la giustizia in Mauritania non ha ancora valore. I vecchi problemi &#8211; il land grabbing, la schiavitù e l&#8217;arresto arbitrario degli attivisti &#8211; non sono mai stati risolti. Il futuro della Mauritania è minacciato dal conflitto e dall&#8217;instabilità&#8221;, dice Abidine Ould-Merzough, membro del Direttivo dell&#8217;APM.</p>



<p>Il consiglio locale dei comuni esige la restituzione pacifica e incondizionata della terra. L&#8217;APM e diverse organizzazioni mauritane chiedono il rilascio dei detenuti e la fine degli espropri. La terra deve restare al popolo di Ngawlé&#8221;. Le autorità nazionali devono intervenire per fermare il land grabbing messo in atto dalle autorità locali&#8221;, chiede Ould-Merzough.</p>



<p>Già il 3 novembre, 13 persone sono state arrestate e diverse ferite durante le proteste per lo stesso motivo. Gli arresti sono stati effettuati anche il 21 novembre. Gli ultimi arrestati, appartenenti alla popolazione Peul e Haratin, sono attualmente detenuti nella prigione di Rosso, capoluogo della regione di Trarza. Uno dei detenuti è in condizioni critiche e si trova in ospedale a Rosso.</p>
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		<title>Appello straziante della regista afghana #SahraaKarimi</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 08:12:08 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="300" height="168" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/reg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15654"/></figure></div>



<p><br>“A tutte le comunità del mondo<br>Vi scrivo con il cuore spezzato e la speranza che possiate unirvi a me nel proteggere la mia bella gente. Nelle ultime settimane hanno preso il controllo di così tante province. Hanno massacrato il nostro popolo, hanno rapito molti bambini, hanno venduto bambine come spose minorenni ai loro uomini, hanno assassinato donne per il loro abbigliamento, hanno torturato e assassinato uno dei nostri amati comici, hanno assassinato uno dei nostri poeti storici, hanno assassinato il capo della cultura e dei media per il governo, hanno assassinato persone affiliate al governo, hanno appeso pubblicamente alcuni dei nostri uomini, hanno sfollato centinaia di migliaia di famiglie…<br>I media, i governi e le organizzazioni umanitarie mondiali tacciono come se questo “accordo di pace” con i talebani fosse legittimo. Non è mai stato legittimo… Se i talebani hanno preso il sopravvento, vieteranno anche ogni arte… Spoglieranno i diritti delle donne, saremo spinti nell&#8217;ombra delle nostre case e delle nostre voci, la nostra espressione sarà soffocata …<br>Non capisco questo mondo. Non capisco questo silenzio. Io resterò a combattere per il mio paese, ma da sola non ce la faccio. Ho bisogno di alleati/e. Per favore aiutateci a far sì che questo mondo si ‘preoccupi di quello che ci sta succedendo…<br>Siate le nostre voci fuori dall&#8217;Afghanistan.<br>Non avremo accesso a internet o a nessuno strumento di comunicazione… Per favore per quanto potete condividere questo fatto con i vostri media e scrivete di noi sui vostri social. Il mondo non dovrebbe voltarci le spalle…aiutateci.<br>Grazie mille. Apprezzo così tanto il vostro cuore puro e vero.</p>



<p>Sahraa Karimi, صحرا كريمي”</p>
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		<title>Anbamed. Notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 07:10:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Farid Adly I titoli Nucleare iraniano:&#160;Trattative serrate a Vienna. Oggi si incontrano le delegazioni di Mosca e Washington. Arabia Saudita:&#160;Riad apre alla ripresa delle relazioni diplomatiche con Teheran. Somalia:&#160;Un attentato contro&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Nucleare-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15257" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Nucleare-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Nucleare-1-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></figure>



<p>A cura di Farid Adly</p>



<p></p>



<p>I titoli</p>



<p><strong>Nucleare iraniano:</strong>&nbsp;Trattative serrate a Vienna. Oggi si incontrano le delegazioni di Mosca e Washington.</p>



<p><strong>Arabia Saudita:</strong>&nbsp;Riad apre alla ripresa delle relazioni diplomatiche con Teheran.</p>



<p><strong>Somalia:</strong>&nbsp;Un attentato contro la struttura carceraria, 11 morti.</p>



<p><strong>Egitto:</strong>&nbsp;Si aggrava la crisi economica a causa del Covid19.</p>



<p>Le notizie</p>



<p><strong>Nucleare iraniano</strong></p>



<p>Si è concluso il terzo ciclo di incontri a Vienna sul nucleare iraniano. Le commissioni stanno ancora limando i punti controversi, ma nessuna delle parti ha espresso pareri conflittuali. Non c&#8217;è stato mai un contatto diretto tra le due delegazioni di Teheran e Washington, ma il dialogo indiretto è avvenuto. Oggi, la delegazioni russa e quella statunitense si incontreranno per mettere a punto la formula quasi definitiva di un accordo. Teheran chiede la cancellazione di tutte le sanzioni, ma Washington sostiene che alcune di esse riguardano i diritti umani e quindi non fanno parte dell&#8217;accordo del 2015.</p>



<p>L&#8217;Iran ha chiesto dieci per ottenere due, ma sembra che stia portando a casa molto di più di quanto sperava. Il terrorismo nucleare di Tel Aviv ha irrigidito le posizioni dell&#8217;ala conservatrice nel potere della Repubblica Islamica e l&#8217;arricchimento dell&#8217;Uranio fino al 60% ha messo in guardia dalla follia del braccio di ferro.</p>



<p><strong>Arabia Saudita</strong></p>



<p>Il principe erede al trono Mohammed Bin Salman ha dichiarato che il suo paese aspira a costruire relazioni di buon vicinato con l&#8217;Iran, “un paese del Golfo con il quale si potrebbe stabilire rapporti economici con il regno nell&#8217;interesse delle due parti”.</p>



<p>Le relazioni tra i due paesi sono interrotte da 6 anni, a causa di manifestazioni che alla fine hanno dato fuoco alla sede diplomatica dell&#8217;ambasciata saudita. Le affermazioni di Bin Salman avvengono dopo che nei giorni scorsi si è parlato di un incontro avvenuto a Baghdad tra due delegazioni, con la partecipazione dei rispettivi capi dei servizi di sicurezza. I media ufficiali di Riad hanno smentito, mentre quelli di Teheran hanno sminuito la portata politica dell&#8217;incontro. Questo riavvicinamento avrà ripercussioni positive sulla guerra in Yemen. Il ministro degli esteri iraniano Zarif ha compiuto una visita a Mascate, in Oman, dove si è incontrato con i capi del movimento Houthi per perorare la causa del cessate il fuoco.</p>



<p><strong>Somalia</strong></p>



<p>Un&#8217;autobomba è esplosa all&#8217;esterno dell&#8217;Ente per le carceri nella capitale Mogadiscio, provocando l&#8217;uccisione di 11 persone e il ferimento di altre decine. L&#8217;esplosione è avvenuta nella parte sud ovest della capitale, ma è stata sentita in tutta la città. Inoltre, c&#8217;è stata una sparatoria tra le guardie e un gruppo di assalitori. Obiettivo dell&#8217;attacco terroristico era quello di liberare alcuni detenuti in fase di trasferimento che si trovavano, al momento dell&#8217;attacco, in quell&#8217;edificio. Non c&#8217;è stata nessuna rivendicazione, ma l&#8217;impronta del terrorismo dei Shebab non è sfuggita alla maggior parte degli esperti.</p>



<p><strong>Egitto</strong></p>



<p>La crisi economica egiziana si aggrava per il secondo anno. Il bilancio generale dello Stato – secondo quanto affermato dal ministro delle finanze – ha subito nel 2020 un calo delle entrate di 370 miliardi di sterline egiziane (circa 24 miliardi di dollari) ed un aumento delle spesa pubblica per oltre 100 miliardi di Sterline egiziane, portando il deficit a circa 500 miliardi (= 32 miliardi di dollari). I motivi delle difficoltà, il calo del turismo e delle attività produttive a causa del Covid.</p>
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		<title>Iraq / Yazidi: 5. anniversario del genocidio degli Yazidi nel nord  dell&#8217;Iraq (3 agosto)</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 08:13:53 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="753" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/due-donne-yazidi-appoggiato-accanto-a-un-vecchio-albero-in-lalish-yazidis-templi-sacri-nel-kurdistan-iracheno-fke3ty-1024x753.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12860" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/due-donne-yazidi-appoggiato-accanto-a-un-vecchio-albero-in-lalish-yazidis-templi-sacri-nel-kurdistan-iracheno-fke3ty-1024x753.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/due-donne-yazidi-appoggiato-accanto-a-un-vecchio-albero-in-lalish-yazidis-templi-sacri-nel-kurdistan-iracheno-fke3ty-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/due-donne-yazidi-appoggiato-accanto-a-un-vecchio-albero-in-lalish-yazidis-templi-sacri-nel-kurdistan-iracheno-fke3ty-768x565.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/due-donne-yazidi-appoggiato-accanto-a-un-vecchio-albero-in-lalish-yazidis-templi-sacri-nel-kurdistan-iracheno-fke3ty.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p> <br>L&#8217;Associazione per i popoli minacciati presenta uno studio sulla <br>situazione delle donne yazide.</p>



<p>In occasione del quinto anniversario del genocidio degli Yazidi nell&#8217;Iraq del nord, l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha presentato uno studio sull&#8217;attuale situazione delle donne yazide. La ricerca, fatta dallo psicologo tedesco-yazida Jan Ilhan Kizilhan, <br>documenta i traumi causati dal genocidio, la loro elaborazione tra i profughi in Germania e nel Kurdistan iracheno e accenna a possibili interventi politici.</p>



<p>Secondo Kizilhan, che da anni collabora con l&#8217;APM, il terrore dell&#8217;IS e i conflitti politici, religiosi e etnici in Iraq hanno dimostrato che gli Yazidi così come le persone appartenenti ad altre minoranze lasciano il paese quando non sono sufficientemente tutelati o non hanno alcuna <br>possibilità di vivere secondo la propria cultura e religione. Il mantenimento della propria lingua e cultura però non è garantito nemmeno nella diaspora. Quando un gruppo relativamente piccolo come quello degli Yazidi si trova diviso in tutto il mondo, è probabile che nel corso di quattro o cinque generazioni smetta di esistere.</p>



<p>In considerazione dello studio, l&#8217;APM torna a chiedere maggiori tutele e aiuti per la ricostruzione sia per gli Yazidi sia per le altre minoranze presenti in Iraq. L&#8217;APM inoltre chiede la mediazione internazionale per risolvere il conflitto tra il governo centrale di Baghdad e <br>l&#8217;amministrazione del Kurdistan iracheno relativamente alla regione dello Sinjar, che è tradizionalmente la regione di insediamento degli Yazidi. Circa 280.000 Yazidi vivono tuttora come profughi in campi provvisori o sono ospitati da privati. Finché non potranno tornare a <br>casa in sicurezza, queste famiglie e i loro bambini non hanno alcuna prospettiva per il futuro. L&#8217;Iraq arabo e il Kurdistan iracheno devono finalmente trovare una soluzione alla situazione dello Sinjar e decidere a quale parte del paese lo Sinjar deve appartenere. E&#8217; inoltre un dovere <br>della comunità internazionale aiutare e sostenere i sopravvissuti di un genocidio nella ricostruzione.</p>



<p>Il prossimo 3 agosto gli Yazidi e i loro amici in tutto il mondo ricorderanno le vittime del genocidio, iniziato proprio il 3 agosto 2014 quando le milizie dell&#8217;IS attaccarono i villaggi e le città dei circa 400.000 Yazidi dello Sinjar. Furono uccise o rapite migliaia di persone, <br>le donne catturate furono stuprate, costrette a sposarsi con miliziani dell&#8217;IS o vendute in veri e propri mercati degli schiavi. In occasione del quinto anniversario dell&#8217;attacco dell&#8217;IS agli Yazidi vi saranno numerose manifestazioni in tutta Europa, in America, in Russia, Armenia, <br>Georgia e soprattutto nel Kurdistan iracheno.</p>



<p>Jan Ilhan Kizilhan è nato nel 1966 nel Kurdistan turco. Attualmente è a&nbsp;<br>capo dell&#8217;Istituto per gli studi interculturali sulla salute presso la&nbsp;<br>Duale Hochschule Baden-Württemberg Villingen-Schwenningen. Dal 2015 è il&nbsp;<br>direttore medico-psicologico del gruppo speciale per l&#8217;assistenza a&nbsp;<br>donne con particolare bisogno di tutela del governo regionale del&nbsp;<br>Baden-Württemberg.

</p>
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		<title>Chiuso il Buenos Aires Herald</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 08:02:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi &#160; Preferisci dire a papy e mamy di vendere la casa e le automobili e andarvene tutti a Parigi oppure rimanere qui a lavorare per i diritti umani e finire ammazzato?&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/08/08/chiuso-il-buenos-aires-herald/">Chiuso il Buenos Aires Herald</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Monica Macchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Preferisci dire a papy e mamy di vendere la casa e le automobili </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>e andarvene tutti a Parigi</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>oppure rimanere qui a lavorare per i diritti umani e finire ammazzato?</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lettera anonima indirizzata al figlio di Robert J. Cox</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/00aaaaaaaaaaabaireerald.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9283" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/00aaaaaaaaaaabaireerald.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="314" height="158" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/00aaaaaaaaaaabaireerald.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 314w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/00aaaaaaaaaaabaireerald-300x151.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 314px) 100vw, 314px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Chiude i battenti  Buenos Aires Herald, quotidiano in lingua inglese, primo e per molto tempo unico a denunciare il dramma dei desaparecidos e a raccogliere e rilanciare gli appelli delle madri di Plaza de Mayo che da poche migliaia di lettori passa ben presto a vendere oltre ventimila copie al giorno. Nonostante la censura imposta dal 1976 alla stampa dalla giunta Videla, il giornalista Robert J Cox, esponente della comunità britannica argentina, continua a pubblicare fino al suo arresto (da cui riesce a salvarsi solo grazie all’intervento britannico e americano svolto dall’amministrazione Carter: la sua storia è stata raccontata nel libro del 2008 “Dirty Secrets, Dirty War: The Exile of Robert J. Cox” ).</p>
<p align="JUSTIFY">Ma quello che non ha potuto la dittatura politica l’ha fatto la dittatura del capitale: durante l’ubriacatura neo-liberista il Buenos Aires Herald è finito nelle grinfie dell’imprenditore Cristóbal López, ultra Kirchneriano, accusato di evasione fiscale per 8,6 miliardi di dollari più interessi pari al 18% del deficit pubblico argentino.</p>
<p>Desolatamente ironico il tweet d’addio di Taos Turner: “il Buenos Aires Herald è sopravvissuto per 140 anni, ma non è riuscito a sopravvivere a 140 caratteri”.</p>
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