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	<title>nozze Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>nozze Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Una sentenza per ricchi&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2017 14:13:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi Ad esprimersi è un uomo, S.M.che dice: &#8220;Quando io e la mia ex moglie ci siamo separati, abbiamo sempre anteposto il benessere del figlio a qualsiasi nostra debolezza o rancore (che&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT"><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><b><br />
</b></span></span></span><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-942.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8688" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-942.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="605" height="342" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-942.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 605w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-942-300x170.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 605px) 100vw, 605px" /></a></p>
<p align="LEFT">di Patrizia Angelozzi</p>
<p align="JUSTIFY">Ad esprimersi è un uomo, S.M.che dice:<br />
&#8220;Quando io e la mia ex moglie ci siamo separati, abbiamo sempre anteposto il benessere del figlio a qualsiasi nostra debolezza o rancore (che col tempo in genere decresce fino a sparire). Non ho mai fatto mancare né a lei né al figlio pane e companatico, anche se lei lavorava. Il ragionamento era semplicissimo: se lei vivrà nell&#8217;abbondanza, sarà lo stesso anche per il ragazzo. E il figliolo ho sempre potuto incontrarlo quando volevo, sentenze o non sentenze. Naturalmente, tutto ciò si deve anche alla intelligenza di questa donna. Non a caso oggi, pur vivendo ognuno la propria vita, i rapporti sono ottimi, addirittura affettuosi. Mio figlio ci scherza sopra: &#8220;Ho una strana famiglia. Siete separati ma quando si tratta di rimproverarmi andate perfettamente d&#8217;accordo!&#8221;. Oppure: &#8220;Ho visto che quando mamma ha qualche problema serio non si rivolge al suo compagno ma a te&#8221;. Se non si è proprio delle canaglie, vi sono dei legami che non si possono sciogliere&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Ciò che emerge da queste parole, è il buon senso e la sana affettività, di chi non ha usato stratagemmi &#8216;contro l&#8217;altro&#8217;.<br />
Sono tante le vicende che negli anni hanno suscitato polemiche, soprattutto quando i protagonisti, fanno parte di jet-set e mondanità.<br />
Ci sono uomini che prima di una separazione, si disfano di ogni proprietà, immobili, conti correnti, automobili, barche, etc.., lasciando in povertà la famiglia che avevano scelto.<br />
Altri ancora, pur sostenendo un tenore di vita &#8216;ALTO&#8217;, trovano soluzioni veloci per evitare mantenimenti, e non solo.</p>
<p align="JUSTIFY">Poi ci sono al contrario in storie di ordinaria amministrazione, dove il mantenimento ha perfino ridotto in povertà chi provvedeva all&#8217;ex coniuge con cifre sovrastimate.<br />
In entrambi i casi, non c&#8217;è equità o una valutazione attenta.<br />
I tribunali tanto oberati di lavoro, difficilmente acconsentono ad accertamenti attraverso la Guardia di finanza per verificare situazioni patrimoniali, tenori di vita, i conti all&#8217;estero ed evasione fiscale.</p>
<p align="JUSTIFY">Così come ci sono donne, che avevano concordato con il proprio compagno la rinuncia al lavoro, in favore della famiglia..o abbandonate dal coniuge, che si dedicano alla cura dei figli in modo completo e costante e che pur cercando un lavoro, raramente lo trovano.</p>
<p>Poi ci sono le madri di figli disabili, che hanno la percentuale più alta di abbandono da parte del coniuge, uomini che non riuscendo a vivere situazioni che richiedono impegno, cura e l&#8217;affrontare problematiche, scappano..<br />
Molte di loro vivono di sussidi, in case popolari o presso parenti, dedicando la loro vita a questi figli speciali, senza sapere cos&#8217;è un momento di svago, il cinema,una chiacchierata tra amici.<br />
In questa &#8216;grande crisi&#8217; occupazionale, la possibilità di collocarsi diventa &#8216;vincere alla lotteria&#8217;, senza dimenticare il &#8216;diritto di ricatto&#8217; esercitato da uomini, che sebbene benestanti, contrattano la vita delle ex mogli e dei figli attraverso restrizioni economiche. Sono tanti, ugualmente condannabili di perscuzione, nella loro espressione di potere che somiglia ad una delle tante &#8216;violenze sulle donne&#8217;. Andrebbe fatta una disamina, attenta a seconda dei casi.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><b>COSA DICE LA SENTENZA</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">E&#8217; la Suprema Corte a stabilire nuove linee guide che stanno a significare un precedente importante fruibile nelle future decisioni e dice così:<br />
&#8220;’inversione di rotta consiste nell’affermare che la donna giovane, in grado di lavorare e, quindi, di reperire con la propria attività quel reddito necessario a mantenere lo stesso tenore di vita di cui godeva durante il matrimonio, non ha diritto ad alcun mantenimento. E ciò anche se, durante l’unione, svolgeva mansioni di casalinga&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Trovo giusto che una donna, SE ancora giovane e abile al lavoro sia responsabile della sua autonomia economica senza &#8216;cullarsi&#8217; nel mantenimento, ma per applicare i &#8216;criteri dI questa sentenza&#8217;, spero sia previsto un &#8216;protocollo&#8217; che comprenda lo studio di ogni singolo caso con attenzione. Spesso la burocrazia asettica è troppo lontana dalla vita reale.</p>
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		<title>Nella nostra famiglia nessuna donna divorzia: resta con lui anche se ti vuole uccidere</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 06:50:27 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p>di Monica Macchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando Jihan aveva 15 anni, ha sposato un uomo molto più anziano per sfuggire alla violenza del padre ma sin dalla prima notte di nozze suo marito l’ha violentata e picchiata lasciandole lividi e fratture. La prima volta che è andata dalla polizia si è sentita rispondere “E’ tuo marito…non possiamo fare niente”; stessa risposta quando e’ tornata in pigiama visto che il marito l’ha soffocata fino a farle perdere conoscenza, l’ha buttata per strada e non la faceva più rientrare in casa: il poliziotto di guardia si è limitato a telefonare a casa ma il marito continuava a rispondere “avete sbagliato numero”. Risultato? E’ dovuta andare dalla sorella e quando il marito ha cambiato idea è andato a riprendersela e ha continuato a picchiarla. A questo punto Jihan ha chiesto aiuto alla sua famiglia di origine ma il padre si è categoricamente rifiutato di consegnarle il certificato di matrimonio, necessario per la domanda di divorzio dicendole: “nella nostra famiglia nessuna donna divorzia: resta con lui anche se ti vuole uccidere”.</p>
<p>Jihan è ora in un rifugio segreto gestito da Human Rights Watch che ha scelto questa storia per esemplificare i diversi tipi di abusi domestici e per denunciare la risposta debole da parte sia del governo marocchino che della polizia. In particolare hanno lanciato una petizione a Bassima Hakkaoui, ministro delle donne e della famiglia per chiedere una nuova legge che rafforzi la protezione delle vittime di violenza domestica rendendo un crimine lo stupro coniugale.</p>
<h4></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;Italia, Alfano e i diritti degli omosessuali</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 05:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che qualcuno remi contro i diritti civili in Italia&#8230;è cosa nota. Ma, per fortuna, c&#8217;è chi dice NO. Nei giorni scorsi il Ministro dell&#8217;Interno, Angelino Alfano, ha dato l&#8217;annuncio di una circolare indirizzata ai&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
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<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Che<br />
qualcuno remi contro i diritti civili in Italia&#8230;è cosa nota. Ma,<br />
per fortuna, c&#8217;è chi dice NO.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nei<br />
giorni scorsi il Ministro dell&#8217;Interno, Angelino Alfano, ha dato<br />
l&#8217;annuncio di una circolare indirizzata ai prefetti con cui si chiede<br />
di annullare le nozze omosessuali celebrate all&#8217;estero attraverso la<br />
cancellazione delle trascrizioni all&#8217;anagrafe.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ovviamente<br />
durissima la reazione di Flavio Romani, presidente di Arcigay, che ha<br />
così commentato la circolare: “ Siamo in mano a degli<br />
irresponsabili. Senza nemmeno porsi il problema delle scene di<br />
drastico conflitto sociale che nell&#8217;ultimo fine settimana hanno<br />
caratterizzato il confronto in piazza tra ultracattolici e movimenti,<br />
il Governo continua sulla via delle provocazioni. Il Premier è ormai<br />
ostaggio del Nuovo Centrodestra, è solo un braccio decerebrato che<br />
esegue gli ordini dei padroni clericali. Mentre promette leggi sulle<br />
unioni tra persone dello stesso sesso, rimandandole di continuo a un<br />
futuro indefinito, nel presente agisce per opprimere persone gay e<br />
lesbiche che hanno scelto di formare una famiglia”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ed ecco<br />
le risposte anche di alcuni sindaci. Il primo cittadino della città<br />
di Milano, Giuliano Pisapia, ha ribadito la decisione di trascrivere<br />
le nozze tra omosessuali celebrate all&#8217;estero aggiungendo, durante un<br />
suo intervento al TG1, che: “&#8230;è la stessa legge che prevede<br />
espressamente che l&#8217;ufficiale di stato civile deve trascrivere il<br />
matrimonio celebrato all&#8217;estero, salvo che non sia contrario<br />
all&#8217;ordine pubblico. Ma la Corte costituzionale ha detto recentemente<br />
che non c&#8217;è contrarietà all&#8217;ordine pubblico”. “Questi temi”,<br />
ha precisato Pisapia, “ sono di competenza del Parlamento su<br />
proposta del Governo o anche su proposta del Parlamento stesso, ma<br />
stiamo parlando del matrimonio fra omosessuali, non certo della<br />
trascrizione di un matrimonio che nel Paese in cui è stato celebrato<br />
è del tutto legittimo e regolare”. Intanto si sono espressi sulla<br />
questione altri esponenti delle istituzioni: anche secondo Furio<br />
Honsell, sindaco di Udine, si deve parlare dell&#8217;argomento in ambito<br />
parlamentare o davanti alla Corte Costituzionale; il Comune di Napoli<br />
“ricorrerà nelle sedi giudiziarie competenti perchè la circolare<br />
per annullare le trascrizioni è contraria al principio<br />
costituzionale di uguaglianza dei diritti”; Merola, a Bologna, ha<br />
risposto con un secco “Non obbedisco”. Insomma, si parla e si<br />
discute ancora su un tema che in molti Paesi europei è già stato<br />
affrontato e risolto con grande equilibrio e apertura culturale. In<br />
Italia resta ancora strada da fare&#8230;</div>
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		<title>La storia di Rawan: una storia emblematica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 05:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiamava Rawan e aveva solo otto anni. Viveva nella&#8217;rea tribale di Hardh, nello Yemen, ed è stata venduta dai suoi genitori ad un uomo di quarant&#8217;anni, come sua sposa. E&#8217; deceduta dopo la&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/09/SPOSA-BAMBINA-Ap.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/09/SPOSA-BAMBINA-Ap.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
chiamava Rawan e aveva solo otto anni. Viveva nella&#8217;rea tribale di<br />
Hardh, nello Yemen, ed è stata venduta dai suoi genitori ad un uomo<br />
di quarant&#8217;anni, come sua sposa. E&#8217; deceduta dopo la prima notte di<br />
nozze a causa di una emorragia interna.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
notiazia è stata ripresa dal Gulf News &#8211; il sito in inglese della<br />
regione del Golfo &#8211; e poi dal Daily Mail, ma le autorità locali<br />
l&#8217;hanno smentita. Gli attivisti di molte associazioni che tutelano e<br />
monitorano i diritti umani, invece, chiedono il processo e la<br />
condanna dei genitori e dell&#8217;uomo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel 2009<br />
il parlamento yemenita ha votato una legge per evitare i matrimoni<br />
sotto i 17 anni, ma i conservatori  e gli estremisti &#8211; rifacendosi ad<br />
una interpretazione letteraria del Corano &#8211; si sono opposti e hanno<br />
ribadito che la legge islamica non pone limiti di età per le unioni.<br />
E il caso di Rawan pone di nuovo l&#8217;accento su un fenomeno purtroppo<br />
ancora molto diffuso non solo nello Yemen, ma in tanti Paesi dove le<br />
bambine diventano merce di scambio per genitori poveri, ignoranti o<br />
senza scrupoli. “Le conseguenze dei matrimoni infantili sono<br />
devastanti. Le bambine vengono tolte dalla scuola, la loro istruzione<br />
interrotta in modo permanente e molte soffrono di problemi di salute<br />
cronici per avere troppi figli e troppo presto”, sostiene Liesl<br />
Gerntholdz, direttore della Divisione per i diritti delle donne di<br />
Human Rights Watch e aggiunge: “ E&#8217; fondamentale che lo Yemen<br />
prenda misure immediate per proteggere le ragazze da questi abusi”.<br />
Il fenomeno, nel paese della Penisola araba, secondo gli ultimi dati<br />
Unicef, riguarda il 14% delle bambine che si sposa prima dei 15 anni<br />
e il 52% prima dei 18.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Troppo<br />
esigui i segnali di un cambiamento sia della mentalità sia delle<br />
politiche sociali: una piccola speranza, però, è arrivata, nei<br />
giorni scorsi, dall&#8217;India. Jyoti Singh Pandey era una studentessa<br />
ventitreenne. Venne stuprata su un autobus a New Delhi il 16 dicembre<br />
scorso e morì due settimane dopo l&#8217;accaduto in un ospedale di<br />
Singapore per le feite riportate. I quattro accusati della violenza<br />
sono stati tutti giudicati colpevoli.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un<br />
incontro interessante a Milano</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://2.bp.blogspot.com/-ll7kGIZf8g8/UkKJHaCrDhI/AAAAAAAAAOo/TPdICiDZHII/s1600/Invito_L%27altro+Pakistan_giovedi+26+settembre_Sala+Buzzati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/09/Invito_Laltro-Pakistan_giovedi-26-settembre_Sala-Buzzati-585x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="182" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>Giovedì<br />
26 settembre – ore 18 – Sala Buzzati, Via Balzan 3 – Fondazione<br />
<i>Corriere<br />
della sera</i></p>
<div style="border: medium none; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">
<b>L’altro<br />
Pakistan – Storie e scuole che cambiano la vita delle donne</b></p>
</div>
<div style="border: medium none; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">

</div>
<div style="border: medium none; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">
Conversazione<br />
con Mushtaq Chhapra, Chairman e fondatore di The Citizens Foundation<br />
– TCF sull’istruzione in Pakistan e l’accesso scolastico<br />
femminile.
</div>
<div style="border: medium none; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">
Intervengono<br />
Viviana Mazza e Antonio Ferrari del <i>Corriere<br />
della Sera.</i>
</div>
<div style="border: medium none; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">
<b><br /></b>Ingresso<br />
gratuito con prenotazione, scrivendo a <u>italianfiends.tcf@gmail.com</u></p>
</div>
<div style="border: medium none; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">

</div>
<div style="border: medium none; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">
<i>The<br />
Citizens Foundation &#8211; TCF costruisce e mantiene scuole nelle aree più<br />
svantaggiate del Pakistan, garantendo istruzione e formazione di<br />
qualità ai figli delle famiglie più povere, focalizzando il proprio<br />
impegno anche sull&#8217;accesso scolastico femminile.</i></p>
</div>
<div style="border: medium none; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">
<i>Mushtaq<br />
Chhapra è un imprenditore del settore manifatturiero, filantropo<br />
convinto, attivo con diversi enti di beneficienza nelle aree della<br />
salute, sicurezza alimentare e dell&#8217;arte.</i></div>
<div style="border: medium none; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">
L’iniziativa<br />
è realizzata grazie al sostegno di:</div>
<div style="border: medium none; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">

</div>
<div style="border: medium none; margin-bottom: 0cm; padding: 0cm;">
Blog<br />
27esima Ora &#8211; <i>Corriere<br />
della Sera</i><br />
&#8211; Fondazione <i>Corriere<br />
della Sera</i><br />
&#8211; Provincia di Milano &#8211; Atelier Anaïs &#8211; BECO Textiles &#8211; Borgo<br />
Paglianetto &#8211; Brambilla &amp; Associati &#8211; Clayworks &#8211; Femminile al<br />
Plurale &#8211; Grand Hotel ed de Milan &#8211; Media Arts &#8211; Tramezzino.it &#8211;<br />
Villa Angarano</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Sì definitivo alle nozze e alle adozioni per le coppie omosessuali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 04:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[adozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Arcigay]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[ministro]]></category>
		<category><![CDATA[nozze]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Taubira]]></category>
		<category><![CDATA[uaguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[unioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;altro ieri la Francia è diventato ufficialmente il quattordicesimo Paese in cui sono legali le nozze gay e in cui le coppie omosessuali potranno adottare bambini. L&#8217; Assemblea nazionale ha dato il via libero&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/20130423_nozze_gay.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/20130423_nozze_gay.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="172" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;altro<br />
ieri la Francia è diventato ufficialmente il quattordicesimo Paese<br />
in cui sono legali le nozze gay e in cui le coppie omosessuali<br />
potranno adottare bambini.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;<br />
Assemblea nazionale ha dato il via libero definitivo alla legge e<br />
sarà il nuovo articolo 143 del codice civile a disciplinare la<br />
libertà di unirsi nel sacro vincolo tra persone dello stesso genere.<br />
Il Ministro della Giustizia, Christiane Taubira che aveva proposto il<br />
disegno di legge, ha commentato la decisione dell&#8217;Assemblea,<br />
affermando: “E&#8217; un momento storico. Crediamo che le prime nozze<br />
saranno una cosa bella e porteranno un vento di gioia e che coloro i<br />
quali oggi vi si oppongono saranno disorientati quando verranno<br />
sopraffatti dalla felicità dei neosposi e delle famiglie”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I primi<br />
matrimoni saranno celebrati nel mese di giugno. Non sono mancati,<br />
all&#8217;uscita della notizia, manifestazioni di protesta da parte,<br />
soprattutto, dei movimenti cattolici che si sono riversati, di nuovo,<br />
nelle piazze di Parigi. Inoltre, si sono verificati anche casi più<br />
seri di omofobia: tra questi, il presidente socialista<br />
dell&#8217;Assemblea, Claude Bartolone, ha ricevuto una busta contenente<br />
polvere da sparo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E in<br />
Italia?  Il presidente di Arcigay, Flavio Romani, ha affermato che: “<br />
Il sì francese, che stabilisce che gli affetti di gay e lesbiche<br />
hanno lo stesso valore di quelli eterosessuali e rivoluziona<br />
profondamente l&#8217;istituto del matrimonio, è la vittoria di chi crede<br />
che una società migliore è possibile. Il matrimonio fra persone<br />
dello stesso sesso è il trionfo della giustizia sociale e di coloro<br />
che si riconoscono nella democrazia, nella tolleranza,<br />
nell&#8217;uguaglianza. Ora tocca all&#8217;Italia offrire alle persone gay e<br />
lesbiche, che sono i nostri vicini, i nostri colleghi, i nostri amici<br />
e familiari quei diritti umani che da anni sono loro tenacemente<br />
negati. La classe politica italiana ha il dovere civile e morale,<br />
ammesso che un barlume di morale ce l&#8217;abbia, di dare delle risposte a<br />
tutte quelle persone, e parliamo di milioni, che per anni sono state<br />
umiliate, offese, denigrate, escluse dai diritti e la cui libertà è<br />
stata ferocemente repressa”. Mentre a Roma, si è venuto a creare<br />
un sit-in davanti all&#8217;ambasciata di Francia, organizzato dal<br />
movimento giovanile del Pdl, dal Comitato “Giù le mani dalla<br />
famiglia”, da Azione Universitaria, Militia Christi e da Giovine<br />
Italia per “dimostrare agli amici francesi<i><br />
(cattolici) </i>che<br />
non sono soli in questa battaglia perchè vogliamo un&#8217;Europa libera e<br />
per la famiglia vera, quella tradizionale”, queste le parole dei<br />
manifestanti.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Nozze e adozioni alle coppie omosessuali: in Francia, è legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 03:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[adozioni]]></category>
		<category><![CDATA[coppie di fatto]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
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		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[Hollande]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[unioni civili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le proteste &#8211; che hanno portato nelle piazze parigine migliaia di persone di tutte le età &#8211; contro la legge che prevede i matrimoni gay e la possibilità di adozione per le coppie omosessuali&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/04/15/nozze-e-adozioni-alle-coppie/">Nozze e adozioni alle coppie omosessuali: in Francia, è legge</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/nozze-gay-francia..jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/04/nozze-gay-francia..jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="168" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
proteste &#8211; che hanno portato nelle piazze parigine migliaia di<br />
persone di tutte le età &#8211; contro la legge che prevede i matrimoni<br />
gay e la possibilità di adozione per le coppie omosessuali non hanno<br />
ottenuto l&#8217;effetto sperato dai manifestanti. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
proposta di legge era stata consegnata il 31 ottobre scorso al<br />
Consiglio dei ministri francese e, da quel momento, è partito l&#8217;iter<br />
per l&#8217;approvazione: matrimonio e adozione per tutti. L&#8217;assemblea<br />
aveva adottato il testo il 12 febbraio e, nei giorni scorsi, il<br />
Senato lo ha definitivamente sancito come provvedimento legislativo,<br />
senza apportare modifiche significative a quello presentato<br />
all&#8217;origine del percorso.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le legge<br />
sulle nozze e sulle adozioni per le coppie omosessuali è stata il<br />
cavallo di battaglia del Presidente<br />
<em>François<br />
Hollande, sostenuto, in questa battaglia, anche dal ministro della<br />
Giustizia, Christiane Taubira; il provvedimento è stato votato da<br />
tutti i gruppi della sinistra in Senato anche se alcune defezioni<br />
hanno reso incerto l&#8217;esito finale che è stato, comunque, favorevole<br />
grazie al consenso di alcuni senatori di destra e del centro. E, se<br />
anche le parole sono importanti, le enciclopedie e i dizionari<br />
francesi, da oggi in poi, alla voce “matrimonio” riporteranno la<br />
seguente definizione: “ Atto solenne con il quale due persone di<br />
sesso differente o dello stesso sesso stabiliscono tra loro<br />
un&#8217;unione”. </em>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<em>In<br />
Italia, intanto, Franco Gallo &#8211; Presidente della Corte Costituzionale<br />
– ha sollecitato alla politica un intervento in materia, facendo<br />
riferimento alla sentenza n. 138 del 2010 e denunciando il mancato<br />
riconoscimento, nel nostro ordinamento giuridico, dei diritti delle<br />
coppie formate da persone dello stesso genere. Gallo ha spiegato che:<br />
“In tale pronuncia, la Corte ha escluso l&#8217;illegittimità<br />
costituzionale delle norme che limitano l&#8217;applicazione dell&#8217;istituto<br />
matrimoniale alle unioni tra uomo e donna, ma nel contempo ha<br />
affermato che due persone dello stesso sesso hanno comunque il<br />
diritto fondamentale di ottenere  il riconoscimento giuridico, con i<br />
connessi diritti e doveri, della loro stabile unione. Ha perciò<br />
affidato al Parlamento la regolamentazione della materia nei modi e<br />
nei limiti opportuni”. </em>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/04/15/nozze-e-adozioni-alle-coppie/">Nozze e adozioni alle coppie omosessuali: in Francia, è legge</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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