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	<title>nuovegenerazioni Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Dossier statistico Immigrazione 2024</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 09:13:50 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="640" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos-1024x640.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17770" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos-1024x640.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos-300x188.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos-768x480.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/dos.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Confronti<em>. Si è tenuta ieri presso il Teatro Orione a Roma la presentazione del&nbsp;<strong>34° Dossier Statistico Immigrazione&nbsp;</strong>a cura di&nbsp;<strong>IDOS</strong>, in collaborazione con&nbsp;<strong>Confronti</strong>&nbsp;e l’Istituto di&nbsp;<strong>Studi Politici “S. Pio V”</strong>.</em></p>



<p>«Questo è un anno importante per noi perché festeggiamo i 20 anni di costituzione del Centro Studi e Ricerche Idos, e lo è ancora di più in tempi così difficili, nei quali le politiche migratorie in Italia e in Europa investono sempre meno nell’integrazione e sempre più in politiche vessatorie e repressive. Se vogliamo costituire una società più giusta e vivibile dobbiamo farlo insieme ai giovani, e il nostro compito è fornire loro quegli strumenti conoscitivi e culturali che possano permettergli di leggere nella maniera più corretta il loro tempo, in modo tale che siano protagonisti attivi e non passivi della loro vita. Il dossier è un’opera polifonica, raccoglie una pluralità di contributi e approcci scientifici, è scritto da più di cento autori, tra cui ci sono esperti e studiosi autorevoli a livello sia nazionale che internazionale, con un background e prospettive diverse, pertanto è un’opera molto pluralistica», ha introdotto<strong>&nbsp;Luca Di Sciullo</strong>, presidente del&nbsp;<a href="https://www.dossierimmigrazione.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Centro Studi e Ricerche IDOS</a>, che ha presentato il nuovo Rapporto, giunto alla 34esima edizione e realizzato, in collaborazione il&nbsp;<a href="https://confronti.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Centro Studi e rivista&nbsp;</a><a href="https://confronti.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>Confronti</em></a>, e l’<a href="https://www.istitutospiov.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Istituto di Studi Politici “S. Pio V”</a>,&nbsp; grazie al sostegno dell’Otto per Mille della&nbsp;<a href="https://www.ottopermillevaldese.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Tavola Valdese</a>.</p>



<p>Il direttore di&nbsp;<em>Confronti</em>&nbsp;<strong>Claudio Paravati&nbsp;</strong>ha aggiunto: «Siamo tante e tanti oggi qui, ma siamo ancora di più in tutta Italia, perché questa presentazione sta avvenendo in contemporanea con decine di altre città. È una grande comunità che a livello nazionale, almeno una volta l’anno, si riunisce e discute insieme, e questa è una cosa molto preziosa, resa possibile da un’opera come il Dossier Statistico Immigrazione. Importante è anche la grande presenza di studenti di scuola superiore e universitari, perché ci permette di lavorare insieme a livello intergenerazionale».</p>



<p>«Questo lavoro rappresenta il nostro modo di vivere la fede cristiana, perché, secondo noi, la dimensione del credente è strettamente legata a quella del cittadino, e il Dossier racchiude in sé tutto quello che ci piacerebbe fosse un progetto finanziato dai fondi dell’Otto per Mille.  Noi non utilizziamo questi fondi per finalità di culto, ma abbiamo scelto di utilizzarli soltanto per finalità culturali, sociali e umanitarie, e un’iniziativa come quella del Dossier le incorpora tutte e tre. E&#8217; un’iniziativa culturale, perché fornisce dei dati sulla base di analisi scientificamente provate, fondamentali per fare delle scelte politiche illuminate ed eliminare molte false narrazioni. Poi c’è l’elemento sociale, sia perché viene trattato un tema che racconta i mutamenti che stanno avvenendo non solo nella società italiana, ma a livello globale; ma anche perché su questo tema si giocano le diverse visioni di società. La società può essere infatti aperta o chiusa, solidale o competitiva, plurale o illusoriamente uniforme, democratica e fondata sui diritti umani e le libertà fondamentali oppure autoritaria, in sostanza può essere più eguale o vedere una crescita delle diseguaglianze, quindi più o meno felice. Poi c’è il tema umanitario perché, sebbene il Dossier abbia un approccio scientifico e fornisca una serie di dati, è sempre presente l’idea che si sta parlando di esseri umani e di impegno umanitario», ha dichiarato la moderatora della Tavola Valdese <strong>Alessandra Trotta</strong>.</p>



<p><strong>Luca Di Sciullo&nbsp;</strong>ha sottolineato: «Secondo l’antropologo e filosofo francese René Girard, autore di&nbsp;<em>La violenza e il sacro</em>, tutti abitiamo le città fondate da Caino perché, dopo aver assassinato il fratello Abele diventò, “costruttore di città”. Pertanto, ci sarebbe un fratricidio fondativo alla base della nostra convivenza, cosiddetta civile, e l’omicida che si è impadronito del potere, recidendo il vincolo di fratellanza con questo atto di violenza, è diventato il legislatore. La prima conseguenza è che queste leggi, da una parte giustificano il potente che le scrive e ne legittimano la violenza, dall’altra rendono questa violenza fondativa esemplare, innescando nella società una catena di ulteriori atti violenti compiuti a imitazione del potente. La seconda conseguenza è che questa&nbsp;<em>escalation</em>&nbsp;di violenza alimenta in maniera endemica tutta una serie di mali sociali, come la corruzione, la criminalità, la disoccupazione, la povertà e così via, e finisce per indebolire i legami tra i cittadini. Quando questo accade diventa necessario ricorrere a un metodo che permetta di incanalare altrove tutta la tensione e la rabbia sociale che si accumulano, così da salvaguardare la tenuta dell’ordine sociale e quindi anche il sistema di potere. In casi come questo, l’individuazione di un capro espiatorio diventa un rito catartico con cui periodicamente la società ripete in maniera collettiva la stessa violenza fondativa da cui ha tratto origine. Prendendo in esame le tre chiavi di lettura di Girard, ovvero la scrittura e riscrittura di leggi che rispecchiano la violenza fratricida del fondatore, il desiderio di imitazione del potente che a ogni passaggio di mano innalza sempre più il tasso di spietatezza del legislatore, e il ricorso al capo espiatorio come un oggetto sacrificale su cui scaricare la rabbia collettiva per rinsaldare l’identità della comunità, è evidente quanto ognuno di questi tre punti sia incredibilmente calzante per capire a fondo le dinamiche che hanno mosso le politiche migratorie e gli atteggiamenti dominanti verso i migranti negli ultimi decenni sia in Italia che in Europa. Gli immigrati sono diventati infatti, da almeno trent’anni, il capro espiatorio di tutti i mali endemici del Paese, e i governanti di turno hanno concorso, chi con azioni, chi con omissioni a spogliarli di ogni più elementare diritto e tutela, per poi a ridurli a una condizione di inferiorità che ne ha fatto dei perfetti oggetti sacrificali».</p>



<p><strong>Nawal Soufi</strong>, attivista per i diritti umani, impegnata sulla rotta balcanica, ha sottolineato nel video che inviato per l’evento: «Mi occupo di migranti in cammino lungo le varie rotte migratorie. Quello che cerco di fare, e che ho cercato di fare in questi anni, è di monitorare la violenza di frontiera, denunciare gli abusi che si consumano davanti ai miei occhi tutti i giorni, sia nelle zone di frontiera che nei vari campi e centri di accoglienza. Qui gli esseri umani vengono letteralmente parcheggiati, e la salute mentale dei migranti è molto a rischio, non solo a causa del largo uso di droghe e psicofarmaci, ma anche per il fatto che dopo uno o due anni nei centri di accoglienza i migranti perdono la loro voglia di vivere e di fare qualcosa in Europa. Le situazioni sono tante, diverse e il lavoro di denuncia deve essere accompagnato a quello di supporto ai migranti, sia per la fornitura di beni di prima necessità, che per il supporto legale e sanitario. Sulla rotta balcanica si vivono molteplici situazioni di violenza. Se prima la violenza riguardava solo le guardie di frontiera, ora bisogna affrontare anche i trafficanti che rapiscono anche donne, minori o famiglie intere, per poi richiedere un riscatto. Le forze dell’ordine lasciano che i trafficanti portino avanti queste attività illegali e spesso i migranti non denunciano queste situazioni per timore di ripercussioni sulle loro famiglie. Cerco di essere positiva e di dare speranza ai migranti ma so che la situazione è sempre più grave».</p>



<p><strong>Noura Ghazoui</strong>, presidente del CoNNGI – Coordinamento Nazionale delle Nuove Generazioni Italiane, ha aggiunto: «È importante che nel dibattito pubblico vengano coinvolte le nuove generazioni. Il Dossier è una luce che va accolta, perché ci dà modo di riflettere e di mettere in risalto i dati concreti che servono per poter mettere in atto delle strategie e dei percorsi per migliorare la nostra società, che spesso preferisce continuare a brancolare nel buio.&nbsp; Quindi ringraziamo tantissimo tutti coloro che hanno contribuito a questo lavoro.&nbsp; Il CoNNGI vuole creare un filo diretto con le nuove generazioni e fare dell’inclusione un potente motore di cambiamento. Non avendo scelto di intraprendere un viaggio o un percorso di migrazione, ma essendo per lo più nati e cresciuti in Italia, ci definiamo nuove generazioni con background migratorio, facciamo dell’inclusione un potente motore di cambiamento, e crediamo fermamente che l’inclusione sociale non sia solo un obiettivo, ma una responsabilità collettiva. Il nostro impegno è verso un mondo in cui tutti possiamo camminare insieme senza lasciare nessuno indietro».</p>



<p>«Qui stiamo presentando un Dossier statistico ma quello che stiamo facendo non è semplicemente esporre dei numeri, ma costruire una narrazione. A questo tavolo dall’inizio non si è sentito parlare di “seconde generazioni migranti”, cosa di cui invece si parla ancora nei media e anche nella politica ma di “background migratorio” che è molto diverso, perché non riguarda persone che hanno un percorso migratorio ma che sono nate e cresciute in Italia. C’è un filo di continuità tra i nuovi italiani e i vecchi migranti, un filo che non si può spezzare ed è molto presente, ma quando parliamo di migrazione parliamo di un’identità che ha diversi volti. Anche i percorsi migratori possono essere diversi. Io mi occupo di un tipo di migrazione di cui nel mio ambito formativo non si parla abbastanza, ovvero della migrazione femminile, a cui il Dossier ha dato largo spazio. Quella femminile è una migrazione intersezionale ovvero genere, status sociale, orientamento sessuale, religioso e tipo di migrazione. Spesso la migrazione viene trattata in modo generico, ma ogni migrazione ha la sua specificità e il Dossier ha il pregio di approfondire tutti questi aspetti» – ha aggiunto&nbsp;<strong>Sonia Lima Morais</strong>, scrittrice e presidente dell’Associazione Donne Capoverdiane.</p>



<p><strong>Paolo De Nardis</strong>, presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, ha concluso: «Quest’anno siamo stati costretti a un maggiore realismo e pessimismo, perché stiamo vivendo una situazione che non si trova sempre a gioire. Dobbiamo far riferimento al dramma della normativa italiana e europea in cui c’è tanta crudeltà crescente. Quando parliamo delle nostre iperdemocratiche società occidentali abbiamo in mente l’idea di un individuo staccato dagli altri detentore di una libertà assoluta. &nbsp;Ma l’individuo da solo non esiste, l’individuo è sempre un individuo sociale che esiste in una società, quindi è un individuo che si basa sulla libertà nel sociale e sulla coesistenza. Altrimenti non ci sarebbe società, ci sarebbe soltanto il sopruso e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo».</p>



<p>Ha coordinato i lavori <strong>Claudio Paravati</strong>, direttore del Centro Studi Confronti.</p>



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		<title>2 agosto: commemoriamo il Samudaripen, il genocidio nazifascista dei rom e dei sinti</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 08:19:25 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Ervin Bajrami</p>



<p></p>



<p>Nella notte tra il 2 e il 3 agosto del &#8217;44  più di 500.000 persone periranno nelle camere a gas di Aushwitz Birkenau.</p>



<p>In Polonia, il 2 agosto scorso, con <em>Dikh He Na Bister</em> &nbsp;&#8211; Roma Genocide Remembrance &#8211; sono presenti più di 200 ragazze e ragazzi da 22 paesi diversi dell&#8217;Europa proprio per dire Dikh he na bister: &#8220;guarda e non dimenticare&#8221;.</p>



<p>Al rientro dal viaggio, il nostro amico attivista Ervin Bajrami ha deciso di fare alcune riflessioni importanti, che vi riportiamo, sulla situazione delle persone rom e sinte in Italia.</p>



<p><br>Casa: la questione casa e abitare sicuramente rimane una delle problematiche più grandi da affrontare in quanto ci ritroviamo con campi istituzionali creati ad hoc per le persone rifugiate dai Balcani (sistema adottato come unico) e che, ad oggi, ha portato alla terza generazione di ragazze e ragazzi che conoscono solo ed esclusivamente quel modo di abitare e non sono in grado di autodeterminarsi o hanno timore di lasciare quel sistema in quanto il mondo fuori non è dei migliori; anzi,  la propaganda politica a loro sfavore non ha fatto altro che incrementare la paura di uscire e ritrovarsi lontano dalla comunità. Ogni giorno assistiamo a sgomberi dai campi ma senza una soluzione alternativa e di conseguenza trasformiamo posti ritenuti &nbsp;&#8220;sicuri&#8221; (almeno per la comunità che si ritrova assieme) in gruppi di persone che, invece, si ritrovano in mezzo alla strada.&nbsp;</p>



<p><br>Lavoro: chi vive nel campo e ha la residenza all&#8217;interno di quest&#8217;ultimo fa una fatica enorme a trovare un posto di lavoro in quanto il campo è associato direttamente alla criminalità; quest&#8217;ultima esiste in questi ambiti, ma è una conseguenza che parte dal sistema -abitare in primis e sfocia in micro crimini dovuti alla mancanza di lavoro e diventa un&#8217;esigenza per sopravvivere creando, così, un cerchio infinito di causa/effetto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="433" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17104" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 433w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro-135x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 135w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /></a></figure></div>



<p><br>Scuola: l&#8217;istruzione è un altro tassello importante in quanto moltissimi bambini rom e sinti amano la scuola e vorrebbero un futuro che da sogno si trasforma in realtà, ma il sistema delle scuola <em>lacho drom</em>, che ha lasciato dietro di sé analfabeti, viene ancora usato come metodo e lo stigma verso i bambini rom e sinti non fa che alimentare la paura e l&#8217;abbandono come conseguenza.</p>



<p><br>Politica: la situazione politica non è favorevole al cambiamento in quanto anzitutto le persone rom e sinti non sono riconosciute come minoranza e nemmeno le atrocità del nazifascismo sono riconosciute e questo non permette ai nostri giovani di riconoscersi in un&#8217;identità storica e culturale precisa e di conseguenza o si nascondono per avere una possibilità nella vita oppure nasce l&#8217;odio interiorizzato verso la comunità maggioritaria, dovuto non solo alla narrazione sbagliata ma soprattutto perché quest&#8217;ultima è l&#8217;unica narrazione accessibile nel periodo scolastico. Non dimentichiamoci che lo stigma e i pregiudizi sono anche il pane quotidiano della politica per sviare la nazione da discorsi importanti oppure per creare un nemico contro il quale combattere (es: borseggiatrici).</p>



<p><br>Situazione Sociale: la situazione sociale è la conseguenza di tutte le altre categorie, quindi drammatica. Soluzione: parliamoci, parliamo con le persone interessate prima di prendere qualsiasi tipo di decisione. Iniziamo dal riconoscimento per poi trovare un sistema-abitare che vada bene per tutti e affinché questo accada, viste le differenze, è necessaria una legge quadro in base alla quale ogni Comune si adatta parlando con la comunità rom o sinta. Il sistema scolastico potrebbe introdurre anche la Memoria delle persone rom e sinte così come la Cultura e la Storia per far sì che i nostri ragazzi possano arricchirsi di nozioni positive anziché di odio. Creiamo legami, ponti, comunichiamo per comprendere le reali necessità senza adottare un sistema paternalistico che dall&#8217;alto ci dice come e quando dovremmo attuare le diverse proposte per poi scoprire che non vanno bene, sprecando risorse, energia e bene comune con di fatto un nonnulla in mano e un iter che ricomincia da zero. Chi né paga le conseguenze? Chi subisce passivamente tutto ciò, ogni volta? Torniamo a fare politica partendo dal basso, cercando di ascoltare e comprendere senza giudizi e pregiudizi i bisogni reali delle persone, torniamo ad essere comunità, allargata, con le proprie differenze, ma come ben abbiamo compreso in questi ultimi anni non vi è ricchezza più grande delle diversità e del suo contributo per diventare migliori come persone, come comunità e come Stato.</p>



<p></p>



<p>Se volete sostenere un progetto interessante riguardo al tema, cliccate qui:<a href=" https://www.produzionidalbasso.com/project/il-genocidio-dei-rom-e-la-scoperta-della-propria-identita/?fbclid=PAAaaQWcT8BQfJB4mO7RjbDWsc3aenSobWpS3-YCNCq2XVKR_DjvnaRcL2blw&utm_source=rss&utm_medium=rss"> https://www.produzionidalbasso.com/project/il-genocidio-dei-rom-e-la-scoperta-della-propria-identita/?fbclid=PAAaaQWcT8BQfJB4mO7RjbDWsc3aenSobWpS3-YCNCq2XVKR_DjvnaRcL2blw&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>
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		<title>Appello alle forze politiche che si candidano alle elezioni parlamentari del 25 settembre 2022</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/08/12/appello-alle-forze-politiche-che-si-candidano-alle-elezioni-parlamentari-del-25-settembre-2022/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 08:59:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani sostiene e divulga l&#8217;appello di ASGI Con l&#8217;approssimarsi delle elezioni politiche previste per domenica 25 settembre l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione ha ritenuto opportuno e urgente elaborare un elenco&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/punti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="423" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/punti-1024x423.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16535" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/punti-1024x423.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/punti-300x124.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/punti-768x318.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/punti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>Associazione Per i Diritti umani sostiene e divulga l&#8217;appello di ASGI </p>



<p>Con l&#8217;approssimarsi delle elezioni politiche previste per domenica 25 settembre l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione ha ritenuto opportuno e urgente <a href="https://2iwat.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/xQ91zXaQCixSgyVjRxUQYmDM7jdu1lJZbZFK3Q3-9gvDfMZvD95355aF6ExcyAonJW6KR6lkkYRpGoLjNGWp0wpUUPvlyPm6u56Iq3WcgUJnutSMy9IMOQKtwOf4CGstuj0-yYJqXXc1dJ7GvXu6ozO1EWeTUaZkDuA1Mu6SIK_PNGiv6y0_yyZc8iPBQVq7ee7ZuPzztwvwlAOZehVFFh0mYuydUEH_4ubScbFERwIXC4VusIxw7rYGDYeYs4rgNc_mJl7q4_S_R4zSn9rANtm1PdqfHwrOXcykilAV1DG0ztHEytOyYgAb0Nu_4jJRWlO16oHhtv1RLPMqSJl41tbyrv9EjxtNyRqUzglcB1pDjAb62SiAn_BbJ3WCeIMzCAC6zDSwmB-xZMg2WsNopjg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>elaborare un elenco di priorità da sottoporre ai candidati e alle candidate</strong></a>, come già accaduto a partire dal 2013. Al tempo quando l&#8217;ASGI chiedeva l&#8217;impegno a sottoscrivere i contenuti di <a href="https://2iwat.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/yf80cveO_XfQg114syXDD_2cRwf2_AJ79oAUbUnD00lOCStfKSA48T4NSjECr16j-IFR60oey8LgV1brrRHnjRACa6OhQTuRmGuEu_woRoQV21iqngqw3LcvSNZsVjx5jnfKaO_oC9-bihFi5MUzSUqrwCx_fMfvdoSvCF5jSlHIo7O5t8yN86G1uCbSjubCQzhxTdjUZ3EXFDwic8uzojZEVuSMn1XJg_pqTH0WTZEHKC2TLbHYz11OfNEFX6oIBiaKTDY23OYs4_7MRdcvz0N7pDrUuTCgloi-vl8kn32dNKvRUPGkqAQVHMT1uC4glz_As-_NJisgoQyMRHbU5uPBurm8cg6MBBnBG889P7SFWFqjQuDOkLedkZ1V2V3fPbxgWlELSl-4GbCzXLOsBafk6cp_L8PTYUYA3w?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un manifesto in 10 punti</a>, i temi dell’immigrazione e dei diritti di cittadinanza risultavano troppo assenti nei programmi elettorali dei partiti. A quasi 10 anni da allora, ci troviamo in una situazione profondamente cambiata dove<strong> oggi si rischia, al contrario, la strumentalizzazione dei temi dell&#8217;immigrazione,</strong> la diminuzione della tutela dei diritti per chi chiede protezione o viene sfruttato e il perdurare del mancato riconoscimento dei diritti di cittadinanza e di uguaglianza a quanti vivono in Italia, e spesso vi sono nati, ma non sono riconosciuti cittadini italiani. <strong>Per ogni punto proponiamo alcune sintetiche misure, concrete e non demagogiche</strong>, volte a promuovere adeguate politiche di integrazione sociale dei cittadini stranieri nel rispetto dei diritti fondamentali previsti dalle normative italiane, europee e internazionali . <strong>A chi si candida a far parte del Parlamento italiano chiediamo di impegnarsi con coraggio </strong>nella nuova legislatura per una riforma che porti l&#8217;Italia ad adeguare le norme del diritto dell’immigrazione, dell’asilo e della cittadinanza alle attuali esigenze della società. Società che si è nel frattempo consolidata e va guidata ad affrontare nuove sfide derivanti dalle crisi internazionali e dal cambiamento climatico, <strong>rafforzandone i legami di uguaglianza e di comunità così come sanciti dai principi costituzionali e dai trattati internazionali</strong>, e non  creando divisioni sociali.</p>



<p></p>



<p>A questo link gli 10 punti:    </p>



<p><a href="https://2iwat.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/eH47-3IaAOED41rwJM_yoVWZVQcUT_MDPcMa-J63mMOgqMEVKaxrseGKHY7Z9UAg_B8y9Wo3M8Ueo36Ev2I6GcqgMSyHVFbpas0ImBsbGszHJM-Id_XH9KEEMz1HY7bgD4J_6xn_PVzDmQ1eIIyaO5-yKeIrF0WE-JBlarkK01iKBehuruGV3Mhlcng28waBZ1leGkOU44iHc50Fp2lt1RWg6d7xenhOxstsN3ieYnceW_z34O4YuP6H-sAJOzMFra5_6UxE5x73veBZaxRA_pCZLtTRiEkDLBPNZV8sYlNAZEKakBAMii_Kk3lFnlWfv04esfOCzxEkOIVWye_eHsmBR9mLHayyeIDnSPSCrJIV5gSYoSrsMyczuw4v_TmHJdMPXXoLRA13EAyfTO5-1K41J69gxHfB?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://2iwat.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/eH47-3IaAOED41rwJM_yoVWZVQcUT_MDPcMa-J63mMOgqMEVKaxrseGKHY7Z9UAg_B8y9Wo3M8Ueo36Ev2I6GcqgMSyHVFbpas0ImBsbGszHJM-Id_XH9KEEMz1HY7bgD4J_6xn_PVzDmQ1eIIyaO5-yKeIrF0WE-JBlarkK01iKBehuruGV3Mhlcng28waBZ1leGkOU44iHc50Fp2lt1RWg6d7xenhOxstsN3ieYnceW_z34O4YuP6H-sAJOzMFra5_6UxE5x73veBZaxRA_pCZLtTRiEkDLBPNZV8sYlNAZEKakBAMii_Kk3lFnlWfv04esfOCzxEkOIVWye_eHsmBR9mLHayyeIDnSPSCrJIV5gSYoSrsMyczuw4v_TmHJdMPXXoLRA13EAyfTO5-1K41J69gxHfB?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>
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		<title>Le comunità migranti in Italia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/22/le-comunita-migranti-in-italia-3/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 08:46:15 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/quad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="360" height="240" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/quad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16428" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/quad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 360w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/quad-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a><figcaption>rapporti annuali comunità migranti 2021</figcaption></figure></div>



<p>Decima edizione dei Rapporti “Le comunità migranti in Italia”, curati annualmente da questa Direzione Generale con ANPAL servizi SPA: i rapporti sono dedicati alle sedici comunità straniere più numerose in Italia. Da quest’anno è disponibile anche un <a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3466&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quaderno di confronto</a> fra le comunità.</p>



<p>Tra i temi trattati nei Rapporti ci sono: i dati relativi alla presenza dei cittadini stranieri, i minori e le nuove generazioni, il mondo della scuola, il mondo del lavoro, l’imprenditoria, il welfare, la cittadinanza, le rimesse.</p>



<p>Elaborando dati provenienti da diverse fonti istituzionali, i Rapporti illustrano le caratteristiche e i processi di integrazione di ciascuna delle 16 comunità più numerose:&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Albania-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">albanese</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Bangladesh-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">bangladese</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Cina-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">cinese</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Ecuador-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">ecuadoriana</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Egitto-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">egiziana</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Filippine-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">filippina</a>,<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/India-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;indiana</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Marocco-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">marocchina</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Moldova-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">moldava,</a>&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Nigeria-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">nigeriana</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Pakistan-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">pakistana,</a>&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Peru-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">peruviana</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Senegal-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">senegalese</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Sri-Lanka-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">srilankese</a>,&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Tunisia-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">tunisina</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202021/Ucraina-rapporto-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">ucraina</a>. Quest&#8217;anno la linea editoriale dei Rapporti Comunità è stata sottoposta a un generale ripensamento, privilegiando sintesi e restituzione grafica. Ai 16 rapporti si affianca un ampio rapporto di confronto e un&#8217;appendice statistica.</p>



<p><strong>I cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia al 1° gennaio 2021 sono 3.373.876</strong>,<strong>&nbsp;</strong>provenienti principalmente da<strong>&nbsp;Marocco, Albania, Cina e Ucraina&nbsp;</strong>(complessivamente il<strong>&nbsp;38% delle presenze</strong>)<strong>.&nbsp;</strong>Si registra un equilibrio di genere quasi perfetto<strong>&nbsp;</strong>(<strong>uomini 50,5%, donne 49,5%</strong>),<strong>&nbsp;</strong>con significative differenze tra le comunità.</p>



<p>La popolazione extra UE in Italia è decisamente più giovane di quella italiana<strong>: i minori sono 744.302</strong>, ovvero<strong>&nbsp;il 22,1% della popolazione non comunitaria</strong>,<strong>&nbsp;</strong>a fronte del<strong>&nbsp;16,2% rilevato sulla popolazione di cittadinanza italiana</strong>. La quota di minori risulta massima per le comunità marocchina (28,8%), egiziana (34,1%) e tunisina (28,5%).</p>



<p>Le restrizioni alla mobilità delle persone, introdotte per contrastare il diffondersi del virus SARS-COV 2 a livello globale, hanno determinato un&nbsp;<strong>drastico calo degli ingressi</strong>, 106.503 nel 2020, ovvero 70.751 in meno dell&#8217;anno precedente, con una&nbsp;<strong>flessione pari al 40%</strong>. La riduzione è netta per tutte le principali comunità straniere.</p>



<p>Per la maggior parte delle nazionalità&nbsp;<strong>il principale motivo di ingresso nel Paese sono i motivi familiari</strong>, che raggiungono l&#8217;incidenza massima, superiore all&#8217;80%, per Sri Lanka (89%), Marocco (85,4%), Filippine (84,3%) ed Ecuador (80%).&nbsp;<strong>Fanno eccezione a tale dinamica la comunità cinese</strong>, con una quota pari al 50% di ingressi per studio&nbsp;<strong>e la pakistana</strong>, che vede prevalere come motivazione di ingresso la richiesta o detenzione di una forma di protezione. L&#8217;<strong>India&nbsp;</strong>è invece<strong>&nbsp;</strong>l&#8217;unica comunità a fare rilevare una<strong>&nbsp;</strong>quota di nuovi titoli di soggiorno rilasciati per motivi di lavoro superiori alla media complessiva: 16,5% a fronte di 5,3%.</p>



<p>Nel corso del 2020 sono stati&nbsp;<strong>118.513 i cittadini di origine non comunitaria divenuti italiani</strong>&nbsp;(il 4% in più rispetto all&#8217;anno precedente), originari prevalentemente di Albania e Marocco &#8211; che insieme coprono quasi due quinti delle acquisizioni.</p>



<p>Il significativo grado di integrazione della popolazione non comunitaria nel nostro Paese è rilevabile anche dal <strong>costante aumento della quota di titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo</strong> sul totale dei regolarmente soggiornanti: al 1° gennaio 2021 è pari al <strong>64,4%</strong> (era il 63,1% nel 2020). Le comunità che fanno rilevare una maggiore quota di lungo soggiornanti sono la moldava, l&#8217;ecuadoriana, l&#8217;ucraina, la tunisina, la marocchina, la filippina e la peruviana.</p>



<p><strong>Il 7,1% della forza lavoro è di cittadinanza non comunitaria</strong>. Il 2020 ha segnato un sostanziale mutamento nelle tendenze del mercato del lavoro consolidatesi nel corso dell&#8217;ultimo decennio, facendo rilevare per la popolazione non comunitaria nel suo complesso un&nbsp;<strong>calo dell&#8217;occupazione e un incremento dell&#8217;inattività</strong>.</p>



<p>Il&nbsp;<strong>tasso di occupazione femminile</strong>, pari al&nbsp;<strong>41,5%</strong>&nbsp;sul totale dei non comunitari, risulta più elevato nelle comunità filippina (72,5%), peruviana (63,2%), ucraina (61,9%), e cinese (59,6%), mentre risulta minimo nelle comunità pakistana (4,3%), bangladese (5,8%) e egiziana (7,8%). Grande attenzione merita infine il&nbsp;<strong>tema dell&#8217;inattività femminile</strong>&nbsp;che per molte comunità raggiunge valori allarmanti: una quota superiore all&#8217;80% delle donne egiziane, pakistane, bangladesi e indiane di età compresa tra 15 e i 64 anni risulta in condizione di inattività.</p>



<p>Rilevante anche il protagonismo della popolazione non comunitaria in ambito imprenditoriale, sono infatti&nbsp;<strong>498.349 le imprese guidate da cittadini extra UE nel 2020</strong>, in aumento del 2,5% rispetto all&#8217;anno precedente. Nel complesso, rappresentano&nbsp;<strong>l&#8217;8,2% delle imprese del Paese.</strong></p>



<p>Nel 2020, nonostante le ripercussioni generate dalla pandemia, sono&nbsp;<strong>in crescita le rimesse inviate dal nostro Paese verso Paesi Terzi</strong>, con una&nbsp;<strong>variazione positiva del 16%</strong>&nbsp;rispetto al 2019. Si tratta di circa 6 miliardi di euro diretti prevalentemente verso l&#8217;Asia (41,3% delle rimesse in uscita dall&#8217;Italia).</p>



<p></p>



<p>Potete leggere i Rapporti sulle comunità migranti, cliccando sul nome del Paese di origine:</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3450&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Albania</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3451&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bangladesh</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3452&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cina</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3453&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ecuador</a></td></tr><tr><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3454&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Egitto</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3455&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Filippine</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3456&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">India</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3457&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marocco</a></td></tr><tr><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3458&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moldova</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3459&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nigeria</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3460&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pakistan</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3460&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Perù</a></td></tr><tr><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3462&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Senegal</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3463&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sri Lanka</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3464&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tunisia</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=3465&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ucraina</a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>IFF. Integrazione Film Festival: a Bergamo l&#8217;intercultura è di casa</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2022 07:59:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto “Per la capacità di raccontare il valore delle origini e dell&#8217;appartenenza attraverso la nostra storia&#8230;”. Questa è la motivazione del premio come Miglior cortometraggio assegnato a Il moro, della regista italiana&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16376" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>“Per la capacità di raccontare il valore delle origini e dell&#8217;appartenenza attraverso la nostra storia&#8230;”. Questa è la motivazione del premio come Miglior cortometraggio assegnato a <em>Il moro</em>, della regista italiana Daphne di Cinto: il figlio di una schiava africana e di Papa Clemente VII è erede della dinastia dei Medici e diventa il primo Duca di Firenze, nonostante le difficoltà della sua famiglia ad accettarlo, vincitore della 16ma edizione dell&#8217;Integrazione Film Festival che si è tenuta a Bergamo dal 10 al 15 maggio 2022. Un festival che si apre anche al mondo e alle culture che lo abitano con tredici opere in concorso che sono arrivate da tutti i continenti (tra cui: Egitto, Spagna, Brasile, Quatar, Francia, Iraq, Finlandia).</p>



<p>L&#8217;edizione di quest&#8217;anno, organizzata come sempre da Cooperativa Ruah e Lab80, ha avuto il piacere di avere in squadra come codirettore artistico Amir Ra, regista italiano di origini egiziane che ha regalato ai frequentatori della manifestazione anche la mostra del progetto “Origines. Noi siamo il futuro”, dedicato alla valorizzazione dei talenti di giovani di nuova generazione: le immagini di tredici ragazze e ragazzi che reinterpretano, in chiave contemporanea, il dipinto-manifesto “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo.</p>



<p>Due concorsi, per cortometraggi e per documentari: il premio come Miglior documentario è stato assegnato a <em>Tam Tam</em> <em>Basket</em> di Mohamed Kenawi dove dalla povertà di Castel Volturno, in provincia di Caserta, nasce un team di cestisti provenienti da famiglie migranti, ma il loro sogno si scontra con la legislatura (una legge sulla cittadinanza che, in Italia, non ha ancora visto la luce) e una società ancora poco inclusiva. Un film intersezionale che dà voce ai processi di integrazione possibile attraverso lo sport.</p>



<p>IFF ha avuto un grande successo di pubblico che ha partecipato a tutte le proiezioni, ha seguito le attività off e ha decretato come film maggiormente apprezzato <em>Connections</em> di Andrea Longhin che ha seguito la giovane protagonista turca, Selin Ardak, mentre pratica la sua passione per lo skateboard e ne fa un motivo, ancora una volta, di orgoglio e di inserimento nella società maggioritaria.</p>



<p>Fuori concorso, il film di apertura del festival è stato <em>Il legionario</em> di Hleb Papou in cui Daniel, italiano di seconda generazione, agente di polizia considera il gruppo di lavoro come una famiglia, nonostante tenga segreti ai colleghi la presenza di una madre e di un fratello che vivono in un palazzo occupato e sono minacciati di sgombero. Il fratello del protagonista, Patrick, è tra i più attivi all&#8217;interno del comitato degli occupanti e i due, dalle parti opposte della barricata, faticano a trovare un punto di accordo tra le diverse ideologie.</p>



<p>Come attività collaterale vogliamo segnalare la presenza di Marilena Delli Umuhoza e Ian Brennan &#8211; attivista, scrittrice e produttrice la prima e produttore pluripremiato il secondo &#8211; che hanno presentato il lavoro documentario in cui raccontano della realizzazione degli album musicali di artisti dei Paesi meno rappresentati in questo campo.</p>



<p>L&#8217;IFF-Intergazione Film Festival nasce vent&#8217;anni fa a Sarnico e con il tempo è cresciuto, diventando un punto di riferimento culturale importante perchè solo mettendosi dalla parte degli “altri” e solo tramite la conoscenza diretta si possono superare pregiudizi e stereotipi. La manifestazione bergamasca è capace, infatti, di raccontare realtà fortemente presenti sul territorio, superando anche i confini nazionali per portare sullo schermo storie ed esperienze autentiche o verosimili eper approfondire percorsi di intercultura e di inclusione sociale, oggi più che mai necessari.</p>



<p>L&#8217;Assessora alla Pace del Comune di Bergamo ha così commentato la riuscita della manifestazione: “Anche quest&#8217;anno la Provincia è orgogliosa di sostenere IFF. I valori che questo progetto promuove non sono soltanto condivisibili, ma vanno anche riaffermati con forza. Le istituzioni hanno il dovere di supportare il mondo della cultura quando si prende il compito di creare dialogo, raccontare esperienze diverse e quindi di contribuire alla creazione di una società interculturale, in cui l&#8217;integrazione tra tutti e tutte sia davvero possibile e anche bella e arricchente”.</p>
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		<title>Le comunità migranti in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 07:09:09 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="360" height="240" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Rapporto-Comunita-Migranti-2020-360x240-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15379" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Rapporto-Comunita-Migranti-2020-360x240-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 360w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Rapporto-Comunita-Migranti-2020-360x240-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /><figcaption>Rapporto Annuale Presenza dei Migranti 2020</figcaption></figure></div>



<p>Oggi segnaliamo  la pubblicazione della nona edizione dei Rapporti “Le comunità migranti in Italia”, curati annualmente da questa Direzione Generale con ANPAL servizi SPA. I rapporti sono dedicati alle sedici comunità straniere più numerose in Italia.</p>



<p>Tra i temi trattati nei Rapporti ci sono: i dati relativi alla presenza dei cittadini stranieri, i minori e le nuove generazioni, il mondo della scuola, il mondo del lavoro, l’imprenditoria, il welfare, la cittadinanza, le rimesse.</p>



<p>Potete leggere i Rapporti sulle comunità migranti cliccando sul nome del Paese di origine:</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1724&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Albania</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1725&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bangladesh</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1726&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cina</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1727&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ecuador</a></td></tr><tr><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1728&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Egitto</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1729&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Filippine</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1730&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">India</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1731&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marocco</a></td></tr><tr><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1732&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moldova</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1733&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nigeria</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1734&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pakistan</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1735&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Perù</a></td></tr><tr><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1736&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Senegal</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1738&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sri Lanka</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1739&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tunisia</a></td><td><a href="https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=1740&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ucraina</a></td></tr></tbody></table></figure>



<p>curati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali &#8211; Direzione Generale dell&#8217;immigrazione e delle politiche di integrazione con la collaborazione di ANPAL Servizi SPA.</p>



<p>I Rapporti illustrano le caratteristiche e i processi di integrazione di ciascuna delle <strong>16 comunità  più numerose</strong>: <a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Albania-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>albanese</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Bangladesh-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>bangladese</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Cina-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>cinese</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Ecuador-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>ecuadoriana</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Egitto-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>egiziana</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Filippine-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>filippina</strong></a><strong>,</strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/India-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong> indiana</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Marocco-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>marocchina</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Moldova-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>moldava</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Nigeria-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>nigeriana,</strong></a><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Pakistan-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>pakistana</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Per%C3%B9-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>peruviana</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Senegal-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>senegalese</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Sri%20Lanka-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>srilankese</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Tunisia-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>tunisina</strong></a><strong> e </strong><a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Rapporti%20annuali%20sulle%20comunit%C3%A0%20migranti%20in%20Italia%20-%20anno%202019/Ucraina-rapporto-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>ucraina</strong></a>. All&#8217;analisi degli aspetti socio-demografici e delle modalità di soggiorno, con particolare attenzione a nuove generazioni e acquisizioni di cittadinanza, si affiancano approfondimenti relativi alla partecipazione al mercato del lavoro, all&#8217;imprenditoria, e all&#8217;accesso al welfare nonché un focus sull&#8217; inclusione finanziaria e sulle rimesse verso i Paesi di origine.</p>



<p><strong>Al 1° gennaio 2019 i</strong>&nbsp;<strong>cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti</strong>&nbsp;in Italia<strong>&nbsp;sono 3.717.406</strong>&nbsp;(+2.472 unità rispetto all&#8217;anno precedente), provenienti principalmente da Marocco, Albania, Cina e Ucraina, che coprono il 38% delle presenze.&nbsp;<strong>L&#8217;incidenza dei minori è pari al 21,7%</strong>.</p>



<p>I&nbsp;<strong>permessi rilasciati per motivi di lavoro</strong>&nbsp;rappresentano il&nbsp;<strong>6%</strong>&nbsp;dei nuovi titoli. Cresce ancora la quota di&nbsp;<strong>titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo</strong>&nbsp;sul totale dei regolarmente soggiornanti (<strong>62,3%</strong>). Sono 103.478 i&nbsp;<strong>cittadini di origine non comunitaria diventati</strong><strong>&nbsp;italiani</strong>&nbsp;nel corso del 2018, provenienti principalmente da&nbsp;<strong>Albania</strong>&nbsp;(21.841),&nbsp;<strong>Marocco</strong>&nbsp;(15.496),&nbsp;<strong>Brasile</strong>&nbsp;(10.660) e&nbsp;<strong>India</strong>&nbsp;(5.425).</p>



<p><strong>Il 7,4% della forza lavoro è di cittadinanza non comunitaria</strong>. Nel 2018 il&nbsp;<strong>tasso di occupazione</strong>&nbsp;della popolazione proveniente da Paesi Terzi in Italia è pari al&nbsp;<strong>60,1%</strong>, a fronte del 58,2% registrato tra gli italiani.</p>



<p>Relativamente&nbsp;<strong>alla partecipazione al mondo del lavoro della componente femminile</strong>&nbsp;della popolazione si registrano differenze macroscopiche tra le comunità: a fronte di un&nbsp;<strong>tasso di disoccupazione medio</strong>&nbsp;femminile per i cittadini non comunitari pari al&nbsp;<strong>17,1%</strong>, l&#8217;indicatore tocca il valore più basso nelle comunità&nbsp;<strong>filippina e cinese</strong>&nbsp;(rispettivamente&nbsp;<strong>3,1%</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>4,7%</strong>), mentre risulta elevatissimo per&nbsp;<strong>le donne tunisine</strong>&nbsp;(<strong>51,4%</strong>) e&nbsp;<strong>senegalesi</strong>&nbsp;(<strong>40,2%</strong>).</p>



<p>Il&nbsp;<strong>79% delle imprese a conduzione straniera</strong>&nbsp;è guidato da cittadini non comunitari. Crescono in particolare le&nbsp;<strong>imprese individuali</strong>&nbsp;guidate da cittadini non comunitari in Italia che al 31/12/2018 sono&nbsp;<strong>379.160</strong>, un numero in crescita dell&#8217;1,4% rispetto all&#8217;anno precedente. Le comunità più rappresentate tra gli imprenditori individuali extra UE sono la&nbsp;<strong>marocchina</strong>&nbsp;(<strong>17,7%</strong>), la cinese (<strong>14%</strong>), l&#8217;<strong>albanese</strong>&nbsp;(<strong>8,5%</strong>) e la&nbsp;<strong>bangladese&nbsp;</strong>(<strong>8,2%</strong>).</p>



<p>Complessivamente, fra il 2017 e il 2018 le <strong>rimesse</strong> dall&#8217;Italia verso il resto del mondo sono cresciute del 14%, raggiungendo i <strong>5,8 miliardi di Euro</strong>. Nei primi cinque paesi di destinazione delle rimesse in uscita dall&#8217;Italia ci sono quattro paesi asiatici: il <strong>Bangladesh</strong>, primo paese di destinazione (<strong>12,1%</strong>), le <strong>Filippine</strong>, al terzo posto, con il <strong>7,6% dei volumi</strong>, il <strong>Pakistan</strong> (<strong>6,1%</strong>) e l&#8217;<strong>India</strong> (<strong>5,6%</strong>).</p>



<p>I Rapporti integrali sulle comunità migranti in Italia e le relative sintesi sono pubblicati, in versione integrale e in sintesi, anche sul <a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Pagine/default.aspx?utm_source=rss&utm_medium=rss">Portale integrazione migranti </a>e sul <a href="https://www.anpalservizi.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">sito di ANPAL Servizi SPA</a>.</p>
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		<title>Mi chiamo Jamila El Babi e sono un&#8217;attivista italo-africana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 08:22:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Jamila El Babi Mi chiamo Jamila El Babi e sono un&#8217;attivista Italo-africana. Mio padre era originario del nord africa e mia madre è italiana, sono cresciuta in Italia, ho la cittadinanza italiana, ma&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="720" height="888" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/JAMILA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15188" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/JAMILA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/JAMILA-243x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 243w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></figure>



<p>di Jamila El Babi</p>



<p>Mi chiamo Jamila El Babi e sono un&#8217;attivista Italo-africana. Mio padre era originario del nord africa e mia madre è italiana, sono cresciuta in Italia, ho la cittadinanza italiana, ma nonostante ciò non mi sono mai sentita tale; nei miei 22 anni, quasi 23, ho conosciuto molte persone che hanno cercato di farmi sentire sbagliata e &#8220;sporca&#8221; per le mie origini: a scuola, al lavoro, per strada, dai vicini di casa ho sentito molte volte le frasi &#8220;tornatene al tuo paese, africana di m&#8230;.,bella ma le tue origini fanno pena ecc&#8230;&#8221;. Non dimenticherò mai gli sguardi di chi, dopo aver appreso da dove venissi, mi disprezzava e per un periodo ci sono anche riusciti a farmele odiare e mi dicevo: &#8220;Se le mie origini fossero diverse, forse sarei una persona migliore&#8221;, ma sono cresciuta con gli ideali di Martin Luther King, Rosa Parks, Nelson Mandela, Katherine Johnson ecc&#8230;e grazie a questo un giorno mi sono guardata allo specchio e mi sono detta che no, non ero sbagliata, non lo erano le mie origini, il mio nome o cognome, ma l&#8217;ignoranza e l&#8217;odio di quelle persone, così mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a trasformare il loro odio in amore, amore per aiutare le persone che come me, stavano subendo ciò, per dare voce a chi non ne aveva.  Fin da piccola ho sempre saputo che il mio scopo era quello, dare la mia vita per aiutare il prossimo , lottare contro le discriminazioni. Oggi, nel 2021, la situazione non è migliorata, purtroppo in Europa essere birazziale, africano, latino o asiatico non è ancora  per niente facile, basti pensare che in alcune aziende esiste ancora la divisione dei bagni o i posti a sedere e alcuni politici che alimentano l&#8217;odio e l&#8217;ignoranza. Per contrastare il razzismo è arrivato il momento di far sentire la propria voce e di lottare per l&#8217;uguaglianza e i propri diritti!</p>
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		<title>“LibriLiberi”. Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò. La storia di Ahmed Malis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2020 08:33:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Non è un romanzo, è qualcosa di più, di diverso. Si tratta di una storia, quella vera di Ahmed Malis, un ragazzo di nuova generazione che vive con la sua famiglia&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/11/14/libriliberi-disegnavo-pappagalli-verdi-alla-fermata-del-metro-la-storia-di-ahmed-malis/">“LibriLiberi”. Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò. La storia di Ahmed Malis</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="560" height="863" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/9788809880641_0_0_863_75.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14801" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/9788809880641_0_0_863_75.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/9788809880641_0_0_863_75-195x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 195w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Non è un romanzo, è qualcosa di più, di diverso. Si tratta di una storia, quella vera di Ahmed Malis, un ragazzo di nuova generazione che vive con la sua famiglia nel quartiere Giambellino a Milano, raccontata tra Letteratura e diario, attraverso le voci di Ahmed, dei suoi parenti, dei suoi amici.</p>



<p>E&#8217; l&#8217;ultimo libro della brava Nicoletta Bortolotti &#8211; già autrice di opere narrative di successo come “Chiamami sottovoce” da cui è stato tratto un docufilm per Rai3 &#8211; dal titolo <em>Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò. La storia di Ahmed Malis</em>, per Giunti.</p>



<p>Ahmed, in fondo, è ancora “un bambino di diciannove anni”, cresciuto in mezzo alla strada, sulle panchine della periferia cittadina (Gianbellino, Corvetto, Lorenteggio), dove i giovani sono spesso emarginati, annichiliti dalla noia, dalla mancanza di Futuro ed esprimono il loro tedio e la loro rabbia tra una fumata di erba e graffiti colorati. Quel bambino, cresciuto in fretta, parlava l&#8217;arabo perchè è di origine egiziana e ha un talento per il disegno: la matita riprende l&#8217;ambiente circostante e lo rende migliore, come in un film, come in un sogno perchè tanti sono i sogni e le aspettative di Mariam, di Isko il filippino, di Islam, di Amina, ma anche di Sara la “ragazza-nebbia”: i giovani traditi, in parte, dagli adulti poco presenti, indaffarati a tirare avanti la famiglia, grigi come i palazzi, spenti, mentre loro, le ragazze e i ragazzi, tentano di riconcorrere il Domani al ritmo di un futuro incerto, claudicante: rap e hip hop fanno da sottofondo alla quotidianità piena di parole, di strani gesti, di un codice tutto loro per comprendere il disagio, per esprimerlo, per rimbalzarselo addosso come una palla. Trip, killare, meme, habibi, drum: termini arabi e slang che costituiscono un linguaggio segreto, espressionista, proprio della strada e poi quello più poetico dell&#8217;autrice che, con grande delicatezza commenta ciò che si limita ad ascoltare e a registrare sulla pagina, in un connubio lirico e crudo che fa commuovere.</p>



<p>E&#8217; vero che quella vita a disegnare, a vagare, a parlare può essere vuota di senso, ma si può riempire con piccole azioni illegali e grandi gesti di affetto e solidarietà: un inizio per rimanere attaccati all&#8217;umanità come una tellina allo scoglio. E di umanità, nei quartieri in cui Ahmed ci accompagna, ce n&#8217;è davvero tanta. Il cinico senzatetto e il suo cagnolino ne sono un esempio e ricordano la dolce malinconia di <em>Umberto D. </em>di Vittorio De Sica. Il titolo del libro ricorda quello di un altro film: <em>Pomodori verdi fritti alla fermata del treno</em>, del 1991, in cui un coro di personaggi, nel Sud degli Stati Uniti negli anni&#8217;30, cerca di adattarsi ai cambiamenti portati dallla Modernità. Di cosa si nutre la nostra Post-Modernità? Di connessioni virtuali, di mancanza di tutele per le categorie umili, di poca inclusione per gli stranieri, di disinteresse verso quelli che saranno i nuovi attori della cittadinanza. “I tuoi disegni fanno cagare”, dice qualcuno ad Ahmed: ma per lui questa frase è uno stimolo, invece, per migliorarsi sia come artista sia come Uomo perchè lui sa, adesso sa, che “l&#8217; essenza dell&#8217;Arte, più che nel creare, sta nel trasformare”. E un tratto, un segno sono l&#8217;inizio di un cambiamento economico, sociale e interiore&#8230;Come nel sapere regalare una rosa finta, ma pur sempre una rosa.</p>
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