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	<title>obiettivi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Si conclude Street Art for Rights. Un museo a cielo aperto.</title>
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					<description><![CDATA[<p>Si conclude Street Art for Rights. Un museo a cielo aperto. A Roma 17 murales dedicati all’Agenda 2030 ONU diffondono la cultura della sostenibilità attraverso la street art.  Con l’ultimo muro del noto street artist Fabio&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/art.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="538" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/art-1024x538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16866" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/art-1024x538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/art-300x158.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/art-768x403.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/art.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><img width="120" src="https://ci3.googleusercontent.com/proxy/i8aRkqwBJ8cf8laoNSKYXs3KmWBNKWAeIef94B_WXBwWHd6XldHwR0sgkQ-xkvEM1ur-RtKgCn7XHPI07gahFMc5Q43KZsitrfSvD5p3mDoKrmGTVhGkGz5eLeOKeVCD=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/street%20street.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><br><strong>Si conclude Street Art for Rights. Un museo a cielo aperto</strong>. <strong>A Roma 17 murales dedicati all’Agenda 2030 ONU diffondono la cultura della sostenibilità attraverso la street art</strong>.<br><br> Con l’ultimo muro del noto street artist <strong>Fabio Petani </strong>da poco realizzato, si conclude ufficialmente la III edizione di <strong>Street Art For Rights a Roma</strong>, il festival che racconta e diffonde la cultura della sostenibilità attraverso la street art, nel segno dei <strong>17</strong> <strong><em>Sustainable Development Goals (SDGs)</em> dell’Agenda ONU. </strong>Street Art for Rights si è affermato come un <strong>punto di riferimento per la street art in Italia</strong> con oltre 30 opere realizzate a <strong>Roma </strong>nei quartieri periferici di <strong>Corviale e Settecamini</strong> e nel <strong>Lazio tra Cassino, Fiumicino e Latina</strong>. Un vero e proprio <strong>museo a cielo aperto</strong> che offre a tutti gli appassionati e non, soprattutto durante le festività natalizie, di conoscere una “<em>Nuova Roma</em>”, inedita e poco conosciuta. L’arte dona nuova vita allo spazio della periferia in un trionfo di colori che ha ridato vivacità al volto dei quartieri. Grazie a Street Art for Rights, lo spazio urbano diventa un luogo dove potersi esprimere liberamente, una <strong>galleria d’arte</strong> in cui le opere non restano confinate ad un pubblico d’elite ma raggiungono sempre più cittadini.<strong> Il progetto Street art for Rights</strong> nasce infatti con l&#8217;intento di portare l’arte nei quartieri con contesti difficili della periferia di Roma, adottando i<strong> 17 Goals dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU </strong>e filtrandoli con l’occhio dell’arte contemporanea. L’obiettivo è quello di dare concretezza artistica al piano d’azione per le persone, il Pianeta e la prosperità promosso dall’ONU, avvicinando la comunità ai vari temi e sollecitando la discussione circa i problemi impellenti dell’era contemporanea. In questa III edizione gli artisti, selezionati per il loro impegno civile oltre che per il loro segno e impatto artistico, <strong>Natalia Rak </strong>(Polonia),<strong> Etnik </strong>(Svezia-Italia),<strong> Fabio Petani </strong>(Italia),<strong> Attorep </strong>(Italia),<strong> Barbara Oizmud </strong>(Italia),<strong> Davide Toffolo e Marqus </strong>(Italia),<strong> NSN997 </strong>(Spagna),<strong> Manuela Merlo </strong>in arte<strong> HUMAN </strong>(Italia),<strong> </strong>hanno realizzato <strong>8 muri</strong> nei quartieri <strong>Settecamini, Ponte Mammolo </strong>e<strong> San Paolo, </strong>dedicati ai<strong> </strong>Global Goals dal 10 al 17 dell’Agenda 2030: <strong>OBIETTIVO 10 Ridurre le disuguaglianze; OBIETTIVO 11 Città e comunità sostenibili; OBIETTIVO 12 Consumo sostenibile; OBIETTIVO 13 Lotta al cambiamento climatico; OBIETTIVO 14 Vita sott&#8217;acqua; OBIETTIVO 15 Vita sulla terra; OBIETTIVO 16 Pace, giustizia e istituzioni solide; OBIETTIVO 17 Partnership per gli obiettivi. </strong><br><br>Tutti gli artisti hanno restituito, ognuno dal proprio personale punto di vista, un’immagine potente sul concetto-chiave di sviluppo sostenibile.<strong> </strong>Inoltre, tutti i muri sono stati realizzati usando anche le vernici speciali del brevetto<strong> AirLite</strong>, prodotti che riescono a trasformare gli agenti inquinanti in molecole di sale e ad avviare il processo di fotosintesi.<strong> </strong>Street Art For Rights è ideato e diretto da <strong>Giuseppe Casa</strong>, curato da <strong>Oriana Rizzuto, </strong>e organizzato dall’associazione culturale<strong> Taste &amp; Travel </strong>in collaborazione con<strong> MArteSocial </strong>e <strong>MArteGallery. </strong>Molto più di un semplice festival, Street Art for Rights rappresenta <strong>una vera e propria azione artistica e sociale</strong>, che attraverso la street art vuole ampliare lo spazio dedicato alla testimonianza di buone pratiche sui temi della sostenibilità – ambientale, sociale e di governance sostenibile – con il desiderio che queste si moltiplichino creando una reazione a catena di effetti positivi “contagiati e contagianti”. <strong>I MURI: IL PERCORSO, GLI ARTISTI E I LUOGHI IN DETTAGLIO ATTOREP – Via Settecamini 108, RomaObiettivo 10 – Ridurre le diseguaglianze</strong>Attorep, con i suoi ritratti romantici che conducono alla riflessione alle relazioni umane sempre più fragili, ha interpretato il Global Goal numero 10, ovvero <strong><em>Ridurre le diseguaglianze</em></strong>. L’opera muraria rappresenta <strong>due volti</strong>, posti uno di fronte all’altro, non identificabili per razza, etnia e sesso grazie all’astrazione del colore. Le due figure si guardano negli occhi, con uno sguardo di affetto, di amore e di inclusione. <strong><em>Chi è Attorep?</em></strong><em> Un artista, street artist e curatore d’arte italiano, founder e art director del festival OSA Operazione Street Art. Inizia a farsi conoscere nelle periferie di Roma nel 2015, esponendo al MACRO e realizzando opere nella città. Nel 2018 è il vincitore del premio speciale Mario Moderni dedicato agli artisti emergenti dalla Fondazione Mario Moderni.</em></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><img src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/vlxu_Sko2t6QJ7KZpVedzY1BEQ-gRN2ZncfbBLxjq3ZjOthLLyzGn0SbradpodRRx4mQh2QuIM--SzB7cqtIa7AB97BKMsT77xM1e9j2mWvFE77cB2t2=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/street.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="390"><em>foto di © Elenoire</em></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Davide Toffolo e Marqus – Via Settecamini 102, Roma</strong><strong>Obiettivo 11 &#8211; Città e comunità sostenibili</strong>L’illustratore graffiante in stile gothic-punk<strong>&nbsp;Davide Toffolo&nbsp;</strong>ha tradotto insieme a&nbsp;<strong>Marqus&nbsp;</strong>il&nbsp;<strong>tema dell’inquinamento urbano</strong>&nbsp;attraverso la satira, raffigurando un enorme gorilla, come re di una città dai bordi e dall’estensione indefinita. Una&nbsp;<strong>critica diretta al consumismo contemporaneo</strong>, all’urbanizzazione massima e al non rispetto nei confronti dell’ambiente.</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><img width="600" src="https://ci4.googleusercontent.com/proxy/ZxqgNLNREpCPjFGMfC6sUA0O2ANPr9Xfg14eePkttGd-lK7RPzxCIXJ1seEirNhL0nnPGnYeVWXAQdkf-959fO30j-Y87DtTIOmgDSDjMlX53bg_LTq_Qw=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/streett.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoire</em><br><br><strong><em>Chi è Davide Toffolo?</em></strong><em> Un fumettista, cantautore e chitarrista italiano, frontman dei </em><strong><em>Tre Allegri Ragazzi Morti</em></strong><em>. Le sue opere grafiche riguardano sia i fumetti che le animazioni. Le sue opere grafiche riguardano sia i fumetti che le animazioni. Le sue due attività, fumettista e musicista, non sono separate, ma continuamente integrate da performance di disegno e musica, come le atmosfere musicali durante le sue mostre di fumetti o i videoclip dei singoli musicali. </em><strong><em>Chi è Marqus?</em></strong><em> Marco Gortana, in arte Marqus, è uno street artist di Pordenone. Ha studiato all’Accademia di Belle arti di Brera: da lì ha deciso di indirizzare la sua arte verso il muralismo e i disegni in grande scala. Ha lavorato e viaggiato in giro per il mondo, e da artista giovane e originale, regala la sua visione immaginaria di città ideali.</em><strong> Etnik- Via Settecamini 104, RomaObiettivo 12 &#8211; Consumo sostenibile</strong>L’urban artist di fama internazionale Etnik, attivo da oltre 30 anni nella scena dell’arte urbana, per il suo murales si è ispirato al goal numero 12 con ‘<strong><em>’La Casa nella Casa</em></strong>’’, il titolo del suo lavoro che oltre ad essere una visione sulla vera e propria <strong>architettura abitativa dedicata ai temi ecologici e di riciclo</strong> è allo stesso tempo uno spunto a lavorare su sé stessi, sulle nostre abitudini quotidiane. Con le sue illustrazioni geometriche fatto di forme, volumi e cromatiche che talvolta portano a figure astratte, Etnik vuole rappresentare <strong>l’equilibrio precario dell’essere umano</strong> e l’incessante velocità del mondo contemporaneo. Etnik anche con questo muro porta avanti una personale ricerca artistica capace di veicolare un forte messaggio, il punto di vista dell’artista sulla città e le parti di cui si compone, e con esso sviluppare la sua peculiare poetica.<br><br><img width="600" src="https://ci4.googleusercontent.com/proxy/eRMCZc67i0QNGbEIdD9-tFJKL6q3YhXUBQ2z3v12Ynt-WyfZQl98JsZ7aVUKj3B3c_S1IymEGAgdZqU4Dj_egalV2BHp8zuT9HEnnpXP1dfu3_whxi0=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/strrr.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoire</em><br><br><strong><em>Chi è Etnik?</em></strong><em> Artista di origine svedese attualmente di stanza a Torino, è attivo nella scena graffiti writing sin dai primi anni &#8217;90. È attualmente <strong>uno degli street artist più affermati al mondo grazie al suo inconfondibile stile</strong>. Durante la sua carriera ha ricercato sempre una nuova strada per superare i limiti classici della disciplina portando la pittura murale ad alti livelli, ideando e organizzando anche eventi che hanno messo in contatto i migliori artisti del panorama europeo. Dal 2001 il suo modo di dipingere comincia ad evolversi verso forme geometriche e architettoniche, partendo dal lettering che diviene la base su cui Etnik imposta l’intero impianto concettuale e compositivo della sua ricerca artistica. Oggi lavora nel suo studio a Torino, viaggiando molto per realizzare wall painting di grandi dimensioni e partecipare ad esposizioni in galleria in tutto il mondo.</em> <strong>Fabio Petani – Via Settecamini 100, RomaObiettivo 13 – Lotta al cambiamento climatico</strong>L’artista <strong>Fabio Petani</strong> ha interpretato il goal 13 rappresentando un ghiacciaio che si scoglie e che si trasforma in un deserto. Il tutto racchiuso all’interno di una <strong>clessidra astratta</strong> che sta a rappresentare il passare del tempo, prezioso per salvare il nostro ecosistema<br><br>.<img width="600" src="https://ci3.googleusercontent.com/proxy/QvT6IM58u4cJbuN_YavCaFnU9_6TKj5XErudTx_o-VI7ysVeY0G9a3KKj4eYZH-9sPf0YOvZAJ2nrVpy1Ff_-SVUArlXnINFgC5Dvz86k1BIDtrtTXS7imbK=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/petani_-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoire</em><br><br><strong><em>Chi è Fabio Petani?</em></strong><em> Fa parte dell’Associazione Il Cerchio E Le Gocce. I suoi lavori sono caratterizzati da una disordinata armonia di linee, forme e volumi che si integrano fra loro con colori tenui e armoniosi miscelati a elementi di rottura. La ricerca analizza l’aspetto chimico e molecolare degli oggetti da cui nasce un lungo lavoro di ricostruzione degli elementi della tavola periodica; una produzione sempre più ricca di particolari per far emerge una complessità organica in continua evoluzione. Ogni elemento chimico, come ogni pianta, ha in qualche modo una connessione con l’ambiente, lo spazio o il contesto dove il murale viene realizzato.</em> <strong>Barbara Oizmud – Metro B Ponte Mammolo, RomaObiettivo 14 – Vita sott&#8217;acqua</strong>Barbara Oizmud ha realizzato una <strong>riflessione capillare sulla vita sott’acqua</strong> e sulla sempre più ampia diffusione di <strong>microplastiche</strong> all’interno dei mari. L’opera sulla parete della metropolitana di Ponte Mammolo si chiama “<strong><em>Polline</em></strong>”, ed è dedicata alla flora e fauna acquatica. L’artista ha ragionato sul 14esimo obiettivo dell’Agenda ONU 2030, che mira a “<em>conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile</em>”. Il risultato del lavoro di Oizmud è <strong>una creatura ibrida finita negli abissi</strong>, causa e al tempo stesso cura di una ferita collettiva generata dall’uomo. Polline è persona e animale, è oggetto e corallo. Polline è uno specchio della nostra società.<br><br><img width="600" src="https://ci5.googleusercontent.com/proxy/H326bMx8YOFBLWnUN4NaNUXFKQmgXohDsFQ2AkiJhGjA-OO88lI1mUFhn4K_f-0jwE2QYzWqW5-io74d5xVn2GzaIgROB6qv0hINqminzcxy3L8=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/ss.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoire</em><br><br><strong><em>Chi è Barbara Oizmud?</em></strong><em> Fotografa e illustratrice, i suoi lavori sono pubblicati su riviste come Wired, Vanity Fair, Style, GQ, GQ Spagna, Rolling Stone, F Magazine, Financial Times, Cover Up, Shift Magazine, Topolino. Ha anche realizzato campagne fotografiche per clienti come Red Bull, Fox, Sky, Discovery, Fremantle Media, Universal, RomaEuropaFestival. Dal 2003 al 2006 ha lavorato come vignettista collaborando a progetti con la RAI, una delle principali emittenti televisive italiane. Nel 2016 Barbara sbarca a Los Angeles. È una dei cinque fotografi scelti dallo staff di David Lynch, provenienti da tutto il mondo, per realizzare un reportage fotografico del suo primo Music Festival &#8220;Festival of Disruption&#8221;.</em><br><br><strong>Natalia Rak – Via Settecamini 108, RomaObiettivo 15 – Vita sulla terra</strong>Il goal 15 è rappresentato dall’opera di <strong>Natalia Rak</strong>: un bambino, o forse una creatura dei boschi mentre seduto su un tronco, come nella tradizione fiabesca, suona il flauto, che attraverso la sua melodia dà vita ad una <strong>danza di piante, fiori e farfalle</strong>. La creatura è seduta su un tronco tagliato, simbolo di deforestazione e desertificazione e proprio su di esso suona, infondendo positività e speranza: non è troppo tardi per fermarsi e dare inizio a nuova vita<br><br> <img width="600" src="https://ci3.googleusercontent.com/proxy/cll5UsYvM5t3IZ9vuhVan2jfgfs9TIunCFMQkMsJ8dlvhXc0XsThmI-ixYDQsi7IYnBs0trbMBpl8TCnM7J6ri8f8zmpWIbwOx47AnsiM13WW0tYTNNMag=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/sttreet.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoi</em><br><br><strong><em>Chi è Natalia Rak?</em></strong><em> Dal 2011 l’artista polacca Natalia Rak crea dipinti su larga scala, sotto forma di splendidi murales. La sua arte è stata esposta in tutta Europa in città come Düsseldorf (Germania), Barcellona (Spagna) e Strasburgo (Francia). Inoltre, è stata presente in molte mostre collettive e ha partecipato ad alcuni dei più prestigiosi eventi di street art, come POW! WOW! (USA), Art Scape (Svezia), Mural Festival di Montreal (Canada), Blink (USA), Memorie Urbane (Italia). Il suo lavoro di spicco per il festival Folk on the Street di Bialystok &#8220;Legend of the Giants&#8221; è stato incluso nella serie &#8220;Sztuka ulicy &#8211; Street Art&#8221; pubblicata dalle Poste polacche.</em> <strong>Manuela Merlo in arte HUMAN – Via di Settecamini 102, RomaObiettivo 16 – Pace, giustizia e istituzioni solide</strong>L’artista ha rappresentato il goal 16 raffigurando una donna, <strong>simbolo della giustizia</strong>. Il volto della donna è impreziosito da due pendenti, che simboleggiano la bilancia della giustizia, mentre è intenta ad abbracciare e prendersi cura di una <strong>colomba bianca simbolo di pace</strong>. Quest’ultimo simbolo lo ritroviamo con nuova forma, attorno alla figura: due colombe-origami di carta che ci indicano la fragilità della pace.<br><br><img width="600" src="https://ci5.googleusercontent.com/proxy/Vm6m6deK0MIi1hreWczoak5YaLoPYZJBPl5g_IbLdCye3xwbe2-sK3FDGaZbqLE_LKKVzmjXrkK4x99ByBp8ShZ21efND52KEs7SyOK92XDduWv9aehL=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/streee.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoire</em><br><br><strong><em>Chi è Manuela Merlo?</em></strong><em> L’incontro con la StreetArt è dirompente per Manuela Merlo quando conosce i “Pittori Anonimi del Trullo” l’associazione culturale con i quali collabora in progetti sociali, operando sul territorio con numerosi di interventi di StreetArt in vari quartieri di Roma, in special modo nella borgata del Trullo.</em> <strong>NSN997 – Scuola Media Volterra, Via Vito Volterra 190, San Paolo, RomaObiettivo 17 – Partnership per gli obiettivi</strong>L’ultimo punto dell’Agenda ONU 2030 è un riepilogo dei precedenti e dà la chiave per realizzarli tutti: alla base deve esserci la <strong>collaborazione</strong> tra paesi ed un’armonia economica e politica globale. NSN997 hanno realizzato un muro dal titolo <em><strong>&#8220;Cooperazione&#8221;</strong></em> rappresentando <strong>l’unione di diverse discipline, saperi, culture, etnie e generazioni</strong> che compongono l’anello centrale, simbolo di una nuova visione del mondo, ecologica, egualitaria e sostenibile. <br><br><strong><em>Chi è NSN997?</em></strong><em> È il nome di una crew nata nel 1997 da tre graffiti writer. Nel 2014 hanno iniziato a sviluppare un loro stile, coerente con l&#8217;evoluzione della street art nell&#8217;ultimo decennio. Messaggi positivi, linguaggio grafico e semplice, pochi colori e scritte per parlare del lato migliore della società. Dal 2016 fanno parte del collettivo elKeller presso il CSA laTabacalera di Madrid. In questi anni NSN997 ha realizzato opere e laboratori partecipativi in scuole ed eventi pubblici. Le loro opere sono presenti in Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Belgio e Romania.</em><br><br><img width="600" src="https://ci4.googleusercontent.com/proxy/EOmtNUcPPPEU65o9Ih1ynDmrXkI1v55CUSSBRVRL0ljnCmny0GjQDEcdaDhG_gvRcD5lGIycwB9-EHSSyEkCtRolZbtvAWT8N2OPfurkO8BHtHFITg=s0-d-e1-ft#https://culturaliart.img.musvc2.net/static/91342/images/1/stee.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>foto di © Elenoire</em><br> <br><strong>Il progetto, </strong>promosso da<strong>ll’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, </strong>è <strong>vincitore dell&#8217;Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022 </strong>curato dal<strong> Dipartimento Attività Culturali </strong>ed è realizzato in collaborazione con<strong> SIAE e con il Patrocinio dei Municipi IV e VIII.</strong>Street Art for RIGHTS fa parte delle attività sviluppate da <strong>MArteSocial</strong>, un incubatore   incentrato sulla risoluzione di problematiche sociali attraverso progetti artistico-culturali che possano generare un impatto positivo sugli abitanti dei quartieri meno sviluppati che vertono in condizioni di disagio ed emarginazione. <strong>MArteGallery</strong> è uno spazio virtuale dedicato all’esposizione di opere artistiche in ogni campo (fotografia, pittura, scultura, grafica, etc.), il cui obiettivo principale è dare spazio a giovani emergenti, dare supporto ad artisti e gallerie, diffondere l’accessibilità della cultura e dell’arte con possibilità di acquistare le opere esposte. Una vera e propria &#8220;etichetta dell&#8217;arte&#8221; dedicata agli emergenti e alle gallerie, che offre management e consulenze di comunicazione ma anche supporto, conoscenza e strumenti per operare nel mondo dell’arte contemporanea.</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Yemen. Almeno un milione di sfollati a Marib</title>
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					<description><![CDATA[<p>Non vogliamo dimenticare le altre guerre in atto nel mondo e il dramma di altre popolazioni e dei profughi, per cui riprendiamo un articolo di Oxfamitalia.org sul conflitto nello Yemen. Solo a gennaio 43&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Non vogliamo dimenticare le altre guerre in atto nel mondo e il dramma di altre popolazioni e dei profughi, per cui riprendiamo un articolo di Oxfamitalia.org sul conflitto nello Yemen.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2022/02/OGB_124470_DSC00441.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2022/02/OGB_124470_DSC00441-800x450.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Yemen - Omar" class="wp-image-275467"/></a></figure></div>



<h2>Solo a gennaio 43 attacchi hanno colpito obiettivi civili: case, fattorie, campi profughi, infrastrutture essenziali. L’escalation in Yemen ha costretto alla fuga oltre 8 mila persone negli ultimi 2 mesi, più di 100 mila nell’ultimo anno: migliaia di famiglie senza nulla in più di 120 campi profughi, quasi tutti informali.</h2>



<p>Ad un anno esatto dall’escalation degli scontri per la conquista del “ricco” governatorato yemenita di Marib, in Yemen, la situazione umanitaria nell’area è disastrosa. Gli sfollati sono oltre 1 milione, mentre gli scontri non accennano a fermarsi. Con<strong>&nbsp;l’acuirsi del conflitto, dallo scorso febbraio, oltre 100 mila persone hanno abbandonato le proprie case, per cercare scampo dagli attacchi che continuano a colpire obiettivi civili: 43 solo a gennaio, oltre un quinto degli attacchi totali nell’ultimo anno</strong>.</p>



<p><strong>È quanto denunciato oggi Oxfam, che rilancia un appello urgente alla comunità internazionale perché fermi un massacro che non sembra avere fine, facendo pressione sulle parti in conflitto per un immediato cessate il fuoco e riaprendo un dialogo che porti a una pace duratura.</strong></p>



<h2>Un’istantanea dell’orrore causato da 7 anni di guerra</h2>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>“Ciò che sta accadendo a Marib è un’istantanea dell’orrore e della sofferenza che tutto il popolo yemenita vive da ormai sette anni. –</em>&nbsp;<strong>ha detto Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia –</strong>&nbsp;<em>Le vittime civili – arrivate a oltre 18.000 tra morti e feriti – sono solo il danno collaterale di una guerra, che viola ogni regola del diritto internazionale, condannando la popolazione a vivere nell’incubo di bombe e&nbsp;missili sparati via terra.&nbsp;<strong>Nelle ultime settimane sono stati uccisi bambini che badavano agli animali o raccoglievano la legna. A gennaio 8 civili solo a Marib sono esplosi su mine anti-uomo illegali</strong>, disseminate ovunque nei terreni agricoli, lungo le strade o i binari percorsi dagli sfollati che si spostano di continuo attraverso il paese.&nbsp;<strong>Papa Francesco ha recentemente ricordato l’indifferenza della comunità internazionale per la tragedia dello Yemen, gli interessi legati alla vendita delle armi, lanciando un nuovo appello per la pace.”</strong>.</em></p></blockquote>



<h2>Vivere in un campo profughi sotto le bombe</h2>



<p><strong>Al momento nel governatorato di Marib&nbsp;<a href="https://reliefweb.int/report/yemen/yemen-thousands-desperate-food-water-and-shelter-conflict-hit-marib?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si contano tra 120 e 150 campi informali e ufficiali</a>, in cui quasi 2 milioni di profughi trovano riparo</strong>&nbsp;(secondo le stime delle autorità locali)<strong>. Uomini, donne e bambini spesso scappati già 5 o 6 volte dai luoghi in cui avevano trovato una sistemazione.</strong></p>



<p><strong>Salem&nbsp;</strong>(nome di fantasia)<strong>, con suo figlio Omar e i suoi fratelli vivono nel campo di Alswidan, alla periferia di Marib.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>&nbsp;“Viviamo con la paura che gli attacchi possano colpire il campo in qualsiasi momento, ma andarsene è troppo pericoloso</em>. – racconta Salem –&nbsp;<strong><em>Prima sentivamo cadere le bombe nelle vicinanze, ma gli ultimi attacchi sono arrivati fin qui. Di notte sento i miei figli che hanno dai 4 ai 10 anni gridare nel sonno “spara”, parlare di guerra. A volte il terrore li travolge al punto che istintivamente si alzano dal letto e cercano di fuggire dalla tenda.”</em></strong></p><p><em>“Avevamo costruito una casa nel nostro villaggio, ma abbiamo dovuto lasciare tutto quello che avevamo”,&nbsp;</em><strong>aggiunge Omar,</strong>&nbsp;che sogna di tornare nella sua casa e fare una vita normale.</p></blockquote>



<h2>L’85% degli sfollati non riesce a far fronte alle spese quotidiane</h2>



<p><strong>Secondo le stime delle Nazioni Unite l’85% delle famiglie sfollate non riesce a far fronte alle spese quotidiane</strong>&nbsp;o pagarsi una casa (gli affitti a Marib sono diventati proibitivi), perché trovare un lavoro è pressoché impossibile.&nbsp;<strong>In molti anzi vivono con la costante paura di essere sfrattati dai terreni privati, dove vengono allestiti campi di fortuna in 9 casi su 10. Svalutazione della moneta yemenita e carenza di carburante hanno fatto il resto, con i prezzi di cibo e medicinali più che raddoppiati e famiglie costrette a indebitarsi per far fronte ai bisogni essenziali di ogni giorno.</strong></p>



<p>Intanto lo Yemen è nel pieno della quarta ondata di contagi da Covid19 e gran parte degli sfollati non ha accesso ad acqua pulita e servizi igienico- sanitari.&nbsp;<strong>Con solo metà delle strutture sanitarie in funzione 2 yemeniti su 3, oltre 20 milioni di persone, non può contare su nessun servizio sanitario.</strong></p>



<h2>La comunità internazionale ripristini il monitoraggio sulle violazioni dei diritti umani</h2>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>“Le Nazioni Unite hanno di recente ribadito alle parti in conflitto l’obbligo di rispettare il diritto internazionale, che proibisce gli attacchi sproporzionati e richiede che vengano prese tutte le precauzioni possibili per evitare danni ai civili.</em>&nbsp;–&nbsp; conclude Pezzati –&nbsp;<em>Tuttavia da quando a ottobre è stato sciolto il Gruppo di eminenti esperti sullo Yemen – l’organismo nominato dalle Nazioni Unite, responsabile del monitoraggio delle violazioni dei diritti umani in Yemen –non esiste più alcun controllo sulle ripetute violazioni dei diritti umani commesse da tutte le parti in conflitto, che senza eccezione sono state responsabili di vittime civili”.</em></p></blockquote>



<p><em>&nbsp;</em>Da qui l’appello urgente di Oxfam perché, oltre a lavorare per una pace duratura, la comunità internazionale riattivi quanto prima un sistema di monitoraggio sulle violazioni.</p>



<h2>La risposta di Oxfam a fianco della popolazione</h2>



<p>Oxfam è al lavoro a Marib per garantire l’accesso all’acqua alla popolazione, ricostruire servizi igienico-sanitari e infrastrutture idriche essenziali, fornire aiuti diretti alle fasce più vulnerabili per l’acquisto di beni di prima necessità. Nell’ultimo anno Oxfam qui ha soccorso 95.928 persone.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Una nuova attività a cura di Jorida Dervishi per la nostra associazione e per voi: RACCONTARSI (A MODO MIO)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 11:04:56 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>Perché raccontarsi fa bene. Perché sì, adesso sono pronta…Lo farò a modo mio, lo f‭ara‬i a modo tuo, lo faremo a modo nostro…Perché sì, è vero mi hanno ferita/o, mi hanno fermato/a, mi hanno abbandonato/a, sono stata per terra ma poi mi sono rialzata. Perché sì, oggi voglio raccontarmi, voglio raccontarti. Quella del raccontare è un’azione che facciamo fin da piccoli, da quando comincia il nostro senso di sé. Ci raccontiamo da sempre, attraverso le parole ma anche con i nostri gesti, con il nostro fare, con i nostri sentimenti, con le nostre storie. Siamo come le pagine di un libro aperto, che gli altri possono leggere, e soprattutto, noi. Lo sai? Il bisogno dell’uomo di raccontarsi è quasi un istinto; è il modo attraverso il quale ognuno di noi racconta le tracce, i segni raccolti durante la strada. Piccole grandi percorsi tramite le quali può definire la propria esistenza. Ciascuno di noi ogni giorno si narra rispetto alle azioni che compie, dal come ha trascorso la giornata, al come ha superato un problema, a co‭me ha‬ raggiunto un obiettivo. È avere un’identità. È sentirci.<br>Per questo ho deciso di progettare questo percorso. Un progetto che ci permetterà di dire quello che abbiamo vissuto, piccole o grandi cose, momenti…Non ci sarà un target specifico, tutti siete invitati a raccontare una storia bella o triste , un frammento, un oggetto, una passione, un libro, un evento, un desiderio, un sogno…Come lo faremo: in diretta, via Skype, tramite un incontro, tramite una mail, tramite un dialogo, una lettera, un disegno…tramite un video…Quando e dove: Ogni posto e luogo sarà accettabile, ma vale a dire perché abbiamo scelto quel posto per raccontare…Io vi aspetto! Jorida</p>



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		<title>Il Diritto internazionale umanitario e i conflitti: quali sono le armi vietate</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 06:57:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Maddalena Formica Nella sua costante ricerca nel portare un briciolo di umanità nei conflitti, il diritto internazionale umanitario ha negli anni tentato di vietare l’utilizzo di alcune tipologie di armi. Sia il Protocollo&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="761" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/IL-DIRITTO-INTERNAZIONALE-UMANITARIO-E-I-CONFLITTI-QUALI-ARMI-SONO-VIETATE-1024x761.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15484" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/IL-DIRITTO-INTERNAZIONALE-UMANITARIO-E-I-CONFLITTI-QUALI-ARMI-SONO-VIETATE-1024x761.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/IL-DIRITTO-INTERNAZIONALE-UMANITARIO-E-I-CONFLITTI-QUALI-ARMI-SONO-VIETATE-300x223.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/IL-DIRITTO-INTERNAZIONALE-UMANITARIO-E-I-CONFLITTI-QUALI-ARMI-SONO-VIETATE-768x571.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/IL-DIRITTO-INTERNAZIONALE-UMANITARIO-E-I-CONFLITTI-QUALI-ARMI-SONO-VIETATE-1536x1142.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/IL-DIRITTO-INTERNAZIONALE-UMANITARIO-E-I-CONFLITTI-QUALI-ARMI-SONO-VIETATE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>A child collects bullets from the ground in Rounyn, a village located about 15 km north of Shangil Tobaya, North Darfur, 27 March 2011. 
Most of the population in Rounyn recently fled to camps for displaced people due to the clashes between the Government and the armed movements.</figcaption></figure>



<p></p>



<p>di Maddalena Formica</p>



<p>Nella sua costante ricerca nel portare un briciolo di umanità nei conflitti, il diritto internazionale umanitario ha negli anni tentato di vietare l’utilizzo di alcune tipologie di armi.</p>



<p>Sia il Protocollo I alle Convezioni di Ginevra del 1977 sia il Comitato Internazionale della Croce Rossa, infatti, hanno inizialmente individuato tre categorie generali di armamenti il cui utilizzo viene considerato una grave violazione del diritto internazionale umanitario e, di conseguenza, un crimine contro l’umanità.</p>



<p>Tra tali tipologie vi sono innanzitutto le armi che portano inevitabilmente alla morte, cioè armi caratterizzate da una forza tale da rendere inevitabile la morte dell’avversario: è il caso, ad esempio, di alcuni gas asfissianti, irrimediabilmente letali per coloro che ad essi sono esposti. Una seconda categoria generale sono le armi che provocano ferite o sofferenze inutili: se per parte della dottrina l’inutilità dell’“effetto traumatico” può essere però individuato tenendo conto dell’utilità militare ricercata (giustificando così molti episodi di violenza con l’obiettivo militare da raggiungere), la dottrina maggioritaria considera oggi che l’eccessività del dolore causato debba essere rintracciata sulla base del male effettivamente subito dalla vittima, sebbene critiche siano state sollevate per il carattere eccessivamente soggettivo di questo criterio. Terza tipologia generale di armi vietate dal diritto umanitario sono quelle armi ad effetto indiscriminato, ovvero che non possono essere dirette contro un obiettivo militare determinato o il cui effetto non può essere limitato; in quest’ultima categoria è possibile poi individuare due sottogruppi: le armi ad effetto indiscriminato per natura, come la maggior parte delle armi chimiche, che non possono essere “indirizzate” verso un obiettivo specifico, e quelle che lo sono a causa dell’utilizzo che di esse ne viene fatto, come le bombe nei bombardamenti a tappeto che radono sistematicamente al suolo aree intere, senza fare alcun tipo di distinzione tra obiettivi militari, legittimi, e obiettivi civili, contrari al diritto internazionale umanitario.</p>



<p>Oltre a queste categorie generali, che hanno il pregio di poter limitare l’uso di certe armi, soprattutto quelle più moderne che non sono ancora state inquadrate dal diritto internazionale, alcune tipologie specifiche di armi sono state espressamente messe al bando.</p>



<p>Se ancora turba il silenzio, chiaramente politico, del diritto internazionale umanitario circa la possibilità di vietare le armi nucleari, oggi diverse convenzioni vietano però l’utilizzo, tra le altre, di armi chimiche, mine antiuomo e le cosiddette bombe a grappolo. Per quanto riguarda le prime, queste sono state utilizzate per la prima volta in maniera massiccia durante la Prima Guerra Mondiale, grazie agli sviluppi negli studi chimici e biologici del XIX secolo, e sono oggi ritornate nel dibattito pubblico dopo gli avvenimenti in Siria nel 2013. Definite come quei prodotti chimici tossici concepiti per provocare la morte o alti danni seri agli esseri viventi, attualmente il loro utilizzo è vietato da una convenzione internazionale del 1993 alla quale molti Stati hanno aderito, complice la scoperta delle atrocità statunitensi in Vietnam e dell’utilizzo dell’ormai tristemente celebre napalm.</p>



<p>La seconda categoria, quella delle mine antiuomo, cioè di dispositivi posti sopra o sotto il suolo che esplodono quando entrano in contatto con una persona, è stata purtroppo utilizzata frequentemente negli ultimi decenni in molte parti del mondo, a causa del prezzo bassissimo necessario per produrle, ed ancora oggi moltissime sono le vittime di questi dispositivi: una volta terminato il conflitto, infatti, gli Stati non investono tempo e risorse nel rimuoverli dal terreno e anche per anni questi possono esplodere, uccidendo o danneggiando. Una convenzione del 1997 ha tentato di vietarne l’utilizzo, grazie anche a lavoro incessante di ONG e associazioni, e oggi per gli Stati firmatari sussiste, oltre il divieto di usarle, anche l’obbligo di rimuoverle dal terreno e distruggerle.</p>



<p>Terza categoria di armi specifiche che, tra le varie, sono state vietate dal diritto internazionale umanitario, è quella delle armi a grappolo, utilizzate più volte in Siria ma anche in Afghanistan e Cecenia. In genere, quando si parla di armi a grappolo, si fa riferimento ad una “bomba – madre” che, al momento dell’impatto o durante il volo, esplode in diverse “bombe – figlie” che si disperdono nell’area circostante. Seppur poco utilizzate rispetto ad altri dispositivi a causa del loro costo abbastanza elevato, gli Stati hanno deciso di intervenire nel 2008, concludendo una convenzione che ricalca il trattato in materia di mine antiuomo, ma con un’importante novità che forse può essere un precedente per accordi futuri: gli Stati dovranno garantire l’assistenza alle vittime e alle loro famiglie e riconoscere una riparazione dei danni, fisici e morali, che l’utilizzo di tali armi ha causato.</p>
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		<title>Riapertura delle RSA</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2021 09:24:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di ANCHISE &#8211; Comitato nazionale famiglie RSA &#8211; RSD &#8211; SANITA&#8217; All’indomani del provvedimento ministeriale che stabilisce la riapertura delle RSA (9 maggio 2021), il Comitato Nazionale Anchise esprime vivo rammarico per&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>A cura di ANCHISE &#8211; Comitato nazionale famiglie RSA &#8211; RSD &#8211; SANITA&#8217;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="298" height="169" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/RSA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15321"/></figure></div>



<p>All’indomani del provvedimento ministeriale che stabilisce la riapertura delle RSA (9 maggio 2021), il Comitato Nazionale Anchise esprime vivo rammarico per il colpevole ritardo con cui il Ministero della Sanità interviene e serie perplessità sulle modalità concrete della riapertura.<br>Mentre i mezzi stampa gridano al miracolo, veniamo raggiunti dalla protesta di centinaia di privati<br>cittadini &#8211; i familiari di chi è di fatto sotto sequestro da 15 mesi all’interno delle RSA &#8211; che hanno<br>subito colto i punti salienti dell’ordinanza.</p>



<p><br>1) Ad un’attenta lettura non sfugge che, ancora una volta, viene attribuita assoluta<br>discrezionalità ai Direttori Sanitari delle strutture in merito al come, quando e se<br>consentire le visite nelle strutture.</p>



<p><br>2) Poiché molti dei parenti non sono ancora stati vaccinati, ci si dovrà sobbarcare il<br>costo del tampone molecolare ogni volta che sarà consentito visitare il proprio<br>congiunto (o del test anticorpale, se in passato positivi al Covid19), venendosi con<br>ciò a creare un’ odiosa discriminazione in relazione alle disponibilità economiche<br>individuali. E’ vergognoso che non si sia pensato a questo, dotando le ASL o le stesse<br>strutture di quantitativi di tamponi e test necessari e sufficienti a garantire l’espletamento di<br>una necessità primaria, vitale e chiaramente non più procrastinabile, quale il<br>ricongiungimento parentale.</p>



<p><br>3) Dovendo le visite – il che appare scontato – svolgersi in spazi dedicati e adeguati, con<br>impiego di personale ad hoc con funzione di vigilanza, poiché il dicastero della Sanità e il<br>governo non hanno previsto aiuti di nessun tipo alle strutture, le visite, dopo un lasso<br>di tempo interminabile di allontanamento coatto trai più stretti congiunti, saranno ancora<br>una volta crudelmente centellinate per mere esigenze organizzative. In altri termini,<br>saranno consentite di rado e per poco tempo, con grave nocumento in particolare di quanti,<br>affetti da demenza o Alzheimer, non potranno di fatto apprezzare la presenza dei loro cari.</p>



<p><br>4) L&#8217;ordinanza nulla dice quanto alle numerosissime strutture private non convenzionate<br>diffuse sul territorio, che restano terra di nessuno anche in costanza di pandemia.</p>



<p><br>Una cosa è certa, il Ministro si è preoccupato di specificare bene che le strutture possono<br>adesso aprire le porte ai nuovi ospiti, reintegrando i posti vacanti a beneficio delle casse. Forse<br>ignora che questo sta avvenendo già da molto tempo, stante il beneplacito delle ASL.<br>E&#8217; dal novembre 2020 che con svariate iniziative ci siamo adoperati per favorire la riapertura<br>delle RSA, da quando cioè lo stesso Speranza ha emanato una circolare che la prevedeva a<br>partire da quel momento. Una circolare che è al dunque rimasta lettera morta, senza che<br>alcuno dal dicastero della Sanità abbia doverosamente vigilato, verificando lo stato dell&#8217;arte ed<br>intervenendo presso Regioni e ASL (cosa che a noi cittadini appare assai ipocrita, molto più<br>che inspiegabile).<br>Ci rendiamo conto in queste ore che la guardia va tenuta ancora molto alta, perché non ci pare<br>di avere raggiunto gli obiettivi sperati e siamo consapevoli che ne fanno le spese ancora e<br>sempre i più deboli.</p>
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		<title>Associazione Per i diritti umani e Mondo Internazionale: al via una nuova partnership﻿</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 09:15:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una collaborazione nata con l’intento di unire competenze ed esperienze, per far sì che si possano perfezionare sinergie ed implementare progetti innovativi e flessibili. L Mondo Internazionale nasce dall’esigenza di valorizzare le capacità e&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Una collaborazione nata con l’intento di unire competenze ed esperienze, per far sì che si possano perfezionare sinergie ed implementare progetti innovativi e flessibili.  </p>



<p> <em>L</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="320" height="132" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggg.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13944" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggg.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggg-300x124.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure></div>



<p><em><strong>Mondo Internazionale</strong></em><em> nasce dall’esigenza di valorizzare le capacità e le competenze dei giovani che, attraverso una visione innovativa del mondo, sono in grado di dare un contributo al miglioramento della nostra società.  </em></p>



<p><em>Dal 2017 Mondo Internazionale si impegna come associazione senza scopo di lucro per generare una comunità internazionale unita da un obiettivo: <strong>&#8220;costruire positivo&#8221;</strong></em><em>.</em></p>



<p>
<em>Attraverso
l</em><em>’</em><em>avvio
di nuove collaborazioni e sedi all</em><em>’</em><em>estero,
Mondo Internazionale ambisce a garantire una replicazione del proprio
modello di sviluppo personale raggiungibile da tutti e che possa
investire sul capitale più fruttuoso che esista: quello umano,
creando un forte impatto sociale.</em></p>



<p>
<em>La
crescente volont</em><em>à&nbsp;</em><em>di
promuovere gli interessi, le passioni e le proposte degli associati,
ha portato alla creazione di tre divisioni: Mondo Internazionale
Academy, Mondo Internazionale Hub e Mondo Internazionale G.E.O.,
ognuna con un focus specifico.</em></p>



<p>
<em>Academy:
si è sviluppata nell&#8217;ambito della formazione, dell</em><em>’</em><em>istruzione
e dell</em><em>’</em><em>informazione
per la collettivit</em><em>à</em><em>,
i membri dell</em><em>’</em><em>Associazione
stessa e per enti terzi.</em></p>



<p>
<em>HUB:
dedicata ad approfondire i temi dell</em><em>’</em><em>innovazione
e della sostenibilit</em><em>à
</em><em>sociale
ed ambientale.</em></p>



<p>
<em>G.E.O.:
dedicata all</em><em>’</em><em>analisi
geo-strategica, la Divisione G.E.O. si sviluppa su attivit</em><em>à
</em><em>di
ricerca ed innovazione, grazie ad un metodo d</em><em>’</em><em>analisi
integrato e trasversale, cercando di presentare un panorama
dettagliato e completo dei possibili scenari e sviluppi
internazionali.</em></p>
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		<title>Essere parte del cambiamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 07:57:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici, simo contenti di annunciare l&#8217;arrivo tra noi di una nuova collaboratrice! Nicole Fraccaroli, esperta in Diritti umani, e che presto ci racconterà anche di esperienze personali sul campo, oltre&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER">Care amiche e cari amici, simo contenti di annunciare l&#8217;arrivo tra noi di una nuova collaboratrice! Nicole Fraccaroli, esperta in Diritti umani, e che presto ci racconterà anche di esperienze personali sul campo, oltre che analizzare la situazione dei diritti umani nel mondo. Seguiteci perché le belle novità non sono ancora terminate&#8230;</p>
<p align="CENTER">
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Foto-Articolo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12403" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Foto-Articolo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Foto-Articolo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Foto-Articolo-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/Foto-Articolo-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><span style="color: #222222;"><i><b>Essere parte del cambiamento</b></i></span></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Nicole Fraccaroli</p>
<p align="JUSTIFY">Sappiamo tutti cosa sia il volontariato, è possibile consultare Wikipedia e potremmo trovare la seguente definizione: &#8220;Il volontariato è generalmente considerato un&#8217;attività altruistica in cui un individuo o un gruppo fornisce servizi senza alcun guadagno finanziario o sociale a beneficio di un&#8217;altra persona, gruppo o organizzazione &#8220;. La definizione è qualcosa che tutti possono ottenere, leggere e trovare, ma le implicazioni e il vero significato del volontariato non è per tutti, ma per coloro che decidono di dedicarsi a tale attività: scelgono di fare qualcosa per gli altri, per le persone sconosciute e diverse, per le persone più giovani e anziane, per le persone con storie diverse e per agire in nome di obiettivi diversi.</p>
<p align="JUSTIFY">Una volta iniziato il volontariato, inizi a realizzare una cosa principale, saliente: puoi fare la differenza e ciò che fai ha un impatto, un effetto. Dipende sempre da noi, dalla nostra voglia di agire. Il volontariato riguarda gli individui, e l&#8217;individuo è forte perché, anche se  non ne è sempre consapevole, l&#8217;Uomo ha la voce, ha i diritti e le libertà. In realtà, il volontariato è il modo migliore per capire che la tua voce, il tuo pensiero e le tue azioni contano.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;">Grazie a queste caratteristiche, il volontariato ci consente di capire che non siamo soli in questo mondo e che il supporto, il lavoro di gruppo e una visione comune sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi. Allo stesso tempo, ciò di cui sto parlando non è per tutti: un volontario (in qualsiasi campo) sa che lei-lui non viene prima, riconosce il valore dell&#8217;uguaglianza, della diversità, della dignità e della fiducia in un progetto comune. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;">Un altro aspetto importante che vorrei affrontare è quello del dare e ricevere. Quando fai volontariato, puoi riconoscere che anche qualcosa in te sta cambiando. Questa attività porta a una maggior coscienza del mondo e autoconsapevolezza. Il volontariato implica che le persone si dimostrino attive e coraggiose, disposte a provare e agire e, di conseguenza, che possano lavorare sulla loro personalità, abilità e identificare nuovi punti di forza da cui trarre vantaggio e ulteriori punti di debolezza su cui lavorare. La crescita è un elemento essenziale e prezioso all&#8217;interno degli esseri umani. La crescita sviluppa e rafforza la persona, perché raggiunge nuove frontiere, nuove paure e desideri. Un volontario sa che non può dare tutto, perché a volte non è un esperto completo, ma sa che può dare un contributo, un pezzettino di se stesso. Ovviamente, quanto si può contribuire fortemente dipende dalle azioni che si intendono sostenere, ma un altro aspetto che riconosco è la possibilità unica, nel contesto del volontariato, di imparare,interrogandosi e osservando. È un dato di fatto, questo metodo consente di combinare teoria e pratica, studio con momenti di vita reale. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;">Un volontario è orgoglioso di chi è diventato e delle persone che ha conosciuto e non ha bisogno di essere etichettato come &#8220;volontario&#8221; per sentirsi in questo modo. Questa persona non è né una rockstar né un eroe. Tuttavia, per me questo individuo ha qualcosa in più degli altri, una scintilla negli occhi e una particolare sensibilità nell&#8217;anima. In un mondo dove l&#8217;ignoranza, l&#8217;errata percezione e l&#8217;unilateralismo stanno diventando sempre più predominanti, è nostro dovere e responsabilità mantenere alto il livello e il significato di solidarietà, fratellanza e giustizia. Sta a noi studiare e lavorare per la Terra, le comunità, i popoli e i valori. Tutto inizia con un piano, con idee e domande. Una volta che tali ingredienti sono seguiti dalla volontà e dall&#8217;impegno, possono diventare davvero potenti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a name="_GoBack"></a><span style="color: #222222;">Concludo condividendo la citazione di Martin Luther King: &#8220;La domanda più persistente e urgente è: cosa stai facendo per gli altri?&#8221;. La vita è troppo bella per pensare semplicemente a noi stessi e non fermarci ad offrire un supporto efficace per il raggiungimento di piani concreti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"> Tutto parte dall&#8217;idea di essere parte del cambiamento</span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></p>
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