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	<title>olimpiadi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Nuove linee guida del Comitato Olimpico internazionale sull&#8217;espressione di opinioni politiche</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 07:49:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Proibita qualsiasi forma di espressione politica ma vale comunque l&#8217;assegnazione dei giochi alla Cina L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) critica fortemente le nuove regole redatte dal Comitato Olimpico Internazionale (IOC) relative all&#8217;espressione di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p> <br>Proibita qualsiasi forma di espressione politica ma vale comunque l&#8217;assegnazione dei giochi alla Cina</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="433" height="513" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/Pechino2022-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13498" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/Pechino2022-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 433w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/Pechino2022-1-253x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 253w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /></figure></div>



<p></p>



<p>L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) critica fortemente le nuove regole redatte dal Comitato Olimpico Internazionale (IOC) relative all&#8217;espressione di opinioni politiche durante i Giochi Olimpici. Chi ha<br>deciso le nuove regole di fatto finge di ignorare la realtà di questo mondo e toglie dignità agli atleti.</p>



<p>Al più tardi durante i Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022 le nuove regole potrebbero già essere messe in crisi. Lo IOC ha infatti assegnato i Giochi Olimpici a un paese che commette crimini contro<br>l&#8217;umanità e viola gravemente i diritti umani della propria popolazione.<br>In Cina, gli atleti uiguri e kazachi sono spesso internati in campi rieducativi a causa del loro credo e della loro appartenenza etnica. Si tratta non solo di gravi crimini contro l&#8217;umanità ma anche di una<br>fondamentale violazione dello spirito olimpico. E&#8217; già grave che lo IOC faccia finta di non vedere queste violazioni ma è del tutto antidemocratico e inappropriato che lo IOC tenti di proibire qualsiasi protesta relativa a situazioni dei diritti umani.</p>



<p>Le nuove linee guida sull&#8217;espressione di opinioni politiche durante i giochi olimpici fissate la scorsa settimana dallo IOC mirano a proibire e reprimere qualunque forma di protesta o di gesto politico durante le cerimonie di premiazione o durante le cerimonie di apertura e/o chiusura dei giochi olimpici. Per lo IOC, gesti di protesta spesso molto<br>coraggiosi da parte degli atleti sembrano costituire un problema invece di essere colti come opportunità per impegnarsi a favore dei diritti umani, per rinnovare lo spirito olimpico e per rispondere in modo positivo alle critiche che vengono spesso mosse contro lo stesso IOC e i giochi olimpici in generale.</p>



<p>In tal senso, l&#8217;APM vuole ricordare il caso del maratoneta etiope Feyisa Lilesa che ai giochi olimpici del 2016 di Rio de Janeiro ha attraversato la linea d&#8217;arrivo con le braccia incrociate per richiamare l&#8217;attenzione mondiale sulla repressione in corso nel suo paese contro la popolazione Oromo. La protesta vista in mondovisione ha fatto sì che l&#8217;atleta per anni non abbia più potuto tornare nel suo paese se non rischiando la vita. Per la popolazione etiope però, l&#8217;atleta è diventato un eroe e il suo gesto ha rafforzato notevolmente il movimento per la<br>democratizzazione del paese. Lilesa ha potuto tornare a casa solo nell&#8217;ottobre del 2018 e nell&#8217;aprile 2019 il nuovo governo etiope ha onorato Lilesa per i suoi meriti nel processo di democratizzazione del paese. </p>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Tutto il mondo è paese</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Feb 2018 06:48:23 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi</p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gerald-Mballe.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10101" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gerald-Mballe.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="672" height="505" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gerald-Mballe.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 672w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gerald-Mballe-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 672px) 100vw, 672px" /></a></b></span></span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Non ci sono barriere. Il colore della pelle non cambia, come quello degli occhi, dei sorrisi.La voglia di vivere e di superarsi distingue questi Atleti che saltando pregiudizi, isolamento e bullismo, sono protagonisti del loro e del nostro tempo.</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #1d2129;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In occasione del Forum “On The Margins” ospitato da Special Olympics Europe Eurasia e sostenuto dall’Unione Europea, atleti con disabilità intellettive e relazionali si sono incontrati insieme a quanti, in tutto il mondo, intendono lo sport ‘strumento di inclusione’.<br />
Le luci si sono illuminate alle parole di un giovane proveniente dal Cameroun: Gerald Mballe gli applausi per lui, infiniti, lo hanno reso un simbolo dell’integrazione, dello sport e della visione reale di comunità. Le sue parole: “</span></span></span><span style="color: #1d2129;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Quando ero bambino, nel mio Paese, mi chiedevo perché le mamme tenessero in casa i bambini con disabilità, senza trovare mai una risposta. In Italia ho visto gli atleti di Special Olympics ritrovando le mie stesse difficoltà di “straniero”. Un colore diverso della pelle, l’aspetto, una lingua diversa. Ho riconosciuto in loro tutta la mia fatica e la determinazione per ottenere un’opportunità per poter dimostrare il mio talento, così ho scelto di entrare in campo per giocare”.</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Una storia che somiglia molto a quella di Filippo Pieretto</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;">Ha vissuto i primi anni di vita rinchiuso in un istituto in Bulgaria mentre gli altri bambini, fuori, conoscevano i giocattoli, gli animali e vivevano in una famiglia normale. Era in un orfanotrofio dove stava insieme a suo fratello gemello Carlo. Dovevano stare attenti ed essere veloci quando veniva l’ora di mangiare perché c’era sempre qualcuno pronto a togliere loro il cibo da sotto il naso. P</span><span style="color: #1d2129;">assavano molto tempo lì dentro senza fare niente. Fino a quando, un giorno, sono arrivati due angeli, come li chiama lui, i suoi genitori, Franco e Salvina. Da allora è come se lui e Carlo fossero venuti al mondo una seconda volta. Hanno scoperto tante cose meravigliose di cui ignoravamo l’esistenza. Tra queste c’è senz’altro Special Olympics.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #1d2129;">“</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;"><i>Sono 7 anni che sono un atleta, prima di allora giocare a calcio è stato sempre un po’ difficile perché non mi passavano mai il pallone, non ero parte della squadra, anzi, a fine partita, mi sentivo anche più solo di prima. Poi è l’arrivo di Special Olympics, dove finalmente sento di essere qualcuno, mi sento importante per gli altri ed ho l’opportunità di fare delle cose incredibili. Nel 2015 sono stato convocato ai Giochi Mondiali Estivi a Los Angeles come titolare. Per la prima volta, proprio io ho rappresentato l’Italia nel calcio a 5, davanti a milioni di spettatori da tutto il mondo, ed è stata un’emozione grandissima. Se mi avessero raccontato la mia storia, anni fa, quando ero piccolo e in quell’istituto, non ci avrei mai creduto, ma proprio i miei genitori e Special Olympics mi hanno insegnato a credere nei sogni. Quando c’è coraggio e determinazione, la stessa che ha avuto Eunice Kennedy nel fondare il nostro Movimento, tutto è possibile, anche vivere in una società pienamente inclusiva</i></span><span style="color: #1d2129;">”.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"><b>Gilmour Borg di Malta, 17 anni</b></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gilmour-Borg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10100" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gilmour-Borg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="720" height="960" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gilmour-Borg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Gilmour-Borg-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"><br />
</span></span><span style="color: #1d2129;">Lo sport è una parte molto importante della sua vita. Non solo perché lo fa sentire bene con se stesso e ha successo, ma perché può imparare nuove abilità e incontrare altri atleti. Sente di che poter esprimere i suoi sentimenti e anche usare tutte le mie energie in modo positivo. Lo sport lo aiuta a stare in salute, gli insegna come organizzarsi, stimola l&#8217;amicizia e lo facilita nel relazionarsi con altri atleti e le altre persone. Mi insegna anche a rispettare gli altri. Tuttavia, il suo sogno è quello di avere opportunità pari a quelle di altri atleti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;">Fa atletica con Special Olympics Malta, dove gareggia nei 100m sprint e nel salto in lungo.<br />
Uno dei suoi ricordi più belli, quando ha gareggiato durante i Giochi Special Olympics a Cipro ad aprile 2016. Ha vinto 3 medaglie. 2 medaglie d&#8217;oro a 100 metri e salto in lungo e una medaglia d&#8217;argento.<br />
Tutte e tre le medaglie sono state importanti, ma la medaglia d&#8217;argento ha significato molto di più delle altre due perché è stata vinta con la staffetta e questo significava che erano una squadra. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #1d2129;">“</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;"><i>Lo sport per me non è solo il successo individuale, ma è principalmente lo sforzo di squadra”<br />
(&#8230;) </i></span><span style="color: #1d2129;">Special Olympics è la sua seconda famiglia. La sua seconda vita.<br />
“</span><span style="color: #1d2129;"><i>Prima di diventare un atleta la mia vita era un tormento, ero vittima di bullismo a scuola, mi guardavano in modo diverso, e io ero arrabbiato ed ero solito portare tutta la mia rabbia a casa. Posso dire che non ero affatto felice. Odiavo me stesso fino a quando i miei genitori non hanno incontrato Anna ed Elaine. Hanno mostrato loro il programma Special Olympics che mi ha reso la persona che sono oggi. Special Olympics mi ha fatto sentire accettato”.</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1d2129;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><span style="font-size: large;"><b>Luca Lotti, Ministro dello Sport</b></span><b><br />
</b>L’edizione 2018 dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics è in programma dal 4 al 10 giugno tra Montecatini e la Valdinievole. 3000 atleti con disabilità intellettive provenienti da tutta Italia gareggeranno in 20 discipline diverse. Sarà una vera festa, perché questo è il senso profondo dello sport: gioco di squadra, solidarietà, partecipazione senza limiti o barriere. Senza lasciare nessuno indietro.<br />
“<i>Sono orgoglioso del lavoro fatto attraverso il Ministero per lo Sport a sostegno di iniziative come questa, e di avere tracciato una strada che dimostra come lo Stato possa essere dalla parte delle persone, soprattutto di quelle che hanno più bisogno.</i><i> </i><i>Da parte mia, sarò sempre al fianco di Special Olympics e dello Sport che unisce”.</i></span></span></p>
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		<title>Sosteniamo le donne iraniane</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 08:29:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A proposito di Iran&#8230;Non solo l&#8217;attentato. &#160; &#160; &#160; Darya Safai è un&#8217;attivista iraniana che ha subito un&#8217;ingiustizia nel nostro paese: durante la partita di pallavolo Italia-Iran ha mostrato uno striscione di protesta contro&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di Iran&#8230;Non solo l&#8217;attentato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/HfrNGuGkgPUzbEr-800x450-noPad-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8953" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/HfrNGuGkgPUzbEr-800x450-noPad-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="750" height="410" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/HfrNGuGkgPUzbEr-800x450-noPad-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/HfrNGuGkgPUzbEr-800x450-noPad-2-300x164.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Darya Safai</strong> è un&#8217;attivista iraniana che ha subito un&#8217;ingiustizia nel nostro paese: durante la partita di pallavolo Italia-Iran ha mostrato <b>uno striscione di protesta contro il governo iraniano</b> che non permette alle donne di entrare negli stadi. La polizia italiana l&#8217;ha fermata e le ha ritirato lo striscione.</p>
<p>L’attivista iraniana Darya Safai è stata allontanata dal palazzetto durante il match di pallavolo Italia-Iran del Volleyball World League maschile in programma all’Adriatic Arena il 2, 3 e 4 giugno. La donna aveva aperto uno striscione di protesta contro il governo iraniano che non permette alle donne di entrare negli stadi e assistere le partite. Una battaglia che Darya Safai sta portando avanti da tempo: aveva già fatto lo stesso tipo di azione durante le Olimpiadi di Rio. La donna è stata fermata dalle forze dell’ordine che dopo l’hanno portata via.</p>
<p>Occorre sostenere i diritti universali partendo dalle donne che nel mondo islamico sono discriminate. Le donne musulmane possono essere un motore nuovo per la civiltà e per lo sviluppo dei diritti umani. Le donne musulmane possono aprire il percorso a favore della dignità e della pace e contrastare così gli estremismi. Il Ministero degli interni, a nome degli italiani, restituisca lo striscione a Darya Safai con atto formale, riparando all&#8217;errore commesso dalle forze dell&#8217;ordine italiane in quel contesto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per firmare la petizione:</p>
<p><a href="https://www.change.org/p/ministero-degli-esteri-sostegno-alle-donne-iraniane?utm_source=action_alert_sign&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=757052&amp;alert_id=TDsIRiOHQQ_0hoG%2F61ZduPnWSn8RBnJGp8gX5YREpmYgTw4fFKGu5o%3D&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/ministero-degli-esteri-sostegno-alle-donne-iraniane?utm_source=action_alert_sign&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=757052&amp;alert_id=TDsIRiOHQQ_0hoG%2F61ZduPnWSn8RBnJGp8gX5YREpmYgTw4fFKGu5o%3D&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>32 e 16: la storia di Samia Yusuf Omar arriva a teatro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 09:54:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  di Monica Macchi Produzione ATIR Teatro Ringhiera, Milano di Serena Sinigaglia con Tindaro Granata, Valentina Picello, Chiara Stoppa Durata 75’ &#160; Scritto da Michele Santeramo, attore e autore di “Il Barone dei porci”, “Konfine”, “Sacco e Vanzetti, loro&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: x-large;"><b> </b></span></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">di Monica Macchi</p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Produzione ATIR Teatro Ringhiera, Milano</span></span></em></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">di Serena Sinigaglia<br />
con Tindaro Granata, Valentina Picello, Chiara Stoppa<br />
Durata 75’</span></span></em></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Scritto da </span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Michele Santeramo, attore e autore di “</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Barone dei porci”</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, “</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Konfine”, “Sacco e Vanzetti, loro malgrado” e fondatore</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> con Michele Sinisi della compagnia Teatro Minimo</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Sono stata felice, le persone mi hanno incoraggiato con il tifo. </i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ma mi sarebbe piaciuto essere applaudita per aver vinto, </i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>e non perché avevo bisogno di incoraggiamento. </i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Farò del mio meglio per non essere l’ultima </i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>la prossima volta.</i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Samia Yusuf Omar</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Atleta somala muore su un barcone per raggiungere l’Italia: </span></span></span></em></p>
<p align="RIGHT"><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">avrebbe dovuto partecipare alle Olimpiadi</span></span></span></em></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Corriere della Sera, 20 Agosto 2012</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Cosa facciamo noi </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>mentre il Mediterraneo si riempie di occhi aperti?</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Michele Santeramo</span></span></span></p>
<p align="RIGHT">
<p align="RIGHT">
<p style="text-align: left;" align="RIGHT"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-655.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-7422 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-655.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-655" width="300" height="200" /></a></p>
<p align="RIGHT">
<p align="JUSTIFY">Sul palco un podio su cui si alternano tre attori in una dimensione narrativa: ed ecco la storia personale di Samia, degli allenamenti notturni in una Mogadiscio stretta nella morsa degli Shebab e del qat fino al viaggio a Pechino per le Olimpiadi del 2008, dove corre per i duecento metri, in maglietta sformata e fascetta bianca per il sudore a fianco di Veronica Campbell-Brown, tutina attillata, unghie laccate di rosso e un enorme solitario. Risultato scontato: Veronica Campbell-Brown, prima e Samia Yusuf Omar, ultima con trentadue secondi e sedici primi, così distaccata da finire fuori pure dall’inquadratura della telecamera. Eppure…eppure tutto lo stadio si alza ad applaudirla e lei capisce che la corsa, oltre ad essere la sua passione può anche essere il passaporto per crearsi un futuro da atleta in Europa. Ma non ha “il” passaporto, non ha certificato di nascita o altri documenti forse persi nei bombardamenti o negli scontri tra i signori della guerra e allora si mette a correre verso le Olimpiadi di Londra passando per Addis Abeba, Bengasi, Cufra, Tripoli e poi il Mediterraneo. E qui lo spettacolo cambia registro (grazie anche ad un eccellente supporto audio-visivo) diventando onirico, grottesco e surreale con due fratelli che si spulciano intonando una nenia infantile: pescano cadaveri, vivono su una’isola con topi e uccelli coi denti e pensano di essere gli ultimi superstiti del mondo incaricati di “fare l’umanità” attraverso l’incesto. Un misto di indifferenza e solipsismo di fronte all’immigrazione che (ri)suona cinismo nell’epitaffio finale: “Finchè arrivano morti, quale è il problema?”</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p>PS  La storia di Samia Yusuf Omar è raccontata anche nel libro di Giuseppe Catozzella “Non dirmi che hai paura”</p>
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		<title>Promozione teatrale per i nostri lettori</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/10/27/promozione-teatrale-per-i-nostri-lettori-2/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 06:44:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani è lieta di segnalare alcuni spettacoli teatrali a cui è stata dedicata una promozione speciale per i nostri lettori. Ecco per voi il primo! ATIR Teatro Ringhiera ha il piacere di segnalarvi lo&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><strong><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em></strong> è lieta di segnalare alcuni spettacoli teatrali a cui è stata dedicata una promozione speciale per i nostri lettori. Ecco per voi il primo!</div>
<div></div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-613.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7250" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-613.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-613" width="428" height="640" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-613.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 428w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-613-201x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 201w" sizes="(max-width: 428px) 100vw, 428px" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"><b><span style="color: #e32400;">ATIR</span> Teatro Ringhiera </b>ha il piacere di segnalarvi</span><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"> </span><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;">lo spettacolo con cui apriremo la </span><b style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: large;">Stagione 2016/2017</b><span style="font-family: 'Arial Narrow'; font-size: large;">: uno spettacolo biografia sulla vita della atleta somala Samia Yusuf Omar e di come trovò la morte in mare intraprendendo quel viaggio per lei fatale, ma che per tutti coloro che lasciano la loro terra è la speranza di una nuova vita. </span></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow;"> </span></div>
<div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: x-large;"><b><i>32&#8243;.16 Trentadue secondi e sedici </i></b></span></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"><b><i>Regia di Serena Sinigaglia | Con Tindaro Granata, Valentina Picello e Chiara Stoppa</i></b></span></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"><b>da martedì 8 a martedì 20 novembre</b></span></div>
<div><span style="color: #1155cc; font-family: Arial Narrow; font-size: large;"><a href="http://bit.ly/trentaduesecondiesedici?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://bit.ly/trentaduesecondiesedici&amp;source=gmail&amp;ust=1477636604861000&amp;usg=AFQjCNFBAlJTyVK2eRP247ujfRmoGqGCag&utm_source=rss&utm_medium=rss">bit.ly/trentaduesecondiesedici</a></span></div>
<div><a class="m_-3779880287099315565bitlink-item--ACTIVE"><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"> </span></a></div>
<div><a class="m_-3779880287099315565bitlink-item--ACTIVE"><span style="color: #000000; font-family: Arial Narrow; font-size: large;">2008. Olimpiadi di Pechino. Samia Yusuf Omar viene ripresa da tutte le telecamere del mondo accanto ai mostri sacri dell’atletica, corre per i 200 metri. Il risultato è scontato: è ultima, quasi dieci secondi di distacco dalla prima. Dieci secondi nei 200 metri sono un tempo infinito. Il tempo di Samia: 32.16.<br />
2012. <em>Il Corriere della Sera</em> pubblica una notizia: ‘Atleta somala muore su un barcone per raggiungere l’Italia: avrebbe voluto partecipare alle Olimpiadi di Londra’.</span></a></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;">Tratto dal libro di Giuseppe Catozzella <em>Non dirmi che hai paura</em> la storia di Samia diventa uno spettacolo specchio del nostro tempo, uno spettacolo che ci mostra cosa facciamo noi mentre il mediterraneo si riempie di morti, cosa siamo diventati nel tempo del suo viaggio, nel tempo di tutti questi viaggi che ormai somigliano a semplici notizie con le quali riempire tempo e pagine.</span></div>
</div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;">Vorremmo riservare al vostro staff e contatti la promozione di <b>8,50€ a biglietto</b> prenotando al n. 02 87390039 oppure scrivendo una mail a </span><a href="mailto:promozione@atirteatroringhiera.it" target="_blank"><span style="color: #1155cc;">promozione@<wbr /></span>atirteatroringhiera.it</a><span style="color: #222222; font-family: Arial Narrow; font-size: large;"> e indicando come oggetto della mail &#8220;PROMO 32&#8243;.16&#8221;. </span></div>
<div><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;">E&#8217; possibile acquistare il biglietto in promozione online sul nostro </span><a href="http://toptix1.mioticket.it/teatroringhiera/default.aspx?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://toptix1.mioticket.it/teatroringhiera/default.aspx&amp;source=gmail&amp;ust=1477636604861000&amp;usg=AFQjCNHdE0sreHMNcynjUIrrjiouL02AFA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">sito</span></a><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: large;"> inserendo il <b>codic<wbr />e sconto: 25391</b>.</span></div>
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		<title>Corri con Samia !</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2015 07:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per conoscere la storia di Samia, leggete di seguito l&#8217;intervista che abbiamo fatto a Giuseppe Catozzella, autore del romanzo Non dirmi che hai paura, Einaudi. Un premio per Samia Con 93 voti, il romanzo&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
Per conoscere la storia di Samia, leggete di seguito l&#8217;intervista che abbiamo fatto a Giuseppe Catozzella, autore del romanzo <em>Non dirmi che hai paura</em>, Einaudi. </p>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/unnamed-86.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/unnamed-86.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="640" width="451" /></a></div>
<h3 class="post-title entry-title" itemprop="name">
Un premio per Samia </h3>
<p></p>
<div class="post-header">
<div class="post-header-line-1">
<br />
Con 93 voti, il romanzo <i>Non<br />
dirmi che hai paura </i>di Giuseppe Catozzella ha vinto il Premio Strega Giovani<br />
e guida la cinquina del premio principale, oltre ad aver ottenuto anche il<br />
premio Società Dante Alighieri. E noi siamo felici di ripubblicare una breve<br />
intervista che qualche settimana fa abbiamo avuto occasione di fare all&#8217;autore,<br />
congratulandoci ancora e ringraziandolo per averci fatto conoscere la storia di<br />
Samia.</div>
</div>
<div class="post-body entry-content" id="post-body-1966014926440681118" itemprop="description articleBody">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;&nbsp; </p>
</div>
<div align="center" style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/unnamed-87.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/unnamed-87.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="640" width="451" /></a><img loading="lazy" align="bottom" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/images-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="400" name="immagini1" width="268" /> <u><a href="http://3.bp.blogspot.com/-eh151YCT7js/U0EIMhESt7I/AAAAAAAABCE/M_0mMkUkV8s/s1600/images+(5).jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""></a><a href="http://3.bp.blogspot.com/-eh151YCT7js/U0EIMhESt7I/AAAAAAAABCE/M_0mMkUkV8s/s1600/images+(5).jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""></a></u></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />
Una storia esemplare, quella di Samia, una<br />
ragazzina di Mogadiscio che ha la corsa nelle gambe e nel cuore: Samia corre in<br />
nome della libertà di tutte le donne, in particolare di quelle somale che vivono<br />
in una situazione di guerra e di sopraffazione. Samia corre in nome della<br />
libertà e della giustizia. Samia condivide i suoi sogni e i suoi ideali con il<br />
suo amico Ali e primo allenatore che crede in lei, nella sua tenacia e nella sua<br />
forza. Samia, infatti, riesce a qualificarsi, a soli 17 anni, ai Giochi olimpici<br />
di Pechino, diventando un simbolo. Il destino di Samia sarà tragico, come quello<br />
di tanti migranti, ma la sua giovane vita porta in sé, e regala al futuro, la<br />
gioia del riscatto. </div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Quando nasce il progetto del libro<br />
e perché ha ritenuto necessario raccontare questa storia?</div>
<div align="justify" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.35cm;">
L’idea di raccontare<br />
la vita di Samia Yusuf Omar è nata quando mi sono imbattuto nella notizia della<br />
vita e della morte di Samia (ero in Africa, a Lamu, in Kenya e stavo svolgendo<br />
delle ricerche per un’altra storia) mi sono sentito in colpa da italiano per la<br />
sua morte e ho deciso che avrei raccontato nel paese che Samia vedeva come sua<br />
salvezza e speranza di vita nuova e in cui non era mai riuscita ad arrivare – il<br />
mio stesso paese, l’Italia – la sua storia. Per cercare di creare materiale<br />
letterario dalla speranza e dal dolore. E per risarcire, in qualche modo, il<br />
destino di Samia.</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Samia Yusuf Omar nasce a<br />
Mogadiscio, in una terra colonizzata dagli italiani e oggi ancora dilaniata<br />
dalla guerra: quanto è importante mantenere viva la memoria sulla Storia di ieri<br />
per capire il Presente?</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
È fondamentale. La memoria è come<br />
il respiro ed è un arco teso. Soltanto caricandolo all’indietro si può avere una<br />
direzione e una meta.</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Il racconto della vita della<br />
protagonista si può definire come un &#8220;racconto di formazione&#8221;? E ci può<br />
anticipare il motivo per cui Samia diventa il simbolo di tutte le donne<br />
musulmane nel mondo?</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
È una storia di formazione, perché<br />
è la storia della formazione di Samia, da quando ha 8 anni a quando ne ha 21.<br />
Samia diventa simbolo perché per correre al massimo delle sue potenzialità<br />
compie un gesto ovvio e al contempo rivoluzionario: decide di correre alle<br />
Olimpiadi senza velo.</div>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Si tratta anche di una storia<br />
di migrazione, di tenacia e di coraggio, con una sorta<br />
di “lieto fine” : la sua storia è importante per abbattere gli stereotipi e i<br />
pregiudizi sui richiedenti asilo, sui profughi e sui migranti in<br />
generale?</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
La storia di Samia purtroppo non ha<br />
un lieto fine nel senso consueto del termine, perché Samia muore al largo di<br />
Lampedusa. Ma contiene un lieto fine nel senso che è una storia di speranza e di<br />
coraggio.</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Un premio per Samia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2014 04:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Catozzella]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
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		<category><![CDATA[Strega]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con 93 voti, il romanzo Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella ha vinto il Premio Strega Giovani e guida la cinquina del premio principale, oltre ad aver ottenuto anche il premio Società&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />
Con<br />
93 voti, il romanzo <i>Non<br />
dirmi che hai paura </i>di<br />
Giuseppe Catozzella ha vinto il Premio Strega Giovani e guida la<br />
cinquina del premio principale, oltre ad aver ottenuto anche il<br />
premio Società Dante Alighieri. E noi siamo felici di ripubblicare<br />
una breve intervista che qualche settimana fa abbiamo avuto occasione<br />
di fare all&#8217;autore, congratulandoci ancora e ringraziandolo per<br />
averci fatto conoscere la storia di Samia.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p>Non dirmi che hai paura: dare la vita per<br />
   un sogno<br />
&nbsp;&nbsp; </p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<img loading="lazy" align="BOTTOM" border="0" height="400" name="immagini1" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/06/images-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="268" /><br />
  <u><a href="http://3.bp.blogspot.com/-eh151YCT7js/U0EIMhESt7I/AAAAAAAABCE/M_0mMkUkV8s/s1600/images+(5).jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><br />
</a><a href="http://3.bp.blogspot.com/-eh151YCT7js/U0EIMhESt7I/AAAAAAAABCE/M_0mMkUkV8s/s1600/images+(5).jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><br />
</a></u>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<br />Una storia esemplare, quella di Samia, una ragazzina di<br />
Mogadiscio che ha la corsa nelle gambe e nel cuore: Samia corre in<br />
nome della libertà di tutte le donne, in particolare di quelle<br />
somale che vivono in una situazione di guerra e di sopraffazione.<br />
Samia corre in nome della libertà e della giustizia. Samia condivide<br />
i suoi sogni e i suoi ideali con il suo amico Ali e primo allenatore<br />
che crede in lei, nella sua tenacia e nella sua forza. Samia,<br />
infatti, riesce a qualificarsi, a soli 17 anni, ai Giochi olimpici di<br />
Pechino, diventando un simbolo. Il destino di Samia sarà tragico,<br />
come quello di tanti migranti, ma la sua giovane vita porta in sé, e<br />
regala al futuro, la gioia del riscatto.
</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Quando nasce il progetto<br />
del libro e perché ha ritenuto necessario raccontare questa storia?</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.35cm;">
L’idea<br />
di raccontare la vita di Samia Yusuf Omar è nata quando mi sono<br />
imbattuto nella notizia della vita e della morte di Samia (ero in<br />
Africa, a Lamu, in Kenya e stavo svolgendo delle ricerche per<br />
un’altra storia) mi sono sentito in colpa da italiano per la sua<br />
morte e ho deciso che avrei raccontato nel paese che Samia vedeva<br />
come sua salvezza e speranza di vita nuova e in cui non era mai<br />
riuscita ad arrivare – il mio stesso paese, l’Italia – la sua<br />
storia. Per cercare di creare materiale letterario dalla speranza e<br />
dal dolore. E per risarcire, in qualche modo, il destino di Samia.</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Samia<br />
Yusuf Omar nasce a Mogadiscio, in una terra colonizzata dagli<br />
italiani e oggi ancora dilaniata dalla guerra: quanto è importante<br />
mantenere viva la memoria sulla Storia di ieri per capire il<br />
Presente?</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
È<br />
fondamentale. La memoria è come il respiro ed è un arco teso.<br />
Soltanto caricandolo all’indietro si può avere una direzione e una<br />
meta.</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Il<br />
racconto della vita della protagonista si può definire come un<br />
&#8220;racconto di formazione&#8221;? E ci può anticipare il motivo<br />
per cui Samia diventa il simbolo di tutte le donne musulmane nel<br />
mondo?</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
È<br />
una storia di formazione, perché è la storia della formazione di<br />
Samia, da quando ha 8 anni a quando ne ha 21. Samia diventa simbolo<br />
perché per correre al massimo delle sue potenzialità compie un<br />
gesto ovvio e al contempo rivoluzionario: decide di correre alle<br />
Olimpiadi senza velo.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Si<br />
tratta anche di una storia di migrazione, di tenacia e di coraggio,<br />
con una<br />
sorta di  “lieto fine” : la sua storia è importante per<br />
abbattere gli stereotipi e i pregiudizi sui richiedenti asilo, sui<br />
profughi e sui migranti in generale?</div>
<p></p>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
La<br />
storia di Samia purtroppo non ha un lieto fine nel senso consueto del<br />
termine, perché Samia muore al largo di Lampedusa. Ma contiene un<br />
lieto fine nel senso che è una storia di speranza e di coraggio.</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/06/14/un-premio-per-samia/">Un premio per Samia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pussy Riot: dalla realtà al cinema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2014 04:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I giochi olimpici invernali di Sochi sono terminati e fanno ancora discutere: sì di sport, ma anche di diritti umani. Foto Ansa Lo scorso 20 febbraio, infatti, quattro ragazze del gruppo dissidente Pussy Riot&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I giochi<br />
olimpici invernali di Sochi sono terminati e fanno ancora discutere:<br />
sì di sport, ma anche di diritti umani. </p>
<table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/1bb338c80d6e45074c0f6a706700e447_MGzoom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/1bb338c80d6e45074c0f6a706700e447_MGzoom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="197" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Foto Ansa</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lo<br />
scorso 20 febbraio, infatti, quattro ragazze del gruppo dissidente<br />
<i>Pussy Riot </i>hanno<br />
tentato di cantare un brano, decisamente allegorico, davanti al<br />
Municipio della città che ospita le Olimpiadi: “Putin vi insegnerà<br />
ad amare la patria”, questa una delle frasi della canzone con cui<br />
le attiviste tentavano di portare avanti la loro protesta, ma sono<br />
state accerchiate e fermate dai militari del Corpo dei Cosacchi che<br />
le hanno tratte in arresto dopo averle apostrofate con frasi del<br />
tipo: “Vi siete vendute agli americani”.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Durante<br />
il fermo pare che le giovani donne siano state trattate duramente:<br />
una di loro, Nadezhda Tolokonnikova, ha riportato alcune contusioni<br />
al torace causate da colpi di manganello e, per qualche minuto, ha<br />
perso l&#8217;uso della vista per lo spray al peperoncino spruzzato dai<br />
soldati.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
“fenomeno Pussy Riot” fa parlare, fa discutere: e così la loro<br />
storia e il loro impegno politico-sociale viene raccontato anche dal<br />
Cinema, per continuare a riflettere su temi attuali, ma anche tanto<br />
universali, quali: il senso della ribellione, la lotta per i diritti<br />
di base, il significato della libertà.&nbsp;&nbsp; </p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/406656c1fa57285a1724e7fe88ba4b3f.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/406656c1fa57285a1724e7fe88ba4b3f.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="227" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Foto AdnKronos</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Candidato<br />
agli Oscar 2014, il documentario <i>Pussy<br />
Riot- A punk prayer </i>di<br />
Mike Lerner e Maxim Pozdorovkin (uscito nelle sale italiane lo scorso<br />
mese di dicembre) ha anche ottenuto il Premio speciale della Giuria<br />
al Sundance Festival: il film intreccia storie individuali alla<br />
grande Storia degli ultimi 20 anni, in Russia, in Europa.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
immagini partono dall&#8217;esibizione del gruppo anti-Putin tenutosi nella<br />
cattedrale del Cristo Salvatore, a Mosca nel febbraio 2012 e segue le<br />
vicende delle ragazze fino alla loro condanna a due anni di carcere.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Intanto<br />
i genitori di Nadia, Masha e Katia raccontano e ricordano il proprio<br />
Passato, collegato da un filo diretto al Presente delle loro figlie e<br />
dei figli di molti altri. Manifestazioni, proteste, clamore,<br />
l&#8217;arresto, il processo: un forte grido di libertà che, però, non<br />
viene accolto da tutti.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
documentario, infatti, mostra anche come la popolazione russa sia<br />
divisa: chi sostiene il gruppo e chi, invece, si sente offeso dal suo<br />
modo di protestare&#8230;come se l&#8217;apparenza fosse più importante della<br />
sostanza. Intanto Katia è stata liberata, altre due femministe sono<br />
detenute in campi di lavoro (ma dovrebbero essere liberate entro<br />
quest&#8217;anno) e tutte le Pussy Riot sono diventate un simbolo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/02/27/pussy-riot-dalla-realta-al-cinema/">Pussy Riot: dalla realtà al cinema</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aggiornamento Ucraina e i Giochi olimpici di Sochi</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/02/13/aggiornamento-ucraina-e-i-giochi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/02/13/aggiornamento-ucraina-e-i-giochi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 04:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[giochi olimpici]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
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		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pussy Riot]]></category>
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		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quella in atto nelle ultime settimane in Ucraina è la più imponente mobilitazione cittadina dai tempi della Rivoluzione arancione del 2004 e nasce dalla volontà, da parte di chi è sceso nelle piazze del&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/660-0-20140124_162411_D25B4A52.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/02/660-0-20140124_162411_D25B4A52.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="225" width="320" /></a></div>
<p>Quella<br />
in atto nelle ultime settimane in Ucraina è la più imponente<br />
mobilitazione cittadina dai tempi della Rivoluzione arancione del<br />
2004 e nasce dalla volontà, da parte di chi è sceso nelle piazze<br />
del Paese, di entrare in Europa e di non fare più parte dell&#8217;orbita<br />
russa attraverso l&#8217;unione doganale voluta da Putin. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nei<br />
giorni scorsi i dimostranti anti-governativi avevano attuato uno<br />
sgomebro del Ministero della Giustizia e questo ha prodotto due<br />
effetti: le dimissioni del Premier Azarov e l&#8217;abolizione, da parte<br />
del Parlamento, di 9 delle dodici leggi anti-manifestazioni &#8211;<br />
approvate il 16 gennaio – tra cui quella che prevedeva la pena di<br />
quindici anni di reclusione per i trasgressori dei divieti sulla<br />
partecipazione alle dimostrazioni.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Presidente, Viktor Yanukovich ha proposto, inoltre, un patto<br />
all&#8217;opposizione: l&#8217;amnistia per gli antigovernativi arrestati in<br />
cambio che tutti gli edifici occupati siano sgomberati. Nonostante<br />
questo, però, in molte regioni gli scontri tra rivoltosi e forze<br />
dell&#8217;ordine continuano a Kiev  e in altre zone, in particolare<br />
nell&#8217;area ovest del Paese.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
leader del Cremlino, Vladimir Putin, non ha gradito l&#8217;ingerenza<br />
americana e europea nella situaizone in Ucraina: “Posso solo<br />
immaginare come i nostri patners europei avrebbero reagito se, in<br />
piena crisi a Cipro o  in Grecia, il nostro Ministro degli esteri<br />
fosse andato in visita facendo appelli antieuropei”, ha affermato<br />
Putin, per poi continuare col dire: “ Pensiamo che non sia<br />
positivo, in generale e, considerando certe relazioni speciali<br />
esistenti tra Russia e Ucraina, è semplicemente inaccettabile per<br />
noi. Ecco perchè la Russia non interverrà in Ucraina&#8230;Riguardo a<br />
dare consigli su cosa fare e come penso che il popolo ucraino se la<br />
possa cavare da solo”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E, a<br />
proposito di Russia: mentre sono stati inaugurati i Giochi olimpici<br />
invernali Sochi 2014, Amnesty International lancia una campagna<br />
mondiale per porre i riflettori, non sullo sport, ma sulle continue<br />
violazioni dei diritti umani. “La fiamma olimpica può gettare luce<br />
sulle violazioni dei diritti umani che le autorità preferirebbero<br />
nascondere dietro le decorazioni celebrative. E&#8217; importante che tutti<br />
coloro che hanno un interesse ai Giochi siano a conoscenza delle<br />
restrizioni imposte dalle autorità russe alla società civile e ai<br />
cittadini comuni e usino la loro influenza per opporvisi”, queste<br />
le parole di John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia<br />
centrale.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
campagna di Amnesty prevede di puntare l&#8217;attenzione su:
 </div>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
<ul>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
tre<br />
  prigionieri di coscienza, Vladimir Akimenkov, Artiom Saviolov e<br />
  Mikhail Kosenko, detenuti da oltre un anno solo per aver esercitato<br />
  pacificamente i loro diritti alla libertà di espressione e di<br />
  riunione. Nel maggio 2012, sono stati arrestati in piazza Bolotnaya<br />
  a Mosca, tra l&#8217;ondata di proteste di massa che è seguita alle<br />
  tanto contestate elezioni parlamentari e presidenziali del 2011 e<br />
  2012. Tredici persone sono sotto processo a Mosca in relazione alle<br />
  proteste di piazza Bolotnaya e molti altri sono ancora in attesa di<br />
  processo su questo caso.</div>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
  legislazione che limita le proteste pacifiche impone severe ammende<br />
  agli organizzatori di manifestazioni per violazione di una lista<br />
  restrittiva di norme e regolamenti, spesso applicate<br />
  arbitrariamente. Nel 2013 più di 600 persone sono state arrestate<br />
  nel corso di 81 eventi nella sola area della città di Mosca.</div>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
  legislazione sugli &#8220;agenti stranieri&#8221; del 2012 ha<br />
  scatenato un giro di vite sulle ong in tutto il paese, inclusa<br />
  l&#8217;ispezione dell&#8217;ufficio di Amnesty International a Mosca. Casi<br />
  portati in tribunale dalla Procura contro le ong hanno portato a<br />
  multe salate contro diverse organizzazioni e i loro leader. Molte<br />
  più ong in tutta la Russia hanno ricevuto la richiesta ufficiale<br />
  di registrarsi come &#8220;agenti stranieri&#8221; o affrontare<br />
  sanzioni simili.</div>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
  legislazione omofobica introdotta nel 2013 è usata per limitare i<br />
  diritti alla libertà di espressione e di riunione delle persone<br />
  lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuate (Lgbti) e<br />
  ha già incoraggiato la violenza omofobica in tutta la Russia.<br />
  Eventi Lgbti sono stati interrotti da contromanifestanti e vietati<br />
  dalle autorità, con i partecipanti detenuti per la promozione di<br />
  &#8220;propaganda di rapporti non tradizionali tra minori&#8221;.<br />
  Chiunque violi la legge, inclusi gli stranieri, affronta multe fino<br />
  a 3000 dollari.</div>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
  legge sulla &#8220;blasfemia&#8221; introdotta dopo che il gruppo<br />
  punk <u><a href="http://www.amnesty.it/Pussy-Ryot-liberate-Nadia-e-Mascia?utm_source=rss&utm_medium=rss">Pussy<br />
  Riot</a></u> ha<br />
  messo in scena una breve e pacifica, sebbene provocatoria,<br />
  performance politica nella principale Chiesa ortodossa russa a<br />
  Mosca nel 2011. Due degli interpreti stanno attualmente scontando<br />
  una condanna a due anni di carcere dopo un processo politicamente<br />
  motivato: una di loro, Nadezhda Tolokonnikova, è in sciopero della<br />
  fame ed è detenuta in isolamento dopo essersi lamentata delle<br />
  condizioni carcerarie.</div>
<li>Il fallimento di indagare<br />
  efficacemente sugli omicidi di giornalisti e attivisti per i<br />
  diritti umani. Anna Politkovskaya è stata uccisa nel 2006, ma la<br />
  mente della sua uccisione non è mai stata identificata. Nessuno è<br />
  stato assicurato alla giustizia per le uccisioni di Natalia<br />
  Estemirova, Khadzhimurad Kamalov e Akhmednabi Akhmednabiev, tra gli<br />
  altri.</p>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</li>
</ul>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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