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	<title>Omar Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>I nostri premi Oscar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2014 05:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La magica notte degli Oscar hollywoodiana ha premiato un film, per chi scrive sopravvalutato: La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Ma noi preferiamo parlare dell&#8217;altro lungometraggio candidato come Miglior Film Straniero: Omar, di Hany&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
magica notte degli Oscar hollywoodiana ha premiato un film, per chi<br />
scrive sopravvalutato: <i>La<br />
grande bellezza</i> di Paolo<br />
Sorrentino.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma noi<br />
preferiamo parlare dell&#8217;altro lungometraggio candidato come Miglior<br />
Film Straniero:</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Omar</i>,<br />
di Hany Abu-Assad, già regista di <i>Paradise<br />
Now.</i></div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Girato<br />
in Palestina &#8211; tra Nablus, Nazareth e Bisan &#8211; il film narra di un<br />
giovane fornaio, Omar, abituato a scavalcare il muro di recinzione<br />
(perchè di questo si tratta) che separa la sua terra da Israele:<br />
schiva proiettili, supera check-point, questo Romeo contemporaneo,<br />
per andare a trovare Nadia, la ragazza di cui è innamorato. Ma il<br />
racconto non può essere, ovviamente, solo un racconto sentimentale,<br />
c&#8217;è molto altro: Omar, insieme al fratello di Nadia, Tarek, e ad un<br />
terzo amico, Amjad, partecipa ad un&#8217;attività di addestramento<br />
clandestina per la liberazione della Palestina. Dopo l&#8217;uccisione di<br />
un soldato, il protagonista verrà fatto prigioniero e sarà<br />
torturato. Sopravvive, ma dovrà decidere se trascorrere il resto<br />
della vita in carcere oppure collaborare con la polizia israeliana.&nbsp; </div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/imm.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/imm.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a>Interessante<br />
l&#8217;opera di Abu-Assad che inserisce &#8211; grazie alla sceneggiatura ben<br />
scritta &#8211; gli attori e in particolare Omar in una situazione<br />
claustrofobica sia per quanto riguarda gli ambienti sia per quanto<br />
riguarda la loro psicologia. Il ragazzo, infatti, si troverà a dover<br />
farei conti con le opportunità di una vita sempre più difficile:<br />
sopravvivere e tradire la causa, in una dicotomia tra etica ed<br />
egoismo.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
La<br />
prima scena già anticipa il senso profondo del film: i palestinesi<br />
sono divisi,  geograficamente e fisicamente e sono separati anche tra<br />
di loro  (amici, parenti, amanti), ma portano dentro anche fratture<br />
interiori, ferite dell&#8217;anima causate dall&#8217;emarginazione, dalla<br />
guerra, dalla ricerca continua di un&#8217;identità. Non giudica, il<br />
regista, ma cerca di immedesimarsi e di far identificare anche il<br />
pubblico con questa gioventù che ha tutta una vita davanti, ma pur<br />
sempre una vita spezzata.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un<br />
riscatto, invece, per la propria esistenza è quello narrato nel film<br />
vincitore del premio come Miglior Film: <i>12<br />
anni schiavo</i>,<br />
di Steve McQueen, un “inglese nero” come in tanti lo hanno<br />
definito. Film che si è aggiudicato anche il riconoscimento per la<br />
miglior sceneggiatura originale e per il quale è stata premiata<br />
l&#8217;attrice non protagonista, Lupita Nyong&#8217;o.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dopo<br />
il bellissimo <i>Django</i><br />
<i>Unchained</i><br />
di Quentin Tarantino (trovate la recensione su questo sito), in tanti<br />
hanno deciso di continuare a riflettere su una delle piaghe più<br />
aperte della Storia americana, ma nessuno eguaglia la perfezione di<br />
scrittura e di regia di Tarantino.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<i>12<br />
anni schiavo</i><br />
riporta sullo schermo la schiavitù con la sua brutalità, ma anche<br />
con gli accorgimenti estetici propri del buon Cinema, ma resta<br />
superficiale la riflessione tematica: la discesa agli inferi e la<br />
redenzione successiva fanno troppo “americanata”: l&#8217;opera</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/untitled-20.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/untitled-20.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<p>cinematografica riprende la biografia di Solomon Northup che, a metà<br />
dell&#8217; &#8216;800, uomo libero, artigiano e padre di famiglia viene rapito e<br />
venduto come schiavo per lavorare nelle piantagioni della Louisiana.<br />
Lotta per dodici lunghi anni per poi riuscire a fare ritorno dai<br />
propri cari. Ma la decisione della giuria di conferire il maggiore<br />
riconoscimento a questo film è un messaggio importante: tornare a<br />
parlare della schiavitù del Passato può essere utile per continuare<br />
a riflettere sulle varie e nuove forme di schiavitù delle società<br />
contemporanee e per tenere alta la guardia. </p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">

</div>
</div>
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