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	<title>ordinanza Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Rete NoBavaglio: appello a direttori, giornalisti e società civile. «Uniti contro chi vuole zittire l&#8217;informazione»</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 09:19:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Monta la protesta contro il divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare approvato dalla Camera martedì 19 dicembre 2023. Croniste e cronisti «al fianco di Fnsi e Ordine». «Il divieto di pubblicare che&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="900" height="562" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17337" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib-300x187.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib-768x480.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></figure>



<p>Monta la protesta contro il divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare approvato dalla Camera martedì 19 dicembre 2023. Croniste e cronisti «al fianco di Fnsi e Ordine».<a href="whatsapp://send?text=www.fnsi.it/rete-nobavaglio-appello-a-direttori-giornalisti-e-societa-civile-uniti-contro-chi-vuole-zittire-linformazione?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></p>



<p>«Il divieto di pubblicare che secreta le ordinanze di custodia cautelare e i contenuti fino alla fine dell&#8217;udienza preliminare rappresenta un provvedimento autoritario gravissimo che non solo colpisce e limita il lavoro dei giornalisti ma soprattutto il diritto dei cittadini di essere informati e rende più indifese le stesse persone private della libertà». Così le giornaliste e i giornalisti della Rete NoBavaglio che rivolgono <a href="https://pressingweb.altervista.org/2023/12/rete-nobavaglio-appello-ai-direttori-di-testata-agli-operatori-dellinformazione-e-alla-societa-civile-giornalisti-e-cittadini-si-uniscano-nella-mobilitazione-contro-lennesima-legge-bavaglio/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un appello</a> a direttori di testate, operatori dell&#8217;informazione e società civile a unirsi ai cronisti nella mobilitazione contro «l&#8217;ennesima legge bavaglio».<br><br>Un provvedimento che rappresenta «la conferma dell&#8217;attacco all&#8217;informazione portato avanti negli ultimi anni dai poteri forti e dalla politica più brutta», incalza NoBavaglio, rilevando che «nel nostro Paese esiste un partito del bavaglio trasversale ai vari schieramenti parlamentari che vuole silenziare l&#8217;informazione per poter agire in modo indisturbato e senza avere addosso l&#8217;occhio mediatico».<br><br>Croniste e cronisti ricordano poi «l&#8217;alibi della difesa della privacy, del diritto all&#8217;oblio e della presunzione di innocenza del decreto Cartabia» e lamentano: «Si vuole condizionare l&#8217;indipendenza dell&#8217;informazione. La stessa riforma del reato di diffamazione in discussione in Parlamento non solo non risolve il problema delle querele-bavaglio ma toglie ulteriore autonomia ai giornalisti stabilendo multe onerose e l&#8217;obbligo di rettifica senza contradditorio. In questo clima di censura di Stato si contestualizza l&#8217;emendamento che proibisce la pubblicazione dei contenuti dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare fino alla fine dell&#8217;udienza preliminare».<br><br>Di conseguenza, spiega NoBavaglio, «dal momento dell&#8217;arresto fino al processo, all&#8217;opinione pubblica per mesi sarà negato il diritto di essere informata su temi importati come la lotta alla corruzione e la lotta alla mafia. Ma non solo: non sarà possibile conoscere le accuse e le prove contestate alla persona finita in carcere. E quindi se si tratta di una reclusione legittima o eccessiva: di conseguenza saranno colpite anche le garanzie a tutela del cittadino indagato o arrestato. Con questo ulteriore atto il &#8220;partito trasversale del bavaglio&#8221; è riuscito a cancellare il ruolo di garanzia che la libera stampa riveste a tutela di tutti i cittadini, anche di quelli privati della libertà».<br><br>Le Rete NoBavaglio, «ancora una volta, è al fianco della Federazione della Stampa italiana e dell&#8217;Ordine dei giornalisti e si unisce <a href="https://www.fnsi.it/bavaglio-ordinanze-custodia-cautelare-appello-al-presidente-mattarella-non-firmi?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">all&#8217;appello rivolto al presidente della Repubblica</a>, Sergio Mattarella, di non firmare questo provvedimento liberticida. La Rete NoBavaglio – concludono croniste e cronisti – aderisce ad ogni forma di mobilitazione contro questo provvedimento e per garantire il diritto-dovere di informare e il diritto dei cittadini di essere informati. Come rete di giornalisti e cittadini ci rivolgiamo ai direttori delle testate giornalistiche e a tutti gli operatori dell&#8217;informazione chiedendo di dare vita a una campagna contro tutti i bavagli e di unirsi in una battaglia di civiltà e democrazia che deve creare un&#8217;alleanza tra mondo dell&#8217;informazione e cittadinanza attiva. Uno Stato davvero democratico dovrebbe favorire la verifica delle informazioni e non ostacolarla. Senza libertà non può esistere una informazione corretta e di qualità e senza informazione la libertà muore».</p>
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		<title>Trattenuti a Malpensa e respinti 19 cittadini dominicani regolarmente soggiornanti in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2020 07:59:53 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>(da www.asgi.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2019/05/canva_aereo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-33466"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>ASGI e&nbsp;<a href="https://www.arci.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ARCI</a>&nbsp;inviano una lettera al garante e ai ministeri degli Esteri e dell’Interno</strong>. Fermati all’aeroporto e respinti dopo 4 giorni senza alcun intervento del tribunale. Tra loro anche alcuni minori.</p></blockquote>



<p>Alcuni cittadini dominicani regolarmente soggiornanti in Italia, arrivati il 20 luglio 2020 all’aeroporto di Milano Malpensa a bordo di un volo organizzato dal Ministero degli Affari Esteri, sono stati fermati all’arrivo nella zona di transito e, a seguito di notifica di provvedimenti di respingimento immediato,&nbsp;sono stati imbarcati su un volo che li ha riportati nelle Repubblica Dominicana.</p>



<p>Secondo quanto riferito dalle testimonianze raccolte da Mercedes Frias che ha poi contattato le due associazioni, i passeggeri provenienti da Santo Domingo<strong>&nbsp;sono stati suddivisi in gruppi a seconda della nazionalità</strong>; ai passeggeri aventi la cittadinanza italiana è stato immediatamente consentito l’ingresso in Italia, mentre gli altri sono stati fatti attendere nell’area partenze dell’aeroporto.</p>



<p>Il giorno 21 luglio, le autorità di frontiera hanno consentito ai passeggeri familiari di cittadini italiani di lasciare l’aeroporto mentre le persone rimaste, aventi la cittadinanza dominicana ma residenti in Italia,&nbsp;<strong>sono stati trattenuti de facto in aeroporto in attesa del primo volo utile per il rinvio eseguito&nbsp; per 19 di loro il successivo 23 luglio</strong>. Nonostante le richieste avanzate anche dagli interessati non è stato effettuato<strong>&nbsp;nessun tipo di accertamento sanitario</strong>.</p>



<p>Secondo quanto riportato nei provvedimenti di respingimento notificati alle persone interessate, quanto accaduto ha avuto seguito in base a quanto disposto dall<strong>’Ordinanza del Ministero della Salute del 16 luglio 2020</strong>&nbsp;(preceduta da un’ordinanza analoga del 9 luglio e successivamente trasposta nel DPCM 7 agosto 2020) che, all’art. 1, dispone un divieto di ingresso nel territorio dello Stato nei confronti di coloro che, nei quattordici giorni precedenti abbiano soggiornato e transitato in uno dei 16 Paesi compresi nella lista di cui al comma 1 del medesimo articolo, tra i quali la Repubblica Dominicana; secondo la medesima ordinanza, tale divieto di ingresso non vale per i cittadini dell’Unione europea e i loro familiari residenti in Italia prima del 9 luglio. Nessuna eccezione è invece prevista per i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti e residenti in Italia.</p>



<p>Secondo le associazioni ARCI e ASGI, che hanno inviato&nbsp;<a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/08/2020_8_7_Segnalazione-Garante-respingimento-trattenimento-dominicani.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>una segnalazione al garante nazionale per le persone private della libertà</strong></a>, ai dubbi circa la legittimità delle disposizioni sopra citate, si aggiunge la preoccupazione per le&nbsp;<strong>condizioni materiali cui sono state soggette le persone coinvolte&nbsp;</strong>dal respingimento alla frontiera aeroportuale di Milano Malpensa.</p>



<p>Costrette inizialmente a dormire sulle sedie della sala di attesa posta nell’area partenze dell’aeroporto, senza alcuna informazione da parte delle autorità competenti se non relativamente alla necessità di attendere il primo volo utile per il rinvio in Repubblica Dominicana, dopo un giorno sono state condotte presso gli appositi locali di attesa, sistemate su brandine da campo, in condizioni di promiscuità tra uomini, donne e minori, senza alcuna possibilità di uscire e sotto stretta sorveglianza da parte delle autorità di frontiera.</p>



<p>Ancora una volta&nbsp;<strong>il trattenimento de facto e il successivo respingimento sono avvenuti senza l’intervento di un Giudice</strong>, a seguito di notifica di un provvedimento da parte delle autorità di frontiera.</p>



<p>“<em>Queste segnalazioni mettono in luce alcune insopportabili conseguenze della più recente normativa emergenziale in vigore, in particolare quella che incide sui diritti dei titolari di regolare permesso di soggiorno ovvero di altro titolo di ingresso ma attualmente nei loro Paesi d’origine</em>” affermano ASGI e ARCI nella <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/08/2020_8_21_lettera-ministeri-reigresso-covid.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>lettera inviata ai ministeri degli Esteri e dell’Interno</strong></a> in cui hanno richiesto con urgenza che vengano attivate <strong>le necessarie garanzie</strong> che dovrebbero essere poste in essere nei confronti di tutti i cittadini stranieri che hanno residenza e dimora abituale in Italia, anche al fine di evitare il ripetersi di analoghe circostanze.</p>



<p>LA LETTERA: <a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/kYEV72_nHgrGHZ5FN3Gn9orDgCDtaH_vT46aRVpve68TUFf2jK7lvHPzNVGkxgIH3YVb8_U_cvX6OiNXOInk6FYrYth15qhbuRwCOITqjfuieSICp4iWuXgsQ-8GTctnPhiH0l5WZphM10EcEhaGaypKBwWrxPux49fx3kPkIoihJwXJMziD9tzemHmNgVFXrc6QDkQwyhqHNUkuSkdFzNALgX5cYukx1syFjQy9NUYvRkbtQtbQ2K4Ap0QogmbQafZpdjDmXx0?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/kYEV72_nHgrGHZ5FN3Gn9orDgCDtaH_vT46aRVpve68TUFf2jK7lvHPzNVGkxgIH3YVb8_U_cvX6OiNXOInk6FYrYth15qhbuRwCOITqjfuieSICp4iWuXgsQ-8GTctnPhiH0l5WZphM10EcEhaGaypKBwWrxPux49fx3kPkIoihJwXJMziD9tzemHmNgVFXrc6QDkQwyhqHNUkuSkdFzNALgX5cYukx1syFjQy9NUYvRkbtQtbQ2K4Ap0QogmbQafZpdjDmXx0?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Foto di&nbsp;<strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/@andiravsanjani?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels&utm_source=rss&utm_medium=rss">Nur Andi Ravsanjani Gusma</a></strong>&nbsp;da&nbsp;<strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/aereo-aeroplano-aviazione-cielo-1465904/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels&utm_source=rss&utm_medium=rss">Pexels</a></strong></p>
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		<title>Libro/Inchiesta sul clan dei Casamonica: intervista a Nello Trocchia</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 07:59:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato il giornalista Nello Trocchia sul suo libro/inchiesta “I Casamonica. Viaggio nel mondo parallelo del clan che ha conquistato Roma”, edito da Utet, il clan mafioso che ha&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i><b>Associazione Per i Diritti umani </b></i>ha intervistato il giornalista Nello Trocchia sul suo libro/inchiesta “I Casamonica. Viaggio nel mondo parallelo del clan che ha conquistato Roma”, edito da Utet, il clan mafioso che ha conquistato Roma (e non solo). Pubblichiamo oggi l&#8217;intervista, nella Giornata in cui Libera celebra la Giornata della Memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime di mafie.</p>
<p>A cura di Alessandra Montesanto</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/cover_casamonica_DEF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-12224" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/cover_casamonica_DEF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="287" height="436" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/cover_casamonica_DEF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1654w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/cover_casamonica_DEF-197x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 197w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/cover_casamonica_DEF-768x1168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/cover_casamonica_DEF-673x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 673w" sizes="(max-width: 287px) 100vw, 287px" /></a></p>
<p>Cosa l&#8217;ha spinta a lavorare ad un&#8217;inchiesta così scottante e pericolosa?</p>
<p>Non ci sono inchieste facili: il nostro lavoro è quello di scoperchiare e raccontare realtà che vengono spesso sottaciute o dimenticate. Da tempo mi occupo di organizzazioni criminali; a mio avviso la questione romana e il rapporto tra la capitale e le mafie è un rapporto che è stato per troppi anni sottovalutato anche dagli esponenti dello Stato, penso ai prefetti di Roma, infatti si è parlato solo di “mele marce”. Il tema delle mafie a Roma è stato taciuto, silenziato e l&#8217; idea di raccontare una mafia, autoctona che è attiva in alcuni quartieri e in alcune zone mi sembrava molto interessante dopo aver affrontato, nel penultimo mio libro, la storia di Roberto Mancini nel quale, con il collega Ferrari, avevamo già affrontato il tema delle organizzazioni criminali a Roma. Volevo, però, affondare di più oltre la superficie e raccontare i profili identitari, i profili criminali e sociali di una mafia come quella dei Casamonica.</p>
<p>Quali sono i quartieri più colpiti?</p>
<p>Loro hanno un controllo territoriale che va dalla zona Mandrione, Porta Furba, Tuscolana fino ai Castelli. Il loro controllo è molto esteso nell&#8217;area sud della capitale, ma sono presenti ovunque. Il collaboratore di giustizia Massimiliano Fazzari, he ho intervistato in esclusiva, mi racconta he sono ome i topi (è un racconto che ha fatto anche alla Procura, al distretto antimafia di Roma), cioè divorano tutto, sono ovunque. Questa metafora ci permette di capire che, indipendentemente dalle aree territoriali, dal censo, dal ceto sociale, i Casamonica arrivano e interloquiscono con tutti perchè loro hanno a disposizione dei servizi che la città chiede e li forniscono con i soldi che vengono prestati “a strozzo” e con il commercio della cocaina. Quando tu offri questi servizi assurgi al ruolo di agenzia criminale.</p>
<p>La città li ha relegati ad un ruolo marginale, solo dal punto di vista della nomea perchè loro sono gli “zingaracci”, ma in realtà la città si serviva di questi soggetti e loro sono diventati romanissimi, prendendo usi, abitudini e costumi dei romani, incrociando con i romani la loro identità sinti che è la loro identità profonda.</p>
<p>Quali sono, quindi, le origini del clan e quali i passaggi della loro escalation criminale?</p>
<p>Sono riusciti nella loro escalation criminale perchè a Roma li ha sottovalutati; in una città che non nominava, non evidenziava, non combatteva la presenza del crimine organizzato, i Casamonica sono stati privilegiati. Se già la mafia non era un problema, i Casamonica, essendo stati battezzati come criminali di rango inferiore o di periferia, erano ancora di più sottovalutati e sono cresciuti tanto perchè il capostipite, Vittorio, e non solo lui, è stato “allevato” da Enrico Nicoletti, uomo di collegamento tra politica, imprenditoria, banda della Magliana.</p>
<p>Mi conferma, cioè, che c&#8217;è una collusione anche con la politica&#8230;</p>
<p>La collusione c&#8217;è in termini di relazioni. Nel momento in cui un&#8217;organizzazione criminale crea un impero, è chiaro che ci sono degli elementi di connivenza. A Roma sono riusciti a mettere su veri e propri quartieri abusivi e soprattutto ad imporre il loro Verbo criminale e questo lo fai solo se hai degli elementi di connivenza molto, molto importanti con ambienti della politica o quantomeno di settori di controllo. Se tu riesci a costruire le case abusive su aree pubbliche e se riesci a diventare un riferimento per mafie potentissime, è chiaro che hai il benestare di chi dovrebbe controllare le tua attività. Compito della Magistratura è capire quali sono i soggetti che li hanno aiutati, ma è un compito difficile perchè in questo clan non ci sono collbarotari di giustizia, ci sono ma sono esterni.</p>
<p>I pentiti sono i “gagi”, quelli che hanno avuto rapporti con il clan e che poi, hanno preso le distanze dallo stesso. I “gagi” sono gli estranei al clan.</p>
<p>Nel libro sono riportati molti aneddoti che riguardano i Casamonica: ce ne può anticipare uno?</p>
<p>Un aneddoto che racconta bene lo sfarzo, l&#8217;amore per la richezza: era il compleanno di Vittorio Casamonica. Mentre le donne, vestite con le loro gonne gitane, e gli uomini pieni zeppi di oro, aspettavano Vittorio, escono in questo prato davanti al ristorante e vedono arrivare un elicottero atterrare. Era il festeggiato con un elicottero privato che faceva il suo ingresso davanti ad imprenditori, professionisti, politici. Con bottiglie di Don Perignon: una festa gigantesca, da magnate, peccato che qualche giorno dopo il ristoratore pretendesse di essere pagato dall&#8217;avvocato di Vittorio Casamonica. La ricchezza, la boria sempre a spese degli altri.</p>
<p>Ma lo Stato è riuscito ad assestare qualche colpo ai Casamonica?</p>
<p>Lo Stato si è svegliato molto tardi con una ordinanza cautelare importante che è stata eseguita lo scorso luglio, l&#8217;”Operazione gramigna” (non a caso chiamata così). Un&#8217;ordinanza molto interessante dalla quale ho preso degli spunti e che cito in diverse parti del libro perchè si inserisce in un quadro della situazione che avevo già scritto e dava un contributo ulteriore perchè dava un colpo duro ad UNO degli arcipelaghi della famiglia Casamonica. Ogni arcipelago ha un capofamiglia e quell&#8217;ordinanza colpisce l&#8217;arcipelago di Via Porta Furba che aveva in Giuseppe Casamonica l&#8217;uomo di potere e nella sorella Stefania la reggente quando Giuseppe era in carcere.</p>
<p>Ci sono, poi, diversi capi in libertà, capaci di avere a che fare con broker del traffico internazionale di droga, in grado di mettere in atto usure, estorsioni , di gestire anche la prostituzione ad alto livello: insomma, a tenere in mano attività criminali ad ampio raggio. I loro soldi sono nascosti in investimenti che vanno trovati e sottratti al clan.</p>
<p>Qual è il suo rapporto con la paura?</p>
<p>La paura è un sentimento che vira verso l&#8217;annullamento della persona; dato che io amo molto la vita,provo a sviare da stati d&#8217;animo che mi conducono all&#8217;annientamento, alla compromissione degli istanti di felicità.</p>
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		<title>Il &#8220;Piano Rom&#8221; viola i diritti umani</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2018 08:27:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre Salvini vuole censirli e un razzista italiano colpisce la piccola Cirasela, la Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo blocca lo sgombero del camping rom di Roma. &#160; La Corte Europea ferma lo sgombero di Camping&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre Salvini vuole censirli e un razzista italiano colpisce la piccola Cirasela, la Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo blocca lo sgombero del camping rom di Roma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/bimba-rom-home-300x100.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11046" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/bimba-rom-home-300x100.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="100" /></a></p>
<div><strong>La Corte Europea ferma lo sgombero di Camping River. Associazione 21 luglio: «Straordinario successo che dimostra come il “Piano rom” di Roma violi i diritti umani. Ora individuare i responsabili del fallimento»</strong></div>
<p>Roma, 24 luglio 2018 &#8211; La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, attraverso l’adozione di una misura di emergenza, <strong>ha ordinato al Governo italiano di non procedere allo sgombero dell’insediamento di Camping River,</strong> previsto per la giornata di oggi a Roma, ovvero 48 ore dopo la notifica agli abitanti dell’Ordinanza n.122 del 13 luglio 2018 firmata dalla sindaca Virginia Raggi.</p>
<p>La decisione della Corte è giunta in seguito al ricorso sollevato da 3 abitanti del “campo”, supportati da <strong>Associazione 21 luglio</strong>.<br />
La Corte «ha deciso, nell&#8217;interesse delle parti e del corretto svolgimento del procedimento dinanzi ad essa, di indicare al Governo italiano, a norma dell&#8217;articolo 39, di <strong>sospendere lo sgombero previsto fino al venerdì 27 luglio 2018</strong>» e, nell’attesa, ha chiesto al Governo italiano di indicare nelle prossime ore le misure alloggiative previste per i richiedenti, la data prevista per lo sgombero esecutivo e qualsiasi sviluppo significativo dello sgombero di Camping River.</p>
<p>Le tre persone rom ricorrenti, hanno vissuto per alcuni anni nell’insediamento di Camping River in cui attualmente risiedono circa 300 persone, esclusivamente rom, <strong>segregate su base etnica e i cui diritti umani sono stati ripetutamente violati dalle istituzioni</strong> <strong>capitoline </strong>nelle diverse azioni previste dal “Piano rom”.</p>
<p>Dopo le azioni inclusive – rivelatesi fallimentari &#8211; organizzate dal Comune di Roma, il 19 luglio 2018 ad ogni famiglia dell’insediamento è stata notificata l’Ordinanza sindacale n.122 del 13 luglio 2018 con la quale la sindaca Virginia Raggi ha ordinato «l’allontanamento dall’area […] di tutte le persone presenti, a qualsiasi titolo, <strong>entro il termine perentorio di quarantotto (48) ore dalla notifica</strong> della presente ordinanza, per scongiurare i rischi sulla loro salute» <strong>senza fornire alcuna soluzione alternativa adeguata</strong>, lasciandole di fatto per strada, aumentando la loro vulnerabilità.</p>
<p>La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo può indicare “<em>misure ad interim</em>” in casi di emergenze, in modo da fermare un “rischio imminente di danno irreparabile”. Sempre più di frequentemente, riceve richieste di adozione di misure per fermare sgomberi, ma si limita a farlo solo in particolari circostanze. Vittime di violazioni di diritti umani possono rivolgersi alla Corte Europea solo se non dispongono di mezzi efficaci per fare ricorso davanti ai Tribunali nazionali. <strong>I tre autori dell’azione hanno, con successo, dimostrato che i Tribunali italiani, visto il brevissimo tempo concesso, non hanno fornito loro mezzi efficaci per fronteggiare il rischio dello sgombero</strong>.</p>
<p>Associazione 21 luglio accoglie con grande soddisfazione la decisione della Corte Europea e auspica che il Comune di Roma possa coglierne l’importanza per <strong>una profonda revisione del “Piano rom” e per avviare una rinnovata e genuina consultazione con le persone dell’insediamento.</strong></p>
<p>Secondo <strong>Carlo Stasolla</strong>, presidente di Associazione 21 luglio, «il fatto che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo abbia deciso di intervenire in modo così eccezionale dimostra quanto la situazione romana sia assolutamente fuori controllo. <strong>Oggi viene certificato come il “Piano rom” della città di Roma calpesta gli impegni assunti dall’Italia a livello europeo </strong>a fine di garantire un trattamento egualitario dei rom. Ma tutto ciò non basta! Da una parte è urgente <strong>promuovere nuove consultazioni </strong>con gli abitanti dell’insediamento, dall’altra è importante <strong>conoscere i nomi</strong> degli esecutori di un “Piano” irrealistico, scellerato, costoso e lesivo dei diritti umani. Chiediamo alla sindaca <strong>di individuare e punire i responsabili</strong> delle diverse azioni che negli ultimi mesi si sono succedute a Camping River e cha hanno portato ad una violazione sistematica dei diritti fondamentali delle famiglie residenti. <strong>Chi ha sbagliato</strong> – conclude &#8211; <strong>è giusto che paghi</strong>. Dare la colpa della mancata inclusione ai rom, come fatto anche in questo caso, è un atto scorretto e ingiusto».</p>
<p>Nella giornata odierna, <strong>alle ore 15,30</strong>, una delegazione di Associazione 21 luglio si recherà in Campidoglio per consegnare, presso la segreteria della sindaca Virginia Raggi, <strong>la risposta della Corte e le centinaia di firme raccolte in questi giorni <a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=716369f4b2&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3D716369f4b2%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1532592884630000&amp;usg=AFQjCNGDtG1Ez-Dc_ZQ_WvA7w5odjUQR2Q&utm_source=rss&utm_medium=rss">nella mobilitazione on line</a> organizzata per chiedere la sospensione delle azioni di sgombero</strong>. Nel corso della consegna è previsto un breve incontro con la stampa presente.</p>
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		<title>Buonanno condannato: sanzione economica per attività a favore di cittadini stranieri, rom e sinti</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 07:48:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Come Naga esprimiamo soddisfazione per la vittoria del ricorso e ‘ringraziamo’ Buonanno per il sostegno economico alle nostre attività a favore di cittadini stranieri, rom e sinti!! Sembra incredibile, eppure c&#8217;è voluto un giudice&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>&#8220;Come Naga esprimiamo soddisfazione per la vittoria del ricorso e ‘ringraziamo’ Buonanno per il sostegno economico alle nostre attività a favore di cittadini stranieri, rom e sinti!! Sembra incredibile, eppure c&#8217;è voluto un giudice per affermare che i rom non sono la feccia della società. Siamo soddisfatti, ma la misura è colma&#8221;,</em></strong> dichiara Pietro Massarotto presidente del Naga. <u></u><u></u></p>
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Di seguito il comunicato congiunto con ASGI:     <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5540" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5540 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="popolo-rom" width="435" height="326" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 435px) 100vw, 435px" /></a><u></u><u></u></p>
<p><i>Buonanno condannato dal Tribunale di Milano per molestie: accoglimento totale del ricorso presentato da ASGI e NAGA. Il giudice: non esercitava le sue funzioni di europarlamentare. “Unica finalità la denigrazione e l’offesa”.</i></p>
<p>Accolto il ricorso presentato da ASGI e NAGA a seguito delle dichiarazioni rilasciate <a href="https://www.youtube.com/watch?v=VKflxaLbMO4&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0" target="_blank">durante la trasmissione “Piazza Pulita”</a> lo scorso 2 marzo 2015 dall’europarlamentare della Lega Nord Gianluca Buonanno.</p>
<p>Il giudice ha riconosciuto che associare il termine “feccia” all’etnia Rom “<i>non solo è grandemente offensivo e lesivo della dignità dei destinatari, ma assume altresì un’indubbia valenza discriminatoria”.</i></p>
<p>Oltre al pagamento delle spese legali, Buonanno è stato condannato alla pubblicazione dell’ordinanza “<i>in caratteri doppi del normale ed in formato idoneo a garantirne adeguata pubblicità”</i>, sul quotidiano “Il Corriere della Sera” entro 30 giorni dalla notifica della stessa.</p>
<p>Inoltre il Tribunale, ritenendo l’ordine di pubblicazione del provvedimento<i> “sanzione non sufficiente e adeguatamente dissuasiva,” </i>ha condannato l’europarlamentare ad un risarcimento di 6 mila euro a favore di ciascuna delle due associazioni ricorrenti, difese dagli avvocati Alberto Guariso, Mara Marzolla e Livio Neri.</p>
<p><b>Non è stato riconosciuto il diritto all’immunità di cui godono i Parlamentari europei</b> che opera nell’esercizio delle funzioni parlamentari : il giudice ha ritenuto che, nel caso in specie, le parole utilizzate non fossero “<i>espressione di opinioni politiche, seppur manifestate con toni aspri e duramente critici</i>”, ma, al contrario, avessero “<i>come unica finalità la denigrazione e l’offesa”</i>.</p>
<p><b>Riconosciuto, invece, il diritto al risarcimento del danno</b> <b>a favore delle due associazioni</b> a causa <i>“dell’elevato contenuto discriminatorio delle affermazioni pronunciate da Buonanno, della loro portata diffamatoria e denigratoria, della reiterazione per ben quattro volte della frase offensiva, della assoluta convinzione con la quale sono state pronunciate tanto da non indurre alle scuse malgrado la espressa possibilità offerta dal conduttore, del fatto che le offese sono state pronunciate nel corso di una trasmissione televisiva in onda su di una importante emittente televisiva, con un buon indice di ascolto (4-5% di share </i>) <i>in prima serata e quindi con ampia diffusione mediatica ed infine del ruolo politico e pubblico del Buonanno e della sua notorietà”</i> .</p>
<p>“<i>Siamo soddisfatti</i>” affermano le due associazioni “<i>L’espressione utilizzata era palesemente lesiva della dignità degli appartenenti all’etnia rom e costituiva discriminazione, perché atta a creare un clima ostile, intimidatorio e di disaggregazione . Rimaniamo molto preoccupati per la continua diffusione di discorsi d’odio, ma la nostra azione dimostra che possiamo e dobbiamo continuare a lottare contro queste violazioni.”</i></p>
<p><a href="http://www.asgi.it/banca-dati/tribunale-di-milano-ordinanza-del-19-aprile-2016/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">L’ordinanza</a><u></u><u></u></p>
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