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		<title>Quando l&#8217;essere umano diventa merce</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2022 09:23:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di Ilaria Damiani Una miniera di diamanti in Africa – immagine tratta dal sito “Gem Rock Auctions”. Nel film di Martin Scorsese “Blood Diamond”, protagonista l’attore Leonardo Di Caprio e ambientato nella Sierra Leone&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ila.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="667" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ila.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16401" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ila.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ila-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/ila-768x500.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Di Ilaria Damiani</p>



<p>Una miniera di diamanti in Africa – immagine tratta dal sito “Gem Rock Auctions”.</p>



<p>Nel film di Martin Scorsese “Blood Diamond”, protagonista l’attore Leonardo Di Caprio e ambientato nella Sierra Leone del 1999, il pescatore Solomon (Djimon Hounsou), durante la guerra civile, viene catturato da una fazione ribelle, separato dalla famiglia, deportato in un campo per prigionieri e costretto ai lavori forzati in una miniera di diamanti. Con crudezza il film ci fornisce, nel contesto della narrativa, uno spaccato dell’attività criminale della tratta dell’essere umano, perpetrata da uomini senza scrupoli per i loro loschi affari.</p>



<p>Quali gli elementi caratterizzanti di questo grave atto delittuoso? L’assenza totale del consenso della persona che subisce il crimine e il suo sfruttamento, a prescindere dal trasferimento o meno in un altro Paese.</p>



<p>L’articolo 3 del Protocollo 1 delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale stabilisce che <em>“la tratta di persone”</em> consiste nel “ <em>reclutamento, trasporto, trasferimento, alloggiamento o accoglienza di persone con la minaccia di ricorrere alla forza, o con l&#8217;uso effettivo della forza o di altre forme di coercizione, mediante il rapimento, la frode, l&#8217;inganno, l&#8217;abuso di autorità o una situazione di vulnerabilità, o con l&#8217;offerta o l&#8217;accettazione di pagamenti o di vantaggi al fine di ottenere il consenso di una persona avente autorità su di un&#8217;altra ai fini dello sfruttamento. Lo sfruttamento include, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione di altre persone, o altre forme di sfruttamento sessuale, lavori o servizi forzati, schiavismo o prassi affini allo schiavismo, servitù o prelievo di organi</em>.”</p>



<p>La tratta e la conseguente riduzione in schiavitù delle persone hanno origini nell’antichità: chi vinceva una guerra riduceva in schiavitù il popolo che la perdeva.</p>



<p>Oggigiorno questo problema coinvolge oltre 40 milioni di persone, soprattutto in Africa: il Global Slavery Index, nel 2018, ha evidenziato che 9.2 milioni di individui vivono nel suddetto Paese in condizioni di schiavitù. Il 40% delle vittime del traffico umano è costretto ai lavori forzati (nel campo dell’agricoltura, della pesca, nelle miniere e nelle industrie). Queste persone lavorano in condizioni di lavoro pericolose, in ambienti abusivi e non ricevono alcuna paga.</p>



<p>Il 63 % delle vittime del traffico umano è costretto ad un matrimonio forzato. Molte di queste sono bambine: le giovani ragazze (secondo l’ILO) vengono cedute dalle stesse famiglie per poter ripagare i debiti, per avere del denaro in cambio o per risolvere le controversie tra le famiglie.</p>



<p>Il Global Slavery Index ha stimato che oltre 400.000 persone in Africa sono vittime di sfruttamento sessuale. Questa cifra rappresenta circa l’8 % di tutte le persone (bambini compresi) &#8211; a livello mondiale &#8211; vittime di sfruttamento sessuale.</p>



<p>Per alcuni paesi africani (ad esempio Nigeria e Sud Sudan), a causa dei conflitti, è difficile reperire dati certi, per cui è probabile che essi siano sottostimati. Nella Repubblica Democratica del Congo si rileva invece il più alto tasso di vittime del traffico umano: ben il 26,3% di esse è situato in questo Paese. Invero lo Stato ha ottenuto alcuni progressi nell’attività di contrasto della tratta delle persone, impegnandosi fra l’altro nella lotta contro l’uso dei bambini in guerra, promulgando leggi che criminalizzano tutte le forme di traffico sessuale e alcune forme di sfruttamento lavorativo. Tuttavia, questi interventi non si possono definire sufficienti ad arginare il fenomeno.</p>



<p>Il traffico umano viene considerato la versione moderna della schiavitù e l’attività criminale più sviluppata al mondo, dopo lo spaccio e il commercio della droga (Cfr; Wiki- note 36-37-Tratta Esseri Umani-Jeremy Haken, in Transnational Crime In The Developing World).</p>



<p>Le Nazioni Unite dividono la tratta degli esseri umani in tre categorie: traffico sessuale, traffico lavorativo e il traffico degli organi.</p>



<p><strong>Il traffico sessuale</strong>. Secondo le Nazioni Unite, il traffico sessuale è la forma più di diffusa di traffico umano. Riguarda gli uomini, le donne e i bambini. Lo sfruttamento può essere di diverso tipo: la mera prostituzione, la pornografia, la pedofilia. A queste vittime viene fatto credere che l’attività che svolgono sia una forma legittima di lavoro. Le violenze, le vessazioni e la manipolazione psicologica sono all’ordine del giorno. Chi viene sfruttato sessualmente rischia di contrarre malattie veneree che spesso hanno un esito fatale.</p>



<p><strong>Traffico lavorativo. </strong>Il lavoro forzato è sempre esistito, fin dalla notte dei tempi. Basti ricordare, ad esempio, la famosissima schiavitù degli ebrei da parte dei faraoni egizi, raccontata nell’Antico Testamento. Secondo il Global Slavery Index, la schiavitù per debiti in Africa costituisce da sola il 54% dello sfruttamento lavorativo. È questo il fenomeno del “peonaggio” che l’Enciclopedia Treccani definisce come una “<em>particolare forma di lavoro forzato, per secoli diffusa soprattutto nei paesi di dominazione spagnola e derivata dal costume, introdotto dai conquistatori, di anticipare denaro agli indigeni, esigendo in corrispettivo che lavorassero la terra per retribuzioni minime fino a estinzione del debito”,</em> rendendo in tal modo le obbligazioni assunte impossibili da estinguere e costringendo di fatto la vittima a rimanere schiava per sempre.</p>



<p><strong>Il traffico di organi. </strong>In un report del 2021 dell’Interpol è emerso che il traffico degli organiin Nord Africa è una questione preoccupante, in quanto <em>“i gruppi criminali si approfittano della disperazione dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati e li costringono a vendere i loro organi. I migranti minorenni non accompagnati sono soggetti ad un particolare rischio di essere soggetti al traffico di organi.”</em>L’Africa è un terreno fertile per questo tipo di crimine perché la legislazione non è forte e al contempo esiste una grave povertà. È un mercato fiorente, altamente lucrativo: un compratore può spendere in media 150 mila dollari per un organo vitale, mentre il donatore riceve invece una cifra esigua.</p>



<p><strong>Lo schema</strong></p>



<p>La tipica vittima del traffico umano vive in un paese caratterizzato da una forte instabilità politica, da persecuzioni (sia di tipo religioso che politico), da povertà diffusa e scarsità di lavoro. In questo contesto si inserisce il reclutatore: egli cerca specificatamente persone che vivono in condizioni critiche e che desiderano migliorare la propria condizione. La ricerca avviene attraverso i media, le agenzie del lavoro, i contatti locali. Spesso, lo stesso reclutatore condivide un passato simile a quello delle sue vittime.</p>



<p>Poiché l’instabilità politica, la corruzione e la povertà rendono difficile per i più deboli l’ottenimento di un passaporto, diventa invece molto facile per i reclutatori ingannarli, offrendo loro i documenti necessari per il viaggio e la prospettiva di una vita migliore. Una volta che la vittima cade nella trappola, rimane ingabbiata nei loschi traffici dell’organizzazione criminale.</p>



<p><strong>Si rilevano due tipi di traffici: esterno e interno.</strong></p>



<p><strong>Il traffico interno</strong> o domestico, avviene all’interno dello stesso paese. La gente è costretta ad abbandonare le aree rurali di origine per spostarsi in quelle urbane, dove viene sfruttata in diversi tipi di attività illecite.</p>



<p><strong>Il traffico internazionale</strong> consiste, invece, nel reclutare e spostare le persone da un paese ad un altro. Rispetto a quello domestico, questo tipo di traffico è di dimensioni maggiori e anche le richieste sono più numerose. Esso viene gestito da organizzazioni criminali internazionali.</p>



<p>Nell’ambito di entrambi i traffici le persone sfruttate subiscono ulteriori vessazioni quali: stupri, torture, intimidazioni verbali giornaliere. Il passaporto viene confiscato e la libertà di movimento viene ridotta.</p>



<p>Copiosa è la produzione dei provvedimenti legislativi per far fronte al grave problema del traffico di esseri umani, che tuttavia ad oggi non è stato ancora debellato, anche a causa della difficoltà ad individuare le proporzioni del fenomeno, non disponendo di dati precisi ed inequivocabili. Infatti, le stime fornite dalle Organizzazioni non governative e dall’ONU non esprimono valori conformi, né esistono in merito statistiche rappresentative. (Cfr; Wiki -Tratta Esseri Umani- note 3-4-5-6-7-).</p>
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		<title>Urge una legge d&#8217;immigrazione italiana-europea e tutelare donne e minorenni dalla violenza e mercati neri</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2021 08:16:21 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p><strong><em>Immigrazione, Foad Aodi (Amsi);lo stesso film tragico nel mare e la fine annunciata con civili ,donne e bambini morti, ma senza nessuna soluzione concreta ad oggi.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="567" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-07.53.41-1024x567.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15247" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-07.53.41-1024x567.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-07.53.41-300x166.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-07.53.41-768x425.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-07.53.41.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L&#8217;ennesima tragedia in mare, naufragio imbarcazione migranti a largo delle coste libiche: a bordo c&#8217;erano 130 persone. Almeno 10 corpi già individuati. &#8220;Siamo indignati ,scioccati e molto delusa dalla politica per l&#8217;ennesimo film visto e rivisto con l&#8217;ennesima tragedia di uomini e donne e bambini nel mare per colpa del fallimento della politica e della diplomazia europea e internazionale con le loro promesse mai mantenute.In questi anni abbiamo assistito a due cose separate su due binari nel mediterraneo: da una parte la morte di innocenti nel mare per colpa dei trafficanti di esseri umani che agiscono indisturbati dall&#8217;altra parte l&#8217;immobilismo della politica che non ha saputo mettere in agenda soluzioni politiche e combattere l&#8217;immigrazione irregolare arrestando tutti i corrotti, trafficanti e violentatori di donne minorenni migranti .Cosi denuncia <strong>il Presidente dell&#8217;Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e la comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) Foad Aodi nonché membro &#8220;Registro Esperti&#8221; e commissione &#8220;Salute Globale&#8221; Fnomceo</strong> che lancia la proposta di una legge d&#8217;immigrazione italiana-europea con il rispetto dei diritti e doveri, l&#8217;attuazione degli accordi bilaterali e la difesa dei diritti umani, le donne e minorenni migranti che sono vittime due volte sia lo sfruttamento lavorativo che sessuale e del traffico d&#8217;organi.</p>
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		<title>Il fenomeno della tratta di persone: crimine organizzato trasnazionale</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 09:31:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Silva &#160; La schiavitù del secolo XXI È un fenomeno globale che implica l’uso di violenza, minacce, raggiri con la finalità di creare una forza lavoro malleabile e sfruttabile. Secondo dati raccolti&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Veronica Silva</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La schiavitù del secolo XXI È un fenomeno globale che implica l’uso di violenza, minacce, raggiri con la finalità di creare una forza lavoro malleabile e sfruttabile. Secondo dati raccolti da UNODC (United Nation Office for Drugs and Crime), sono almeno 152 i paesi di origine e 124 di destinazione coinvolte nella tratta di persone, essendo oltre 510 i flussi di questo traffico umano che attraversano il mondo; da ciò possiamo concludere che non c’è paese immune a tale fenomeno criminale. L&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) stima che attualmente le vittime di tratta siano 35 milioni, da considerare anche che il profitto totale illecito prodotto in un anno dai lavoratori forzati è stato stimato di circa 32 miliardi di dollari nel 2005. I dati sono comunque approssimativi. Il Protocollo per prevenire, sopprimere e punire il traffico di persone delle Nazioni Unite, che integra la Convenzione contro il Crimine Organizzato Transnazionale, è abbastanza esteso da comprendere diverse forme di sfruttamento attraverso la tratta, alcuni delle quali sono il lavoro forzato (40%) e lo sfruttamento sessuale (53%). Le principali vittime di questo fenomeno sono bambini e donne. Secondo dati recentemente raccolti da UNODC sul numero delle vittime rilevate dalle autorità statali nel mondo, due terzi delle vittime erano donne e il 79% delle vittime erano soggette a sfruttamento sessuale.</p>
<p>Le definizione di questo reato varia, cosi come le capacità di rilevare le vittime. Ci sono molti fattori che possono rendere un paese vulnerabile al traffico di persone, il più citato di tutti è la povertà, ma ci sono molti paesi poveri che non sembrano produrre grandi numeri di vittime, quindi la povertà in sé non è la sola spiegazione del fenomeno.</p>
<p>Le popolazioni della diaspora lo sono sicuramente. La situazione al riguardo non è meno drammatica in America Latina dove, come nel resto del mondo, le vittime sono principalmente bambini, adolescienti e donne. Secondo l’Indice Globale di Schiavitu’ (Índice Global de Esclavitud) il Perù è il quarto paese dell&#8217; America Latina con più casi di tratta dopo Guatemala, Reppublica Dominicana e Haiti. Nicaragua è uno dei provveditori di minorenni mentre Honduras, Guatemala e Messico sono i punti di incontro delle vittime che saranno inviate, maggioritariamente, agli Stati Uniti e al Canada. Le vittime di tratta in Perù sono approssimativamente 66 mila, di cui il 60% sono minorenni e il 90% donne.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trattaessseriumani.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7377" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trattaessseriumani.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="trattaessseriumani" width="800" height="581" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trattaessseriumani.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trattaessseriumani-300x218.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trattaessseriumani-768x558.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un recente reportage di PROMSEX Perù sulla situazione attuale di migliaia di bambini e adolescenti, dagli 11 anni in sù, vittime dello sfrutamento sessuale, ha scosso il paese perchè ha portato alla luce una delle questioni più contrastanti di un paese in via di sviluppo. Il reportage è stato girato a “La Pampa” in Madre de Dios, dipartimento peruviano nell’Amazonia. Migliaia di bambine e adolescenti sono state recluse forzatamente per essere sfruttate sessualmente nei “bares” di La Pampa, lì dove l’attività mineraria informale è prolifera, il che fa dei minatori i principali clienti di questo commercio umano. Le vittime sono spesso reclutate con inganni, i trafficanti hanno bisogno di guadagnare la fiducia delle potenziali vittime, per cui, il reclutamento è spesso portato da cittadini che appartengono allo stesso Stato delle vittime. L&#8217;uso di donne per reclutare altre donne è stato documentato da studi condotti in questo campo. Per molte forme di crimine, le donne sono meno probabili ad essere esecutori; nel traffico umano è un&#8217;eccezione. Le ragazze non possono provare a fuggire o tentare di ribellarsi a questa rete criminale perchè verrebbero picchiate, punite disumanamente e addirittura squartate. Jerónimo Centurión, giornalista peruviano, ha intervistato un medico della zona, testimone di questa drammatica realtà, che ha dicchiarato di aver visto “il corpo di una donna senza testa in La Pampa”. Il dramma però colpisce altre zone del Perù come La Rinconada, un insediamento minerario nel dipartimento di Puno. La Polizia peruviana stima che nella Rinconada essistano più di 4.500 donne vittime del traffico sessuale e che, secondo esperti del crimene organizato, i trafficanti operano in “alleanza” con le miniere informali. “Ci trattenevano i documenti e non ci davano soldi affinchè non scappassimo. C’erano molte boliviane e peruviane, anche colombiane. A volte ci incontravamo per strada. Vivevamo sotto minaccia”, racconta ad un giornale latinoamericano una delle pocche vittime che è riuscita a fuggire da quell&#8217; inferno chiamato La Rinconada.</p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trataesseriumani3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7378" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trataesseriumani3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="trataesseriumani3" width="800" height="1053" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trataesseriumani3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trataesseriumani3-228x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 228w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trataesseriumani3-768x1011.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/trataesseriumani3-778x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 778w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Molti paesi solo recentemente hanno approvato, e altri devono ancora farlo, la legislazione che fa del traffico umano un crimine. Il Codice penale peruviano prevede fino a 20 anni di prigione per il delitto di tratta di persone, ma l’unica legge che sembra prevalere in zone come Madre de Dios e La Rinconada, e altre parti del mondo, è la legge dell’oro che, attraverso le miniere informali, permette che queste bambine siano sfruttate fino a morire con la complicità dello Stato assente e il silenzio dei mezzi di comunicazione che occulta questa realtà latente.</p>
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		<title>Mercanti di schiavi   &#8211;  Tratta e sfruttamento nel XXI secolo</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 07:11:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/54nkHk0RYIJO_s4-mb-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6193" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6193" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/54nkHk0RYIJO_s4-mb-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="54nkHk0RYIJO_s4-mb (2)" width="204" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La tratta di esseri umani è la peggiore schiavitù del XXI secolo e riguarda il mondo intero. I nuovi schiavi hanno in comune le situazioni di estrema vulnerabilità da cui provengono: guerre, povertà, diseguaglianze, corruzione, violenze e persecuzioni. Ma anche l&#8217;incapacità ? o la non volontà ? dei governi locali e delle istituzioni internazionali di affrontare il fenomeno. Non si tratta infatti solo di perseguire i criminali, ma anche di agire sulle cause che obbligano milioni di persone a lasciare le loro case, spingendole spesso nelle reti dei trafficanti; e sulla domanda, soprattutto di lavoro servile o di sesso a pagamento, in continua crescita nei Paesi più sviluppati. Questi i temi trattati nel saggio di Anna Pozzi: <em>Mercanti di schiavi &#8211; Tratta e sfruttamento nel XXI secolo</em>, edito da Le Vele.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha intervistato, per voi, la giornalista Anna Pozzi e la ringrazia tantissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali sono i motivi politici, culturali e sociali alla base delle nuove forme di schiavitù?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attualmente nel mondo ci sono dai 21 ai 35 milioni di persone private della loro libertà e dignità. Milioni di uomini, donne e bambini sfruttati, brutalizzati, spogliati dei loro diritti fondamentali, comprati e venduti come merci qualsiasi, usati e abusati, gettati via quando non servono più. Sono i nuovi schiavi del XXI secolo, vittime di truffe, ricatti, minacce, violenze, ma anche di manipolazioni e condizionamenti psicologici potentissimi. Come sono potenti i nuovi trafficanti e sfruttatori: uomini e donne senza scrupoli, che si arricchiscono sul commercio di carne umana, una delle attività meno perseguite e più redditizie al mondo. L’impunità è, appunto, una delle ragioni alla base della tratta degli schiavi contemporanei. Ma anche la mancanza di politiche locali e internazionali di prevenzione, le troppe zone d’ombra di illegalità, presenti anche nei Paesi più sviluppati, così come le condizioni di povertà, ingiustizia, guerre e crisi che spingono milioni di persone a lasciare la loro terra, rischiando di finire nelle mani di trafficanti e sfruttatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel saggio si parla della tratta di esseri umani: questa prevede anche il fenomeno della vendita degli organi? Ce ne può parlare, nel caso?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancora oggi, la finalità principale della tratta è lo sfruttamento sessuale (53%) che riguarda soprattutto donne (49%) e bambine (21%). Segue lo sfruttamento lavorativo, che coinvolge specialmente uomini (18%) e minori maschi (12%), ma sempre di più anche le donne. Le altre finalità della tratta sono: accattonaggio forzato, servitù domestica, matrimoni precoci e forzati, adozione illegali, gravidanze surrogate, arruolamento in gruppi militari o terroristici e anche il traffico illegale di organi. Un fenomeno, quest’ultimo, che si è accentuato in questi ultimi anni con l’esodo massiccio di profughi dal Medio Oriente (e non solo). Profughi che in diversi casi sono stati costretti a pagarsi la fuga anche attraverso la vendita di organi. Lo stesso è stato documentato nella penisola del Sinai, specialmente per quanto riguarda giovani eritrei scappati dal regime di L’Asmara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali sono, in Italia, le nuove forme di schiavitù e come si potrebbero contrastare ?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia sono presenti quasi tutte le forme di schiavitù moderna. Le più diffuse anche nel nostro Paese sono lo sfruttamento sessuale, che riguarda dalle 50 alle 70 donne e minorenni straniere (con piccole percentuali di uomini, ragazzini e trans) e circa 150 mila i lavoratori (di cui l’80 per cento migranti) vittime del caporalato o sfruttati in condizioni para-schiavistiche. Oltre che nel settore agricolo, specialmente nelle regioni meridionali, il lavoro in condizioni servili è diffuso in tutto il Paese e riguarda diversi ambiti: edilizia, servizi domestici e di cura, settore turistico-alberghiero, ristorazione, fabbriche o commercio ambulante. In Italia, nonostante esistano buone leggi soprattutto per la protezione delle vittime (in particolare le donne costrette a prostituirsi), non si fa abbastanza per perseguire i criminali e per prevenire lo sfruttamento. Con l’arrivo di migliaia di profughi sulle coste italiane, quasi sempre vittime di traffico e in molti casi a rischio di sfruttamento, la situazione è diventata ancora più grave e difficile da gestire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché, a suo parere, manca la volontà – da parte delle istituzioni internazionali – di affrontare il problema?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sia a livello locale che a livello internazionale, sta crescendo la consapevolezza circa il fenomeno della tratta e delle nuove schiavitù. Nel 2014, l’Onu ha introdotto per la prima volta la Giornata internazionale contro il traffico di esseri umani e nel 2015 è stata istituita anche una Giornata ecclesiale di preghiera e riflessione, fortemente voluta da Papa Francesco, che ha più volte definito la tratta un «crimine contro l’umanità» e una gravissima violazione dei diritti umani delle persone coinvolte. Il Pontefice è forse la personalità mondiale più attenta a questo fenomeno e ha promosso in Vaticano diversi summit ad altissimo livello con politici, magistrati e giovani di tutto il mondo. Ma dal punto di vista delle istituzioni nazionali o internazionali non si vede lo stesso attivismo. Oggi il dramma della tratta è sempre più intrecciato con il fenomeno epocale delle migrazioni. Ma quest’ultimo continua a essere affrontato solo come un’emergenza. Non lo si guarda adeguatamente al suo interno e nelle sue molte sfaccettature, compresa quella del traffico e della tratta di migliaia di persone. Un business illegale estremamente redditizio, su cui le organizzazioni internazionale stanno costruendo delle vere e proprie fortune, speculando sulla pelle delle persone più vulnerabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Liberi tutti: testi brevi di un giornalista affermato</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 08:41:45 +0000</pubDate>
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<p>Giuseppe Acconcia: molti lo conoscono come un bravo giornalista, soprattutto di “Esteri”, ma qui lo vogliamo presentare anche come poeta, o meglio come autore di testi brevi. Si tratta di una raccolta intitolata <i>Liberi tutti</i>, edita da Oédipus.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-363.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6142" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6142" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-363.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (363)" width="301" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-363.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 301w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-363-180x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 180w" sizes="(max-width: 301px) 100vw, 301px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riportiamo una conversazione che abbiamo avuto con l&#8217;autore su questo suo ultimo lavoro e lo ringraziamo molto. Versi e parole che riflettono sul concetto di “libertà”, che parlano di attualità, che si rivolgono al tempo passato per migliorare il futuro; testi che parlano al singolare e che coinvolgono tutti perchè nessun individuo può sopravvivere se separato dall&#8217;Altro da sé.</p>
<p>La raccolta si apre con una poesia che si intitola “Apolidia” …</p>
<p><i>Liberi tutti </i>ha l&#8217;intento di parlare di esperienze e di personaggi dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza. L&#8217;idea di scrivere un testo come questo è nata da un&#8217;esperienza con un gruppo di autori di “Portico 47” all&#8217;interno di Apollo 11, un&#8217;associazione di Roma dove è nata l&#8217;Orchestra di Piazza Vittorio. Lì abbiamo organizzato un corso di scrittura creativa con i migranti e con i giovani di seconda generazione e da tutto questo nasce il testo.</p>
<p>La prima poesia ha l&#8217;obiettivo di raccontare una vita a parte, ai margini rispetto alla società civile riconosciuta: c&#8217;è chi si rifugia nella coppia o chi ha bisogno di un bambino, mentre io cerco di liberarmi da tutte le alternative possibili della vita per ritrovare una nuova condizione, anticonformista.</p>
<p>Con un richiamo a un film di David Lynch in cui la protagonista femminile ha la meglio su tutti gli altri, alla fine l&#8217;autore rimane solo, ma rimane in compagnia di se stesso.</p>
<p>Ho letto questa raccolta come un inno all&#8217;autonomia&#8230;</p>
<p>Sì, è un&#8217;esortazione a liberarsi delle costrizioni che vengono dalla società. La poesia, infatti, che dà il titolo al lavoro è proprio un&#8217;esortazione a liberarsi delle scelte che uno ha fatto perchè ci possono essere delle scelte anche migliori che escludiamo perchè ci siamo radicati nelle nostre convinzioni.</p>
<p>“Considero la scrittura come al mondo accessoria”: un verso di un&#8217;altra poesia. Considerato che la tua professione si basa sulle parole, che scrivi libri etc, sembra una contraddizione, o mi sbaglio?</p>
<p>Il tentativo è quello di superare il giornalismo, di “non inciampare nei giornali” (per citare un altro testo breve) perchè diventano una gabbia se si raccontano solo i fatti o le cronache. Si perde la sensibilità delle parole.</p>
<p>Un altro verso che mi ha colpito recita “Ma basta celebrare i morti, ignorando i vivi”, mi vuoi parlare di questa poesia?</p>
<p>Quando lo scrittore inizia a scrivere, spesso, fa riferimento a testi scritti da latri: penso, invece, che ci si debba liberare anche dei miti, degli eroi; questo non vuol dire non leggere o non scrivere, ma significa decostruire lo stile degli altri per trovarne uno proprio.</p>
<p>Infatti il tuo stile è caratterizzato da immagini onoriche, personaggi fantastici, ma anche da tanta ironia&#8230;</p>
<p>Questo spirito mi permette di superare il disagio, il tormento della difficoltà del vivere. In un testo breve scrivo: “ Ti hanno visto da solo&#8230;”e si tratta sempre di una solitudine, comunque, positiva, che ti permette di vedere molte più cose e anch&#8217;essa è una forma di libertà.</p>
<p>Invece ne “Il micantropo” parli di persone poco profonde, sensibili e poco coraggiose</p>
<p>Sì, fa riferimento alle persone che ci stanno attorno, quelle che non hanno il coraggio di parlare, di agire, mentre il tuo coraggio viene interpretato anormale perchè loro non ne hanno esperienza.</p>
<p>Rientriamo nell&#8217;attualità. <i>Park kulturi, Gli assassini di Limerik, La metropolitana di Mosca</i>: tutti testi in cui parli dell&#8217;Europa dopo la caduta del muro di Berlino e di un viaggio che ti ha colpito molto. Ci vuoi raccontare?</p>
<p>Qualche giorno fa hanno smantellato alcuni resti del tempo sovietico in polonia per cui queste poesie sono, effettivamente, di una certa attualità. In un parco di Mosca, infatti, ci sono tutte le statue e i calchi dei vari personaggi che delineano la tristezza della città. Torna, in <i>Liberi tutti</i>, il racconto delle città, di esperienze vissute, esperienze individuali e collettive. La caduta del muro di Berlino, all&#8217;epoca, fu considerata una svolta positiva che, non solo non lo è stata, ma fu un evento che venne anche completamente dirottato verso altro.</p>
<p>Le città e le donne sono spesso legate da un filo rosso&#8230;</p>
<p>Le donne hanno una funzione di bellezza e di salvezza, qualcosa di fantastico. Nel mondo al maschile si parla di guerra e di violenza, mentre le donne potrebbero affermare un mondo di pace, perchè ne sono in grado, andando contro ogni idea stereotipata sul femminile.</p>
<p>Ho trovato molto interessante il testo “Le sponde del fiume” in cui si parla di due mondi, uno in pace e uno in guerra e in cui si parla anche di democrazia. Si può importare la democrazia?</p>
<p>In questo testo c&#8217;è proprio un elemento fondante che è quello secondo cui la democrazia non si può importare. La democrazia è il rispetto dei diritti, delle conquiste che sono patrimonio di un Paese.</p>
<p>In Medioriente il concetto di “democrazia” cambia molto ed è per questo motivo che non si può importare: nei movimenti del 2011, ad esempio, le persone non scendevano in piazza per la democrazia come la intendiamo noi, ma per ottenere maggiori diritti sociali.</p>
<p>Infine, in una poesia dal titolo originale – <i>Bugie oscure peste bubbonica festa mia </i>– scrivi: “ E allora perdere la necessità quotidiana di svegliarsi/col pensiero di trovare cibo/ha o non ha affrancato l&#8217;uomo?”: svuoi spiegarcene il senso?</p>
<p>Il piccolo uomo crede di non aver più bisogno di niente e, quindi, crede di essere libero, ma è un&#8217;illusione. La vera liberazione nasce da una liberazione completa dal “mainstream” e, forse, l&#8217;unico momento in cui questo avviene è durante una festa rituale, quando si abbandonano i limiti imposti dalla società.</p>
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